{"id":53562,"date":"2021-06-09T00:23:48","date_gmt":"2021-06-08T22:23:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=53562"},"modified":"2021-06-09T00:28:21","modified_gmt":"2021-06-08T22:28:21","slug":"dove-andremo-a-finire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/dove-andremo-a-finire\/","title":{"rendered":"Dove andremo a finire"},"content":{"rendered":"<p>In <em>&#8220;Breve storia del futuro&#8221;<\/em> l&#8217;economista e scrittore <strong>Jacques Attali<\/strong> predice cosa sar\u00e0 del mondo nei prossimi cinquant&#8217;anni<\/p>\n<p><strong>Jacques Attali<\/strong> \u00e8 un economista e intellettuale francese che nel 1981 \u00e8 stato consigliere di <strong>Fran\u00e7ois Mitterrand<\/strong> per le questioni economiche e nel 2007 \u00e8 stato nominato da <strong>Nicolas Sarkozy<\/strong> presidente di una Commissione governativa incaricata di indicare le strategie per fare ripartire l\u2019economia. <strong>Attali<\/strong> \u2013 che \u00e8 nato nel 1943 in Algeria, figlio di un commerciante ebreo \u2013 \u00e8 anche stato un grande banchiere internazionale, come presidente della Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo, istituzione costituita nel 1990 dai governi occidentali per accompagnare la transizione dei Paesi dell\u2019ex blocco sovietico al libero mercato. <strong>Attali<\/strong> ha anche fondato societ\u00e0 internazionali di consulenza su ingegneria, finanza, fusioni tra aziende e microcredito.<\/p>\n<p>La sua attivit\u00e0 di scrittore \u00e8 molto ampia. <strong>Attali<\/strong> \u2013 che si pronuncia Attal\u00ec \u2013 ha pubblicato una cinquantina di libri su argomenti molto diversi: cannibalismo, musica, labirinti, amore, ebraismo, Gandhi, Marx, economia.<br \/>\n<em>Breve storia del futuro<\/em> \u00e8 uno dei suoi libri pi\u00f9 famosi.<br \/>\n\u00c8 stato pubblicato per la prima volta nel 2007, prima che scoppiasse la crisi, ed \u00e8 appena stato ripubblicato in una nuova edizione aggiornata. In Italia l\u2019editore \u00e8 <em>Fazi<\/em>.<\/p>\n<p>Nel libro <strong>Attali<\/strong> ripercorre la storia del capitalismo e fa previsioni molto dettagliate, complete di date precise, su quello che attende l\u2019umanit\u00e0 nei prossimi decenni. In particolare, <strong>Attali<\/strong> prevede cinque ondate che stanno per iniziare, anzi sarebbero gi\u00e0 iniziate.<br \/>\nCadr\u00e0 l\u2019Impero americano, il mondo moltiplicher\u00e0 i suoi centri e svaniranno le istituzioni e gli organismi sovranazionali, subentrer\u00e0 quello che <strong>Attali<\/strong> chiama l&#8217;\u201d<em>imperimpero\u201d<\/em>, il mercato vincer\u00e0 sulla democrazia, il mondo sar\u00e0 pieno di vecchi e tutto diventer\u00e0 privato, scoppier\u00e0 un <em>\u201ciperconflitto<\/em>\u201d, una specie di guerra mondiale tutti contro tutti dominata dalle macchine, ma finalmente \u2013 quando tutto sembrer\u00e0 perduto \u2013 si entrer\u00e0 nell&#8217;<em>\u201diperdemocrazia\u201d<\/em> e il dominio dell\u2019economia sulle persone apparir\u00e0 barbaro come oggi il cannibalismo. Nonostante il futuro dipenda da mille variabili, <strong>Attali<\/strong> \u00e8 convinto che si possa predire con buona approssimazione, anche temporale.<\/p>\n<p>Nel brano qui sotto \u2013 che \u00e8 una sintesi della prefazione alla nuova edizione \u2013 il futuro \u00e8 raccontato nelle sue linee essenziali.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/cdn.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/brevestoriadelfuturo1-400x595.jpg?x99387\" alt=\"brevestoriadelfuturo\" \/><\/p>\n<p>Intendo dunque raccontare qui la storia di questo futuro.<\/p>\n<p>Impresa assurda, si dir\u00e0: tanti avvenimenti, tanti individui possono invertirne il corso. Per di pi\u00f9, se il motore della Storia \u00e8 la conquista della libert\u00e0 individuale, allora questa stessa finalit\u00e0 la rende imprevedibile perch\u00e9 milioni di capricci individuali possono sviarla.<\/p>\n<p>Qualche esempio \u00e8 sufficiente per convincersene.