{"id":46807,"date":"2021-02-28T21:01:15","date_gmt":"2021-02-28T20:01:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=46807"},"modified":"2023-10-05T10:58:24","modified_gmt":"2023-10-05T08:58:24","slug":"i-complottisti-ed-il-pensiero-attivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/i-complottisti-ed-il-pensiero-attivo\/","title":{"rendered":"I &#8220;complottisti&#8221; ed il pensiero attivo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sono tempi difficili per coltivare pensiero critico.<\/strong><\/p>\n<p>Si d\u00e0 per scontato, ad esempio, che chiunque esprima valutazioni critiche, pur di tipo differente, circa la lettura della pandemia appartenga alla schiera dei complottisti. Altrettanto scontato appare che queste opinioni, che vengono ridicolizzate e criminalizzate, siano frutto di ignoranza quando non di idiozia. Intanto, si riafferma un\u2019<strong>idea reazionaria e classista<\/strong>, secondo cui sarebbe possibile esercitare i propri diritti di partecipazione solo se si \u00e8 laureati (sui social il mantra per mettere a tacere i punti di vista critici \u00e8: <em>\u201cLe posso chiedere in che cosa precisamente \u00e8 laureato?\u201d<\/em>). Eppure, una ricerca sui movimenti che si sono mobilitati contro la legge Lorenzin \u2013 con cui \u00e8 stato esteso il numero di vaccinazioni pediatriche obbligatorie -, non ha rivelato la presenza di atteggiamenti anti-scientifici tra i genitori che mostrano esitazione o rifiuto verso i vaccini. Anzi, gli intervistati (con titoli di studio medio-alti), per lo pi\u00f9 sono persone che si informano su una pluralit\u00e0 di fonti, consultano ricerche scientifiche direttamente e in lingua originale e chiedono prima di tutto pi\u00f9 ricerche scientifiche indipendenti.<\/p>\n<p>Secondo <strong>Elisa Lello<\/strong>, sociologa e autrice della ricerca, in realt\u00e0 \u00e8 necessario prendere consapevolezza dell\u2019idea che non esiste un\u2019unica idea di che cosa sia la salute e di quali siano le strategie pi\u00f9 efficaci per conseguirla. Ma \u00e8 necessario anche<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;scardinare una volta per tutte la contrapposizione \u2013 questa s\u00ec, davvero anti-scientifica \u2013 tra posizioni ufficiali e \u201ccomplottismo\u201d, da cui tutti abbiamo da perdere: pro-, free- e no-vax. E non perch\u00e9 il complottismo non esista, ma perch\u00e9 non pu\u00f2 essere usato come arma politica per silenziare il dissenso\u2026&#8221;<\/p><\/blockquote>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-46809\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nogeoingegneria-com-climate-change-geopolitica-smart-1024x538-1-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"909\" height=\"479\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nogeoingegneria-com-climate-change-geopolitica-smart-1024x538-1-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nogeoingegneria-com-climate-change-geopolitica-smart-1024x538-1-768x404.jpg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nogeoingegneria-com-climate-change-geopolitica-smart-1024x538-1.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 909px) 100vw, 909px\" \/><\/p>\n<p><strong>Complottismo e dissenso<\/strong><\/p>\n<p>Era convinzione diffusa che, con l\u2019esperienza della pandemia, lo scetticismo e i timori nei confronti dei vaccini si sarebbero ridotti sostanzialmente, per lasciare posto a sentimenti di attesa e speranza. Qualcosa, tuttavia, \u00e8 andato storto. Mentre arrivano notizie circa percentuali importanti, nelle varie Asl dislocate sul territorio, di <strong>personale sanitario e delle Rsa che non intende sottoporsi a vaccinazione anti-covid<\/strong>, sappiamo, da un\u2019indagine di <em>EngageMinds HUB<\/em>-Universit\u00e0 Cattolica di Cremona, che, all\u2019inizio di dicembre 2020, solo il 57 per cento degli italiani si dichiarava disposto a vaccinarsi. Anzi, il numero dei nostri concittadini disposti a sottoporsi all\u2019inoculazione \u00e8 diminuito rispetto ai primi mesi di pandemia, passando, secondo i dati Demos, dal 68 per cento di maggio 2020 al 59 per cento di ottobre, cinque mesi dopo (1).