{"id":50445,"date":"2021-04-18T10:00:08","date_gmt":"2021-04-18T08:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=50445"},"modified":"2021-04-18T10:00:08","modified_gmt":"2021-04-18T08:00:08","slug":"from-russia-with-love","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/from-russia-with-love\/","title":{"rendered":"\u201cFrom Russia with love\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"header-standard header-classic single-header\">\n<div class=\"post-box-meta-single\"><em>\u201cRussia \u00e8 la mia patria, una di quelle grandi e misteriose certezze di cui vivo.\u201d<\/em> Questa \u00e8 la confessione che<strong>\u00a0Rainer<\/strong>\u00a0<strong>Maria Rilke<\/strong>, il maggior poeta tedesco dell\u2019et\u00e0 moderna, lascia dopo la sua visita in Russia nel 1899, che fu per lui un\u2019esperienza di vera e propria illuminazione \u2013 personale, artistica e spirituale. La grande anima russa, incomprensibile ai pi\u00f9, per il poeta tedesco era divenuta fonte di ispirazione e di profondo appagamento.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-entry blockquote-style-1\">\n<div id=\"penci-post-entry-inner\" class=\"inner-post-entry entry-content\">\n<p>Si era forse chiesto <strong>Rilke<\/strong>, nella sua totalizzante comprensione dell\u2019essere, cosa significa governare un popolo posseduto da questa anima \u2013 tumultuosa, confusa, espansiva, incapace di sottomettersi al controllo della logica e al rigore delle regole? Quali capacit\u00e0 e attitudini caratteriali dovrebbe avere uno zar, un imperatore o un capo politico per reggere il confronto con la furia sovversiva e anarchica di questa anima, con il genio debordante di artisti, inventori e scienziati che essa sforna, in una incessante ricerca di grandezza e di libert\u00e0\u2026?<\/p>\n<p>L\u2019anima russa non \u00e8 solo il personaggio principale nella narrativa russa, essa \u00e8 la protagonista della storia del mondo, di leggendarie epopee belliche di memorabile gloria ed eroismo, a volte controverse, ma quasi sempre condotte con la causa giusta; guerre espansive o liberatorie, ma mai oltre i territori limitrofi. Dalla costituzione della Russia Unita sotto il primo zar <strong>Ivan il Terribile<\/strong> \u2013 quando la Mosca riceve la benedizione da parte del patriarca di Costantinopoli di chiamarsi <strong>la Terza Roma<\/strong>\u00a0\u2013 fino ad oggi la Russia ha condotto quasi tutte le guerre sola contro potenti alleanze \u2013 asiatiche, baltiche, occidentali. Ha voluto difendere non solo territori, punti strategici e paesi amici, ma anche i valori del cristianesimo, per arrivare a investire, nella parentesi del Novecento, anche la difesa del comunismo (socialismo reale) ritenuto il modello socialmente pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 progressivo, anche se perdente nella competizione economica con le democrazie occidentali. Pochi paesi hanno dimostrato nel corso della propria storia una tale capacit\u00e0 di trasformismo, alternando modelli di sviluppo diametralmente opposti, senza disgregarsi: forse \u00e8 questa la prova dell\u2019esistenza dell\u2019anima di una nazione, quella cosa immateriale, insondabile e insopprimibile che amalgama i contrasti e sopravvive a ogni avversit\u00e0 storica, e che determina un unico destino.