{"id":54607,"date":"2021-07-11T10:28:57","date_gmt":"2021-07-11T08:28:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=54607"},"modified":"2021-07-11T10:37:07","modified_gmt":"2021-07-11T08:37:07","slug":"emergenzialismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/emergenzialismo\/","title":{"rendered":"Emergenzialismo e nuova Palingenesi"},"content":{"rendered":"<div class=\"header-standard header-classic single-header\">\n<div class=\"post-box-meta-single\">Per quanto la situazione attuale di privazione di diritti e libert\u00e0 fondamentali possa sembrare qualcosa di eccezionale ed inaudito per la sua gravit\u00e0, essa ripete un <em>pattern<\/em> che nel corso dei secoli \u00e8 rimasto immutato, cambiando solo strumentario e modalit\u00e0.<br \/>\n<strong>Quello che l\u2019agenda dell\u2019ultimo Forum di Davos ha chiamato con il nome del Grande Reset, in teoria (e in pratica) sarebbe l\u2019ultima Palingenesi \u2013 un periodico azionamento di un azzeramento, allo scopo di ottenere rinnovamento, rinascita, rigenerazione, che funge da propulsore selettivo dell\u2019evoluzione sociale.<\/strong>\u00a0Un\u2019evoluzione che, come sappiamo, non \u00e8 paragonabile a quella naturale, pur essendo soggetta alle stesse forze interne ed esterne. Anche nella societ\u00e0, come nei sistemi naturali, agiscono dei predatori, ma a differenza del mondo animale, i predatori sociali, che sostanzialmente sono i fautori del grande business, conquistano previamente l\u2019opinione pubblica, invece di metterla in allerta come accade in natura, abituandola a colpi di fatti compiuti, senza che essa possa reagire e difendersi per istinto innato.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-entry blockquote-style-1\">\n<div id=\"penci-post-entry-inner\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La peculiarit\u00e0 della societ\u00e0 umana \u00e8 nel consenso sociale che si instaura fra i vari piani della sua struttura e che si radica proprio nella repressione della natura istintuale dell\u2019essere umano. Non possiamo analizzare la palingenesi sociale senza entrare nel merito di un tema lungo e complesso che \u00e8 quello del processo bio-evolutivo dell\u2019uomo. E\u2019 un processo che unisce due percorsi contraddittori, destinati a conciliarsi solo in soluzioni paradossali. Da una parte abbiamo il\u00a0<strong>processo della domesticazione<\/strong>\u00a0che, parimenti agli animali addomesticati dall\u2019uomo, si manifesta nelle seguenti caratteristiche acquisite: 1) numerosi tratti morfologici di neotenia; 2) spiccata socievolezza; 3) preponderante tendenza all\u2019assoggettamento. In questa sede non ci diramiamo sul dibattito in campo antropologico della natura della domesticazione, se auto-indotta o etero-diretta da terzi (quest\u2019ultima \u00e8 la tesi del top antropologo\u00a0<strong>Roger Wescott<\/strong><em>)<\/em>, ma ci limitiamo a elencare i requisiti che dovrebbero essere presenti in una data specie affinch\u00e9 questa possa essere addomesticata con successo.<\/p>\n<p>A differenza del semplice allevamento, che pu\u00f2 essere applicato ad alcune specie selvagge,\u00a0<strong>l\u2019addomesticazione \u00e8 un processo che plasma e modifica sostanzialmente nell\u2019aspetto e nel comportamento il gruppo selezionato,<\/strong>\u00a0il che non permette alla specie il ritorno a una libert\u00e0 naturale anche con la cessione delle condizioni di cattivit\u00e0 e del controllo dell\u2019uomo. Secondo l\u2019antropologo<strong>Jared Diamond\u00a0<\/strong>si tratta di un insieme di condizioni che permettono il buon grado, o il successo duraturo, di una