{"id":50185,"date":"2021-04-13T21:04:35","date_gmt":"2021-04-13T19:04:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=50185"},"modified":"2021-04-20T09:25:08","modified_gmt":"2021-04-20T07:25:08","slug":"la-resurrezione-delluomo-nellantroposofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-resurrezione-delluomo-nellantroposofia\/","title":{"rendered":"La Resurrezione dell\u2019uomo nell\u2019Antroposofia"},"content":{"rendered":"<p>I grandi miti della creazione, di cui oggi noi abbiamo memoria, raccontano della creazione dell\u2019uomo celeste e dell\u2019uomo terrestre. Tutti si concludono nella resurrezione dell\u2018uomo nell\u2019Antroposofia.<br \/>\nDalla luce e dalla parola \u00e8 sorto l\u2019uomo celeste.<br \/>\nDio disse: sia la luce.<br \/>\nE disse: lasciate che facciamo l\u2019uomo.<br \/>\nEd Egli lo cre\u00f2 a propria immagine, lo cre\u00f2 maschile e femminile, come androgino, come essere che riuniva in se entrambi i sessi, che non era n\u00e9 maschile n\u00e9 femminile.<br \/>\nIn principio era il Logos, la parola.<br \/>\nE la parola fu la vita e la luce.<br \/>\nTutto \u00e8 sorto dalla parola, anche l\u2019uomo, intessuto di parola e di luce.<br \/>\nIl suo corpo consisteva di luce e la parola lo animava.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-50528\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/grun-174x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"902\" height=\"1555\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei miti il discorso riguarda l\u2019uomo celeste, il <em>Makroanthropos<\/em> che viveva nella luce e nella saggezza divina, dalla quale egli era scaturito. Egli era pieno della saggezza degli Dei che avevano parlato gli uni con gli altri e nella misura in cui avevano parlato tra loro, avevano generato la propria immagine; questa immagine era l\u2019uomo.<br \/>\nAnche il Logos, dal quale l\u2019uomo fu generato, fu ci\u00f2 che all\u2019inizio parl\u00f2.<br \/>\nIl Logos era presso Dio ed era un Dio; o era come Dio.<br \/>\nInfatti egli sorse quando Dio espresse verbalmente il Suo proprio essere.<br \/>\nE nella misura in cui Egli espresse il proprio essere, il Logos divenne l\u2019immagine di questo essere a sua volta.<br \/>\nEsprimendo, in effetti. proprio la parola di Dio.<br \/>\nLa parola era espressa dall\u2019essere di Dio, era presso Dio ed era la Sua immagine parlante.<br \/>\nEsso era come Dio ma non era esattamente come Lui perch\u00e9 era il Suo essere espresso a differenza dell\u2019essere non pronunciato. Nel Logos, nel parlare di Dio, si dispieg\u00f2 la creazione.<br \/>\nDall\u2019Uno deriv\u00f2 il molteplice, ma il molteplice era solo l\u2019Uno espresso come la pienezza del Suo essere, schiumando via inesauribile.<\/p>\n<p>Tutte le determinazioni esistenti dell\u2019essere, dapprima celate nell\u2019unit\u00e0 non espressa o anche che non esistevano perch\u00e9 non erano espresse o pronunciate, non erano entrate a far parte della manifestazione, comparvero nella luce e formarono il mondo, la creazione, in una molteplicit\u00e0 enorme ed infinita delle loro contraddizioni.<br \/>\nL\u2019uomo celeste era eterno poich\u00e9 il suo corpo era intessuto di luce.<br \/>\nEra saggio quest\u2019uomo, era animato dalla saggezza delle potenze creatrici.<br \/>\nUn\u2019immagine di Dio, tuttavia semplicemente un\u2019immagine.<br \/>\nAnche dell\u2019insorgenza dell\u2019uomo terrestre parla il mito della creazione.