{"id":58033,"date":"2021-10-14T11:44:04","date_gmt":"2021-10-14T09:44:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=58033"},"modified":"2023-11-14T20:32:36","modified_gmt":"2023-11-14T19:32:36","slug":"perche-non-possiamo-perdere-e-non-perderemo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/perche-non-possiamo-perdere-e-non-perderemo\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 non possiamo perdere. E non perderemo"},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\">Lui si chiama Alessandro Lorenzo Fontana, studente di lettere classiche di 21 anni ed il suo discorso davanti a colleghi e docenti dell&#8217;Universit\u00e0 di Sassari \u00e8 diventato, come si dice, virale.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-58034\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG-20191220-WA0031-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"909\" height=\"682\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG-20191220-WA0031-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG-20191220-WA0031-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG-20191220-WA0031-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG-20191220-WA0031-1536x1153.jpg 1536w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG-20191220-WA0031-16x12.jpg 16w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG-20191220-WA0031-1320x991.jpg 1320w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG-20191220-WA0031.jpg 1599w\" sizes=\"(max-width: 909px) 100vw, 909px\" \/><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Un video che colpisce come un pugno nello stomaco sia per la giovanissima et\u00e0 del protagonista che per la potenza dei pensieri evocati.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Un video certamente <strong>inattuale<\/strong> rispetto a quanto circola in rete nell&#8217;acceso dibattito sulla libert\u00e0 e sul futuro della civilt\u00e0 che sta trascinando con s\u00e9 l&#8217;intera societ\u00e0 e non solo italiana.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Ho voluto raggiungere Alessandro per fare insieme a lui qualche riflessione sul contenuto del suo discorso che ripropongo qui sotto e sul momento che stiamo vivendo:<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div style=\"width: 368px;\" class=\"wp-video\"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');<\/script><![endif]-->\n<video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-58033-1\" width=\"368\" height=\"640\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/il_discorso_di_Alessandro.mp4?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/il_discorso_di_Alessandro.mp4\">https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/il_discorso_di_Alessandro.mp4<\/a><\/video><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\">Non so perch\u00e9 ma mentre lo ascolto parlare, in piedi e visibilmente emozionato davanti ad un gruppo di studenti, altre parole mi salgono alla coscienza, parole apparentemente lontane nel tempo e nello spazio, che sembrano non aver relazione alcuna con quanto Alessandro, il giovane studente di Lettere di Sassari, sta coraggiosamente pronunciando.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma le parole che si sovrappongono interiormente alle sue non svaniscono, anzi, si rafforzano, creando quasi una <em>&#8216;sovraimpressione&#8217;<\/em> per certi versi stupefacente, considerando la spontaneit\u00e0 dell&#8217;esperienza.<br \/>\nDi che parole si tratta?<\/p>\n<p class=\"p1\">Delle parole strazianti e meravigliose ad un tempo che uno dei massimi scienziati, filosofi, letterati, asceti e martiri del secolo scorso, <strong>Pavel Florenskij<\/strong>, scrive ai propri figli dall&#8217;abominio del Gulag dove la sua vita verr\u00e0 violentemente stroncata a soli 56 anni dopo cinque anni di prigionia.