addomesticazione:<\/p>\n<p>\u2013 dieta flessibile, composta di alimenti disomogenei tipici sia per i carnivori che per gli erbivori;<\/p>\n<p>\u2013 tasso di crescita ragionevolmente veloce da permettere interventi di selezione delle caratteristiche espresse negli adulti, quindi un periodo non tanto lungo per il raggiungimento della maturit\u00e0;<\/p>\n<p>\u2013 possibilit\u00e0 di riprodursi in cattivit\u00e0, adoperando varie tecniche di stimolazione, fra cui anche quelle di una maggiore stimolazione sessuale;<\/p>\n<p>\u2013 temperamento mite e docile, con moderata o quasi soppressa capacit\u00e0 di reagire al panico;<\/p>\n<p>\u2013 il riconoscimento di una gerarchia sociale: gli animali addomesticati devono essere capaci di riconoscere l\u2019uomo come loro dominatore e leader;<\/p>\n<p>\u2013 strategia di difesa sociale, o di gruppo: gli animali addomesticati non devono adoperare strategie di fuga individuali, che sono dispersive e mettono in difficolt\u00e0 i predatori (in questo caso gli allevatori), ma dovrebbero avere l\u2019istinto di appartenenza a una mandria, quindi raggrupparsi durante la fuga, dove la mandria seguir\u00e0 il membro dominante (il leader interno) che potr\u00e0 essere previamente preparato per spronare l\u2019intera mandria nella direzione voluta dall\u2019allevatore.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_auto_4726.html?_=1625966327\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Tutti i requisiti elencati da\u00a0<strong>Diamond<\/strong>\u00a0sono perfettamente designativi della societ\u00e0 umana, dove il riconoscimento gerarchico, cio\u00e8 la\u00a0<em>leadership<\/em>\u00a0dell\u2019allevatore, \u00e8 rivestito semplicemente dalle autorit\u00e0 istituzionali e da chi occupa i gradi pi\u00f9 alti della gerarchia sociale. E bench\u00e9 ci sia una palese sovrapponibilit\u00e0 fra il modello di allevamento addomesticato e quello della societ\u00e0 umana, allo stesso tempo l\u2019essere umano ha una caratteristica singolare che determina il suo tragico paradosso di non continuit\u00e0: si tratta della\u00a0<strong>singolare plasticit\u00e0 del cervello umano<\/strong>, dovuta all\u2019espressione di determinati geni. In realt\u00e0 si tratta di un carattere neotenico che permane attivo per quasi tutta la durata della vita, una sorta di protratta \u201cimmaturit\u00e0\u201d dell\u2019organo celebrale che rende l\u2019<em>homo sapiens<\/em> ricettivo agli stimoli e incline all\u2019apprendimento anche quando viene superata la fase giovanile, a differenza di tutti gli altri mammiferi, dove questa capacit\u00e0 \u00e8 riservata solo ai primi anni della vita.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio la plasticit\u00e0 del cervello (della corteccia cerebrale), e non tanto il suo volume, a determinare nell\u2019uomo la liberazione di una singolare energia mentale che possiamo chiamare in tanti modi \u2013 psiche, libido, (auto)coscienza, intelletto, ragione, spirito, personalit\u00e0, volont\u00e0, sentimento \u2013 e che spiega l\u2019esclusiva connettivit\u00e0 dell\u2019uomo, capace di creare schemi cognitivi dinamici e complessi, indisponibili per gli altri animali.\u00a0<strong>Questo scarto di energia libera, libera perch\u00e9 in avanzo rispetto al mero funzionamento biologico, colloca l\u2019uomo in cima della scala della vitalit\u00e0 di tutte le specie viventi, ma paradossalmente \u00e8 proprio questa esuberante libert\u00e0 psico-mentale ad essere stata ripiegata a una probabilmente mirata e coercitiva, nonch\u00e9 sempre pi\u00f9 serrata addomesticazione, che prosegue attraverso le varie epoche e forme di organizzazione sociale.