L’Anticristo e la grande Sfida del terzo Millennio

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di Piero Cammerinesi

L’argomento dell’Anticristo è tornato prepotentemente alla ribalta e non solo nei circoli esoterici o religiosi per via delle recenti dichiarazioni di Peter Thiel, di cui ho scritto recentemente.

Ed è anche comprensibile, dato che ormai sono sempre di più coloro che, pur non conoscendo a fondo le Scritture, percepiscono il presente come un tempo apocalittico.

Dunque, come ho commentato nell’articolo sopra citato, secondo Thiel, l’Anticristo non è soltanto la figura malvagia o tirannica della tradizione religiosa, ma un falso salvatore che si presenta come benefattore dell’umanità. Questa interpretazione deriva dal pensiero del filosofo René Girard, uno dei principali riferimenti intellettuali di Thiel.

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L’Anticristo di Thiel agisce sostituendosi simbolicamente a Cristo: si presenta come promotore del bene, della pace e della protezione dei deboli, ma in realtà conduce verso forme di controllo e totalitarismo.

Da questa idea deriva una critica politica verso movimenti e personalità considerate portatrici di una visione collettivista o limitatrice delle libertà individuali. Tra queste vi sono alcuni attivisti woke, Greta Thunberg e gli esponenti del cosiddetto tecno-pessimismo come Eliezer Yudkowsky, che mettono in guardia contro i rischi dell’intelligenza artificiale fuori controllo.

Nella visione di Peter Thiel, l’Anticristo si presenterebbe allora come una figura ostile allo sviluppo tecnologico, capace di sfruttare le paure collettive — in particolare quelle legate all’intelligenza artificiale — per concentrare un potere globale. Questa figura sarebbe associata a burocrazia, regolamentazione e controllo istituzionale.

Per contrastarlo sarebbe necessario un “Katechon”, cioè una forza capace di trattenere o limitare l’ascesa dell’Anticristo, che Thiel identifica nientemeno che negli Stati Uniti, purché rimangano difensori della libertà individuale (sic!). Aggiunge però che, se anche gli USA dovessero diventare eccessivamente burocratici o autoritari, potrebbero a loro volta trasformarsi in una forma di Anticristo.

Come si può vedere una visione molto personale di questa figura centrale per molte filosofie e fedi religiose del passato anche remoto, che non solo si allontana dalle visioni consuete, ma in qualche modo le ribalta.

Tra i più interessanti possiamo considerare le visioni di Ildegarda di Bingen ed alcuni scritti di Gioacchino da Fiore.

Secondo questi autori la manifestazione dell’Anticristo sarà preceduta da una grande confusione spirituale, caratterizzata da profonde crisi religiose e conflitti globali con motivazioni religiose.

Le principali visioni che hanno plasmato l’immaginario collettivo medievale includono:

1. L’Anticristo come “Oppositore Definito” (Adso di Montier-en-Der, X secolo)

Nel trattato De ortu et tempore Antichristi, il monaco Adso creò la biografia dell’Anticristo su richiesta della regina Gerberga. Secondo questa profezia egli dovrebbe nascere a Babilonia dalla tribù di Dan. Da adulto si circonderebbe di maghi, e ricostruirebbe il Tempio di Gerusalemme pretendendo di essere adorato come Dio. Adso profetizzò che l’Impero Romano (nella sua veste germanica) sarebbe stato l’ultimo baluardo a trattenerlo. Solo dopo la fine dell’Impero, l’Anticristo regnerebbe per tre anni e mezzo prima di essere sconfitto dall’arcangelo Michele.

2. L’Anticristo come “Mostro Storico” (Ildegarda di Bingen, XII secolo)

La grande mistica medievale descrisse l’Anticristo nelle sue visioni (in particolare nello Scivias) non solo come un’entità spirituale, ma come un personaggio reale e diabolico.

 

Secondo lei egli verrebbe concepito da un’unione innaturale tra una donna umana posseduta da Satana e un demone, presentandosi poi come un salvatore e un maestro di moralità, conquistando i leader politici e religiosi dell’epoca con falsi miracoli e prodigi ingannevoli. Una delle citazioni più celebri e incisive di Ildegarda di Bingen sull’Anticristo riguarda la responsabilità dei singoli credenti nell’ascesa del male:

Se si crede ai testi sacri il regno dell’Anticristo è inevitabile, dipende da ciascuno di noi portare o no la sua pietra al mostruoso edificio.
Nelle sue complesse visioni descritte nello Scivias, la mistica tedesca offre ulteriori descrizioni profetiche sulla natura camaleontica e ingannevole di questa figura, spiegando come riuscirà a sedurre l’umanità fingendosi un portatore di giustizia:

 

Ildegarda scrive che l’Anticristo si presenterà come un paladino della morale, ingannando persino i devoti. Egli

strapperà la terra, distruggerà il discernimento e coprirà i poteri interiori dell’uomo per non fargli vedere la verità.