<\/p>\n<p class=\"p1\">Eccole:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p1\">&#8220;Amati figlioletti miei, il mio cuore si strugge per voi. (&#8230;) Avrei tante cose da scrivervi. Mi vengono tanti pensieri e sentimenti, ma non ho n\u00e9 il tempo, n\u00e9 le forze di scriverli. Eccovi una cosa che non posso non scrivere: Abituatevi, educate voi stessi a fare tutto ci\u00f2 che fate perfettamente, con cura e precisione; che il vostro agire non abbia niente di impreciso, non fate niente senza provarvi gusto, in modo grossolano. Ricordatevi che nell\u2019approssimazione si pu\u00f2 perdere tutta la vita, mentre al contrario, nel compiere con precisione e al ritmo giusto anche le cose e le questioni di secondaria importanza, si possono scoprire molti aspetti che in seguito potranno essere per voi fonte profondissima di un nuovo atto creativo. (&#8230;) Chi agisce con approssimazione, si abitua anche a parlare con approssimazione, e il parlare grossolano, impreciso e sciatto coinvolge in questa indeterminatezza anche il pensiero. Cari figlioletti miei, non permettete a voi stessi di pensare in maniera grossolana. Il pensiero \u00e8 un dono di Dio ed esige che si abbia cura di s\u00e9. Essere precisi e chiari nei propri pensieri \u00e8 il pegno della libert\u00e0 spirituale e della gioia del pensiero. (&#8230;) \u00c8 da tanto che voglio scrivere: osservate pi\u00f9 spesso le stelle. Quando avrete un peso nell\u2019animo, guardate le stelle o l\u2019azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscir\u00e0, quando la tempesta si scatener\u00e0 nel vostro animo, uscite all\u2019aria aperta e intrattenetevi da soli col cielo. Allora la vostra anima trover\u00e0 la quiete&#8221;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p1\">Sono parole che, come quelle di Alessandro &#8211; ma con il cuore gonfio di dolore di chi sa che non potr\u00e0 pi\u00f9 riabbracciare i propri figli &#8211; indicano i veri compiti dell&#8217;essere umano come magistralmente espressi da <strong>Publio Terenzio Afro<\/strong> nell&#8217;incipit dell&#8217;intervento del nostro studente di lettere: <em><strong>&#8220;Homo sum, humani nihil a me alienum puto&#8221; (Sono un essere umano, niente di ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 umano lo ritengo estraneo)<\/strong><\/em>.<br \/>\nSono parole che rimandano al senso pi\u00f9 profondo del nostro essere Uomini, a quel <strong><em>&#8220;fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza&#8221;<\/em><\/strong> che ha da sempre caratterizzato &#8211; a parole &#8211; il senso della nostra vita.<\/p>\n<p class=\"p1\">S\u00ec, a parole, perch\u00e9 poi, nei fatti, c&#8217;\u00e8 stato ben altro dai giorni in cui eravamo chini sulle rime del padre <strong>Dante<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p1\">C&#8217;\u00e8 stata la &#8220;buona scuola&#8221;, la fine ingloriosa degli ideali giovanili sostituiti dalla retorica consumista, la competizione sfrenata, l&#8217;incertezza del futuro, la tecnologia devastante, decenni di TV-spazzatura, la solitudine degli smartphone, internet e il suo illusorio sogno di avere tutto sottomano per poi avere l&#8217;alibi di non occuparci a fondo di nulla.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma a sentire le sue parole, tutto questo sembra non aver coinvolto Alessandro, i cui pensieri sembrano essere passati indenni attraverso mezzo secolo di svilimento dell&#8217;Uomo.<br \/>\nDa dove vieni Alessandro? Sei sceso da un&#8217;astronave proveniente direttamente dagli anni &#8217;70 del secolo scorso? Sei consapevole del fatto che pensieri come quelli da te espressi sono a dir poco insoliti per i tuoi coetanei? Raccontaci di te e di come hai deciso di prendere la parola sul palco di Sassari.