{"id":55077,"date":"2021-07-23T22:42:18","date_gmt":"2021-07-23T20:42:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=55077"},"modified":"2021-07-23T23:05:41","modified_gmt":"2021-07-23T21:05:41","slug":"e-giusto-rompere-unamicizia-a-causa-del-vaccino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/e-giusto-rompere-unamicizia-a-causa-del-vaccino\/","title":{"rendered":"\u00c8 giusto rompere un\u2019amicizia a causa del vaccino?"},"content":{"rendered":"<p><em>Due persone troppo distanti quanto a consapevolezza spirituale non potrebbero restare amiche neppure se lo volessero: non si pu\u00f2 amare chi ama solo se stesso. I tre tipi di amicizia per <strong>Aristotele<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una situazione sempre pi\u00f9 frequente: i rapporti familiari s\u2019incrinano, le amicizie si rompono, la tensione cresce a livelli intollerabili nei luoghi di lavoro, perch\u00e9 ci sono una ventina di milioni d\u2019italiani che hanno capito cos\u2019\u00e8 il preteso vaccino o che quanto meno hanno dei dubbi e dei sospetti, non vogliono saperne di farselo inoculare, sicch\u00e9 gli altri, istigati da una <strong>stampa prezzolata<\/strong> (<em>La pagheranno cara<\/em> titolava ieri uno dei giornali pi\u00f9 venduti) li percepiscono come pericolosissimi untori, degli asociali irresponsabili cui si deve il permanere dell\u2019incubo causato dalla (cosiddetta) pandemia.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 solo la questione del vaccino, anzi del cosiddetto vaccino \u2013 perch\u00e9 si devono chiamare le cose con il loro vero nome e perci\u00f2 non si dovrebbe chiamare vaccino un preparato che non \u00e8 tale \u2013 ad avvelenare i rapporti familiari e quelli di amicizia.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"vaccini\",\n\tdefaulttipo : \"Libri\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"900\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p><strong>L\u2019agenda del globalismo<\/strong> ha un calendario sempre pi\u00f9 fitto di accelerazioni, per sospingerci a tappe forzate nelle meraviglie del Mondo Nuovo. Un\u2019altra questione altamente divisiva \u00e8 <strong>la legge Zan<\/strong>, e in genere tutti i provvedimenti e le iniziative che lo accompagnano, anche di natura pratica, come l\u2019introduzione della cosiddetta educazione sessuale negli asili e nelle scuole da parte di propagandisti LGBTQ, ovvero della propaganda a favore del cambio di sesso e della instaurazione di un nuovo modo di pensare, secondo il quale i sessi maschile e femminile sono archiviati per sempre e ora bisogna pensare in termini di sessualit\u00e0 fluida e soggettiva.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 si tratta di iniziative che colpiscono al cuore i<strong>l sano sviluppo psicologico del bambino e la struttura ordinata della famiglia naturale<\/strong>, se i genitori hanno idee diverse su questa materia, \u00e8 inevitabile che sorgano delle divergenze molto serie, che possono sfociare anche nella rottura irreparabile della coppia e nella lacerazione dolorosa del tessuto familiare, accompagnate da aspre battaglie legali per ottenere l\u2019affido esclusivo della prole \u2013 battaglie nelle quali il giudice, molto spesso, non si pone come autorit\u00e0 super partes ma si schiera apertamente per il femminismo, cio\u00e8 a favore della donna contro l\u2019uomo, e per l\u2019<strong>ideologia gender<\/strong>, cio\u00e8 a favore di tutto ci\u00f2 che favorisce quest\u2019ultima, compresa la sottrazione dei bambini alla potest\u00e0 genitoriale e il loro affido, arbitrario e immotivato, a degli affidatari che ne sono seguaci. Per chi non lo sapesse, infatti, anche se non si parla pi\u00f9 dell\u2019inchiesta giudiziaria <em>Angeli e demoni<\/em> e anche se su Bibbiano i giornali pi\u00f9 venduti (nei due sensi della parola) e tutti i telegiornali hanno deciso di stendere <strong>un velo di silenzio<\/strong>, secondo l\u2019ordine di scuderia dei loro padroni, la realt\u00e0 \u00e8 che a Bibbiano, in Emilia e in tutta Italia quel perverso \u201csistema\u201d continua a lavorare, alla luce del sole, come prima e peggio di prima: con uno stuolo di sedicenti esperti e di zelanti assistenti socio-sanitari, profumatamente pagati con il pubblico denaro (anche due o tre volte pi\u00f9 delle normali