{"id":47177,"date":"2021-03-05T15:39:50","date_gmt":"2021-03-05T14:39:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=47177"},"modified":"2021-03-09T16:48:33","modified_gmt":"2021-03-09T15:48:33","slug":"la-societa-antitetica-e-il-suo-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-societa-antitetica-e-il-suo-destino\/","title":{"rendered":"La societ\u00e0 antitetica e il suo destino"},"content":{"rendered":"<p>Nella sua genesi e nella sua evoluzione la societ\u00e0 umana \u00e8 un processo di scissione dell\u2019insieme, che inizia con la separazione dalla natura e prosegue con la conflittualit\u00e0 all\u2019interno di una lunga catena di divisioni antitetiche, che di volta in volta determinano le dinamiche di forza e le rispettive configurazioni di ordinamento sociale. Alla luce della conoscenza antropologica, l\u2019antica massima<em> \u201cdivide et impera\u201d<\/em> appare non solo come uno strategico espediente del modo di governare le moltitudini, ma come l\u2019elemento fondante della conoscenza della natura umana, della sua innata dicotomia presente gi\u00e0 nell\u2019anatomia del suo organo di comando &#8211; il cervello, nettamente diviso in emisferi destro e sinistro. Un particolare anatomico che ha indotto lo psichiatra svizzero <strong>E. Bleuler<\/strong> (1857-1939) a coniare il termine schizofrenia (dal greco schizo- diviso, fr\u00e8n- cervello) per indicare i disturbi dissociativi pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 noto che la capacit\u00e0 di linguaggio e della percezione immediata degli stimoli risiede nella parte destra, mentre quella della logica e dell\u2019elaborazione analitica &#8211; in quella sinistra, per cui il funzionamento ottimale del cervello viene garantito dalla connettivit\u00e0 plastica e dinamica fra i due emisferi. La spiegazione clinica sulle cause della schizofrenia rimane tutt\u2019oggi vaga e incerta, anche se i modelli descrittivi delle varie scuole psicologiche e neurologiche forniscono lo stesso elenco per quanto riguarda i sintomi: difficolt\u00e0 emotiva e mancanza di reattivit\u00e0; appiattimento affettivo e associazione ridotta di pensieri e idee; idee fisse e pensieri ossessivi; apatia e depressione; allucinazioni e delirio; aumentata aggressivit\u00e0 e propensione all\u2019autolesionismo. E\u2019 molto indicativa la scelta della scuola giapponese di dare un nome pi\u00f9 moderato alla schizofrenia chiamandola <em>\u2018disturbo di integrazione\u2019<\/em>, ma in questo modo la schizofrenia si avvicina molto agli standard di normalit\u00e0, perch\u00e9 viene a indicare la diffusa incapacit\u00e0 della cognizione umana di elaborare un contesto e di integrare i vari aspetti della realt\u00e0, compresi se stessi, in un quadro simmetrico e coerente. La vaga conoscenza delle cause della schizofrenia porta a pensare che la schizofrenia potrebbe essere innata (originaria), ma anche successivamente indotta (acquisita) attraverso apposite tecniche di comunicazione, tecniche di dissociazione che impoveriscono il linguaggio, e da l\u00ec portano a una frammentazione cognitiva con i conseguenti disturbi del comportamento, indicativi della schizofrenia clinica.<\/p>\n<p>In teoria, la dicotomia dell\u2019essere umano sarebbe funzionale alla sua evoluzione a condizione che da una divisione antitetica si procedesse ad un sempre pi\u00f9 elevato grado di unitariet\u00e0. Da questo ordine di logica nasce anche il concetto di <strong>Platone<\/strong> di <em>dialektik\u00e8<\/em> (l\u2019arte di dialogare) per dare merito non solo all\u2019abilit\u00e0 di argomentare e di discutere (logica e retorica), ma anche alla capacit\u00e0 di creare un\u2019unione fra tesi e antitesi, fra gli opposti che nel confronto si integrano per raggiungere la qualit\u00e0 di una nuova sintesi. Ma bench\u00e9 questo tipo di dialettica pu\u00f2 appartenere alla dimensione interiore\/intellettiva dell\u2019individuo (solitamente \u00e8 nel pensiero che si compie), la dimensione sociale rimane dominata dalla separazione e dal costante antagonismo fra le parti, tanto \u00e8 che fin dall\u2019antichit\u00e0 il <em>polemos<\/em> (scontro, guerra) \u00e8 stato elevato a principio ontologico: il motore provvidenziale che genera e spinge in avanti l\u2019andamento della storia.