<\/p>\n<p>Per tentare di capire le ragioni del diffondersi di paure e scetticismo si punta il dito verso il dilagare del complottismo e di atteggiamenti riduzionisti\/negazionisti e verso quei canali informativi alternativi accusati di essere i principali responsabili della diffusione delle <strong>fake news<\/strong>. La ricerca di <em>Mapping Italian News<\/em> (Universit\u00e0 di Urbino) ha effettivamente calcolato che, dall\u2019inizio alla fine del 2020, sono pi\u00f9 che quadruplicate le interazioni collegate a contenuti negazionisti sui social network, mentre sono sestuplicati gli iscritti ai vari gruppi e pagine FB riconducibili alla stessa galassia generalmente definita complottista (2).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che per\u00f2 suscita forse ancora pi\u00f9 stupore \u00e8 la reazione che si sta mettendo in campo di fronte a questo fenomeno complesso che si vuole indicare come \u201ccomplottismo\u201d.<\/p>\n<p>Si d\u00e0 per scontato, innanzitutto, che chiunque esprima valutazioni critiche, pur di tipo differente, circa la lettura dell\u2019emergenza sanitaria in corso e le strategie di risposta elaborate appartenga a questa schiera. Altrettanto scontato appare che queste opinioni siano frutto di ignoranza quando non di idiozia. Le persone che le esprimono, cio\u00e8, non avrebbero risorse culturali sufficienti per comprendere la realt\u00e0 e nella loro ingenuit\u00e0 finirebbero \u201cnella buca\u201d di narrazioni palesemente false, risibili, pericolose. Accanto a questo tema appare quello del menefreghismo, dell\u2019egoismo spensierato, narcisistico, edonistico di chi non accetta restrizioni alla propria libert\u00e0 perch\u00e9 si sente, individualmente, forte e invincibile, e non ha voglia di accettarle per il bene delle componenti fragili. Da qui, fiumi di inchiostro sulla deriva individualistica della nostra societ\u00e0, e \u201csignora mia\u201d ma quand\u2019\u00e8 che si sono spezzati i legami di solidariet\u00e0 ed empatia e che siamo diventati cos\u00ec brutti, cattivi e insensibili all\u2019altrui sofferenza e fragilit\u00e0.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"complottismo\",\n\tdefaulttipo : \"Libri\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><br \/>\nCi sono forse alcuni elementi di verit\u00e0 in tutto questo. O quanto meno vorrei sgombrare il campo dall\u2019equivoco che, siccome \u2013 come si sar\u00e0 intuito \u2013 intendo mettere in discussione questa visione, allora con questo voglia dire che le versioni \u201ccomplottiste\u201d hanno ragione, o che, pi\u00f9 in generale, la \u201cverit\u00e0\u201d stia tutta necessariamente da una parte o dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Il problema di fondo \u00e8 che le visioni riassunte sopra si basano su un ampio e generalizzato \u201cdare per scontato\u201d. Mentre, su questi fenomeni, sappiamo ben poco. Peraltro, \u00e8 un <strong>argomento scottante<\/strong>, nel senso che solo a sfiorarlo ci si brucia: <strong>\u00e8 un attimo venire etichettati come \u201ccomplottisti\u201d se solo si prova a prendere sul serio \u2013 unico modo per comprenderlo \u2013 il fenomeno<\/strong>, i suoi contenuti, le ragioni del suo evidente successo globale.<\/p>\n<p>Eppure, limitarsi, di fronte a un fenomeno di tali proporzioni, al biasimo, alla riprovazione e all\u2019indignazione pubblica, ripetendo argomenti tanto abusati quanto privi di alcun riscontro empirico \u00e8 una strategia non miope, ma proprio cieca. Che pu\u00f2 andare bene per sentirci nel giusto, scaldati dall\u2019abbraccio di chi come noi si arrabbia e si indigna e confortati dall\u2019approvazione dei <em>media mainstream<\/em> e delle istituzioni, ma certo non per affrontare quello che sta accadendo. Quando, invece, <strong>avremmo bisogno di strumenti di comprensione e di analisi,<\/strong> che ci mettano all\u2019altezza della sfida che abbiamo di fronte.