{"id":44630,"date":"2021-01-26T19:09:10","date_gmt":"2021-01-26T18:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=44630"},"modified":"2021-01-27T10:44:32","modified_gmt":"2021-01-27T09:44:32","slug":"dopo-un-anno-di-pandemia-siamo-ostaggi-di-big-pharma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/dopo-un-anno-di-pandemia-siamo-ostaggi-di-big-pharma\/","title":{"rendered":"Dopo un anno di pandemia &#8211; Siamo ostaggi di Big Pharma?"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-body\">\n<p>L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha annunciato che i decessi da Covid hanno superato oggi (15\/01\/2021) i 2 milioni su oltre 94 milioni di casi accertati, con un indice di letalit\u00e0 superiore al 2% (in Italia sfiora il 3,5%: un indice molto alto, simile a quello ipotizzato per la Spagnola<sup>1<\/sup>\u00a0e circa 30 volte superiore a quello dell&#8217;influenza stagionale<sup>2<\/sup>).<br \/>\nEppure, \u00e8 evidente che a fronte di Paesi che hanno registrato un numero di casi e tassi di letalit\u00e0 e mortalit\u00e0 altissimi (Belgio, Italia, Per\u00f9, Messico, Gran Bretagna, Brasile\u2026) ce ne sono altri che hanno saputo affrontare adeguatamente la situazione, fermando immediatamente la pandemia (Vietnam, Cambogia, Australia, Nuova Zelanda, Cuba, Islanda). Dovrebbe essere chiaro, quindi, che <strong>soltanto il rafforzamento della medicina territoriale e la tempestiva messa in campo di sistemi efficaci di isolamento dei casi e di tracciamento e monitoraggio dei contatti potrebbe ridurre la circolazione del virus<\/strong> e di conseguenza il temuto incremento delle sue mutazioni adattative alla nuova specie e che sarebbe necessaria ed urgente, una <strong>riorganizzazione complessiva dei sistemi sanitari occidentali, con potenziamento della medicina territoriale e dei dipartimenti di medicina preventiva<\/strong>. E questo anche in prospettiva futura, dato che la pandemia non \u00e8 un evento accidentale e imprevisto, ma un dramma lungamente annunciato e che potrebbe ripetersi, essendo il prodotto di una crisi ecosistemica e soprattutto microbio-ecosistemica monitorata da decenni e <strong>causata dalla nostra guerra irresponsabile contro la Natura<\/strong>: deforestazioni, agricoltura e allevamenti intensivi, inquinamento dell\u2019intera ecosfera (atmosfera, idrosfera, biosfera e catene alimentari), urbanizzazione e crescita senza freni di immense megalopoli eco-insostenibili. \u00c8 importante domandarsi, a questo punto, <strong>perch\u00e9 la gran parte dei Paesi occidentali non intenda o forse non possa affrontare la pandemia<\/strong> come hanno fatto, con immediato e definitivo successo, i Paesi sopra elencati.<\/p>\n<p>Nell\u2019autunno 2019 un nuovo Coronavirus potenzialmente pandemico ha fatto la sua comparsa nella provincia di Hubei, in Cina. Da l\u00ec l\u2019epidemia cominci\u00f2 ad espandersi in tutto il Sud-Est asiatico e quindi nel resto del mondo. Gi\u00e0 alla fine di gennaio casi di polmonite dovute al nuovo Coronavirus, in un primo tempo denominato con la sigla 2019nCoV, furono segnalati in tutto il mondo: in Giappone e in Australia e poi in Germania, Francia, Stati Uniti, Brasile. La temuta trasmissione da uomo a uomo fu immediatamente confermata in tutti i Paesi e in Europa anche da soggetti asintomatici.<br \/>\nDifficile capire come mai questi dati furono lungamente sottovalutati, almeno in Occidente. Tanto pi\u00f9 che si trattava di una pandemia lungamente e inutilmente annunciata<sup>3<\/sup>. Visto che gi\u00e0 negli anni 1997\/2002 si erano susseguiti i primi allarmi pandemici, dopo che alcuni virus influenzali erano passati direttamente dal serbatoio naturale aviario all\u2019uomo, causando numerosi outbreak epidemici in Cina, Vietnam e Indonesia, caratterizzati da indici di letalit\u00e0 (TL) altissimi (in particolare il virus H5N1 con TL: 50%, superiore al virus del vaiolo).<br \/>\nMa soprattutto dopo che nel 2002\/2003 un Coronavirus era passato dal pipistrello all\u2019uomo, causando quasi 1000 decessi tra medici e operatori sanitari in Cina e in Canada (SARS). E che nel 2012 un altro Coronavirus aveva causato un piccolo ma significativo outbreak nei Paesi arabi (MERS). Questi allarmi erano stati giudicati eccessivi da molti, anche a causa di un discusso allarme pandemico lanciato dall\u2019OMS nel 2010, per un virus influenzale (H1N1\/2009) che pur se molto contagioso, non aveva acquisito mutazioni particolarmente pericolose, n\u00e9 mostrato, di conseguenza, particolare virulenza.<br \/>\nMa dal 2015 a questa parte cacciatori di virus, virologi e scienziati di tutto il mondo avevano ampiamente documentato che nelle grotte dello Yunnan (Cina) decine di Coronavirus di pipistrello, abbastanza simili a quello della prima SARS, avevano mostrato le temute mutazioni adattative candidandosi come i pi\u00f9 probabili agenti patogeni della <em>\u201cprima grande pandemia del III millennio\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Da allora, le istituzioni sanitarie internazionali avevano recepito l\u2019allarme ed invitato i Paesi occidentali a adattare i loro obsoleti piani pandemici. Ma mentre i Paesi asiatici, per cos\u00ec dire \u201cvaccinati\u201d dalla prima SARS e dagli outbreak di influenza aviaria, avevano programmato le necessarie misure di potenziamento della medicina territoriale e preventiva, <strong>i Paesi occidentali hanno continuato a sottovalutare il pericolo<\/strong>.<br \/>\nE questo persino all\u2019inizio di questo fatidico 2020, nonostante le notizie allarmanti e le drammatiche immagini inerenti alla prima ondata epidemica provenienti dalla Cina. In Italia il 31 gennaio 2020 venne dichiarato formalmente lo stato di emergenza pre-pandemica, ma per tutto il mese di febbraio poco si fece per prepararsi e per indagare circa la possibile presenza del virus sul territorio nazionale. Purtroppo, alla fine di febbraio alcuni cluster individuati in Lombardia (Codogno) e in Veneto (Vo\u2019) dimostrarono che il virus aveva gi\u00e0 raggiunto il nostro Paese e i primi accertamenti epidemiologici confermarono che nei primi epicentri epidemici una parte consistente della popolazione era ormai infetta.<\/p>\n<p>L\u201911 marzo, dopo una serie di solo in parte comprensibili titubanze<sup>4<\/sup>, la WHO decret\u00f2 l\u2019allarme pandemico<sup>5<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"scienza\",\n\tdefaulttipo : \"Libri\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Tra il 7 e il 22 marzo il Governo italiano decise misure di contenimento sempre pi\u00f9 restrittive, inevitabilmente criticate da molti, ma assolutamente necessarie e casomai tardive in relazione a quanto detto fin qui. Le misure di lockdown riuscirono nel giro di alcune settimane a ridurre il numero dei contagi e poi dei ricoveri in terapia intensiva e infine dei decessi, che comunque dopo un mese di lockdown erano circa 20.000, oltre met\u00e0 dei quali in Lombardia, che aveva tardato ad adottare misure di contenimento. Il grande e innegabile risultato del lockdown fu di evitare la diffusione del virus alle regioni del Centro Sud<sup>6<\/sup>.