di Adriana Koulias
Miei carissimi amici, abbiamo superato la notte più lunga e ora siamo di nuovo sulla via della luce! [l’Autrice vive in Australia NdT]
Ho pensato a voi durante tutte queste notti buie, ma le circostanze mi hanno costretto a occuparmi di alcune faccende che, in un certo senso, mi hanno dato il tempo di lasciare che una serie di pensieri maturassero nella mia anima.
In verità questo post ha avuto molte incarnazioni: ne ho perso gran parte nelle “note” del mio computer, cosa inaspettata che ho interpretato come un segno che non andasse bene, così l’ho scritto e riscritto. E così l’argomento, come il lievito, si è trasformato in qualcosa di completamente diverso eppure, stranamente, uguale, poiché i pensieri che lo circondano sono cambiati e si sono metamorfosati in modi sorprendenti eppure prevedibili.
Questi paradossi sono sempre per me un’indicazione di regolarità e quindi sento di potervi ora presentarli in parti.
Questa è la prima parte.

Vi esorto a ricordare che ciò vi viene offerto in uno spirito di libertà ed è la vostra stessa anima che deve decidere se per voi sia fruttuoso. Ciò che vi presento è sempre e solo una base per ulteriori comprensioni, perché una volta che queste fondamenta e queste forme sono state stabilite, possono incarnare altre forme e idee – in questo modo sono un’azione, un’opera.
In verità, Michele, ai nostri giorni, opera nelle nostre volontà come custode della nostra libertà e quindi non ci ispira a fare questo o quello; solo in seguito, attraverso il suo sguardo, apprendiamo se ciò che offriamo è degno di un progresso del mondo o meno. Egli è interessato alle nostre realizzazioni personali solo nella misura in cui queste siano diventate azioni mondiali, azioni che avvantaggiano o non avvantaggiano il mondo. Egli vive nei risultati di queste azioni.
Detto questo, miei carissimi amici, i pensieri che hanno abitato la mia mente e che mi hanno spinto a scrivere questo intervento erano legati a una serie di elementi: gli anni dal 1998 al 2030 e l’anniversario della nascita e delle vite dei due bambini Gesù che divennero Gesù di Nazareth; il rapporto di questo mistero alla luce della Terza Manifestazione del numero 666 nel 1998 e la ricapitolazione delle due precedenti manifestazioni e dei loro effetti che conducono al 2030; e l’imminente incarnazione di Arimane in relazione a ciò che è umano nella Leggenda del Graal.
Offro quindi questa opera in tre parti e tutto ciò che vi chiedo è di ascoltare le mie parole con il cuore!
Cominciamo quindi dai Vangeli, in modo da gettare le basi per il nostro studio, poiché si tratta di un mistero piuttosto complesso.
Mi scuso se conoscete già le mie conferenze su questo argomento, ma in questa occasione ho voluto affrontarne un altro aspetto. Quindi, se riuscite a sopportarlo, potrebbe rivelarsi qualcosa di fruttuoso per voi.
Da dove cominciare?
Un astrologo una volta mi disse che ho la tendenza a tornare sempre alle origini delle cose, e aveva ragione!
Sappiamo che la Bibbia è divisa in due parti, l’Antico e il Nuovo Testamento, e oggi ciò a cui assistiamo nel mondo in generale è un risveglio delle persone alle enormi differenze che li separano, spesso in modo errato. Pochissimi comprendono Dio e pochissimi comprendono Cristo e Gesù!
Diamo un’occhiata all’Antico Testamento.
Si può dire che l’Antico Testamento, nella sua interezza, sia un resoconto umano, o un’interpretazione di ciò che fu deciso fin dall’inizio dell’evoluzione del mondo da Dio Padre. Lo stesso Rudolf Steiner afferma che si tratta di un resoconto della Volontà del Padre e che il suo inizio si trova nel primo libro, giustamente intitolato Genesi.