Nella Visione XI del terzo libro dello Scivias, Ildegarda avverte che la Chiesa sarà invasa e tradita dall’interno

perché coloro che dovrebbero amarla la perseguiteranno violentemente.

3. L’Anticristo come “Età Storica” e Federico II (Gioacchino da Fiore, XII-XIII secolo)

Il teologo calabrese, definito da Dante “di spirito profetico dotato”, divise la storia in tre grandi età (Padre, Figlio e Spirito Santo). La sua complessa esegesi influenzò i movimenti pauperistici e le profezie successive sui Papi.

 

Gioacchino identificò l’Anticristo non necessariamente in un singolo individuo, ma in una serie di figure nemiche della Chiesa (tra cui sette grandi persecutori, da Erode fino al compimento finale).

Nel XIII secolo, il fervore apocalittico portò i suoi seguaci (i gioachimiti) a identificare l’Anticristo storico con l’imperatore Federico II di Svevia, acerrimo nemico del Papato.

Queste concezioni ebbero un impatto duraturo e radicale, tanto da influenzare profondamente la letteratura coeva, come la struttura dell’Inferno nella Divina Commedia di Dante.

***

Le moderne Profezie sull’Anticristo

Giungendo a tempi più recenti, segnali  di perdita di autorità delle religioni tradizionali, di conflitti tra religione e scienza e di nascita di nuove forme di spiritualità vengono collegati alla figura dell’Anticristo sia nei reading di Edgar Cayce che nelle conferenze di Rudolf Steiner.

Cayce, lo sleeping prophet, parlò di un periodo di forti trasformazioni della Terra e della civiltà tra la fine del XX secolo e i primi decenni del XXI.

Nei suoi reading accennò a cambiamenti climatici e geologici di questo periodo ed a crisi delle istituzioni politiche e religiose che avrebbero portato a trasformazioni spirituali dell’umanità ed alla nascita di una coscienza più spirituale. Molti interpreti collocano il culmine di queste trasformazioni tra il 2025 e il 2035.

A proposito dei cambiamenti geografici Edgar Cayce parlò del possibile innalzamento del livello dei mari, di terremoti in varie zone del mondo ed annunciò anche la riemersione di rovine sommerse di Atlantide, cosa che sembra si sia realizzata nell’area delle isole Bahamas, quando, nel 1968, al largo di North Bimini venne scoperta la cosiddetta “Strada di Bimini”, una formazione sottomarina composta da giganteschi massi calcarei rettangolari.

Dell’Anticristo Cayce – come Gioacchino da Fiore. – affermò che non si tratta necessariamente di una singola persona, ma che potrebbe trattarsi di uno spirito che nega il Cristo interiore e che può manifestarsi come sistema di potere, di materialismo o di ideologie che negano la dimensione spirituale dell’uomo.

In alcuni suoi reading affermò che “molti anticristi verranno”, un’idea simile a quella espressa nelle lettere di Giovanni nel Nuovo Testamento.

Per Cayce il ritorno del Cristo non è un evento spettacolare esterno, ma rappresenta il risveglio della coscienza cristica nell’umanità, un cambiamento morale e spirituale globale

Man mano che ci avviciniamo all’Età dell’Oro, i veli saranno sollevati e gli abitanti della Terra prenderanno coscienza degli abitanti dell’Universo (Edgar Cayce).

Il Drago dell’Apocalisse con in groppa Babilonia la Grande

Confrontando le visioni di Edgar Cayce con quelle di Rudolf Steiner emergono alcuni paralleli molto interessanti riguardo al futuro dell’umanità, al pericolo dell’Anticristo e al periodo storico in cui viviamo.

Come si è accennato, nei reding di Cayce l’Anticristo non è semplicemente un dittatore apocalittico.
È piuttosto una coscienza anti-spirituale, un sistema culturale che nega lo spirito, una civiltà dominata dal materialismo e dal potere tecnologico senza etica

Edgar Cayce

Sappiamo che per Rudolf Steiner l’umanità si trova di fronte a tre grandi forze spirituali: Lucifero – la fuga nell’illusione, nel fanatismo spirituale e nell’orgoglio mistico, Arimane – il materialismo, il dominio della tecnica e il pensiero puramente meccanico ed il Cristo – la via di equilibrio tra le prime due.