<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p1\">Se dovessi rispondere in modo istintivo alla prima domanda, direi \u201cfisicamente da un paesello sperduto nel Nord-Sardegna, mentalmente da tanti mondi, tanti quanti la mente umana pu\u00f2 sognarne\u201d. Risponderei in questa maniera perch\u00e9 sin da bambino ho sviluppato e coltivato quotidianamente un interesse per la letteratura, in particolare la mitologia, greca, latina, norrena e le grandi saghe medievali, e il romanzo fantasy, <strong>Tolkien<\/strong> in particolare; in quelle letture trovavo uomini straordinari, che compivano azioni straordinarie, questo mi ha sempre affascinato, ma non solo, scoprivo in quei racconti ordine, rigore e principi nobili da imitare. Con i miei coetanei \u00e8 stato, ed \u00e8 tutt\u2019ora, difficile interagire e trovare un canale di comunicazione comune, da bambino non avevo degli ottimi piedi e non m\u2019interessava il calcio, mentre gli altri crescevano col pallone, io passavo il tempo a costruire spade, archi e frecce e immerso in ogni genere di lettura, era come se io venissi da un altro mondo, io non parlavo la loro lingua, avevo modi di fare e di esprimermi \u201call\u2019antica\u201d, pensavo in modo diverso e profondo, avevo altri interessi; a causa dei miei interessi \u201cinattuali\u201d mi \u00e8 capitato spesso di ritrovarmi da solo, chiuso tra i miei pensieri, a contemplarli e a scavare a fondo nei meandri della mente e non lo rimpiango: ritengo che solitudine meditativa un passaggio importante per l\u2019autocoscienza e la scoperta di s\u00e9. Non ho mai avuto molti amici perch\u00e9 ho sempre avuto una concezione di amicizia aristotelica-ciceroniana, secondo la quale l\u2019amicizia deve avere uno scopo e un fine utile e che giovi ad entrambe le componenti. Ho scelto di frequentare il liceo classico perch\u00e9 in quegli studi sentivo un\u2019emozione, difficile da spiegare, volevo ordine, rigore, fermezza e ideali e in quegli studi io lo percepivo, quegli studi erano un mondo meraviglioso che volevo scoprire; quando, al terzo anno, ho iniziato a fare filosofia ho trovato una parte di me ancora ignota: ragionamento, pensiero, razionalit\u00e0, rigore e logica, la filosofia \u00e8 una materia straordinaria, la scienza del pensiero, qualcosa di cui puoi, devi, abusarne, ragionamenti, pensieri per assurdo, sistemi, la base dell\u2019essere dell\u2019uomo, la base di ogni materia o arte, compresa la scienza. Il mio filosofo preferito \u00e8 <strong>Hegel<\/strong> per la sua attenzione e il soffermarsi sulla logica, sulla razionalit\u00e0 e sul rigore, il metodo e il sistema hegeliano fanno di lui il pi\u00f9 grande filosofo della storia. La filosofia, il cristianesimo e la letteratura mi hanno dato idee e principi saldi, mi hanno dato speranza, convinzione, mi hanno dato uno scopo. Ho trovato me stesso e ho deciso di scavare a fondo, di scoprire e indagare su quei meccanismi della ragione e dell\u2019essere umano che lo hanno reso il protagonista indiscusso del mondo, per questo ho scelto la facolt\u00e0 di lettere classiche e sono orgoglioso della mia scelta perch\u00e9 ho trovato e sto trovando quanto cercavo e continuo a cercare. Quando \u00e8 scoppiata la \u201cpandemia\u201d dopo un breve periodo di paura ho iniziato a pormi domande, a pensare un\u2019alternativa razionale, c\u2019erano troppi elementi che stonavano nella vulgata ufficiale sul covid, soprattutto <strong>riconoscevo in questa situazione tutta una serie di meccanismi e macchinazioni malefiche gi\u00e0 studiate e udite sui libri di storia<\/strong>, era il periodo in cui studiavo per l\u2019esame di storia greca, <strong>Tucidide<\/strong> e il sofismo sono stati fondamentali, in un ragionamento, confronto e analisi di dati umani e statistici che mi hanno aperto gli occhi e la mente su quanto stava accadendo. Pi\u00f9 che scendere da un\u2019astronave ho fatto un viaggio, un viaggio durato, e ancora in corso, tutta una vita, un viaggio che ha in s\u00e9 tutte le caratteristiche del viaggio letterario, non ho la pretesa di paragonarmi ad <strong>Ulisse<\/strong> o a <strong>Dante<\/strong>, ma ho la brama della conoscenza, della scoperta di me stesso come uomo, ogni tanto durante il mio viaggio mi fermo e mi capita di raccontare ci\u00f2 che ho ero, ci\u00f2 che sono, ci\u00f2 che voglio essere, come \u00e8 successo su quel palco. A Sassari ci sono arrivato cos\u00ec in 21 anni, in quel discorso ho descritto chi sono, perch\u00e9 quella cultura, quegli ideali di cui parlavo sono un habitus, la mia