<\/p>\n<p><strong>Vladimir Vladimirovic Putin<\/strong>\u00a0sale alla guida del Governo russo nel 1999 su nomina di\u00a0<strong>Eltsin<\/strong>. Dopo circa un decennio dalla caduta del regime comunista, egli trova sotto le sue responsabilit\u00e0 una Russia disintegrata sia geograficamente che nella sua tenuta economica e sociale. Un\u2019economia in caduta libera, che occupa il 36\u00b0 posto per prodotto interno lordo, divorata da selvagge politiche liberiste, rivalit\u00e0 fra oligarchi e guerre di scissione etnica. Ci vuole un po\u2019 pi\u00f9 di un decennio per restituire dignit\u00e0 e civilt\u00e0 al paese, riportandolo di nuovo fra i primi dieci per prodotto interno lordo, con privatizzazioni controllate, ordine democratico, leggi adeguate a difesa dell\u2019interesse nazionale, superamento di conflitti interni e guerre etniche, con un ordinamento che garantisce tutte le libert\u00e0 individuali, religiose, sociali. In un regime di repubblica semipresidenziale, <strong>Putin<\/strong> viene eletto sempre al primo turno con una quota maggioritaria che non scende mai al di sotto del 65% della totalit\u00e0 dei voti: un gradimento molto alto e persistente nel tempo, che porta la <em>Duma<\/em>\u00a0russa a indire nel 2020 un Referendum costituzionale\u00a0<em>ad personam<\/em>, con cui viene abolito il limite di mandati per la carica presidenziale. In questo referendum, con il voto favorevole di oltre 80 % dei votanti, viene istaurata una forma di governo che potrebbe essere definita monarchia democratica senza il diritto di successione, o autocrazia costituzionale, che permette a un unico leader, sopportato dal largo consenso, di svolgere il proprio lavoro nel compimento di un disegno unitario, coordinato e comprensivo di tutti i livelli del sistema, senza cedere a pressioni interne o ricatti esterni: un lavoro organico e visionario che lo stesso <strong>Putin<\/strong>, nel famoso documentario-intervista di\u00a0<strong>Oliver Stone,<\/strong>\u00a0paragona alla creazione di un\u2019opera d\u2019arte.<\/p>\n<p>Sarebbe interessante osservare come in questo modo <strong>Putin<\/strong>, proveniente da una formazione para militare (negli ordini del\u00a0<em>KGB<\/em>) e strettamente da regime, riesce a ricongiungere, a unire in s\u00e9 passato e presente, ossia la figura del ex agente dei servizi segreti alla figura dello zar, forse non quella dello sfortunato <strong>Nicola II<\/strong>, ma senz\u2019altro quella di\u00a0<strong>Pietro il Grande<\/strong>. Fra i due statisti ci sono in comune non tanto somiglianze caratteriali, quanto quel senso di dovere e di grandezza nel governare la Russia. <strong>Pietro<\/strong>, <em>\u201cun autocrate dotato di una insaziabile volont\u00e0\u201d<\/em>, impiega tutte le sue forze per colmare il divario fra la Russia e l\u2019Europa occidentale, promuovendo attivamente l\u2019industria, il commercio, l\u2019educazione e, con particolare passione, la cultura, con cui il paese incorona il suo splendore di grande potenza. Nel 1724 <strong>Pietro<\/strong> crea\u00a0<strong>L\u2019Accademia delle Scienze a San Pietroburgo<\/strong>\u00a0che oggi, dislocata a Mosca e in altre citt\u00e0, rappresenta il pi\u00f9 grande centro di ricerca della Federazione Russa, di statuto rigorosamente statale. Durante il regime comunista all\u2019Accademia viene accorpato il progetto di esplorazione spaziale, mentre nel 2013 vengono aggiunte le scienze mediche e le scienze agrarie, per far s\u00ec che questa istituzione diventasse un centro unitario e multi-disciplinare di tutte le scienze sulla natura, l\u2019uomo, lo sviluppo tecnologico e la societ\u00e0. Un progetto che fra qualche anno compir\u00e0 il suo 300\u00b0 anniversario, consolidando ancora di pi\u00f9 quel legame luminoso e indistruttibile fra passato e presente.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4650.html?