{"id":36827,"date":"2020-10-12T15:24:13","date_gmt":"2020-10-12T13:24:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=36827"},"modified":"2020-10-15T12:58:33","modified_gmt":"2020-10-15T10:58:33","slug":"la-propaganda-automatizzata-il-capolavoro-comunicativo-dellelite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-propaganda-automatizzata-il-capolavoro-comunicativo-dellelite\/","title":{"rendered":"La propaganda &#8220;automatizzata&#8221;: il capolavoro comunicativo dell&#8217;\u00e9lite"},"content":{"rendered":"<p>Per capire come la teoria economica <em>mainstream<\/em>, costruita e riprodotta nei circoli intellettuali e accademici, viene veicolata, mediaticamente, nella cultura di massa, dobbiamo prima fare una breve premessa su come funziona la <strong>propaganda<\/strong> nei moderni regimi occidentali cosiddetti liberal-democratici (cio\u00e8 nei regimi in cui, per intenderci, vigono elezioni a suffragio universale, libert\u00e0 di associazione e libert\u00e0 di stampa).<br \/>\n<ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-layout=\"in-article\" data-ad-format=\"fluid\" data-ad-client=\"ca-pub-0390710724031227\" data-ad-slot=\"8059361414\" data-adsbygoogle-status=\"done\"><ins id=\"aswift_2_expand\"><ins id=\"aswift_2_anchor\"><\/ins><\/ins><\/ins>In questi paesi la propaganda assume forme ben diverse da quelle che solitamente assume nei regimi non democratici \u2013 cio\u00e8 in cui non vigono le condizioni di cui sopra \u2013, dove tendenzialmente esiste un controllo <em>top-down<\/em> diretto e pressoch\u00e9 assoluto del flusso di informazioni che arriva ai cittadini, tanto tramite i media ufficiali (che perlopi\u00f9 sono direttamente sotto il controllo del governo) quanto, oggi sempre di pi\u00f9, tramite i social network e persino i sistemi di chat.<br \/>\nPensiamo per esempio alla Cina.<br \/>\nOra, un tale livello di controllo \u2013 ma soprattutto un controllo cos\u00ec esplicito dell\u2019informazione \u2013 sarebbe ovviamente considerato inaccettabile nei paesi occidentali (almeno per ora).<br \/>\nDunque in Occidente, in particolare in seguito all\u2019ascesa della comunicazione di massa nel secondo dopoguerra \u2013 e quindi al progressivo proliferare delle fonti di informazione <em>\u201cindipendenti\u201d<\/em> (cio\u00e8 non soggette a controllo governativo, diversamente dalla televisione pubblica, per esempio), che oggi con internet tendono praticamente all\u2019infinito \u2013, le \u00e9lite politico-economiche occidentali sono dovute ricorrere a <strong>strategie alternative per assicurarsi un controllo sulla narrazione pubblica<\/strong> (controllo che \u2013 attenzione \u2013 \u00e8 ancora pi\u00f9 fondamentale nei regimi democratici, proprio perch\u00e9 in essi esiste effettivamente il rischio che possa essere eletto un governo ostile agli interessi delle \u00e9lite).<br \/>\n<strong>Ora, ovviamente il modo pi\u00f9 semplice per fare ci\u00f2 \u00e8 assicurarsi la propriet\u00e0, da parte dei principali gruppi di potere economici, dei principali mezzi di informazione<\/strong> \u2013 formalmente \u201cliberi\u201d e \u201cindipendenti\u201d.<br \/>\nL\u2019Italia da questo punto di vista \u00e8 un <strong>caso da manuale<\/strong>.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 solo l\u2019esempio di Berlusconi-Mediaset, che conosciamo tutti. Se guardiamo alla carta stampata, vediamo che tutti i principali giornali sono essenzialmente controllati da un manipolo di potentati economici:<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><strong>la famiglia Agnelli, che tramite una holding finanziaria olandese (Exor) possiede la Repubblica, L\u2019Espresso, HuffPost, La Stampa, Il Secolo XIX, Limes, MicroMega ecc.;<\/strong><\/li>\n<li><strong>il Gruppo Rizzoli (controllato per la maggior parte da Urbano Cairo), che possiede il Corriere della Sera);<\/strong><\/li>\n<li><strong>i Caltagirone, la famiglia di costruttori romani, che possiedono Il Messaggero, Il Mattino, Leggo e il Gazzettino;<\/strong><\/li>\n<li><strong>Confindustria, che possiede il Sole 24 Ore.