{"id":54584,"date":"2021-07-09T23:19:06","date_gmt":"2021-07-09T21:19:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=54584"},"modified":"2021-07-09T23:19:06","modified_gmt":"2021-07-09T21:19:06","slug":"giganti-in-sardegna-scheletri-di-4-metri-spariti-nel-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/giganti-in-sardegna-scheletri-di-4-metri-spariti-nel-nulla\/","title":{"rendered":"Giganti in Sardegna: scheletri di 4 metri spariti nel nulla"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abVenivano qui a giocare con lo scheletro, che era mummificato: ossa, nervi e pelle. Afferravamo il braccio, tiravamo un nervo e gli facevamo muovere le dita della mano. Era un gioco, ma dur\u00f2 poco: 5-6 mesi, poi lo presero\u00bb.<\/em> A parlare \u00e8 Luigi Muscas, figlio di pastori, oggi scultore e scrittore. E\u2019 autore di libri come <a href=\"http:\/\/www.saribs.it\/scheda.asp?id=SBS-978-88-6211-138-6&amp;ver=it&amp;currency=eur\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>\u201cIl popolo dei giganti figli delle stelle\u201d<\/em><\/a>, edito nel 2008 da <em>La Riflessione<\/em>.<\/p>\n<p>Un evento: l\u2019inizio della riscoperta dei giganti, nel cuore della Sardegna. Una specie di grande segreto, sistematicamente occultato. Qualcosa che ricorda la denuncia del professor Gaetano Ranieri, dell\u2019universit\u00e0 di Cagliari, scopritore \u2013 mezzo secolo fa \u2013 di 38 <em>\u201cgiganti di pietra\u201d<\/em> a Mont\u2019e Prama, nel Sinis, appartenenti a una civilt\u00e0 sconosciuta. Secondo Ranieri, il georadar rivela la presenza sotterranea di una citt\u00e0 estesa su 16 ettari.<\/p>\n<p>Ma l\u2019archeologia esita: non vuole scavare.<br \/>\nPer paura di trovare altri giganti, ma in carne e ossa, come quello in cui si imbatt\u00e9 nel 1972 nelle campagne di Pauli Arbarei l\u2019allora giovane Luigi Muscas, che all\u2019epoca aveva appena dieci anni? <em>\u00abNella grotta del gigante ero finito per ripararami da un acquazzone\u00bb, racconta Muscas, in un <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=iVplCe7P6lI&amp;t=277s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">reportage trasmesso nel 2009 da \u201cCinque Stelle Tv\u201d<\/a>,<\/em> storica emittente locale di Olbia.<\/p>\n<p><iframe title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/iVplCe7P6lI\" width=\"1218\" height=\"685\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.libreidee.org\/prova\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Teschi.jpg\" alt=\"Teschi\" width=\"409\" height=\"304\" \/><em>\u00abQuel giorno scappai in paese col gregge e raccontai tutto a mio nonno. E il nonno mi disse: ora ti spiego dove sono sepolti tutti gli altri\u00bb<\/em>. Il giovane Muscas allora si fece coraggio e torn\u00f2 in quella grotta, con i suoi amici, a \u201cgiocare\u201d con il gigante.<\/p>\n<p><em>\u00abNon era l\u2019unico: altri scheletri emersero dalle campagne, dove cominciavano a essere impiegati potenti aratri, trainati da trattori cingolati, macchine capaci di scavare il terreno in profondit\u00e0\u00bb.<\/em> Ricorda il video-reportage della televisione di Olbia: Pauli Arbarei (Sud Sardegna, 50 chilometri a nord di Cagliari) \u00e8 al centro della Marmilla, area in cui sopravvive la tradizione della cosiddetta Citt\u00e0 Perduta. <em>\u00abUna leggenda \u2013 racconta un anziano del paese \u2013 dice che qui c\u2019era una cittadina di diecimila abitanti, almeno 10-12.000 anni fa, con un lago, nel quale era solito pescare un gigante solitario\u00bb<\/em>. La storia del gigante pescatore la racconta anche Raffaele Cau, pastore di Pauli Arbarei: <em>\u00abUn nostro terreno di famiglia \u00e8 chiamato la Terra della Pietra del Gigante, perch\u00e9 ha l\u2019impronta delle natiche dell\u2019essere gigantesco che pescava nel lago\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Non solo solo suggestioni: <em>\u00abGrandi ossa sono state portate alla luce dagli aratri dei nuovi trattori cingolati\u00bb<\/em>, conferma Cau, la cui testimonianza \u00e8 tra quelle raccolte da Luigi