{"id":55421,"date":"2021-08-02T11:39:13","date_gmt":"2021-08-02T09:39:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=55421"},"modified":"2021-08-03T17:43:34","modified_gmt":"2021-08-03T15:43:34","slug":"green-pass-la-ragione-finisce-ecco-quel-che-resta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/green-pass-la-ragione-finisce-ecco-quel-che-resta\/","title":{"rendered":"Green pass: la ragione finisce, ecco quel che resta"},"content":{"rendered":"<p>Ed eccoci qui, per l\u2019ennesima volta, a constatare che la catastrofica solennit\u00e0 di una tragedia si percepisce nei dettagli comici che l\u2019accompagnano inesorabilmente. Le schegge di imbecillit\u00e0 amano danzare divertite sugli abissi umani pi\u00f9 oscuri come lucciole nella notte attorno agli escrementi, in uno sfarfall\u00eco luminoso che vorrebbe trasmettere allegria e invece porta solo mestizia. Regola ferrea cui non fanno eccezione contenuti e contorni del decreto legge numero 105 del 23 luglio 2021 con cui \u00e8 istituita la \u201ccertificazione verde\u201d alias green pass.<\/p>\n<p>Tragico e comico, ancora una volta, si danno la mano come sui manifesti che un tempo facevano bella mostra nelle bacheche dei teatri d\u2019oratorio. Dramma in cinque atti, segue brillantissima farsa: dopo aver pianto con\u00a0<em>La sepolta viva<\/em>, i nostri nonni si scompisciavano con\u00a0<em>La classe degli asini.\u00a0<\/em>E oggi non \u00e8 cambiato nulla visto che la certificazione verde somministrata agli italiani dal signor Mario Draghi intende seppellire vivi i renitenti alla leva vaccinale in un\u00a0 tripudio di esilaranti asinerie. Signor Mario Draghi, \u00e8 bene ricordarlo, che governa un popolo senza che il popolo lo abbia eletto o gli abbia consegnato un mandato. Recentemente glielo ha ricordato persino Erdogan, e lui, il signor Mario Draghi, non ha nemmeno potuto replicare \u201cda che pulpito\u201d.<\/p>\n<p><strong>IL TRIONFO DELLA SUPERCAZZOLA<\/strong><\/p>\n<p>Ognuno pu\u00f2 liberamente pescare dove vuole per trovare le peggio stramberie nel decreto numero 105. A me piace molto la norma applicativa, in gergo tecnosocial \u201capp\u201d, secondo cui per mangiare in un ristorante all\u2019aperto non \u00e8 richiesto il green pass, mentre per mangiare al chiuso serve esibire il certificato che comprovi l\u2019inoculazione di una dose di vaccino.<\/p>\n<p>La domanda che sorge spontanea \u00e8 la seguente: se, come ci spiegano dalla cabina di regia, per essere immuni servono due, tre e poi forse quattro, cinque, eccetera dosi di vaccino, una sola somministrazione da che cosa mette al riparo chi mangia in un ristorante al chiuso? Forse che il virus circola lo stesso, ma pi\u00f9 debolmente e dunque non ce la fa a passare da un tavolo all\u2019altro nel tempo di una cena? Oppure, i bacilli trasportati dai commensali, educati da una sola dose di vaccino, mettono fuori la testolina, si guardano attorno, dicono buongiorno e buonasera e poi tornano al calduccio nell\u2019organismo del rispettivo portatore senza importunare le altre persone in sala?<\/p>\n<p>In subordine, trovo molto carina anche l\u2019app secondo cui non serve il green pass se si consuma al banco mentre serve se si consuma seduti. E qui, lo confesso, porgo una domanda di interesse strettamente personale, ma utile a chi si trova nelle mie stesse condizioni. Da qualche tempo sono diversamente deambulante e non sempre riesco a mantenermi stabilmente in posizione eretta. Mi capita per esempio che, prendendo un caff\u00e8 al banco di un bar, mi debba sedere improvvisamente per necessit\u00e0 biodinamiche. Ebbene, se indipendentemente dalla mia volont\u00e0, mentre sorbisco un caff\u00e8, sono costretto ad adagiarmi su una sedia, devo contestualmente esibire il green pass che prima non mi era stato richiesto? In tale evenienza, da cittadino ligio alle leggi divento potenziale nemico pubblico numero uno solo perch\u00e9 le gambe, come si dice dalle mie parti, mi hanno fatto Giacomo Giacomo? Anche i meno accorti, se non sono presi da furori ideologici, dovranno convenire che, finito il tempo della ragione, siamo giunti a quello della supercazzola.