{"id":46317,"date":"2021-02-20T18:34:45","date_gmt":"2021-02-20T17:34:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=46317"},"modified":"2021-03-06T10:48:25","modified_gmt":"2021-03-06T09:48:25","slug":"la-malinconia-e-la-cura-permanente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-malinconia-e-la-cura-permanente\/","title":{"rendered":"La malinconia e la cura permanente"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">L\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 e l\u2019indisposizione del corpo portano allo stato di malinconia, perch\u00e9 fanno ridurre il desiderio e lo slancio vitale, il che crea la condizione dell\u2019immersione in se stessi. E\u2019 come se la forza vitale avesse bisogno del proprio opposto &#8211; la debolezza e la stanchezza, per rivolgersi a s\u00e9 in un atto di riflessione. Per gli antichi la malinconia era parte dell\u2019accettazione della transitoriet\u00e0 della vita, mentre la depressione che affligge la societ\u00e0 moderna \u00e8 espressione della sua insensatezza. Ma il senso della vita \u00e8 nella consapevolezza della sua caducit\u00e0, e non nella rimozione dell\u2019idea della sua fine.<\/p>\n<p class=\"p1\">La psicologia contemporanea ha spesso voluto confondere la malinconia con la depressione clinica, ma bench\u00e9 fra le due ci sono delle somiglianze formali, esse sono radicalmente diverse nella loro origine. La depressione denota uno stato di bassa energia vitale dovuto all\u2019apatia, alla mancanza di ogni passione e interesse per i vari aspetti della vita, abbinato a bassa autostima e sensi di colpa, mentre la malinconia, pur nella sua ridotta vitalit\u00e0, implica un potenziale creativo che si apre al mondo, in uno stato di contemplazione delle sue avversit\u00e0, dove la tristezza \u00e8 segno di sensibilit\u00e0 e di presa di coscienza di fronte alle questioni fondamentali dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le massime \u201cvivi qui e ora\u201d e \u201ccogli l\u2019attimo\u201d non hanno bisogno di essere ricordate mentre permaniamo nella pienezza dell\u2019essere, quando siamo sufficienti a noi stessi e ignori degli aspetti problematici dell\u2019esistenza, per cui, nel momento in cui vengono incitate a comando, esse nascondano la fuga dalla consapevolezza. La fuga attraverso la simulazione di vitalit\u00e0, che \u00e8 l\u2019opposto della malinconia. La malinconia &#8211; forse conviene ribadirlo &#8211; non \u00e8 l\u2019assenza di vitalit\u00e0, ma la sua sospensione, il suo assopimento, perch\u00e9 la nostra dualit\u00e0 necessita della frantumazione del tutto per creare una crepa, la mancanza di qualcosa in cui il nostro sentire possa insinuarsi attraverso il pensiero.<\/p>\n<p class=\"p1\">La dimostrazione di vitalit\u00e0, tanto in voga in una societ\u00e0 che aspira all\u2019eterno giovanilismo, in realt\u00e0 \u00e8 indicatore della \u2018cattiva\u2019 elaborazione del suo fisiologico calo. E\u2019 vero che psicologicamente noi tendiamo ad attribuire maggior valore a ci\u00f2 che ci manca, ma non invano abbiamo a disposizione un meccanismo compensatorio che \u00e8 quello del pensiero riflesso. Il pensiero in tutte le sue forme &#8211; speculative e artistiche, \u00e8 sempre un complemento di qualcosa di non vissuto fino in fondo, una sublimazione dell\u2019impossibile che scaturisce dall\u2019intima aspirazione alla totalit\u00e0 della vita, ma esso \u00e8 anche stratificazione di esperienza, di maturazione, ossia quello che chiamiamo saggezza, o spiritualit\u00e0. La gioia e l\u2019estasi, come stati compiuti dell\u2019essere, accadono in modo incosciente e non hanno bisogno della riflessione per conoscersi, n\u00e9 hanno bisogno di mostrarsi al giudizio altrui per avere un\u2019approvazione. Nel momento in cui appare la riflessione, significa che il vivere immediato e spontaneo ha smesso di esistere per fare spazio al pensiero speculativo, mentre la dimostrazione, che costituisce sempre una forzatura, \u00e8 segno dell\u2019impossibilit\u00e0 di integrare entrambe le modalit\u00e0 per raggiungere il senso del compiuto.