{"id":57497,"date":"2021-09-21T22:03:24","date_gmt":"2021-09-21T20:03:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=57497"},"modified":"2021-09-21T22:03:24","modified_gmt":"2021-09-21T20:03:24","slug":"relativismo-scientifico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/relativismo-scientifico\/","title":{"rendered":"Relativismo Scientifico"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dio non gioca a dadi con l\u2019universo.<\/strong> Questa frase, scritta da\u00a0<strong>Albert Einstein\u00a0<\/strong>all\u2019amico\u00a0<strong>Niels Bohr<\/strong>, sintetizza molto bene la natura probabilistica della\u00a0<strong>meccanica quantistica<\/strong>, una teoria che mette in dubbio la\u00a0natura deterministica\u00a0su cui si basa la fisica classica.<\/p>\n<p>La contrapposizione tra le due teorie, nei primi anni del Novecento, \u00e8 stata molto forte. Da una parte, a sostenere il principio della causa e dell\u2019effetto, c\u2019erano nientepopodimeno che\u00a0<strong>Galileo<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Newton<\/strong>, dall\u2019altra, a sostenere il principio dell\u2019azione e della <em>\u201cprobabilit\u00e0\u201d<\/em> che si verifichi una certa conseguenza, c\u2019erano dei giganti come\u00a0B<strong>ohr,\u00a0Schroedinger,\u00a0Heisenberg\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Dirac. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Einstein <\/strong>dubitava. Dubitava che la natura fosse descritta in termini probabilistici ed espresse il suo dubbio attraverso quella frase divenuta celebre. Dal suo canto, <strong>Bohr<\/strong> gli rispose con un altro dubbio <em>\u201crelativistico\u201d<\/em>:\u00a0<strong>piantala di dire a Dio come deve giocare!<\/strong><\/p>\n<p>Il dubbio \u00e8 una caratteristica essenziale del pensiero filosofico e scientifico.<br \/>\nHanno dubitato <strong>Aristotele, Socrate, Cartesio, Galileo, Newton<\/strong> e <strong>Einstein<\/strong>, solo per citarne alcuni. Il dubbio, per\u00f2, deve avere origine da basi solide e non sempre questo accade. <strong>Il relativismo scientifico<\/strong> nasce proprio dalla mancanza di un pensiero critico e di una conoscenza approfondita di un certo argomento. Pochi avrebbero il coraggio di mettere in dubbio la teoria della relativit\u00e0, molti, invece, hanno la presunzione di mettere in dubbio l\u2019interpretazione dei dati statistici. La differenza tra i due comportamenti \u00e8 abbastanza legittima e deriva in parte dalla profonda diversit\u00e0 tra le teorie basate sul <strong>metodo scientifico deduttivo<\/strong> e l\u2019adozione di modelli induttivi empirici attraverso i quali vengono descritti dei fenomeni (naturali, sociali, medici) attraverso la raccolta dei dati e la loro interpretazione.<br \/>\nAnzi, \u201cle\u201d loro interpretazioni.<\/p>\n<p>Da una parte ci sono le previsioni teoriche, che vengono verificate sperimentalmente e hanno due caratteristiche fondamentali: si basano sulla matematica, <strong>l\u2019unica scienza esatta<\/strong> (o quasi) a disposizione dell\u2019uomo, e sono riproducibili sperimentalmente. Dall\u2019altra parte ci sono la raccolta dei dati, organizzata in maniera pi\u00f9 o meno rigorosa, l\u2019analisi e le conclusioni a cui si giunge applicando uno o pi\u00f9 modelli.<br \/>\nIl metodo deduttivo contro il metodo induttivo.<br \/>\nSi potrebbe semplificare <strong>\u201cinformaticamente\u201d<\/strong> la questione, facendo ricorso alla differenza tra la logica top-down e la logica bottom-up, ma \u00e8 evidente che ci troviamo di fronte a un problema ben pi\u00f9 complesso. La\u00a0<strong>logica induttiva<\/strong>\u00a0(bottom-up) alla base del processo di raccolta e di produzione dei dati statistici, sebbene si basi su metodi scientifici, ha delle fragilit\u00e0 intrinseche che nella logica deduttiva sono molto meno accentuate. <strong>I\u00a0dati statistici<\/strong>\u00a0hanno bisogno di una chiave di lettura, che spesso pu\u00f2 essere diversa in base al modello adottato (e spesso pu\u00f2 essere sbagliata), la teoria scientifica, al contrario, \u201c\u00e8\u201d una chiave di lettura che trova conferma nell\u2019esperimento e nella raccolta dei dati. \u00c8 per questo che la lettura di un dato statistico non \u00e8 quasi mai univoca, ed \u00e8 per questo che i dati e le statistiche possono essere usati per mentire autorevolmente con (falso)\u00a0<strong>rigore scientifico<\/strong>. Difendersi dalle \u201cstatistiche taroccate\u201d \u00e8 molto difficile, l\u2019unico strumento efficace \u00e8 rappresentato dal\u00a0<strong>dubbio cartesiano<\/strong>. Il dubbio insieme al razionalismo critico e alla capacit\u00e0 di guardare un certo fenomeno da diverse prospettive rappresentano degli ottimi strumenti per avvicinarsi alla verit\u00e0.