L’inganno e la menzogna sono diventate le modalità gestionali prevalenti dei nostri governi e della nostra classe politica.

L’atto più rivoluzionario che possiamo compiere, come cittadini, in questo contesto è quello di dire la Verità, sempre. Rimettendo al centro della nostra società l’essere umano, le sue libertà fondamentali e i suoi diritti naturali. Difendendo i bambini e le persone fragili. Ristabilendo, così, un ordine morale naturale, utile per contrastare, tutti insieme, le forze esterne, di tipo esoterico, che dirigono le correnti profonde di trasformazione della nostra società e civiltà, con cui travolgono la coscienza umana e trascinano le masse.

La difesa della salute umana, dell’accesso libero e incondizionato a cibo sano, naturale e all’acqua pura, rappresentano il baluardo fondamentale per la difesa delle libertà e dei diritti umani. La volontà di questi comitati d’affari sovranazionali, che possiedono le Corporation Big Tech, di prendere il controllo della catena alimentare, dell’accesso al cibo e all’acqua, è ormai evidente e chiara (The Technocrats Want Your Water: UN’s “Global Water Bankruptcy” Exposed).

La sicurezza alimentare e il Principio di Precauzione devono rimanere valori dominanti, non negoziabili, nei processi decisionali della politica, su qualsiasi altra logica, dimensione o interesse. Il caso della vaccinazione con prodotti sperimentali negli allevamenti rappresenta un “caso di scuola” per il risveglio della Coscienza umana e il ripristino del buon senso comune.

Tecnocrazie al servizio dei potenti del mondo

La tecnologia e la scienza sono la nuova religione della società moderna, con tanto di sacerdoti e falsi profeti. Vengono usate come potenti leve gestionali dalla politica per scopi immorali, per zittire il pensiero critico, il dissenso e piegare la volontà delle masse. Fino ad arrivare a reclutare chi, con una doppia mentalità (“che servono Dio e mammona”), dovrebbe, invece, essere in prima linea, senza esitazioni, nel difendere i diritti fondamentali e naturali degli esseri umani.

Scienziati “guru”

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Il modello dello scienziato “guru”, è quello di Anthony Fauci. Il “dominus” scientifico, incontrastato, della tecnocrazia capitalista, predatoria, globale. Ha dettato legge nel settore delle malattie infettive e dei vaccini per 50 anni, fornendo copertura scientifica alle trasformazioni sociali programmate dallo stato profondo.

Il suo ruolo è stato replicato in ogni paese e in ogni settore.

Il complesso militar industriale negli USA, e non solo, ha sempre usato i soldi dei contribuenti (fondi USAID) per finanziare la produzione e lo sviluppo di armi biologiche, usate contro i propri cittadini.

Vedasi il Sars CoV2.

Armi ottenute nei laboratori militari secretati (120 sparsi in 30 paesi) in cui si compiono i famigerati “studi di guadagno di funzione”, finalizzati ad ottenere patogeni pandemici (es Sars CoV 2, Ebola ecc).

Tulsi Gabbard, ex capo dell’Intelligence USA, ha desecretato e pubblicato recentemente i relativi documenti CIA. Nel 2025, anche Elon Musk, a capo del Dipartimento dell’efficienza del governo Trump (DOGE), denunciò l’uso illegittimo dei fondi USAID per corrompere i giornalisti nell’operazione di propaganda e censura delle notizie durante il Covid.

Emergenze, per aggirare il Principio di precauzione

Pochi mesi prima della pandemia Covid un gruppo di scienziati, guidati dal solito Fauci, ha discusso, apertamente in una sessione pubblica, su come scardinare i processi autorizzativi in vigore per ridurre al minimo i tempi d’accesso al mercato per i vaccini. Vantaggio enorme per i titolari dei brevetti, fra questi il governo USA titolate di quello del vaccino ModRNA. Risultato ottenuto aggirando l’obbligo di legge, vigente, di effettuare studi di sicurezza ed efficacia.

Ruolo delle Agenzie Regolatorie

Le agenzie regolatorie hanno, quindi, indicato le condizioni e le modalità utili per dare una copertura legale alle loro cospirazioni. Si sono prestate ad autorizzare in “emergenza” e/o in “condizioni eccezionali” i cosiddetti nuovi vaccini genici Covid (a DNA e a RNA), senza dati completi di sicurezza e efficacia. In altre parole, hanno fornito il modo utile per aggirare il Principio di precauzione e iniettare, così, nuove tecnologie per sperimentarle direttamente sulla popolazione civile. È bastato negare l’esistenza di cure sicure, efficaci ed economiche per imporre il dominio di vaccini genici “leaky” (imperfetti, vedi Prof Palamara) come unica opzione, per trasformarli contemporaneamente in potenti strumenti di geopolitica. Lanciando allo stesso tempo la prima fase del Grande reset voluto del WEF e dall’Agenda 2030 (vedi sotto).