<br \/>\nSe nel 1799 il generale <strong>Bonaparte<\/strong> non avesse avuto un tale ascendente sui suoi contemporanei, la Rivoluzione francese avrebbe potuto immediatamente dar vita a una repubblica parlamentare, guadagnando cos\u00ec un secolo sulla Storia reale della Francia.<br \/>\nSe a Sarajevo, nel giugno del 1914, un assassino avesse mancato il suo bersaglio, la prima guerra mondiale non sarebbe scoppiata.<br \/>\nSe nel giugno del 1941 <strong>Hitler<\/strong> non avesse invaso l\u2019Unione Sovietica, avrebbe potuto, come il generale <strong>Franco<\/strong> e <strong>Stalin<\/strong>, morire al potere e nel suo letto.<br \/>\nSe il Giappone, quello stesso anno, avesse attaccato l\u2019Unione Sovietica invece degli Stati Uniti, questi forse non sarebbero entrati in guerra e non avrebbero liberato l\u2019Europa, cos\u00ec come in seguito non hanno mai liberato n\u00e9 la Spagna, n\u00e9 la Polonia. Cos\u00ec, forse, la Francia, l\u2019Italia e il resto dell\u2019Europa sarebbero rimasti sotto il giogo hitleriano almeno fino alla fine degli anni Settanta.<br \/>\nSe, nell\u2019ottobre del 1962, <strong>Kennedy<\/strong> e <strong>Chru\u0161c\u00ebv<\/strong> avessero perso il loro sangue freddo, in seguito alla crisi dei missili a Cuba sarebbe avvenuto un olocausto nucleare.<br \/>\nSe, nel febbraio del 1984, il segretario generale del Partito Comunista Sovietico, <strong>Jurij Andropov<\/strong>, non fosse morto prematuramente, e se il successore del suo successore fosse stato, come era previsto, <strong>Grigorij Romanov<\/strong> invece di <strong>Michail Gorbac\u00ebv<\/strong>, l\u2019Unione Sovietica probabilmente esisterebbe ancora.<br \/>\nInfine se, a partire dal 2000, le banche americane avessero esercitato una gestione finanziaria pi\u00f9 prudente, nel 2007 non si sarebbe scatenata la grande crisi economica e finanziaria nella quale ci troviamo ancora.<\/p>\n<p>\u00c8 perci\u00f2 assurdo tentare di prevedere il futuro, perch\u00e9 tutte le riflessioni in tal senso generalmente non sono che elucubrazioni sul presente (\u2026)<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"futuro distopico\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"600\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>Ancora oggi, la maggior parte dei racconti sull\u2019avvenire non sono che estrapolazioni di tendenze gi\u00e0 in atto. Sono rari quelli che rischiano previsioni discostanti, annunciano biforcazioni, capovolgimenti, cambiamenti di paradigma, soprattutto in materia di costumi, di cultura, di etica, di estetica e di ideologia. Meno ancora quelli che si azzardano ad anticipare le tensioni ideologiche che potrebbero rallentare o anche impedire queste profonde rotture.<\/p>\n<p>E tuttavia, nonostante gli innumerevoli parametri che potranno intervenire nel corso dei prossimi cinquant\u2019anni, tutto cambier\u00e0 in molteplici direzioni del tutto possibili da delineare. Il futuro non impensabile.<\/p>\n<p>Dopo averle evocate all\u2019inizio di questa prefazione, ecco un breve riassunto di queste <strong>cinque ondate<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Tutto avr\u00e0 inizio con uno sconvolgimento demografico.<\/strong><br \/>\nNel 2050, a meno di una catastrofe maggiore, la Terra sar\u00e0 popolata da 9,2 miliardi di esseri umani, ossia 2 miliardi pi\u00f9 di oggi. L\u2019Africa conter\u00e0 2 miliardi di abitanti. Nei paesi pi\u00f9 ricchi, la speranza di vita si avviciner\u00e0 al secolo e la natalit\u00e0 probabilmente stagner\u00e0 ancora intorno alla soglia minima di riproduzione. Di conseguenza, l\u2019umanit\u00e0 invecchier\u00e0. In Cina si conteranno 1,38 miliardi di abitanti, 1,62 miliardi in India, 440 milioni in Nigeria, 200 in Bangladesh, 400 negli Stati Uniti, 73 in Francia, 72 in Germania e 120 in Russia. Due terzi del pianeta vivranno in citt\u00e0 la cui popolazione sar\u00e0 raddoppiata, cos\u00ec come dovrebbe raddoppiare la quantit\u00e0 di energia e di prodotti agricoli consumati. Anche il numero di persone in et\u00e0 da lavoro sar\u00e0 raddoppiato e pi\u00f9 dei due terzi dei bambini nati in quell\u2019anno vivranno nei venti paesi pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>E avranno luogo ben altri sconvolgimenti, impossibili da prevedere con sufficiente