{"id":34064,"date":"2020-09-05T09:29:54","date_gmt":"2020-09-05T07:29:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=34064"},"modified":"2020-09-10T15:39:28","modified_gmt":"2020-09-10T13:39:28","slug":"sono-negazionista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/sono-negazionista\/","title":{"rendered":"Sono negazionista"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sono negazionista<\/strong>. Nego, in primo luogo, l\u2019emergenza\u00a0<strong>Covid<\/strong>\u00a0e non \u2013 ovviamente \u2013 la pandemia in s\u00e9, innegabile ed evidente. Il termine, usato in senso sarcastico\u2013dispregiativo dai tanti seguaci del pensiero unico, richiama, in modo subdolo e subliminale, la negazione della\u00a0<strong>Shoah<\/strong>\u00a0o magari altre consimili, ascrivibili a ignoranza o malafede (per esempio, la negazione della rotondit\u00e0 dell\u2019orbe terracqueo dei\u00a0<strong>\u201cterrapiattisti\u201d<\/strong>). Prescindiamo pure dal fatto che molti dei dileggiatori di professione hanno negato per tanto tempo la storia delle foibe istriane e negano tuttora o fingono di ignorare gli attualissimi\u00a0<strong>laogai cinesi<\/strong>; ma il punto \u00e8 un altro:<\/p>\n<p>1)\u00a0<strong>L\u2019emergenza italiana<\/strong>\u00a0\u00e8 l\u2019unica al mondo.<\/p>\n<p>2) La letteratura scientifica pi\u00f9 accreditata\u00a0<em>nega<\/em>\u00a0la persistente letalit\u00e0 del\u00a0<em>virus<\/em>.<\/p>\n<p>3) Non \u00e8 un mistero che l\u2019unico\u00a0<strong>Paese<\/strong>\u00a0al mondo ad aver dichiarato l\u2019equivalente di uno \u201cstato di guerra\u201d (inesistente), in proroga fino a ottobre, conferendo poteri speciali\u00a0<strong>anticostituzionali<\/strong>\u00a0al\u00a0<strong>presidente del Consiglio<\/strong>, \u00e8 l\u2019Italia. Non \u00e8 un mistero, ma \u00e8 una verit\u00e0 ben nascosta. E la favola del \u201cnegazionismo\u201d costituisce un\u2019arma di distrazione di massa, diretta per l\u2019appunto a nasconderla.<\/p>\n<p>4) Si sono levate autorevolissime voci di grandi uomini di scienza (se ne citano solo alcuni:\u00a0<strong>Luc Montagnier, Giulio Tarro, Giuseppe Remuzzi, Alberto Zangrillo, Matteo Bassetti, Maria Rita Gismondo<\/strong>) che confermano, in varia guisa, due verit\u00e0 di fondo: 1 \u2013 che il virus (tutti i virus, anche il\u00a0<strong>Coronavirus<\/strong>) depotenzia la sua carica virale nel tempo, per il fatto stesso di propagarsi; 2 \u2013 che gli anticorpi umani costituiscono la pi\u00f9 importante difesa contro il virus e, grazie a\u00a0<strong>Dio<\/strong>, questa difesa non \u00e8 affidata al governo Conte, ma alla natura, che provvede all\u2019immunit\u00e0 di gregge. Il profano, come me, ci capisce poco \u2013 non meno tuttavia dei \u201cvirologi\u201d delle mitiche 15\u00a0<strong><em>task forces<\/em><\/strong>\u00a0governative \u2013 ma osserva che queste due leggi scientifiche trovano mille conferme. Basta chiedersi come mai non si \u00e8 verificato lo sterminio di massa in Svezia, il cui governo di sinistra (non un governo\u00a0<strong>Matteo Salvini, Giorgia Meloni o Silvio Berlusconi<\/strong>, che avrebbe certamente ammassato i cadaveri nelle fosse comuni delle spiagge italiane) ha rifiutato \u2013 ossia negato \u2013 qualsivoglia misura emergenziale,\u00a0<strong><em>lockdown<\/em><\/strong>\u00a0o quarantena di massa che sia. E\u2019 possibile che questo governo \u201cnegazionista\u201d abbia scelto la strada giusta o comunque pi\u00f9 sensata di quella degli arresti domiciliari generalizzati o della mascherina notturna?