<\/p>\n<p><strong>Comprendere ci\u00f2 che accade<\/strong><\/p>\n<p>Ho avuto modo di lavorare su questi temi attraverso una ricerca sui movimenti che si sono mobilitati contro la legge Lorenzin (n.119\/2017), che ha esteso il numero di vaccinazioni pediatriche obbligatorie e inasprito le sanzioni per gli inadempienti. Ho cos\u00ec avuto modo di analizzare i dati di una rilevazione quantitativa condotta su un campione di circa cinquecento questionari compilati da altrettanti partecipanti alla pi\u00f9 importante manifestazione per la libert\u00e0 di scelta, tenutasi a Pesaro nel luglio 2017. Poco dopo, attraverso uno studio di caso, ho raccolto anche materiale di ricerca di tipo qualitativo. Nel complesso, i risultati di quella ricerca (3) e l\u2019analisi della letteratura nazionale e soprattutto internazionale che l\u2019ha accompagnata sono utili per capire diversi aspetti della resistenza\/esitazione vaccinale, e possono dunque rappresentare una base dotata di qualche solidit\u00e0 per aiutarci a uscire dall\u2019incertezza e muovere almeno qualche passo verso la comprensione di ci\u00f2 che sta accadendo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__coltivare-intelligenza-emotiva-daniel-goleman.php?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/c\/coltivare-intelligenza-emotiva-728x90.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Innanzitutto, un risultato comune alle moltissime ricerche dedicate al tema riguarda la condizione socio-economica medio-alta e soprattutto il livello di istruzione: nel caso dei genitori che mostrano atteggiamenti di esitazione o rifiuto verso i vaccini (d\u2019ora in poi <em>VHR, Vaccine Hesitancy\/Refusal<\/em> 4), il titolo di studio \u00e8 nettamente pi\u00f9 elevato rispetto alla media della popolazione, tanto che alcuni autori parlano addirittura di famiglie in situazioni di \u201cprivilegio\u201d socio-culturale (5). Il campione della mia indagine rivela una composizione socio-professionale mista con prevalenza dei ceti medi; al suo interno, il 43,9 per cento possiede una laurea o titolo superiore, a cui si aggiunge una quota pressoch\u00e9 identica (43,6 per cento) di diplomati, mentre nella popolazione italiana con pi\u00f9 di quindici anni la percentuale di laureati si ferma al 14 per cento, e quella dei diplomati al 30 per cento (dati Istat.it relativi al 2017).<\/p>\n<p>Si tratta di un punto importante, perch\u00e9 ci allontana sia dalle diagnosi che vorrebbero accomunare queste proteste alla rabbia populista derivante da situazioni di esclusione sociale, sia dall\u2019interpretazione di <em>VHR<\/em> come risultato di ignoranza e mancata comprensione del metodo scientifico.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8, insomma, l\u2019ignoranza a causare lo scetticismo e le resistenze nei confronti dei vaccini.<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi, dopo aver passato in rassegna la \u00abspiccata chiusura cognitiva\u00bb, le \u00abtendenze paranoidi\u00bb e la \u00abmentalit\u00e0 dogmatica e tribale\u00bb di chi critica i vaccini (sebbene spesso ad essere oggetto di critica non sono i vaccini in s\u00e9, bens\u00ec determinati aspetti della legge e delle politiche vaccinali), cerca una via di uscita di fronte all\u2019apparente paradosso per cui queste critiche vengono espresse da persone pi\u00f9 istruite della media ricorrendo a complesse spiegazioni che affondano le proprie radici nella <strong>teoria della razionalit\u00e0 limitata di Kahneman<\/strong> (6), per cui l\u2019abbondanza informativa non porta necessariamente verso scelte ottimali (7). Inoltre, si sottolinea come i pi\u00f9 istruiti passino mediamente pi\u00f9 tempo a cercare informazioni, aumentando cos\u00ec il rischio di incorrere in notizie inaffidabili. Si tratta di ipotesi e congetture che tuttavia continuano a non spiegare per quali motivi proprio le persone con un maggiore bagaglio culturale dovrebbero essere addirittura le pi\u00f9 sprovvedute, tanto da diventare i bersagli principali della disinformazione, n\u00e9 perch\u00e9 dovrebbero essere pi\u00f9 predisposte verso una forma mentis chiusa, dogmatica e paranoide.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che la ricerca che ho condotto, anche in questo caso in accordo con diverse altre indagini internazionali, <strong>non rivela la presenza di atteggiamenti anti-scientifici tra i genitori <em>VHR<\/em>.