{"id":42015,"date":"2020-12-26T11:43:05","date_gmt":"2020-12-26T10:43:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=42015"},"modified":"2021-01-03T19:52:13","modified_gmt":"2021-01-03T18:52:13","slug":"confesso-di-essere-un-vigliacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/confesso-di-essere-un-vigliacco\/","title":{"rendered":"Confesso di essere un vigliacco&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><em>Condivido ogni parola di questa lettera del Prof. Francesco Benozzo. In Italia non esistono pi\u00f9 (tranne rare eccezioni) intellettuali liberi, ci sono solo squallidi figuranti mascherati, servi di questa ignobile dittatura, disposti a vendersi pur di restare attaccati alle loro misere poltroncine o scrivanie.<\/em><\/p>\n<p><em>Nicola Bizzi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p>\u201cPremessa obbligatoria. Sono un professore universitario. Insegno filologia a Bologna, nella pi\u00f9 antica universit\u00e0 del mondo occidentale. Sono il coordinatore di un dottorato di ricerca presso la stessa Universit\u00e0. Dirigo tre riviste scientifiche internazionali classificate in classe A dall\u2019ANVUR (l\u2019Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca del Ministero dell\u2019Istruzione, dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca). Ho fatto parte e faccio parte di commissioni di valutazione ministeriale. Sono il responsabile di quattro progetti inter-universitari internazionali \u2013 uno patrocinato UNESCO \u2013 che vedono coinvolte, oltre alla mia Universit\u00e0, quelle di Bonn, Londra, Los Angeles, Toronto, Calgary, Valencia, Istanbul, Cairo, Brest (Bretagna), Blida (Algeria), Shahid Beheshti (Tehran) Rabat (Marocco). Coordino insieme ad altri colleghi dei centri internazionali di ricerca e dei progetti di cooperazione tra universit\u00e0 e mondo extra-universitario. Ho partecipato su invito a circa 300 convegni scientifici internazionali, e sono stato il relatore plenario (keynote speaker) a 15 di essi. Sono il direttore di alcune collane accademiche, tra cui una collegata al centro delle Medical Humanities dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, di cui sono membro. Faccio parte del comitato editoriale di diverse riviste e collane scientifiche in Italia e all\u2019estero. Ho all\u2019attivo circa 700 pubblicazioni scientifiche. In breve: quando parlo di universit\u00e0 non lo faccio come un giornalista che si \u00e8 bene o male informato sui fatti. Ma ne parlo dall\u2019interno, conoscendo ci\u00f2 di cui parlo.<\/p>\n<p>Nel marzo del 2020, quando tutto ci\u00f2 che stiamo vivendo ebbe inizio, ho espresso pubblicamente alcune perplessit\u00e0 sulla narrazione univoca della pandemia, ricevendo come conseguenza \u2013 oltre a diverse attestazioni di ringraziamento e di solidariet\u00e0 \u2013 insulti, minacce nonch\u00e9 moniti da parte di colleghi pi\u00f9 potenti. A cadenza pi\u00f9 o meno regolare, negli scorsi mesi, ho continuato a dire come la penso relativamente alla dittatura scientocratica in atto, difendendo \u2013 con consapevolezza \u2013 un\u2019idea di scienza come arte del dubbio e del confronto.<br \/>\nL\u2019autoritarismo politico cresciuto in seno alla narrazione pandemica \u00e8 nel frattempo, come previsto, peggiorato, con una situazione che \u00e8 precipitata in barba a ogni garanzia costituzionale, con la totale complicit\u00e0 di ogni forma residuale delle opposizioni nelle post-democrazie dell\u2019Occidente in sfacelo, e con una lobotomizzazione ormai generalizzata dei cittadini, diventati nel frattempo anche aggressivi, intolleranti, giudicanti.