<\/p>\n<p>Queste due caratteristiche, in un momento storico di profonda\u00a0<strong>disgregazione sociale\u00a0e\u00a0intellettuale<\/strong>, pieno di giornalisti saputelli e pseudo-scienziati televisivi che vendono facili certezze alla popolazione (salvo poi smentirle a petto nudo sulle riviste di gossip, sul red carpet o nei salotti dei\u00a0<strong>talk show<\/strong>), sono a volte a torto, a volte a ragione, abbinate alla parola <strong>\u201ccomplottismo\u201d<\/strong> e a una tipologia di persone ignoranti e inutilmente sospettose. Associare i ragionevoli dubbi al\u00a0<strong>complottismo<\/strong>\u00a0\u00e8 un\u2019operazione distruttiva molto grave perch\u00e9 permette di far passare una palese menzogna non contraddetta in una rassicurante falsa verit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019unica verit\u00e0.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"scienza\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>Questa <strong>perdita totale di\u00a0razionalit\u00e0<\/strong>\u00a0\u00e8 frutto di una decadente cultura scientifica collettiva, ormai ridotta ai minimi termini, e di una diffusa <strong>\u201cscienza delle opinioni\u201d<\/strong> attraverso la quale, chiunque, anche grazie a quei social che <em>\u201channo dato voce agli imbecilli\u201d<\/em>, per dirlo con le parole di\u00a0<strong>Umberto Eco<\/strong>, pu\u00f2 affermare qualsiasi\u00a0teoria farlocca\u00a0senza un vero e proprio contraddittorio e senza il rischio di passare per una sana gogna pubblica mediatica.\u00a0<strong>La societ\u00e0 del politicamente corretto vieta categoricamente di dire apertamente a un idiota che \u00e8 un idiota.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Galileo Galilei,\u00a0Dante Alighieri<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Ren\u00e9 Magritte<\/strong>\u00a0erano politicamente scorretti. La scienza e l\u2019arte sono politicamente scorrette. La vita \u00e8 politicamente scorretta. Bisognerebbe iniziare a farsene una ragione. La domanda, a questo punto, potrebbe essere: <strong>\u201cQuando un dubbio e ragionevole?\u201d<\/strong>.\u00a0La risposta si pu\u00f2 trovare in un aneddoto scientifico di qualche anno fa. Nel 1930, a\u00a0<strong>Lipsia<\/strong>, di fronte alla Societ\u00e0 tedesca di Fisica, si svolse una conferenza a cui partecip\u00f2 <strong>Albert Einstein<\/strong>. Al termine del suo intervento, \u201cAlbertone\u201d si rivolse al pubblico per sollecitare qualche domanda. Dall\u2019ultima fila si alz\u00f2 un ragazzo magrolino, con due occhi vispi e un enorme ciuffo simile a quello di\u00a0<strong>Cameron Diaz\u00a0<\/strong>nel film <em>\u201cTutti pazzi per Mary\u201d.<\/em> Il ragazzo non conosceva bene la lingua tedesca e con una certa aria di superiorit\u00e0 disse:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cQuello che ha detto il professor Einstein non \u00e8\u00a0stupido, ma la seconda equazione che ha scritto non deriva dalla prima. Essa richiede, infatti, delle ulteriori assunzioni che non sono state fatte e, inoltre, quel che \u00e8 peggio, non soddisfa un criterio di invarianza, come invece dovrebbe essere\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ovviamente, l\u2019atmosfera divent\u00f2 subito gelida e surreale. C\u2019era chi sghignazzava, chi, indignato e incredulo, esprimeva il proprio\u00a0<strong>dissenso<\/strong>\u00a0con cenni del capo e chi si chiedeva perch\u00e9 era stata data la parola a uno studentello che puzzava ancora di latte e che aveva osato mettere in dubbio le parole di <strong>Einstein<\/strong>. Per la maggioranza, quel dubbio era illegittimo e non aveva senso. <strong>Einstein<\/strong> non faceva parte della maggioranza. Cominci\u00f2 ad accarezzare i suoi baffetti da sparviero e ad osservare attentamente la lavagna. Dopo qualche minuto, si rivolse alla platea e disse:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cL&#8217;osservazione \u00e8 perfettamente corretta. Vi prego pertanto di dimenticare tutto quello che vi ho detto quest\u2019oggi\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>C\u2019\u00e8 da dire che il\u00a0<strong>ragazzo disobbediente<\/strong>, in quel caso, non era esattamente lo stereotipo dell\u2019ignorante che <em>\u201cle scie chimiche, il 5G, il microchip\u2026 complotto!