Perché sto con la Grecia

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All’indomani dell’inatteso risultato del referendum greco mi sono posto alcune domande sul perché trovo significativo, nonché altamente simbolico, questo avvenimento.

di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine, Altrogiornale e Altrainformazione)

 

Houston, 6 Luglio 2015 – Per spiegarmi meglio ho cercato di sintetizzare i motivi per cui non sto e quelli per cui, al contrario, sto dalla parte della Grecia.

 

aaagreece nazi germany 600x435Non sto con la Grecia perché sono contro la Germania.

Pur essendo italiano, personalmente la Germania è il Paese che ho sempre sentito come ‘patria’ e ne riconosco il valore sia ideale che reale, anche se non per questo ne ignoro i limiti.

Comprendo anche la difficile posizione di Angela Merkel, tirata per la giacchetta dagli egoismi dei suoi elettori e della nomenklatura finanziaria di Francoforte.

Tuttavia un sano sviluppo dell’Europa - quella vera - non può nascere dall’opposizione Grecia-Germania.

Sono due poli fondamentali di una civiltà comune.

Due ricchezze insostituibili; l’una rappresenta il vertice dell’arte e del pensiero filosofico del passato e l’altra del pensiero, della musica e della capacità imprenditoriale dell’era moderna.

Non c’è Europa senza Grecia - ma neanche senza Germania.

 

Sto con la Grecia perché è la controparte della Germania.

Quanto la Germania è forte, la Grecia è debole, quanto la Germania è ricca, la Grecia è povera, quanto la Germania ha dato al mondo in termini di pensiero, la Grecia l’ha dato in termini di sensibilità.

Sono i due volti dell’Europa, entrambi preziosi e insostituibili.

Ma soprattutto sono i due popoli che hanno incarnato forse nel modo più eclatante – nel bene e nel male – la potenza dell’ideale.

 

debito greciaNon sto con la Grecia perché penso che la Grecia non abbia i suoi torti.

Il mostruoso debito greco è stato accumulato grazie una politica finanziaria dissennata collegata a corruzione, clientelismo e improvvide scelte sociali e politiche.

La Grecia ha sicuramente truccato le carte per entrare in Europa ostentando un equilibrio finanziario che non possedeva.

 

Sto con la Grecia perché penso che non solo la Grecia abbia i suoi torti.

Tuttavia, se pure vi sono delle indubbie responsabilità della Grecia per il suo ingente debito, esso ha fatto comodo a chi, in Europa, è stato complice in questa tragedia.

La Grecia non è stata l’unica a bluffare, pur di entrare in Europa e, soprattutto, chi poteva ‘vedere’ le carte e scoprire il bluff non l’ha fatto solo per il proprio interesse.

 

Non sto con la Grecia perché penso che la Grecia non debba onorare i suoi debiti.

Penso che non sia tanto il debito greco che dovrebbe essere rivisto e rinegoziato ma tutto il sistema del danaro fondato sul debito.

Comunque sia vi sono stati nella storia, anche recente, molti esempi di cancellazione – o sostanziale riduzione - del debito ai quali - superando l’intransigenza degli usurai della BCE - sarebbe possibile richiamarsi onde mettere in campo delle regole più sensate.

 

brandeSto con la Grecia perché penso che, grazie alla Grecia, sia iniziato da ieri un processo di rinnovamento dell’Europa.

Il risultato del referendum potrebbe essere la prima crepa che si apre sul volto di un’Europa fondata sulla finanza e non sui popoli.

Il valore dell’immagine ideale di questa consultazione popolare va molto al di là dei suoi effettivi risultati.

È un pensiero-immagine che avrà, a mio avviso, una vita propria nella Storia del nostro tempo.

 

Non sto con la Grecia perché sono un fautore della democrazia a tutti i costi.

Ogni sistema sociale nella storia ha avuto una fase di sviluppo, di crescita e di declino.

E la democrazia non fa eccezione.

Non posso ignorare i limiti di questa concezione, tuttavia al momento non vedo ancora le premesse per lo sviluppo di un sistema più evoluto.

periclesSto con la Grecia perché prima di andare oltre è necessario che la democrazia possa diventare un ideale realizzato.

Se pur è auspicabile andare verso un sistema sociale tripartito fondato sull’individualismo etico, tuttavia il cammino dell’uomo non può procedere a un livello superiore finché il sistema precedente - in questo caso la democrazia - non sarà pienamente realizzato.

Ma si parla di democrazia reale, dato che quella che oggi viene definita tale è, probabilmente, il più straordinario sistema di controllo mentale mai tentato – e riuscito - dove l’illusione di scegliere liberamente viene utilizzata dalle élite per controllare e manipolare i popoli.

Ebbene, ieri la Grecia ha indicato a tutti la strada per questa realizzazione.

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Ultima modifica il Lunedì, 06 Luglio 2015 21:27
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Piero Cammerinesi
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