{"id":58489,"date":"2021-10-31T10:22:06","date_gmt":"2021-10-31T09:22:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=58489"},"modified":"2021-11-02T18:08:20","modified_gmt":"2021-11-02T17:08:20","slug":"lacerti-di-un-mondo-perduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/lacerti-di-un-mondo-perduto\/","title":{"rendered":"Lacerti di un mondo perduto"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-header\">\n<h2><strong style=\"font-size: 16px;\">Tratto dal libro: \u201cIl Tutto divino\u201d di Silvano Danesi.<\/strong><\/h2>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mondi tra di loro lontani e apparentemente estranei gli uni agli altri, culture assai diverse tra di loro, idiomi che tra di loro nulla hanno in comune sembrano condividere miti, archetipi, simboli e radici etimologiche che fanno pensare a lacerti di un mondo perduto. Lacerti che oggi si schiudono alla nostra comprensione alla luce delle nuove scoperte scientifiche, aprendo spazi a nuove possibili interpretazioni.<\/p>\n<p>Una prima serie di coincidenze sorprendenti riguarda l\u2019etimologia.<\/p>\n<p>Ho scelto, come incipit, i versi del Rigveda che ci parlano dell\u2019inizio, in quanto pongono domande e le domande sono il sale della ricerca.<\/p>\n<p>Nel Rig Veda \u00e8 scritto:<\/p>\n<blockquote><p><em>1 \u2013 All\u2019inizio non c\u2019era essere, n\u00e9 c\u2019era non essere.<\/em><\/p>\n<p><em>Che cosa ricopriva l\u2019insondabile profondit\u00e0 delle acque<\/em><\/p>\n<p><em>e com\u2019era e dov\u2019era il riparo? Non c\u2019era l\u2019atmosfera<\/em><\/p>\n<p><em>n\u00e9, al di l\u00e0 di essa la volta celeste.<\/em><\/p>\n<p><em>2 \u2013 Non c\u2019era morte allora, n\u00e9 immutabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Non c\u2019era giorno. Non c\u2019era notte.<\/em><\/p>\n<p><em>Quell\u2019Uno viveva in s\u00e9 e per s\u00e9, senza respiro.<\/em><\/p>\n<p><em>Al di fuori di quell\u2019Uno, c\u2019era il Nulla.<\/em><\/p>\n<p><em>3 \u2013 C\u2019era oscurit\u00e0, all\u2019inizio, e ancora oscurit\u00e0,<\/em><\/p>\n<p><em>in una imperscrutabile continuit\u00e0 di acque.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto ci\u00f2 che esisteva era un vasto Vuoto senza forma.<\/em><\/p>\n<p><em>Quell\u2019Uno era nato per la potenza dell\u2019Ardore.<\/em><\/p>\n<p><em>4 \u2013 All\u2019inizio sorse l\u2019Amore, che era il primo seme della Mente.<\/em><\/p>\n<p><em>Scrutando nei loro cuori i sapienti scoprirono, con la loro saggezza,<\/em><\/p>\n<p><em>il legame tra l\u2019essere e il non-essere.<\/em><\/p>\n<p><em>5 \u2013 Chi veramente sa? Chi potrebbe dire quando ci fu questa creazione?<\/em><\/p>\n<p><em>E quale ne fu la causa?<\/em><\/p>\n<p><em>Gli dei vennero dopo la sua emanazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi dunque pu\u00f2 dire donde essa ebbe origine?<\/em><\/p>\n<p><em>6 \u2013 Colui dal quale la creazione provenne,<\/em><\/p>\n<p><em>pu\u00f2 averla decisa egli stesso. Oppure no.<\/em><\/p>\n<p><em>Colui che vigila nell\u2019alto del cielo forse ne conosce l\u2019origine. E forse no.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Rigveda, V, 10, 129<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Nelle traduzioni di Franco Rendich dell\u2019inno vedico troviamo alcuni concetti essenziali.