 

La Pandemia è diventata una grande occasione per iniettare prodotti genici sperimentali (terapie geniche) a ben 5,5 miliardi di persone. Il Direttore Mondiale di Bayer lo ha confermato pubblicamente. È bastato rinominandole come: “vaccini”, e “il gioco” è stato fatto. I tempi di accesso al mercato si sono così ridotti a pochi mesi contro i 10 anni medi di uno sviluppo clinico, completo per un prodotto tradizionale.

Ma torniamo al tema dell’articolo: la vaccinazione sperimentale nel settore zootecnico.

Il tutto è iniziato nell’estate del 2025 con quella obbligatoria dei bovini per la dermatite nodulare (DNI) in Sardegna, Valle d’Aosta e Francia, dove stanno partendo azioni collettive cui sarebbe opportuno unirsi. Il tutto si è tradotto in enormi abbattimenti dei capi vaccinati e la persecuzione degli allevatori esitanti.

Tirannia biosanitaria

Siamo di fronte ad una tirannia bio-sanitaria (Tirannia bio-sanitaria – Leonardo Guerra) inquadrabile nella cornice internazionale dell’Accordo Pandemico OMS, del Regolamento Ue 2371/2022, sottoscritto dal governo Meloni, e in quello nazionale del Piano Strategico Operativo Nazionale 2025-2029, che la recepisce.

Normalizzare l’emergenza

Un sistema che pretende di normalizzare un linguaggio emergenziale, rendendolo permanente. Per far accettare acriticamente vaccinazioni di massa ripetute (vaccinismo) che comportano il controllo delle masse. Abolendo, così, di fatto il Principio di precauzione, i diritti civili e naturali, le libertà fondamentali, azzerando il consenso informato, soprattutto il confronto democratico, il pensiero critico e bloccando lo sviluppo della Coscienza.

Il caso dell’Aviaria

Oggi, ci occuperemo, in particolare, di quella vs l’Aviaria negli allevamenti avicoli e della recente acquisizione di documenti originali a seguito delle preziose istanze di accesso agli atti e FOIA, di cui ringrazio in modo particolare la Dssa Barbara Balanzoni, la Dssa Paola Persichini (Presidente Associazione Trilly APS), ma anche tutte le altre associazioni che stanno partecipando: AMCI sez di VeronaPatto InternazionaleFISI, ecc. Non ultime le decine di migliaia di liberi cittadini, madri e padri di famiglia responsabili, che hanno compreso la vera natura dell’operazione in corso, l’importanza, la rilevanza di quanto sta succedendo e si sono uniti a noi in questa lotta per la difesa delle libertà e dei diritti umani fondamentali.

Il quadro che emerge dall’esame documentale è ben peggiore di quello che ci si poteva aspettare dall’analisi preliminare di pochi documenti disponibili nel mese di febbraio. Emergono chiaramente importanti profili d’irregolarità giuridiche (amministrativo, codice degli appalti, contabile, distorsione del mercato e comunitario) che lascio trattare agli esperti. Tuttavia, molte denunce sono già state inoltrate agli enti competenti. Tralascerò anche l’analisi delle rilevanti concause strutturali che favoriscono l’insorgenza di focolai. Mi riferisco agli allevamenti intensivi. Concause strutturali che non possono essere di certo risolte e nemmeno mitigate, come si vorrebbe invece far credere, con delle vaccinazioni sperimentali, anzi.

Aviaria: nessuna emergenza, misure consolidate di contenimento focolai

Non esiste alcuna emergenza epidemiologica.

L’Aviaria è malattia endemica nota da circa 100 anni che viene gestita con successo da decenni, anche nella sua forma grave (HPAI). Gli eventuali focolai vengono attualmente identificati prontamente e controllati con misure efficaci, sicure, economiche e consolidate. Non esiste pertanto alcuna eccezionalità e/o emergenza. I difetti di queste misure per le Big Company sono:

1. che vanno bene per qualsiasi ceppo o variante di virus,

2. non sono brevettabili.

