{"id":55547,"date":"2021-08-06T10:41:13","date_gmt":"2021-08-06T08:41:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=55547"},"modified":"2021-08-07T14:19:35","modified_gmt":"2021-08-07T12:19:35","slug":"cercasi-coraggio-disperatamente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/cercasi-coraggio-disperatamente\/","title":{"rendered":"Cercasi coraggio, disperatamente"},"content":{"rendered":"<section data-id=\"1dc4b038\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n<div>\n<div>\n<div data-id=\"56571291\" data-element_type=\"column\">\n<div>\n<div>\n<div data-id=\"167f8ecc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-title.default\">\n<div>In una mirabile riflessione sulla drammaticit\u00e0 dei tempi che viviamo, Alessandro Gnocchi ha rilevato il declino progressivo del coraggio nell\u2019Occidente terminale.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fu <strong>Alexsandr Solzhenitsyn<\/strong> a dare l\u2019allarme, inascoltato, nel famoso discorso di Harvard del 1978, allorch\u00e9 attacc\u00f2 le tronfie oligarchie culturali del sedicente mondo libero.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl declino del coraggio \u00e8 la caratteristica pi\u00f9 sorprendente che un osservatore riscontra in Occidente. (\u2026) [Esso] \u00e8 particolarmente evidente tra le \u00e9lite intellettuali dominanti, generando l\u2019impressione di una perdita di coraggio dell\u2019intera societ\u00e0. Vi sono ancora molte persone coraggiose, ma non hanno alcuna determinante influenza sulla vita pubblica. Funzionari politici e classi intellettuali manifestano questo declino, che si concretizza in passivit\u00e0 e dubbi nelle loro azioni e nelle loro dichiarazioni. E ancor di pi\u00f9 nel loro egoistico considerare razionalmente come realistico, ragionevole, intellettualmente e persino moralmente giustificato il poter basare le politiche dello Stato sul servilismo e sulla vigliaccheria\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dopo oltre quarant\u2019anni, dobbiamo dire con tristezza \u201ccercasi coraggio, disperatamente\u201d. La vilt\u00e0, l\u2019opportunismo, la mancanza di spina dorsale, il conformismo, la passivit\u00e0 codarda si sono impadroniti della nostra societ\u00e0, diventando tratto dominante della sua agonia. Dal febbraio 2020, anno I d.C. (dopo il Covid) il coraggio sembra addirittura espulso con ignominia dall\u2019orizzonte sempre pi\u00f9 angusto della terra del tramonto. Occorre dunque spendere qualche parola sull\u2019argomento, a futura memoria.<\/p>\n<p>Innanzitutto, una modesta notazione personale; verso gli otto o nove anni di et\u00e0, un mattino d\u2019inverno mi svegli\u00f2 un\u2019abbondante nevicata, fenomeno raro in una citt\u00e0 di mare. Vedevo la neve per la prima volta e non ne volevo sapere di andare a scuola. La mamma, che aveva provveduto l\u2019abbigliamento adatto e le scarpe pesanti, fu costretta a svegliare pap\u00e0, reduce da una notte di lavoro da tipografo impaginatore in un giornale. Assonnato, il babbo \u2013 alpino reduce dall\u2019inferno bianco della guerra di Russia \u2013 disse poche, ma decisive parole. Tutti dobbiamo essere al nostro posto e fare il nostro dovere, con il sole o con il maltempo: il tuo posto \u00e8 a scuola. Roba da Telefono Azzurro, ma io mi convinsi e uscii, un po\u2019 impaurito, ma in preda a una consapevolezza nuova.<\/p>\n<p>Mi persuasi di avere compiuto un grande atto di coraggio, raggiungendo a piedi la scuola. La sorpresa fu che quasi tutti eravamo presenti: altri tempi. Pi\u00f9 di recente, da responsabile di un ufficio pubblico, dovetti prendere atto, in un\u2019analoga circostanza, dell\u2019assenza di un terzo dei colleghi. Il dato pi\u00f9 triste fu che la percentuale di assenti era inversamente proporzionale all\u2019et\u00e0 anagrafica. Decadenza generazionale perfino del modesto coraggio di fare ci\u00f2 che va fatto, essere presenti sul posto di lavoro. Abbiamo disimparato il mestiere di vivere. Per Cesare Pavese non ci si libera di qualcosa evitandola, ma soltanto attraversandola.