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"vaccini covid\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p><strong>CHI VUSA P\u00dcS\u00c9 LA VACA L\u2019\u00c8 SUA <\/strong><\/p>\n<p>Se questa \u00e8 la sua epifania suprema, non servono ponderosi tomi di politologia per comprendere che cosa sia veramente la democrazia che da qualche secolo ci sventolano sotto il naso per farci credere di essere liberi. Iter e trattative per giungere al decreto legge numero 105 del 23 luglio 2021 ce lo spiegano in breve e senza tanti giri di parole. La democrazia \u00e8 un mercato delle vacche in cui ognuno cerca di gridare pi\u00f9 degli altri solo per conquistare un po\u2019 di consenso e un po\u2019 di potere:\u00a0<em>\u201cPer andare in pizzeria con la morosa servono tre dosi di vaccino\u201d, \u201cNo, in pizzeria con la morosa il vaccino non serve\u201d<\/em>\u2026 Gridano, vanno sui giornali, in televisione e sul web con le facce truci, ma sanno sanno gi\u00e0 tutti che si incontreranno a met\u00e0 strada e, siccome trovarsi a met\u00e0 strada con una dose e mezza in mano fa troppo ridere, vince chi grida di pi\u00f9 e la vacca \u00e8 sua: in pizzeria con la morosa e una dose di vaccino.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso se la libert\u00e0 di chi non intende farsi vaccinare dovrebbe essere \u201cdifesa\u201d da sedicenti oppositori di lotta o di governo come la Meloni e Salvini: una che ha annunciato la sua vaccinazione prossima ventura e l\u2019altro che si \u00e8 messo subito in fila. Altrimenti all\u2019una e all\u2019altro non sarebbe concesso di \u201copporsi\u201d legittimamente. Dal che si deduce come la legittima opposizione non pu\u00f2 essere contro il veleno, ma solo contro una certa quantit\u00e0 del veleno stesso. Come si fa per l\u2019inquinamento delle acque, non si diminuiscono le schifezze che vi si buttano, ma, con trattativa burodemocratica, si alzano i livelli della soglia di rischio. Insomma, chi fa il democratico avvelena anche te, eccetera eccetera.<\/p>\n<p><strong>LA DITTATURA DEMOCRATICA <\/strong><\/p>\n<p>Nei giorni scorsi, sepolti da una valanga di insulti perbene, Giorgio Agamben e Massimo Cacciari hanno mostrato la gravit\u00e0 di quanto sta accadendo in un breve scritto intitolato\u00a0<em>A proposito del decreto sul green pass,<\/em>\u00a0di cui vale la pena di riportare alcuni passaggi:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cLa discriminazione di una categoria di persone, che diventano automaticamente cittadini di serie B, \u00e8 di per s\u00e9 un fatto gravissimo, le cui conseguenze possono essere drammatiche per la vita democratica. Lo si sta affrontando, con il cosiddetto green pass, con inconsapevole leggerezza. Ogni regime dispotico ha sempre operato attraverso pratiche di discriminazione, all\u2019inizio magari contenute e poi dilaganti. Non a caso in Cina dichiarano di voler continuare con tracciamenti e controlli anche al termine della pandemia. E varr\u00e0 la pena ricordare il \u2018passaporto interno\u2019 che per ogni spostamento dovevano esibire alle autorit\u00e0 i cittadini dell\u2019Unione Sovietica. Quando poi un esponente politico giunge a rivolgersi a chi non si vaccina usando un gergo fascista come \u2018li purgheremo con il green pass\u2019 c\u2019\u00e8 davvero da temere di essere gi\u00e0 oltre ogni garanzia costituzionale.<\/em><\/p>\n<p><em>Guai se il vaccino si trasforma in una sorta di simbolo politico-religioso. Ci\u00f2 non solo rappresenterebbe una deriva anti-democratica intollerabile, ma contrasterebbe con la stessa evidenza scientifica. Nessuno invita a non vaccinarsi! Una cosa \u00e8 sostenere l\u2019utilit\u00e0, comunque, del vaccino, altra, completamente diversa, tacere del fatto che ci troviamo tuttora in una fase di \u2018sperimentazione di massa\u2019 e che su molti, fondamentali aspetti del problema il dibattito scientifico \u00e8 del tutto aperto. (\u2026)<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti sono minacciati da pratiche discriminatorie. Paradossalmente, quelli \u2018abilitati\u2019 dal green pass pi\u00f9 ancora dei non vaccinati (che una propaganda di regime vorrebbe far passare per \u2018nemici della scienza\u2019 e magari fautori di pratiche magiche), dal momento che tutti i loro movimenti verrebbero controllati e mai si potrebbe venire a sapere come e da chi. Il