<br \/>\nNei primi due mesi oltre 200 furono i decessi tra i medici e gli altri operatori sanitari impegnati ad affrontare la prima ondata. Eppure, nonostante tutto, non si fermarono le voci critiche che negavano la drammaticit\u00e0 della situazione e la necessit\u00e0 delle contromisure. Neanche di fronte all\u2019evidenza dell\u2019infuriare in tutto il mondo della pandemia, in particolare negli Stati Uniti, in Brasile e in altri Paesi sudamericani, in India, in Iran. Neanche di fronte al fatto che ai primi di settembre erano stati ormai accertati in tutto il mondo quasi 30 milioni di casi e 900.000 decessi. Inoltre, queste voci critiche furono amplificate dai media e soprattutto sul web sia dai circuiti negazionisti, sia da coloro che, legittimamente ma per insufficiente consapevolezza dei rischi, temevano maggiormente le conseguenze economiche della crisi, che non quelle sanitarie. Tutto questo, supportato anche da chi si diceva convinto che il virus si fosse misteriosamente indebolito spinse non solo i cittadini comuni, ma anche i decisori politici ad abbassare la guardia durante l\u2019estate e all\u2019inizio di autunno, nonostante le curve epidemiologiche in rapida crescita in vari Paesi europei avrebbero dovuto consigliare diversamente<sup>7<\/sup>. Fu cos\u00ec che, in ottobre, la seconda ondata colp\u00ec, anche l\u2019Italia: in modo solo apparentemente meno drammatico rispetto alla prima, posto che le valutazioni erano falsate dalla mancanza di dati concernenti i mesi di gennaio e febbraio e dai bias di campionamento dovuti alla iniziale scarsit\u00e0 di tamponi e al numero irrisorio di casi testati e diagnosticati.<\/p>\n<p>Oggi, 15 gennaio 2021, a circa 10 mesi dall\u2019inizio della pandemia o almeno della sua fase conclamata i dati sono impressionanti e hanno gi\u00e0 largamente superato quelli dell\u2019ultima grande epidemia da virus respiratori del XX secolo, l\u2019Asiatica del 1957: i casi accertati nel mondo sono infatti 94,3 milioni; i decessi 2 milioni. Ed \u00e8 importante sottolineare che <strong>oltre il 75% dei casi e 80% dei decessi sono avvenuti in Paesi occidentali<\/strong>: Americhe (45% dei casi; 47,5% decessi) ed Europa (30%\/33%).<br \/>\n<strong>L\u2019Italia si colloca tra le nazioni al momento pi\u00f9 duramente colpite e non solo presenta un indice di letalit\u00e0 tra i pi\u00f9 alti del mondo<\/strong>, ma dall\u2019inizio di dicembre registra un numero-record, rispetto a quasi tutti gli altri Paesi, di decessi giornalieri.<br \/>\nInoltre, la situazione sta precipitando anche in Gran Bretagna e persino in quella Germania che aveva saputo tenere a bada la prima ondata. Oltre che negli States di fatto ancora governati dal tycoon.<\/p>\n<p>Le vere ragioni di questi dati drammatici dovrebbero essere ormai evidenti a tutti: mentre nei Paesi occidentali la pandemia \u00e8 quasi fuori controllo, praticamente fin dall\u2019inizio tutti i Paesi asiatici, ma poi anche Cuba, Nuova Zelanda, Australia e Islanda l\u2019hanno fermata organizzando sistemi di tracciamento e monitoraggio efficaci dei soggetti positivi e dei loro contatti, e ove necessario creando <strong>percorsi alternativi<\/strong> e aree di pronto soccorso e quarantena per isolare e curare tempestivamente i casi non gravi ed evitare l\u2019ingresso del virus in ambulatori, ospedali e strutture parasanitarie e <strong>riservando l\u2019accesso agli ospedali ai pochi casi gravi<\/strong>. Inutilmente anche in Italia abbiamo chiesto a pi\u00f9 riprese che le stesse contromisure fossero prese in considerazione: a marzo per un pi\u00f9 rapido controllo della prima drammatica ondata<sup>8<\/sup>, ad agosto nel vano tentativo di scongiurare una seconda ondata<sup>9<\/sup>\u00a0e con il supporto di SIPPS (Societ\u00e0 Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) e SIP (Societ\u00e0 Italiana di Pediatria) anche di recente.<br \/>\nMa questi appelli non hanno sortito alcun effetto e ancora oggi, dopo oltre un anno dai primi allarmi lanciati da Wuhan, mentre Cina, Giappone, Vietnam, Cambogia e tutti gli altri Paesi che hanno saputo rapidamente adattare e rafforzare la medicina territoriale sono tornati a vita normale, noi continuiamo a tremare e siamo costretti a sperare che siano i vaccini a fare il miracolo.<\/p>\n<p><strong>Come possiamo spiegare tutto questo e cosa dobbiamo attenderci?<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__metodo-n-a-e-t-addio-tue-allergie-nambudripad.php?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/n\/naet-728x90.jpg\" alt=\"\"><\/a><\/p>\n<p>Una prima interpretazione forse semplicistica, ma non del tutto priva di fondamento, \u00e8 che <strong>i Paesi occidentali non sono adatti a fermare una pandemia,<\/strong> perch\u00e9 non hanno strutture, n\u00e9 strategie adatte a fermare le catene dei contagi. E questo perch\u00e9 i nostri sistemi sanitari sono ospedale-centrici e farmaco-centrici, cio\u00e8 essenzialmente finalizzati a diagnosticare e a curare le malattie croniche (endocrino-metaboliche, infiammatorie, degenerative e tumorali) che stanno dilagando in tutto il Nord del pianeta e non a mettere in atto strategie di prevenzione e promozione della salute. Un approccio che si basa su un modello\/progetto (dominante da alcuni decenni) di una medicina sempre pi\u00f9 high-bio-tech, riduzionista e molecolare. Ecco perch\u00e9, fin dall\u2019inizio della pandemia, gli scienziati occidentali e, ovviamente, quell\u2019entit\u00e0 sempre meno occulta e sempre pi\u00f9 potente semplicisticamente denominata Big Pharma, hanno deciso di puntare, per contrastare il nuovo virus, essenzialmente sull\u2019immunoprofilassi di massa. Cio\u00e8 su un grande esperimento senza precedenti: quello di <strong>progettare, costruire, sperimentare e mettere in campo uno o pi\u00f9 vaccini hyper-tech<\/strong>, nella speranza che questi possano indurre, nel pi\u00f9 breve tempo possibile, quell\u2019agognata immunit\u00e0 di gregge che dovrebbe fermare la pandemia.<\/p>\n<p>Ovviamente a questo punto \u00e8 importante porsi alcune domande.<\/p>\n<blockquote><p>Quella di puntare tutto sul vaccino \u00e8 stata una scelta corretta?<br \/>\nCi sono fin qui prove sufficienti che i vaccini proposti, inevitabilmente sperimentali, siano al contempo sicuri ed efficaci sia nel breve, sia nel medio-lungo termine?<br \/>\nE cosa significano questi termini?<br \/>\nEfficaci significa che ridurranno di frequenza i casi gravi o addirittura che impediranno le infezioni e la trasmissione del virus?<br \/>\nChe serviranno a proteggere i soggetti pi\u00f9 fragili, ad esempio gli anziani, che rappresentano fin qui la gran parte delle vittime e che spesso non si immunizzano a causa della del loro stesso sistema immunocompetente?<br \/>\nE cosa significa sicuri, soprattutto nel medio-lungo termine: una domanda cruciale, visto che andranno somministrati a centinaia di milioni di donne e uomini in tutto il mondo?<br \/>\nE, per converso, \u00e8 lecito ipotizzare che la decisione di puntare tutto sul vaccino abbia fin qui impedito di prendere in considerazione le strategie adottate dai Paesi che hanno affrontato vittoriosamente la pandemia?<\/p><\/blockquote>\n<p>La prima cosa che dobbiamo sottolineare \u00e8 che numerosi autorevoli ricercatori e scienziati certamente convinti, come noi, dell\u2019enorme importanza dei vaccini e del ruolo da questi svolto, nell\u2019ultimo secolo, nel debellare agenti infettivi pericolosi, si sono posti queste domande, mettendo in rilievo importanti criticit\u00e0. Ci limiteremo qui a ricordarne alcune, limitandoci a citare pochi articoli comparsi sui pi\u00f9 importanti giornali scientifici.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__vibrazioni-una-scintilla-neri-flavi.php?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/v\/vibrazioni-scintilla-728x90.jpg\" alt=\"\"><\/a><\/p>\n<p>In uno degli articoli comparsi su\u00a0<em>The Lancet<\/em>\u00a0gli autori sottolineano, ad esempio, che le troppe pressioni politiche ed economiche registrate in questi mesi di prevedibile e forse inevitabile <em>\u201ccorsa alle armi\u201d\u00a0<\/em><sup>10<\/sup>\u00a0potrebbero determinare <strong>la scelta di un vaccino destinato a rivelarsi solo debolmente efficace, che potrebbe finire con l\u2019aggravare la pandemia<\/strong> se le autorit\u00e0 o gli scienziati o anche semplicemente gli stessi vaccinati convinti di aver ottenuto una sostanziale diminuzione del rischio riducessero le usuali contromisure di protezione e distanziamento. E questo in una situazione in cui <strong>non possono ancora esserci verifiche oggettive circa l&#8217;efficacia e sicurezza dei vaccini nel medio-lungo termine<\/strong><sup>11<\/sup>.