Muscas nel suo libro. L\u2019autore \u2013 spiega <em>\u201cCinque Stelle Tv\u201d<\/em> \u2013 si appassion\u00f2 al mistero dei giganti sardi scoprendo che Platone, quando parla di quegli esseri colossali, li descrive come di casa in luoghi molto simili alla Sardegna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.libreidee.org\/prova\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Luigi-Muscas.jpg\" alt=\"Luigi Muscas\" width=\"282\" height=\"321\" \/>L\u2019uscita in libreria de \u201c<em>Il popolo dei giganti figli delle stelle\u201d<\/em> scaten\u00f2 una vera e propria operazione-memoria: <em>\u00abTanti testimoni raggiunsero Muscas per raccontargli di analoghi ritrovamenti vicino ai loro paesi, ma poi tutto spar\u00ec nel nulla senza lasciare traccia\u00bb<\/em>, dice la Tv di Olbia, che ha comunque raccolto alcune testimonianze dirette. <em>\u00abNella primavera del 1962, ad aprile o maggio \u2013 racconta un uomo di Pauli Arbarei \u2013 il trattore smosse il terreno e port\u00f2 allo scoperto un teschio gigante e poi l\u2019intero scheletro, lungo quasi 3 metri\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Un caso isolato? Nemmeno per idea: ne saltarono fuori a decine, nel cantiere archeologico (nuragico) di Sant\u2019Anastasia, nel centro storico di Sardara, a due passi da Pauli Arbarei. In quel cantiere, fra pozzi sacri e tombe, l\u2019operaio Giuseppe Serra lavor\u00f2 dal 1973 al 1996. <em>\u00abFra il 1982 e il 1983 \u2013 <\/em>racconta<em> \u2013 trovammo pi\u00f9 di 40 scheletri, alcuni con anelli al dito<\/em>\u00bb. La loro lunghezza? Imbarazzante: 4 metri e 20, 4 metri e 80, anche 5 metri e 10. <em>\u00abIl pi\u00f9 piccolo era alto 2 metri e 40 centimetri\u00bb<\/em>, dice Serra, alla troupe televisiva. <em>\u00abErano proporzionati. In alcuni, la testa era grande come la ruota di un\u2019auto\u00bb<\/em>. Un collega conferma: <em>\u00abA met\u00e0 degli anni \u201880, alcuni scheletri erano stati deposti in scatole di cartone dietro l\u2019altare della chiesa, che era sconsacrata: c\u2019erano femori lunghi un metro. Fuori, trovammo scheletri sepolti anche l\u2019uno sopra l\u2019altro\u00bb.<\/em> E dove sono finiti? <em>\u00abNon si sa\u00bb<\/em>. Conferma Giuseppe Serra: <em>\u00abLe ossa erano state raccolte in sacchi e deposte all\u2019interno della chiesa. Poi sono venuti a rititrarle e non si sa dove siano andate a finire\u00bb<\/em>.<br \/>\nDice Luigi Muscas: <em>\u00abNon si da chi li prendesse, quegli scheletri. Ma l\u00ec poteva entrare solo chi comandava\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Nel 2008, ricorda <em>\u201cCinque Stelle Tv\u201d<\/em>, il sindaco di Sardara scrisse alla Soprintendenza Archeologica di Cagliari per chiedere un confronto tra i suoi compaesani, testimoni dei ritrovamenti, e gli archeologi che avevano lavorato nel cantiere di Sant\u2019Anastasia. Il primo cittadino rivoleva indietro i \u201csuoi\u201d reperti, ma l\u2019appello non ricevette nessuna risposta (se non la richiesta, ufficiosa, di lasciar perdere). <em>\u00abMa Muscas \u00e8 testardo, e non si \u00e8 mai fermato: non ha mai cessato di cercare testimoni\u00bb.<\/em> Giganti? Certo: ne parla anche la Bibbia, li chiama Nephilim. Uno di loro era Golia, avversario di Davide. Altri giganti, \u201ccolleghi\u201d di Golia, abitavano le citt\u00e0 filistee (palestinesi) come Gaza.<\/p>\n<p>La letteratura ebraica considera i giganti come figli dell\u2019unione impropria tra <em>\u201cfigli dei d\u00e8i\u201d<\/em> e <em>\u201cfiglie degli uomini\u201d<\/em>. Secondo Zecharia Sitchin, invece, nelle tavolette sumere \u00e8 scritto che il <em>\u201cpopolo dei giganti\u201d<\/em>, progenitori dell\u2019umanit\u00e0 come gli Anunnaki, proveniva dal pianeta Nibiru. Le testimonianze letterarie sugli esseri giganteschi sono innumerevoli, ma l\u2019archeologia sembra non volersene occupare: come spiegare quelle inquientanti presenze ossee?<\/p>\n<p>L\u2019ultima ipotetica scoperta \u2013 scrive <a href=\"https:\/\/webapi.unionesarda.it\/articoloamp\/cultura\/2015\/10\/15\/cabras_esposto_l_ultimo_gigante_di_mont_e_prama_e_nel_sito_contin-8-440028.