di The Wise Wolf
Il segreto italiano per vivere bene prevede un bel po’ di olio d’oliva, sigarette e vino
Su Internet circola la foto di un anziano italiano. L’avete vista. Tutti l’hanno vista. È a torso nudo, ha una pancia magnificamente prominente, fuma una sigaretta e sul petto ha tatuate a grandi lettere le parole TUTTO PASSA…
«Tutto passa».
Quest’uomo non si preoccupa del suo colesterolo LDL. Quest’uomo non sa cosa sia il colesterolo LDL e, se provaste a spiegarglielo, vi scaccerà con un gesto della mano come se foste una mosca appollaiata sulla sua melanzana fritta. Ha la frequenza cardiaca a riposo di un orso in letargo e la pressione arteriosa di un uomo che non si è mai misurato la pressione.
La gente continua a postare la sua foto accanto a quella di Bryan Johnson.

Bryan Johnson prende più di cento pillole al giorno. Va a letto alle 20:30. Consuma il suo ultimo pasto alle 11 del mattino – che non è la cena, ma il brunch – e poi digiuna fino al giorno successivo come un monaco medievale che ha venduto una società di pagamenti. A un certo punto si è iniettato nel corpo il plasma sanguigno di suo figlio adolescente, ed è una frase su cui vorrei che rifletteste, perché un uomo l’ha fatto DI PROPOSITO, alla presenza di MEDICI, e nessuno ha chiamato nessuno.
Il suo programma si chiama Blueprint e il suo motto, il suo vero motto, è
«Non morire».
Il petto dell’italiano dice che tutto passa. La religione del milionario dice di non morire. Uno di questi due uomini capisce l’universo. L’altro misura le sue erezioni notturne con una macchina.
(Lo fa davvero. C’è un grafico.)
Ora sedetevi, perché vi spiegherò perché il vecchio sta vincendo, e non è per via delle sigarette.
Io sono italiano.
Agli italiani viene assegnato un protocollo alla nascita. Non abbiamo voce in capitolo. Da qualche parte tra il battesimo e la prima volta che una zia ti pizzica la guancia con tanta forza da lasciarti un segno, il protocollo viene installato, ed è costituito da una sola parola.
Sprezzatura.

Un cortigiano italiano di nome Castiglione la coniò cinquecento anni fa, e la definizione ricercata è «noncuranza studiata», l’arte di fare cose difficili senza dare l’impressione di sforzarsi.
Ma la definizione della gente comune, quella secondo cui vive davvero la mia gente, è più semplice.
È l’arte di fregarsene. Non quella pigra. Quella meritata. Quella che appartiene a un uomo che ha guardato dritto negli occhi il caos dell’esistenza, ha alzato le spalle e si è versato un altro bicchiere.
Perché gli italiani sanno una cosa, e ci siamo cresciuti con essa così come altri bambini crescono con i cartoni animati.
La famiglia, sì. Dio, sì. Il cibo che potrebbe resuscitare i morti, ovviamente. Anche i nostri cugini spagnoli hanno gran parte di tutto questo, e che Dio li benedica. Ma la cosa che è puramente nostra, quella intessuta nel DNA accanto al gene che ci fa discutere con le mani, è questa.
La profonda consapevolezza cellulare che tutto passa. L’impero è caduto. È arrivata la peste. Sono venuti a trovarci i suoceri. Tutto passa. Tutto quanto. Non saresti mai riuscito a sfuggirgli, quindi smettila di correre.
Ecco cosa succede a chi se ne dimentica. Diventa irrequieto. Comincia a ottimizzare. Il corpo si riempie di cortisolo, l’ormone dello stress, il modo in cui il corpo ti prepara a essere inseguito da un leone, solo che non c’è nessun leone, c’è solo un’e-mail di Brad della contabilità, quindi il cortisolo se ne sta lì a marinare i tuoi organi come una salamoia scadente. Si stancano. Diventa fiacco. Il suo viso inizia ad assumere quell’aspetto grigio. Invecchia rapidamente e poi, in preda al panico, cerca di ricomprarsi la giovinezza: è così che ci si ritrova con un uomo sulla quarantina che ha speso il PIL di una piccola nazione insulare per il proprio corpo e ne è uscito con l’aspetto di un manichino da grande magazzino infestato dai fantasmi.
Ho dimenticato di aggiungere: il vecchio italiano fuma e beve alcolici da quando aveva 8 anni (storia vera, mio zio).

