di Guido Grossi
l’oro nero attrae le anime nere
Arabia saudita = 30 anni di riserve petrolifere
Venezuela ? 300 anni di riserve petrolifere 300…
capisci l’entità della posta in gioco?
riserve sulle quali la Cina, negli ultimi decenni, aveva steso una ragnatela di controllo.

Controllo incrociato fatto di prestiti, usati per finanziare infrastrutture che le assicuravano il controllo dei gangli fondamentali del paese, e fatto anche di accordi commerciali privilegiati sulle forniture di petrolio
una Cina favorita però dalla compiacenza dei neocons americani che in Venezuela, da sempre, hanno investito – personalmente, e coperti da agenzie poco trasparenti – miliardi e miliardi
affari, miliardi e petrolio
Trump sconquassa tutto e se lo riprende, il Paese con tutto il suo petrolio dentro, come fossero cosa sua, mettendo fuori gioco la Cina da quello che gli americani hanno da sempre considerato “il giardino di casa propria”: il Sudamerica.
Poi dicono cosa nostra sia roba italiana
A Yalta si sono seduti e si sono spartiti il mondo, dopo un paio di guerre mondiali
Ora siamo ancora in guerra, tutti, anche se non lo vediamo perché le forme della guerra sono cambiate, e durante questa guerra combattuta fra potenti che cercano di accaparrarsi pezzi di mondo, tutti siamo sballottati a destra e sinistra, senza capire.

Schierarsi dalla parte di Trump o dell’asse Cina/neocons è l’illusione
è lasciarsi intrappolare nella NON scelta
quando la scelta è fuori, fuori dall’illusione delle Istituzioni
fuori dalla sporcizia di un mondo in cui i potenti continuano a giocare a risiko e usano le istituzioni per accaparrarsi pezzi di mondo, totalmente indifferenti alla vita degli individui e delle popolazioni che lo abitano
le Istituzioni
le ISTITUZIONI tutte :
– governi
– banche
– corporation
– organismi sopranazionali di infiniti generi
– ong
– media
sono perse per l’umanità: sono in mano al Sistema

in mano all’ombra.
Sistema che, oltertutto, è totalmente indifferente a che prevalga l’America di Trump o la Cina di Xi
L’errore più grosso che noi possiamo fare?
sperare che l’uno o l’altro possano avere ragione o torto, o, addirittura, ci possano salvare
Cosa possiamo fare?
Costruire noi, dal basso, indipendentemente da quello che fa il sistema. Cooperando, incontrandoci, operando diversamente dalla logica di scontro e di accaparramento.
Non contro il sistema, anzi: usandone gli strumenti – ma NON le Istituzioni, perché quelle sono ormai concepite per servire il Sistema, non l’Uomo-.
Operare dentro il sistema per costruire insieme, al suo interno, con i suoi strumenti migliori, il mondo che desideriamo e che nessuna istituzione costruirà mai
Più faremo crescere la nostra capacità di operare e cooperare, più il sistema si svuoterà di potere dominio, ché quello glielo regaliamo noi quando restiamo ad aspettare e sperare che lui ci salvi.
4 Gennaio 2026
Esperto di finanza, studioso, curioso di tutto, divulgatore. Dal 1981 in Banca Nazionale del Lavoro fino a dirigente responsabile della struttura centrale dei Mercati Finanziari. Ne esco nel 2007 in maniera turbolenta e denunciando alle massime autorità, inascoltato, l’abuso da parte delle banche sugli strumenti derivati.
Due anni di isolamento in campagna, l’avvio di un’attività agrituristica nella magica Umbria durata fino al 2016, incontri fecondi e svariate letture mi hanno restituito una dimensione dimenticata. Presidente di Sovranità Popolare Aps, società editrice dell’omonima rivista indipendente (https://www.sovranitapopolare.org). Coautore del Piano di Salvezza Nazionale, proposta in grado di rilanciare l’economia nazionale (https://pianodisalvezzanazionale.it/). Fondatore (deluso) di Barterfly, circuito di economia complementare (https://barterflyfoundation.org/). L’unico libro che ho scritto, L’eredità di Michele, l’ho pubblicato direttamente sul mio blog.