precisione: osservandola sul lungo periodo, la Storia fluisce effettivamente in un\u2019unica direzione, caparbia, molto particolare, che nessuna scossa, per quanto prolungata, malgrado quanto ho detto prima, \u00e8 riuscita fino a oggi a deviare in modo duraturo: di secolo in secolo, l\u2019umanit\u00e0 ha imposto e imporr\u00e0 il primato della libert\u00e0 individuale su qualsiasi altro valore. Passando attraverso il progressivo rifiuto della rassegnazione di fronte a ogni forma di schiavit\u00f9, attraverso i progressi tecnici che permettono di ridurre ogni fatica, attraverso la liberalizzazione dei costumi, dei sistemi politici, dell\u2019arte e delle ideologie. In altre parole, la storia umana \u00e8 quella dell\u2019emergere della persona come soggetto di diritto, autorizzato a pensare e ad avere il controllo del proprio destino, libero da ogni costrizione che non sia il rispetto del diritto dell\u2019altro alle medesime libert\u00e0. E la libert\u00e0 \u00e8 all\u2019inizio il rifiuto degli obblighi imposti dalla penuria, in particolare la penuria del tempo da vivere. (\u2026)<\/p>\n<p>Altrettanto progressivamente, la libert\u00e0 commerciale ha contribuito a far nascere la libert\u00e0 politica, dapprima per una minoranza mercantile, poi per molti, almeno formalmente, su territori sempre pi\u00f9 vasti, sostituendo quasi ovunque il potere religioso e militare con quello del cittadino. A conti fatti, la dittatura ha consentito la nascita del mercato, che ha generato una classe media, la quale ha preteso la democrazia. Quindi, a partire dal XII secolo, si sono instaurate le prime \u201cdemocrazie di mercato\u201d. Sempre progressivamente, si \u00e8 esteso anche il loro spazio geografico.<\/p>\n<p>Il centro di potere sull\u2019insieme di queste democrazie di mercato in questo spazio mondiale si \u00e8 a poco a poco spostato verso ovest: nel XII secolo \u00e8 passato dal Vicino Oriente al Mediterraneo, poi al Mare del Nord, all\u2019oceano Atlantico e, infine, oggigiorno, al Pacifico. Ogni volta al centro di questo spazio mercantile vi era un porto, aperto all\u2019innovazione. Nove \u201ccuori\u201d si sono quindi succeduti: Bruges, Venezia, Anversa, Genova, Amsterdam, Londra, Boston, New York e, oggi, Los Angeles. Il complesso del mondo, a parte la Corea del Nord, \u00e8 ormai parte attiva di questo Ordine mercantile il cui cuore \u00e8 da un secolo negli Stati Uniti d\u2019America. Se questa storia pi\u00f9 che millenaria continuer\u00e0 ancora per almeno cinquant\u2019anni, il mercato e la democrazia si estenderanno dovunque sono ancora assenti.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_auto_4641.html?_=1623115118\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Intorno al <strong>2030<\/strong>, alla fine di una lunga battaglia di cui l\u2019attuale crisi finanziaria ed economica segna l\u2019inizio, e nel mezzo di una grave crisi ecologica, <strong>gli Stati Uniti, impero ancora dominante, saranno vinti<\/strong>. Esauriti finanziariamente e politicamente, come gli altri imperi prima di loro, cesseranno allora di governare il mondo.<br \/>\n<strong>Sar\u00e0 la fine della prima ondata del futuro.<\/strong><\/p>\n<p>Non saranno sostituiti da un altro impero n\u00e9 da un\u2019altra nazione dominante. <strong>Il mondo diventer\u00e0, provvisoriamente, \u201cpolicentrico\u201d<\/strong>, governato da una decina di potenze regionali.<br \/>\n<strong>Sar\u00e0 la seconda ondata del futuro.<\/strong><\/p>\n<p>Intorno al <strong>2040<\/strong>, <strong>il mercato, per sua natura senza frontiere, vincer\u00e0 sulla democrazia<\/strong>, istituzionalmente circoscritta a un territorio. Gli Stati si indeboliranno; nuove tecnologie trasformeranno gli ultimi servizi ancora collettivi (la salute, l\u2019educazione, la sicurezza e la sovranit\u00e0) in nuovi oggetti di consumo, che definisco \u201c<strong>sorveglianti<\/strong>\u201d, che permetteranno di misurare e controllare la conformit\u00e0 alle norme: ciascuno diverr\u00e0 il proprio medico, professore, controllore, poliziotto. <strong>L\u2019autosorveglianza diverr\u00e0 la forma estrema della libert\u00e0 e la paura di non essere conforme alle norme ne sar\u00e0 il limite.