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cL\u2019Unione Sarda\u201d<\/a> \u2013 \u00e8 molto recente: un femore fuori misura sarebbe stato ritrovato a Mont\u2019e Prama (la terra delle statue giganti) il 15 ottobre 2015. <em>\u201cSpunta uno scheletro gigante ed \u00e8 subito silenzio\u201d<\/em>, titola il sito <a href=\"http:\/\/www.sardegnasotterranea.org\/in-sardegna-spunta-uno-scheletro-gigante-ed-e-subito-silenzio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>\u201cSardegna Sotterranea\u201d<\/em><\/a>, facendo notare per\u00f2 che, dopo le iniziali ammissioni di Nello Cappai, sindaco di Guamaggiore, sul caso sarebbe stata fatta calare la solita coltre di riserbo.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4728.html?_=1625865516\" frameborder=\"0\" width=\"600\" height=\"646\" scrolling=\"no\"><\/iframe>&nbsp;<\/p>\n<p>Per dare un\u2019occhiata a qualche reperto osseo fotografato o filmato vale la pena di visionare il reportage di \u201cCinque Stelle Tv\u201d, che riporta anche una impressionante selezione delle testimonianze raccolte da Luigi Muscas nel suo famoso libro sul <em>\u201cpopolo dei giganti figli delle stelle\u201d<\/em>. Racconta un uomo di Pauli Arbarei: <em>\u00abUn giorno, mia figlia piccola rincas\u00f2 spaventata per aver visto degli scheletri giganti\u00bb<\/em>, in un cantiere nuragico. <em>\u00abIl capo degli archeologi aveva rimproverato i bambini, intimando loro di non guardarli, perch\u00e9 erano \u201ci diavoli\u201d. Andammo al nuraghe e vidi anch\u2019io gli scheletri\u00bb.<\/em> Aggiunge l\u2019uomo: <em>\u00abNe avevo visti gi\u00e0 nel 1958 in Costa Smeralda, ai cantieri dei primi impianti turistici\u00bb.\u00abRientrando dalla campagna \u2013 ricorda Giorgina Medda, sempre di Pauli Arbarei \u2013 mio padre Raimondo (classe 1874) diceva: anche oggi ho trovato un osso di un gigante\u00bb<\/em>. Aggiunge la donna: <em>\u00abIn un nostro terreno c\u2019era una tomba: da una fessura di notava il luccichio di metalli\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Giganti misteriosi anche nell\u2019esperienza di Angelo Ibba, agricoltore di Sardara: <em>\u00abMi \u00e8 capitato di vedere un gigante nel 1938. L\u2019aratro si incastr\u00f2 in una lastra di pietra, che aveva dei fori disposti in modo tale da rappresentare un disegno. Nella buca c\u2019era un teschio enorme. Ricoprimmo tutto: quelle ossa sono ancora l\u00e0\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>A volte, le ossa gigantesche vengono allo scoperto nei cantieri edili. Virgilio Saiu, muratore di Pauli Arbarei (classe 1915), racconta: <em>\u00abNel 1950, nel fare le fondamenta per la casa di Francesco Lai, dietro la chiesa di Sant\u2019Agostino, io e altri trovammo una tomba enorme, grande tre volte me. Rimosso il coperchio di pietra, apparve uno scheletro gigantesco. Aveva sicuramente un vestito: un mantello nero di stoffa, che al contatto con l\u2019aria si deterior\u00f2. Nella tomba, c\u2019erano anche tre monete d\u2019oro. In paese la voce si sparse, arriv\u00f2 il prete e ritir\u00f2 lui le monete: disse che le avrebbe consegnate a chi di dovere\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.libreidee.org\/prova\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Un-dente-che-Muscas-attribuisce-a-un-gigante.jpg\" alt=\"Un dente che Muscas attribuisce a un gigante\" width=\"382\" height=\"272\" \/>Si tratta di un ricordo preciso: <em>\u00abQuelle monete erano d\u2019oro massiccio, lucenti, di dimensioni paragonabili a quelle delle vecchie 100 lire\u00bb.<\/em> E le ossa? <em>\u00abErano grandi: la testa enorme, le narici grandi quanto il mio pugno. La dentatura ancora perfetta, i denti lunghi quanto le dita delle mie mani. Tutte le articolazioni erano ancora intatte. E le dita delle mani erano grosse e lunghe 20 centimetri\u00bb.