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>In breve, una mezza dozzina di famiglie \u2013 <strong>una parte importante di quella che potremmo a tutti gli effetti definire l\u2019oligarchia italiana \u2013 controlla quasi tutta l\u2019informazione \u201cufficiale\u201d<\/strong> \u2013 e, lo ribadiamo, formalmente \u201clibera\u201d e \u201cindipendente\u201d \u2013 del nostro paese.<br \/>\nOra, che la propriet\u00e0 di questi organi di informazione non abbia una finalit\u00e0 prettamente economica (anzi, sappiamo che l\u2019informazione cartacea rende sempre meno), ma piuttosto una finalit\u00e0 politica mi pare lapalissiano.<br \/>\nE la funzione non \u00e8 solo, ovviamente, quella di favorire gli interessi particolari delle singole famiglie \u2013 vedasi per esempio la copertura che viene fatta sulle vicende FIAT sulle pagine della Repubblica, tanto per fare un esempio \u2013 ma anche e forse soprattutto quella di <strong>garantire gli interessi generali dei grandi gruppi capitalistici italiani, e dunque di mantenere gli attuali equilibri di potere nella societ\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>E uno dei modi in cui ci\u00f2 viene fatto \u00e8 proprio veicolando la <strong>teoria economica dominante<\/strong>, che a sua volta ha la sua ragion d\u2019essere nella difesa e nella giustificazione dello <em>status quo<\/em>, ovvero nella sua capacit\u00e0, come disse Keynes, di<\/p>\n<blockquote><p>spiegare l\u2019ingiustizia sociale e la crudelt\u00e0 [delle nostre societ\u00e0] come un <strong>inevitabile incidente<\/strong> nello schema del progresso, e qualunque tentativo di cambiare lo stato delle cose come inevitabilmente destinato a fare pi\u00f9 male che bene, [nonch\u00e9 nella sua capacit\u00e0] di offrire una giustificazione alle azioni dei singoli capitalisti.<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019ideologia economica dominante, in breve, ha la funzione di difendere i rapporti di propriet\u00e0 e di produzione, e dunque di potere, che esistono nella societ\u00e0, e dunque di difendere gli interessi dell\u2019\u00e9lite. E lo fa, appunto, naturalizzando, normalizzando tutte le conseguenze pi\u00f9 nocive del capitalismo: la disoccupazione di massa, la povert\u00e0, le disuguaglianze ecc. \u2013 in breve, l\u2019enorme sofferenza umana e sociale, individuale e collettiva, provocata dal sistema economico.<\/p>\n<p><strong>L\u2019obiettivo \u00e8, in definitiva, quello di farci accettare come normale o quantomeno inevitabile ci\u00f2 che non \u00e8 n\u00e9 normale, n\u00e9 inevitabile.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 esattamente questo, diceva sempre Keynes, che fa s\u00ec che la teoria economica dominante <em>\u00abriscuota il sostegno delle forze sociali dominanti\u00bb.<br \/>\n<\/em>In altre parole, le \u00e9lite, tramite i mezzi d\u2019informazione da esse controllati, non agiscono da grancassa per l\u2019ideologia economica dominante perch\u00e9 ne condividono i presupposti teorici (che sono totalmente fallaci) ma perch\u00e9 essa agisce da meccanismo di salvaguardia e di riproduzione, appunto, delle stesse \u00e9lite.<br \/>\nIl ruolo dei media di massa \u00e8 dunque fondamentale, perch\u00e9 \u00e8 attraverso di essi che queste teorie escono dalle stanze algide dell\u2019accademia e vengono veicolate nella cultura di massa, diventando <strong>senso comune<\/strong>.<br \/>\nE questo viene fatto principalmente attraverso la costruzione di un \u201cframe\u201d cio\u00e8, un quadro di riferimento ha lo scopo di tracciare i confini del dibattito, definendo ci\u00f2 che \u00e8 vero e ci\u00f2 che \u00e8 falso, ci\u00f2 che \u00e8 accettabile e ci\u00f2 che non \u00e8 accettabile nel discorso pubblico.<br \/>\nIn altre parole, la realt\u00e0 non viene semplicemente descritta in maniera selettiva e faziosa, ma viene proprio costruita <em>ex novo<\/em>, attraverso il martellamento costante e ossessivo di una serie di concetti. Come scrive un massmediologo canadese:<\/p>\n<blockquote><p><em>I messaggi mediatici costituiscono dei potenti agenti di controllo sociale le cui rappresentazioni della realt\u00e0 sono <strong>costruite<\/strong> piuttosto che essere un semplice riflesso della realt\u00e0. La costruzione di queste convenzioni come naturali e normali \u00e8 perlopi\u00f9 nascosta alla vista, sotto forma di uno sguardo mediatico che assume tacitamente tutta una serie di valori, norme, convinzioni ecc., e che \u00e8 capace di cambiare gli atteggiamenti [e le opinioni] delle persone senza che questi ne abbiano consapevolezza.