{"id":56857,"date":"2021-09-04T12:05:08","date_gmt":"2021-09-04T10:05:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=56857"},"modified":"2021-09-04T12:05:08","modified_gmt":"2021-09-04T10:05:08","slug":"afghanistan-missione-incompiuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/afghanistan-missione-incompiuta\/","title":{"rendered":"Afghanistan \u2013 Missione (in)compiuta"},"content":{"rendered":"<div class=\"header-standard header-classic single-header\"><\/div>\n<div class=\"post-entry blockquote-style-1\">\n<div id=\"penci-post-entry-inner\" class=\"inner-post-entry entry-content\">\n<p>Non \u00e8 ancora chiaro quale tipo di strategia sia stata pianificata dietro il ritiro dell\u2019alleanza militare a guida USA dall&#8217;Afghanistan. Un ritiro che era stato anticipato da <strong>Donald Trump<\/strong> a fine mandato e che faceva parte del suo programma elettorale come impegno di <em>\u201cchiudere tutte le guerre senza fine\u201d,<\/em> principalmente quelle in Iraq, Afghanistan e Somalia.<br \/>\nAllo stesso tempo <strong>Trump<\/strong> ha criticato duramente l\u2019operazione di ritiro allestita dal governo di <strong>Joe Biden<\/strong>, che, secondo l\u2019ex presidente, \u00e8 stata imbarazzante e umiliante per gli USA, avvenuta in modo repentino e caotico, senza che le autorit\u00e0 americane abbiano stabilito in anticipo condizioni chiare e rigorose per la gestione post occupazionale del paese. Occorre forse ribadire, anche in questa sede, la palese differenza nell\u2019abilit\u00e0 contrattuale e diplomatica fra i due capi di Stato, dove \u00e8 evidente come l\u2019attuale presidente si muova pi\u00f9 sull\u2019inerzia delle sollecitazioni dei consulenti che per volont\u00e0 e risolutezza proprie.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non esclude <strong>l\u2019eventualit\u00e0 che il ritiro sia stato anticipatamente concordato non con qualcun altro ma proprio con la Russia,<\/strong> e che questo sia avvenuto durante il vertice bilaterale di Ginevra a giugno 2021. Poco dopo l\u2019imbarazzante esternazione con cui <strong>Biden<\/strong> definiva <strong>Vladimir Putin<\/strong> un <em>\u201ckiller\u201d<\/em>, segnando in questo modo i minimi storici nei rapporti fra i due paesi, i due capi di Stato hanno avuto dei colloqui costruttivi, con <em>\u201ctoni positivi\u201d<\/em> e <em>\u201clampi di speranza\u201d<\/em>. Da canto suo, il ministro degli Esteri russo <strong>Sergej Lavrov<\/strong>, partecipe al vertice insieme al suo omologo <strong>Antony Blinken<\/strong>, \u00e8 stato quello che con pi\u00f9 tatto e abilit\u00e0 aveva condotto negli anni precedenti dei negoziati ufficiali con i rappresentanti del movimento dei Talebani, accogliendo le loro delegazioni a Mosca, nonostante rischiasse di essere accusato in azioni fuorilegge, essendo l\u2019organizzazione talebana bandita dalla legge russa come minaccia terrorista. In realt\u00e0 per la Russia \u00e8 vantaggioso mantenere un dialogo diretto con i talebani nel momento che quest\u2019ultimi si oppongono al ben pi\u00f9 pericolosa organizzazione terroristica internazionale dell\u2019Isis (fuorilegge anche quella), conducendo con successo aspre battaglie. (Per esempio, nel 2018 i talebani hanno distrutto e liberato il nord di Afghanistan da una pericolosa enclave di Isis, dove alcuni terroristi sono riusciti a fuggire grazie ai militari americani, cos\u00ec come si sono impegnati contro altre organizzazioni terroristiche come Nusra e Al Queda, infiltrate sul territorio afgano.) \u00a0Non per caso la prima azione politica che i talebani hanno voluto dimostrare nella quasi immediata occupazione di Kabul \u00e8 stata quella di fare visita ufficiale e di garantire la protezione all\u2019ambasciata russa, cos\u00ec come a quella cinese: un segnale pi\u00f9 che chiaro di chi saranno i futuri garanti e interlocutori geopolitici dei nuovi governanti di Afghanistan.