Il valore assoluto di queste pratiche, migliorabili, corrisponde al fatto di non introdurre alcun rischio nella filiera, né per il patrimonio genetico della nostra zootecnica (fra i più importanti al mondo), né per gli allevatori piccoli e medi (ristorati) e tanto meno per la salute del consumatore. L’Italia, grazie a questo metodo era un “territorio indenne” da aviaria, fino al 2025, con conseguente libera circolazione ed esportazione dei nostri prodotti avicoli.

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Questo è di per sé il vero punto dirimente, per un Agenzia ministeriale e una politica che abbia come missione istituzionale prioritaria la salute animale e umana. Ci si dovrebbe fermare qui, e non iniziare alcun esperimento, in un processo decisionale equo e democratico, che mette al centro la sicurezza alimentare, il suo tessuto imprenditoriale e la salute umana.

La domanda che sorge spontanea è la seguente.

“Perché, quindi, abbandonare un metodo sicuro che salvaguarda i tre pilastri della catena di fornitura per intraprendere un salto nel buio con una biotecnologia che potrebbe modificare in modo irreversibile la qualità del patrimonio zootecnico, modificandolo geneticamente, mettere a rischio la sopravvivenza delle PMI e la salute dei consumatori?”

Bill Gates, il virus H5N1 e i vaccini umani per l’Aviaria

L’unica, vera, “curiosità”, che non può essere una coincidenza, è rappresentata dal fatto che gli studi di “guadagno di funzione” che hanno portato alla costruzione in laboratorio del ceppo H5N1 sono stati finanziati dal filantropo di Bill Gates. C’è sempre il suo zampino nelle emergenze programmate e annunciate con largo anticipo. Come successo con il Covid. Innescano il problema secondo lo schema hegeliano: problema>reazione>soluzione.

Un classico per il sistema OMS/WEF/Fondazioni Gates/Governi che seguono il motto massonico “make things happen“. Colpisce, infine, che ben due vaccini genici per uso umano contro l’Aviaria abbiano iniziato lo sviluppo proprio nel gennaio 2026 e stiano per completare l’iter autorizzativo in questo mese di luglio. Finanziati anche questi dallo stesso filantropo, della rete Epstein, che continua incredibilmente ad essere a piede libero: Bill Gates.

PMI e accesso ai ristori

I piccoli e medi allevatori sono gli ultimi custodi e garanti dell’accesso a cibo sano e naturale. Vanno difesi e sostenuti, in qualsiasi modo possibile. La politica se ne faccia carico. I ristori per gli allevatori colpiti negli ultimi 5 anni si attestano mediamente a €48 milioni/anno (Aviaria, la campagna vaccinale parte dal Veneto. Assessore Bond: Dal 2020 indennizzati agricoltori per 240.000.000 di euro – Confagricoltura Vicenza).

Il reale costo d’acquisto di ogni dose non è dato sapere. Ma un vaccino genico, di ultima generazione, stessa tecnologia, per uso umano, è costato alle casse dello Stato, mediamente, €15,50 a dose. La relativa spesa stimata, usando questo elemento di costo, risulterebbe pari ad almeno €217 milioni per il 2026. E’ evidente che l’operazione non è nemmeno “costo-efficace” (analisi costo efficacia economia sanitaria – Google Search), meno che non si voglia creare caos in un settore strategico e/o aumentare l’indebitamento del nostro paese.

I focolai non si possono evitare con questi vaccini, anzi. Questa biotecnologia non fornisce immunità sterilizzante all’ospite.

Il mercato chiuso, imposto dal blocco dell’export dei prodotti degli allevamenti sperimentali, previsto dal dispositivo del MinSal  del 05 Maggio u.s., rappresenta, inoltre, un fattore di rischio molto grave per la categoria delle PMI. L’inevitabile eccesso di offerta interna, porterà ad un crollo dei prezzi d’acquisto. Competizione che le PMI non possono sicuramente affrontare e sostenere, con un alto rischio di collasso economico finanziario.

L’impossibilità oggettiva, inoltre, di distinguere tempestivamente i sintomi da vaccino da quelli di un ceppo selvaggio che può infettare un allevamento potrebbe precludere preventivamente anche l’accesso alla tutela risarcitoria degli allevatori colpiti.