<\/p>\n<p>Sembra un paradosso che il processo che definiamo <em>\u2018storia della civilt\u00e0\u2019<\/em>, ossia l\u2019accrescimento delle capacit\u00e0 di organizzazione sociale, possa scaturire dalla divisione e dalla riduzione dell\u2019informazione confluente nella societ\u00e0, di quel farsi parte dell\u2019intero per opporsi al resto, ma bisogna accettare la premessa che la fenomenologia umana sfugge alle leggi che governano i sistemi naturali. Mentre in natura, in biologia, osserviamo un processo di ascensione olistica (gli stormi di uccelli, ad es.), dove la maggior complessit\u00e0 determina anche la migliore funzionalit\u00e0 e auto-organizzazione dei sistemi, i sistemi umani rischiano continuamente il caos e l\u2019entropia ogni qualvolta ci sia un ampliamento della rete di interazioni, per cui, ai fini di stabilire un equilibrio, a una maggiore complessit\u00e0 quantitativa deve corrispondere un maggior numero di divisioni e di frammentazioni qualitative. L\u2019esigenza di normare, schedare, classificare la realt\u00e0 per separazione riguarda tutte le sfere di competenza sociale: da quella politica, economica, istituzionale, commerciale a quella culturale e quella della conoscenza scientifica che abbonda di frazionamenti specialistici. Ma l\u2019esigenza di classificare, di creare categorie e profili investe in particolar modo la sfera psicologica, dove ha luogo l\u2019elaborazione delle emozioni e della paura, ed \u00e8 proprio nel campo psicologico che si colloca l\u2019ultima divisione che ha interessato e segnato in modo radicale la societ\u00e0, e che andr\u00e0 a fare parte dei manuali di studio \u2013 la divisione originata dalla gestione della pandemia da covid19.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"psicologia\",\n\tdefaulttipo : \"Libri\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><br \/>\nIn realt\u00e0, molto prima della scoperta della schizofrenia (la prima casistica risale alla fine del Settecento) il potere aveva gi\u00e0 imparato a usare la divisione fra i sudditi per imporre in maniera incontrastabile il proprio dominio. Forse per i potenti non \u00e8 stato mai un segreto il fatto che contrapporre continuamente gli individui fra di loro li rende molto pi\u00f9 vulnerabili, suscettibili e debilitati nella capacit\u00e0 di pensare e di opporre resistenza al potere, e che solo in questo modo loro, i potenti, potevano permettersi di dominare le moltitudini avendo una quantit\u00e0 numerica infinite volte inferiore al numero dei sudditi. Non \u00e8 escluso che la celebre locuzione latina \u201cdividi e impera\u201d fosse la sintesi di una conoscenza gi\u00e0 acquisita sulla natura umana. La psiche umana entra in crisi non soltanto quando l\u2019unit\u00e0 mentale viene costretta alla scelta fra due qualit\u00e0 opposte senza la possibilit\u00e0 di integrarle, ma anche quando la mente non riesce a connettere in modo armonioso le parti del corpo e a integrare fra loro i diversi livelli energetici che lo compongono, da dove ne consegue anche l\u2019incapacit\u00e0 di relazionarsi con il mondo circostante (la natura), nonch\u00e9 con i propri simili. Questa problematicit\u00e0 forse ha le sue radici nella contrapposizione pi\u00f9 antica e invalidante \u2013 quella fra uomini e donne, imposta ad opera di religioni monoteiste e veicolata da modelli culturali fino ai nostri giorni.<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni, alla ben consolidata binariet\u00e0 politica fra destra e sinistra (che permane formalmente anche quando le rispettive forze politiche diventano interscambiabili o allineate nelle azioni) \u00e8 stata aggiunta una sempre pi\u00f9 drastica spaccatura verticale (economica) fra ricchi e poveri, mentre su piano orizzontale (consuetudinario) in tanti luoghi del mondo sono aumentati i conflitti di ordine religioso e culturale, contrapponendo le rispettive frazioni e popolazioni anche su piano geopolitico. La fedelt\u00e0 a un partito politico, che spesso riflette una radicata identificazione ideologica, anche se pretende di essere un\u2019acquisizione culturale ricorda molto la tifoseria sportiva e fa capire che il problema di base \u00e8 il bisogno di assecondare una separazione interiore, giustificando questa pulsione con l\u2019esistenza di un avversario, di un nemico. Nella societ\u00e0 occidentale, parallelamente alle vecchie divisioni partitiche e ideologiche, negli ultimi anni si sono sovrapposte nuove contrapposizioni di ordine politico-culturale, come quella fra <em>globalismo (mondialismo)<\/em> e <em>antiglobalismo (sovranismo)<\/em> &#8211; a seconda dei riferimenti valoriali, e non solo territoriali; quella fra <em>complottismo e anticomplottismo<\/em> &#8211; a seconda del grado di fiducia nelle autorit\u00e0 e le fonti ufficiali; e, nel contesto dell\u2019attuale emergenza sanitaria, quello fra credulit\u00e0 e negazionismo &#8211; a secondo dell\u2019adesione o meno alla narrazione ufficiale della pandemia e l\u2019interpretazione dei rispettivi dati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__il-meglio-di-te-con-il-coaching-antonella-rizzuto.php?