<br \/>\nGeneralmente, in situazioni simili, a provare a salvare qualcosa incarnando un punto di vista alternativo, sono i cosiddetti \u201cintellettuali\u201d, o sono le forze del pensiero creativo. Niente di tutto questo: addirittura gli ex-ribelli che hanno fatto la loro fortuna annunciando che avrebbero spaccato il mondo per difendere le libert\u00e0 (qui da noi mi viene in mente il conterraneo appenninico Vasco Rossi, ma tra i minori spiccano ex-ribelli come l\u2019onnipresente Cisco \u2013 al secolo Stefano Bellotti \u2013 e tutta la schiera di coloro che, meno noti di lui, continuano a cantare contro il sistema infarciti di concetti d\u2019accatto di partigianesimo e Resistenza) si sono mostrati inermi, incapaci, grezzi.<br \/>\nPersonaggi addomesticati e definitivamente squallidi che si sono anche prestati per spot governativi su come indossare le mascherine e come salvare il paese con comportamenti virtuosi: Fedez, altri rapper pi\u00f9 undergorund che dovevano guidare la rivolta, e gli epigoni degli epigoni (l\u2019unica eccezione in cui mi \u00e8 capitato di imbattermi: il sempre lucido ed eversivo Giorgio Canali).<br \/>\n(Cito ora volentieri il monumentale Eric Clapton, sotto attacco mediatico proprio in queste ore per il pezzo anti-lockdown Stand and Deliver, firmato da Van Morrison: un brano pubblicato online proprio mentre questo mio articolo era gi\u00e0 in pubblicazione).<br \/>\nGli altri? Pi\u00f9 zelanti dello zelo, pi\u00f9 zerbini del concetto di zerbino. Nemmeno mi ricordo i nomi (a parte i soliti, tra le migliaia di quelli \u00e0 la page che sgomitano per emergere nelle loro gare di fighetteria nazional-popolare: Michele Serra, Severgnini, Gramellini, Daria Bignardi).<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"pandemia\",\n\tdefaulttipo : \"Libri\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 12,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"2906b4\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>Ma vengo all\u2019Universit\u00e0. Dove va registrato, per le aspettative che si sarebbero potute avere, il punto nevralgico del decadimento. I Dipartimenti dell\u2019Alma Mater\/Universit\u00e0 di Bologna, dove io lavoro, sembrano oggi bracci isolati di Alcatraz o San Quentin. Via tutte le sedie. Seguire il flusso indicato dalle frecce. Disinfettarsi. Indossare sempre le mascherine. Divieto di conversare. Biblioteche inaccessibili. Monitoraggio dei buoni comportamenti. Invito a segnalare comportamenti non consoni. QR code su ogni porta che si valica. Sto parlando dell\u2019Universit\u00e0, della sede del libero pensiero.<br \/>\nHo letto con attenzione Agamben, qualche mese fa, quando paragonava noi universitari che accettiamo queste limitazioni sproporzionate a quelli (il 99 per cento) che non si rifiutarono di aderire al Fascismo cent\u2019anni fa. L\u2019ho letto e mi ha messo in crisi. La penso come lui. Ho parlato con alcuni colleghi della possibilit\u00e0 di licenziarmi, ho argomentato le ragioni per rifiutarci di prendere parte a questo scempio. Mi hanno dissuaso, fondamentalmente per amicizia. Ne ho parlato ai miei studenti del primo semestre dell\u2019anno accademico 2020-2021. Ho detto loro, senza mezzi termini e fin dalla prima lezione, che a parlare loro davanti a quello schermo c\u2019era un vigliacco (tutte le mie lezioni sono registrate e accessibili).<\/p>\n<p>Confesso di essere un vigliacco. Penso che chi ha una vaga coscienza della sproporzione delle misure adottate dovrebbe rifiutarsi di essere parte di questo scempio. Io dico la mia nei Consigli di Dipartimento e di Corso di Laurea. Ho sempre detto come la penso. Alcuni colleghi e alcune colleghe mi scrivono privatamente per confessare che la pensano come me. Ma quando si tratta di decidere (didattica mista, didattica a distanza, misure di questo o quel tipo) non intervengono mai. Come a dire che a esprimere un\u2019opinione, a esercitare il primo diritto che dovrebbe governare il pensiero universitario \u2013 quello alla dissidenza consapevole \u2013 deve essere sempre e solo qualcuno.