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Programma originale di febbraio 2026

A febbraio 2026 il governo aveva deciso e programmato di vaccinare obbligatoriamente i 200 allevamenti del Veneto, cioè in pratica la totalità degli allevamenti della regione (Aviaria, la campagna vaccinale parte dal Veneto. Assessore Bond: Dal 2020 indennizzati agricoltori per 240.000.000 di euro – Confagricoltura Vicenza), a partire da Aprile 2026. Per poi estendere subito dopo il programma a tutto il territorio nazionale. I Vaccini genici previsti dal piano sono stati autorizzati da EMA nel 2025 in “condizioni eccezionali” (sperimentali). Cioè in assenza di studi completi di sicurezza e efficacia e con un vuoto di indagini sulla bio-distribuzione di questi prodotti, di verifiche tossicologiche e di genotossicità a lungo termine, non solo sull’animale ma anche dei suoi derivati sull’uomo.

Dispositivo MinSal del 05 maggio 2026: Progetto Pilota, sperimentale

Grazie alla azione tempestiva e congiunta di decine di migliaia di cittadini liberi e indipendenti, con l’invio di diffide con richiesta di moratoria a tappeto al MinSal, Regione Veneto e grazie al confronto aperto e diretto avuto con l’Ass Bond (Assessore alla Agricoltura), che ringraziamo assieme all’On Berlato, il programma originale è stato modificato. Il dispositivo del 05 Maggio, lo ha ridotto ad una “sperimentazione pilota”, come definita dallo stesso MinSal. 5 sono gli allevamenti coinvolti (2 di tacchinelle nel veronese e 3 di galline ovaiole nel mantovano), invece di 200, “…in cui completare gli studi di efficacia sul campo” (fonte FOIA MinSal) con i cittadini usati come cavie, ignare.

Il dispositivo del MinSal prevede all’art 1 com. 6, inoltre, il divieto di export di animali vivi e dei loro derivati (carne e uova) di questi allevamenti, per il rischio elevato di Silent Shedding (diffusione silente del virus), e la non trasparenza in etichetta per il consumatore. Risulta semplicemente inaccettabile negare una corretta informazione ai cittadini, in particolare, da parte dei canali del servizio pubblico della RAI, e la libertà di scelta al consumatore.

Retorica del governo e il vuoto di studi di tossicologici

La narrativa del MinSal, reiterata in modo ossessivo: “…. si tratta di un’operazione ordinaria….” e che i vaccini genici sperimentali sono “….sicuri e efficaci….” si è infranta inevitabilmente con i riscontri documentali forniti dallo stesso ministero, ottenuti grazie all’accesso agli atti (FOIA) inviati dalla Dssa Balanzoni e dall’Associazione Trilly, in particolare, e di altre numerose associazioni, che ringraziamo ancora una volta.

Nessun organo competente ha mai indagato la biodistribuzione e la tossicità (genotossicità, cancerogenicità, teratogenicità e proteomica) a lungo termine di questi vaccini OGM, biotecnologici. Autorizzati in “condizioni eccezionali” dalla stessa EMA che ha autorizzato, ovviamente, anche quelli Covid, anche questi privi di dati completi di sicurezza e efficacia. Di fronte alla richiesta formale di esibire gli studi sulla sicurezza molecolare e tossicologica dei tessuti edibili per l’uomo, l’IZSVe (Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie), capofila tecnico della sperimentazione, ha messo a verbale la propria totale deresponsabilizzazione, ammettendo per iscritto che «….l’Istituto non dispone della documentazione richiesta esulando dalla propria competenza..».

Divieto di export e l’inganno in etichetta

Gli altri stati Ue, saputo del programma e dell’utilizzo di vaccini genici, hanno richiesto il divieto di export degli animali trattati nei 5 allevamenti e dei loro prodotti derivati, anche se cotti, per i noti rischi legati al “silent shedding” (diffusione silenziosa del virus), tipici di questa tecnologia genica (a DNA con vettore virale HTV), imperfetta.

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Si tratta di un effetto di classe ammesso anche dallo stesso MinSal nelle pagine FAQ. Non inducono immunità sterilizzante, non proteggono dall’infezione il capo vaccinato, né interrompono la replicazione, né la trasmissione e la circolazione del virus nell’allevamento. Attenuano la malattia mascherandola e rendendo indistinguibile l’animale infetto da quello sano con il rischio concreto di una diffusione mascherata del virus. Il metodo DIVA per i tempi e gli impatto di costi operativi che genera non risulta essere utile e praticabile.

Tale misura trasforma l’Italia in un mercato chiuso, per questi derivati. Non fa certo bene neanche all’export al resto delle produzioni non oggetto di sperimentazione. Il Regolamento (CE) 1829/2003 permette di omettere l’obbligo di un’etichettatura OGM sul prodotto finito. Questo escamotage normativo priva le famiglie del diritto fondamentale al consenso alimentare informato. Trasformandoli in consumatori ignari di prodotti che i paesi esteri rifiutano di accettare e far consumare ai loro cittadini, per ragioni di sicurezza. I consumatori che fossero danneggiati dall’assunzione di cibo potenzialmente tossico non potranno essere, inoltre, identificati.

