{"id":51204,"date":"2021-05-02T12:54:02","date_gmt":"2021-05-02T10:54:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=51204"},"modified":"2021-05-02T13:20:35","modified_gmt":"2021-05-02T11:20:35","slug":"lavoro-e-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/lavoro-e-societa\/","title":{"rendered":"Lavoro e societ\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Secondo affermazioni classiste di epoca previttoriana, l\u2019uomo \u00e8 un animale pigro, capace di lavorare solo sotto la costrizione di una volont\u00e0 padronale che sproni e diriga la sua energia verso attivit\u00e0 socialmente utili, ma tale giudizio, pur esprimendo un\u2019elitaria misantropia, \u202acontiene una verit\u00e0 biologica: l\u2019uomo per principio naturale \u00e8 pigro, in quanto tende a risparmiare le proprie energie per impiegarle in situazioni di pericolo o di conquista, oppure in azioni di scoperta e di inventiva creativa, e non in attivit\u00e0 ripetitive, faticose e poco appaganti.<\/p>\n<p>Secondo un\u2019altra visione invece, di stampo umanista, in ogni uomo vi \u00e8 un\u2019innata aspirazione all\u2019autorealizzazione che passa attraverso il lavoro \u2013 lavoro inteso come forza fisica, mentale e spirituale, in concordanza con le condizioni sociali che possano favorire o ostacolare tale realizzazione.<\/p>\n<p>Secondo <strong>Aristotele<\/strong>, dalla possibilit\u00e0 di poter <em>\u201cfare bene la propria opera\u201d<\/em> dipende la felicit\u00e0 dell\u2019individuo, per cui una societ\u00e0 virtuosa dovrebbe creare le condizioni per far esprimere al meglio il potenziale individuale. Forse <strong>Aristotele<\/strong> ha voluto minimizzare il fatto che il potenziale umano non \u00e8 solo creativo e collaborativo, in quanto in esso c\u2019\u00e8 innata anche la modalit\u00e0 di sfruttare e di parassitare sul lavoro altrui.<\/p>\n<p>Il ruolo del lavoro e il suo valore cambiano con la trasformazione della societ\u00e0, ma considerando il potere come ordinatore sociale \u2013 sia il potere economico che quello politico-istituzionale, vediamo come ogni societ\u00e0 assuma immancabilmente la configurazione di una gerarchia piramidale, dove la punta della struttura richiede il sacrificio di tutti i piani sottostanti: una catena alimentare spietata e incontrovertibile che attraversa tutta la storia della civilt\u00e0. Allo stesso tempo, se andiamo a sondare le cause psicologiche dell\u2019aspirazione al potere, che \u00e8 insita in ogni individuo, scopriremo che lo scopo intimo di chi desidera il potere \u00e8 poter garantirsi il possesso di beni e servizi senza dover faticare ogni volta per la loro conquista, ossia che in esso agisce il meccanismo della perpetuazione del piacere, cos\u00ec come quello di avere la disponibilit\u00e0 di persone che possano soddisfare i suoi bisogni primari, il che rimanda al bisogno infantile di essere accuditi. In un certo senso il potere, sia come strumento sociale che come modus vivendi, implica la sindrome della mancata maturazione psicologica, che consiste nell\u2019evadere fatica, responsabilit\u00e0 e preoccupazioni per la sopravvivenza attraverso una continua regressione all\u2019edonismo infantile. L\u2019aspirazione al potere coincide con il rigetto dell\u2019idea del lavoro duro e faticoso, visto come una condanna, e spesso \u00e8 favorita dalla coltivazione di capacit\u00e0 non comuni che permettono l\u2019ascesa verso un tale affrancamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"societ\u00e0\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"900\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>Da dove deriva la valutazione negativa del lavoro, ontologica e teologica, prima che etica e filosofica?<\/p>\n<p>L\u2019etimologia della parola \u00e8 dal latino <em>labor<\/em> che significa fardello, pena, sofferenza, grande fatica, in derivazione dal verbo <em>labare<\/em> che significa <em>\u201cvacillare sotto un peso\u201d<\/em>.