<\/p>\n<p>Sono negazionista. Nego gran parte delle \u201cemergenze\u201d italiane. In Italia \u00e8 tutta un\u2019emergenza. E la particolarit\u00e0 dell\u2019emergenza italiana \u00e8 la sua eternit\u00e0. Il rimedio emergenziale al pericolo emergente sopravvive all\u2019emergenza stessa. Lo schema tipico \u00e8 il seguente: la cosiddetta \u201copinione pubblica\u201d, bombardata dai tanti messaggi mediatici che amplificano il pericolo connesso a un fatto o pi\u00f9 fatti di cronaca, invoca o forse no \u2013 ma qualcuno la sente invocare \u2013 l\u2019intervento pubblico; il governo di turno, sorretto come sempre dalla\u00a0<strong>stampa compiacente<\/strong>, annuncia i suoi drastici rimedi all\u2019emergenza, i quali per essere appunto drastici e risolutivi devono cambiare lo\u00a0<strong><em>status quo ante<\/em><\/strong>. E il cambiamento non pu\u00f2 consistere in atti amministrativi, regolati dalle leggi in vigore; sarebbe poca cosa. Per essere drastico e decisivo, deve consistere almeno in una nuova legge, meglio se due o tre; e ovviamente deve trattarsi di legge \u201cspeciale\u201d. Sicch\u00e9 le nuove leggi, sempre \u201cspeciali\u201d, si affastellano in un unico calderone nel quale sopravvivono le vecchie. Con questo criterio abbiamo creato un\u00a0<em>monstrum<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>200mila leggi. Primato mondiale!<\/strong><\/p>\n<p>Il criterio non \u00e8 cambiato per il\u00a0<strong>Coronavirus<\/strong>, con la variante \u2013 e al contempo aggravante \u2013 che la nuova \u201clegge\u201d ha forma di\u00a0<strong>Dpcm<\/strong>. Ha forma amministrativa, ma sostanza di legge. E dunque Il ragionamento rimane valido, nella misura in cui il Dpcm contiene norme generali che regolano la vita di tutti gli italiani. Ebbene le \u201cemergenze\u201d italiane, assunte a fondamento giustificativo di leggi speciali, producono eccezioni e strappi durevoli e definitivi alle regole generali. Per esempio, la presunta emergenza corruzione (in verit\u00e0 diffusa in tutto il mondo) ha ispirato norme penali liberticide, con sanzioni afflittive pesantissime irrogate prima dell\u2019accertamento di reit\u00e0; nonch\u00e9 un codice degli appalti, che erige a sistema il sospetto generalizzato e paralizza le opere pubbliche. Con l\u2019attuale \u201cemergenza\u201d Covid gli italiani rischiano di dovere sopportare, chiss\u00e0 per quanti anni ancora e ben oltre la persistenza del pericolo reale: il\u00a0<strong>\u201cdistanziamento sociale\u201d<\/strong>; la scuola pubblica chiusa a ogni piccolo colpo di tosse di un alunno; gli uffici pubblici non aperti al pubblico; restrizioni ai viaggi; controlli di polizia sulla propria persona; divieti di riunioni; chiusura dei locali.