\u201d<\/em>. Ma era\u00a0<strong>Lev Davidovich Landau<\/strong>, quello che, qualche anno pi\u00f9 tardi, divenne il principale fisico teorico dell\u2019<strong>Unione Sovietica<\/strong>. In quel caso, il dubbio era pi\u00f9 che legittimo e il destinatario della critica era egli stesso un critico feroce nei propri confronti, disponibile a prendere in considerazione osservazioni che avrebbero potuto sia sostenere che confutare le sue\u00a0<strong>teorie<\/strong>. Si potrebbe dire che un dubbio diventa legittimo quando dimostra l\u2019errore e falsifica una teoria. L\u2019atteggiamento di <strong>Einstein<\/strong> nei confronti della scienza era basato su questa idea di dubbio e fu alla base delle riflessioni che fece in seguito\u00a0<strong>Karl Popper<\/strong>, il filosofo del razionalismo critico, in merito alla critica e alla falsificazione scientifica, ovvero all\u2019atteggiamento antidogmatico che non va alla ricerca di conferme ma di confutazioni. <strong>Popper<\/strong> critic\u00f2 ferocemente il metodo induttivo, obiettando che le leggi scientifiche non vengono ricavate dall\u2019osservazione ripetuta di puri fatti, ma sono sempre precedute da un\u2019intuizione sulla natura delle cose o da un\u2019ipotesi di lavoro palese o inconscia.<br \/>\nIn altre parole, <strong>Popper<\/strong> era un ultr\u00e0 del\u00a0<strong>metodo deduttivo galileiano<\/strong>\u00a0(sempre sia lodato), <strong>Einstein<\/strong> era un po\u2019 pi\u00f9 equilibrato, ma pur sempre tifoso. Insomma, <strong>Popper<\/strong> era un po\u2019 come\u00a0Tirzan\u00a0in <em>\u201cEccezzziunale veramente\u201d<\/em> ed <strong>Einstein<\/strong> come\u00a0Oronzo Can\u00e0ne <em>\u201cL\u2019allenatore nel pallone\u201d<\/em>.<br \/>\nLo stesso <strong>Einstein<\/strong> scrisse queste parole a proposito del metodo induttivo: l\u2019immagine pi\u00f9 semplice che ci si pu\u00f2 formare dell\u2019origine di una scienza empirica \u00e8 quella che si basa sul metodo induttivo. Fatti singoli vengono scelti e raggruppati in modo da lasciare emergere con chiarezza la relazione\u00a0<strong>legiforme<\/strong>\u00a0che li connette. Tramite il raggruppamento di queste regolarit\u00e0 \u00e8 possibile conseguire ulteriormente regolarit\u00e0 pi\u00f9 generali, fino a configurare \u2013 in considerazione dell\u2019insieme disponibile dei singoli fatti \u2013 un sistema pi\u00f9 o meno unitario, tale che la mente che guarda le cose a partire dalle generalizzazioni raggiunte per ultimo potrebbe, a ritroso, per via puramente logica, pervenire di nuovo a singoli fatti particolari.<\/p>\n<p>Un pur rapido sguardo allo sviluppo effettivo della scienza mostra che i grandi progressi della conoscenza scientifica solo in piccola parte si sono avuti in questo modo. Infatti, se il ricercatore si avvicinasse alle cose senza una qualche idea (<strong>Meinung<\/strong>) preconcetta, come potrebbe egli mai afferrare, dal mezzo di una enorme quantit\u00e0 della pi\u00f9 complicata esperienza, fatti i quali sono semplicemente sufficienti a rendere palesi relazioni legiformi? <strong>Galilei<\/strong> non avrebbe mai potuto trovare la legge della caduta libera dei gravi senza l\u2019idea preconcetta stando alla quale, sebbene i rapporti che noi di fatto troviamo, sono complicati dall&#8217;azione della\u00a0resistenza dell\u2019aria, nondimeno noi consideriamo cadute di gravi nelle quali tale resistenza gioca un ruolo sostanzialmente nullo.<br \/>\nI progressi veramente grandi della conoscenza della natura si sono avuti seguendo una via quasi diametralmente opposta a quella dell\u2019<strong>induzione<\/strong>. Una concezione intuitiva dell\u2019essenziale di un grosso complesso di cose porta il ricercatore alla proposta di un principio ipotetico o di pi\u00f9 principi di tal genere. Dal principio (<strong>sistema di assiomi<\/strong>) egli deduce per via puramente logico-deduttiva le conseguenze in maniera pi\u00f9 completa possibile. Queste conseguenze estraibili dal principio, spesso attraverso sviluppi e calcoli noiosi, vengono poi messe a confronto con le esperienze e forniscono cos\u00ec un criterio per la giustificazione del principio ammesso. Il principio (assiomi) e le conseguenze formano insieme quella che si dice una \u201c<strong>teoria<\/strong>\u201d. Ogni persona colta sa che i pi\u00f9 grandi progressi della conoscenza della natura \u2013 per esempio, la teoria della gravitazione di <strong>Newton<\/strong>, la termodinamica, la teoria cinetica dei gas, l&#8217;elettrodinamica moderna \u2013 hanno tutti avuto origine per questa via, e che il loro fondamento \u00e8 di natura ipotetica.