{"id":2465,"date":"2018-11-08T09:06:35","date_gmt":"2018-11-08T09:06:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=2465"},"modified":"2020-02-03T09:32:59","modified_gmt":"2020-02-03T09:32:59","slug":"i-gladiatori-da-tastiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/i-gladiatori-da-tastiera\/","title":{"rendered":"Gladiatori&#8230;da tastiera"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Premesso che ritengo i <em>social media<\/em> uno strumento interessante e stimolante per incontri che, da virtuali, possono (e dovrebbero) diventare reali, confesso di trovare risibile l\u2019atteggiamento di chi, pur utilizzandoli, li disprezza.<br \/>\nIl giudizio <em>tranchant<\/em> su alcuni aspetti del nostro mondo, come i <em>social<\/em> ad esempio, circonfuso di un malinteso alone di spiritualit\u00e0, rivela sovente la pochezza del pensiero da cui origina.<br \/>\n\u00c8 ben vero che gli strumenti della civilt\u00e0 digitale sono estremamente pericolosi &#8211; e spesso addirittura nefasti &#8211; <strong>legando l\u2019uomo ad una realt\u00e0 virtuale che \u00e8 solo la caricatura dell\u2019autentico mondo immateriale<\/strong>, ma \u00e8 altrettanto vero che questo \u00e8 il mondo che ci siamo costruiti e pertanto la <strong>necessaria<\/strong>\u00a0<strong>conseguenza della nostra evoluzione trascorsa<\/strong>.<br \/>\n\u00c8 un mondo con cui non possiamo non fare i conti e che siamo chiamati a trasformare dall\u2019interno; <em>\u201ccavalcando la tigre\u201d.<br \/>\n<\/em>Il futuro ci riserva un sempre pi\u00f9 stretto <strong>connubio uomo-macchina<\/strong> e a questo non possiamo sfuggire.<\/p>\n<p class=\"p1\">Potremo per\u00f2 influenzare questo futuro in senso positivo realizzando una trasformazione globale del livello morale dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\">Partendo da noi stessi.<br \/>\nIniziando anche da piccole cose.<br \/>\nFaccio un esempio.<\/p>\n<p class=\"p1\">Nelle interminabili discussioni sui <em>social<\/em> che mi capita di scorrere rapidamente (credetemi, non \u00e8 spocchia, ma non vi partecipo quasi mai perch\u00e9 ritengo inutile imporre la mia opinione a persone che si tengono saldamente avvinghiate alla propria), discussioni che vertono su contenuti spirituali e che sovente sono <strong>solo una manifestazione del proprio ego e dei propri moti istintivi<\/strong> mi sono accorto che non c\u2019\u00e8 mai nessuno che ad un certo punto digiti le parole: <em>\u201chai ragione\u201d<\/em>. O <em>\u201cmi sono sbagliato\u201d<\/em>.<\/p>\n<p class=\"p1\">Mai.<\/p>\n<p class=\"p1\">Si scende nell\u2019arena dello scontro verbale\u00a0di turno ben armati dei propri convincimenti, della ragionevolezza del proprio argomentare, della potenza della propria affabulazione, difendendo la propria tesi fino alla morte.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Come novelli gladiatori&#8230;da tastiera.<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">E se l\u2019altro non recede dall\u2019insano proposito di voler aver ragione a tutti i costi lo si ridicolizza, lo si insulta, lo si banna.<br \/>\nComportamenti che mai avremmo sul piano reale (o sbaglio?) ma che sul piano virtuale sono la norma.<br \/>\nTemiamo di perdere la nostra immagine, l\u2019immagine che ci proviene dalle opinioni degli altri su di noi, se, avvedendoci che le tesi dell\u2019altro sono corrette (alle volte sbagliamo anche noi&#8230;) pronunciamo le fatidiche paroline: <em>\u201chai ragione, mi sono sbagliato\u201d.<br \/>\n<\/em><strong>Pensiamo che riconoscere un errore sia segno di debolezza, mentre in realt\u00e0 \u00e8 segno di forza e di libert\u00e0.<br \/>\n<\/strong>La forza e la libert\u00e0 di chi sa rinunciare finanche alle proprie verit\u00e0 quando si avvede della loro parzialit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Piero Cammerinesi<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\">* * *<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Se avete ragione, potete permettervi di scusarvi; e se avete torto, non potete permettervi di non farlo.<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\">Edgar Wallace<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premesso che ritengo i social media uno strumento interessante e stimolante per incontri che, da virtuali, possono (e dovrebbero) diventare reali, confesso di trovare risibile l\u2019atteggiamento di chi, pur utilizzandoli, li disprezza. 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