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"spiritualit\u00e0\",\n\tdefaulttipo : \"Libri\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p class=\"p1\">Nel passato diversi pensatori e personalit\u00e0 di straordinario talento e capacit\u00e0 intellettive hanno cercato di sopprimere volutamente la propria vitalit\u00e0 per poterci speculare sopra, perch\u00e9 il vivere immediato \u2018qui e ora\u2019 accade come fenomeno, ma i pensatori cercano di arrivare all\u2019essenza delle cose per estrapolarla dal flusso immemore del tempo, e non di vivere l\u2019attimo, e bench\u00e9 la loro attivit\u00e0 speculativa abbia creato delle opere durevoli nel tempo, immortalate nella memoria collettiva, in effetti rappresenta una sottrazione all\u2019esperienza vitale. Il pensiero elaborato, offerto al lettore come frutto dell\u2019attivit\u00e0 riflessiva, rappresenta un erbario che pu\u00f2 essere analizzato e studiato, ma non pu\u00f2 trasmettere i processi vitali che l\u2019hanno suscitato. Forse solo l\u2019arte nelle sue varie forme ne pu\u00f2 dare una rappresentazione fedele, in particolar modo quando il momento motivazionale emotivo coincide con quello creativo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Pi\u00f9 generalmente, l\u2019evoluzione della societ\u00e0 denota un incremento esponenziale del pensiero speculativo, e questo non dovrebbe sorprendere, in quanto fa parte dell\u2019accelerazione algoritmica di quel motore ibrido, intrinseco all\u2019essere umano, che trasforma la natura in cultura, di quel processo che attraverso la tecnologia (la t\u00e9chne) trasforma l\u2019integrit\u00e0 organica della vita in un prodotto derivato \u2013 materiale o immateriale che sia &#8211; alcune volte di valore aggiunto, ma pi\u00f9 delle volte deleterio, sterile e mortificante.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__liberazione-romanzo-animico-andrea-pietrangeli.php?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/l\/liberazione-728x90.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\">Nell\u2019attuale paradigma, caratterizzato dall\u2019imposizione di misure sanitarie e forti limitazioni alla libert\u00e0, vediamo questo processo ancora pi\u00f9 accelerato. Siamo messi sotto la costante supervisione della medicina, ma questo non pu\u00f2 che determinare il permanente stato di un semi-vivere, nello stesso modo in cui accade agli animali dello zoo, costretti in un limbo fra la repressione e la vita, che non rispecchia la loro vera natura. Similmente, la gestione regolamentata dei processi vitali, attraverso la somministrazione di medicinali e il monitoraggio preventivo, annulla la forza dell\u2019autenticit\u00e0 per stabilire un equilibrio artificiale che si presenta come la norma, come un valore medio-statistico da perseguire. Le tabelle e i test dei valori giusti della nostra salute, prontamente corredati di rimedi farmacologici o\/e misure restrittive, sono utili per \u2018normalizzare\u2019 l\u2019esistenza umana abbassando la sua vitalit\u00e0 fin dall\u2019infanzia. Perch\u00e9 solo in questo modo il singolo pu\u00f2 essere inserito come unit\u00e0 produttiva e di consumo nel sistema economico, dove in sintonia con la crisi permanente del sistema egli deve farsi portatore di un permanente stato di precariet\u00e0, costretto a un semi-volere, un semi-desiderio, un semi-pensiero, una semi-esistenza.