<br \/>\nIn effetti, nella sua prima accezione \u201clavoro\u201d era riferito allo sfruttamento degli animali da soma nell\u2019attivit\u00e0 agricola; ci vogliono secoli affinch\u00e9 il termine subisca un\u2019ampliamento semantico ed acquisizioni pi\u00f9 nobilitanti. Anche se la divisione del lavoro risale ancora alle societ\u00e0 pre-urbane, saranno i padri della chiesa a ufficializzare la prima graduazione delle attivit\u00e0 lavorative, facendo una chiara distinzione fra <em>opus manuum<\/em> e <em>opus dei<\/em>, cio\u00e8 fra le <em>artes mechanicae<\/em> \u2013 considerate inferiori, e le scienze speculative, come le pratiche contemplative e la teologia, ritenute ad appannaggio dei ceti superiori. Ma questa scarsa considerazione per il lavoro manuale ha le sue profondi radici nello stesso mito della genesi umana, e pi\u00f9 propriamente nel dogma del peccato originale: Adamo ed Eva, che inizialmente abitano l\u2019Eden dove possono <em>\u201cmangiare a saziet\u00e0\u201d<\/em> i frutti dell\u2019abbondanza e custodire il creato, per il loro tradimento verso il dio vengono condannati all\u2019estromissione dal paradiso per affrontare con <em>\u201cdolore e sudore sulla fronte\u201d<\/em> le vicissitudini della vita.<\/p>\n<p>In questa ambivalente prospettiva giudaico-cristiana, il lavoro viene visto sia come una condanna esistenziale che come un dovere verso il dio e il suo creato, ed \u00e8 grazie al misticismo medievale di <strong>Meister Eckhart <\/strong>e <strong>Giovanni Taulero<\/strong> che il lavoro diventa unione fra <em>vita activa<\/em> e <em>vita contemplativa<\/em>, superando l\u2019antinomia fra fatica e contemplazione: una rivalutazione etico-morale che prepara la successiva visione di <strong>Martin Lutero<\/strong> del lavoro come vocazione, come qualcosa di buono, segno della grazia divina, un\u2019anticipazione dell\u2019aldil\u00e0.<\/p>\n<p>Nel sedicesimo secolo, ci\u00f2 che prima era una visione in stato embrionale, in <strong>Giovanni Calvino<\/strong> trova la sua sistematica formulazione: il lavoro rimane una prova di fede e obbedienza verso il Padreterno, ma l\u2019esercizio di un mestiere o di una professione non deve essere volto solo alla propria sopravvivenza, bens\u00ec deve rendersi utile anche al prossimo; i piaceri della carne e l\u2019ostentazione del lusso vengono condannati come peccati, mentre la disoccupazione volontaria viene ritenuta intollerabile, un vero e proprio delitto contro dio e contro la societ\u00e0.<\/p>\n<p>La ricchezza, conquistata lavorando onestamente, diventa simbolo della grazia divina e della dignit\u00e0 umana, ma anche una responsabilit\u00e0 etico-sociale, per cui coloro che sono in grado di dare un impiego ad altri e non lo fanno si rendono colpevoli. Anche se su piano socio-economico <strong>Calvino<\/strong> si oppone agli abusi di potere dei ricchi, la sua dottrina contribuisce inevitabilmente allo sviluppo dello spirito capitalista, secondo la tesi di <strong>Max Weber<\/strong>. E\u2019 quello spirito che poi verr\u00e0 prepotentemente radicato nel puritanesimo della societ\u00e0 americana, il quale, nonostante sia una continuazione dell\u2019etica puritana europea, elabora un sistema di valori fortemente identitari: il pragmatismo, il lavoro duro, la parsimonia e il profitto, caratteristiche che conducano inevitabilmente alla mancanza di immaginazione, all\u2019aridit\u00e0 di pensiero e a una restrizione della visione del mondo, tali da non permettere di vedere oltre il proprio interesse.<br \/>\nPreme dover ammettere che la valorizzazione del lavoro, promossa in buona fede a partire dal misticismo cristiano medievale, nella societ\u00e0 moderna determina una supervalorizzazione del profitto e del denaro quale suo corrispettivo, sostituendolo alla peculiariet\u00e0 delle qualit\u00e0 personali come unico criterio di valore sociale, fino ad arrivare ai giorni di oggi, dove la categoria dei <em>\u201cfilantropi super ricchi\u201d<\/em> viene celebrata come l\u2019unica socialmente meritevole.<\/p>\n<p>Nello Stato moderno, l\u2019industrializzazione della produzione porta alla transizione da un economia famigliare e domestica a un\u2019economia di mercato con la sempre maggiore diffusione del lavoro salariato. Le istanze di dare una disciplina giuridica al lavoro e ai nuovi assetti socio-economici fanno nascere le nuove teorie sociali che cercano di attribuire al lavoro subordinato, ossia al proletariato, lo statuto di una forza trainante e rivoluzionaria. I teorici del socialismo, fra cui <strong>Karl Marx<\/strong>, uniscono l\u2019alta considerazione dello sviluppo tecno-industriale, simbolo della classe borghese, all\u2019idea dell\u2019emancipazione dal lavoro da parte dei lavoratori, che sarebbe avvenuta grazie allo stesso progresso tecnologico. Nella societ\u00e0 borghese i modelli di educazione conservatori, sia religiosi che laici, che tendono alla conservazione della gerarchia sociale attribuendo alla borghesia delle virt\u00f9 esclusive, convivono con l\u2019intolleranza verso le disparit\u00e0 e le ingiustizie sociali, facendo emergere dal basso un\u2019avanguardia che tende a scavalcare il lavoro salariato per collocarsi nelle sovrastrutture dell\u2019impiego pubblico, la politica e la cultura. Nel Novecento nasce il concetto di lavoro come collaborazione fra le parti sociali.