<\/p>\n<p>Quello che la narrazione <em>mainstream<\/em> occidentale, impegnata nella rappresentazione della crisi umanitaria e il psico-dramma dell\u2019abbandono, omette volutamente di rivelare all\u2019opinione pubblica \u00e8 che <strong>l\u2019occupazione di Kabul da parte dei talebani \u00e8 stata inaugurata da gran parte del popolo afgano come un\u2019avvenimento di salvezza<\/strong>; un popolo che aspettava i talebani con una nuova consapevolezza, stanco non solo dalla lunga presenza di occupazione straniera, ma anche da un governo fra i pi\u00f9 corrotti al mondo. E\u2019 vero che <em>\u201cl\u2019esportazione di democrazia\u201d<\/em> fa sempre leva su governi locali deboli, corrotti e ricattabili, ma l\u2019episodio in cui il presidente in uscita <strong>Ashraf Ghani<\/strong> scappa con l\u2019elicottero privato rimpinzato di dollari prelevati direttamente dal tesoro (pare siano 169 milioni, diretti probabilmente in Oman) \u00e8 una scena senza pari. Eppure alcuni si ricorderanno come sette anni fa i media occidentali facevano vedere immagini di afgani in fila sotto la pioggia per votare democraticamente per il loro nuovo presidente in ballottaggio. Una buona parte del governo collaborazionista non ha fatto altro che arricchirsi e rubare sulle spese del popolo afgano, reggendosi su uno scarsissimo consenso costruito prevalentemente su politiche di pari opportunit\u00e0 fra generi, ed \u00e8 probabile che ex governanti saranno processati e puniti dai talebani per corruzione e alto tradimento.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il profilo politico dei talebani, non \u00e8 un segreto che essi vengano istruiti e formati nelle scuole coraniche pachistane (di tradizione sunnita) e coordinati e finanziati dai servizi segreti pakistani, e che al Pakistan come garante essi devono anche il loro riconoscimento internazionale da parte dei paesi confinanti. Ma forse pochi occidentali sapranno che i talebani si oppongono fin da sempre al commercio di narcotici. Nel 2000 hanno imposto un divieto alla coltivazione del papavero da oppio, dal quale si produce l\u2019eroina. Come risultato, nei territori controllati dai talebani, la coltivazione del papavero \u00e8 quasi cessata e la vendita di eroina nel mondo \u00e8 diminuita del 65%.<\/p>\n<p>A sua volta, <strong>dopo l\u2019insediamento degli USA, l\u2019industria afgana dell\u2019oppio, che i talebani avevano messo in ginocchio, \u00e8 stata ripristinata, organizzata e sviluppata sotto la guida dei servizi americani, passando dal 6% del 2001 al 93% del mercato mondiale del 2007.<\/strong> I dati del 2017 segnano un record della produzione annua di 9000 tonnellate di oppio, mentre nel 2020, nonostante l\u2019emergenza pandemica, le tonnellate sarebbero solo (!) 6300.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, <strong>tutte le guerre imperialistiche sono cordate di affari e le <em>\u201cguerre anomale\u201d<\/em> lo sono ancora di pi\u00f9<\/strong>. L\u2019occupazione dell&#8217;Afghanistan doveva trovare per l\u2019opinione pubblica delle validi motivazioni ufficiali (infatti, <em>\u201cla lotta al terrorismo\u201d<\/em> funzion\u00f2 benissimo, anche se i talebani non c\u2019entrano nulla con l\u201911\/9) \u00a0per nascondere la vera motivazione della loro occupazione: nella classifica dei narco-Stati, <strong>gli USA sono il primo, perch\u00e9 consumano circa il 50% della produzione mondiale di droga, ma controllano i traffici in modo diretto e indiretto in ogni parte del mondo<\/strong>. Il totale fallimento della cosiddetta <em>\u201cguerra alla droga\u201d<\/em> \u00e8 stato in realt\u00e0 un formidabile successo. Ancora nel 1973 <strong>Alfred McCoy<\/strong> spiegava nel suo libro (<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/politica-delleroina-Alfred-W-McCoy\/dp\/B00I9JWY4E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>\u201cLa politica dell\u2019eroina\u201d<\/em><\/a>) con un\u2019ampia documentazione come la diffusione delle droghe sia stata sempre gestita dai vari servizi segreti, la Cia in primis, dove i benefici da trarre non sono solo economici, ma anche in