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>E questo \u00e8 particolarmente evidente nel dibattito economico, che \u00e8 forse l\u2019ambito dove la manipolazione della realt\u00e0 raggiunge i livelli pi\u00f9 estremi. Pensiamo ad alcuni dei miti che in questi anni sono stati propagandati con maggiore forza:<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li><strong>Lo Stato \u00e8 come una famiglia (e va amministrato come tale, e come tale pu\u00f2 finire i soldi, pu\u00f2 andare in bancarotta ecc.).<\/strong><\/li>\n<li><strong>Dobbiamo tagliare la spesa pubblica (le pensioni, la sanit\u00e0 ecc.) perch\u00e9 \u201cnon ci sono i soldi\u201d.<\/strong><\/li>\n<li><strong>I deficit di bilancio sono un male e comunque non possiamo farli perch\u00e9 altrimenti i mercati ci puniranno facendo schizzare in alto lo spread.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Non possiamo monetizzare il deficit e\/o il debito perch\u00e9 questo produrr\u00e0 inflazione.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Eccetera, eccetera. Potrei andare avanti per ore.<\/p>\n<p><strong>Ora, tutte queste affermazioni non riflettono assolutamente la realt\u00e0 di come funzionano i moderni sistemi monetari<\/strong>.<br \/>\nNon la riflettono di certo per i paesi che dispongono della sovranit\u00e0 monetaria, dove lo Stato non \u00e8 assolutamente paragonabile a una famiglia visto che non \u00e8 un semplice utilizzatore di moneta ma un emettitore di moneta, da cui ne consegue che ovviamente non pu\u00f2 finire i soldi ma non \u00e8 neanche sottoposto a dei limiti intrinseci relativamente ai livelli di deficit e di debito che pu\u00f2 conseguire.<br \/>\nMa non la riflettono neanche nel caso di un paese, come l\u2019Italia, che ha rinunciato alla sua sovranit\u00e0 monetaria, per il semplice fatto che omettono un punto fondamentale: cio\u00e8 che <strong>nella misura in cui siamo effettivamente molto limitati nei nostri margini di agibilit\u00e0 economica, questo \u00e8 dovuto a una scelta autoimposta (l\u2019euro)<\/strong>, non al destino baro.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 interessante notare come la pandemia stia facendo cadere uno dopo l\u2019altro tutti i miti e i dogmi che sono alla base della narrazione liberista<\/strong>: tanto per fare un esempio, oggi le banche centrali stanno tutte monetizzando il deficit e il debito, senza che questo comporti n\u00e9 un\u2019impennata dei tassi di interesse e dello spread (per il semplice fatto che questo \u00e8 controllato dalla banca centrale, non dai mercati), n\u00e9 un\u2019impennata dell\u2019inflazione.<br \/>\nStiamo assistendo, insomma, a una plateale smentita della narrazione economica che ci hanno propinato in questi anni con l\u2019unico obiettivo di farci accettare una serie di misure che, oggi dovrebbe essere chiaro, erano di natura prettamente politica, non tecnica. Cos\u00ec come stiamo aumentando il deficit per combattere la pandemia, \u00e8 evidente che avremmo potuto (e potremmo) farlo per combattere la disoccupazione, la povert\u00e0, le disuguaglianze ecc.<br \/>\n<strong>Ma \u00e8 precisamente questo lo scopo di questa propaganda<\/strong>: naturalizzare e normalizzare lo <em>status quo<\/em>, come detto, convincerci cio\u00e8 che lo stato delle cose sia un fatto ineluttabile, immodificabile, e cos\u00ec limitare la nostra capacit\u00e0 di concepire una realt\u00e0 diversa.<br \/>\nMa non finisce qui.<br \/>\nPerch\u00e9 i falsi miti della teoria economicamente dominante vengono poi ulteriormente rafforzati ricorrendo a <strong>tecniche di manipolazione molto sofisticate<\/strong>, che prevedono per esempio un ampio uso del linguaggio metaforico.<\/p>\n<p>Pensiamo per esempio a frasi come:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<blockquote><p><strong>\u00abIl debito pubblico grava come un macigno sulle nostre spalle\u00bb<\/strong>: raffigurare il debito pubblico come un macigno ci porta automaticamente ad associare il debito a una sensazione fisica, appunto, di schiacciamento, generando cos\u00ec un senso di disagio e portandoci irrazionalmente a ripudiare il debito pubblico e a essere contrari ad un suo aumento.