<\/strong><\/p>\n<p>Questa incompatibilit\u00e0 funzionale fra l\u2019(auto)addomesticazione, da un lato, e la libert\u00e0 psico-mentale, dall\u2019altro, \u00e8 destinata a produrre sia nel singolo che all\u2019interno della specie umana (oltre che verso l\u2019ambiente esterno) una costante tensione, da cui l\u2019unica valvola di sfogo \u00e8 la violenza: violenza intesa come volont\u00e0 di imporre se stessi, la propria necessit\u00e0, il proprio interesse e la propria forma mentis sugli altri, che nelle societ\u00e0 pi\u00f9 complesse \u00e8 stata abilmente veicolata attraverso forme organizzate come quello della guerra: forme che si consolidano a livello istituzionale come modo di essere collettivo, che contraddistingue tutte le societ\u00e0, tutte le civilt\u00e0, pur nella loro diversit\u00e0 geografica, culturale e di modello economico. Questo spiega perch\u00e9 il\u00a0<em>\u2018Polemos\u2019<\/em>\u00a0era decantato ancora nell\u2019antichit\u00e0 come il destino primo e ultimo dell\u2019umanit\u00e0, <em>\u201cla madre di tutto\u201d<\/em>, la sovrana assoluta (<strong>Eraclito<\/strong>), \u201cuna necessit\u00e0 sempre presente in natura, la forza ordinatrice della vita (<strong>Platone<\/strong>).<strong><br \/>\nMentre in una prospettiva razionale e di pianificazione strategica la guerra viene adoperata come il veicolante pi\u00f9 efficace per imporre gli interessi dei vincitori e la loro cultura sulle popolazioni assoggettate, da un\u2019altra prospettiva la guerra fornisce quella necessaria rottura che \u00e8 l\u2019unica modalit\u00e0 di elaborazione dell\u2019accumulo dell\u2019energia psico-mentale, spingendola verso il richiamo di una libert\u00e0 istintuale perduta, inconscia quanto repressa, procurando nei protagonisti uno stato di beatitudine e di pacificazione dei sensi.<\/strong>\u00a0Qualcuno che aveva ben compreso questa necessit\u00e0 dell\u2019elaborazione del conflitto era\u00a0<strong>Nietzsche<\/strong>\u00a0che, riflettendo sul senso della vita, scriveva: <em>\u201c\u2026E chi saprebbe ridere e vivere bene, senza intendersi prima di guerra e di vittoria?\u201d<\/em><\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"storia antica\",\n\tdefaulttipo : \"Libri\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 06,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>Dobbiamo per\u00f2 annotare che, implicitamente all\u2019istituzionalizzazione della guerra come dispositivo evolutivo della societ\u00e0, nei gruppi umani \u00e8 stata fin da sempre praticata la ritualit\u00e0 del sacrificio di sangue come donazione ai piani superiori della catena energetico-alimentare, quelli delle divinit\u00e0, di chiunque natura esse fossero.\u00a0<strong>Il sacrificio, nello stesso modo in cui viene praticato su animali di allevamento per celebrare tradizioni religiose, viene eseguito anche su esseri umani a favore di entit\u00e0 sovraumane.<\/strong>\u00a0Il sacrificio umano fa probabilmente parte della storia di tutti i popoli agricoli dell\u2019antichit\u00e0, una pratica comune con cui per mano di sacerdoti e capi trib\u00f9 venivano sacrificate giovani donne e bambini per garantire la fertilit\u00e0 del terreno. Sacrifici pagani che trapassano poi nella ritualit\u00e0 religiosa di sumeri, egiziani, assiri, indiani, fenici, etruschi, slavi, inca, aztechi. Ne sono prova anche i testi anticotestamentari, fra cui l\u2019episodio di Abramo e il figlio Isacco che, anche se andato a lieto fine, rimane paradigmatico per la cultura ebraica. Spesso i sacrifici umani accompagnano le guerre sia come riti propiziatori che come eccidi di purificazione, abbattuti sulle popolazioni che avevano perso la battaglia.