<\/p>\n<p>Un articolo ancora pi\u00f9 critico \u00e8 comparso sul\u00a0<em>British Medical Journal<\/em>\u00a0a firma di Peter Doshi, uno dei massimi esperti al mondo sulle politiche di valutazione di efficacia e sicurezza dei farmaci. Doshi ha messo in rilievo come gli stessi scienziati impegnati nella ricerca sui vaccini prescelti abbiano dovuto ammettere che <strong>le prove sperimentali<\/strong> (in particolare quelle di fase III) <strong>non erano impostate per dimostrare la reale efficacia del vaccino<\/strong>: cio\u00e8 per documentare una diminuzione di forme gravi con ricoveri ospedalieri o in terapia intensive e decessi. E questo per il semplice fatto che questi sono attualmente eventi relativamente poco frequenti.<br \/>\n<strong>I casi gravi rappresentano infatti al massimo il 5% dei casi sintomatici (che sono gi\u00e0 di per s\u00e9 una minoranza) e i decessi ancora meno<\/strong>: per rivelare differenze statisticamente significative sarebbero stati necessari studi numericamente molto pi\u00f9 consistenti, lunghi e costosi, praticamente improponibili in corso di pandemia. Ma gli studi non erano neppure disegnati per dirci se i vaccini siano in grado di interrompere la trasmissione del virus, perch\u00e9 per fare questo si sarebbe dovuto \u201ctamponare\u201d migliaia di probandi due volte a settimana per periodi lunghi e questo sarebbe stato operativamente insostenibile. Per quanto concerne infine la sicurezza, gli studi sperimentali possono fornire qualche certezza circa i possibili eventi gravi immediati e frequenti; assai poco circa eventi gravi immediati rari; ovviamente nulla circa gli effetti gravi di medio-lungo termine.\u00a0<sup>12<\/sup><\/p>\n<p>In sintesi, bisogna quindi ammettere che pur confidando nell\u2019efficacia dei vaccini approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense e dall&#8217;Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), le principali agenzie regolatorie internazionali deputate a valutare sicurezza ed efficacia dei farmaci, <strong>non \u00e8 ancora certo, se questi vaccini impediscano la trasmissione del virus o si limitino a proteggere da forme gravi i vaccinati.<\/strong><br \/>\nUn risultato, quest\u2019ultimo, certamente importante, che per\u00f2 non consente il raggiungimento \u201cdell\u2019immunit\u00e0 di gregge\u201d.<br \/>\nMa, a ben vedere, i problemi irrisolti sono anche altri.<br \/>\nNon sappiamo ancora quanto duri l\u2019immunit\u00e0 conferita dal virus: quello che sappiamo deriva dalle nostre conoscenze su SARS-CoV-1\/2002 e MERS-CoV\/2012 e da studi che dimostrano la presenza di anticorpi neutralizzanti nei guariti. E se gi\u00e0 l\u2019immunit\u00e0 indotta dal \u201cvirus selvaggio\u201d non \u00e8 particolarmente robusta, n\u00e9 duratura, non \u00e8 detto che un vaccino composto da frammenti del genoma o di proteine antigeniche virali possa far meglio. E questo senza contare i casi di reinfezione, che sono stati gi\u00e0 segnalati in tutto il mondo, che sembrerebbero attestare limiti nell\u2019immunit\u00e0 adattativa, in specie negli anziani, che come detto sono tra i soggetti pi\u00f9 a rischio. Il fatto che le stesse case farmaceutiche assicurino 3-6 mesi di immunit\u00e0 non \u00e8 rassicurante, perch\u00e9 ci costringerebbe a richiami vaccinali frequenti e rischierebbe di trasformare i nostri sistemi sanitari in servizi-vaccinazioni e condizionerebbe pesantemente la nostra vita ancora per molto tempo. Certamente pi\u00f9 confortante \u00e8 il fatto che molti soggetti che hanno avuto il Covid anche in forma leggera (e persino asintomatica) presentano a lungo linfociti T di memoria in quantit\u00e0 significativa, anche in assenza di risposta umorale rilevabile<sup>13<\/sup>.<\/p>\n<p>Molti esperti sottolineano anche che il virus \u00e8, per cos\u00ec dire, \u201cnuovo\u201d, avendo fatto da poco lo spillover, cio\u00e8 il \u201csalto\u201d nella nostra specie. Questo significa che la pandemia \u00e8 con ogni probabilit\u00e0 in fase iniziale e che il virus continuer\u00e0 a mutare, per meglio adattarsi alla nostra specie e per difendersi dal nostro sistema immunocompetente.<br \/>\n<strong>\u00c8 dunque possibile che un vaccino efficace oggi, lo sia molto meno tra sei mesi o un anno.<\/strong><br \/>\nCi sarebbero, ad esempio, gi\u00e0 alcune prove che la cosiddetta variante sudafricana, da poco emersa, sarebbe resistente al vaccino. E non bisogna neppure sottovalutare il fatto che i vaccini stessi possono accelerare i tassi di mutazione virale. Alcuni studi mostrano, in particolare, che proprio i vaccini che non prevengono la trasmissione di un virus possono promuovere l&#8217;emergere di ceppi patogeni pi\u00f9 virulenti nei soggetti non vaccinati<sup>14<\/sup>. Anche per questi motivi <strong>gli sviluppi di medio-lungo termine della pandemia sono imprevedibili.<\/strong><br \/>\nNon sappiamo se SARS-CoV-2 tender\u00e0 a diventare endemico, se avremo epidemie stagionali o ri-emergenze di sue varianti ed \u00e8 impossibile prevedere quale vaccino garantisca i risultati migliori nelle diverse situazioni.<\/p>\n<p>Nessuno sembra essersi fin qui preoccupato pi\u00f9 di tanto dei costi dell&#8217;operazione \u201cvaccinazione planetaria anti-Covid\u201d che gi\u00e0 a partire dalle cifre iniziali \u00e8 facile prevedere enormi. Basti considerare che nell&#8217;ambito dell&#8217;Operazione <em>Warp Speed<\/em>, il governo USA avrebbe inizialmente stanziato 9 miliardi di dollari per finanziare lo sviluppo e la produzione dei vaccini. Moderna avrebbe ricevuto quasi 1 miliardo di dollari per lo sviluppo del suo vaccino e dovrebbe ricevere ulteriori 1,5 miliardi di dollari per 100 milioni di dosi. Pfizer e il suo partner tedesco BioNTech non hanno ricevuto alcun finanziamento federale per lo sviluppo del vaccino, ma riceveranno 1,95 miliardi di dollari per 100 milioni di dosi. Johnson &amp; Johnson ha ricevuto 456 milioni di dollari per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e ricever\u00e0 1 miliardo di dollari per 100 milioni di dosi. Novavax 1,6 miliardi di dollari di finanziamenti federali per ricerca, sviluppo e 100 milioni di dosi. AstraZeneca 1,2 miliardi che copriranno 300 milioni di dosi insieme ai costi relativi agli studi clinici e alla produzione di fase 3. E ovviamente siamo soltanto all\u2019inizio.<\/p>\n<p>Ci sono poi i problemi di disponibilit\u00e0 dei vaccini a livello planetario e di accesso equo e le enormi sfide logistiche di produzione e distribuzione. Movimenti internazionali come Gavi, legata a un personaggio discusso come Bill Gates, propongono strategie per una pi\u00f9 corretta distribuzione, ma \u00e8 un dato di fatto che a tutt\u2019oggi sono stati i Paesi ad alto reddito ad accaparrarsi centinaia di milioni di dosi. Eppure \u00e8 chiaro che soltanto una copertura vaccinale estesa, in tempi abbastanza rapidi, a gran parte della popolazione planetaria potrebbe rivelarsi efficace.<br \/>\nEd \u00e8 evidente che <strong>se il vaccino prescelto non si rivelasse efficace, le conseguenze sarebbero drammatiche<\/strong>: non solo perch\u00e9, come gi\u00e0 sottolineato dagli autori dell\u2019articolo comparso su\u00a0<em>The Lancet<\/em>, i vaccinati, credendosi protetti, abbasserebbero la guardia. Ma anche perch\u00e9 la fiducia di molti nelle vaccinazioni potrebbe ridursi e si rafforzerebbe il pericoloso circuito NoVax.<\/p>\n<p>Dobbiamo infine almeno accennare all\u2019argomento pi\u00f9 complesso e dibattuto: quello dei <strong>possibili effetti collaterali<\/strong>.<br \/>\nA questo proposito \u00e8 giusto ammettere che <strong>la sperimentazione \u00e8 stata insufficiente<\/strong>: non \u00e8 possibile sottovalutare il fatto che, <strong>in genere, la durata delle fasi di sperimentazione di un vaccino \u00e8 di circa 10 anni.