termini di controllo capillare dei territori e dei governi locali con la premessa della lotta al narcotraffico. <strong>McCoy<\/strong> illustra l\u2019importanza storica del traffico di droga per i paesi occidentali, a partire dai portoghesi e poi i francesi in Indocina, proseguendo con gli inglesi in India e infine con gli americani nel Vietnam e in Afghanistan, dove i colonizzatori riescano a compensare gli enormi costi delle imprese occupazionali, non sempre redditizie, con i proventi della droga. Tra l\u2019altro, un paese destabilizzato in modo permanente come l\u2019Afghanistan offre ampie possibilit\u00e0 di triangolazioni finanziarie per il lavaggio di denaro sporco, come segnalava <strong>Julian Assange<\/strong> gi\u00e0 10 anni fa.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"droga CIA\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 lecito chiedersi se il bilancio fra spese occupazionali e ricavi dal narcotraffico sia stato conveniente o meno per i servizi americani, visto che <strong>la missione ventennale \u00e8 costata comunque agli USA 2300 miliardi di dollari,<\/strong> compreso l\u2019addestramento e la formazione di truppe armate afgane, che per\u00f2 in pochi giorni si sono liquefatte, consegnando il potere ai talebani, il che per i servizi americani vuol dire <strong>vedersi tagliare ogni possibile canale con il mercato dell\u2019oppio afgano da ora in poi<\/strong>.<\/p>\n<p>Forse l\u2019oppio non \u00e8 pi\u00f9 una fonte di introiti cos\u00ec importante, e magari potrebbe essere soppiantato da altre priorit\u00e0? Si potrebbe anche presumere che i talebani tenteranno di utilizzare inizialmente il traffico di droga per finanziarsi, evitando in questo modo di farsi mettere contro i produttori locali, ma senza i canali criminali sorvegliati dalla Cia non faranno tanta strada. Ai talebani spetta senz\u2019altro il difficile compito di rimpiazzare l\u2019industria dell\u2019oppio con altre fonti di lavoro e di reddito per i produttori locali, il che rientra nel pi\u00f9 vasto quadro di una nuova pianificazione dello sviluppo economico del paese, cosa non facile per una societ\u00e0 a costituzione tribale. Un compito politico importante che non potr\u00e0 fare a meno dell\u2019apertura agli investimenti esteri, da intendersi oltretutto investimenti cinesi, comprensivi del passaggio della <em>BRI (Belt and Road Iniziative)<\/em> dal territorio afgano. Su piano economico \u00e8 prevedibile che la Cina sia pronta ad intervenire in Afghanistan sia direttamente che attraverso il Pakistan, il primo alleato dei talebani che ha in Cina il suo pi\u00f9 grande partner commerciale. Inoltre, l\u2019Afghanistan dovr\u00e0 riuscire a far valere nel migliore dei modi non solo la propria posizione geografica ma anche le proprie ricchezze geologiche, ancora poco esplorate ma promettenti di rame, litio e altri metalli preziosi. E tutto ci\u00f2 senza farsi occupare in modo pervasivo dalla Cina, visto che i talebani sono piuttosto intolleranti verso presenze straniere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ritornando alla questione di quale strategia potrebbe celarsi dietro un ritiro avvenuto con modalit\u00e0 poco convincenti, diventa evidente ancora una volta come la potenza mediatica dell\u2019informazione occidentale riesca a trasfigurare totalmente la realt\u00e0. Essa \u00e8 stata quasi esclusivamente ripiegata sulla comunicazione della crisi umanitaria, il dramma dei profughi, i loro gesti di disperazione, la loro aspirazione e i loro diritti di trovare apertura e ospitalit\u00e0 nei paesi europei. Tutto ci\u00f2 per mantenere la narrazione di un Occidente salvifico e di superiorit\u00e0 morale, quando, secondo fonti della stessa ONU, durante il regime <em>\u201cdemocratico\u201d<\/em> della NATO ci sono stati <strong>2,6 milioni di profughi afgani registrati<\/strong>, gran parte di questi accolti in Pakistan e in Iran. Solo che a quei tempi la questione dei profughi non preoccupava i media come adesso, sebbene i numeri attuali siano inferiori. L\u2019altro effetto mediatico \u00e8 stato l\u2019eccessiva esposizione di <strong>Biden<\/strong> presentato come un imbelle, quando a decidere i tempi e i modi del ritiro \u00e8 stato il Pentagono, che avrebbe tutti i mezzi per bloccare eventuali direttive presidenziali non gradite. In realt\u00e0, <strong>l\u2019evacuazione delle truppe americane \u00e8 stata volutamente eseguita come una <em>\u201cprecipitazione\u201d<\/em>, in modo da creare la solita emergenza umanitaria sia da servire ai media che da usare come pretesto.