veste quotidiana, fanno parte di me, sono (essi) Alessandro Lorenzo Fontana e cerco di perseguirli ogni giorno. Voglio infine aggiungere quanto siano state importanti, nel corso della mia vita, le mie radici, in particolare un padre elettricista e una madre insegnante, due persone che ogni giorno portano a termine le loro fatiche quotidiane con passione e determinazione, mia madre \u00e8 una novella <strong>don Milani<\/strong>, ama i suoi alunni e con dedizione totale cerca di indirizzarli verso la conoscenza e l\u2019emancipazione personale; non ho inoltre vergogna di dire che sono cristiano cattolico e che per me la religione e la fede siano imprescindibili.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"filosofia greca antica\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p class=\"p1\">Come dicevo prima, le tue parole non sembrano provenire da quest&#8217;epoca; per dirla con <strong>Nietzsche<\/strong>, sono decisamente <strong><em>inattuali<\/em><\/strong>. Cos\u00ec come quelle di <strong>Nunzia Alessandra<\/strong> (anche lei questo nome, Alessandra&#8230;) <strong>Schilir\u00f2<\/strong> che ha portato sul palco di Roma dei pensieri talmente inattuali da costarle la carriera.<br \/>\nViviamo in un&#8217;epoca dove \u00e8 vietato essere inattuali, cos\u00ec come azzardare dei pensieri non allineati. Come vedi il seguito di queste vicende, Alessandro, sopratutto per quanto riguarda le scelte e le convinzioni dei tuoi coetanei?<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p1\">Non sono d&#8217;accordo con <strong>Nietzsche<\/strong> in merito all&#8217;essere inattuali, \u00e8 vero, cercano di proibirci di pensare, di pensare con libert\u00e0, ma noi per cosa combattiamo? Penso alla <strong>Schilir\u00f2<\/strong>, penso a tutte quelle persone che stanno perdendo tanto in questi tempi, spesso penso riguardo al mio futuro e come sia cambiata la mia vita, un anno fa progettavo di diventare un ricercatore, ma ora temo che non succeder\u00e0, visto il mio pensiero, e mi chiedo quale sia il mio futuro. In questi momenti rispondo alla domanda gi\u00e0 posta poco fa, e la mia mente ritorna alla vera causa della nostra battaglia: idee, ideali, principi e valori. <strong>Io, noi, stiamo combattendo per questo, cio\u00e8 per qualcosa di eterno, immortale e\u2026invincibile, per questo noi non possiamo essere inattuali, siamo i portavoce, gli strumenti, i guerrieri dei valori sopra i quali si poggia il mondo<\/strong>, i quali sono sempre attuali, specie in queste situazioni, quindi non mi sento assolutamente inattuale, \u00e8 l&#8217;ideologia che spinge gli uomini ad esserlo, \u00e8 l&#8217;ideologia inattuale perch\u00e9 per quanto cerchi di esserlo non sar\u00e0 mai reale. <strong>Non ho paura di perdere i miei progetti, perch\u00e9 scegliendo di combattere per ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 giusto, sto combattendo per amore, non per odio, sto combattendo per l&#8217;essere umano, con le armi pi\u00f9 nobili: la conoscenza e la letteratura, noi stiamo combattendo tutti insieme, questa \u00e8 la realizzazione personale pi\u00f9 grande.<\/strong> Ho fatto questo lungo ragionamento, perch\u00e9 \u00e8 proprio alla luce di questo che vedo il divenire di queste vicende: <strong>non praevalebunt!<\/strong> <strong>L&#8217;ideologia, il male, \u00e8 destinato a perdere per sempre, ed \u00e8 per questo che ho scelto.<\/strong> Per quanto riguarda i miei coetanei, io credo che la pi\u00f9 grande colpa della quale si sono macchiati sia l&#8217;aver indirizzato la loro fede verso l&#8217;ideologia. Hanno perso uno scopo saldo, una rotta verso la quale indirizzare la propria vita, hanno ridotto lo studio e la conoscenza ad un sistema ansiogeno a compartimenti stagni, finalizzato a passare esami, sembrer\u00e0 assurdo&#8230;ma credo che abbiano perso contatto con la realt\u00e0, con quella realt\u00e0 vera, la quale rende la vita e il mondo migliore. Ormai va di moda questa concezione pseudo nichilista della vita come ansia totale, tristezza e paure, insomma una