<\/strong> Anzi, gli intervistati, facendo leva su un bagaglio culturale tendenzialmente ampio, sono persone che si sono informate facendo ricorso ad una pluralit\u00e0 di fonti, mettendo a confronto pareri discordanti, consultando ricerche scientifiche direttamente e in lingua originale; sono cittadini ben consapevoli dell\u2019insidia delle <em>fake news<\/em>, riguardo alle quali rivelano per\u00f2 anche un approccio critico e attento ai rapporti di potere che ne informano la definizione. Soprattutto, mostrano una fiducia unanime nella scienza e chiedono pi\u00f9 ricerche scientifiche indipendenti: la scienza \u00e8 vista precisamente come l\u2019attore cruciale da mettere in gioco per giungere alla chiusura della controversia. Il problema riguarda semmai la richiesta di apertura della <em>black box<\/em>, cio\u00e8 una domanda forte di trasparenza circa i condizionamenti di tipo politico ed economico nelle attivit\u00e0 di regolazione nonch\u00e9 nella selezione delle linee di indagine. Come scrive la filosofa <strong>Maya Goldenberg<\/strong> (8), <strong>proteste ed esitazioni non hanno a che fare con l\u2019anti-scienza<\/strong>: esprimono piuttosto una domanda di partecipazione nel definire l\u2019agenda di ricerca.<\/p>\n<p><strong>Se i complottisti amano la scienza<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 questi due risultati fanno cadere il castello della via italiana alla trattazione mediatica della questione.<\/strong><\/p>\n<p>Per anni abbiamo sentito ripetere come il problema derivasse dall\u2019\u201catavica sfiducia degli italiani nella scienza\u201d: eravamo decisamente fuori pista. Ma, a pensarci bene, l\u2019assunto dell\u2019ignoranza come base di <em>VHR<\/em> \u00e8 anche alla base del famoso mantra per cui \u201cla scienza non \u00e8 democratica\u201d, cio\u00e8 della convinzione che gli uomini e le donne di scienza non si possano \u201cabbassare\u201d a discutere con chi, non avendo competenze, criticherebbe senza alcuna cognizione di causa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__effetto-biofilia-clemens-arvay.php?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/e\/effetto-biofilia-728x90.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>La comunicazione istituzionale ha surrettiziamente recuperato modelli di rapporto tra scienza e societ\u00e0 che la comunit\u00e0 scientifica aveva superato da decenni: un notevole balzo all\u2019indietro, fino ai tempi del \u201crapporto Bodmer\u201d (del 1985) e alla sua concezione paternalista di un pubblico ignorante, incapace di capire i benefici della scienza, e soprattutto incapace di esprimere alcun punto di vista degno di essere ascoltato e men che meno di essere preso in considerazione.<\/p>\n<p><strong>Il titolo di studio<\/strong><\/p>\n<p>Eppure, il dibattito scientifico si \u00e8 notevolmente allontanato da quelle concezioni, attraverso l\u2019elaborazione di modelli differenti, come il <em>PES (Public Engagement with science)<\/em>, oggi promosso da importanti istituzioni scientifiche e organizzazioni internazionali (9), che, avendo ormai acquisito come critiche e resistenze non abbiano molto a che fare con presunti atteggiamenti anti-scientifici, e avendo d\u2019altra parte riconosciuto il pubblico come non solo competente ma come portatore di interessi e punti di vista che non possono essere trascurati, auspica la creazione di percorsi e strumenti di confronto paritario tra scienziati e pubblico generale, nella convinzione che entrambi gli interlocutori possano trarne vantaggio.<\/p>\n<p><strong>E cos\u00ec, oggi, ci troviamo alle prese con la portata regressiva e autoritaria delle vere e proprie <em>fake news<\/em> che sono state diffuse.<\/strong><\/p>\n<p>Non solo, partendo da premesse sbagliate, sono state elaborate strategie comunicative scarsamente efficaci, che non hanno centrato il bersaglio.