<\/em><br \/>\nSi rammarica, Virgilio Saiu: <em>\u00abPurtroppo, non comprendendone l\u2019importanza, lasciammo le ossa sepolte nella fondazione della casa. E sono ancora l\u00ec\u00bb<\/em>. Il muratore assicura poi di aver visto altri scheletri, \u00abin localit\u00e0 Nuragi De Passeri, nel terreno di Natale Pusceddu, durante i lavori per piantare una vigna\u00bb. Precisa: <em>\u00abInsieme a me c\u2019erano Candido Toco, Luigi Noaruffu, Sperandiu Scanu e suo fratello, e Angelo Mandis\u00bb.<\/em> Le vanghe portarono alla luce 20 lastre di pietra. \u00ab<em>Nelle tombe c\u2019erano scheletri enormi, lunghi pi\u00f9 di 3 metri, qualcuno anche 4. Il proprietario ci chiese di non dire niente a nessuno, perch\u00e9 altrimenti avrebbero fermato i lavori. E cos\u00ec anche quegli scheletri furono rotti e lasciati nella vigna\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"Antichi Giganti\",\n\tdefaulttipo : \"Libri\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>Il gigante poteva spuntare anche nel giardino di casa. Lo spiega Eugenio Concu, di Ussaramanna. \u00ab<em>Quando avevo 10 anni, nel 1971, facemmo gli scavi per il pozzo nero. E a 50 centimetri di profondit\u00e0 iniziammo a intravedere quattro grosse teste, cinque volte pi\u00f9 grandi delle nostre. Scavando, scoprimmo quattro grandi scheletri: erano seppelliti a forma di croce. Erano molto lunghi, avevano mani grandissime e la testa allungata. I denti erano tutti intatti e bianchissimi, lunghi 5-6 centimetri. Ne sono sicuro, perch\u00e9 li lavammo e li misurammo\u00bb.<\/em> Aggiunge Eugenio: <em>\u00abAvvisammo il parroco di Ussaramanna: ci disse che gli scheletri erano cartaginesi, e ci chiese di gettarli nella discarica\u00bb<\/em>. Detto fatto: <em>\u00abCon l\u2019aiuto dei miei fratelli li facemmo a pezzi e li caricammo nella carriola. E dopo 4-5 viaggi ce ne sbarazzammo. Sfortunatamente, ignoravamo cosa fossero: altrimenti avremmo potuto tenerne almeno uno\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.libreidee.org\/prova\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Davide-e-Golia-il-gigante-biblico.jpg\" alt=\"Davide e Golia, il gigante biblico\" width=\"331\" height=\"250\" \/>Tra le tante storie raccolte da Luigi Muscas, forse la pi\u00f9 sconcertante \u00e8 quella di Salvatore Pilloni, di Gonnoscodina. <em>\u00abAlle elementari \u2013 racconta \u2013 i maestri scoperchiavano le tombe. Ci portavano con pale e picconi nel Campo degli Aztechi per andare a scavare le tombe. Alcune erano normali, altre gigantesche (oltre i 4 metri: i maestri le misuravano con il metro). Uno scheletro era lungo 3 metri e 86 centimetri, i piedi erano lunghi 60 centimetri, e il femore ben 1 metro e 43 centimetri. La testa era grande quanto quella di un cavallo, solo che le fattezze erano umane\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Dice Salvatore: <em>\u00abAvevo solo 9 anni, ma ricordo bene che le ossa erano rivestite da una pellicina, come se fossero mummificate. Infatti avevano tutti i tendini ancora intatti. E quando venivano sollevati, gli scheletri si muovevano come marionette\u00bb.<\/em> Che ne fu, di quei resti? <em>\u00abAlla fine li presero i nostri maestri\u00bb,<\/em> di cui Pilloni fa anche i nomi.<\/p>\n<p>Ufficialmente, i giganti non sono mai esistiti.<\/p>\n<p>E i debunker liquidano la faccenda nel solito modo: bufale. Davvero? E perch\u00e9 mai tante persone ormai anziane dovrebbero raccontare frottole cos\u00ec ben documentate? Sugli Ufo, il <em>\u201ccover-up\u201d<\/em> \u00e8 finito. A quando, dunque, la verit\u00e0 sui giganti?<\/p>\n<p>Tanto per cominciare: dove sono finiti, i maxi-scheletri di Sardara e Pauli Arbarei?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.libreidee.org\/2021\/06\/giganti-in-sardegna-scheletri-di-4-metri-spariti-nel-nulla\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abVenivano qui a giocare con lo scheletro, che era mummificato: ossa, nervi e pelle. Afferravamo il braccio, tiravamo un nervo e gli facevamo muovere le dita della mano. Era un gioco, ma dur\u00f2 poco: 5-6 mesi, poi lo presero\u00bb. A parlare \u00e8 Luigi Muscas, figlio di pastori, oggi scultore e scrittore. 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