<\/strong> Ma la situazione di emergenza e la \u201ccorsa al vaccino\u201d, pronosticata da molti<sup>15<\/sup>, non lo ha permesso. D\u2019altra parte bisogna ribadire con forza che non \u00e8 vero, come sostengono alcuni, che ci troviamo di fronte ad una sorta di esperimento alla cieca. In particolare, la tecnologia utilizzata per i cosiddetti vaccini a RNA, che sono stati i primi a essere messi a punto, autorizzati e distribuiti a tempo di record nei Paesi occidentali \u00e8 in realt\u00e0 nota da decenni<sup>16<\/sup>\u00a0anche se il loro utilizzo \u00e8 stato a lungo limitato dall&#8217;instabilit\u00e0 e dall&#8217;inefficiente rilascio in vivo dell&#8217;mRNA. Inoltre, come vedremo, gli sviluppi tecnologici degli ultimi anni sono stati stupefacenti e hanno permesso di accorciare enormemente i tempi di progettazione e realizzazione<sup>17<\/sup>.<\/p>\n<p>Non possiamo affrontare in questa sede il problema veramente complesso dei possibili effetti collaterali.<br \/>\nCi limiteremo a sottolineare, come ammesso dagli stessi produttori dei vaccini, che <strong>al momento non abbiamo ancora dati certi<\/strong>: sia perch\u00e9 i numeri concernenti la fase sperimentale sono esigui, sia perch\u00e9 gli eventuali effetti pi\u00f9 temuti emergerebbero, nel medio-lungo termine.<br \/>\nPer quanto concerne i rischi immediati &#8211; essenzialmente reazioni allergiche e immuno-infiammatorie sistemiche, verosimilmente indotte pi\u00f9 dai vettori utilizzati (nanoparticelle lipidiche nel caso dei vaccini a RNA attualmente in uso) o da sostanze adiuvanti (come il PEG), che non dall\u2019RNA stesso \u2013 questi sembrerebbero essere lievemente pi\u00f9 frequenti rispetto alla media, ma non tanto da indurre a riconsiderazioni critiche.<br \/>\nSar\u00e0 molto importante monitorare e quantificare con attenzione gli <strong>effetti conseguenti alla seconda inoculazione, che rappresenta il momento pi\u00f9 critico.<\/strong> Bisogna comunque tenere sempre a mente il concetto-base che il paragone va fatto tra gli effetti collaterali indotti dal vaccino e quelli, in questo caso potenzialmente gravissimi, provocati dal virus selvaggio.<\/p>\n<p>Per quanto concerne gli effetti collaterali di medio-lungo termine, il problema si pone in realt\u00e0 per tutti i nuovi vaccini e farmaci: \u00e8 in genere a posteriori (e non sempre) che questi vengono alla luce. Certamente, in questo caso, il problema non pu\u00f2 essere sottovalutato, visto il numero enorme dei soggetti che dovranno essere vaccinati: trattandosi di centinaia di milioni\/miliardi di esseri umani \u00e8 evidente che <strong>i possibili effetti collaterali gravi potrebbero assumere dimensioni drammatiche<\/strong>.<br \/>\nE alcuni timori, espressi anche da esperti, non possono essere sottovalutati: come quelli concernenti il possibile inserimento dell\u2019RNA vaccinico nel genoma umano o in cellule che non abbiano nulla a che vedere con il sistema immunocompetente, come le cellule del sistema nervoso (in particolare gli astrociti, che sono in realt\u00e0 macrofagi, cio\u00e8 cellule adibite a questo scopo) e i gameti in via di formazione.<br \/>\nMolto, inoltre, si \u00e8 parlato e scritto delle possibili reazioni autoimmuni di breve e soprattutto medio-lungo termine: ipotesi basata sul fatto che in alcuni casi di Covid sono stati trovati autoanticorpi, in particolare contro il recettore ACE-2 (che \u00e8 un autoantigene) e contro il complesso ACE2-proteina spike<sup>18<\/sup>.<\/p>\n<p>Come dicevamo, non \u00e8 possibile approfondire in questa sede una simile problematica. Ci limiteremo qui a sottolineare come la progettazione (a computer!)<sup>19<\/sup>\u00a0e costruzione del cosiddetto codice-sorgente dei vaccini a RNA messi a punto da Pfizer e Moderna, quelli pi\u00f9 innovativi e di conseguenza pi\u00f9 discussi, attualmente in uso nei Paesi occidentali, rappresenti un piccolo capolavoro di bio-ingegneria sintetica e dovrebbe consentire il miglior utilizzo dell\u2019RNA pseudo-virale da parte del nostro \u201cmacchinario\u201d cellulare (ribosomi, reticolo endoplasmatico ecc.) e del nostro sistema immunocompetente.<br \/>\nIn primis perch\u00e9 <strong>quello introdotto non \u00e8 l\u2019RNA del virus, ma per cos\u00ec dire un suo facsimile geneticamente modificato<\/strong>, in particolare grazie alla sostituzione dell\u2019uracile con una base (1-metil-3&#8242;-pseudouridina) normalmente non presente nei genomi virali. Tale modifica, insieme ad altre minori, dovrebbe rendere questo RNA meno reattogeno e consentirgli di sfuggire al nostro sistema immunocompetente e di essere utilizzato correttamente dai nostri ribosomi (cio\u00e8 dal macchinario molecolare, contenuto nelle nostre cellule, in grado di tradurre la sua informazione per ricostruire la proteina spike che \u00e8 l\u2019antigene virale in grado di attivare la nostra risposta immune).<\/p>\n<p>Lo scenario pi\u00f9 probabile a partire dall\u2019inoculazione dovrebbe essere il seguente. Le nanoparticelle contenenti l\u2019RNA virale introdotte in un muscolo dovrebbero indurvi un processo immuno-infiammatorio locale e la pseudo-proteina spike prodotta nelle nostre cellule raggiungerebbe i linfonodi regionali dove avverrebbero i normali processi di presentazione dell\u2019antigene e di espansione clonale dei linfociti B e T con acquisizione della memoria immunologica specifica. Ovviamente non \u00e8 detto che i processi molecolari previsti avvengano in modo cos\u00ec semplice e lineare. In particolare non sappiamo esattamente se tutte le nanoparticelle rimarranno nella sede di inoculo, se verranno catturate solo dai macrofagi e dalle altre APCs (cio\u00e8 dalle cellule deputate da milioni di anni a questo compito). Qualcuno ipotizza, come detto, che alcune nanoparticelle con il loro contenuto possano essere veicolate in circolo e inglobate da altre cellule e in particolare da astrociti e gameti in via di formazione. Indubbiamente si tratta di scenari possibili, che avrebbero dovuto essere studiati pi\u00f9 a fondo, magari mediante esperimenti su animali. Discorso analogo pu\u00f2 esser fatto anche per ci\u00f2 che concerne il destino dell\u2019RNA simil-virale all\u2019interno delle nostre cellule: \u00e8 vero infatti che questo dovrebbe essere captato dai ribosomi e tradotto per produrre gli epitopi antigenici selezionati della proteina Spike di SARS-CoV-2. Ed \u00e8 probabile che la gran parte dello pseudo-RNA virale, una volta svestito dell\u2019involucro lipidico, venga in buona parte processato nei ribosomi e disintegrato, ma \u00e8 possibile che avvenga anche altro. L\u2019inevitabile stress molecolare potrebbe ad esempio attivare le sequenze mobili e in particolare le trascrittasi inverse presenti nel nostro genoma: processi, secondo alcuni genetisti e biologi molecolari, tutt\u2019altro che rari (secondo il modello sistemico della Natural Genetic Engineering)<sup>20<\/sup>\u00a0e filogeneticamente fondamentali per l\u2019inserimento di parti di genomi esogeni (virali in particolare) nel nostro DNA. Su queste basi l\u2019inserimento dell\u2019RNA esogeno nel nostro DNA, del resto gi\u00e0 descritto anche per SARS-CoV-2<sup>21<\/sup>, appare plausibile, ma probabilmente meno pericoloso di quanto temuto da alcuni proprio in quanto si tratterebbe di un processo molecolare fisiologico e frequente<sup>22<\/sup>.<\/p>\n<p>Anche le interferenze della pseudo-spike protein con il sistema immunocompetente umano sono prevedibili fino a un certo punto: in pratica si ipotizza che l\u2019RNA virale, pur conservando la sua immunogenicit\u00e0, sia stato reso assai meno reattogeno e non possa innescare le reazioni di tipo immunoinfiammatorio sistemiche tipiche dei casi gravi (una reazione infiammatoria locale invece \u00e8 necessaria, perch\u00e9 l\u2019antigene venga correttamente processato e presentato e si formi correttamente la memoria immunologica B e T). Il principale rischio paventato da alcuni \u00e8 che, essendo stata dimostrata in vari studi in corso di Covid autoanticorpi contro citochine, ACE2 e soprattutto complessi ACE2-Spike, questo possa succedere anche con i vaccini.