_=1618708747\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\nOggi <strong>Putin<\/strong> si trova alla guida di un\u2019eredit\u00e0 culturale e umanistica di inestimabile valore, ma anche di un paese che detiene il primato di ricchezze e risorse naturali. Il territorio russo possiede circa 50% delle riserve energetiche e minerarie su scala globale, ma ci\u00f2 non lo rende il paese pi\u00f9 ricco come standard di vita. Il reddito pro-capite \u00e8 cresciuto in modo significativo a partire dal 2000, ma rimane al 48\u00b0 posto nella classifica mondiale (per fare un paragone, Italia occupa il 33\u00b0), perch\u00e9 l\u2019economia russa vive prevalentemente (per circa 80 %) di export di materie prime, come un qualsiasi paese in via di sviluppo. Ha un\u2019economia poco diversificata e non sufficientemente innovativa dove, nonostante la formazione di un alto numero di scienziati d\u2019avanguardia, solo 5% dell\u2019export \u00e8 costituito da prodotti di alta tecnologia e di propriet\u00e0 scientifiche. Un\u2019incongruenza che si porta dietro l\u2019impronta dell\u2019inefficienza economica del regime comunista e che alla luce di oggi potrebbe essere definita come <em>\u201cil paradosso russo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Le sanzioni euro-atlantiste imposte alla Russia, a partire dal 2014, in realt\u00e0 hanno generato un effetto positivo sulla sua economia, perch\u00e9 hanno spinto il paese a raggiungere un\u2019autonomia interna a partire dal fabbisogno energetico per arrivare alla produzione di grano: da un paese che importava il grano, oggi la Russia \u00e8 fra i pi\u00f9 grandi esportatori di cereali, ed \u00e8 al 5\u00b0 posto nel mondo per ottimizzazione dei terreni fertili, sviluppando un\u2019agricoltura senza l\u2019impiego di Ogm. Nel contesto della pandemia, essa ha dimostrato di aver raggiunto anche l\u2019autonomia medico farmacologica. In quella che si \u00e8 mostrata una vera e propria guerra geopolitica fra vaccini, la Russia, a differenza dell\u2019Unione Europea, \u00e8 riuscita ad anticipare tutti i paesi con la produzione propria e indipendente di due prodotti vaccinali. Sia il fatto che la produzione dei vaccini sia stata finanziata e coordinata dallo stato, che la loro messa a disposizione dei cittadini in modo libero e gratuito, rappresenta un buon segnale di un avvio verso politiche di redistribuzione sostanziale e giustizia sociale.<\/p>\n<p>La (pseudo)vittoria di\u00a0<strong>Joe Biden<\/strong>\u00a0alle ultime elezioni americane ha riportato all\u2019ordine del giorno, in modo del tutto prevedibile, l\u2019agenda geopolitica di <strong>Barak Obama<\/strong>. Il suo governo porter\u00e0 avanti la gi\u00e0 consolidata strategia euro-atlantista di circondare militarmente la Russia per destabilizzare la sua economia e il suo sistema interno e indebolire politicamente <strong>Putin<\/strong>, costringendolo in questo modo a cedere, ad abdicare dal potere. Tutto questo senza \u00a0che fra le due super potenze si arrivi a uno scontro frontale, essendo scontato che questo sarebbe fatale per entrambe le parti, nonch\u00e9 per una gran parte del mondo. Lo scopo \u00e8 quello di sostituire <strong>Putin<\/strong> con un governo accondiscendente e servizievole verso l\u2019Occidente, per poter successivamente circondare e mettere in difficolt\u00e0 la Cina, definita all\u2019unanimit\u00e0 dalle \u00e9lite euro-atlantiste il principale opponente geopolitico del 21\u00b0 secolo. Questa agenda passa attraverso tappe strategiche, alcune compiute e consolidate da tempo, come l\u2019insediamento della Nato nei punti pi\u00f9 strategici dei Balcani, altre invece in via di esecuzione, come il continuo aumento di presenza militare sulle soglie del Caucaso (Giorgia, Azerbaigiane), nel Baltico e in Ucraina. La strategia dei vecchi esportatori di democrazia mira astutamente a indurre e provocare scontri forti e annichilenti fra la Russia e le altre potenze regionali, come la Turchia, ma il conflitto pi\u00f9 caldo e pressante \u00e8 gi\u00e0 in atto \u2013 quello fra la Russia e l\u2019Ucraina, che da giorni in giorni sta sfidando ogni misura di contenimento.