Percezione e concetto, la strana coppia / Percept and concept, the odd couple

30 Ottobre 2014
Pubblicato in Liberopensare

angst1Due notti fa mi sveglio di soprassalto con un peso sul petto da non riuscire a respirare.
Guardo l’orologio: è l’una e mezza. 
Inizio a sudare copiosamente. Mi metto seduto sul letto.

- Cos’è questo? Sembra proprio un infarto…com’erano i sintomi dell’infarto? Mi sembrano proprio questi…
- E adesso che faccio? 

Il cuore inizia ad accelerare i battiti.

- Dovrei farmi portare all’ospedale. Sveglio mia moglie? No aspetta un momento.
- Con tutto quello che ho da fare, devo partire tra poco, questo proprio non ci voleva…
- Aspetta, ora guardo sul web come sono i sintomi. No, meglio di no.

Intanto la morsa al petto aumenta...

Poi, d’improvviso, un pensiero.
Viene da Filosofia della Libertà; è quel brano in cui viene fatto l’esempio di chi cerca di capire - al crepuscolo - cosa sia l’oggetto che ha davanti e che, per mancanza di luce, riesce appena a intravedere. 

Può essere tutto: un cespuglio, una roccia, un cane. Ne ha la percezione ma non riesce ad abbinargli il concetto adeguato.
Dunque non ne ha conoscenza. Può essere qualsiasi cosa

Qualsiasi cosa? Allora, aspetta…

- E se per caso io stessi abbinando alla percezione di questo peso alla bocca dello stomaco un concetto errato?
- Se il concetto 'infarto' non fosse quello giusto per questa condizione?

Il cuore inizia a calmarsi.
Mi alzo dal letto, vado in salone e mi siedo in poltrona. Inizio a calmare battito, respiro, pensieri.
Quando la furia degli elementi interiori è ricondotta alla ragione, mi faccio una bella tisana al ginger e limone.
Dopo pochi minuti il dolore ed il peso svaniscono. 
Era un blocco alla digestione.
Alle volte abbinare alla percezione un concetto sbagliato può essere davvero spiacevole.

Piero Cammerinesi

* * *

Die Wahrnehmung ist also nichts Fertiges, Abgeschlossenes, sondern die eine Seite der totalen Wirklichkeit. Die andere Seite ist der Begriff. Der Erkenntnisakt ist die Synthese von Wahrnehmung und Begriff. Wahrnehmung und Begriff eines Dinges machen aber erst das ganze Ding aus.

Rudolf Steiner

La percezione dunque non è nulla di completo, di finito in sé, ma è una parte della realtà totale. L'altra parte è il concetto. L'atto conoscitivo è la sintesi di percezione e concetto. Percezione e concetto di una cosa costituiscono la cosa nella sua totalità.

Rudolf Steiner

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Two nights ago I wake up of a sudden feeling an oppressive weight on my chest, barely able to breathe. 
I look at the watch: it’s half past one. 
I sweat profusely. I sit down on my bed. 

- What is this? It looks like a heart attack ... how are the symptoms? They resemble these ... 
- What am I going to do now? 

Heart begins to beat faster. 

- Should I go to the hospital? Awake my wife? No, wait a minute. 
- I’m so busy these days, I have to leave soon, This is the last thing I needed…
- Wait, now I look up on the internet. No, better not. 

In the meanwhile, the grip gets worse. 

Then, suddenly, a thought. 

It comes from Philosophy of Freedom; it’s that passage about someone trying to understand - at dusk - what is the object in front of him - object that he, in the absence of light, can barely glimpse. 
It can be everything: a bush, a rock, a dog. He has the percept but he’s not able to match it with the appropriate concept. 
So he can’t really know it. It can be anything... 

Anything? So, wait ... 

- And what if, by chance, I were matching a wrong concept with the percept of the weight on my midriff ? 
- What if the term 'heart attack’ were not the right match for this condition? 

The heart begins to calm down. 