<br \/>\nDa questo punto di vista <strong>non dovrebbero essere sottovalutati i casi di paralisi di Bell recentemente segnalati in concomitanza con le prime somministrazioni del vaccino Pfizer,<\/strong> perch\u00e9 si tratta di una neurite demielinizzante infiammatoria acuta, che potrebbe avere un meccanismo patogenetico simile alla sindrome di Guillain-Barr\u00e9 (e come questa essere associata sia a virosi, sia a reazioni ai vaccini)<sup>23<\/sup>. Ma anche in questo caso \u00e8 importante sottolineare che le paralisi di Bell sembrano manifestarsi poco dopo la somministrazione del vaccino e questo farebbe pensare che si tratti di una semplice reazione alle nanoparticelle e non all\u2019RNA virale. Ed \u00e8 evidente che anche in questo senso il virus selvaggio \u00e8 certamente molto pi\u00f9 pericoloso del vaccino.<\/p>\n<p>In estrema sintesi possiamo insomma concludere che <strong>certamente avremmo dovuto essere pi\u00f9 cauti<\/strong>. D\u2019altro canto \u00e8 vero che se la vaccinazione funzioner\u00e0 al meglio, questo sar\u00e0 un risultato molto importante anche sul piano scientifico. A questo punto non possiamo che augurarcelo: non solo perch\u00e9 avremo un\u2019arma efficace nei confronti del \u201cnuovo virus\u201d e dei prossimi virus potenzialmente pandemici, ma anche per scongiurare ulteriori farneticazioni di NoVax e cospirazionisti vari, che negli ultimi mesi hanno ingenerato confusione, dubbi, sfiducia nella scienza e nelle istituzioni e ed una pericolosa sottovalutazione dei rischi legati alla pandemia.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, una cosa \u00e8 certa: <strong>non si dovrebbe puntare tutto, come tendono a fare i Paesi occidentali, sul vaccino come unica arma risolutiva.<\/strong> E questo soprattutto perch\u00e9 la pandemia non \u00e8 un \u201cincidente biologico\u201d, che senza preavviso ha colpito l\u2019umanit\u00e0 e che pu\u00f2 essere affrontato solo con farmaci e vaccini, ma un dramma epocale lungamente e inutilmente annunciato: <strong>la manifestazione estrema (a livello umano) di una malattia cronica e progressiva, che riguarda l\u2019intera biosfera e che tender\u00e0 a prolungarsi o a ripetersi se non cambieranno le condizioni ambientali e sociali che l\u2019hanno determinata<\/strong>. Se in passato le pandemie erano il prodotto di guerre, migrazioni forzate di popoli, carestie, utilizzo innaturale e incauto di altre specie animali<sup>24<\/sup>, oggi sono tra le pi\u00f9 drammatiche conseguenze di una vera e propria <strong>\u201cguerra globale\u201d alla Natura: all\u2019intera ecosfera e in particolare alla biosfera.<\/strong><\/p>\n<h3>Condizionati da Big Pharma?<\/h3>\n<p>Ma una pandemia \u00e8 anche un dramma che pu\u00f2 mettere in crisi l\u2019intero sistema socio-politico mondiale, travolgere milioni di vite, i sistemi sanitari di molti Paesi, intere economie. Anche per questo motivo \u00e8 importante interrogarsi sulle cause che hanno determinato modalit\u00e0 di gestione cos\u00ec differenti e diversamente efficaci. Prima di tutto si pu\u00f2 ipotizzare che nei Paesi asiatici, nei Paesi socialisti come Cuba, ma anche in Paesi diciamo pi\u00f9 decentrati e meno condizionati dal sistema finanziario internazionale, come Australia, Nuova Zelanda e Islanda la gestione della pandemia \u00e8 stata pi\u00f9 efficace perch\u00e9 le emergenze vengono coordinate e gestite da \u201ctecnici\u201d: cio\u00e8 da persone che hanno competenze specifiche, non gestiscono potere e non rivestono ruoli politici (o pi\u00f9 semplicemente non fanno parte delle classi dominanti), ma svolgono il loro ruolo, magari da decenni, con discrezione e umilt\u00e0.<br \/>\nNelle societ\u00e0 occidentali, invece, la gestione delle situazioni critiche \u00e8 coordinata dai politici e da super-tecnici nominati da questi, non sempre prescelti sulla base di vera competenza ed esperienza in materia. Un problema che, per quanto concerne specificamente questa pandemia, si \u00e8 rivelato in tutta la sua drammaticit\u00e0, in Italia, negli ultimi 15 anni nei quali avremmo dovuto aggiornare i piani pandemici, come sollecitato a pi\u00f9 riprese dalla WHO, e non lo abbiamo fatto. Ma il problema \u00e8 pi\u00f9 generale: non solo perch\u00e9 negli ultimi decenni il nostro sistema sanitario pubblico (e in particolare la medicina territoriale) \u00e8 stato depotenziato, ma anche perch\u00e9 in tutto l\u2019Occidente <strong>la medicina si \u00e8 andata via trasformando in senso ospedale-centrico e farmaco-centrico, ed \u00e8 sempre pi\u00f9 legata a enormi interessi privati.<\/strong> La scelta di privilegiare questo approccio ha spinto sia la ricerca, sia la clinica a investire in diagnosi e cure delle patologie croniche, degenerative e neoplastiche, anzich\u00e9 in strategie di prevenzione delle stesse e di promozione della salute. E questo ha fatto s\u00ec che nessun argine fosse posto al continuo incremento di queste patologie e che la spesa sanitaria andasse alle stelle a beneficio esclusivo, semplificando il discorso, di Big Pharma. La pandemia dovrebbe quindi indurci ad una revisione critica radicale non solo del modo in cui i nostri sistemi sanitari sono organizzati e gestiti, ma dell\u2019intero modello biomedico occidentale. E questo per vari motivi. Prima di tutto perch\u00e9 le stesse agenzie internazionali avvertono che sono migliaia i virus monitorati e ancora di pi\u00f9 quelli sconosciuti che potrebbero fare il \u201csalto di specie\u201d a causa dello stravolgimento degli ecosistemi planetari e che gli impatti economici di un evento pandemico sono 100 volte pi\u00f9 alti del costo stimato per la sua prevenzione<sup>25<\/sup>. Ed \u00e8 chiaro che se per scongiurare un\u2019\u201depoca pandemica\u201d<sup>26<\/sup>\u00a0sono necessari progetti internazionali di tutela e bonifica degli ecosistemi planetari, \u00e8 altrettanto evidente che i nostri sistemi sanitari devono essere riorganizzati in funzione di questi allarmi. E se, come abbiamo sottolineato a pi\u00f9 riprese, una pandemia si ferma con precise strategie di medicina preventiva &#8211; costruendo percorsi alternativi e aree di quarantena per evitare che il virus penetri negli ospedali e negli ambulatori medici e mettendo in campo un sistema di tracciamento dei casi e dei contatti da parte di decine di migliaia di volontari, che devono intercettare i primi casi, isolarli e impedire al virus di espandersi &#8211; la domanda diventa: questo in Occidente non \u00e8 stato fatto per carenza di strutture e professionalit\u00e0 o perch\u00e9 richiederebbe una trasformazione radicale del sistema e persino una \u201cconversione\u201d dell\u2019approccio biomedico dominante che non \u00e8 consentita?<\/p>\n<p>A questo proposito bisogna ricordare che, da alcuni decenni a questa parte, chi opera nel sistema sanitario occidentale si \u00e8 abituato a pensare che la finalit\u00e0 principale del sistema e della stessa ricerca biomedica sia trovare strumenti tecnologici sempre pi\u00f9 sofisticati per diagnosticare le malattie e presidi farmacologici sempre pi\u00f9 potenti e personalizzati. E questo nell\u2019ambito di <strong>protocolli sempre pi\u00f9 standardizzati<\/strong>, legittimati e tendenzialmente imposti\u00a0<em>ex auctoritate<\/em>\u00a0sulla base di una ricerca e di una letteratura scientifica finanziate direttamente o indirettamente da Big Pharma. Sono sufficienti, a questo proposito, due citazioni molto autorevoli concernenti gli effetti delle pressioni esercitate dalle maggiori aziende farmaceutiche, in grado di condizionare pesantemente e manipolare la ricerca e la letteratura concernente in particolare la sperimentazione sui farmaci.<br \/>\nLa prima \u00e8 di Marcia Angell, ex-caporedattore del\u00a0<em>New England Journal of Medicine<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSemplicemente non \u00e8 pi\u00f9 possibile credere a gran parte della ricerca clinica pubblicata, o fare affidamento&#8230; su linee guida mediche autorevoli.