La Genesi, in termini antroposofici per chi non lo sapesse, è ambientata nell’antico continente di Lemuria ed è proprio qui che si è svolto il grande dramma della storia umana che conosciamo come «La Caduta dell’Uomo».
Abbiate pazienza, questo è rilevante.
Prima della Caduta c’erano due alberi: l’Albero della conoscenza o della Saggezza e l’Albero della vita o dell’amore. Vivevano fianco a fianco.
La «Caduta» è legata a questi due alberi, che oggi hanno un collegamento nei nostri corpi fisici, con il nostro sangue (albero della vita) e i nostri nervi (albero della conoscenza).
La Caduta è legata all’Albero della Conoscenza. Ecco perché i nervi e i sensi sono oggetto della Caduta, che non avvenne in un istante, miei cari amici, ma, come il diluvio di Atlantide, richiese eoni.
La tentazione di Eva da parte di Lucifero, che la spinse a mordere la mela dell’Albero della Conoscenza (in latino il nome della mela è «Malum», ovvero «male»), e la successiva tentazione di Adamo attraverso di lei, sono rappresentate in modo tale da poter essere interpretate da coloro che erano iniziati ai misteri.
In verità Adamo ed Eva erano un unico essere, un essere androgino le cui parti maschili e femminili erano collegate ai nervi (Adamo) e ai sensi (Eva).
Ci viene detto che Lucifero tentò Eva — l’aspetto femminile — affinché sviluppasse i sensi in modo da poter percepire non solo il mondo spirituale, ma anche quello fisico. È questa percezione che ha causato una «caduta»: la percezione cosciente del mondo spirituale sulla «terra» (il paradiso) si è abbassata, ha «aperto» gli occhi a una percezione fisica del mondo materiale e, con l’ingresso di questo mondo materiale nell’anima, vi si è insinuato un altro essere: Arimane. Arimane, infatti, era il “re” del mondo fisico, essendo stato in precedenza bandito sulla Terra. Egli entrò nell’anima dell’aspetto di Adamo attraverso le immagini e nacque il pensiero.
Percezione e pensiero. Eva e Adamo.
L’essere i cui nervi e sensi erano stati tentati fu quindi “bandito” dal paradiso, ovvero iniziò lentamente a dimenticare il mondo spirituale e ciò alla fine portò a una scissione. Adamo ed Eva si divisero: gli organi sensuali/sessuali (Eva) dall’organo cerebrale del pensiero (Adamo).
Ma fu Michele, in primo luogo, a ordinare a Lucifero di cadere!
Vedete, miei carissimi amici, il mondo spirituale opera in modi misteriosi!
In verità, gli esseri umani erano destinati a essere la «corona» del creato, la ragione dell’esistenza del nostro cosmo attuale. Predestinati a diventare i primi esseri umani nel nostro sistema solare a svilupparsi indipendentemente dagli esseri superiori. Fu quindi molto prima di Lemuria e della Caduta, durante le evoluzioni di Saturno, del Sole e della Luna, che ogni aspetto dell’essere umano terreno fu elaborato, corpo e anima, affinché sulla Terra potessimo sviluppare l’Io attraverso la libertà, per mezzo della caduta nella materia.
Per questo Lucifero e Arimane erano necessari! E hanno svolto il loro ruolo!
Tuttavia, furono predisposti piani di emergenza per ciò che era stato previsto, ovvero che Arimane e Lucifero non si sarebbero limitati ai compiti loro assegnati, ma li avrebbero anche superati. Si era intuito che, creando la libertà dallo spirito, gli esseri umani avrebbero potuto, senza alcun aiuto, diventare vulnerabili alle macchinazioni di Lucifero e Arimane: vale a dire, stimolando l’ulteriore sviluppo della capacità di procreare (Lucifero) e di pensare (Arimane), in modo che l’umanità finisse per unirsi ancora di più alla Terra e si allontanasse completamente dal mondo spirituale.