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/m\/meglio-coaching-728x90.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tuttavia, non possiamo non riconoscere il primato in tema di divisione sociale al dominante pensiero unico, quello del <em>\u2018politicamente corretto\u2019<\/em> &#8211; antitesi del pensiero empirico e oggettivo, con la strumentale elaborazione di una <em>neo-lingua<\/em> che, nell\u2019impossibilit\u00e0 di cambiare le evidenze, cambia la narrazione e la stessa percezione della realt\u00e0, compresa quella storica. Si tratta di una versione pi\u00f9 sofisticata della ben conosciuta propaganda politica della sinistra, alla cui metodologia \u00e8 stata ispirata anche la rappresentazione mediatica dell\u2019ultima pandemia &#8211; evento comunicato maggiormente con le tecniche di persuasione di un\u2019ideologia che con l\u2019illustrazione realistica e scientifica dei dati empirici. Il pensiero politicamente corretto &#8211; che trae origini dal decostruttivismo francese degli anni 70, approdato e lievitato negli Stati Uniti per ritornare poi nell\u2019Europa a partire dagli anni \u201890 &#8211; arriva alle sue massime espressioni quando, per colmare il proprio vuoto ideologico, la cultura di sinistra si concentra principalmente sulle questioni biologiche di razza e di identit\u00e0 sessuale. Promuovendo attivamente la piattaforma gender, il <em>\u2018politicamente corretto\u2019<\/em> riesce a creare una contrapposizione quasi belligerante fra la sessualit\u00e0 etero e la sessualit\u00e0 homo, cercando di svantaggiare la prima e a favorire il dominio culturale della seconda. A questo viene aggiunta la sistematica colpevolizzazione dell\u2019uomo bianco, a cui viene imposta l\u2019autoflagellazione per lo stesso fatto di essere nato bianco, creando, attraverso le premesse antirazziste, un esasperato razzismo all\u2019inverso &#8211; tendenza che porter\u00e0 progressivamente la societ\u00e0 occidentale a un inedito declino antropologico.<\/p>\n<p>A questo quadro si aggiunge la divisione, che forse possiamo definire una vera e propria biforcazione antropologica, creata dall\u2019ultimo \u2018evento trasformativo\u2019 &#8211; quello della pandemia. Le misure restrittive di diritti e libert\u00e0, imposte a causa dell\u2019emergenza, hanno delineato fin da subito la spaccatura fra le due principali tipologie psicosomatiche &#8211; quella di chi \u00e8 maggiormente ansioso e soggetto alla paura e al panico, e quindi anche al condizionamento da parte delle autorit\u00e0, e quella di chi usa maggiormente il discernimento e lo scetticismo nei confronti dell\u2019informazione <em>mainstream<\/em>, cos\u00ec come dell\u2019operato delle autorit\u00e0 governative, in particolare modo quando queste ultime dimostrano una palese incoerenza fra parole e azioni. Il senso critico di chi usa la ragione e l\u2019approccio razionale per valutare i vari contesti lo rende incompatibile con chi prende per veritieri ogni messaggio e decisione provenienti dalle autorit\u00e0 solo perch\u00e9 ha bisogno di credere nella loro bont\u00e0, come in una specie di pensiero magico che attenui la sua ansia e l\u2019angoscia del futuro.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima categoria \u00e8 rappresentata in gran parte sia da persone ipocondriache, che in assenza di un\u2019epidemia sfogherebbero la propria ansia su altri aspetti della salute, che da persone che nutrano un\u2019incondizionata fiducia nelle istituzioni e nel paradigma scientifico dominante, prendendo per benefico tutto ci\u00f2 che ne deriva, senza porsi mai la questione dell\u2019utilit\u00e0, della sicurezza o dell\u2019aspetto etico delle nuove conquiste tecno-scientifiche. Tale divario \u00e8 ulteriormente aggravato dalla campagna vaccinale presentata dalle autorit\u00e0 sanitarie e dai media come l\u2019unico contrappeso all\u2019epidemia &#8211; il nuovo imperativo che vede la categoria degli obbedienti ad aderire prontamente anche ai dettami di obbligatoriet\u00e0 vaccinale, senza prendere in minima considerazione il fatto degli enormi profitti economici lucrati dall\u2019industria farmaceutica, e nemmeno il fatto dei pericoli, accertati e sconosciuti, di un trattamento vaccinale dichiarato sperimentale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__vera-guarigione-anima-tenzin-wangyal-rinpoche.php?