<\/p>\n<p><strong>In questo senso possiamo dire che in ogni societ\u00e0 agisce un substrato arcaico ed ancestrale di concezioni punitive e sacrificali che, oggi come ieri, offrono un terreno fertile su cui innescare i vari emergenzialismi di ricapitolazione<\/strong>. Fino a pochi decenni fa la forma pi\u00f9 consuetudinaria di emergenza era la guerra, tanto \u00e8 che abbiamo ancora di fresca memoria l\u2019esempio delle guerre nazionali della prima met\u00e0 del secolo scorso, che strutturalmente avevano coinvolto nella loro causa le intere societ\u00e0. Ma se da un lato i leader nazionali riuscivano a riunire le maggioranze intorno a un\u2019idea, un sentimento, un ideale di grandezza della propria nazione, da un altro lato sul campo di battaglia venivano sacrificati i soldati estratti demograficamente dalle fasce pi\u00f9 giovani e virili, fisicamente pi\u00f9 forti e resistenti, ma anche pi\u00f9 dotati di coraggio e di eroismo. E\u2019 come se le guerre dovessero rendere alla storia umana un sacrificio di vitalit\u00e0 e di quintessenza eroica, oppure, come con l\u2019instaurazione dei regimi comunisti, il sacrificio della parte pi\u00f9 colta e fiera della societ\u00e0, quella dei dissidenti.\u00a0<strong>A differenza dei sistemi naturali, dove i predatori collaborano con l\u2019evoluzione della specie predata, eliminando gli esemplari pi\u00f9 deboli, nelle societ\u00e0 umane, attraverso la prassi bellica e le rivoluzioni, si verifica un sistematico sacrificio dei migliori, che a lungo andare non potrebbe non determinare un peggioramento antropologico della specie, ma ci\u00f2 vale anche per la selezione delle sue elite<\/strong>. Paradossalmente si verifica una progressiva devitalizzazione psico-fisica delle generazioni successive, una pressione selettiva delle caratteristiche del conformismo e della non-conflittualit\u00e0, perfino del desiderio di misure di contenimento e limitazione \u2013 le perfette condizioni di un ulteriore livello di addomesticazione delle societ\u00e0 post emergenziali.<\/p>\n<p>Dal punto di vista delle elite, invece, laddove la guerra era la fonte di legittimazione del potere, nei tempi di pace essa \u00e8 sostituita dalla \u2018pacifica\u2019 prevaricazione della corruzione (passiva e attiva), che raccoglie un vasto consenso sociale grazie a forme quasi istituzionalizzate.\u00a0<strong>Nel macro conformismo al processo di mondializzazione, l\u2019allontanamento dai principi di sovranit\u00e0 e interesse nazionale ha fatto s\u00ec che le \u00e9lite dei singoli paesi occidentali non avessero pi\u00f9 l\u2019autorit\u00e0 che avevano i leader dei nazionalismi per convincere le giovani generazioni a sacrificarsi nel nome delle loro idee di societ\u00e0 futura, oltre che per i loro interessi.<\/strong>\u00a0Motivo per cui sono state escogitate forme impersonali e ben pi\u00f9 raffinate di persuasione, come lo \u00e8 l\u2019ultima ideologia del civismo superlativo.\u00a0<strong>Il nuovo moralismo civico, fondato perversamente sulla fiducia nella scienza e nei dettami degli esperti, pretende di essere l\u2019unico pensiero legittimo, abolendo al contempo il pensare come processo.<\/strong>\u00a0Esso si giustifica con l\u2019urgenza degli obbiettivi da perseguire (economia <em>green<\/em>, tecnologia digitale, omologazione tecno-sanitaria della popolazione, decostruttivismo identitario), per cui vuole scavalcare la lentezza della riflessione pubblica e del dibattito parlamentare, retaggio dei sistemi democratici. La nuova etica civica, personificata da governi sostanzialmente tecnocratici, non si basa pi\u00f9 su principi di diritto, dati empirici e studi umanistici; essa detta al singolo, parimenti a come faceva la propaganda nazionalista con i soldati di leva, di assumersi il rischio di perdere la propria vita come segno di altruismo, nel nome del bene comune, senza voler definire n\u00e9 i concetti di base, n\u00e9 il senso razionale delle azioni richieste.