Gli dei, nella loro infinita saggezza, videro che ciò avrebbe portato alla fine gli esseri umani a sprofondare così profondamente nella materia e nel regno della morte che persino il karma e la malattia che li avevano colpiti quando avevano ceduto alla tentazione – le due cose che avrebbero potuto aiutarli a superare il peccato della loro caduta nella materia – avrebbero finito per deluderli.

Si temeva che gli esseri umani si sarebbero così impigliati nella materia che la morte non avrebbe portato al superamento dei loro peccati attraverso il karma e la malattia, e che non ci sarebbe stata alcuna ascesa verso lo spirito secondo le leggi naturali al momento della morte, ma piuttosto un annientamento del corpo e, con esso, dell’anima e dello spirito.
Gli esseri superiori sapevano che ciò non poteva essere impedito da nessun singolo essere umano; nessun uomo poteva assumersi il karma oggettivo del mondo, né la malattia o la morte di alcun essere umano aveva il potere di redimere questi peccati; ciò avrebbe richiesto un sacrificio incredibile da parte di un essere privo di karma e di peccato, un Dio che, entrando nell’evoluzione del mondo, potesse assumersi il karma e il peccato e morire per vincere la morte e far risorgere la vita, per invertire la caduta dell’umanità nella materia.
Pertanto Cristo, che viveva al di là del nostro cosmo come secondo membro della trinità divina in qualità di Figlio, iniziò la sua discesa sulla terra a partire dall’epoca della caduta in Lemuria per contrastare Lucifero e Arimane.
La prima contromisura avvenne nel regno del Sole come stella per redimere i 12 sensi collegati al corpo fisico; vediamo questa redenzione in ogni bambino che si alza in piedi e inizia a camminare.
La seconda nel regno del Sole come pianeta per redimere i 7 organi; vediamo questa redenzione in ogni bambino che inizia a parlare e nel suo collegamento con il corpo eterico.
E infine nel regno oltre la Luna, dove si è elaborato il corpo astrale, nella sfera del pensiero, del sentimento e della volontà; vediamo questa redenzione – che è una ricapitolazione a un livello superiore del camminare (volontà) e del parlare (sentimento) nel pensiero – in ogni bambino che riesce a dire «io».
Questi tre sacrifici sono, si potrebbe dire, ricapitolati nei primi tre anni di vita. Pertanto, un bambino prima dei 3 anni è un’immagine dei sacrifici di Cristo.
Così, il pensiero, la facoltà più indipendente nella nostra anima, non avrebbe potuto svilupparsi senza Lucifero e Arimane, perché la scissione in due, uomo e donna, era necessaria; infatti la vita sessuale, la vita della riproduzione fisica, è l’antipodo del pensiero, poiché si svolge in quel regno dove regna la volontà ed è inconscia.
Tuttavia, paradossalmente, entrambi sono collegati attraverso la vita dei sentimenti ed è per questo che ancora oggi la voce di un ragazzo cambia durante la pubertà, ovvero tra i 12 e i 14 anni, cioè quando inizia a sviluppare il corpo astrale, mentre anche la voce di una donna cambia in quel periodo e continua a cambiare per tutta la vita ad ogni ciclo mestruale. La responsabilità è degli ormoni nel cervello.
Se mi consentite una digressione, anni fa, quando ero all’apprendistato presso Jan Light della Sydney Opera Company e lavoravo sulla laringe e sul canto correttivo, lei mi disse che non allenava mai una voce a meno che il cantante non avesse almeno 14 anni o più. Aggiunse inoltre di prestare particolare attenzione alle voci delle donne durante il ciclo mestruale, sottolineando che bisognava essere particolarmente cauti.
Non è difficile comprendere come la laringe, anche nella sua anatomia fisica, sia l’immagine di un organo sessuale superiore! Ecco perché “In principio era il Verbo”, il Creatore di tutte le cose, come ci dice il Vangelo di San Giovanni.
Sia nella trasformazione del corpo astrale in anima sensitiva che in quella in anima intellettiva, vi è un nesso con un cambiamento nella vita sessuale. L’anima senziente è femminile e quella razionale è maschile.