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"danni da vaccino\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>Sventurata la terra che ha bisogno di eroi, scrisse <strong>Bertolt Brecht<\/strong>, drammaturgo comunista, nella Vita di Galileo. Il pessimo maestro aveva ragione, ma per motivi opposti a quelli che mossero la sua affermazione. Davvero disgraziata \u00e8 l\u2019epoca e la civilt\u00e0 in cui diventa eroica la vita quotidiana, i suoi doveri, le sue difficolt\u00e0, e nella quale la paura, non il coraggio, diventa virt\u00f9. Un\u2019altra stazione della Via Crucis del mondo a rovescio.\u00a0 Secondo un poeta inglese del XIX secolo, tempo in cui il coraggio godeva ancora di ottima reputazione, quasi tutti gli uomini sono dei vigliacchi e non osano agire secondo le loro convinzioni (quando le hanno\u2026 N.d.R.). Eppure, tutto ci\u00f2 che ha mandato avanti il mondo \u00e8 dovuto a chi ebbe il coraggio delle sue azioni.<\/p>\n<p>Il coraggio ha abbandonato anche gli uomini di fede, o meglio di Chiesa (i due concetti sono assai divergenti). Porte chiuse, disinfettanti al posto dell\u2019acqua santa, predicozzi sanitariamente corretti, dai quali il coraggio \u2013 anche quello di pronunciare il nome di Dio \u2013 \u00e8 escluso e bollato come follia, imprudenza, attentato contro la vita. Un parroco di Casale Monferrato ha affisso il seguente avviso: \u201cchi non \u00e8 vaccinato costituisce grave pericolo. Non \u00e8 gradito in questa chiesa\u201d. Chiss\u00e0 se \u00e8 disposto a confessare chi \u00e8 sprovvisto di certificato vaccinale o a impartire l\u2019estrema unzione ai morenti. Vi perseguiteranno nel mio nome, avvert\u00ec il Fondatore, ma il prete piemontese preferisce di no e rifugge la testimonianza di Ges\u00f9 almeno quanto ha terrore del virus. Chiss\u00e0 se accoglierebbe, nella sua igienica canonica, Fr\u00e0 Cristoforo o il cardinale Borromeo, impegnati senza posa tra gli appestati di Milano nei Promessi Sposi.<\/p>\n<p>Erano pazzi? No, semplicemente esercitavano il loro ministero, ovvero erano al loro posto, il primo, fondamentale coraggio quotidiano. Certo, avere coraggio in un mondo senza Dio \u00e8 pi\u00f9 difficile, ma che dire, allora, del coraggio dei genitori che difendono i figli anche facendo loro scudo con il corpo, di chi ogni giorno affronta per lavoro rischi e pericoli? La verit\u00e0 \u00e8 che il coraggio, contrariamente a quanto pensava un codardo universale, Don Abbondio, chi non ce l\u2019ha se lo deve dare, sotto pena di non vivere o di trasformarsi in un ratto.<\/p>\n<p>Esiste il coraggio fisico, la capacit\u00e0 di affrontare il rischio della salute o della vita, e quello morale, dire la propria in ogni occasione, fare la cosa giusta, pagare le conseguenze dei propri gesti. Coraggio \u00e8 soprattutto superare la paura, trascenderla in nome di qualcosa: pu\u00f2 essere l\u2019onore, la reputazione, tramontati beni immateriali che non riempiono o stomaco, (unico obiettivo del vigliacco globale), ma solo l\u2019anima. Pu\u00f2 essere l\u2019adesione a un principio, a una causa, un atto d\u2019amore. Sempre, il coraggio \u00e8 altruismo: si \u00e8 coraggiosi mettendo in conto di rimetterci, anteponendo l\u2019interesse di qualcun altro al proprio, ma si agisce comunque, pensando a una persona amata, a un valore superiore, per rispondere a un dovere, per obbedire a un imperativo morale.<\/p>\n<p>Coraggio \u00e8 fare ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 scomodo e meno facile. Nella moralina del mercante, il coraggio non \u00e8 previsto, poich\u00e9 vi \u00e8 sproporzione tra costi e benefici. Non esiste una partita doppia del coraggio, che \u00e8 sempre nella colonna del dare. Il buon cittadino globale, riflessivo, tollerante e pensoso non pu\u00f2 essere coraggioso. Preferisce il silenzio, la vilt\u00e0, che chiama pomposamente tolleranza. Con la coscienza a posto, scuote la testa e condanna qualsiasi atto di coraggio. Se qualcuno ruba, rapina, fa violenza davanti ai suoi occhi, non interviene, si volta dall\u2019altra parte, non prima di aver deprecato, ma a bassa voce, per non farsi sentire. Il massimo del coraggio \u00e8 per lui avvertire la forza pubblica, la legge, meglio se in forma anonima e stando a debita distanza.