<br \/>\nE Dio, il Signore Jahve, prese polvere della terra e da essa cre\u00f2 l\u2019essere umano. Anche quest\u2019uomo, l\u2019uomo terrestre di carne, fu all\u2019inizio androgino ma Jahve cre\u00f2 anche una compagna nel senso che prese una costola da lui e cre\u00f2 una seconda immagine, che era simile alla prima ma si distingueva dalla prima. Ora c\u2019erano due sessi che dovevano moltiplicarsi, non era l\u2019uomo celeste che si moltiplic\u00f2 sessualmente ma l\u2019uomo terrestre. L\u2019uomo celeste, l\u2019uomo che era tessuto dalla luce, che il Logos aveva animato, non aveva bisogno di moltiplicarsi perch\u00e9 era gi\u00e0 moltiplicato. In lui viveva la pienezza dell\u2019essere umano e comprendeva l\u2019umanit\u00e0 in se, non conosceva nessun inizio al di fuori del suo inizio in Dio e nessuna fine poich\u00e9 non era mai uscito dal regno delle schiere celesti degli Elohim, del Logos, ma viveva in loro ed era una parte di loro.<\/p>\n<p>Come entr\u00f2 l\u2019uomo celeste nell\u2019uomo terrestre?<br \/>\nQuando Jahve alit\u00f2 nel corpo di polvere un\u2019anima con il respiro, l\u2019essere umano celeste entr\u00f2 nel terrestre. Prima in Adamo, colui che era stato tratto dalla terra, poi, dopo la sua separazione, anche in Eva.<br \/>\nE poi sorse il linguaggio terrestre. Anche quello all\u2019inizio era un\u2019immagine del celeste poich\u00e9 l\u2019essere umano poteva dare il nome a tutti gli esseri. Ed entrambi vennero posti nel Paradiso, il Giardino dell\u2019Eden, l\u2019immagine terrestre del cielo, in cui l\u2019uomo celeste aveva vissuto prima che Jahve avesse creato la sua immagine terrestre che fu terminata dopo che entrambi i sessi, che l\u2019uomo celeste portava in se come androgino, vennero espulsi da lui e comparvero uno davanti all\u2019altro. Erano nudi e senza colpa, essi vagavano nel Paradiso in una pace celeste fra tutte le creature.<br \/>\nIn questo Paradiso c&#8217;erano due alberi, quello della vita e quello della conoscenza.<br \/>\nVenne stabilito un divieto di mangiare dall\u2019albero della conoscenza poich\u00e9 la conoscenza avrebbe distrutto l\u2019armonia del Paradiso. La conoscenza avrebbe portato alla duplicit\u00e0, certo era come uno specchio che cre\u00f2 una specie di doppio con l\u2019immagine di ci\u00f2 che gi\u00e0 era, falsit\u00e0 nella verit\u00e0 poich\u00e9 essa specchiava qualcosa che non era, che non poteva essere nella misura in cui essa suggeriva di essere ci\u00f2 che non era. La proibizione di mangiare dall\u2019albero della conoscenza, non sarebbe diventato un problema se non si fosse risvegliata la tentazione nell\u2019anima di Eva. Lei era ricettiva per l\u2019ispirazione dello spirito, accolse i pensieri del serpente che le promise di diventare come Dio. Lo spirito di negazione, che continuamente nega, che vuole sempre il male e tuttavia crea il bene, doveva operare affinch\u00e9 l&#8217;immagine generale dell&#8217;essere umano potesse diventare l&#8217;essere umano individuale che si forma nell&#8217;altro, l&#8217;immagine dell&#8217;essere formante se stesso.<br \/>\nIl serpente immise la brama della conoscenza nell\u2019anima dell\u2019uomo.