tariffe per delle sedute di psicoterapia), impegnati a dare la caccia ai bambini delle famiglie pi\u00f9 fragili e disagiate per sottrarli alla potest\u00e0 genitoriale e darli in affido agli amici degli amici, sovente coppie omosessuali o comunque persone ideologicamente schierate sul versante della cultura arcobaleno, ben decisi a fare di quei piccoli dei futuri sostenitori di quella stessa ideologia, instillando in loro lo stesso modo di vedere la vita e lo stesso tipo di affettivit\u00e0 e di sessualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Sorge perci\u00f2 la domanda<\/strong>: che fare quando un amico si schiera a favore della vaccinazione obbligatoria e proclama che chi non si \u00e8 vaccinato non avrebbe nemmeno il diritto di uscire di casa, tanto meno di frequentare la scuola o i locali pubblici? E che fare quando un amico si dichiara a favore della cosiddetta legge contro l\u2019omofobia, facendosi complice del progetto totalitario del transessualismo: sponsorizzate con convinzione, l\u2019una e l\u2019altra cosa, da quello che in una precedente occasione abbiano chiamato \u2013 e ne siamo sempre pi\u00f9 convinti \u2013 <strong>il partito del male<\/strong>?<\/p>\n<p>Che fare, infine, nel caso dei credenti, quando un caro amico mostra di non capire perch\u00e9 riteniamo che non solo <strong>Bergoglio<\/strong>, ma <strong>tutta la chiesa di Bergoglio<\/strong>, siano una totale mistificazione del vero papato e della vera Chiesa, e anzi s\u2019indigna e magari si arrabbia se noi diciamo tali cose, e minimizza tutte le azioni orribili fatte da costui, non ultima delle quali <strong>la sfacciata propaganda a favore della vaccinazione di massa<\/strong>? E qui il cerchio si chiude, e appare chiaro che tutti i problemi e le questioni, laici e religiosi, grazie alla globalizzazione sono divenuti le facce di uno stesso problema e di una sola questione. Possiamo conservare tali amicizie? E, quando anche fossimo disposti a farlo, che succede se sono gli amici pro vaccinazioni, pro gender e pro Bergoglio, a rompere con noi, a ripudiare la nostra amicizia, a cancellare anni di affettuosa vicinanza?<\/p>\n<p>Vediamo allora cosa dice <strong>il buon vecchio Aristotele<\/strong> su questo argomento specifico, la rottura dell\u2019amicizia e la sue cause (dall\u2019<em>Etica Nicomachea<\/em>, IX, 3; a cura di Claudio Mazzarelli, Milano, Rusconi, 1993, pp. 343-345):<\/p>\n<blockquote><p>C\u2019\u00e8, poi, anche un\u2019aporia che riguarda lo sciogliersi o no dell\u2019amicizia verso persone che non restano le stesse. Non \u00e8 forse vero che non \u00e8 affatto strano che le amicizie fondate sull\u2019utilit\u00e0 e sul piacere si sciolgano, quando non si hanno pi\u00f9 questi vantaggi? \u00c8 di questi vantaggi, infatti, che si era amici: venuti meno quelli, \u00e8 naturale che non si ami pi\u00f9. Uno, poi, potrebbe lamentarsi se uno, amando per l\u2019utilit\u00e0 o per il piacere, facesse finta di amare per il carattere. Come infatti abbiamo detto all\u2019inizio, la maggior parte dei contrasti tra gli amici nascono quando non sono amici nel modo in cui credono di esserlo. Orbene, quando uno si inganna e suppone di essere amato per il carattere, mentre l\u2019altro non fa nulla di simile, deve incolpare se stesso; quando, invece, resta ingannato dalla simulazione dell\u2019altro, \u00e8 giusto che accusi l\u2019ingannatore, ancor pi\u00f9 che se fosse un falsificatore di moneta, nella misura in cui l\u2019oggetto della sua frode \u00e8 pi\u00f9 prezioso. Ma quando si accoglie nella propria amicizia uno che si ritiene buono, ma poi quello risulta malvagio e ce se ne accorge, si deve forse amarlo ancora? Non \u00e8 forse vero che non \u00e8 possibile, dal momento che non ogni cosa \u00e8 amabile, ma solo ci\u00f2 che \u00e8 buono? E, poi, l\u2019uomo malvagio non \u00e8 degno di essere amato, e non si deve amarlo. Infatti, non bisogna essere amanti del vizio, n\u00e9 rendersi simili al cattivo: si \u00e8 poi detto che il simile \u00e8 amico del simile. Bisogna, dunque, sciogliere l\u2019amicizia subito? Non \u00e8 forse vero che non bisogna farlo con tutti, ma solo con quelli la cui perversit\u00e0 sia incorreggibile, mentre quelli che hanno la possibilit\u00e0 di raddrizzarsi si deve aiutarli a emendare il carattere, pi\u00f9 che a ricostruire