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4780.html?_=1632187180\" frameborder=\"0\" width=\"600\" height=\"646\" scrolling=\"no\"><\/iframe>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo punto, \u00e8 utile fermarsi con le\u00a0<strong>noiose considerazioni\u00a0<\/strong>di carattere scientifico e soffermarsi su quanto \u00e8 accaduto negli ultimi due anni in merito alla gestione della pandemia. Con un\u2019avvertenza: il mio punto di vista \u00e8 senz\u2019altro influenzato dal pensiero scientifico einsteiniano.<\/p>\n<p>In primo luogo, non c\u2019\u00e8 stato un dibattito scientifico qualitativamente accettabile. Anzi, non c\u2019\u00e8 stato nessun dibattito. I dubbi, anche i pi\u00f9 legittimi, sono stati etichettati con due immagini dispregiative e stupidamente discriminatorie: da una parte ci sono gli intelligenti e dall\u2019altra ci sono i cavernicoli \u201c<strong>complottisti<\/strong>\u201d. I dati, anche quelli pi\u00f9 evidenti, sono stati travisati e usati ad arte per creare false narrazioni, spaccature e conflitti sociali. La <strong>scienza<\/strong> \u00e8 diventata un circo che non procede n\u00e9 per induzione n\u00e9 tantomeno per deduzione: procede per contraddizioni, per fedi e per opinioni da bar portate avanti dalle tifoserie. La scienza \u00e8 diventata una <strong>nuova religione salvifica<\/strong> che vende l\u2019immortalit\u00e0 e un nuovo dio in cui credere. Un dio che ha le sembianze dell\u2019opinionista da copertina e che riesce a convincere i suoi discepoli senza grosse difficolt\u00e0, spesso mentendo palesemente (come del resto fanno tutte le religioni). <strong>Giocando a dadi<\/strong>, per l\u2019appunto, ma non nel senso einsteiniano. Giocando a giocare sui numeri e sulle diverse rappresentazioni della realt\u00e0. Giocando con le paure, con le parole, con il pensiero unico e con decine di narrazioni contraddittorie che non c\u2019entrano nulla con la ragione e non c\u2019entrano nulla nemmeno con la religione.<\/p>\n<p>Peccato che, per qualcuno, non sia affatto vero che la scienza, come la religione, non si possano discutere. La <strong>scienza<\/strong> si discute eccome, perch\u00e9 soltanto attraverso il confronto socratico \u00e8 possibile arrivare a qualcosa che somigli alla verit\u00e0. Si pu\u00f2 arrivare perfino a sostenere che <strong>\u201cDio \u00e8 morto\u201d<\/strong> e a discuterne civilmente. La storia sarebbe stata diversa, se <strong>Einstein<\/strong>, quel giorno, avesse detto:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSignor Landau, lei \u00e8 un \u201ccomplottista\u201d e la mia equazione non si discute\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Si potrebbe obiettare che le mie riflessioni riguardino un\u00a0ambito scientifico elitario\u00a0e che fanno una subdola distinzione tra scienze maggiori e scienze minori. Sono fermamente convinto che non esistano scienze maggiori e scienze minori, esistono scienziati maggiori e scienziati minori, ed esiste il <strong>\u201cparadosso del relativismo scientifico\u201d<\/strong>, quello in cui gli scienziati maggiori sono aperti ai dubbi e al dialogo e gli scienziati minori sono vanitosi, irascibili, intolleranti alle critiche e ai confronti, con un ego spropositato e inclini all\u2019autocelebrazione. La scienza \u00e8 una cosa seria che merita di essere discussa e contraddetta, non merita certamente di essere umiliata.<\/p>\n<p><em>Alessandro Cape<\/em><\/p>\n<p><em>Fonte<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dio non gioca a dadi con l\u2019universo. Questa frase, scritta da\u00a0Albert Einstein\u00a0all\u2019amico\u00a0Niels Bohr, sintetizza molto bene la natura probabilistica della\u00a0meccanica quantistica, una teoria che mette in dubbio la\u00a0natura deterministica\u00a0su cui si basa la fisica classica. La contrapposizione tra le due teorie, nei primi anni del Novecento, \u00e8 stata molto forte. 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