<\/p>\n<p>Sono negazionista. Nego l\u2019assoluto della prevenzione. Questa seducente parola \u00e8 molto insidiosa. Dietro la smania di prevenire tutti i pericoli della vita si cela in verit\u00e0 il pensiero utopistico. Il principio di realt\u00e0 impone di accettare la limitatezza e l\u2019imperfezione della\u00a0<strong>condizione umana<\/strong>. Ci\u00f2 comporta la\u00a0<strong>necessaria \u201cconvivenza\u201d con il pericolo<\/strong>. Il rischio zero non esiste. Per la verit\u00e0, nessuno ammette di credere nella totale immunit\u00e0 dal rischio, tuttavia gli utopisti, mentre non lo ammettono esplicitamente, coltivano implicitamente l\u2019erratissima idea e la scellerata ambizione di eliminare il pericolo. Accanto agli utopisti siedono alcuni interessati pragmatisti, che \u201ccampano\u201d sulla prevenzione. Vi dice niente il fatto che le case farmaceutiche di tutto il mondo hanno investito immense risorse nella ricerca del vaccino? Non credo che il loro interesse alla salute pubblica coincida perfettamente con quello di ognuno di noi alla propria salute psico-fisica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 posto, \u00e8 chiaro che la nostra vita di relazione non deve essere sacrificata all\u2019innaturale commistione dell\u2019utopismo col pragmatismo interessato, perseguendo l\u2019insano scopo di eliminare ogni rischio. Si tratta invece di scegliere la strada migliore per \u201cconvivere\u201d con quei pericoli che sono ineliminabili. E il pericolo virus \u00e8 uno di questi, come lo \u00e8 il pericolo \u201ccorruzione\u201d (per tornare all\u2019esempio di poc\u2019anzi). L\u2019assolutismo della prevenzione \u00e8 un errore logico, in quanto sono irrealizzabili i suoi fini; consiste anche in un\u00a0<strong>\u201cpeccato\u201d di presunzione<\/strong>, perch\u00e9 \u201cdivinizza\u201d i rimedi umani ai mali di questa terra. Il pericolo della seconda ondata (del Covid) non deve paralizzare la nostra vita, ma dobbiamo convivere con la possibile seconda, terza e quarta ondata, di questo virus o qualsiasi altro consimile.<\/p>\n<p>Sono negazionista. Nego l\u2019opportunit\u00e0 politica dell\u2019assistenza sociale generalizzata. Il sociologo\u00a0<strong>Luca Ricolfi<\/strong>\u00a0ha evidenziato che ci avviamo a grandi passi verso la\u00a0<strong><em>societ\u00e0 parassitaria di massa<\/em><\/strong>, per effetto \u2013 non solo, ma in gran parte \u2013 delle misure \u201cemergenziali\u201d (anticovid) di questo governo. Il lavoro viene impedito o comunque ostacolato in mille modi; in compenso aumenta la platea degli assistiti. Al reddito di cittadinanza si affiancano ora varie tipologie di\u00a0<strong>sussidi e fantasiosi\u00a0<em>bonus<\/em><\/strong>. Ovviamente, l\u2019assistenza \u201cemergenziale\u201d \u00e8 destinata, come dicevamo, a durare ben oltre l\u2019emergenza; sia per le ragioni anzidette, sia per la ragione ulteriore che il beneficiario dell\u2019assistenza non desidera perdere la sua quota parte, piccola o grande che sia. Non \u00e8 necessario alcun commento; ci limitiamo a una piccola chiosa: ogni risorsa utilizzata nella sfera assistenziale \u00e8 sottratta alla sfera della produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono negazionista.\u00a0<strong>Nego la nuova religione scientista<\/strong>.<\/p>\n<p>La scienza nulla pu\u00f2 dire in relazione alla tavola e alla gerarchia dei fini. La scelta dei valori attiene all\u2019ambito etico e a quello politico. La scienza \u00e8 un bene strumentale a disposizione dell\u2019uomo per raggiungere i suoi fini, ma non determina i fini da scegliere. Ci\u00f2 significa che il\u00a0<strong>governo Conte<\/strong>, celandosi dietro la scienza delle varie\u00a0<em>task forces<\/em>, \u00e8 venuto meno al suo stesso compito. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Nel caso concreto, la \u201cscienza\u201d a supporto del governo si \u00e8 dimostrata una patacca di infima qualit\u00e0. Era prevedibile, dal momento che sono stati insigniti di chiara fama in\u00a0<strong>\u201cvirologia\u201d<\/strong>\u00a0persone che in vita loro non hanno visto, nemmeno per un istante, una provetta di laboratorio o una corsia d\u2019ospedale. Sicch\u00e9 la loro infallibile scienza \u00e8 entrata in contraddizione con quella dei veri studiosi, italiani e stranieri. Ma seppure il comitato tecnico\u2013scientifico del governo Conte fosse il migliore possibile, comunque non sarebbe accettabile l\u2019estromissione della politica. La norma giuridica che regola la convivenza sociale deve compensare e rendere compatibili i vari interessi umani in conflitto; al contrario, lo scienziato ha un punto di osservazione con oggetto monistico; il suo sapere \u00e8 limitato a un solo oggetto di interesse; egli non pu\u00f2 che assolutizzare quell\u2019interesse. Il risultato della delega di Conte ai grandi scienziati della\u00a0<em>task force<\/em>\u00a0\u00e8 sotto gli occhi di tutti: non sappiamo se le misure anticovid abbiano impedito che qualcuno si ammalasse di broncopolmonite; in compenso, sappiamo per certo che molte persone sono morte, perch\u00e9 non hanno ricevuto assistenza ospedaliera (per tutte le altre patologie); alcune si sono suicidate per i rovesci economici; sono aumentate a dismisura i casi di sindromi depressive; l\u2019economia italiana ha subito un\u00a0<strong>tracollo irrimediabile<\/strong>; le relazioni sociali sono state frantumate.<\/p>\n<p>Vogliamo poi aggiungere che, su scala mondiale, le grandi profezie \u201cscientifiche\u201d dell\u2019era moderna si sono rivelate non dissimili da quelle dei\u00a0<strong>Maya<\/strong>? Tutte smentite dai fatti: dal buco dell\u2019ozono alla desertificazione del pianeta; dall\u2019innalzamento dei mari, con allagamento delle citt\u00e0 costiere, all\u2019aumento della temperatura su basi antropiche. Il consesso dei grandi scienziati pare ispirarsi all\u2019inclita dottrina della fanciulla\u00a0<em>Greta<\/em>. Una ragione in pi\u00f9, per diffidare, non gi\u00e0 della vera scienza, bens\u00ec dello \u201cscientismo\u201d.<\/p>\n<p>Sono negazionista.\u00a0<strong>Nego la subordinazione gerarchica della libert\u00e0 individuale al bene comune.<\/strong><\/p>\n<p>I nostri tutori si preoccupano tanto della nostra felicit\u00e0 globale, da sacrificare \u2013 per necessit\u00e0 s\u2019intende \u2013 la nostra libert\u00e0 individuale al bene superiore della salute pubblica. Non nego che possano tollerarsi ridimensionamenti, limitati nel tempo e nella consistenza, della libert\u00e0 individuale; nego tuttavia un rapporto meccanico di subordinazione gerarchica tra il bene individuale e collettivo. Il benessere sociale \u00e8 la somma delle mille condizioni individuali di benessere; come il bisogno sociale \u00e8 la risultante dei mille bisogni individuali. Per tale ragione, la\u00a0<strong>libert\u00e0 individuale<\/strong>\u00a0<strong>costituisce un valore primario<\/strong>, di pari rango rispetto ai beni della collettivit\u00e0. Nella vicenda del Coronavirus si \u00e8 ampiamente superato il limite di tollerabilit\u00e0 del sacrificio individuale. La libert\u00e0 di movimento, il diritto di culto religioso, di associazione sono stati sacrificati arbitrariamente. E si continua a \u201clegiferare\u201d, invadendo la sfera privatissima della persona. Basti pensare che si impone la mascherina anche al camminatore solitario, che non pu\u00f2 contagiare o essere contagiato da chicchessia.