Vedremo tra poco perché questo è importante.
Ma affinché la discesa di Cristo potesse avvenire nel corpo di un essere umano, era necessario mettere in moto ulteriori preparativi. Bisognava scegliere un popolo in grado di creare il ricettacolo perfetto per la sua discesa.
Ad Atlantide furono il popolo della quinta epoca, gli Ariani, e gli antenati degli Ebrei, a essere scelti da Michele e da Geova – chiamato «Dio Padre» nella Genesi, il settimo Elohim sulla Luna – per essere i preparatori della discesa di Cristo.
Il motivo per cui furono scelti risiede nel fatto che furono i primi a sviluppare una forma rudimentale di pensiero indipendente, la «ragione». Furono i primi ad abbandonare la vecchia chiaroveggenza, che ancora si affidava agli dei, a favore del pensiero lucido.
Dopo le migrazioni dei popoli e delle razze da Atlantide verso parti dell’Europa, dell’America ecc., gli Ariani si incarnarono nuovamente nella Quarta Epoca, inserendosi tra i Greci e i Romani ma distinguendosi da essi. Si tratta del popolo ebraico. Erano il popolo eletto a cui fu data la terra di Israele per questo scopo e solo per questo scopo.
Il compito ricadde su Abramo e Mosè, e la loro alleanza con Dio Padre era duplice e portò alla creazione di un corpo fisico perfetto: Abramo aveva il compito di preparare il cervello umano affinché fosse idoneo a fungere da veicolo per il Messia, un cervello fisico in grado di sviluppare il corpo astrale trasformandolo in un ricettacolo della saggezza di Dio. Mosè aveva un compito diverso: era il custode delle leggi che preservavano il corpo eterico, il corpo dell’amore, nonché il costruttore del corpo fisico puro.
Il risultato finale è il motivo per cui Dio Padre è sempre associato al corpo fisico: è l’Arca dell’Alleanza.
- Abramo – Saggezza di Dio.
- Mosè – Amore di Dio.
La preparazione del corpo perfetto per il Messia può essere stata il compito del popolo ebraico, ma ciò non significava che essi stessi fossero perfetti! Nell’Antico Testamento vediamo come Israele cada costantemente nell’iniquità, con Dio che minaccia più volte di distruggerlo. Alla fine caddero troppo in basso e dimenticarono la loro alleanza con Dio riguardo al pensiero e all’azione, e i profeti misero in guardia dall’ira di Dio:
Geremia 4:14 — «O Gerusalemme, purifica il tuo cuore dalla malvagità, affinché tu possa essere salvata. Fino a quando i tuoi pensieri malvagi dimoreranno dentro di te?»
Isaia 1:15 — «Quando stendete le vostre mani, io distolgo da voi lo sguardo; anche se moltiplicate le preghiere, non vi ascolterò. Le vostre mani sono piene di sangue».
Nonostante ciò, il contenitore per il Cristo continuò a essere preparato, poiché senza di esso non ci sarebbe potuta essere alcuna incarnazione. Cristo non avrebbe potuto entrare in un corpo e in un’anima umani contaminati e, senza preparazione, un corpo del genere si sarebbe frantumato immediatamente.
Anche questo era stato previsto.

Gli dei sapevano che Arimane e Lucifero avevano altri piani per l’umanità.
Il desiderio di Arimane, ancora oggi, è quello di tenere i corpi umani imprigionati sulla Terra – sotto il suo controllo. Lo spirito deve essere strappato dall’essere umano. Spremuto come un limone e ne viene conservata solo la buccia: il corpo.
Il desiderio di Lucifero è, ancora oggi, quello di strappare lo spirito dal corpo affinché non desideri mai più incarnarsi, ma viva invece come un angelo prematuro. Così Lucifero prende ciò che Arimane scarta, il succo, lo spirito; questo lo tiene per sé.
In questo modo operano insieme.
Tuttavia, tra corpo e spirito, si trova l’anima umana, l’anima umana che entrambi hanno reso indipendente!