<\/strong> La trasparenza diverr\u00e0 un obbligo: chiunque non vorr\u00e0 rendere noti le sue appartenenze, i suoi costumi, il suo stato di salute e il suo livello di formazione sar\u00e0 sospettato a priori. Tutti saranno leali solo con se stessi, le imprese non si riconosceranno pi\u00f9 alcuna nazionalit\u00e0, i poveri costituiranno un mercato tra gli altri, le leggi verranno sostituite con dei contratti, la giustizia con l\u2019arbitrato, le forze di polizia con mercenari.<br \/>\n<strong>Emergeranno nuove diversit\u00e0<\/strong>, ci saranno spettacoli e sport per distrarre i sedentari, mentre immense masse di nomadi miserabili, gli <em>\u201cinfranomadi\u201d,<\/em> premeranno alle frontiere, alla ricerca di qualcosa con cui sopravvivere. Compagnie di assicurazioni, divenute regolatrici del mondo, fisseranno le norme alle quali gli Stati, le imprese e i privati dovranno piegarsi. Organismi amministrativi privati veglieranno, per conto di questi assicuratori, perch\u00e9 queste norme vengano rispettate. <strong>Le risorse si faranno pi\u00f9 scarse, i robot pi\u00f9 numerosi.<\/strong> Il tempo, anche quello pi\u00f9 intimo, verr\u00e0 quasi interamente occupato dall\u2019utilizzo delle merci. Un giorno, addirittura, ciascuno proporr\u00e0 di auto-curarsi, poi di produrre delle protesi da solo, e infine di essere clonato. L\u2019uomo diventer\u00e0 allora un artefatto consumatore di artefatti, un cannibale mangiatore di oggetti cannibali, vittima di mali nomadi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019incremento della durata della vita porr\u00e0 il potere nelle mani dei pi\u00f9 vecchi.<\/strong> Degli \u201cipernomadi\u201d dirigeranno un impero \u201csenza terra\u201d, aperto, senza centro: l\u2019<em>\u201ciperimpero\u201d<\/em>.<br \/>\n<strong>Questa sar\u00e0 la terza ondata del futuro.<\/strong><\/p>\n<p>Tutto questo non potr\u00e0 certo accadere senza terribili scosse: ben prima della scomparsa dell\u2019Impero Americano, ben prima che il clima diventi quasi insopportabile, ben prima che il mercato abbia la meglio sulle nazioni, alcune popolazioni si disputeranno dei territori, avranno luogo innumerevoli guerre, e nazioni, pirati, mercenari, mafie, movimenti religiosi si doteranno di armi antiche e nuove, di strumenti di sorveglianza, di dissuasione e di impatto, utilizzando le risorse del bricolage, dell\u2019elettronica, della genetica e delle nanotecnologie. Inoltre, l\u2019avvento dell\u2019<em>iperimpero<\/em> porter\u00e0 ciascuno a diventare il rivale di tutti. Ci si batter\u00e0 per il petrolio, per l\u2019acqua, per conservare un territorio, per lasciarlo, per imporre una fede, per combatterne un\u2019altra, per distruggere l\u2019Occidente, per far prevalere i suoi valori. Prenderanno il potere dittature militari, confondendo eserciti e polizie.<br \/>\n<strong>Quarta ondata del futuro. <\/strong><\/p>\n<p>A meno che altri conflitti assurdi tra potenze nucleari non se ne siano fatti carico prima, scoppier\u00e0 forse una guerra pi\u00f9 micidiale delle altre, un <em>iperconflitto<\/em> che cristallizzer\u00e0 tutti gli altri, annientando l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Intorno al <strong>2050<\/strong>, al pi\u00f9 presto \u2013 a meno che l\u2019umanit\u00e0 non sia scomparsa prima sotto un diluvio di bombe \u2013, <strong>nuove forze, altruiste e positive, gi\u00e0 attive oggi sotto forma di ONG e di imprese sociali, al servizio delle generazioni future, prenderanno il potere a livello locale e mondiale<\/strong>, <strong>sotto l\u2019imperio di una necessit\u00e0 ecologica, etica, economica, culturale e politica<\/strong>. Queste forze si ribelleranno alle esigenze della sorveglianza, del narcisismo e delle norme. E condurranno progressivamente a un nuovo equilibrio etico tra il mercato e la democrazia, sia a livello locale che mondiale: l\u2019<em>\u201ciperdemocrazia\u201d<\/em>. Istituzioni locali, mondiali e continentali, organizzeranno allora, grazie a nuove tecnologie e a nuove procedure, la vita collettiva. Porranno dei limiti all\u2019artefatto commerciale, alla