<\/p>\n<p>Il colpo di stato in Ucraina nel 2014, conosciuto come il\u00a0<strong><em>Majdan<\/em>\u00a0di Kiev<\/strong>, \u00e8 la mossa pi\u00f9 invadente e codarda che l\u2019establishment euro-atlantista abbia saputo giocare contro la Russia, un colpo di stato preparato da gravissimi commistioni fra il governo di <strong>Obama<\/strong>, organismi non governativi europeisti e ambienti politici e finanziari ucraini. Dai mass media la Russia viene presentata come minaccia per l\u2019Europa e la pace del mondo solo perch\u00e9 essa \u00e8 la seconda potenza militare e possiede il pi\u00f9 grande arsenale nucleare al mondo. In realt\u00e0 la Russia \u00e8 un grande ostacolo per le forze euro-atlantiste perch\u00e9 rappresenta un\u2019alternativa all\u2019imperialismo della globalizzazione, con un modello sociale cui sviluppo \u00e8 fondato sull\u2019identit\u00e0 nazionale e il recupero di valori tradizionali, e con una politica estera che ha sempre rispettato i trattati internazionali e i princ\u00ecpi di non invasione e di non ingerenza negli affari interni dei paesi sovrani, e di lealt\u00e0 e difesa militare verso i paesi amici, come \u00e8 accaduto nel contesto del conflitto in Siria.<\/p>\n<p>La questione di\u00a0<strong>Crimea<\/strong>\u00a0(regione autonoma) diventa cogente quando nel 2008 Ucraina presenta la domanda per l\u2019adesione alla Nato, e in questo modo si accinge ad annullare unilateralmente l\u2019accordo del 1991, con cui Mosca e Kiev avevano stabilito l\u2019uso del porto di Sebastopoli a favore della flotta russa per il controllo del Mar Nero. La Crimea, che nel 1920 era entrata a far parte della Russia sovietica, viene ceduta nel 1954 dal leader sovietico\u00a0<em>Chruscev<\/em>\u00a0alla Repubblica socialista di Ucraina, ma la sua popolazione rimane fino ad oggi a maggioranza etnica russa (60 %).\u00a0<strong>Il Referendum del 2014,<\/strong>\u00a0che raggiunge un quorum altissimo (84,2 %), si svolge in totale rispetto della Costituzione di Ucraina e ottiene, con la quasi totalit\u00e0 dei voti espressi (95,32) l\u2019ammissione della Crimea alla Repubblica Russa. Questo atto del tutto legittimo non viene riconosciuto internazionalmente dai paesi occidentali, a seguito di cui l\u2019UE applica alla Russia delle sanzioni economiche. Nonostante ci\u00f2, nel 2016 la testata\u00a0<strong>Forbes<\/strong>\u00a0dichiara <strong>Putin<\/strong> l\u2019uomo pi\u00f9 potente del mondo, seguito da <strong>Trump<\/strong>. Un gesto lusinghiero o il riconoscimento informale di una leadership politica fra le pi\u00f9 difficili e responsabili per la pace nel mondo dell\u2019ultimo trentennio?<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 problematica e di difficile soluzione si preannuncia la situazione in\u00a0<strong>Donbass,<\/strong>\u00a0territorio ucraino anch\u2019esso di maggioranza etnica russa, esposto per questo ad atroci vessazioni da parte dell\u2019esercito ucraino, per cui sta richiedendo l\u2019annessione alla Russia. Pu\u00f2 l\u2019amore per la Madre Russia e la volont\u00e0 di farne organicamente parte costituire un pericolo per la stessa Russia? Sulla questione di Donbass si sta configurando in modo sempre pi\u00f9 netto l\u2019alleanza fra l\u2019Ucraina e la Turchia in chiave anti russa. E\u2019 desolante constatare come l\u2019Ucraina sia capace di esporre al sacrificio la propria popolazione civile per agevolare l\u2019agenda della Nato. La Turchia, oltre a far parte anch\u2019essa della Nato, ha forti interessi in Ucraina: commercio e produzione di armi patentate, accordi di collaborazione militare, mentre con la Russia si trovano in campi opposti sia in Siria che in Nagorno-Karabakh. La Russia \u00e8 di nuovo sola contro potenti alleanze. Ma pu\u00f2 la Russia farsi impassibile e sorda alle sofferenze e ai richiami dei propri