bisogno di discriminare \u00e8 antico come la societ\u00e0, e certamente era gi\u00e0 presente anche nella nostra, ma il renderlo oggi legge \u00e8 qualcosa che la coscienza democratica non pu\u00f2 accettare e contro cui deve subito reagire\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>QUANTO \u00c8 LUNGO IL SECOLO BREVE? <\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 un rigo dello scritto di Agamben e Cacciari che faccia una grinza e penso persino di poter comprendere e condividere il senso pi\u00f9 profondo del concetto di \u201ccoscienza democratica\u201d. Almeno se la si intende come senso nativo della libert\u00e0, radicata nel rapporto con l\u2019altrettanto nativo desiderio di verit\u00e0, che caratterizza l\u2019essere umano e ha diritto di manifestarsi nell\u2019agire pubblico e privato. E proprio qui si giunge al nucleo incandescente della disputa sull\u2019imposizione globale del green pass, sulla cui origine temo che non si sia riflettuto abbastanza.<\/p>\n<p>Il problema nasce dal fatto che le attuali democrazie, pi\u00f9 o meno liberali e pi\u00f9 o meno occidentali, sorgono dalla stessa radice illuministica dei totalitarismi novecenteschi: sono il tremendo, letale e inesorabile epilogo del concetto di stato onnipresente e onnivoro che ha dominato il secolo scorso. Il liberismo, l\u2019ideologia che le sorregge, lungi dall\u2019esserne il contraltare, \u00e8 l\u2019inveramento occidentale del progetto comunista fallito nei soviet e mostra una vocazione oppressiva nel pubblico e nel privato superiore a quella di qualsiasi mostro totalitario del passato. Dati la stessa origine e lo stesso fine, non deve stupire se, a una qualsiasi fase di emergenza le cosiddette democrazie sanno e possono rispondere solo con i criteri e i metodi utilizzati dagli stati totalitari: sono solo pi\u00f9 efficienti.<\/p>\n<p>Cambiano ambientazione e scenografia, in cui dominano toni bioingegneristici e hitech, pi\u00f9 suadenti, persuasivi e graditi rispetto alle brutali maniere cekiste, ma l\u2019esito finale e il luogo di destinazione \u00e8 sempre lo stesso: l\u2019arcipelago gulag in cui avviare i dissidenti. I reticolati sono divenuti informatici, carcerieri e capiblocco vestono abiti firmati e sono appena visibili, la minaccia \u00e8 pi\u00f9 sfumata, il senso di pericolo viene alitato con meno violenza, ma chiunque manifesti un pensiero difforme deve finire in un luogo in cui non pu\u00f2 nuocere. Prima virtualmente, grazie al controllo telematico, ma poi anche fisicamente: \u00e8 solo questione di tempo.<\/p>\n<p>Basta aver letto qualche pagina di Sol\u017eenicyn per rendersi conto che fra il totalitarismo novecentesco, in particolare quello sovietico, e il totalitarismo liberaldemocratico del terzo millennio non esiste soluzione di continuit\u00e0. L\u2019ulteriore tratto luciferino del tecnototalitarismo contemporaneo sta nell\u2019aver messo a frutto il terrore della malattia e della morte tipica degli uomini che non credono pi\u00f9 in niente. Cos\u00ec, al fine di rendere docili e soggiogare i\u00a0 sudditi, non si deve neppure minacciare morte e galera, ma serve presentarsi come dispensatori di salute e salvezza. C\u2019\u00e8 del genio, bisogna riconoscerlo, perch\u00e9 \u00e8 bastato un piccolo virus per indurre la mandria a entrare volontariamente e di buon grado nei lager dai cancelli informatici spalancati. C\u2019\u00e8 del genio anche perch\u00e9 questi sono luoghi in cui, una volta entrati, si pu\u00f2 continuare ad andare in vacanza, al ristorante, al pub, a fare shopping sicuro e non sembra neppure di essere in prigione. Anzi, i soli a non poter esercitare alcuna libert\u00e0 sono coloro che intendono starne fuori.<\/p>\n<p>A conti fatti, mi pare che questo mondo sia ancora in pieno Novecento e che il cosiddetto secolo breve si stia allungando ben oltre i suoi confini naturali mettendo in mora il concetto stesso di storia, uno dei tratti fondamentali che separano l\u2019uomo dalla bestia.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_auto_4646.html?