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 nel campo geopolitico occidentale lo scontro fra gli Stati nazionali non \u00e8 pi\u00f9 possibile, visto che gli eserciti interni rispondono alle stesse autorit\u00e0 sovranazionali, diventa sempre pi\u00f9 remota anche la possibilit\u00e0 di una rivoluzione interna, soffocata prima dal dispositivo della felicit\u00e0 consumista e dopo dal consenso trasversale che ha cancellato la lotta di classe.<\/p>\n<p><strong>La nuova ideologia unisce attorno al senso del giusto sia poveri che ricchi, li rende ugualmente \u2018giusti\u2019 in quanto portatori degli stessi valori di una societ\u00e0 purificata dal dolore e dall\u2019imprevisto, tecnologica e impersonalmente controllata.<\/strong>\u00a0Per quanto una cultura possa avere una forma mentis simbolicamente appiattita, nei singoli individui agisce inevitabilmente la figura escatologica dell\u2019apocalisse: ogni generazione si crede meritevole di vivere un evento trasformativo di misure colossali che la vedr\u00e0 protagonista di una elevazione miracolosa, e quindi ogni individuo si crede meritevole di esserne testimone o di fare parte dei superstiti perch\u00e9 sta dalla parte giusta. Il mito del\u00a0<em>Diluvio universale<\/em> \u00e8 sempre attivo \u2013 la prima Palingenesi, il primo Grande Reset di cui l\u2019umanit\u00e0 ha memoria, dove <em>No\u00e8,<\/em>\u00a0insieme alla sua famiglia, \u00e8 stato scelto come patriarca del nuovo mondo perch\u00e9 un uomo \u201cretto<strong><em>\u201c,<\/em><\/strong>\u00a0giusto e integro che \u201ccamminava con Dio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ma chi \u00e8 il Dio che dovr\u00e0 decidere i meritevoli che popoleranno il nuovo mondo?<\/strong><\/p>\n<p>Oggi abbiamo una Palingenesi in cui\u00a0<strong>Moralismo<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>Affarismo<\/strong>\u00a0agiscono in perfetta sinergia, il che rende superfluo il dibattito sull\u2019esistenza o meno di un accordo cospirazionista fra le varie entit\u00e0 altolocate, in quanto le due linee, pur trovandosi uniti da motivazioni diverse, a volte perfino opposte, condividono allo stesso modo l\u2019euforia del\u00a0<em>\u2018worst case\u2019<\/em>\u00a0(tanto peggio tanto meglio), perch\u00e9 la catastrofe pandemica \u2013 provocata e\/o invocata \u2013 per gli affaristi favorisce il saccheggio, mentre per i moralisti \u00e8 la redenzione necessaria che li elever\u00e0 a sacerdoti della nuova religione pandemica.<br \/>\nMa quello che ancora sfugge ai fautori della nuova Palingenesi, quella cosa che non hanno imparato dalla storia, ma che senz\u2019altro stanno avvertendo, \u00e8 che ogni forzatura dei processi naturali, bench\u00e9 all\u2019interno della societ\u00e0, crea un sistema-trappola che tiene stretti nella sua morsa sia le vittime che i fautori, determinando il declino pi\u00f9 veloce proprio di quest\u2019ultimi.<\/p>\n<p><em>Zory Petzova<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quanto la situazione attuale di privazione di diritti e libert\u00e0 fondamentali possa sembrare qualcosa di eccezionale ed inaudito per la sua gravit\u00e0, essa ripete un pattern che nel corso dei secoli \u00e8 rimasto immutato, cambiando solo strumentario e modalit\u00e0. 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