fratelli oltre confine, senza prendere militarmente la loro difesa? Mentre i contendenti dispiegano a Donbass, per aria e terra, truppe armate, il bacino del Mar Nero si rende la nuova scacchiera geopolitica, con le navi della marina militare Usa che entrano prepotentemente nelle sue acque attraverso lo stretto del Bosforo. La Russia non nasconde per\u00f2 di avere pronta un\u2019arma marina nuova e sconosciuta, oltre che inintercettabile, chiamata <strong>Poseidone<\/strong>, e con ci\u00f2 si aprono scenari mitologici, scenari spaventosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__riprenditi-anima-alfonso-crosetto.php?pn=4507\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/banner_partner\/r\/riprenditi-anima-728x90.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>La Russia ha tutti gli strumenti necessari per opporsi al blocco euro-atlantico, sia militarmente che economicamente. Ma saranno i paesi europei i grandi perdenti di questo confronto. Sembra che il\u00a0<strong>Nord-stream<\/strong>\u00a0sia l\u2019unico filo di cooperazione che lega ancora la Russia al vecchio continente, e che ricorda nostalgicamente quello che l\u2019Europa avrebbe potuto essere. Nel desiderio intimo dei russi c\u2019era la proiezione di appartenere all\u2019Europa. In qualche modo la <em>\u2018sovranizzazione\u2019<\/em> russa \u00e8 stata un condizionamento, una reazione, pi\u00f9 che un\u2019idea originaria. Russia e Europa, e in particolar modo Russia e Germania, sarebbero state perfettamente complementari, se non ci fosse stato quell\u2019imperativo di stampo anglo-sassone di non permettere mai una tale cooperazione: questa \u00e8 stata la causa di quasi tutte le guerre che hanno coinvolto la Russia nell\u2019ultimo un secolo e mezzo. Se oggi l\u2019Europa (da intendersi la Germania di <strong>Rilke<\/strong>) e la Russia fossero unite, rappresenterebbero la forza economica e geopolitica pi\u00f9 grande al mondo, un\u2019egemonia assoluta e invalicabile, che nessun\u2019altra forza avrebbe potuto mettere in discussione.<\/p>\n<p>Ma come si prospettano<strong>\u00a0le due strade\u00a0<\/strong>\u2013 quella dell\u2019Europa e quella della Russia, sull\u2019ennesimo incrocio della storia, quello determinato dall\u2019ultimo evento trasformativo, ossia la pandemia? Proprio in coerenza con la pandemia possiamo usare un modello di confronto ben esplicativo, paragonando la societ\u00e0, o lo Stato, a un organismo umano. Sappiamo gi\u00e0 che quando un organismo \u00e8 forte e resistente, esso supera con maggior facilit\u00e0 un attacco virale, mentre quando il suo sistema immunitario \u00e8 debole, anche il virus pi\u00f9 innocuo pu\u00f2 farlo ammalare. La societ\u00e0 russa sta uscendo dall\u2019emergenza sanitaria senza aver applicato misure particolarmente restrittive, contando un tasso di mortalit\u00e0 doppiamente pi\u00f9 basso di quello d\u2019Italia e altri paesi europei. Ancora dalla fine dell\u2019anno scorso i russi hanno fatto un ritorno alla vita di prima con una motivazione e vitalit\u00e0 perfino maggiori, mentre i paesi dell\u2019Unione Europea arrancano ancora con misure restrittive, terrore, scontri civili e gravi problemi di sostenibilit\u00e0 economica.<br \/>\nPerch\u00e9 i paesi sovrani, da quelli asiatici a quelli africani, sono riusciti a superare la pandemia con molto meno forzature sociali e impiego di presidi vaccinali, con tassi di mortalit\u00e0 addirittura irrilevanti per una gran parte di essi?<br \/>\nCome se la pandemia avesse diviso il mondo in due paradigmi \u2013 quello dei paesi sovrani e meno dipendenti da entit\u00e0 sovranazionali, e quello dei paesi occidentali o legati al blocco occidentale, e di conseguenza assoggettati a interessi corporativi sovranazionali.