Onere della prova

I dossier ufficiali richiesti dalla procedura vigente EMA utilizza gli standard di sicurezza e efficacia che sono ancora quelli dei vaccini tradizionali (vaccini proteici, inerti). L’animale trattato viene tenuto in osservazione e si valuta la riduzione della mortalità, i sintomi macroscopici (osservazione clinica) e il titolo anticorpale per periodi di brevi. Non considerano altro, tanto meno l’impatto sulla salute umana.

La comunità scientifica indipendente non ha a disposizione alcun dato o studio relativo alla bio-distribuzione di questi vaccini che invece sono biotecnologici (agenti autonomi) e della loro persistenza negli organi e nei tessuti dell’organismo.

Nessuna indagine di: genotossicità, cancerogenicità, teratogenicità e proteomica a lungo termine sull’animale e del possibile impatto sulla salute dei consumatori. La possibilità che questa biotecnologica produca proteine aberranti è tutt’altro che remota (microRNA-146a-5p, Neurotropic Viral Infection and Prion Disease (PrD) – PubMed ) e va indagata in modo appropriato. Non si può escludere senza prove specifiche che il problema non esista e/o che queste non siano trasmissibili agli esseri umani. Il blocco dell’Export lo conferma in modo inconfutabile. L’onere di provare la sicurezza longitudinale, completa, anche sull’uomo, a medio lungo termine di questa tecnologia vaccinale è a carico del MinSal e dev’essere dimostrata prima di immetterli in commercio. Non è a carico del cittadino “ex post”, come vorrebbe far credere in modo assurdo e singolare lo stesso ente ministeriale (vedasi FQA). Il Regolamento (CE) 178/2002 lo prevede in modo esplicito.

Tecnologia dei vaccini contro l’Aviaria

Si tratta di vaccini OGM, biotecnologici, a vettore virale (herpesvirus del tacchino/HTV), uno di questo è addirittura “multilocus”, cioè veicola fino a 3 geni estranei (Vaxxitek HVT+IBD+H5). Autorizzati da EMA nel 2025 in “condizioni eccezionali”, in assenza di dati completi di sicurezza e efficacia.

Meccanismo d’azione

Nel genoma virale del HTV è stato inserito il gene per la produzione della subH5 dell’emoagglutinina dell’Aviaria (es Vectormune HVT-AIV). Una volta che il genoma virale è stato ”trasfettato” (iniettato) all’interno della cellula dell’ospite dal virus vettore (herpesvirus che persiste nell’organismo dell’ospite per tutta la sua vita), la trasforma in un bioreattore (una fabbrica biologica), per un tempo indeterminato. Il genoma virale, che veicola il gene H5, migra, quindi, nel nucleo cellulare. Qui viene trascritto in uno specifico mRNA, che trasferito nel citoplasma viene tradotto sui ribosomi nella proteina subH5.

Il processo metabolico messo in atto è autonomo e coatto, estraneo alla fisiologia dell’ospite. I cd vaccini genici sono, infatti, “agenti biotecnologici autonomi. Operano all’interno della cellula, innescando e conducendo a termine un processo estraneo, per un tempo indeterminato, che porta alla produzione coatta di una proteina estranea. Nulla a che fare con i vaccini tradizionali, inerti, che iniettano una proteina che rimane negli spazi extracellulari.

Allevamento trasformato in un enorme bioreattore

L’intero allevamento vaccinato si trasforma, quindi, in un enorme bioreattore con le stesse caratteristiche. Il singolo capo può essere infettato da un ceppo selvaggio di Aviaria, mascherando i sintomi della malattia. Può diffonderlo al resto dell’allevamento in modo silente tramite tutti i fluidi biologici. Il vaccino, infatti, non fornisce immunità sterilizzante e non protegge dall’infezione il capo vaccinato. Inoltre, non blocca la replicazione del virus nel corpo, né la trasmissione e né la circolazione fra gli altri capi dell’allevamento. Prolungando in modo considerevole la persistenza del virus nell’allevamento (vedasi la Prof Palamara, sopra, riguardo i vaccini Covid). Protegge il capo vaccinato solo dalla forma grave di aviaria (HPAI) (fonte MinSal). Cioè ne maschera i sintomi e gli animali infetti diventano indistinguibili da quelli sani.