<\/strong> Anche perch\u00e9 nessuna sconfitta sul campo incalzava le truppe NATO, n\u00e9 metteva in pericolo la loro incolumit\u00e0, come era accaduto a suo tempo in Vietnam, dove le truppe USA dovevano vedersela sia con i Vietcong che con l\u2019esercito nord-vietnamita regolare, per cui l\u2019analogia mediatica con quell\u2019episodio \u00e8 stata retoricamente forzata.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4770.html?_=1630749758\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>O forse l\u2019emergenza umanitaria potrebbe essere pi\u00f9 proficua del traffico di oppio? In ogni modo \u00e8 il pretesto perfetto per un re-inserimento della NATO con i <em>\u201cvoli umanitari\u201d<\/em>, ossia la proverbiale maniera di uscire dalla porta centrale per rientrare dalle porticine di dietro, avendo in questo modo anche una maggiore possibilit\u00e0 di alimentare il caos nel paese e di esportarlo anche nei paesi limitrofi, che sono le ex repubbliche sovietiche, da cui la Russia riceve flussi di emigrazione lavorativa. E\u2019 quasi certo che l\u2019ingerenza della NATO non finir\u00e0, ma avr\u00e0 un risvolto con il business legato ai profughi. Non ha ritardato in effetti la prima occasione per rendere ancora pi\u00f9 caldo e urgente il clima di corsa al <em>\u201csalvataggio\u201d,<\/em> con il possibile attacco dell\u2019Isis a Kabul, una \u2018nuova variante\u2019 K del terrorismo (Isis della provincia di Khorasan), che ha giustificato i tempestivi \u2018richiami\u2019 di nuovi bombardamenti da parte delle truppe americane.<\/p>\n<p>La BBC riferisce testimonianze secondo cui militari americani e forse anche turchi hanno sparato dall\u2019alto delle torrette dell\u2019aeroporto sulla folle, uccidendo diverse persone, giusto per punire un cattivissimo terrorista dell\u2019Isis K. Tutto ci\u00f2 \u00e8 servito affinch\u00e9 <strong>Biden<\/strong> (da intendere i suoi consulenti) abbia potuto congelare i beni dell\u2019Afghanistan depositati presso le banche americane: circa 10 miliardi di dollari. Sia il Fondo Monetario Internazionale che la Banca Mondiale hanno sospeso le linee di credito che sarebbero spettate all\u2019Afghanistan. La motivazione \u00e8 che l\u2019attuale governo non d\u00e0 garanzie di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La ricchezza dei paesi ricchi \u00e8 fatta da tanti \u201cpiccoli\u201d furti nei confronti dei paesi poveri<\/strong>; furti perfino doverosi perch\u00e9 un governo estremista e oscurantista come quello talebano farebbe sicuramente un pessimo uso di quel denaro. Sempre se quei fondi non siano gi\u00e0 spariti definitivamente, come i miliardi libici di <strong>Gheddafi<\/strong> affidati a Goldman Sachs, e tanti altri fondi e riserve auree nazionali che nella storia recente e pi\u00f9 lontana sono venuti a mancare all\u2019appello dei legittimi proprietari, dirottati \u2018silenziosamente\u2019 verso la finanza speculativa. In questo senso la missione in Afghanistan \u00e8 stata brillantemente compiuta.<\/p>\n<p><em>03 Settembre 2021<\/em><\/p>\n<p><em>Zory Petzova<\/em><\/p>\n<p><em>* * *<\/em><\/p>\n<p><em>Zory Petzova, studiosa dei paradossi sociali nella loro molteplicit\u00e0 e interferenza con la natura umana.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 ancora chiaro quale tipo di strategia sia stata pianificata dietro il ritiro dell\u2019alleanza militare a guida USA dall&#8217;Afghanistan. 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