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 grave \u00e8 che l\u2019<strong>esclusione tramite ridicolizzazione (e criminalizzazione) delle critiche<\/strong>, insieme all\u2019adozione di politiche di obbligatoriet\u00e0 e inasprimento delle sanzioni, hanno esasperato sentimenti di esclusione e sfiducia nelle istituzioni e innalzato <strong>muri di incomunicabilit\u00e0 all\u2019interno della societ\u00e0 tra fazioni opposte<\/strong>, <strong>inducendole entrambe verso la radicalizzazione nelle proprie posizioni<\/strong> (10). Fenomeni di cui solitamente si attribuisce la colpa ai <em>social<\/em> e agli algoritmi che tendono a creare \u201cbolle\u201d in cui gli individui trovano ripetutamente contenuti coerenti con le proprie precedenti convinzioni (11). Il che \u00e8 probabilmente vero, ma, forse, prima ancora dei meccanismi di funzionamento della rete, occorrerebbe chiedersi quanto siano, a monte, le strategie comunicative istituzionali a innescare questi processi. E i meccanismi di funzionamento del web, semmai, a consolidarle.<\/p>\n<p><strong>Le posso chiedere in che cosa precisamente \u00e8 laureato?<\/strong><\/p>\n<p>In questa luce, le avventure giornalistiche volte a suscitare indignazione circa la radicalizzazione dei cosiddetti \u201cno-vax\u201d costituiscono un <strong>esempio di giornalismo scadente e superficiale<\/strong>, incapace com\u2019\u00e8 di promuovere un ragionamento sulle dinamiche che hanno portato non solo una, ma entrambe le fazioni, a chiudersi sulle proprie indiscutibili verit\u00e0 essendo diventato impraticabile \u2013 per scelta dall\u2019alto, per\u00f2 \u2013 il terreno del confronto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__vera-guarigione-anima-tenzin-wangyal-rinpoche.php?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/g\/guarire-anima-728x90.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9.<br \/>\nTra i frutti (avvelenati) del mantra \u201cla scienza non \u00e8 democratica\u201d annoveriamo anche la convinzione, che ormai ha largamente fatto presa sull\u2019opinione pubblica, secondo cui non si pu\u00f2 esprimere un\u2019opinione su un tema a meno che non si sia (almeno) laureati, e per giunta nella disciplina ad esso pi\u00f9 vicina. Ho notato che, in qualunque confronto sui <em>social network<\/em> mi capiti di seguire, specie su temi riguardanti la salute, pi\u00f9 presto che tardi emerge qualcuna\/o che cerca di mettere a tacere punti di vista anche blandamente eterodossi o critici, seppure espressi in maniera educata, argomentata ed appropriata, con la domanda di rito: <em>\u201cle posso chiedere in che cosa precisamente \u00e8 laureato\/a?\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Abbiamo accolto in modo pressoch\u00e9 acritico un\u2019idea reazionaria e classista, secondo cui sarebbe possibile esercitare i propri diritti di cittadinanza e di partecipazione solo se si \u00e8 laureati<\/strong> \u2013 o se si ha la fortuna di esserlo, in un Paese a mobilit\u00e0 sociale ridotta come l\u2019Italia \u2013 basata per di pi\u00f9 su presupposti sconfessati dalla ricerca scientifica ormai decenni fa.<\/p>\n<p>Tutto questo, quando la ricerca ci dice tutt\u2019altro.<br \/>\nCi dice che <strong>non esistono i \u201ccomplottisti\u201d che cercano informazioni solo sui canali \u201ccomplottisti\u201d cos\u00ec, per partito preso<\/strong>. Esistono piuttosto persone del tutto normali, che, per motivi diversi, intendono approfondire determinate questioni tecnico-scientifiche che hanno effettivamente un impatto sulla propria vita, e non trovano una copertura adeguata, accurata e pluralista sui giornali o in Tv. E allora <strong>cercano altrove<\/strong> (12). Del resto, anche l\u2019associazione tra verit\u00e0 e fonti <em>mainstream<\/em> da una parte contro <em>fake news<\/em> e Internet dall\u2019altra, \u00e8 analogamente da mettere in discussione, come ci invitano a fare le ricerche che hanno messo in luce come sul web, proprio a proposito di vaccini, fosse presente un\u2019informazione pi\u00f9 corretta e accurata sotto il profilo scientifico, mentre i canali tradizionali si limitavano a fare da megafono a posizioni perentoriamente rassicuranti senza dare risposte a dubbi e domande dei cittadini (13).