I get out of bed, go into the living room and sit on the coach. I start to calm down my pulse, my breath, my thoughts. 
When the fury of inner elements returns to a sensible situation, I drink a ginger/lemon herbal tea. 
After a few minutes the pain and the heavy weight on my chest disappear. 
It was a digestive system failure. 
You know, matching the wrong concept to our percept can be sometimes really unpleasant.

Piero Cammerinesi

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Die Wahrnehmung ist also nichts Fertiges, Abgeschlossenes, sondern die eine Seite der totalen Wirklichkeit. Die andere Seite ist der Begriff. Der Erkenntnisakt ist die Synthese von Wahrnehmung und Begriff. Wahrnehmung und Begriff eines Dinges machen aber erst das ganze Ding aus.

Rudolf Steiner

The percept is thus not something finished and self-contained, but one side of the total reality. The other side is the concept. The act of knowing is the synthesis of percept and concept. Only percept and concept together constitute the whole thing.

Rudolf Steiner

La scala / The ladder

28 Ottobre 2014
Pubblicato in Liberopensare

Ladder-1024x775Immaginate che delle persone siano cadute in una profonda spaccatura della Terra dove c’è una impenetrabile foresta. 
Vengono calati giù strumenti per tagliare i rami e fabbricare delle scale per tornare alla superficie. 
Dopo un po’ di tempo quelle persone hanno costruito molte scale - di diversa foggia e misura - ma sono ancora là sotto.

Una delegazione si reca sul bordo della spaccatura per chiedere ragione di ciò e ben presto ci si rende conto che nel frattempo là sotto sanno tutto delle scale, dei tipi di legno per costruirle, della distanza corretta tra i singoli pioli, anzi, hanno creato una vera e propria scienza della scala ma…non le usano. 
Ci sono gli esperti, i propugnatori di un tipo o di un altro di legno, di una distanza o di un’altra tra i vari pioli e si accendono animate discussioni tra le parti avverse. 
Si dibatte sul quanto la vera scala debba essere pesante o lunga, ma nessuno si azzarda a metterci un piede sopra per iniziare la risalita.

Ecco, questo è esattamente ciò che succede con la scienza dello spirito. 

Si leggono decine di libri, di cicli, si dibatte su innumerevoli argomenti, in breve, la si studia invece di usarla.
Se ne fa oggetto di conoscenza invece di comprendere che si tratta di un mezzo per la conoscenza del mondo.

Si sa tutto della scala ma non la si usa.

Piero Cammerinesi

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Meine Sätze erläutern dadurch, dass sie der, welcher mich versteht, am Ende als unsinnig erkennt, wenn er durch sie — auf ihnen — über sie hinausgestiegen ist. (Er muss sozusagen die Leiter wegwerfen, nachdem er auf ihr hinaufgestiegen ist.). Er muss diese Sätze überwinden, dann sieht er die Welt richtig.

Ludwig Wittgenstein (Tractatus logico-philosophicus)

Le mie proposizioni illustrano così: colui che mi comprende, infine le riconosce insensate, se è salito per esse - su esse - oltre esse. (Egli deve, per così dire, gettar via la scala dopo che v'è salito.) Egli deve superare queste proposizioni; allora vede rettamente il mondo.

Ludwig Wittgenstein (Tractatus logico-philosophicus)

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The Ladder

Imagine people fallen into a deep rift of the earth where there is an impenetrable forest. 
Work tools are sent down in order to let them manufacture ladders to return to the surface. 
After a while those people have built many ladders - of different shapes and sizes - but they are still down there. 
A delegation goes to the rift’s edge to seek explanations; they soon realize that in the meantime the people down there know everything about ladders - type of wood, correct distance between single rungs - indeed, they have created a real ladder science ... but they do not use them. 
There are experts, proponents of one kind or another of timber, of a distance or another between the rungs and this ignites heated discussions between the opposing parties. 
They discuss how the true ladder should be, how heavy and how long, but no one dares to step on it to begin the ascent.

So that's exactly what is happening with spiritual science

People read dozens of books, of cycles, writhe on countless subjects, in short, they study it instead of using it. 
People regard spiritual science a an object of knowledge instead of understanding that it is a means to experiencing the world. 
People know everything about the ladder but don’t use it.