modifica della vita e alla valorizzazione della natura; favoriranno l\u2019altruismo, la gratuit\u00e0, la responsabilit\u00e0, l\u2019accesso al sapere. Renderanno possibile la nascita di un\u2019<em>\u201cintelligenza universale\u201d<\/em>, mettendo in comune le capacit\u00e0 creatrici di tutti gli esseri umani, per superarle e non per nuocere loro. Una nuova economia, detta <em>\u201cpositiva\u201d<\/em>, che produrr\u00e0 servizi senza cercare di trarne profitti, nell\u2019interesse delle generazioni future, si svilupper\u00e0 in concorrenza con il mercato, prima di porvi fine, cos\u00ec come fece il mercato, alcuni secoli fa, con il feudalesimo.<\/p>\n<p><strong>\u201cIperdemocrazia\u201d: quinta ondata del futuro.<\/strong><\/p>\n<p>A quell\u2019epoca, meno lontana di quanto si creda, il mercato e la democrazia, nel senso in cui li intendiamo oggi, saranno diventati concetti sorpassati, vaghi ricordi, difficili da comprendere come oggi lo sono il cannibalismo e i sacrifici umani.<\/p>\n<p>Cos\u00ec riassunto, ci\u00f2 che precede potrebbe apparire caricaturale, perentorio e arbitrario. Ma lo scopo di questo libro \u00e8 di mostrare che <strong>questa \u00e8 tuttavia l\u2019immagine pi\u00f9 verosimile del futuro<\/strong>. Non certo quella che auspico: mi piacerebbe che si arrivasse all\u2019<em>iperdemocrazia<\/em> senza passare attraverso le altre ondate. Scrivo questo libro proprio perch\u00e9 il futuro non assomigli a quello che temo sar\u00e0 e per dare un aiuto al dispiegamento delle formidabili potenzialit\u00e0 oggi in atto, per il bene.<\/p>\n<p>I miei lettori assidui vi troveranno l\u2019approfondimento di tesi sviluppate nel corso dei saggi e dei romanzi precedenti, nei quali annunciavo \u2013 ben prima che se ne parlasse correntemente \u2013 <strong>il ribaltamento geopolitico del mondo verso il Pacifico, l\u2019instabilit\u00e0 finanziaria del capitalismo, la posta in gioco del clima, l\u2019emergere delle bolle finanziarie, la fragilit\u00e0 del comunismo, le minacce del terrorismo, il ritorno del nomadismo, l\u2019avvento del telefono cellulare, del personal computer, di Internet e di altri \u201coggetti nomadi\u201d, tra cui le protesi elettroniche e genomiche, la comparsa del gratuito e del \u201csu misura\u201d, dell\u2019improvvisazione e della composizione, il ruolo fondamentale dell\u2019arte praticata da tutti, e in particolare della musica, nella diversit\u00e0 del mondo.<\/strong> I pi\u00f9 attenti tra questi lettori vi vedranno anche alcuni cambiamenti nel mio pensiero: che non \u00e8, fortunatamente, disceso cos\u00ec dal cielo.<\/p>\n<p>Infine, cos\u00ec come ogni predizione \u00e8 per prima cosa un discorso sul presente, questo saggio \u00e8 anche un libro politico, di cui ognuno potr\u00e0 fare, spero, il miglior uso possibile, in un momento in cui si annunciano tante scadenze importanti, perch\u00e9 non avvenga il peggio. Perch\u00e9 il meglio \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>\u00a9 2016 Fazi Editore 2016<br \/>\n\u00a9 Libraire Art\u00e8re Fayard<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2016\/02\/26\/dove-andremo-a-finire\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In &#8220;Breve storia del futuro&#8221; l&#8217;economista e scrittore Jacques Attali predice cosa sar\u00e0 del mondo nei prossimi cinquant&#8217;anni Jacques Attali \u00e8 un economista e intellettuale francese che nel 1981 \u00e8 stato consigliere di Fran\u00e7ois Mitterrand per le questioni economiche e nel 2007 \u00e8 stato nominato da Nicolas Sarkozy presidente di una Commissione governativa incaricata di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":53563,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[851,1267,1266],"class_list":["post-53562","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-evidenza","tag-futuro","tag-jacques-attali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53562","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53562"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53562\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53562"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}