Questa anima indipendente può amare da un lato la Terra e dall’altro lo spirito. È quindi la rovina di entrambi.
È quindi nel loro interesse impadronirsi dell’anima per i propri scopi e per questo sono in guerra. È proprio nel regno dell’anima umana che è iniziata la contesa tra Arimane e Lucifero ed è stato in quel momento che Cristo è entrato nell’evoluzione del mondo.
(Per inciso, oggi gli Asura operano non per controllare, ma per distruggere l’anima e, con essa, lo spirito.)
È per questo motivo che il veicolo fisico di Cristo necessitava di un corpo che fosse stato perfezionato e di un’anima che non fosse stata contaminata né da Lucifero né da Arimane.
A tal fine, qualcosa accadde prima della Tentazione da parte di Lucifero. Poco prima della caduta, due aspetti furono salvati dall’ibrido umano di maschio e femmina nel paradiso.
Quegli aspetti che erano collegati agli eteri superiori presenti nell’Albero della Vita.
Rudolf Steiner ci dice che gli angeli prelevarono da Adamo ed Eva una porzione eterica di questo Albero della Vita per portarla nella sfera del Sole (vi invito a leggere le mie conferenze su questo argomento, i cui link sono riportati qui sotto). Si trattava degli eteri superiori del Suono e della Vita, poiché erano troppo pericolosi nelle mani degli esseri umani.
Nella leggenda del Graal ciò è illustrato dallo smeraldo strappato dalla corona di Lucifero, ovvero la Corona del Cosmo, l’umanità.
Dalla parte maschile di Adamo, ci dice Rudolf Steiner, fu prelevato un essere che egli definì l’Anima di Nathan, un essere il cui «corpo eterico» aveva la natura dello «Spirito della vita», affine agli arcangeli.
Da Eva, secondo le mie ricerche, fu prelevato un altro essere; nei misteri era sempre conosciuta come l’Eva Paradisiaca (vedi Cabala). Ella possedeva un corpo astrale che aveva un’affinità con tutta la più alta saggezza femminile e fu, allo stesso modo, condotta nella sfera solare.
L’Anima di Nathan divenne il ricettacolo di Cristo e lo manifestò in tre discese lungo il suo cammino verso la Terra.
In seguito, l’Eva Celeste discese a sua volta attraverso i millenni. In Egitto e in epoca greco-romana ella portò la Divina saggezza sofianica nelle anime umane per sviluppare dapprima l’anima senziente e poi le anime razionali degli esseri umani, in modo tale che alcuni potessero riconoscere e comprendere il Cristo al suo arrivo.
Entrambi gli esseri del complesso Eva/Adamo nacquero nel momento della svolta dei tempi.
L’essere Adamo paradisiaco nacque come il Gesù del Vangelo di Luca e l’essere Eva paradisiaca, secondo la mia ricerca, nacque come la Maria del Vangelo di Luca.
Questi due esseri non si erano mai incarnati prima e quindi erano entrambi completamente «vergini» e angelici, cioè non avevano sperimentato né la tentazione luciferica, né la caduta dell’uomo.
Erano gli esseri umani più giovani sulla Terra.
Non è forse un mistero straordinario, miei cari amici?!
Due anime vergini! Si potrebbe dire che questo spieghi l’«idea» della nascita verginale che, a causa del pensiero romano indurito, divenne un dogma legato al corpo fisico e non all’anima.
Qualcuno dirà: «E allora, che dire di Gabriele? Perché annunciò a Maria qualcosa che la sorprese riguardo alla sua gravidanza?» Sarebbe troppo lungo approfondire la questione ora, se non per dire che gli Esseni di Nazareth avevano intuito il destino di Maria e Giuseppe e una notte, nella casa degli Esseni, avevano celebrato un rituale che prevedeva un incantesimo di oblio, affinché le loro anime non fossero contaminate dal ricordo dell’atto sessuale, che dovevano compiere affinché nascesse un bambino umano! Un ricordo dell’atto sessuale avrebbe contaminato l’anima della Maria del Vangelo di Luca, che non aveva subito la caduta e non avrebbe potuto subirla.