il patrimonio, tanto pi\u00f9 quanto ci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 nobile e pi\u00f9 proprio dell\u2019amicizia? Tuttavia, si ammetter\u00e0 che chi scioglie l\u2019amicizia in questo caso non fa nulla di strano; infatti, non di un uomo di tal fatta che era amico; quindi, non essendogli possibile salvare l\u2019amico che si \u00e8 trasformato, se ne separa. E se, d\u2019altra parte, rimane com\u2019\u00e8 mentre l\u2019altro diventa pi\u00f9 virtuoso e cambia molto dal punto di vista della virt\u00f9, deve ancora trattare il primo come amico? Non bisogna forse riconoscere che \u00e8 impossibile? Quando la distanza tra i due diventa grande, questo risulta particolarmente evidente, come nel caso delle amicizie strette nell\u2019infanzia; se, infatti, uno rimane fanciullo nel ragionamento mentre l\u2019altro \u00e8 gi\u00e0 un uomo maturo, come potrebbero essere amici, dal momento che ad essi non piacciono pi\u00f9 le stesse cose, e non provano pi\u00f9 le stesse gioie e gli stessi dolori? Infatti, non hanno pi\u00f9 l\u2019uno per l\u2019altro gli stessi sentimenti, e senza di essi, come dicevamo, non possono essere amici, giacch\u00e9 non \u00e8 loro pi\u00f9 possibile vivere insieme. Ma di questo si \u00e8 gi\u00e0 parlato. Orbene, in tal caso, ci si deve comportare con l\u2019altro non diversamente da come ci si comporterebbe se non fosse mai stato amico? Non si deve forse mantenere il ricordo della passata intimit\u00e0, e, come pensiamo che si debba far piacere pi\u00f9 agli amici che agli estranei, cos\u00ec non si deve forse concedere qualche riguardo a coloro che amici sono stati, in ragione proprio della passata amicizia, quando la rottura non \u00e8 risultata da un eccesso di perversit\u00e0?<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Esistono, per Aristotele, tre tipi di amicizia<\/strong>: quella basata sul piacere, quella basata sull\u2019utile o l\u2019interesse, e quella basata sulla bont\u00e0. La vera amicizia \u00e8 quest\u2019ultima, perch\u00e9 le altre due, a ben guardare, sono dirette non alla persona dell\u2019amico, ma al piacere o all\u2019utile che se ne possono trarre, e quindi se finiscono il piacere o l\u2019utilit\u00e0, termina anche l\u2019amicizia. L\u2019amicizia che dura \u00e8 quella basata sul bene, nella quale si desidera il bene dell\u2019altro senza alcun secondo fine; ed \u00e8 il legame affettivo che s\u2019instaura fra i buoni, perch\u00e9 i malvagi, essendo dominati dall\u2019egoismo e da altre passioni disordinate, sono incapaci di vera amicizia nei riguardi di chicchessia.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4738.html?_=1626916762\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Per <strong>Aristotele<\/strong>, le amicizie vere si rompono quando uno scopre che l\u2019altro non gli era amico nello stesso senso in cui lo era lui; che non dava alla loro amicizia la stessa importanza che gli attribuiva lui; oppure quando uno scopre che l\u2019altro \u00e8 una persona diversa da quella che credeva di conoscere, ad esempio che \u00e8 malvagio, mentre lo credeva buono; infine, quando uno dei due cambia, divenendo migliore o peggiore, e cos\u00ec si pone ad un livello di coscienza differente da quello dell\u2019amico, il quale non \u00e8 pi\u00f9 interessato alla sua compagnia, o perch\u00e9 la trova noiosa, o perch\u00e9 la trova sgradevole, e insomma essi non amano pi\u00f9 le stesse cose che amavano prima e che avevano costituito un elemento decisivo del loro affiatamento.<\/p>\n<p>Ora, il caso che abbiamo considerato \u00e8 in parte diverso, in parte simile: qui non si tratta di capire che l\u2019altro \u00e8 malvagio, ma indubbiamente che \u00e8 una persona diversa da quella che credevamo. Ha voluto tenerci nascosta la sua vera natura, facendo s\u00ec che noi amassimo in lui delle cose che, in realt\u00e0, non possiede? No di certo.<\/p>\n<p>Ci siamo ingannati noi, allora, attribuendogli delle qualit\u00e0 che non gli appartengono? Probabilmente s\u00ec.