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/g\/guarire-anima-728x90.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma il problema di tale divisione sociale \u00e8 ben pi\u00f9 complesso, perch\u00e9 se in una emergenza sanitaria di origini accidentali\/naturali la divisione fra le varie tipologie psicologiche si sarebbe attenuata in una reciproca tolleranza nel nome della convivenza, in una pandemia che si preannuncia come il paradigma della societ\u00e0 futura, per cui siamo stati avvertiti fin da subito che <em>\u201cnulla sar\u00e0 come prima\u201d<\/em>, tale compromesso non \u00e8 possibile come soluzione. Nel verificarsi degli estremi di una dittatura sanitaria, la convivenza fra chi, per paura o altri motivi, si affida ciecamente alle autorit\u00e0 obbedendo prontamente a ogni ordine e chi, invece, si fida della propria ragione, non pu\u00f2 avere luogo, perch\u00e9 questo comporterebbe che le persone di buon senso, emancipate nel pensiero, rischiassero di essere definite clinicamente pazzi, cio\u00e8 la non normalit\u00e0, con le conseguenti discriminazioni e segregazione sociale a loro carico.<\/p>\n<p>A differenza di altre dinamiche sociali, nell\u2019attuale divisione creata dall\u2019evento della pandemia ci troviamo di fronte non solo a due modelli diversamente imperniati nella percezione della realt\u00e0, ma al tentativo di una scissione anomala, con cui alcuni gruppi d\u2019interesse &#8211; politici ed economici &#8211; cercheranno di rovesciare totalmente l\u2019equilibrio sociale, collocando i dissidenti, i non allineati, nella posizione che fin ora era considerata clinicamente problematica &#8211; quella, appunto, degli psicotici, degli ipocondriaci, degli ossessionati del controllo (che sfocia in dispotismo), dei propensi alla sottomissione psicologica e alla chiusura fisica, avendo come motivazione e giustificazione il fatto del permanente pericolo sanitario, astutamente alimentato da media ed esperti di ambigua onest\u00e0 professionale.<\/p>\n<p>Si tratta dell\u2019imminente pericolo che il disturbo psichico e la sottomissione incondizionata alle autorit\u00e0 diventino la norma, la normalit\u00e0, e non pi\u00f9 la deviazione, e purch\u00e9 ci\u00f2 non accada, bisogna che l\u2019attuale conflitto sociale si sposti sul piano giuridico, riabilitando princ\u00ecpi costituzionali e di diritto internazionale, o quanto meno cercando soluzioni nel creare ordini di societ\u00e0 parallele indipendenti fra di loro. Quest\u2019ultima \u00e8 la tendenza che sta prendendo forma nella societ\u00e0 statunitense, dove i contrasti fra i due schieramenti politici, portatori di valori e di visioni del mondo essenzialmente antitetiche, sono sempre pi\u00f9 strutturati in separazioni amministrative e territoriali. Bisogna riconoscere che la societ\u00e0 occidentale si fa sempre pi\u00f9 invivibile e distopica nelle sue molteplici scissioni, e se non dovesse essere riportata a quell\u2019equilibrio sociale garantito dai sacrosanti principi di pluralismo, diritto di autodeterminazione, libert\u00e0 d\u2019espressione, autonomia d\u2019impresa e procedure democratiche, ogni complementariet\u00e0 antitetica sar\u00e0 irrecuperabile, per cui la conflittualit\u00e0 assumer\u00e0 sempre pi\u00f9 le forme ad oltranza, quelle di uno scontro escatologico.<\/p>\n<p><em>Zory Petzova<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sua genesi e nella sua evoluzione la societ\u00e0 umana \u00e8 un processo di scissione dell\u2019insieme, che inizia con la separazione dalla natura e prosegue con la conflittualit\u00e0 all\u2019interno di una lunga catena di divisioni antitetiche, che di volta in volta determinano le dinamiche di forza e le rispettive configurazioni di ordinamento sociale. 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