<\/p>\n<p>E\u2019 vero che la Russia ha le sue difficolt\u00e0 oggettive, problemi legati alla corruzione e alle diseguaglianze sociali fra le pi\u00f9 alte al mondo, ma la soluzione di questi problemi non pu\u00f2 costituire la premessa per la destabilizzazione del governo russo (come ha voluto essere il caso\u00a0<em>Navalnyj<\/em>); la denuncia pubblica e il contrasto dei problemi interni non devono essere usati a favore del nemico geopolitico, e ancora meno devono favorire l\u2019ascesa al potere di forze demagogiche e traditrici degli interessi nazionali, come accade in quasi tutti i paesi privi di una vera sovranit\u00e0 politica. Tuttavia, per mantenere alta la sovranit\u00e0 del proprio paese, <strong>Putin<\/strong> sa di dover siglare un patto fra le vertici del potere e le larghe maggioranze del popolo, lasciando probabilmente poco contenti gli oligarchi. Egli sa, come ha dichiarato al <strong>Forum di Davos<\/strong>, che il suo governo deve<\/p>\n<blockquote><p>\u201cperseguire gli interessi pubblici che non coincidono con gli interessi delle grandi corporazioni, le quali, attraverso il monopolio, cercano di sostituirsi alle legittime istituzioni e di governare la societ\u00e0, di limitare o usurpare il diritto naturale della persona, decidendo come le persone devono vivere.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Quale \u00e8 la strada invece che prender\u00e0 l\u2019Europa (da intendersi l\u2019Unione Europea, in quanto dotata di istituzioni politiche)? Quello che possiamo dire, senza alcun rischio di sbagliare, \u00e8 che l\u2019Europa \u00e8 alle porte di un nuovo modello di civilt\u00e0, diversa da quella pre-pandemica. Come sar\u00e0 questa civilt\u00e0 \u00e8 deducibile dallo stesso discorso di <strong>Putin<\/strong>, quello del Forum di Davos, solo che per esclusione: l\u2019Europa sar\u00e0 tutte quelle realt\u00e0 che <strong>Putin<\/strong> aveva escluso per il proprio paese: sar\u00e0 una civilt\u00e0 post democratica, dove i valori saranno sempre pi\u00f9 nettamente decisi dalle corporazioni tecnologiche e farmacologiche, dove la politica e lo Stato saranno gradualmente svuotati dalla funzione di rappresentanza delle maggioranze per diventare meri strumenti o, nel migliore dei casi, mediatori fra i poteri sovranazionali e la popolazione, che sar\u00e0 sottoposta al controllo digitale ma al contempo, paradossalmente, sar\u00e0 lasciata in uno stato di fluidit\u00e0 economica. L\u2019Europa come faro dello Stato di diritto non esister\u00e0 pi\u00f9. Lo stesso concetto di post modernit\u00e0 in realt\u00e0 \u00e8 stato solo un\u00a0<em>clich\u00e9<\/em>\u00a0politicamente corretto per dare un nome al lento processo di degrado di quel modello culturale che era una volta il sogno, l\u2019aspirazione per il resto del mondo, mentre questo di ora viene ridicolizzato come un equivoco involutivo.<\/p>\n<p>Socialmente i paesi europei diventeranno poco attraenti perfino per gli emigrati, perch\u00e9 non avranno pi\u00f9 un\u2019identit\u00e0 rispetto alla quale quest\u2019ultimi potranno definirsi e in cui potranno essere integrati; prevarr\u00e0 una societ\u00e0 poco funzionale, frammentata e perci\u00f2 appiattita verso i minimi standard della sopravvivenza. Una societ\u00e0 dove in modo insulso si parler\u00e0 del nuovo egualitarismo e delle nuove forme di comunismo (sotto gli Stati delle Corporazioni), senza un ordinamento solido, se non gli algoritmi da cui sar\u00e0 gestita, una societ\u00e0 orizzontale senza dio e dimensione metafisica, che non sar\u00e0 pi\u00f9 capace di concepire e di esprimere il bello e il sublime.