Steiner previde che nel futuro l’umanità avrebbe affrontato una forte influenza di Arimane, un’entità che lavora per vincolare l’uomo alla Terra.

Questa forza si manifesta attraverso il dominio della tecnologia priva di spiritualità, il controllo burocratico e tecnocratico dell’umanità, la riduzione dell’uomo a macchina biologica e la perdita della libertà interiore.

Non è difficile mettere in relazione queste indicazioni di oltre un secolo fa con quanto stiamo assistendo oggi in termini di intelligenza artificiale sorveglianza globale e sistemi di potere impersonali.

Un altro possibile segnale che può indicare la manifestazione dell’Anticristo è la nascita di una religione o ideologia globale che unifichi il mondo ma a prezzo della libertà spirituale. Secondo questa lettura l’Anticristo potrebbe presentarsi come messaggero di pace universale ma diventare uno strumento di controllo culturale o spirituale.

Per Steiner l’Anticristo rappresenta l’evento storico-spirituale in cui l’umanità rifiuta completamente lo spirito e il Cristo, cadendo preda dell’influenza di Arimane.

Se gli uomini potessero dire a se stessi: «Dagli spiriti luciferici dobbiamo acquisire solo ciò a cui guardiamo dall’alto, così come guardiamo dall’alto in basso alla nostra natura inferiore», allora farebbero bene. Ma quando gli uomini arriveranno a dire: «Guardate, il Cristo dà solo il quarto principio, mentre ci sono gli spiriti che danno il sesto e il settimo», allora gli uomini che pensano così nei confronti del Cristo adoreranno e innalzeranno come loro vessillo l’Anticristo.
Così si affermerà in futuro la posizione dell’Anticristo rispetto al Cristo. E con la mente esteriore, con il genio esteriore, non si potrà obiettare nulla contro queste cose, poiché si potrà addurre molto che, nel senso della ragione e del genio, sarà più intelligente nell’Anticristo di quanto lo sia il principio umano più profondo che il Cristo riverserà sempre più nell’anima. Poiché il Cristo porta all’uomo il quarto principio macrocosmico, che, essendo macrocosmico, è tuttavia infinitamente più importante di tutti i principi microcosmici – è più forte di essi, sebbene sia affine all’Io umano, più forte di tutti gli altri che si possono raggiungere durante l’evoluzione terrestre –, si dirà, proprio perché è solo il quarto principio, che sia inferiore al quinto, al sesto, al settimo, che provengono dagli spiriti luciferici, che sia in particolare inferiore a ciò che proviene dall’Anticristo (Rudolf Steiner, Il Cristianesimo esoterico e la Guida spirituale dell’Umanità, O.O. 130).

Così come il corpo fisico di Gesù di Nazareth fu completamente permeato dal quarto principio macrocosmico (il Cristo), allo stesso modo in futuro questo principio permeerà i corpi di coloro che accoglieranno il Cristo in sé.
Steiner previde un’epoca in cui molti uomini, soprattutto quelli materialisti o intellettualmente orientati, considereranno il Cristo «superato». Giudicheranno la sua dottrina meno elevata rispetto ad altre entità spirituali che, pur non potendo penetrare l’intero essere umano, sono in grado di elevare straordinariamente l’intelletto e la genialità.
Si arriverà così a esaltare il più potente tra questi spiriti luciferici, che prenderà possesso di una natura umana e la permeerà di una genialità eccezionale.
In futuro potremo sperimentare – e i tempi si stanno già preparando – un’epoca in cui persone ignoranti diranno: Sì, il Cristo, in realtà, se esaminiamo i Vangeli o lasciamo che agisca su di noi ciò che Egli ha dato all’umanità, per quanto riguarda il suo insegnamento, ciò che da Lui scaturisce come insegnamento, non si trova affatto a quell’altezza alla quale forse si trovano altre entità spirituali che sono in relazione con l’uomo. Queste, in un certo senso, si elevano al di sopra dell’uomo; non possono penetrare l’uomo nella sua totalità, ma permeano la sua intelligenza, il suo genio! – E chi osserva dall’esterno dice: «Queste entità sono in realtà superiori al Cristo» (Rudolf Steiner, Il Cristianesimo esoterico e la Guida spirituale dell’Umanità, O.O. 130).
Quindi lo eleveranno come grande guida dell’umanità, considerandolo superiore al Cristo.
Rudolf Steiner dunque annuncia una futura contrapposizione tra il Cristo (che dona all’uomo il centro del suo essere) e lo spirito luciferico (che promette uno sviluppo unilaterale e “geniale” delle facoltà superiori), con il rischio che l’umanità scelga il secondo e cada nell’adorazione dell’Anticristo.
Sul piano esteriore, se Arimane rappresenta il materialismo, il dominio della tecnica e il pensiero puramente meccanico abbiamo, dall’altro lato, la forza di Lucifero, che agisce in modo opposto, favorendo il fanatismi religiosi, i messianismi politici, la spiritualità illusoria e fuga dalla realtà.
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Per Steiner dalla influenza luciferica nascono le guerre religiose e ideologiche che conducono alla battaglia finale di Armageddon, descritta nell’Apocalisse di Giovanni.