<\/p>\n<p>Sono negazionista.\u00a0<strong>Nego che la paura debba prevalere sulla gioia di vivere.<\/strong><\/p>\n<p>La convivenza umana impone, come s\u2019\u00e8 detto, una serie di regole che tendono a comporre interessi in conflitto. Conseguentemente I giusti principi che presiedono alla convivenza sociale non devono essere declinati in termini assoluti e rigidi. Il principio di precauzione non pu\u00f2 essere portato fino alle estreme conseguenze, tanto da far prevalere sempre e comunque la paura sulla voglia di vivere. La paura del contagio impone il distanziamento da chicchessia, giacch\u00e9 ognuno di noi \u00e8 un potenziale \u201cuntore\u201d. E l\u2019untore numero uno \u00e8 \u2013 come dice il \u201cgrande\u201d\u00a0<strong>Roberto Burioni\u00a0<\/strong>\u2013 il bambino, che \u00e8 immune, ma contagia. Impedire al bambino di socializzare, toccare le persone e le cose, equivale a bloccare la sua crescita. Ci si vuole spingere fino a questo punto, in nome della sicurezza? Come la paura, che deforma il giusto principio di precauzione, non deve prevalere sulla necessit\u00e0 fisiologica del bambino di crescere e imparare, cos\u00ec non deve impedire agli adulti di manifestare la gioia di vivere. Anche vivaddio nelle occasioni conviviali e negli \u201cassembramenti\u201d, che non sono necessariamente \u201cadunate sediziose\u201d.<\/p>\n<p>Sono negazionista. Nego la virt\u00f9 della moderazione in materia di libert\u00e0 individuale.<\/p>\n<p>In linea di massima la moderazione \u00e8 una virt\u00f9, in quanto espressione di tolleranza e inclinazione all\u2019ascolto. Esistono tuttavia valori non negoziabili, rispetto ai quali la \u201cmediazione\u201d non ha alcun senso.\u00a0<strong>Per un liberale, la libert\u00e0 individuale non \u00e8 \u201cmerce di scambio\u201d, \u00e8 un valore primario non negoziabile, il cui sacrifico pu\u00f2 essere accettato solo in quanto sia necessario e proporzionato.<\/strong>\u00a0N\u00e9 la necessit\u00e0, n\u00e9 la proporzione hanno caratterizzato e tuttora caratterizzano le misure anticovid, destinate purtroppo a permanere oltre il covid. A me pare che l\u2019opposizione al governo, in questo frangente, sia stata e sia tuttora colpevolmente \u201cmoderata\u201d. Nessuna voce, per esempio, si \u00e8 levata contro l\u2019immondo obbligo dell\u2019autocertificazione o la chiusura dei luoghi di culto. Oggi in tutta Europa le piazze sono colme di oppositori a misure anticovid, molto meno restrittive che in Italia. Nel nostro amato Paese, al massimo della negazione della libert\u00e0, corrisponde il minimo livello di protesta politica e sociale.\u00a0<strong>\u00c8<\/strong>\u00a0<strong>venuto il momento di negare la moderazione.<\/strong><\/p>\n<p>Michele Gelardi<\/p>\n<p>Fonte:http:\/\/www.opinione.it\/societa\/2020\/09\/04\/michele-gelardi_negazionista-covid-shoah-dio-laogai-cinesi-conte-emergenza-italiana-montagnier-tarro-remuzzi-zangrillo-burioni-bassetti-gismondo-salvini\/?fbclid=IwAR03f2Fok0DsCluaw8SRwyY1wldpGNHHg1oH5H7Ysyk0iyihu8MNlB-vlus<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono negazionista. Nego, in primo luogo, l\u2019emergenza\u00a0Covid\u00a0e non \u2013 ovviamente \u2013 la pandemia in s\u00e9, innegabile ed evidente. 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