Il Gesù di Nathan, invece, nacque come essere umano fisico a Betlemme al tempo di Quirinio e del censimento.

Oggi è questo il Gesù che celebriamo ogni Natale, come lo videro i pastori nei campi. Rudolf Steiner lo chiama talvolta «Gesù Nathanico», poiché discendeva da una stirpe di sacerdoti, come mostra la genealogia di Luca.
Il Gesù di Luca, attraverso sua madre (poiché secondo la legge ebraica conta solo la discendenza materna), aveva una discendenza che poteva essere fatta risalire ad Adamo, a dimostrazione del loro status angelico prima dell’incarnazione, ma non era di puro sangue ebraico. Suo padre, Giuseppe, probabilmente aveva sangue misto, poiché la Galilea era un luogo in cui si mescolavano molte persone di origini diverse. Erano ebrei per religione ma non necessariamente per sangue, ed è questo, a mio avviso, che permise all’anima arcangelica di Nathan di entrare in quel corpo. Ecco perché egli non avrebbe potuto nascere se non in Galilea, dove le «forze vitali eteriche» erano nettamente diverse dalla rigida «vita» intellettuale della Giudea, legata alle «forze eteriche morte».
Queste erano le forze della morte che furono viste in seguito da Giovanni Battista. Sono convinta che il Gesù di Luca non avrebbe potuto entrare in un corpo appartenente a una sola razza, poiché la sua anima vergine sarebbe stata lacerata da un cervello indurito dall’intelletto.
Ma ecco il paradosso, miei carissimi amici: Rudolf Steiner ci dice che, essendo nato per la prima volta sulla Terra, il Gesù di Luca era dotato solo di una sorta di io provvisorio, più affine, come abbiamo detto, a un arcangelo o a un’anima di popolo, per cui non sarebbe stato in grado di sviluppare il corpo astrale umano.
Ed è proprio qui che il mondo spirituale, con lungimiranza, aveva precedentemente preparato un altro essere.
Il Gesù di Matteo.
Il Gesù di Matteo, a differenza del Gesù di Luca, era un’anima molto antica che si era preparata per eoni affinché, nella sua incarnazione nel momento di svolta della storia, potesse assorbire nella propria anima la più grande saggezza del popolo ebraico senza che si verificasse un indurimento del cervello causato dall’intelletto. Rudolf Steiner a volte lo chiama il Gesù di Salomone, poiché discendeva dalla stirpe di Salomone e quindi dalla stirpe dei re.
- Gesù di Salomone/Matteo – Re
- Gesù di Natanaele/Luca – Sacerdoti.
Per comprendere chi fosse l’essere che viveva nel Gesù di Matteo, dobbiamo rivolgerci alla Persia e a Zarathustra, il quale, dalla sua cittadella, osservò il cielo e vide la discesa di Cristo sulla Terra come un’aura attorno al Sole. Egli la chiamò Ahura Mazda. Capì allora che doveva preparare i suoi allievi a ritrovarlo.
Si reincarnò due anni prima del Gesù di Luca, all’epoca di Erode. Ricevette la visita dei suoi discepoli, che erano i Magi, e fuggì in Egitto per sfuggire ai soldati di Erode che massacrarono tutti i bambini di Betlemme di età inferiore ai due anni.
Il massacro dei bambini è un evento che si era già verificato una volta in Egitto, quando Mosè stava cercando di liberare gli ebrei dalla schiavitù.
Questa volta, tuttavia, si trattò di un rituale di magia nera di cui parleremo più avanti.
I due bambini Gesù, secondo Rudolf Steiner, si sarebbero incontrati a Nazareth ed è significativo che proprio quando il Gesù di Matteo stava compiendo 14 anni e il Gesù di Luca ne compiva 12, essi si siano riuniti sui gradini del tempio. Cioè, l’io di Zarathustra nel Gesù di Matteo, con tutta la sua saggezza che aveva raggiunto il suo apogeo all’età di 14 anni, prima che l’elaborazione del suo corpo astrale entrasse nell’anima vergine e amorevole del Gesù di Luca.