<br \/>\nE questa brama si rivolse alla conoscenza nella misura in cui gust\u00f2 del frutto di quell\u2019albero. Improvvisamente i loro occhi si aprirono, lei riconobbe di essere nuda e si vergogn\u00f2. Fino a che l\u2019uomo celeste non riconobbe come tale il terrestre nel terrestre, non si vergognava. Infine vide che esso si distingueva da s\u00e9. Non era pi\u00f9 androgino, stato che, quindi, comprendeva ogni polarit\u00e0, libero da separazione in due, ma entrato nella separazione, sdoppiato, imperfetto; certo era ancora un immagine di Dio ma un\u2019immagine imperfetta che era vittima di contrasto e contraddizione.<br \/>\nCi\u00f2 che uno portava in s\u00e9, non lo portava pi\u00f9 l\u2019altro in s\u00e9 e viceversa.<br \/>\nCi\u00f2 che uno poteva, l\u2019altro non era pi\u00f9 in grado di farlo. Uno era un vaso, l\u2019altro era acqua, uno generava, l\u2019altro accoglieva. L\u2019uomo terrestre cadde a causa della conoscenza per il fatto che egli si avvolse delle ombre che egli stesso aveva creato attraverso il doppio che stava vicino a lui fuori del Paradiso.<br \/>\nIl doppio della conoscenza era quello che port\u00f2 in basso l\u2019uomo e Jahve li scaccio dal Paradiso e li vest\u00ec di pelli e ordin\u00f2 loro di seminare la terra e di raccogliere col sudore della loro fronte.<br \/>\nDavanti all\u2019ingresso del giardino dell\u2019Eden, fa la guardia un cherubino, si dice.<br \/>\nPresto arrivarono Caino ed Abele, i fratelli differenti, nel mondo aldil\u00e0 del Paradiso e ci fu il primo omicidio.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4650.html?_=1618276736\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Con la conoscenza la perdita del Paradiso, l\u2019uomo caduto nella separazione sessuale, si vide sottrarre anche l\u2019accesso all\u2019albero della vita.<br \/>\nCertamente poteva ancora trasmettere la vita ma non era la vita celeste.<br \/>\nEgli generava immagini mortali di se stesso. Divenne mortale, malattia, vecchiaia e morte lo colpirono. Non visse pi\u00f9 eternamente ma solo nelle generazioni che derivavano dalla sua procreazione.<br \/>\nL\u2019uomo terrestre; non per\u00f2 quello celeste, quello il cui corpo fu generato dal soffio di polvere.<br \/>\nTuttavia egli dimentic\u00f2 se stesso, si impigli\u00f2 nelle immagini speculari della conoscenza e dimentic\u00f2 chi era.<br \/>\nCon la cacciata dal Paradiso e il risveglio nel mondo delle ombre, fu aperto quel vaso di Pandora da cui, con violenza, si scagliarono fuori tutti i mali che poi piagano l\u2019uomo da allora.<br \/>\nCon la moltiplicazione sorse separazione su separazione.<br \/>\nIl primo fratricidio ebbe luogo di seguito cos\u00ec come da generazioni.<br \/>\nProseguono omicidi su omicidi fra fratelli poich\u00e9 tutte le generazioni derivarono dalla prima e si generarono delle linee ereditarie, dei ceppi, dei popoli, delle razze. E tutte si fecero la guerra tra loro. Alla fine arriv\u00f2 il diluvio e il primo tentativo di rinnovamento del mondo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec racconta il mito.<br \/>\nIl mito non racconta qualcosa del passato ma del presente, infatti fu raccontato come avvenimento del passato ma si cela esotericamente come segreto nel nostro presente.<br \/>\nNoi dobbiamo aprire nuovamente gli occhi per vedere.<br \/>\nTutti possediamo questi occhi.<br \/>\nLa Genesi \u00e9 una descrizione della condizione del nostro mondo, non una fiaba per terrorizzare i bambini.<br \/>\nIl mondo \u00e8 dominato da morte, odio, invidia, brama e menzogna.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/__libri\/_spiritualita\/?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/b\/banner3_spiritualita_728x90.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Questo lo riconobbe anche Buddha.