<\/p>\n<p>Interessante l\u2019osservazione di <strong>Goldenberg<\/strong> (14) secondo cui l\u2019informazione istituzionale sui vaccini viene considerata, dai genitori <em>VHR<\/em>, come una <em>too broad brush<\/em> nel suo insistere sulla bassa probabilit\u00e0 di sviluppare reazioni avverse gravi a livello della popolazione, senza per\u00f2 dedicare attenzione alle variabili soggettive che possono determinare una maggiore probabilit\u00e0 di incorrervi, su cui invece si catalizza l\u2019attenzione dei genitori. Quando i movimenti <em>free vax<\/em> chiedono di investire in questo filone di indagini avanzano quella domanda di partecipazione, che nulla ha a che fare con l\u2019anti-scientificit\u00e0. Lo stesso quando chiedono che si facciano comparazioni sullo stato di salute generale e sulle probabilit\u00e0 di sviluppare diversi tipi di patologie nel medio-lungo periodo tra bambini in regola con le vaccinazioni e bambini non vaccinati, o che si prendano in considerazione i risultati di alcune ricerche esistenti di questo tipo (15).<\/p>\n<p>Finch\u00e9 si trattava \u201csolo\u201d dei bambini, \u00e8 stato possibile, anche se deleterio da tutti i punti di vista, far passare legittime domande di partecipazione \u2013 che in fondo coinvolgevano una minoranza \u2013 per atteggiamenti anti-scientifici. Ora che la vaccinazione contro il covid-19 riguarda l\u2019intera popolazione, e che peraltro di fronte a nuove tecnologie e a una riduzione dei tempi di sperimentazione si registrano maggiori divisioni anche tra gli esperti, non \u00e8 pensabile replicare la stessa strategia.<\/p>\n<p><strong>Non esiste un\u2019unica idea di che cosa sia la salute<\/strong><\/p>\n<p>Per arginare il complottismo, \u00e8 necessario che venga avviato un <strong>dibattito aperto, approfondito e pluralista<\/strong> negli ambiti istituzionali e sui mezzi di comunicazione di massa, in assenza del quale le persone continueranno a cercare informazioni altrove. A forza di dare addosso al \u201ccomplottista\u201d non si fa altro che spingere ancora pi\u00f9 persone verso quella galassia della \u201cdisinformazione\u201d che, a parole, si sostiene di voler combattere. Non meno importante \u00e8 per\u00f2 anche riconoscere, al di l\u00e0 delle dinamiche comunicative e informative, i mutamenti strutturali da cui prendono forma scetticismo e atteggiamenti di contrariet\u00e0. \u201cPrendere sul serio\u201d i <em>free-vax<\/em> ci dice infatti molte cose circa la nostra societ\u00e0 e il nostro rapporto con la medicina.<\/p>\n<p>Nella mia ricerca sui movimenti <em>free-vax<\/em>, sostengo la necessit\u00e0 di abbandonare le lenti della devianza e del populismo per <strong>riconoscere una razionalit\u00e0 nella loro azione<\/strong>.<br \/>\nQuesta si collega all\u2019emergere di un conflitto di natura epistemica intorno ai concetti di salute, malattia e medicina. In questo punto prende forma la questione, complessa e non banalizzabile, del rapporto tra <em>VHR<\/em> e familiarit\u00e0 con le tradizioni mediche alternative e olistiche. In sintesi, \u00e8 necessario prendere consapevolezza dell\u2019idea che <strong>non esiste un\u2019unica idea di che cosa sia la salute e di quali siano le strategie pi\u00f9 efficaci per conseguirla<\/strong>.<br \/>\nCi sono epistemologie concorrenti rispetto alla medicina biochimica occidentale che si basano su un\u2019idea dell\u2019organismo, e pi\u00f9 in generale del rapporto tra uomo, ambiente e societ\u00e0, differente, e che di conseguenza perseguono un\u2019idea diversa di salute, basata essenzialmente su prevenzione primaria, alimentazione, stili di vita; ma anche su <strong>auto-realizzazione, socialit\u00e0 e spiritualit\u00e0<\/strong>. Non tutti i genitori <em>VHR<\/em> che ho intervistato fruiscono effettivamente di cure alternative, per\u00f2 quasi tutti condividono un approccio critico \u2013 con diverse intensit\u00e0 \u2013 su alcuni aspetti, interpretati come degenerativi, della medicina convenzionale: l\u2019abuso di farmaci che sopperisce ad errori nello stile di vita, l\u2019esproprio di competenze personali e diffuse su come stare in salute, la concezione meccanicistica e materialista dell\u2019uomo, l\u2019eccessiva specializzazione e concentrazione sui sintomi e non sulle cause, la trascuratezza delle relazioni tra la parte e il tutto, la spersonalizzazione del rapporto medico-paziente, solo per citarne alcuni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__disintossicati-guarisci-oil-pulling-bruce-fife.php?