Ancora una volta vediamo che, sia secondo Cayce che Steiner, questa battaglia non è solo militare, ma soprattutto spirituale, culturale, interiore nell’essere umano.

E per entrambi gli autori il XXI secolo rappresenta un periodo decisivo per via della crisi delle religioni tradizionali, dei conflitti geopolitici con elementi religiosi, delle trasformazioni tecnologiche radicali e della ricerca di una nuova spiritualità.

Questo periodo è collegabile, infatti, alle profezie sulla “prova dell’umanità” prima di un cambiamento di coscienza.

Qui Cayce e Steiner sono sorprendentemente vicini; per entrambi il ritorno del Cristo non è certamente un evento fisico spettacolare, ma soprattutto un risveglio della coscienza cristica nell’umanità.

Sappiamo che Steiner parlò di una manifestazione eterica del Cristo percepibile interiormente dall’uomo a partire dagli anni ’30 del secolo scorso ma annunciò anche la prossima incarnazione di Arimane.

L’incarnazione di Arimane

Secondo Steiner, così come il Cristo si è incarnato in Gesù anche altre entità spirituali si incarnano nella storia in corpi umani.

Cosi come c’è stata, al principio del terzo millennio a.C., un’incarnazione di Lucifero, e cosi come c’è stata, al tempo del mistero del Golgotha, I’incarnazione del Cristo, ugualmente, qualche tempo dopo la nostra attuale esistenza terrena, circa nel terzo millennio dopo Cristo, ci sarà in Occidente un’incarnazione di Arimane. Cosi, questo periodo di circa sei millenni dell’evoluzione storica dell’umanità si può comprendere rettamente solo se si pensa che ad un suo polo sta un’incarnazione luciferica, nel mezzo l’incarnazione del Cristo, e all’altro polo I’incarnazione di Arimane (Rudolf Steiner, Sull’incarnazione di Arimane, O.O.193)

Questa incarnazione, secondo Steiner, dovrebbe manifestarsi in Occidente con tutta probabilità all’inizio del terzo millennio.

Non indicò una data precisa, ma disse che l’umanità doveva diventare cosciente di questo pericolo.

Scrive Pietro Archiati in Seminario sull’Apocalisse (1993):

In una conferenza Steiner ha usato una formulazione che sembra indicare in un modo molto chiaro il tempo, dice “prima che sia trascorso anche soltanto un frammento del terzo millennio, Arimane sarà già incarnato sulla Terra”, prima ancora che anche soltanto una parte del terzo millennio sarà trascorso, Arimane sarà già incarnato sulla Terra. Io l’ho interpretato che quando scocca l’ora dell’inizio dell’anno duemila, Arimane è già incarnato.

Steiner affermò che Arimane non si presenterebbe come un demone evidente, ma al contrario, potrebbe presentarsi come un grande organizzatore della società, un genio scientifico o tecnologico, un leader estremamente razionale, qualcuno che promette ordine, efficienza e sicurezza.

Il pericolo sarebbe che l’umanità accetti un sistema perfettamente organizzato ma senza libertà spirituale.

Arimane agisce dalla meta del secolo XV e sta diventando sempre più forte, fino a che una sua reale incarnazione avrà luogo nell’’umanità occidentale. Ora, queste cose vengono sempre predisposte molto tempo prima. Le potenze arimaniche preparano I’evoluzione dell’umanità in modo che questa possa cadere nelle mani di Arimane, quando, nella civiltà occidentale — che non si potrà ormai quasi più chiamare una civiltà nel nostro senso — Arimane apparirà in figura umana, cost come un tempo Lucifero è apparso in Cina, e come Gesù Cristo è apparso in Palestina. Non serve, in queste cose, farsi illusioni. Una opera preparatoria lo aiuterà a farsi seguire da tutta I’umanità che oggi chiamiamo civile, oppure se troverà I’umanità capace di opporgli resistenza. Oggi non serve illudersi in proposito! (Rudolf Steiner, Sull’incarnazione di Arimane, O.O.193)

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Se l’influenza arimanica cresce quando la civiltà viene dominata da materialismo assoluto, tecnocrazia e riduzione dell’uomo a meccanismo biologico o digitale con conseguente perdita del senso spirituale dell’esistenza, risulta evidente come questo rinvii al controllo tecnologico globale, alla manipolazione dell’informazione ed alla fusione tra uomo e macchina.,che caratterizza la società attuale

Le parole “civiltà occidentale — che non si potrà ormai quasi più chiamare una civiltà nel nostro senso” sembrano una descrizione precisa della nostra attuale contingenza storica, dove la menzogna manifesta, le perversioni sessuali sdoganate, l’abbandono dell’ordine mondiale fondato su regole ed i genocidi ormai legalizzati sono la ‘cifra’ del degrado dell’Occidente.