<br \/>\nPerci\u00f2 insegn\u00f2 di una via della liberazione che si basava sull\u2019osservare consapevolmente gli inganni del mondo delle ombre. Aprite i vostri occhi, disse egli, affinch\u00e9 conosciate che brama ed odio derivano soltanto dalla cecit\u00e0 che tutto si manifesta come un\u2019apparenza non appena voi vi liberate dalle illusioni di questo mondo speculare. Liberatevi dai desideri della carne, liberatevi alla fine dalla carne e troverete la vostra salvezza.<\/p>\n<p>Ma il mito contiene anche dell\u2019altro.<br \/>\nContiene il messaggio di speranza e di fiducia in mezzo all\u2019accecamento ed alla morte.<br \/>\nPerch\u00e9 la Parola divenne carne. Il Logos divenne uomo. Qui non viene raccontata quella storia che noi abbiamo appena sentito. Non la storia del primo diventare uomo di Dio nella creazione, ma la storia della sua seconda occasione di essere divenuto uomo. Poich\u00e9 Dio mand\u00f2 Suo figlio per salvare questa umanit\u00e0 diventata terrestre che cadde nella lotta e nell\u2019odio, che era perseguitata da un dolore infinito, che si era tirata addosso impigliandosi da se stessa nel mondo delle ombre.<\/p>\n<p>Il Logos divenne uomo ed abit\u00f2 in mezzo a noi in tutta la Sua maest\u00e0 e la maest\u00e0 dell\u2019unico Figlio che viene dal Padre pieno di grazia e di verit\u00e0.<br \/>\nQuesto Logos che divenne uomo fu la vera luce che pot\u00e9 illuminare tutti gli esseri umani.<br \/>\nEra la luce e la vita da cui il mondo era sorto.<br \/>\nVenne nella sua propriet\u00e0 e diede a ciascuno la potenza di diventare figlio di Dio, di diventare Dio rinato.<br \/>\nQuel Logos che era sorto dall\u2019uomo come essere celeste, intessuto da saggezza della parola e della luce, si riveste di un corpo immortale, vivendo nella pienezza del vivente, nella saggezza vivente e creatrice delle schiere celesti, quel Logos che sintetizz\u00f2 in s\u00e9 quell\u2019essere celeste che era la Sua immagine archetipica, la Sua origine, Suo padre, divenne figlio, divenne carne, si incarn\u00f2. Per volont\u00e0 dell\u2019uomo, indifferentemente si trattasse di uomo o donna, giudeo, pagano oppure greco.<\/p>\n<p>Venne per reintegrare quella originaria integrit\u00e0 dell\u2019uomo celeste nell\u2019uomo terrestre.<br \/>\nPer poter erigere di nuovo l\u2019immagine di Dio nella Sua maest\u00e0, per accendere la luce della vera conoscenza all\u2019interno del mondo delle ombre, per ricordare ai figli di Dio il loro vero essere. Egli penetr\u00f2 nel mondo della carne, divenne carne. Prese la morte su di s\u00e9, la sub\u00ec per poterla superare.<br \/>\nSolo chi muore pu\u00f2 risorgere.<br \/>\nLetteralmente e metaforicamente.<br \/>\nSolo chi \u00e9 ammalato pu\u00f2 essere guarito, solo chi depone il corpo terrestre pu\u00f2 far procedere da esso il suo corpo celeste.<br \/>\nIl Logos, da cui era sorta tutta la vita e tutta la luce, venne; la pienezza della vita venne per riversare fuori di s\u00e9, in una umanit\u00e0 che si stava rinsecchendo, per piantare in essa il seme della resurrezione. E coloro nelle cui anime il seme cadde in un terreno fruttuoso, fiorirono. In loro si accese la luce di una conoscenza superiore.<br \/>\nLa conoscenza dello spirito e pi\u00f9 forte della carne, l\u2019amore \u00e8 pi\u00f9 potente della morte.