<\/p>\n<p>Se <strong>Pietro il<\/strong> Grande aveva intrapreso un percorso di laicizzazione della cultura russa per avvicinarla a quella europea, <strong>Putin<\/strong>, in un compimento dialettico, ha voluto invece riportare la <em>\u201cfede in Dio\u201d<\/em> nella sua dimora naturale \u2013 l\u2019anima russa, nonostante l\u2019inquietudine e le contraddizioni della modernit\u00e0. Con questa riconquista spirituale l\u2019ultimo zar compie un altro ritorno, non solo quello di Dio, ma del genio russo che in modo pi\u00f9<em> \u201cossessionato\u201d<\/em> aveva cercato il dio, esplorando i meandri della psiche umana, ragione per cui le sue opere sono collocate ai vertici della cultura europea, al punto pi\u00f9 alto della sua epistemologia \u2013 <strong>Fedor Michajlovic Dostoevskij<\/strong>. <strong>Dostoevskij<\/strong>, insieme a\u00a0<strong>Ivan\u00a0Turgenev<\/strong>, \u00e8 stato l\u2019unico intellettuale russo che nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento denunciava gli errori teorici di una nuova \u00e9lite europea orientata verso il socialismo. Entrambi gli scrittori descrivono una situazione e un rapporto generazionale nella societ\u00e0 russa, che rifletteva quella europea, che oggi appare di un\u2019attualit\u00e0 sconcertante: parlano di giovani nichilisti attirati dal caos e dal bisogno di corruzione, frutto di padri permissivi e tolleranti, riluttanti alla fede, che hanno reso i figli cinici, opportunisti, privi di ideali e di scrupoli, perch\u00e9<\/p>\n<blockquote><p>\u201cse Dio non esiste, allora tutto \u00e8 lecito\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>La Russia \u2013 che attraverso il regime comunista aveva sperimentato quanto dispotica e ipocrita possa essere l\u2019ideologia dell\u2019uguaglianza, quel \u201ccomune denominatore che richiede piena obbedienza e completa assenza di personalit\u00e0\u201d (<strong>Turgenev<\/strong>) \u2013 quale societ\u00e0 cercher\u00e0 di costruire, e quale ordine e forma dar\u00e0 al proprio futuro? Avendo raccolto e unito tanti insegnamenti del passato, la strada non potr\u00e0 che essere quella larga e di orizzonti aperti che abbiner\u00e0 le forme e gli aspetti pi\u00f9 preziosi di una poderosa esperienza storica: una societ\u00e0 matura pu\u00f2 essere aperta alle innovazioni senza dover destrutturare le tradizioni e le conquiste dei periodi precedenti, cercando quel virtuoso bilanciamento fra nuovo e vecchio, fra contrasti e forze antitetiche, che a volte implica anche la guerra, la risolutezza e il coraggio di difendere ad oltranza i valori e gli ideali in cui si crede.<\/p>\n<p>Quella russa non potr\u00e0 mai essere la societ\u00e0 del futuro \u2013 annichilente e distopico, perch\u00e9 essa \u00e8 la societ\u00e0 di quel nietzscheano eterno ritorno della vita e della sua indistruttibile volont\u00e0 di potenza.<\/p>\n<p><em>Zory Petzova<\/em><\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p><em>Zory Petzova, studiosa dei paradossi sociali nella loro molteplicit\u00e0 e interferenza con la natura umana.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cRussia \u00e8 la mia patria, una di quelle grandi e misteriose certezze di cui vivo.\u201d Questa \u00e8 la confessione che\u00a0Rainer\u00a0Maria Rilke, il maggior poeta tedesco dell\u2019et\u00e0 moderna, lascia dopo la sua visita in Russia nel 1899, che fu per lui un\u2019esperienza di vera e propria illuminazione \u2013 personale, artistica e spirituale. La grande anima russa, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":50446,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[851,180,928,1077],"class_list":["post-50445","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-evidenza","tag-russia","tag-vladimir-putin","tag-zory-petzova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50445","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50445"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50445\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}