Nel nostro secolo, pertanto, l’umanità sta affrontando una prova spirituale collettiva, una fase decisiva a causa dello sviluppo dell’intelligenza artificiale della manipolazione genetica, del controllo digitale delle società e della crisi delle religioni tradizionali.

Tre grandi prove della civiltà moderna

L’umanità nel periodo moderno attraversa tre grandi prove.

Oggi dobbiamo chiederci: “Chi aizza i popoli gli uni contro gli altri? Chi solleva le questioni che danno all’umanità la direzione attuale?” Ecco la risposta: è la seduzione arimanica, la quale oggi si insinua negli uomini! E in questo campo gli uomini si lasciano ingannare assai facilmente. Essi non vogliono acconsentire a discendere giù, negli strati più profondi, dove stanno le realtà (Rudolf Steiner, Sull’incarnazione di Arimane, O.O.193)

Prova del materialismo

La prima riguarda il dominio della visione materialistica del mondo. Segni tipici: l’uomo ridotto a macchina biologica e la coscienza vista come prodotto del cervello, con il progresso tecnico separato dall’etica. Questa tendenza è collegata all’influenza di Arimane.

Prova del fanatismo spirituale

La seconda prova nasce dal polo opposto. Qui agisce l’influenza di Lucifero. Si manifesta con fanatismi religiosi, ideologie salvifiche, leader carismatici che promettono redenzione immediata, Insomma con spiritualità disconnessa dalla realtà. Molte guerre ideologiche o religiose della storia vengono interpretate in questa chiave.

Prova della libertà

La terza e più importante prova riguarda la libertà interiore dell’uomo. Secondo Steiner l’umanità deve imparare a sviluppare pensiero autonomo, responsabilità morale individuale e coscienza spirituale libera. Questa è la via del principio del Cristo.

Un possibile nuovo ciclo della civiltà

Nonostante le visioni drammatiche del futuro, Steiner ha comunque sempre sottolineato un punto fondamentale, vale a dire che il destino non è predeterminato. Esistendo la libertà umana – anche se non sempre facilmente realizzabile – la storia dipende dalle scelte coscienti degli esseri umani.

Sappiamo. infatti, che secondo la scienza dello spirito l’evoluzione dell’umanità non è guidata soltanto da forze politiche o economiche, ma anche da dimensioni spirituali e morali.
Il compito dell’uomo è pertanto quello di sviluppare una coscienza capace di unire scienza, spiritualità e libertà individuale.

Anche per Edgar Cayce superata queste prove potremmo trovarci di fronte all’emergere di una civiltà più spirituale, una scienza che integri materia e spirito ed una nuova visione dell’essere umano.

Al tempo stesso in quella che possiamo chiamare una battaglia apocalittica per la libertà umana noi siamo accompagnati ed assistiti da entità spirituali angeliche ed arcangeliche che sono le nostre alleate per far trionfare la regolare evoluzione dell’umanità verso il sesto periodo di cultura.

Dunque non siamo soli. E questo ci deve fornire il coraggio necessario per questa importante battaglia dell’inizio del terzo millennio.

Dobbiamo sradicare dall’anima
la paura e il timore di ciò che il futuro
può portare all’uomo.
Dobbiamo acquisire serenità in tutti
i sentimenti e sensazioni rispetto al futuro.
Dobbiamo guardare in avanti con assoluta
equanimità verso tutto ciò che può avvenire.
E dobbiamo pensare che tutto quello che verrà
ci sarà dato da una direzione del mondo
piena di sapienza.
Questo è parte di ciò che dobbiamo imparare in questa era:
saper vivere con assoluta fiducia,
senza nessuna sicurezza nell’esistenza,
fiducia nell’aiuto sempre presente
del mondo spirituale.
In verità nulla avrà valore se ci manca il coraggio.
Discipliniamo la nostra volontà
e cerchiamo il risveglio interiore,
tutte le mattine e tutte le notti.
(Rudolf Steiner, Preghiera per l’era di Michele).

 

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