<\/p>\n<p>Non abbiamo sopravvalutato la sua bont\u00e0, ma la sua saggezza e la sua maturit\u00e0 complessiva; non la sua lealt\u00e0 verso di noi, ma la sua debolezza verso altri fattori. Il fattore devastante, nella presente situazione, \u00e8 la paura. <strong>Le persone sono state spaventate a morte dalla Narrazione Unica della cosiddetta pandemia<\/strong>, e ci\u00f2 ha spinto i nostri amici ad assumere dei comportamenti e ad esprimere delle convinzioni che per noi sono stati delle dolorose sorprese, ma che, se fossero capaci di guardarsi spassionatamente, sarebbero delle sorprese anche per loro. Infatti la <strong>paura del contagio<\/strong> ha fatto emergere in loro degli aspetti del carattere che non avevamo mai notato, ma che senza dubbio neppure loro sospettavano di avere: una certa tendenza alla precipitazione, all\u2019emotivit\u00e0 esasperata e, in ultima analisi, all\u2019egoismo. Pur di sentirsi sicuri, non esiterebbero a imporre agli altri i \u201crimedi\u201d proposti, o imposti, dal governo, senza farsi scrupolo delle nostre perplessit\u00e0 o della nostra decisa e ragionata contrariet\u00e0. Non gliene importa nulla di quel che pensiamo: di colpo ci vedono come dei pericolosi untori; anni di familiarit\u00e0 e di stima e fiducia reciproche sono stati spazzati via d\u2019un solo colpo.<\/p>\n<p>Per intanto, ci fanno capire chiaramente che non desiderano ricevere i vecchi amici a casa loro, a meno che si mettano la mascherina e si igienizzino le mani all\u2019entrata, come si fa prima di accedere a una banca o a un supermercato. \u00c8 lo stesso atteggiamento, in fondo, di quelli che non ammettono gli amici in casa loro se prima non si sono levati le scarpe: la perfetta pulizia dei pavimenti vale bene il rischio di disgustare delle persone care, perch\u00e9, per quel tipo di soggetti, non ha importanza cosa provano gli altri, ma esclusivamente come si sentono loro: e se loro sono soddisfatti, tutto il resto \u00e8 secondario. Adesso non si tratta pi\u00f9 della pulizia, ma del virus: a ben guardare, cambia l\u2019intensit\u00e0 della loro ossessione, ma non la sostanza: \u00e8 sempre lo stesso atteggiamento, un misto di diffidenza per il mondo esterno e di smania compulsiva di avere ogni cosa sotto controllo, d\u2019impedire che qualcosa possa sfuggire loro. Una persona che, al ristorante o sull\u2019aereo, tiene la mascherina abbassata, causa a questo tipo di soggetti <strong>una specie di crisi isterica<\/strong>: sudano, si agitano, protestano con quanto fiato hanno in corpo, e soprattutto vomitano sul malcapitato ogni sorta d\u2019improperi, come se si fosse macchiato del pi\u00f9 terribile dei delitti. In effetti, il delitto di aver messo stupidamente a repentaglio, cos\u00ec pensano come effetto di migliaia di ore di martellamento televisivo, la loro stessa vita. E cosa sar\u00e0 mai una sgridata, una protesta un po\u2019 veemente, a paragone della gravit\u00e0 di quell\u2019agire da incoscienti, che mette in pericolo la vita altrui?<\/p>\n<p>Resta perci\u00f2 la domanda: che fare? Rompere l\u2019amicizia, perch\u00e9 ci siamo accorti che l\u2019altro non \u00e8 come lo avevamo creduto? \u00c8 un falso problema; l\u2019amicizia \u00e8 gi\u00e0 incrinata e si romper\u00e0 da s\u00e9: <strong>due persone troppo distanti quanto a consapevolezza spirituale non potrebbero restare amiche neppure se lo volessero.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il vero protagonista dell\u2019amicizia \u00e8 il bene: \u00e8 la concordia dei buoni per un fine di bene.<\/strong><\/p>\n<p>Ma dove c\u2019\u00e8 l\u2019egoismo, sia pure dettato dalla paura, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la sollecitudine per il bene, ma uno zelo esagerato per il proprio bene soggettivo, anche a discapito degli altri: e questo \u00e8 gi\u00e0 estraneo alla vera amicizia. Ci\u00f2 non toglie che a quella persona volevamo bene.<\/p>\n<p>Non dobbiamo rinnegare il bene che gli abbiamo voluto, n\u00e9 ripudiare costui: egli si \u00e8 escluso da s\u00e9. Ha mostrato di tenere pi\u00f9 a se stesso che a noi. Dobbiamo prenderne atto: <strong>non si pu\u00f2 amare chi ama solo se stesso<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Francesco Lamendola<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriereregioni.it\/2021\/07\/22\/e-giusto-rompere-unamicizia-a-causa-del-vaccino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due persone troppo distanti quanto a consapevolezza spirituale non potrebbero restare amiche neppure se lo volessero: non si pu\u00f2 amare chi ama solo se stesso. 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