Piero Cammerinesi

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Meine Sätze erläutern dadurch, dass sie der, welcher mich versteht, am Ende als unsinnig erkennt, wenn er durch sie — auf ihnen — über sie hinausgestiegen ist. (Er muss sozusagen die Leiter wegwerfen, nachdem er auf ihr hinaufgestiegen ist.). Er muss diese Sätze überwinden, dann sieht er die Welt richtig.

Ludwig Wittgenstein (Tractatus logico-philosophicus)

My propositions are elucidatory in this way: he who understands me finally recognizes them as senseless, when he has climbed out through them, on them, over them. (He must so to speak throw away the ladder, after he has climbed up on it.)
He must surmount these propositions; then he sees the world rightly.

Ludwig Wittgenstein (Tractatus logico-philosophicus)

 

Saper ascoltare / Listening

26 Ottobre 2014
Pubblicato in Liberopensare

large ugal-12- Fammi parlare… 
- Ma mi stai ascoltando?
- Hai capito cosa ti ho detto?

Quante volte abbiamo sentito o pronunciato queste parole nella nostra vita. 
Migliaia, sicuramente.
E
 non finirà certo qui dato che, forse, uno dei maggiori problemi che oggi si frappongono tra noi e gli altri è che le persone non sanno ascoltare.

Farsi ascoltare, quello si, ma ascoltare l’altro, no. E l'entità del problema è direttamente proporzionale alla opinione che abbiamo di noi stessi. Tanto più ci sentiamo intelligenti, sensibili, certi di possedere saldamente la nostra porzione di verità - tanto più l'altro è solo una comparsa, un figurante nel teatro della nostra mente.

Ma cosa vuol dire ascoltare? Non tanto e non solo far parlare l’altro, non interromperlo, non ‘parlargli sopra’, capire quello che dice, per poi rispondere.

Ascoltare veramente significa prima di tutto tacere interiormente, tacere con la voce, il pensiero, il sentimento. Significa non far sorgere nella nostra coscienza automaticamente la nostra interpretazione, la nostra spiegazione, il nostro personale giudizio su quanto l’altro sta dicendo.

Significa non solo non ‘parlargli sopra’, ma anche non…’pensargli sopra’.

E - attenzione - significa ancor meno percepire il nostro senso di simpatia o antipatia per le parole dell’altro.
Il giudizio o la nostra visione delle cose, o la nostra approvazione o condanna devono tacere fintantoché l’altro ci parla. 
Dobbiamo esercitare un controllo strettissimo sulla nostra vita del pensare, del sentire e del volere, simile, per determinazione interiore, a quello che facciamo durante l’atto meditativo.

Il motivo per cui coloro che hanno avuto modo di parlare con un iniziato o un maestro spirituale ne hanno sempre tratto l’impressione di essere al centro dell’attenzione dell’altro - anzi, la netta sensazione come se nessun altro al mondo esistesse, durante il colloquio, oltre a loro due - è proprio questo: il maestro, l’iniziato sa ascoltare.

L’altro è davanti a me. 
Le sue parole, i suoi sguardi, i suoi gesti, la maggiore o minore consequenzialità dei suoi pensieri, mi svelano il suo mondo interiore.
Io divento lui; vedo i suoi problemi con i suoi occhi, le sue debolezze con la sua anima, i suoi pensieri con la sua mente.
Solo dopo aver ascoltato, essermi identificato con l’altro - se richiesto - esprimo la mia opinione e lo faccio in modo tale da poter essere accolto dall’altro.
Ecco questo potremmo chiamarlo ‘saper ascoltare’.

Piero Cammerinesi

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Amare vuol dire soprattutto ascoltare in silenzio. 
Antoine de Saint-Exupery

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- Let me just speak ...
- But are you listening?
- Did you understand what I said?

How many times have we heard - or said - words like these in our life?
A thousand time, for sure.