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La vaccinazione di massa genera, peraltro, una inevitabile pressione selettiva sul virus dell’aviaria che di suo muta facilmente. Lo spinge a mutare ancora più rapidamente per sottrarsi agli anticorpi indotti dal vaccino (fuga immunitaria). Si crea una vera e propria “palestra selettiva” che “premia” nel tempo nuovi ceppi sfuggono al vaccino e che potenzialmente sono più virulenti, con possibili “guadagni di funzione” fino ad arrivare ad un potenziale “salto di specie”.

Nel programma ministeriale il richiamo di questa vaccinazione viene poi effettuato con un vaccino proteico, tradizionale, anche questo approvato in “condizioni eccezionali”, senza dati completi di sicurezza ed efficacia.

Selezione arbitraria degli allevamenti

È prevedibile che si stiano usando fondi pubblici per questa operazione. La selezione degli allevamenti risulterebbe essere stata effettuata in modo irrituale e arbitrario (nessun bando di gara). Scelti, su base discrezionale, 2 grandi gruppi industriali proprietari dei 5 allevamenti, integrati verticalmente. (Fonte FOIA MinSal). Proprio quel tipo di azienda multinazionale che non ha difficoltà e non disdegnano, certo, la competizione sul prezzo a discapito delle PMI, mettendole in gravissima difficoltà. Un’asimmetria che penalizza le PMI.

Attivazione dei Sindaci

Senza documentazione rigorosamente validata scientificamente e firmata, che escluda la presenza di proteine aberranti e/o alterazioni genetiche e epigenetiche nei tessuti animali per alimentazione umana (Principio di precauzione Art 7 Reg CE 178/2022), i Sindaci, per la missione e per il loro ruolo di garanti della salute pubblica nelle loro comunità, hanno il dovere istituzionale di emettere urgentemente ordinanze tramite cui escludere, in via cautelativa e temporanea, tutte le filiere non tracciate e/o prive di garanzie di sicurezza dalla fornitura delle mense scolastiche, ospedaliere e socio-assistenziali del Comune. Congrua comunicazione in bozza da completare con i dati è disponibile sul canale Telegram: https://t.me/nova_civitas.

Conclusioni e soluzioni

Ad oggi nessun documento di analisi della sicurezza longitudinale esiste. Le risposte ricevute non sono soddisfacenti (non risposte). Pertanto, nessun tavolo di confronto tecnico può dichiarare il caso chiuso o derubricare i rischi a “falso allarmismo” finché le istituzioni non avranno prodotto i documenti di sicurezza alimentare completi. Tanto meno rendere trasparente l’etichetta rappresenta una soluzione.

Nei giorni scorsi sono state inviate numerose denunce verso le autorità competenti. Il Governo farebbe cosa buona e giusta se decidesse d’interrompere volontariamente, e subito, tale improvvida sperimentazione sui cittadini italiani, ignari. Incluso il ritiro di questi derivati non ancora consumati e commercializzati, mandandoli all’inceneritore assieme ai capi già vaccinati e compromessi. Sono, invece, da richiamare tutti quei prodotti che sono già stati distribuiti fino al singolo punto vendita e tracciati dove sono stati consumati (uova e carne). Stiamo valutando ulteriori azioni per fermare questo piano nell’interesse dei cittadini.

La sicurezza alimentare, la salute umana e il principio di Precauzione sono e devono rimanere valori dominanti su qualsiasi altra logica o dimensione (inclusi i profitti delle multinazionali), non sono negoziabili.  Il servizio pubblico RAI informi correttamente i cittadini e anche gli operatori che, inconsapevolmente, possono utilizzare questi derivati nelle loro produzioni alimentari.

Si avvicinano a grandi passi, nel frattempo le elezioni politiche del ’27 e i cittadini consapevoli e responsabili sapranno tener conto dei prossimi sviluppi della situazione.

 


Leonardo Guerra, laurea in biologia molecolare con tesi sperimentale sul mRNA nel 1982 c/o UNIFE.
Ho ricoperto ruoli dirigenziali in Ricerca e Sviluppo (area Anti-Infettivi), nel settore dei Rapporti Istituzionali di primarie Multinazionali farmaceutiche fino a Giugno 2020.
Co-Fondatore di una Start Up Biotech (RARESPLICE srl) per la cura di malattie genetiche rare.

Da Luglio 2020, opero come Consulente free-lance.
Canale Telegram : Leonardo Guerra