Il Gesù di Matteo sacrificò la propria anima e il proprio corpo per plasmare, con la sua saggezza, l’anima del Gesù di Luca: una saggezza temperata da un amore completamente asessuato. O che, si potrebbe dire, era stata elevata al suo livello più puro.
Insieme plasmarono l’anima e il corpo perfetti, come una laringe per la parola di Cristo.
Fu così che, nel corso di 18 anni, i due divennero uno in modo tale che ciò che l’Anima di Nathan aveva portato con sé sulla Terra fu permeato dalla saggezza dell’io di Zarathustra: l’amore di Cristo incontrò la Saggezza terrena, in un’unione che agì fino al corpo fisico per renderlo un ricettacolo adeguato per Cristo.
Rudolf Steiner ci dice:
I Rishi insegnavano dell’Essere che chiamavano “Vishva Karman” e che Zarathustra chiamava “Ahura Mazda”. Vishva Karman e Ahura Mazda erano due dei nomi di questo Essere che si stava gradualmente avvicinando alla Terra dalle vette dello spirito, dai regni cosmici. Ma nell’evoluzione dell’umanità dovevano essere compiuti i preparativi necessari per garantire l’esistenza di un corpo idoneo a ricevere questo Essere. Era necessario che un Essere come quello che aveva vissuto in Zarathustra maturasse di incarnazione in incarnazione affinché, in un corpo puro come quello di Gesù di Nazaret, potesse portare le facoltà del corpo sensibile, dell’anima senziente e dell’anima-mente al grado di perfezione che avrebbe reso questo essere umano idoneo a ricevere in sé un Essere così sublime. Tale preparazione doveva essere compiuta. Prima che un’anima senziente e un’anima razionale potessero svilupparsi adeguatamente, era necessario che un Io avesse prima vissuto le molteplici esperienze e i destini di Zarathustra e poi trasformasse le facoltà presenti nel Gesù Natanico (Rudolf Steiner, Il Vangelo secondo Luca – L’incarnazione del Cristo in Gesù di Nazareth).
L’Io del Gesù di Matteo che vive nel corpo e nell’anima del Gesù di Luca è l’unione indicata come Gesù di Nazareth.
Se mi permettete di fare un’analogia, oggi assistiamo a una ricapitolazione di questo mistero che si svolge sulla scena mondiale in una forma ispirata da Arimane e Lucifero nella guerra tra Israele e la Persia.
La prossima volta, cari amici, esamineremo questo mistero alla luce degli anni dal 1998 al 2030, del Mistero di Gesù e della sua ombra nella terza Manifestazione del 666.
Quanto sopra è reso in forma puramente artistica nel mio libro *Il quinto Vangelo – Un romanzo*. E in modo più spirituale-scientifico nel mio libro *Eva celeste, Eva terrena*.
Per chi volesse leggere le mie conferenze tenute nel 2006, quando ho presentato al mondo il mistero dell’Eva Celeste, ecco il link:
Con amore e profondo rispetto,
Namaste!
1 Luglio 2026
Traduzione dall’inglese di Piero Cammerinesi per LiberoPensare
Adriana Koulias è nata nel 1960 a Rio de Janeiro, in Brasile. All’età di nove anni la sua famiglia è emigrata in Australia.
Nel 1989 Adriana ha iniziato a studiare Antroposofia, Filosofia e Storia e ha intrapreso una carriera artistica, vendendo opere a varie gallerie d’arte e partecipando a diverse mostre miste. Autrice di diversi romanzi tra cui tradotti in italiano: Il segreto della sesta chiave, Il tempio del Graal, I custodi del Graal.
Oggi Adriana tiene regolarmente conferenze su storia, filosofia e scienze esoteriche. Ha due figli e vive a Sydney.