<br \/>\nVenne a tutta l\u2019umanit\u00e0, non solo ad alcuni eletti. Non venne ad un genere particolare, un popolo particolare, una razza particolare, venne all\u2019umanit\u00e0 come insieme, port\u00f2 l\u2019intera umanit\u00e0 in s\u00e9. Il Suo amore abbracci\u00f2 tutto e circond\u00f2 tutto. Il fondo cosmico creativo si era riversato nel Suo amore infinito nell\u2019umanit\u00e0 e da questo infinito amore noi continuiamo ad abbeverarci come ad una sorgente cos\u00ec che andiamo verso la sorgente e vi immergiamo le nostre mani e beviamo da essa. E venne per rendere possibile la conoscenza proprio di questo fatto, cio\u00e8 che noi possiamo bere da essa per poter appagare la nostra sete, che noi possiamo ricavarne il nostro nutrimento, possiamo trarre consolazione, che Lui ci consola nel nostro dolore come nella guarigione dei lebbrosi, dei paralitici, degli emorragici, dei posseduti.<br \/>\nQuesta fonte \u00e8 inesauribile, \u00e8 accessibile a tutti coloro che la cercano; manifestazioni sempre nuove procedono da essa fino a che sar\u00e0 sorto un nuovo mondo dall\u2019essere umano.<br \/>\nE tutto questo soltanto nella misura in cui noi guardiamo ad esso: all\u2019uomo che divenne carne, che prese la croce della sofferenza su di s\u00e9 per morire e risorgere, per portare a noi il messaggio che l\u2019invisibile, ci\u00f2 che non si pu\u00f2 provare, ci\u00f2 che non si pu\u00f2 pesare, l\u2019irrazionale, ci\u00f2 che non \u00e8 scientifico, \u00e8 pi\u00f9 grande di tutto ci\u00f2 che il mondo dell\u2019oscurit\u00e0 sul quale regge il serpente, ci fa risuonare di fronte come presunta verit\u00e0.<br \/>\nE per portarci il messaggio che le potenze dell\u2019illusione e della menzogna, i <em>Kosmocrator<\/em>, hanno fatto un complotto contro di noi per portarci fuori strada nella follia.<br \/>\n<em>Metanoeite<\/em>, cambiate la vostra mente, guardate la vostra vera verit\u00e0, la verit\u00e0 che si trova in voi, non al di fuori di voi \u2013 verit\u00e0 dalla quale Io parlo, il Logos che \u00e8 venuto per rendervi figli di Dio, per darvi la potest\u00e0 contro i signori dell\u2019oscurit\u00e0, nella vostra figliolanza divina per riunirvi in amore e in libert\u00e0.<br \/>\nUnitevi con quell\u2019Essere originario che tutto compenetra nel vostro pensare. Esprimete il vostro essere in libert\u00e0, la <em>Sofia<\/em> che vive in voi, voi <em>Anthropoi<\/em>, generati dal vostro essere di libert\u00e0 che vive a partire da Me e che non pu\u00f2 togliervi nessuna potenza di questa terra, poich\u00e9 Io sono con voi fino alla fine dei giorni.<br \/>\nEd egli disse: Io sono la verit\u00e0 e la vita. Li \u00e8 la verit\u00e0 dove \u00e8 la vita. La morte \u00e8 la non verit\u00e0. La verit\u00e0 della morte \u00e8 la vita. Questo messaggio ci ha mandato il risorto .<\/p>\n<p>\u00c8 qui ed ora ci chiama: Risorgete!<\/p>\n<p><em>Lorenzo Ravagli<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione dal tedesco di Giancarlo Cimino e Paola Tedde per LiberoPensare<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anthroblog.anthroweb.info\/2021\/die-auferstehung-des-menschen-in-der-anthroposophie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I grandi miti della creazione, di cui oggi noi abbiamo memoria, raccontano della creazione dell\u2019uomo celeste e dell\u2019uomo terrestre. Tutti si concludono nella resurrezione dell\u2018uomo nell\u2019Antroposofia. Dalla luce e dalla parola \u00e8 sorto l\u2019uomo celeste. Dio disse: sia la luce. E disse: lasciate che facciamo l\u2019uomo. 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