<\/p>\n<p>Se qualcuno reagisce, ha pronta la frase fatta, il mantra del vigliacco che crede nelle \u201cregole\u201d e nella \u201clegalit\u00e0\u201d: non siamo mica nel Far West. Lo indigna la violenza difensiva dei buoni \u2013 il coraggio figlio della disperazione \u2013 mai la soperchieria, l\u2019arroganza dei malvagi e quella del potere. Il cittadino medio impaurito, tremebondo, scava la sua trincea nella tana. La persona coraggiosa esce all\u2019aperto e accetta di esporsi, diventare bersaglio, difendere ci\u00f2 che ritiene giusto.<br \/>\nIl coraggioso sa opporsi, il vile si limita al borbottio sommesso.<\/p>\n<p>Ci ha molto colpito, in occasione delle proteste contro il passaporto verde governativo, leggere i messaggi di alcuni leoni da tastiera (in verit\u00e0 gattini da divano) che, per decidere se partecipare alle manifestazioni, chiedevano se fossero stati ottenuti i permessi di polizia. Ridicolo citare i diritti della costituzione \u2013 pezzo di carta brandito in ogni occasione, ma mai difeso con vero coraggio \u2013 ma ci piace ricordare che nessun cambiamento (non diciamo rivoluzione) \u00e8 mai avvenuto con il permesso scritto di lorsignori. Coraggio \u00e8 essere presenti, marcare il territorio, testimoniare anche con il corpo \u2013 di cui occorre rivendicare risolutamente la propriet\u00e0 &#8211; la nostra condizione di persone libere.<\/p>\n<p>La vigliaccheria \u00e8 contagiosa, lo verifichiamo mille volte al giorno, ma lo \u00e8 anche il coraggio; esso, inoltre, \u00e8 la virt\u00f9 dei giovani, poich\u00e9 alberga generosit\u00e0 ed entusiasmo; \u00e8 un inno alla vita\u00a0perfino quando la mette a rischio. Intristisce l\u2019eccesso di protezione verso bambini e ragazzi: nessuna stupida temerit\u00e0, nessun adrenalina a ogni costo, attitudine individualista e sottilmente nichilista, ma il giovane ha la necessit\u00e0, fisica e spirituale, di mettersi alla prova, tentare strade nuove, andare oltre, togliersi, metaforicamente e talvolta materialmente la maglia della salute diventata camicia di forza. Anche di ardimento ha bisogno l\u2019uomo.<\/p>\n<p>Non sappiamo se chi ha fede ha pi\u00f9 coraggio, ma certo la fede \u00e8 una componente del coraggio. Un popolo di pavidi conviene solo al potere. Negli anni Settanta \u2013 la tempesta del Sessantotto dispiegava la sua devastazione \u2013 ci fu una canzone che probabilmente chi scrive \u00e8 l\u2019unico a ricordare. Era la sigla di una serie televisiva e vi si decantavano le non-gesta di Er Meno, un tizio qualunque che, programmaticamente, evitava i rischi, le cause, gli impegni. Dall\u2019Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, c\u2019\u00e8 sempre stato un Meno che a casa ritorn\u00f2, diceva. Penosa parafrasi del Cinque Maggio di <strong>Alessandro Manzoni<\/strong>, lirica in morte di <strong>Napoleone<\/strong>, uno che coraggio ne ebbe e per questo &#8211; nel bene e nel male &#8211; cambi\u00f2 per sempre l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Er Meno \u00e8 il moderno Tersite, il greco brutto e pavido che voleva tornare a casa dalla guerra di Troia. Se gli avessero dato retta, non avremmo l\u2019Iliade, l\u2019Odissea e gran parte della nostra civilt\u00e0, ma ora \u00e8 un modello positivo.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4745.html?_=1628238890\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Non \u00e8 strano che il presente sia buio e il futuro impossibile, se gli esempi proposti sono i paurosi, i conformisti, i fuggiaschi, gli impiegatucci in mezze maniche. Ettore sapeva di soccombere contro Achille, il semidio invincibile, ma non scapp\u00f2 n\u00e9 si arrese. Si vergognava del giudizio dei Troiani (credeva cio\u00e8 nell\u2019onore, sentimento comunitario come il coraggio) e intendeva essere esempio per il figlio. Follie di uno scriteriato, meglio sopravvivere, nascondersi, restare a casa, come voleva il bambino il giorno della nevicata!