\u201d<sup>27<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019altra di Richard Horton, Director in Chief di\u00a0<em>The Lancet<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLa gran parte della letteratura scientifica, forse la met\u00e0, potrebbe semplicemente non essere vera. Afflitta da studi con campioni di piccole dimensioni, minimi effetti, analisi esplorative non valide e flagranti conflitti di interesse, insieme a un&#8217;ossessione per perseguire tendenze alla moda di dubbia importanza, la scienza ha virato verso l&#8217;oscurit\u00e0\u201d.<sup>28<\/sup><\/p><\/blockquote>\n<p>Le conseguenze di tutto questo sono sotto gli occhi di tutti: le malattie cronico-degenerative, infiammatorie e tumorali infatti continuano ad aumentare ad un ritmo impressionante e si manifestano in et\u00e0 sempre pi\u00f9 precoce. E questo essenzialmente a causa di fattori ambientali (in particolare l\u2019inquinamento dell\u2019atmosfera delle nostre citt\u00e0 e delle catene alimentari), che interferiscono pesantemente sulla programmazione \u201cepigenetica\u201d e quindi sullo sviluppo dei nostri organismi e dei quali la medicina dominante, interessata soltanto a diagnosi e terapia, non si cura minimamente<sup>29<\/sup>.<\/p>\n<p>Al contempo, negli ultimi anni anche le malattie acute, infettive e parassitarie, che il notevole miglioramento delle condizioni igieniche e socio-economiche e i grandi risultati ottenuti dalla vaccino-profilassi e dall\u2019antibioticoterapia di massa avevano tenuto lungamente a bada (almeno nel Nord ricco del pianeta) sono tornate a farsi minacciose. Soprattutto a causa dell\u2019<strong>abuso e del cattivo uso degli antibiotici, di enormi trasformazioni sociali ed urbanistiche, dello stravolgimento degli ecosistemi naturali e delle catene alimentari.<\/strong> Da decenni sappiamo che le zoonosi (cio\u00e8 le malattie dovute al passaggio di germi e e soprattutto di virus da altri animali all\u2019uomo) rappresentano circa il 60% delle malattie infettive acute e il 75% delle malattie emergenti e sono un enorme, costante minaccia<sup>30<\/sup>. E almeno a partire dal 1997 per l\u2019emergere dei primi casi umani di influenza aviaria da virus H5N1<sup>31<\/sup>, seguiti da alcuni grandi outbreaks in ambito aviario e da ripetuti e diffusi cluster in ambito umano prevalentemente in Cina e nel Sud-Est asiatico<sup>32<\/sup>\u00a0e soprattutto dal 2002-2003 (prima SARS)<sup>33<\/sup>\u00a0sappiamo che una pandemia \u00e8 imminente e che sarebbe necessario ed urgente prepararsi, rafforzando i sistemi di controllo internazionali e i sistemi di medicina territoriale e preventiva nei diversi Paesi<sup>34<\/sup>.<\/p>\n<p>Ma, mentre i Paesi asiatici &#8211; Cina, Corea, Cambogia, Vietnam, Giappone, Taiwan, Singapore, Hong Kong &#8211; che agli inizi del millennio avevano sperimentato e affrontato gli allarmi pre-pandemici dovuti all\u2019aviaria e alla SARS erano preparati e fin dall\u2019inizio del 2020 avevano messo rapidamente in campo le corrette ed efficaci strategie di contenimento, bloccando sul nascere la pandemia, in Occidente non solo ci si \u00e8 lasciati cogliere del tutto impreparati, ma ancora adesso, a distanza di un anno dalle prime notizie concernenti l\u2019approssimarsi del dramma, a 10 mesi dall\u2019inizio della prima e ad oltre 3 mesi dall\u2019inizio della seconda ondata in Europa, non sembra esserci alcuna volont\u00e0 di mettere in atto le corrette (e necessarie) strategie di contenimento, tracciamento e monitoraggio.<\/p>\n<p>In quasi tutto l\u2019Occidente, infatti, ci si limita a studiare i virus e i possibili antidoti: farmaci antivirali e vaccini, nella convinzione che questi possano bastare. Non solo la trasformazione del sistema sanitario non \u00e8 nemmeno presa in considerazione, ma si cerca in tutti i modi di difendere e promuovere una medicina sempre pi\u00f9 (bio)tecnologica, nonostante la sua insufficienza, gi\u00e0 palese \u201cin tempi di pace\u201d, lo \u00e9 ancora di pi\u00f9 \u201cin tempi di crisi\/guerra\u201d. E nonostante sia evidente che farmaci e vaccini non possono interferire con la deriva pandemica causata dalla rapida distruzione dell\u2019ecosfera, della climatosfera e in particolare della biosfera, che per il 70% \u00e8 costituita da microrganismi e soprattutto da virus e il cui equilibrio co-evolutivo \u00e8 sempre pi\u00f9 profondamente disturbato dalle attivit\u00e0 umane e, in particolare, biomediche.<\/p>\n<p>In un simile contesto possiamo anche comprendere come mai i farmaci antivirali, gli anticorpi monoclonali e soprattutto i vaccini sperimentali siano diventati il simbolo di una grande scommessa. Questo ci aiuta a capire <strong>perch\u00e9 venga attaccato e delegittimato chiunque metta in dubbio la strategia adottata e come mai non venga ascoltato chi propone di adottare le soluzioni che si sono rivelate vincenti nei Paesi non occidentali.<\/strong> E questo nonostante sia evidente che, senza la ri-organizzazione dei nostri sistemi sanitari, dovremo soffrire ancora a lungo (sia sul piano sanitario, sia su quello socio-economico e finanziario), se \u00e8 vero che le principali agenzie sanitarie internazionali e nazionali hanno pronosticato che perch\u00e9 si formi una sufficiente immunit\u00e0 di gregge ci vorr\u00e0 molto tempo (almeno 6 mesi\/1 anno). E visto, soprattutto, che il problema fondamentale rimarr\u00e0 irrisolto: quello di una crisi biologica (e sanitaria) altrettanto drammatica, pur se assai meno nota, delle crisi climatica, energetica e demografico-urbanistica, di cui sia le estinzioni biologiche di massa, sia le emergenze pandemiche, sia il dilagare di germi multiresistenti (che ogni anno determinano un numero di morti di poco inferiore a quello dell\u2019attuale pandemia: almeno 700.000, 230.000 dei quali per tubercolosi)<sup>35<\/sup>\u00a0sono il prodotto.<\/p>\n<h3>Come uscirne<\/h3>\n<p><strong>Lo ripetiamo inutilmente da quasi un anno<sup>36<\/sup>: non si ferma una pandemia in corsa solo con farmaci e vaccini.<\/strong> <strong>La pandemia si ferma sul territorio e soltanto se vengono messi in campo tre strumenti fondamentali.<\/strong><\/p>\n<p>Prima di tutto i <strong>percorsi alternativi<\/strong>: nessun caso confermato o supposto di Covid dovrebbe entrare nelle aree sanitarie ordinarie: il virus non deve circolare in ospedali, ambulatori e RSA.<\/p>\n<p>Bisogna poi organizzare le <strong>aree di triage<\/strong> e di quarantena per i casi in via di accertamento e i loro contatti e le aree di ospedalizzazione per i casi non critici (che devono essere isolati dalle loro famiglie e trattati evitando qualsiasi contatto con i malati non Covid e con operatori sanitari non adeguatamente protetti)\u00a0<sup>37<\/sup>. L\u2019ideale sarebbe adattare a questo scopo gli ospedali militari, che non sono attualmente utilizzati e che andrebbero ristrutturati anche in vista del possibile verificarsi di altri episodi pandemici nei prossimi anni<sup>38<\/sup>.<\/p>\n<p>Infine, e soprattutto bisogner\u00e0 mettere in campo le <strong>squadre di monitoraggio<\/strong>: in un Paese come l\u2019Italia bisognerebbe reclutare almeno 30-40.000 volontari, che si occupino del tracciamento dei casi e dei contatti (un lavoro impegnativo che non pu\u00f2 essere svolto dagli stessi operatori sanitari, che sono gi\u00e0 oberati di lavoro in tempo di pandemia). \u00c8 inoltre utile ricordare che, al momento in cui iniziano ad aumentare i contagi, bisognerebbe avere gi\u00e0 predisposto milioni di tamponi quantitativi (in grado di discriminare i falsi positivi)\u00a0<sup>39<\/sup>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec hanno fatto tutti i Paesi che hanno fermato la pandemia.