<br \/>\nSputo nel piatto in cui mangio? S\u00ec. \u00c8 proprio cos\u00ec, perch\u00e9 non ho avuto la forza di licenziarmi. Ho conosciuto quest\u2019anno la mia vera vigliaccheria. Mi sono scoperto senza altre forze che quelle, inefficaci, di ribadire dei principi, di rilasciare interviste, di scrivere sull\u2019argomento, di esprimere il mio punto di vista con gli studenti e le studentesse. Di non dire mai loro quello che mi dicono di dire loro. Sono deluso da me stesso. E sono deluso dai Rettori, dai Direttori di Dipartimento, dai colleghi e delle colleghe, che avrebbero avuto un\u2019opportunit\u00e0 storica per ribadire i principi dell\u2019autonomia del pensiero critico. O almeno per discutere. E che invece sono tutti complici. Tutti traditori. Io pi\u00f9 di loro, perch\u00e9 sento diversamente da loro e mi allineo fatalmente a quanto viene deciso.<br \/>\nA Bologna, e anche altrove, eravamo in piazza per gridare davanti alle telecamere \u201cLibert\u00e0! Libert\u00e0!\u201d per il nostro studente Patrick Zaki \u2013 che qualche dio ti protegga, coraggioso ragazzo! \u2013 e siamo stati tutti zitti e complici, negli stessi giorni, davanti all\u2019orrore mononarrativo della pandemia. Quelli che hanno organizzato e promosso ai piani alti le manifestazioni di noi accademici per farci portavoce della difesa della libert\u00e0 di pensiero sono gli stessi che hanno censurato le mie parole, in siti aperti al presunto dibattito dell\u2019Universit\u00e0, non consentendo alla mia libert\u00e0 di pensiero di esprimersi.<\/p>\n<p>L\u2019Universit\u00e0 non si risollever\u00e0 da questo disastro. In termini di breve e media durata, le strategie finto-emergenziali messe in atto (dai milioni di euro spesi per i patetici set cinematografici ora presenti nelle nostre aule, che naturalmente non verranno smantellati dopo la presunta emergenza, al potenziamento della tecnologia per la didattica a distanza) resteranno come un fiore all\u2019occhiello dell\u2019efficienza accademica e istituzionale, compresa la finta didattica in presenza che alla fine sembra inquietantemente solo un escamotage messo in atto per non diminuire le tasse degli iscritti; ma in termini di lunga durata il giudizio su questa supinit\u00e0 acritica ai dettami ministeriali-sanitari peser\u00e0 come un giudizio senza scampo.<br \/>\nIo nel mio piccolo ho fallito e mi sento un fallito. Ho tradito me stesso e i miei principi. E ho tradito gli studenti e le studentesse a cui, invece di spiegare come la penso e di avviare dibattiti durante le mie lezioni per discutere in modo critico su questi argomenti, avrei dovuto pi\u00f9 semplicemente dare l\u2019esempio concreto e senza fraintendimenti di una persona che se ne va via.<\/p>\n<p>Questa mia confessione di vigliaccheria \u00e8 rivolta specialmente a loro. Non sono stato quello che ho insegnato, non sono quello che insegno. Ho perso ogni diritto di rivolgermi a loro con le parole di Enrico V ad Agincourt: <em>\u201cWe few, we happy few, we band of brothers\u201d.<\/em> Non sono riuscito a barattare niente, ragazzi. Non ho incitato alla battaglia nel giorno di San Crispino. Siate voi meglio di come vi sono apparso e di come vi appaio in questi mesi.<br \/>\nChiss\u00e0, forse, riuscir\u00f2 a stupirvi un giorno in altri modi. Ma sar\u00e0 solo un piccolo riscatto di fronte a ci\u00f2 che non sono stato capace di essere oggi\u201d.<\/p>\n<p><em>Francesco Benozzo<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.databaseitalia.it\/peof-francesco-benozzoconfesso-di-essere-un-vigliacco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Condivido ogni parola di questa lettera del Prof. Francesco Benozzo. In Italia non esistono pi\u00f9 (tranne rare eccezioni) intellettuali liberi, ci sono solo squallidi figuranti mascherati, servi di questa ignobile dittatura, disposti a vendersi pur di restare attaccati alle loro misere poltroncine o scrivanie. Nicola Bizzi * * * \u201cPremessa obbligatoria. Sono un professore universitario. 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