<br \/>\n<iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4683.html?_=1619954104\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Dopo la seconda guerra mondiale, data la mancanza fisiologica di mano d\u2019opera utile alla ricostruzione delle economie europee, il lavoro viene elevato a principio fondante delle nuove Costituzioni, dove esso viene definito come il capitale originario delle nazioni. Sia le democrazie che i regimi comunisti stimolano la laboriosit\u00e0 attraverso la piena occupazione, combattendo l\u2019ozio e premiando con onorificenze di Stato i lavoratori distintisi per operosit\u00e0 e perseveranza. Il sistema del <em>welfare<\/em> \u2013 sia sociale che aziendale, promuove l\u2019eguaglianza e la giustizia sostanziali, e non solo formali, il che determina una notevole mobilit\u00e0 sociale, ma quest\u2019ultima ha spesso come motivazione psicologica l\u2019esortazione, fatta da genitori a figli, di studiare per non dover lavorare: un avvertimento che esprime il sincero sentimento popolare che teme il lavoro umile e oneroso, auspicando ai propri figli i lavori d\u2019intelletto, che non sporcano le mani e non usurano il corpo.<br \/>\nIl principio politicamente corretto, secondo cui ogni lavoro ha la sua dignit\u00e0, \u00e8 formalmente rispettato nella gerarchia sociale, ma cela l\u2019ipocrisia di chi non ha altro modo per nascondere il proprio autocompiacimento ad appartenere ai piani pi\u00f9 alti. Oggi, anche se l\u2019ascensore sociale \u00e8 bloccato da decenni, ci troviamo in un sistema fortemente spronato all\u2019istruzione che esige perfino il <em>\u201clong term learning\u201d<\/em> per migliorare le competenze delle persone gi\u00e0 laureate. In realt\u00e0 si cerca di dare occupazione a un numero sempre pi\u00f9 alto di laureati, il che determina anche una maggiore concorrenza in tutti i settori del terziario. In questo modo il lavoro si trova in una situazione sempre pi\u00f9 squilibrata fra l\u2019incontrovertibile automatizzazione dei processi e il sempre pi\u00f9 crescente numero di profili professionali, con un aumento dell\u2019apparato burocratico.<\/p>\n<p>Possiamo dire che nella concezione moderna del lavoro convivono fin da sempre tendenze incompatibili: da un lato, le teorie illuministe e il pensiero liberale avevano elevato il lavoro a principio astratto, per cui l\u2019idea della ricchezza poteva essere dissociata da quella di fatica, ma allo stesso tempo il lavoro viene esaltato come garante dell\u2019affermazione individuale e del progresso sociale.<\/p>\n<p>Il progresso cancella la visione ciclica del tempo, dove fine e inizio coincidono per dare vita a un nuovo ciclo, cos\u00ec come cancella qualsiasi valore trascendentale, per proiettare il lavoro verso l\u2019automatizzazione lineare che non ha bisogno di altri criteri al di fuori dell\u2019efficienza. Questa razionalit\u00e0 meccanica si estende anche al tempo del riposo, che non viene pi\u00f9 celebrato come qualcosa di sacro, ma soggetto alla stessa logica di efficienza, dove spesso vengono impiegati gli stessi mezzi tecnologici del lavoro. L\u2019individuo moderno immedesima se stesso nella propria professione, e non nella cultura o in un valore intrinseco, perch\u00e9 la sua funzione \u00e8 l\u2019unico modo per attestare la propria importanza all\u2019interno del sistema, al di fuori di cui egli si sentirebbe inutile. Ma come far\u00e0 una tale profilazione antropologica a coesistere con la prospettiva di una societ\u00e0 gestita dalle macchine e dall\u2019intelligenza artificiale?