Gli scienziati, tra l’altro, l’hanno capito a metà. Continuano a volare in Sardegna per studiare perché gli abitanti dei villaggi italiani vivono fino a 100 anni, e tornano con articoli sulla “dieta”, sulla “comunità” e sul “basso livello di stress cronico”, mentre gli abitanti dei villaggi continuano a ripetere loro la stessa cosa, che, tradotta approssimativamente, è: “beviamo vino e non ci preoccupiamo”, e gli scienziati lo annotano, tornano a casa e si rimettono alle loro scrivanie-tapis roulant.
Nel frattempo, il nonno nella foto se ne sta lì fuori, raggiante come un dio di bronzo. Beve. Fuma. A giudicare da tutte le prove fotografiche, se la spassa molto di più in amore rispetto all’uomo che dorme da solo in un laboratorio alle 20:30. Inonda di olio d’oliva tutto ciò che mangia, versandolo da una lattina gigante, come un uomo che innaffia il giardino.
E mangia quelle melanzane fritte almeno tre volte alla settimana, un dato di cui sono certo perché conosco il suo tipo di persona, ne faccio parte anch’io, e ho visto persone come lui arrivare a 96 anni sopravvivendo a due cardiologi.
Il che mi porta alla battuta finale, la parte in cui Dio rivela di avere il senso dell’umorismo.
Anche Bryan Johnson crede nell’olio d’oliva. Ci crede così tanto che lo VENDE. Fa parte della linea di prodotti Blueprint e l’ha chiamato – dovete fidarvi di me su questo – «Snake Oil» [Olio del Serpente, NdT]..

Ha chiamato il suo olio d’oliva «Snake Oil». Di proposito. Per scherzo. Quell’uomo ha speso due milioni di dollari all’anno per scoprire ciò che mia nonna teneva accanto ai fornelli, poi gli ha dato il nome del simbolo universale delle truffe nel campo della salute, e Internet ha annuito dicendo: «Prendi i miei soldi».
«Tutto passa», davvero.
Ecco quindi l’intero editoriale, la tesi completa, gratis, da un vecchio lupo che ne ha viste di tutti i colori.
Calmati. La vita è un caos totale. È sempre stata un caos totale. Era un caos quando Roma bruciava ed era un caos quando il tuo bisnonno salì sulla nave, e le persone che sono sopravvissute meglio non erano quelle con il maggior numero di sensori attaccati al corpo.
Erano quelli che avevano capito che tutto passa, il bene, il male e le cose davvero strane, e che il tuo compito non è sfuggire al fiume, ma lasciarti trasportare dalla corrente. Preferibilmente a pancia in su. Preferibilmente a stomaco pieno.
Hai due strade davanti a te.
Lungo una strada ci sono l’olio d’oliva, un po’ di vino, persone che ti amano a voce alta e la serena consapevolezza che comunque nulla di tutto questo è mai stato sotto il tuo controllo.
L’altra strada porta a un blocco per appunti, un centinaio di pillole, una cena alle 11 del mattino, una macchina che ti osserva mentre dormi e uno specchio che diventa ogni anno più sconvolgente, indipendentemente da quanto spendi.
Una strada finisce a 100 anni con un tatuaggio e un’abbronzatura.
L’altra finisce con «Non morire», che, ho verificato, non è un’opzione disponibile.
Se questo articolo ti ha fatto risparmiare due milioni di dollari all’anno, valuta di destinare una minuscola frazione di quei risparmi a questo progetto. Un abbonamento a pagamento costa meno di una singola bottiglia di «Snake Oil» e, a differenza di Byran Johnson, posso dirti esattamente dove finiscono quei soldi. Olio d’oliva. Le bollette della luce. E un giorno, se Dio vuole, un furgone delle notizie, che intendo guidare con sprezzatura, ovvero lentamente, con un braccio fuori dal finestrino, senza preoccuparmi di nulla.
12 Luglio 2026
Traduzione di Piero Cammerinesi per LiberoPensare