<br \/>\nMa a questo scopo bisogner\u00e0 non solo trasformare radicalmente i nostri sistemi socio-sanitari, ma rimettere in discussione l\u2019intero paradigma bio-medico dominante, riconoscendovi gli stessi difetti di fondo che rendono insostenibile il sistema economico-commerciale e tecnologico-produttivo globale che sta avendo un impatto crescente sulla biodiversit\u00e0 degli ecosistemi, riducendone sia la resilienza ambientale sia la biocapacit\u00e0<sup>40<\/sup>.<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0J Taubenberger, Morens D,\u00a0<em>1918 Influenza: the mother of all pandemics<\/em>, in Emerg Infect Dis, vol. 12, n. 1, 2006, pp. 15\u201322.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Knobler S, Mack A, Mahmoud A, Lemon S (a cura di),\u00a0<em>1: The Story of Influenza, in The Threat of Pandemic Influenza: Are We Ready? Workshop Summary<\/em>\u00a0(2005), Washington, D.C., National Academies Press, pp. 60\u201361.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0Burgio E.\u00a0<em>A pandemic foretold (in vain). A last report<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/wsimag.com\/science-and-technology\/63016-a-pandemic-foretold-in-vain\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wall Street International Magazine 2020 Aug. 04<\/a>.<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a022\/01\/2020:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.who.int\/director-general\/speeches\/detail\/who-director-general-s-statement-on-ihr-emergency-committee-on-novel-coronavirus\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">WHO Director-General&#8217;s statement on IHR Emergency Committee on Novel Coronavirus<\/a>; 04\/02\/2020:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.who.int\/director-general\/speeches\/detail\/who-director-general-s-opening-remarks-at-the-technical-briefing-on-2019-novel-coronavirus\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">WHO Director-General&#8217;s opening remarks at the technical briefing on 2019 novel coronavirus<\/a>: 15\/02\/2020:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.who.int\/director-general\/speeches\/detail\/munich-security-conference\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Munich Security Conference<\/a>.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a011\/03\/20:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.who.int\/director-general\/speeches\/detail\/who-director-general-s-opening-remarks-at-the-media-briefing-on-covid-19---11-march-2020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">WHO Director-General&#8217;s opening remarks at the media briefing on COVID-19 &#8211; 11 March 2020<\/a>.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0Burgio E., 2020,\u00a0<em>Covid-19: the Italian Drama \u2013 Four avoidable risk factors<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/wsimag.com\/science-and-technology\/61967-covid-19-the-italian-drama\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wall Street International, 21 aprile<\/a>.<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0Burgio E.\u00a0<em>Pandemic yes, pandemic no? This is the question<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/wsimag.com\/science-and-technology\/63545-pandemic-yes-pandemic-no\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wall Street International Magazine (2020) Sept. 28<\/a>.<br \/>\n<sup>8<\/sup>\u00a0Miani A., Burgio E., Colao A.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.onb.it\/2020\/03\/06\/coronavirus-le-proposte-sima-e-cattedra-unesco-per-una-rapida-strategia-sanitaria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Coronavirus: le proposte SIMA e Cattedra Unesco per una rapida strategia sanitaria<\/a>.<br \/>\n<sup>9<\/sup>\u00a0SIPPS \u2013 Societ\u00e0 Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale Documento Ministero della Salute \u2013 Istituto Superiore di Sanit\u00e0,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.insalutenews.it\/in-salute\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/200827SPPSCOVID.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Elementi di preparazione e risposta a Covid-19 nella stagione autunno-invernale<\/a><a id=\"c99b9959-f0e4-42be-891d-9ba9a523e352\" title=\"View this pdf file\" href=\"https:\/\/docs.google.com\/viewer?url=https%3A%2F%2Fwww.insalutenews.it%2Fin-salute%2Fwp-content%2Fuploads%2F2020%2F08%2F200827SPPSCOVID.pdf&amp;embedded=true&amp;chrome=false&amp;dov=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"chrome-extension:\/\/gmpljdlgcdkljlppaekciacdmdlhfeon\/images\/beside-link-icon.svg\" \/><\/a>\u00a011.08.2020.<br \/>\n<sup>10<\/sup>\u00a0Gaebler C, Nussenzweig MC.\u00a0<em>All eyes on a hurdle race for a SARS-CoV-2 vaccine<\/em>, Nature. 2020 Oct;586(7830):501-502.<br \/>\n<sup>11<\/sup>\u00a0Krause P, Fleming TR, Longini I, Henao-Restrepo AM, Peto R; World Health Organization Solidarity Vaccines Trial Expert Group.\u00a0<em>Covid-19 vaccine trials should seek worthwhile efficacy<\/em>, Lancet. 2020 Sep 12;396(10253):741-743.<br \/>\n<sup>12<\/sup>\u00a0Doshi P.\u00a0<em>Will Covid-19 vaccines save lives? Current trials aren&#8217;t designed to tell us<\/em>, BMJ. 2020 Oct 21;371:m4037.<br \/>\n<sup>13<\/sup>\u00a0Sekine T, Perez-Potti A, et al.\u00a0<em>Robust T Cell Immunity in Convalescent Individuals with Asymptomatic or Mild Covid-19<\/em>, Cell. 2020 Oct 1;183(1):158-168.e14.<br \/>\n<sup>14<\/sup>\u00a0Read AF, Baigent SJ, Powers C, Kgosana LB, Blackwell L, Smith LP, et al.\u00a0<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1371\/journal.pbio.1002198\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Imperfect Vaccination Can Enhance the Transmission of Highly Virulent Pathogens<\/a>, PLoS Biol (2015) 13(7): e1002198.<br \/>\n<sup>15<\/sup>\u00a0Callaway E.\u00a0<em>The race for coronavirus vaccines: a graphical guide<\/em>, Nature. 2020 Apr; 580(7805):576-577.<br \/>\n<sup>16<\/sup>\u00a0Wolff, J. A. et al.\u00a0<em>Direct gene transfer into mouse muscle in vivo<\/em>. Science (1990). 247, 1465\u20131468.<br \/>\n<sup>17<\/sup>\u00a0Pardi, N., Hogan, M., Porter, F. et al.\u00a0<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/nrd.2017.243\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mRNA vaccines \u2014 a new era in vaccinology<\/a>. Nat Rev Drug Discov 17, 261\u2013279 (2018).<br \/>\n<sup>18<\/sup>\u00a0Halpert G, Shoenfeld Y.\u00a0<em>SARS-CoV-2, the autoimmune virus<\/em>, Autoimmun Rev. 2020 Dec;19(12):102695.<br \/>\n<sup>19<\/sup>\u00a0<a href=\"https:\/\/berthub.eu\/articles\/posts\/italian-reverse-engineering-source-code-of-the-biontech-pfizer-vaccine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ingenierizzazione inversa del Codice Sorgente del Vaccino BioNTech\/Pfizer<\/a>.<br \/>\n<sup>20<\/sup>\u00a0Shapiro, J.A.\u00a0<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1111\/j.1749-6632.2009.04990.x\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Revisiting the Central Dogma in the 21st Century<\/a>, Annals of the New York Academy of Sciences, (2009), 1178: 6-28.<br \/>\n<sup>21<\/sup>\u00a0Zhang L., Richards A. et al\u00a0<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1101\/2020.12.12.422516\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">SARS-CoV-2 RNA reverse-transcribed and integrated into the human genome<\/a>, bioRxiv 2020.12.12.422516.<br \/>\n<sup>22<\/sup>\u00a0Shapiro J.A.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.huffpost.com\/entry\/what-natural-genetic-engi_b_2783419?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAH8UuL0zGmQaQOURlhyAz6OhJfndkXjyaY-YMfr-rr9bp6wi4r2qNy3YasnyyGVcEDc8KqaZinpuBpvfBblghoC5QseyNd6UPL6m7w6xm4cW6sTUzmucS8MlniUNw4k7qiK5QAgpPvQred-hGc-AUhhKhOg1zOukJjdqtklJRUOd\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">What Natural Genetic Engineering Does and Does Not Mean<\/a>.<br \/>\n<sup>23<\/sup>\u00a0Zandian A, Osiro S, Hudson R, et al.\u00a0<em>The neurologist&#8217;s dilemma: a comprehensive clinical review of Bell&#8217;s palsy, with emphasis on current management trends<\/em>, Med Sci Monit. 2014;20:83-90. Published 2014 Jan 20.