vita che demonizza l&#8217;essere umano, perch\u00e9 le debolezze sono parte di noi, come se l&#8217;essere titanico non sia umano. Gran parte dei miei coetanei&#8230;non scelgono, non sono convinti, ma solo temono, non diversamente da Don Abbondio o dai personaggi delle metamorfosi ovidiane, vagano sperduti in un mondo meraviglioso che disprezzano ed etichettano. Cos\u00ec invece di riscoprirsi hanno iniziato a disprezzare loro stessi, hanno perso la fede e il coraggio di credere, rifugiandosi nei succulenti e esiziali doni dell\u2019ideologia. Da questo deriva la situazione attuale, ma non mi sento di darli per spacciati, se lo facessi&#8230;non sarei cristiano, non \u00e8 loro che combattiamo, ma la deriva che li ha spinti in questa situazione, perci\u00f2 <strong>il futuro dipende da noi, dall&#8217;ardore, dalla convinzione e dal modo in cui porteremo avanti la nostra grande battaglia anche per loro<\/strong>. Questo \u00e8 solo l\u2019inizio di tutta una serie di meccanismi storici, i quali dovranno avere uno sviluppo prima di una conclusione, il risultato di scelte sulle quali non abbiamo avuto voce, scelte di altri le cui conseguenze ricadono su di noi, non sar\u00e0 facile affrontare il futuro, ma non lo \u00e8 mai, lo confesso: spesso questa situazione mi spaventa, mi addolora, mi angoscia, ma poi mi rendo conto che non sono solo\u2026c\u2019\u00e8 una piccola grande parte di giovani che, come me, sono radicati nelle loro idee e questo mi d\u00e0 speranza, siamo pochi, ma quando ci confrontiamo, quando parliamo, quando facciamo scudo con le nostre idee\u2026siamo un esercito, il pi\u00f9 potente degli eserciti, perch\u00e9 non solo vinciamo tutte le battaglie, ma lo facciamo senza uccidere nessuno, in quanto <strong>le nostre armi non uccidono, ma guariscono<\/strong>. <strong>So perfettamente quello che potrebbe riservarci il futuro, ma cosa sarebbe la nostra vita se non la riempissimo e la mettessimo al servizio di un bene pi\u00f9 grande?<\/strong> Quel bene \u00e8 la volont\u00e0 di Dio, la quale, per parafrasare le parole di Picarda Donati nel canto III del Paradiso, si fa tutt\u2019uno con la nostra volont\u00e0, concretizzando le nostre vite.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p1\">&lt;<iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4783.html?_=1634174349\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\/p&gt;<\/p>\n<p class=\"p1\">Nel tuo intervento mi era, di primo acchito, sembrato mancasse un elemento, quello della spiritualit\u00e0, anche se evidentemente tutta la cultura, l&#8217;arte, la letteratura e la filosofia sono prodotti dello Spirito il quale, come accenni giustamente riferendoti alla dialettica hegeliana, tende a livelli sempre pi\u00f9 maturi di <strong><em>Aufhebung<\/em><\/strong>. Ma sullo Spirito, quello che si incarna negli eventi terrestri, nel Bene e nel Male, ad esempio, c&#8217;\u00e8 forse bisogno di riflettere pi\u00f9 diffusamente, come ora hai fatto. Proprio perch\u00e9 probabilmente mai prima d&#8217;ora nella Storia dell&#8217;Uomo il <strong>Leviatano<\/strong> si \u00e8 manifestato con tale sprezzante e globale arroganza. Vedi, ad un certo punto nella stesura di queste note mi si \u00e8 manifestato il senso del sovrapporsi nella mia anima delle parole di <strong>Florenskij<\/strong> alle tue; anche allora, nel Dicembre del &#8217;37 &#8211; come infinite volte nella Storia &#8211; vi fu il <strong>manifestarsi del Male, del sub-umano che pretendeva, ringhiando, di annientare, di calpestare ogni valore spirituale.<\/strong> Si trattava anche in quella tenebrosa vicenda del Male puro, di una manifestazione che ci rimanda ogni volta al nostro compito di smascherarlo, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno di noi. E questo mi appare il senso pi\u00f9 profondo dell&#8217;essere-qui-ed-ora, metterci davanti ai nostri specifici compiti nella vita con il preciso obiettivo di dare testimonianza della nostra fedelt\u00e0 allo Spirito. Come vedi il tuo compito in questo senso Alessandro?