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019autentica energia vitale, che fondamentalmente \u00e8 quella della libido, non \u00e8 gradita ai sistemi di gestione sociale, perch\u00e9 la vitalit\u00e0, nel momento della sua arrendevolezza naturale, viene sublimata in una maggiore qualit\u00e0 della riflessione, conferisce forza al pensiero. Ma nel post moderno siamo testimoni, nonch\u00e9 promotori, di un\u2019inversione di tendenza, in cui il pensiero viene prodotto senza le premesse di un autentico fondamento esperienziale, bens\u00ec come il costrutto di un\u2019iperattivit\u00e0 cerebrale, ossessiva e ripiegata su se stessa, che prescinde dal vero vivere. Mai come ora il pensare, la facolt\u00e0 umana per antonomasia, porta alla mortificazione della vita, che parte e si propaga dalla sovrastruttura culturale, dove simboli, arte, teorie scientifiche e linguaggi sono tutti trasversalmente dominati dalla informatica. La comunicazione digitale e virtuale, creata dai sistemi informatici, non solo implica l\u2019uso del pensiero elaborato e la simulazione dei processi reali, ma nel suo uso di mass media tende persino a sostituire la realt\u00e0 sensibile con qualcosa di totalmente nuovo, facendo rappresentazione di eventi e di accadimenti che non sarebbero mai esistiti se non per essere virtualmente dimostrati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/__libri\/_alimentazione_cucina\/?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/b\/banner1_alimentazione_728x90.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"p1\">Alla repressione dei mezzi informatico-tecnologici viene aggiunta la repressione neuro-farmacologica, la quale fin oggi traeva la propria legittimazione dalla cura posticipata dei sintomi della malattia, mentre oggi si arreca la missione di rimuovere in anticipo ogni pericolo di malattia attraverso trattamenti estremamente invasivi presentati come prevenzione. La motivazione di tutto ci\u00f2 non \u00e8 solo il profitto, ma l\u2019abbattimento di ogni residuo di forze di resistenza e di autonomia di consapevolezza nell\u2019individuo. In una prospettiva in cui gli automi e i robot andranno a sostituire la manodopera umana, gli individui dovranno essere omologati a un modello normativo non pi\u00f9 pericoloso per le posizioni dominanti delle \u00e9lite. Dovranno essere convinti di essere sotto la costante minaccia di virus ed epidemie per essere controllati come una biomassa obbediente, soggetta a continui imposizioni e trattamenti.<\/p>\n<p class=\"p1\">In questo nuovo contesto sociale, la riduzione dello slancio vitale non sar\u00e0 pi\u00f9 espressione della maturit\u00e0 della vita, e nemmeno una fase ciclica della sua dialettica, ma un effetto puramente tecno-farmacologico, che non avr\u00e0 alcuna relazione con l\u2019esperienza sensibile. Per cui il nuovo essere umano, anche se un giorno cercher\u00e0 di rivolgersi verso se stesso, non trover\u00e0 l\u2019essenza stratificata del proprio vissuto, ma un insieme di modelli standard e di riflessi indotti dal sistema virtuale, fatti per uso indifferenziato, per connettere gli individui uni con altri in un continuum lineare privo di soluzione, privo della singolarit\u00e0. La prospettiva di un mondo monodimensionale senza la malinconia \u00e8 gi\u00e0 radicata nel presente, ma con la malinconia spariranno tutti gli stati d\u2019animo che riflettano il cosmo-natura nel suo eterno movimento. Attraverso il culto dominante della scienza bio-tecnologica, a cui l\u2019individuo obbedisce per conquistare una sicurezza psicologica, egli entrer\u00e0 inconsapevolmente nella pseudo sicurezza di uno stato di cura permanente.<\/p>\n<p class=\"p4\"><em><span class=\"s1\">Zory Petzova<\/span><\/em><\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p><em>Zory Petzova, studiosa dei paradossi sociali nella loro molteplicit\u00e0 e interferenza con la natura umana.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 e l\u2019indisposizione del corpo portano allo stato di malinconia, perch\u00e9 fanno ridurre il desiderio e lo slancio vitale, il che crea la condizione dell\u2019immersione in se stessi. E\u2019 come se la forza vitale avesse bisogno del proprio opposto &#8211; la debolezza e la stanchezza, per rivolgersi a s\u00e9 in un atto di riflessione. 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