<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p><strong>\u00abPeggioramento dei conti pubblici\u00bb<\/strong> associato a un aumento del deficit, che ci porta a tracciare a livello inconscio un\u2019analogia con lo stato di salute di un paziente che vede \u201cpeggiorare\u201d le proprie condizioni fisiche.<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p><strong>\u00abIl paese rischia la bancarotta\u00bb<\/strong>, che ci porta ancora una volta a tracciare un\u2019analogia tra finanze dello Stato e le nostre finanze personali o quelle della nostra azienda, rinforzando l\u2019idea che un governo debba operare come un buon padre di famiglia, tenendo i conti in ordine.<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p><strong>Il debito pubblico che \u00abgrava sulle future generazioni\u00bb<\/strong>, che fa leva sul nostro senso di colpa. Idem per la frase \u00abstiamo ipotecando il nostro futuro\u00ad\u00bb, che genera comprensibilmente un senso di ansia e di angoscia nel destinatario.<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p>Pensiamo allo stesso <strong>concetto di \u201cdeficit\u201d<\/strong>, che associamo istintivamente a qualcosa di negativo: una deficienza, una mancanza. Cos\u00ec come siamo naturalmente portato a pensare che avere un \u201csurplus\u201d, un \u201cin pi\u00f9\u201d di qualcosa, sia meglio che avere un deficit.<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p>O pensiamo a come <strong>strumenti come il MES e il Recovery Fund vengono sempre descritti come degli \u201caiuti\u201d<\/strong>, il che ci porta subito a tracciare un legame con la nostra esperienza individuale, in cui tendenzialmente un aiuto \u00e8 qualcosa di incondizionato, gratuito, disinteressato \u2013 cosa che ovviamente questi meccanismi non sono.<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>E cos\u00ec via.<br \/>\nOra, alcuni dei principali protagonisti di questa narrazione vi sar\u00e0 sicuramente capitato di incontrarli, in televisione o sfogliando i giornali: sono personaggi come Carlo Cottarelli, Veronica De Romanis, Elsa Fornero, Federico Fubini ecc.: personaggi che riempiono i nostri dibattiti televisivi oltre che le pagine di tutti i principali quotidiani.<\/p>\n<p>\u00c8 importante capire che questo serve a creare un <em>frame<\/em> non solo per tutti noi ma anche per gli stessi giornalisti che lavorano per i media ufficiali, a cui in questo modo <strong>non andr\u00e0 fatto singolarmente il lavaggio del cervello perch\u00e9 \u2013<\/strong> <strong>in buona fede o per mera sopravvivenza professionale<\/strong> \u2013 <strong>questi si limiteranno di loro spontanea volont\u00e0 a ripetere a pappagallo il frame (lavoro facilitato dall\u2019analfabetismo economico che caratterizza la maggior parte dei giornalisti italiani).<br \/>\n<\/strong><br \/>\nOra, voi potreste dire: <em>\u00abMa ormai chi la guarda pi\u00f9 la televisione? Chi li legge pi\u00f9 i giornali?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 vero, sempre meno gente legge i giornali e sempre meno gente (soprattutto i giovani) guarda la televisione, ma si informa altrove, prevalentemente sui <em>social<\/em>.<br \/>\nMa questo non ha scalfito il potere dei media ufficiali di creare il frame. E questo in parte perch\u00e9 oggi, nell\u2019era di internet \u2013 in cui cio\u00e8 chiunque pu\u00f2 accedere a un\u2019infinit\u00e0 di informazioni che ovviamente non sono sotto il controllo diretto dei grandi gruppi economici \u2013, la costruzione del frame \u00e8 pi\u00f9 importante che mai (e infatti viene perseguito con particolare veemenza), perch\u00e9 serve tre funzioni fondamentali:<\/p>\n<ol type=\"1\">\n<li>\n<blockquote><p><strong>Omologare tutte le micro-testate<\/strong> <strong>che sono effettivamente indipendenti dai grandi gruppi<\/strong>. Il meccanismo consiste nel far s\u00ec che gli stessi giornalisti, blogger ecc. che non sono sotto il controllo effettivo di nessuno, e che quindi potrebbero in teoria farsi portavoce di visioni economiche alternative, agiscano inconsapevolmente e spesso in buona fede da cinghia di trasmissione dell\u2019ideologia dominante: pensiamo per esempio a testate \u201cgiovani\u201d e fintamente \u201calternative\u201d come Vice.