<br \/>\n<sup>24<\/sup>\u00a0Wolfe ND, Dunavan CP, Diamond J.\u00a0<em>Origins of major human infectious diseases<\/em>,Nature. 2007 May 17;447(7142):279-83.<br \/>\n<sup>25<\/sup>\u00a0Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/news\/20201029-media-release-ipbes-pandemics-workshop-report-launch-final.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Escaping the \u2018Era of Pandemics\u2019: Experts Warn Worse Crises to Come. Options Offered to Reduce Risk<\/a><a id=\"bf8a7428-2f88-4a21-b193-9489006fb328\" title=\"View this pdf file\" href=\"https:\/\/docs.google.com\/viewer?url=https%3A%2F%2Fwww.isprambiente.gov.it%2Fit%2Fnews%2F20201029-media-release-ipbes-pandemics-workshop-report-launch-final.pdf&amp;embedded=true&amp;chrome=false&amp;dov=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"chrome-extension:\/\/gmpljdlgcdkljlppaekciacdmdlhfeon\/images\/beside-link-icon.svg\" \/><\/a>.<br \/>\n<sup>26<\/sup>\u00a0The United Nations Environment Programme (UNEP)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unenvironment.org\/news-and-stories\/press-release\/escaping-era-pandemics-experts-warn-worse-crises-come-options\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Escaping the \u2018Era of Pandemics\u2019: Experts warn worse crises to come options offered to reduce risk<\/a>.<br \/>\n<sup>27<\/sup>\u00a0Angell M.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nybooks.com\/articles\/archives\/2009\/jan\/15\/drug-companies-doctorsa-story-of-corruption\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Drug Companies &amp; Doctors: A Story of Corruption. The New York Review of Books magazine<\/a>.<br \/>\n<sup>28<\/sup>\u00a0Horton R.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.thelancet.com\/pdfs\/journals\/lancet\/PIIS0140-6736%2815%2960696-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Offline: What is medicine\u2019s 5 sigma?<\/a><br \/>\n<sup>29<\/sup>\u00a0Burgio E\u00a0<em>Environment and fetal programming: the origins of some current \u201cpandemics\u201d<\/em>, Journal of Pediatric and Neonatal Individualized Medicine 2015;4(2):e040237.<br \/>\n<sup>30<\/sup>\u00a0Morse SS, Mazet JA, Woolhouse M, Parrish CR, Carroll D, Karesh WB, Zambrana-Torrelio C, Lipkin WI, Daszak P.\u00a0<em>Prediction and prevention of the next pandemic zoonosis<\/em>, Lancet. 2012 Dec 1;380(9857):1956-65.<br \/>\n<sup>31<\/sup>\u00a0Yuen KY, Chan PKS, Peiris M, et al.\u00a0<em>Clinical features and rapid viral diagnosis of human disease associated with avian influenza A H5N1 virus<\/em>. Lancet, 351 (1998), pp. 467-471.<br \/>\n<sup>32<\/sup>\u00a0Peiris JS, Yu WC, Leung CW, Cheung CY, Ng WF, Nicholls JM, Ng TK, Chan KH, Lai ST, Lim WL, Yuen KY, Guan Y\u00a0<em>Re-emergence of fatal human influenza A subtype H5N1 disease<\/em>, Lancet. 2004 Feb 21; 363(9409):617-9.<br \/>\n<sup>33<\/sup>\u00a0Drosten C, Gunther S, Preiser W, et al.\u00a0<em>Identification of a novel coronavirus in patients with severe acute respiratory syndrome<\/em>. N Engl J Med 2003; 348:1967-76.<br \/>\n<sup>34<\/sup>\u00a0Van Damme W, van de Put W, Devadasan N, Ricarte JA, Muyembe JJ.\u00a0<em>Is the world ready for the next pandemic threat?<\/em>, BMJ. (2018) 9; 362:k3296.<br \/>\n<sup>35<\/sup>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.who.int\/news\/item\/29-04-2019-new-report-calls-for-urgent-action-to-avert-antimicrobial-resistance-crisis\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">New report calls for urgent action to avert antimicrobial resistance crisis<\/a>.<br \/>\n<sup>36<\/sup>\u00a0Burgio E.,\u00a0<em>Covid-19: the Italian Drama \u2013 Four avoidable risk factors<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/wsimag.com\/science-and-technology\/61967-covid-19-the-italian-drama\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wall Street International Magazine 2020 April 21<\/a>.<br \/>\n<sup>37<\/sup>\u00a0Anelli F, Leoni G, Monaco R, Nume C, Rossi RC, Marinoni G, Spata G, De Giorgi D, Peccarisi L, Miani A, Burgio E, Gentile I, Colao A, Triassi M, Piscitelli P.\u00a0<em>Italian doctors call for protecting healthcare workers and boosting community surveillance during covid-19 outbreak<\/em>, BMJ. 2020 Mar 26; 368:m1254.<br \/>\n<sup>38<\/sup>\u00a0Miani A, Burgio E, Piscitelli P, Lauro R, Colao A.\u00a0<em>The Italian war-like measures to fight Coronavirus spreading: Re-open closed hospitals now<\/em>, E Clinical Medicine. 2020 Apr; 21:100320.<br \/>\n<sup>39<\/sup>\u00a0Bullard J, Dust K, et al.\u00a0<em>Predicting infectious SARS-CoV-2 from diagnostic samples<\/em>, Clin Infect Dis. 2020 May 22:ciaa638.<br \/>\n<sup>40<\/sup>\u00a0Millennium Ecosystem Assessment\u00a0<em>Ecosystems and human well-being : synthesis<\/em>, Washington, DC: Island Press. (2005).<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-page-share\">\n<div id=\"st-1\" class=\"sharethis-inline-share-buttons st-center st-has-labels st-inline-share-buttons st-animated\">\n<div class=\"st-btn\" data-network=\"pinterest\"><a href=\"https:\/\/wsimag.com\/it\/scienza-e-tecnologia\/64652-dopo-un-anno-di-pandemia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/div>\n<div class=\"st-btn st-last st-remove-label\" data-network=\"reddit\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/platform-cdn.sharethis.com\/img\/reddit.svg\" alt=\"reddit sharing button\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row serif-font-family\">\n<div class=\"col-6 col-sm-4 col-md-3 col-lg-2 mb-3\">\n<div class=\"image-new-container round-image-container\">\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/media.wsimag.com\/attachments\/70c675251bc5ba4e9b1df943998e78d955b10355\/store\/fill\/150\/150\/1ce2cab6a1d136634e34ad9c0366324aec0446d530ba69617d0e45a6677e\/Ernesto-Burgio.jpg\" sizes=\"(min-width:1800px) 262px, (min-width:1550px) 220px, (min-width:1300px) 180px, (min-width:992px) 130px, (min-width:768px) 150px, (min-width:576px) 150px, 258px\" srcset=\"\/\/media.wsimag.com\/attachments\/b959d5634699f16f29be6d1784ed8470b620c0d4\/store\/fill\/300\/300\/1ce2cab6a1d136634e34ad9c0366324aec0446d530ba69617d0e45a6677e\/Ernesto-Burgio.jpg 300w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/b07100c612d0e3681ca9bd7a31bdcc379211ccfb\/store\/fill\/220\/220\/1ce2cab6a1d136634e34ad9c0366324aec0446d530ba69617d0e45a6677e\/Ernesto-Burgio.jpg 220w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/70c675251bc5ba4e9b1df943998e78d955b10355\/store\/fill\/150\/150\/1ce2cab6a1d136634e34ad9c0366324aec0446d530ba69617d0e45a6677e\/Ernesto-Burgio.jpg 150w\" alt=\"Ernesto Burgio\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text-center text-sm-left col-sm-8 col-md-9 col-lg-10\">\n<div class=\"font-28 mb-2\"><\/div>\n<div class=\"font-15 tall-line-height mb-2\">Ernesto Burgio<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"font-15 tall-line-height mb-2\">Laureato in Medicina e Chirurgia presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pavia (1977) e specializzato in Clinica Pediatrica presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze (1980).<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha annunciato che i decessi da Covid hanno superato oggi (15\/01\/2021) i 2 milioni su oltre 94 milioni di casi accertati, con un indice di letalit\u00e0 superiore al 2% (in Italia sfiora il 3,5%: un indice molto alto, simile a quello ipotizzato per la Spagnola1\u00a0e circa 30 volte superiore a quello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":44631,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[882,851,868,201],"class_list":["post-44630","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-covid-19","tag-evidenza","tag-pandemia","tag-vaccini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44630","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44630"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44630\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}