<\/p>\n<p>Attraverso il prisma della psicologia evolutiva, possiamo osservare come nel corso dei secoli il lavoro abbia assunto forme e connotati sempre pi\u00f9 alienati e al contempo sempre pi\u00f9 repressivi per chi lo esercita. Ancora agli albori delle civilt\u00e0 urbane, quando i primi strumenti di lavoro e le innovazioni tecnologiche permettono l\u2019emancipazione dell\u2019uomo dalla natura, i ceti popolari vedono aumentare la pressione da parte dei governanti che chiedono una parte sempre pi\u00f9 onerosa di beni prodotti dal lavoro per espandere il proprio potere e ricchezza personale. Per i ceti lavorativi, ci\u00f2 che \u00e8 stato una volont\u00e0 spontanea di lavorare, trova le premesse per diventare una passiva attesa dei comandi dall\u2019alto. L\u2019uomo diventa pigro e svogliato nel momento in cui lo Stato inizia a usare strumenti repressivi per costringerlo alla prestazione e spesso allo sfruttamento gratuito della sua forza lavoro \u2013 attraverso la schiavit\u00f9, le angherie feudali, il prelievo forzato di beni e, alla fine, attraverso il salario del lavoro subordinato. Tutta l\u2019energia dell\u2019individuo, necessaria per la realizzazione delle sue migliori capacit\u00e0 e talenti, viene convogliata dalle istituzioni a favore di ristretti gruppi di potere. La repressione del sistema sociale diventa legittima forma di organizzazione attraverso le costruzioni ideologiche e il diritto, i quali cambiano forma durante le varie epoche, ma conservano la loro funzione sostanziale \u2013 quella della difesa delle grandi propriet\u00e0 e capitali che dominano sulle risorse naturali e sulle energie vitali delle moltitudini.<\/p>\n<p>In questo quadro, l\u2019avvento dei robot e l\u2019Intelligenza artificiale sar\u00e0 un\u2019inevitabile conseguenza indotta dal processo in cui l\u2019uomo, programmato a sua volta a essere razionalmente semplificato e funzionale al sistema, cerca di ottimizzare l\u2019efficienza del lavoro con l\u2019aiuto di surrogati tecnologici. Il funzionamento algoritmico delle macchine intelligenti, creato dalla mente algoritmica dell\u2019uomo, si sta gi\u00e0 abbattendo come un boomerang sugli assetti sociali e inizia a determinare il destino degli uomini, valutando la loro adeguatezza e capacit\u00e0 in base a parametri impostati da programmi informatici.<\/p>\n<p>Nell\u2019attuale periodo, nella stessa logica viene inserito l\u2019incremento dello <em>\u201csmart working\u201d<\/em>, giustificato dalle esigenze di sicurezza anti pandemica, con cui il sistema attesta la primariet\u00e0 del mezzo tecnologico. Per il capitalismo non ha importanza se il portatore della forza lavoro sia biologico, meccanico o elettronico, perch\u00e9 esso \u00e8 solo un mezzo per la realizzazione della merce o del servizio, cos\u00ec come nel passato non ci \u00e8 stata alcuna differenza fra lo sfruttamento dell\u2019uomo e quello dell\u2019animale. Venendo da un passato in cui il lavoro era considerato alla stregua dell\u2019animale da soma, oggi l\u2019uomo si trova avviato sulla strada della fusione con la tecnologia, il che segna i due distopici e drammatici estremi della sua parabola trasformativa.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Zory Petzova<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\"><em>* * *<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Zory Petzova, studiosa dei paradossi sociali nella loro molteplicit\u00e0 e interferenza con la natura umana.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo affermazioni classiste di epoca previttoriana, l\u2019uomo \u00e8 un animale pigro, capace di lavorare solo sotto la costrizione di una volont\u00e0 padronale che sproni e diriga la sua energia verso attivit\u00e0 socialmente utili, ma tale giudizio, pur esprimendo un\u2019elitaria misantropia, \u202acontiene una verit\u00e0 biologica: l\u2019uomo per principio naturale \u00e8 pigro, in quanto tende a risparmiare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":51210,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[851,1077],"class_list":["post-51204","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-evidenza","tag-zory-petzova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51204","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51204"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51204\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51210"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51204"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51204"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51204"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}