_=1627867168\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>LA CACCIA AL DIVERSO CORRE SUI SOCIAL. E NON SOLO <\/strong><\/p>\n<p>Se servisse una conferma della connaturalit\u00e0 tra vecchio e nuovo totalitarismo, basta porre mente alla caccia al no vax in atto da mesi nelle famiglie, negli uffici, nei luoghi di ristoro, sui mezzi pubblici, nelle chiese e persino nei cimiteri. Nemmeno la caccia al fascista negli anni Settanta, che ho conosciuto personalmente, fu cos\u00ec capillare e inesorabile. A differenza del fascista, il no vax \u00e8 percepito come una minaccia all\u2019esistenza altrui per il solo fatto di respirare la stessa aria. Dunque ogni cittadino perbene si sente in dovere di vigilare e denunciarlo nel caso ne percepisca la presenza in pensieri, parole, opere e omissioni.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista la tecnologia ha favorito un grande salto di livello attraverso l\u2019uso dei social, la pi\u00f9 grande bestialit\u00e0 che, fatto salvo il peccato di Adamo ed Eva, l\u2019uomo abbia inventato dalla sua creazione a oggi. \u00c8 grazie ai social che questa societ\u00e0 \u00e8 guidata dalle Selvagge Lucarelli e dai Fedez e trova i suoi oppositori istituzionali nei Salvini che si fanno fotografare ai Papeete con i Denis Dosio. In parole povere, anzi poverissime, viviamo nel tempo degli influencer, la razza pi\u00f9 asservita a qualunque sistema mai comparsa sulla faccia della terra e la cui importanza si misura in clic e i follower, cio\u00e8 in danaro.<\/p>\n<p>\u00c8 attraverso i social che viene propagata capillarmente la caccia al diverso e al dissidente, \u00e8 attraverso i social che vengono distrutti uomini come il professor Giuseppe De Donno, reo di curare e guarire i malati di covid secondo protocolli non graditi al potere. \u00c8 attraverso i social e poi i giornali, la televisione e tutto quanto sia anche blandamente informazione, che la chiacchiera al bar o in ufficio diventano sovente aggressione al presunto no vax, processato e condannato sul posto, in attesa che tutto avvenga \u201clegalmente\u201d per via giudiziaria.<\/p>\n<p>Anche in questo caso il totalitarismo 2.0 segue ricalca fini e metodi di quello novecentesco. Scriveva Sol\u017eenicyn in Arcipelago Gulag:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201c\u2019Le finezze giuridiche non occorrono perch\u00e9 non occorre chiarire se l\u2019imputato sia colpevole o innocente: il concetto di colpevolezza, vecchio concetto borghese, \u00e8 stato adesso sradicato\u2019. Dunque abbiamo sentito dire al compagno Krylenko che il tribunale non \u00e8 quello di una volta. Altre volte gli sentiremo dire che un tribunale non \u00e8 in generale una corte: \u2018Un tribunale \u00e8 un organo della lotta di classe degli operai diretta contro i loro nemici\u2019 e deve funzionare \u2018dal punto di vista degli interessi della rivoluzione\u2026 tenendo conto dei risultati pi\u00f9 auspicabile per le masse operaie e contadine\u2019\u201d<\/em>. Davvero il cosiddetto secolo breve, il Novecento, \u00e8 ancora tra noi e non \u00e8 uno spettacolo rassicurante.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>DRAGHI E\/O MUSSOLINI <\/strong><\/p>\n<p>Non nel senso del\u00a0<em>Jefferson e\/o Mussolini<\/em>\u00a0di Pound, ma per dare l\u2019idea di quanto mi sia sembrata grave l\u2019affermazione di Mario Draghi secondo cui, testualmente:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cL\u2019invito a non vaccinarsi \u00e8 un invito a morire\u201d<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ora si d\u00e0 il caso che Mario Draghi sia il presidente del consiglio della repubblica italiana e, in quanto tale, si presume che dovrebbe, se non favorire la pacifica coesistenza, almeno scoraggiare l\u2019odio e la divisione tra i cittadini. Ma, in proposito, sorge il dubbio che non si sia neppure chiesto quale\u00a0 ricaduta abbiano le sue parole nella vita quotidiana di tutti coloro che sono o passano per no vax. Se volesse posso testimoniarlo personalmente, ma potrei anche fargli avere racconti di aggressioni verbali e intimidazioni da parte di tanti altri malcapitati, in attesa che si passi presto alle vie di fatto. Oppure se l\u2019\u00e8 chiesto e si \u00e8 anche dato una risposta?