<\/p>\n<p>Nel 1848, i patrioti cantavano Addio, mia bella addio: \u201cse non partissi anch\u2019io, sarebbe una vilt\u00e0\u201d. Altri pazzi, che misero in palio la vita, l\u2019unica, la sola, l\u2019unico valore supremo a cui tutto deve cedere, per una bandiera. Un bieco reazionario anche <strong>Dante<\/strong>, che detestava i pusillanimi, neanche degni dell\u2019Inferno, ma soltanto di vagare nell\u2019Aldil\u00e0 inseguendo uno straccio, la folla senza volto di chi non sceglie, <em>\u201cl\u2019anime triste di coloro che visser sanza infamia e sanza lodo\u201d<\/em>. Oggi sappiamo che l\u2019anima non esiste e possiamo essere ignavi in tutta tranquillit\u00e0 e con l\u2019applauso dei superiori\u2026<\/p>\n<p>Il ritornello, il leit-motiv dei paurosi di tutte le epoche \u00e8 <em>\u201cchi te lo fa fare?\u201d<\/em>. Vada avanti qualcun altro, se proprio vuole, poi, a cose fatte, si vedr\u00e0. Etica del bilancino: utile, tornaconto, la prudenza come virt\u00f9 suprema. Basta anche con l\u2019antico <em>\u201camor fati\u201d<\/em>, rispetto del destino, tutt\u2019altro che fatalismo, ma azioni di cui si accettano le conseguenze.<\/p>\n<p>Un libro recente, del francese <strong>Fran\u00e7ois Bousquet<\/strong>, si intitola semplicemente <em>Coraggio!<\/em> Datemi una leva e vi sollever\u00f2 il mondo: questa leva \u00e8 dentro di noi e si chiama coraggio; ecco l\u2019incipit.<\/p>\n<p>Senza il coraggio, nulla di grande ha mai visto il giorno: forse per questo incombe la notte del mondo di cui parlava <strong>Heidegger<\/strong>. Il coraggio, non la paura o la cautela, \u00e8 la nostra patria. Per <strong>Ernst\u00a0J\u00fcnger<\/strong>, \u00e8 il vento che ci conduce alla rive pi\u00f9 lontane. Ma l\u2019homunculus\u00a0post moderno vuole viaggiare verso qualche approdo, o si accontenta dell\u2019immobilit\u00e0, del tetto sicuro, del presente sanificato e denaturato?<\/p>\n<p>Non necessariamente il coraggio \u00e8 ribelle, ma sempre \u00e8 presente nella bisaccia di chi dissente, di chi pronuncia apertamente dei s\u00ec e dei no.<\/p>\n<p>L\u2019etica dei nostri padri, il filo di congiunzione della civilt\u00e0 cui apparteniamo fu la fede e fu il coraggio. Senza, nessun avvenire, solo il deserto. Esaurite le residue scorte di coraggio &#8211; morale, spirituale, fisico \u2013 la nostra sorte \u00e8 segnata in anticipo, sterile come la neutralit\u00e0 disarmata e impaurita di generazioni di Don Abbondio. Cercasi coraggio, disperatamente, o qualcuno scriver\u00e0 cos\u00ec il nostro ignominioso epitaffio: <em>\u201cmorto di fifa, da qualche parte tra il XX e il XXI secolo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Roberto Pecchioli<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/cercasi-coraggio-disperatamente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una mirabile riflessione sulla drammaticit\u00e0 dei tempi che viviamo, Alessandro Gnocchi ha rilevato il declino progressivo del coraggio nell\u2019Occidente terminale. &nbsp; Fu Alexsandr Solzhenitsyn a dare l\u2019allarme, inascoltato, nel famoso discorso di Harvard del 1978, allorch\u00e9 attacc\u00f2 le tronfie oligarchie culturali del sedicente mondo libero. \u201cIl declino del coraggio \u00e8 la caratteristica pi\u00f9 sorprendente [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":55548,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[851,1273],"class_list":["post-55547","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-evidenza","tag-roberto-pecchioli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55547"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55547\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55548"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}