And this will certainly not be the end of the story as, perhaps, one of the biggest problems that actually comes between us and others is that people are not able to listen.
For sure to be heard, but not to listen to others. And the scale of the problem is directly proportional to the opinion we have of ourselves. The more we feel smart, sensitive, confident to hold firmly our portion of the truth - the more the Other is just a walk-on in our soul’s theater.
What does it mean to really listen? Not so much and not only talking to each other, not interrupting, not 'speaking over’ the Other, understanding what he is saying, and then answering.

Really listening means, first of all, being quiet inside, silencing voice, thoughts, feelings. It means not letting our consciousness automatically emerge with our understanding, our explanation, our personal judgment on what the Other is saying.

It means not just 'speaking over’, but also not 'thinking over’ the Other.

And it also means not to perceive our sense of sympathy or antipathy for the Other’s words.
Our evaluation, our point of view, our approval or condemnation should remain silent as long as the Other speaks.
We need to exercise a tight control over our thinking, feeling and willing life, close - as to inner determination - to meditation.
The reason why those who have had the opportunity to talk to an initiate or a spiritual master have always got the sense of being at the center of Other’s attention - the feeling as if no one else in the world existed during the meeting, just the two of them - is precisely that: the master, the initiate, is able to listen.

The Other is in front of me.
His words, his gaze, his gestures, the greater or less self-consistency of his thoughts, reveal me his inner world.
am him; I see his problems through his eyes, his frailties through his soul, his thoughts through his mind.
Only after having listened to the Other, having empathized with him - if required - I express my view, doing it in such a way to be accepted by him.
Here you are; this I call ‘listening’.

Piero Cammerinesi

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The first duty of love is to listen.
Antoine de Saint-Exupery

RUDOLF STEINER - FACULTY MEETINGS (1922)

22 Giugno 1922
Pubblicato in Libri - Books - Bücher

faculty meetingIt is our duty to be aware of the importance of our task.

This we shall achieve when we realize that this school is to become the bearer of quite a special impulse.

And so, first of all, we must direct our thoughts toward the consciousness that something special is to be borne into the world through this education.

Such a realization will come about when we no longer view this act of founding the school as an ordinary, everyday event but as a festive act in the ordering of the world.

PRACTICAL ADVICE TO TEACHERS (1919)

14 Settembre 1919
Pubblicato in Libri - Books - Bücher

Screen Shot 2014-10-10 at 8.40.51 AMOur task is to find teaching methods that continually engage the whole human being. We would not succeed in this endeavor if we failed to concentrate on developing the human sense of art. By developing this sense we lend strength to the future inclination of children to become interested in the world in ways that are appropriate to each individual’s total being.

The fundamental flaw so far has been the way people inhabit the world with only the head, and the rest of their being merely trails along behind.

DISCUSSIONS WITH TEACHERS (1919)

06 Settembre 1919
Pubblicato in Libri - Books - Bücher

disFifteen Discussions with the Teachers of the Stuttgart Waldorf School

August 21– September 6, 1919

Spacciatori di verità / Truth pushers

21 Settembre 2014
Pubblicato in Liberopensare

mente-meditazione-verita-zen-qui-oraUna delle parole di cui l’uomo si riempie di più la bocca è ‘verità’.
Per la ‘verità’ giura, tradisce, combatte, uccide, muore.
Ognuno crede di averla e nessuno ce l’ha. 
Ognuno ha la ‘sua’, ma è diversa da quella degli altri. 
E qui nasce l’inghippo.

MASSIMO SCALIGERO - A TREATISE ON LIVING THINKING (1961)

28 Agosto 1961
Pubblicato in Libri - Books - Bücher

Massimo Scaligero editedThe present treatise, even if it is logically laid out and accessible, proposes a task which is perhaps possible only to a very few. The concatenation of thoughts in it is devised in such a way that following them along begins to be the experience which is proposed. This is an experience which, insofar as it is realised, does not turn out to be one of the many possibilities for mankind, but that experience of mankind’s inner essence which the Spirit demands of humanity at the present time.

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Piero Cammerinesi
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