<\/p>\n<p>\u00c8 a questo proposito che mi \u00e8 passato per la testa il paragone con un altro presidente del consiglio, Benito Mussolini, il quale, dopo il delitto Matteotti, il 3 gennaio 1925 and\u00f2 in parlamento e disse:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che\u00a0<\/em>io assumo, io solo, la responsabilit\u00e0 politica, morale, storica di tutto quanto \u00e8 avvenuto<em>. Se le frasi pi\u00f9 o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non \u00e8 stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore giovent\u00f9 italiana, a me la colpa! Se il fascismo \u00e8 stato un\u2019associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilit\u00e0 di questo, perch\u00e9 questo clima storico, politico e morale io l\u2019ho creato con una propaganda che va dall\u2019intervento ad oggi<\/em>\u201c.<\/p><\/blockquote>\n<p>La frase di Draghi sull\u2019invito a non vaccinarsi uguale invito a morire non \u00e8 pi\u00f9 o meno storpiata o pi\u00f9 o meno storpiabile: vuole dire proprio quello che dice. Quando qualche vero o presunto no vax far\u00e0 le spese di questa campagna di odio, qualcuno avr\u00e0 il coraggio di prendersi la responsabilit\u00e0 morale del clima infame che si sta diffondendo? O bisogner\u00e0 aspettare qualche decennio per vedere una lapide reticente appesa un muro di periferia come accade ora per i fascisti ammazzati come topi di fogna negli anni Settanta e Ottanta?<\/p>\n<p><strong>IL CORAGGIO, SE L\u2019OCCIDENTE NON L\u2019HA, NON SE LO PU\u00d2 DARE <\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 facile immaginare come si possa uscire dal folle turbinare di questa civilt\u00e0 morente, se non sperare che giunga quanto prima la fine. O che sorga spontaneamente qualcosa di altro e di diverso, di cui \u00e8 ancora presto per capire se le piazze riempite in questi giorni siano un germe o almeno un\u2019avvisaglia. Sabato scorso io a Bergamo c\u2019ero e qualcosa di sincero e pulito si percepiva. La citt\u00e0 simbolo dei martiri del covid usata e abusata dal minculpop tecnomedicale si \u00e8 popolata di gente viva e vera, sgombra da qualsiasi narrazione catastrofista: uomini, donne e bambini che hanno invaso pacificamente le vie del centro per esigere libert\u00e0 invece che per fare shopping. Vedremo\u2026<\/p>\n<p>Intanto penso sia fondamentale ricordare una delle tante lezioni che Sol\u017eenicyn ci ha lasciato nel discorso dell\u2019universit\u00e0 di Harvard dell\u20198 giugno 1978:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Il declino del coraggio \u00e8 la caratteristica pi\u00f9 sorprendente che un osservatore riscontra in Occidente. Il mondo occidentale ha perso il suo coraggio civico, sia nel suo insieme che separatamente, in ogni paese, in ogni governo, in ogni partito politico e, naturalmente, nell\u2019ambito delle Nazioni Unite. Il declino del coraggio \u00e8 particolarmente evidente tra le \u00e9lite intellettuali dominanti, generando l\u2019impressione di una perdita di coraggio dell\u2019intera societ\u00e0. Vi sono ancora molte persone coraggiose, ma non hanno alcuna determinante influenza sulla vita pubblica. Funzionari politici e classi intellettuali manifestano questo declino, che si concretizza in passivit\u00e0 e dubbi nelle loro azioni e nelle loro dichiarazioni. E ancor di pi\u00f9 nel loro egoistico considerare razionalmente come realistico, ragionevole, intellettualmente e persino moralmente giustificato il poter basare le politiche dello Stato sul servilismo e sulla vigliaccheria\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Insomma, non sappiamo cosa accadr\u00e0 da qui in avanti, ma l\u2019alternativa mi pare chiara: chi voglia almeno tentare di vivere senza menzogna trovi coraggio e si attrezzi per fare quanto pu\u00f2. Gli altri vadano in pizzeria.<\/p>\n<p><em>Alessandro Gnocchi<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/green-pass-la-ragione-finisce-ecco-quel-che-resta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ed eccoci qui, per l\u2019ennesima volta, a constatare che la catastrofica solennit\u00e0 di una tragedia si percepisce nei dettagli comici che l\u2019accompagnano inesorabilmente. Le schegge di imbecillit\u00e0 amano danzare divertite sugli abissi umani pi\u00f9 oscuri come lucciole nella notte attorno agli escrementi, in uno sfarfall\u00eco luminoso che vorrebbe trasmettere allegria e invece porta solo mestizia. 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