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/o\/oil-pulling-728x90.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>In questo senso, la delegittimazione e l\u2019esclusione (<strong>il \u201ccomplottismo\u201d usato come arma politica<\/strong>) di punti di vista critici possono essere interpretati come il tentativo di trovare una via di uscita (solo) apparentemente rapida e risolutiva di fronte a problemi e \u201cnodi irrisolti\u201d di un processo di riforma della biomedicina da molti anni invocato, ma ancora non avviato, che nasce dall\u2019ardua coesistenza tra medicina biochimica occidentale e post-modernismo (16).<\/p>\n<p>Una via d\u2019uscita che consiste essenzialmente nell\u2019elusione, e che intraprende una direzione regressiva (chiusura del discorso prima ancora di averlo iniziato attraverso la delegittimazione della critica) anzich\u00e9 una progressiva, che si sarebbe potuta strutturare in un pi\u00f9 difficile, ma ambizioso e lungimirante, percorso di apertura e coinvolgimento delle critiche e della domanda di partecipazione.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 <strong>un autoritarismo privo di autorevolezza<\/strong>, che oggi lascia vedere tutta la fragilit\u00e0 dei piedi d\u2019argilla su cui appoggia.<\/p>\n<p>Oggi, ancor pi\u00f9 di fronte alla mancanza di trasparenza nei contratti con le case farmaceutiche per i vaccini anti-covid e alle incongruenze in diverse scelte di gestione della pandemia, \u00e8 ancora pi\u00f9 necessario invertire drasticamente la tendenza.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 necessario scardinare una volta per tutte la contrapposizione \u2013 questa s\u00ec, davvero anti-scientifica \u2013 tra posizioni ufficiali e \u201ccomplottismo\u201d, da cui tutti abbiamo da perdere: pro-, free- e no-vax. E non perch\u00e9 il complottismo non esista, ma perch\u00e9 non pu\u00f2 essere usato come arma politica per silenziare il dissenso.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 ora di trovare il coraggio di trattare finalmente i cittadini come adulti, esigendo un dibattito davvero pluralista, approfondito ed esaustivo sui <em>media<\/em> e coinvolgendoli in percorsi partecipativi e di confronto in cui le tesi inattendibili possano venire rigettate in maniera condivisa e attraverso la partecipazione si pongano le basi di una ri-legittimazione delle istituzioni stesse (ndr: che si muovono attualmente fuori da ogni legalit\u00e0)<\/p>\n<p><em>Elisa Lello<\/em><\/p>\n<p>Note<\/p>\n<p>1\u0002 Demos &amp; pi. Atlante politico n. 90, ottobre 2020, http:\/\/www.demos.it\/a01775.php<\/p>\n<p>2\u0002 Cfr. Giacomo Salvini, La seconda pandemia: il boom negazionista, su \u201cIl Fatto Quotidiano\u201d, 21\/11\/2020.<\/p>\n<p>3\u0002 Presentati in Elisa Lello, Populismo anti-scientifico o nodi irrisolti della biomedicina? Prospettive a confronto intorno al movimento free vax, Rassegna Italiana di Sociologia, n. 3\/2020, pp. 479-507.<\/p>\n<p>4\u0002 Adottando criteri e terminologia di Attwell, K., Smith, D.T. (2017) Parenting as politics: social identity theory andvaccine hesitant communities, in \u00abInternational Journal of Health Governance\u00bb, 22, 3, pp. 183-98.