<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p1\">Non ho ambizioni di gloria, non pretendo di essere qualcuno o di essere per apparire, <strong>il mio compito, la mia &#8220;croce&#8221;, \u00e8 quella di indirizzare i miei talenti verso il Signore<\/strong>. Ogni giorno, ad ogni esame che supero, mi pongo questa domanda: in che modo questo mi aiuter\u00e0 a servire il Signore? In che modo dar\u00f2 la mia testimonianza? Io credo che il mio compito, come d&#8217;altronde quello di tutti, sia vivere secondo i miei ideali, i miei principi e facendo quello che amo: studiare, dare a me stesso e al mondo qualcosa attraverso lo studio. Studio e idee, quelle idee, quello Spirito che ho incontrato nello studio, questo \u00e8 la mia parte, il mio compito specifico; ritengo la conoscenza e la perfezione qualcosa di irraggiungibile a pieno, a causa del nostro essere imperfetti, tuttavia \u00e8 un cammino da percorrere, perch\u00e9 se anche non arriverai mai alla meta, ad ogni passo acquisirai qualcosa di nuovo, ad ogni passo scopri te stesso e il mondo intorno a te, in questo senso siamo tutti dei piccoli Hobbit che vagano silenziosi con un obiettivo maestoso, ma allo stesso tempo costante e tortuoso. Non credo nella rivoluzione, quanto pi\u00f9 nel rinnovamento, non &#8220;cambiare&#8221; ma &#8220;riscoprire&#8221;, in questo senso di pone la mia vita, vivere ogni giorno come se fossi Alessandro Lorenzo Fontana, <strong>non dimostrare le mie idee, ma esserle a pieno sino in fondo, piano piano con costanza e coerenza anche e soprattutto nei momenti pi\u00f9 complicati.<\/strong> Non apparire, non mostrare, semplicemente <strong>essere a pieno<\/strong>, non \u00e8 un ragionamento a posteriori, ma pi\u00f9 a priori, da ci\u00f2 che siamo, deriva ci\u00f2 che facciamo. Nella domanda precedente si \u00e8 parlato di scelta, a mio parere anche in questa domanda \u00e8 giusto sottolinearne l&#8217;importanza: <strong>scegliere di essere per s\u00e9 stessi e per il mondo, oggigiorno \u00e8 la pi\u00f9 ardua delle scelte<\/strong>. Che razza di letterato sarei se non mettessi la letteratura e la filosofia al servizio dell\u2019uomo e dello Spirito, sarebbe una contraddizione, diverrebbe ideologia, perch\u00e9 come ho detto nel mio discorso citando <strong>Boccaccio<\/strong>, ma \u00e8 bene anche ricordare <strong>Platone<\/strong>, la letteratura \u00e8 la voce e la sostanza dell\u2019uomo, \u00e8 l\u2019indice pi\u00f9 alto di civilt\u00e0 ed \u00e8 un portale per l\u2019eternit\u00e0, per l\u2019autoaffermazione, per Dio stesso, <strong>Dante<\/strong> docet, siamo tutti Spirito, siamo tutti esseri in noi stessi e per s\u00e9 stessi. Per concludere, il mio compito \u00e8 studiare, ma non uno studio fine a s\u00e9 stesso, non uno studio erudito, ma uno studio colto, sempre al servizio dell&#8217;essere umano, nessuno di noi \u00e8 male, siamo tutti potenziali strumenti di male, di conseguenza essere noi stessi, con la nostra fede e le nostre idee, \u00e8 la migliore testimonianza allo Spirito nonch\u00e9 la somma virt\u00f9 e il miglior modo per portare del bene.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p1\">Alessandro, ti ringrazio per questa chiacchierata e nel complimentarmi ancora una volta per il tuo intervento, ti faccio i miei migliori auguri per il futuro.<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p1\">Io la ringrazio per questa bellissima possibilit\u00e0, per questo meraviglioso discorrere e per le parole meravigliose, la quali saranno uno sprone per le mie azioni future.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><em>Piero Cammerinesi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lui si chiama Alessandro Lorenzo Fontana, studente di lettere classiche di 21 anni ed il suo discorso davanti a colleghi e docenti dell&#8217;Universit\u00e0 di Sassari \u00e8 diventato, come si dice, virale. Un video che colpisce come un pugno nello stomaco sia per la giovanissima et\u00e0 del protagonista che per la potenza dei pensieri evocati. 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