<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p><strong>Disciplinare gli aspiranti giornalisti,<\/strong> che vengono resi consapevoli dei vantaggi professionali che derivano dallo sposare la narrazione dominante, e dal costo che invece incorreranno nell\u2019opporvisi, cio\u00e8 tendenzialmente l\u2019esclusione dai principali circuiti mediatici e politici. Uno dei casi pi\u00f9 clamorosi \u2013 che ben dimostra quali sono i vantaggi dell\u2019omologazione \u2013 \u00e8 quello della sedicente economista social Imen Jane, che \u00e8 diventata in poco tempo una star di Instagram con le sue \u201clezioni di economia di 15 secondi\u201d \u2013 in cui non faceva altro che ripetere i miti del mainstream \u2013, per poi essere accolta nei salotti bene del Partito Democratico, nei grandi convegni di economia (accanto a Cottarelli e altri) e arrivando persino ad avere un incontro con Mattarella. Peccato che poi si sia scoperto che, diversamente da come dichiarava, non era neanche laureata e quindi \u00e8 rapidamente caduta in disgrazia. Ma il suo caso dimostra molto bene quali siano i vantaggi potenziali dell\u2019omologazione in campo economico.<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<li>\n<blockquote><p><strong>Delegittimare preventivamente qualunque punto di vista alternativo<\/strong>. Pensiamo per esempio all\u2019uso di <strong>etichette come \u201cpopulismo\u201d, \u201csovranismo\u201d, \u201cnegazionismo\u201d<\/strong> ecc. per identificare chiunque osi avere un\u2019opinione diversa da quella dominante in materia di immigrazione, Unione europea, gestione della pandemia ecc., e alla contestuale associazione pi\u00f9 o meno esplicita di questi termini a termini quasi universalmente esecrabili quali \u201cfascismo\u201d, \u201cnazionalismo\u201d ecc.<\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questo rappresenta un ottimo modo per ovviare al problema del proliferare di fonti di informazione che non sono sotto il diretto controllo delle \u00e9lite.<br \/>\nE per ora la strategia continua a funzionare molto bene:<strong> a tutti sar\u00e0 capitato di scrivere qualcosa sui social solo per venire accusati da gente intelligente, indubbiamente in buona fede, di essere dei \u201cpopulisti\u201d, dei \u201csovranisti\u201d, magari dei \u201cfascisti\u201d<\/strong> ecc.<br \/>\nEd \u00e8 cos\u00ec che le \u00e9lite sono riuscite a creare le perfette condizioni per una forma di propaganda \u201cautomatizzata\u201d e autoreplicante, trasformando l\u2019intera cittadinanza (o una buona parte di essa), grazie ai <em>social<\/em>, in veicoli inconsapevoli dell\u2019ideologia dominante e in particolare di una teoria economica del tutto contraria ai loro interessi materiali.<\/p>\n<p>Chapeau.<br \/>\n<em>Thomas Fazi*<\/em><\/p>\n<p><em>* [Testo dell\u2019intervento di Thomas Fazi sulla riproduzione economica delle \u00e9lite durante il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.libropolis.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">festival dell\u2019editoria e del giornalismo Libropolis<\/a>]<\/em><\/p>\n<p>Fonte: https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_propaganda_automatizzata_il_capolavoro_comunicativo_delllite\/33535_37722\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per capire come la teoria economica mainstream, costruita e riprodotta nei circoli intellettuali e accademici, viene veicolata, mediaticamente, nella cultura di massa, dobbiamo prima fare una breve premessa su come funziona la propaganda nei moderni regimi occidentali cosiddetti liberal-democratici (cio\u00e8 nei regimi in cui, per intenderci, vigono elezioni a suffragio universale, libert\u00e0 di associazione e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":36836,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[235],"class_list":["post-36827","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-propaganda"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36827","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36827"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36827\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36836"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}