<\/p>\n<p>5\u0002\u0002 Per esempio: Gesser-Edelsburg, A., Shir-Raz, Y., Green, M.S. (2016) Why do parents who usually vaccinate their children hesitate or refuse? General good vs. individual risk, in \u00abJournal of Risk Research\u00bb, 19, 4, pp. 405-24; Smith, P.J., Chu, S.Y., Barker, L.E. (2004) Children who have received no vaccines: who are they and where do they live?, in \u00abPediatrics\u00bb, 114, 1, pp. 187-95.; Wei, F., Mullooly, J.P., Goodman, M., McCarty, M.C., Hanson, A.M., Crane, B.,<\/p>\n<p>Nordin, J.D. (2009) Identification and characteristics of vaccine refusers, in \u00abBMC Pediatrics\u00bb, 9, 18, pp. 1-9.; Anello, P., Cestari, L., Baldovin, T., Simonato, L., Frasca, G., Caranci, N., Pascucci, M.G., Valent, F., Canova, C. (2017) Socioeconomic factors influencing childhood vaccination in two northern Italian regions, in \u00abVaccine\u00bb, 35, 36, pp. 4673-80; Grignolio, A. (2016) Chi ha paura dei vaccini?, Torino, Codice Edizioni; Reich, J.A. (2014) Neoliberal Mothering and Vaccine Refusal: Imagined Gated Communities and the Privilege of Choice, in \u00abGender and Society\u00bb, 28, pp. 679-704.<\/p>\n<p>6\u0002 Kahneman, D. (2012) Pensieri lenti e veloci, Miliano, Mondadori.<\/p>\n<p>7\u0002 Cfr. Grignolio (2016), cit.<\/p>\n<p>8\u0002 Goldenberg, M. (2016) Public Misunderstanding of Science? Reframing the Problem of Vaccine Hesitancy, in \u00abPerspectives on Science\u00bb, 24, 5, pp. 552-81.<\/p>\n<p>9\u0002 Coniglione, F., eds. (2010) Through the Mirrors of Science. New Challenges for Knowledge-based Societies, Ontos Verlag, Heusenstamm.<\/p>\n<p>10\u0002 Cfr. Nyhan, B., Reifler, J., Richey, S. e Freed, G.L. (2014) Effective messages in vaccine promotion: a randomized trial, in \u00abPediatrics\u00bb, 133, 4, 835-42; Atwell e Smith (2017) cit.<\/p>\n<p>11\u0002 Pariser, E. (2011) The Filter Bubble: What The Internet Is Hiding From You, New York: The Penguin Press.<\/p>\n<p>12\u0002 Come mostrano anche Quintero Johnson, J., Sionean, C., Scott, A.M. (2011) Exploring the presentation of news information about the HPV vaccine: a content analysis of a representative sample of US newspaper articles, in \u00abHealth Communication \u00bb, 26, 6, pp. 491-501.<\/p>\n<p>13\u0002 Bodemer, N., M\u00fcller, S.M., Okan, Y., Garcia-Retamero, R., Neumeyer-Gromen, A. (2012) Do the media provide transparent health information? A cross-cultural comparison of public information about the HPV vaccine, in \u00abVaccine\u00bb, 30, 25, pp. 3747-56.<\/p>\n<p>14\u0002 2016, cit.<\/p>\n<p>15\u0002 Cfr. Lyons-Weiler, J., Thomas, P. (2020) Relative Incidence of Office Visits and Cumulative Rates of Billed Diagnoses Along the Axis of Vaccination, in \u00abInternational Journal of Environmental Research and Public Health\u00bb 22;17(22):8674, e Hooker, B.S., Miller, N.Z. (2020) Analysis of health outcomes in vaccinated and unvaccinated children: Developmental delays, asthma, ear infections and gastrointestinal disorders, in \u00abSAGE Open Medicine\u00bb, 27;8:2050312120925344.<\/p>\n<p>16\u0002 Cfr. Cavicchi, I. (2010) Medicina e societ\u00e0: snodi cruciali, Bari, Dedalo.<\/p>\n<p>FONTE https:\/\/comune-info.net\/complottismo-e-dissenso\/<\/p>\n<p><iframe title=\"POST-TRUTH, La verit\u00e0 non \u00e8 mai stata cos\u00ec falsa&quot; . CAPITOLO 1 di 6 (La prospettiva)\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RY0fpZHcVPc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>28 Febbraio 2021<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nogeoingegneria.com\/opinioni\/se-i-complottisti-amano-la-scienza-amano-il-pensiero-attivo\/?fbclid=IwAR27-7X3lTr_YciKDuwQQc3fQsBKiPbfK3suXgom2NI-OEa9MR8Xr5w1GQ0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono tempi difficili per coltivare pensiero critico. Si d\u00e0 per scontato, ad esempio, che chiunque esprima valutazioni critiche, pur di tipo differente, circa la lettura della pandemia appartenga alla schiera dei complottisti. Altrettanto scontato appare che queste opinioni, che vengono ridicolizzate e criminalizzate, siano frutto di ignoranza quando non di idiozia. Intanto, si riafferma un\u2019idea [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":46814,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903,5166],"tags":[1095,882,851,201],"class_list":["post-46807","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","category-cultura-e-scienza","tag-complottismo","tag-covid-19","tag-evidenza","tag-vaccini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46807"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46807\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46814"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}