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019inizio, ossia della nascita dell\u2019Uno,\u00a0<strong>Eka<\/strong>\u00a0per la potenza dell\u2019ardore\u00a0<strong>Tapas,<\/strong>\u00a0esiste un\u2019insondabile profondit\u00e0 di Acque\u00a0<strong>Na<\/strong>\u00a0oscure, tenebrose, il Nulla (nessuna cosa), un Vuoto senza forma.<\/p>\n<p>Analizziamo questi concetti alla luce delle radici indoeuropee con le quali gli inni vedici sono stati formulati.<\/p>\n<p><strong>Na<\/strong>\u00a0sono le Acque scure e insondabili, che contengono una luce increata\u00a0<strong>Ka<\/strong>, dal significato di Acque luminose, luce e anche felicit\u00e0. Potremmo definirla la Vera Luce.<\/p>\n<p><strong>Eka<\/strong>, l\u2019Uno, derivante da\u00a0<strong>e<\/strong>, rafforzativo di\u00a0<strong>i<\/strong>\u00a0(andare, da cui in latino ire) \u00e8 il muoversi delle Acque Luminose\u00a0<strong>Ka\u00a0<\/strong>ed \u00e8 la sintesi delle sostanze luminose che costituiscono l\u2019universo.<\/p>\n<p>Eka, l\u2019Uno, \u00e8 detto anche Hiranyagarbha, il germe luminoso.<\/p>\n<p><strong>Garbha<\/strong>\u00a0\u00e8 il seme, portato\u00a0<strong>hira\u00a0<\/strong>dalle Acque\u00a0<strong>n<\/strong>\u00a0in cui si trova\u00a0<strong>ya<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019Uno, ossia l\u2019universo (uni-verso) esce dalle Acque scure e insondabili in cui si trova come Acque Luminose\u00a0<strong>Ka<\/strong>\u00a0in movimento\u00a0<strong>e<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo accadimento, dal quale deriva un inizio, l\u2019inizio dell\u2019Uno (universo), avviene a causa di un ardore\u00a0<strong>Tapas<\/strong>, il quale non fa nascere solo l\u2019Uno\u00a0<strong>Eka<\/strong>, ma anche\u00a0<strong>Rta<\/strong>, la Legge divina e\u00a0<strong>Satya,<\/strong>\u00a0la Verit\u00e0.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>t<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Tapas<\/strong>, il cui significato \u00e8 moto della luce che passa oltre, che va al di l\u00e0, \u00e8 connessa ad\u00a0<strong>As<\/strong>, dal significato di essere. L\u2019essere\u00a0<strong>As<\/strong>\u00a0\u00e8 pertanto l\u2019effetto\u00a0<strong>a<\/strong>\u00a0di un moto della luce\u00a0<strong>t<\/strong>.<\/p>\n<p>Che cosa \u00e8 il Nulla, quel vuoto senza forma del quale scrivono i sapienti vedici?<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSe consideriamo il fonema\u00a0<strong>Na<\/strong>\u00a0come il simbolo delle Acque indifferenziate \u2013 scrive in proposito Franco Rendich \u2013 possiamo dedurre che fu da esso che nacque il concetto di negazione,\u00a0<strong>Na<\/strong>, e di conseguenza quello di\u00a0<strong>Nulla<\/strong>\u00a0a causa dell\u2019impossibilit\u00e0 di riconoscere al loro interno alcun ente (non ente, niente) o alcun uno (non-uno, nessuno). Soltanto con un secondo tempo, con l\u2019apparizione della luce nelle acque\u00a0<strong>Ka<\/strong>, il pensiero indoeuropeo avrebbe riconosciuto al loro interno il primo\u00a0<strong>Essere<\/strong>,\u00a0<strong>Eka,<\/strong>\u00a0l\u2019<strong>Uno<\/strong>: \u00abluce\u00a0<strong>Ka<\/strong>\u00a0che sorge\u00a0<strong>e<\/strong>\u00a0dalle Acque\u00bb\u201d. (\u2026). E come nelle Acque notturne,\u00a0<strong>Na<\/strong>, era nato il concetto del negativo, allo stesso modo dalle Acque luminose sarebbe nato il pronome interrogativo\u00a0<strong>Ka<\/strong>, per identificare l\u2019\u00abUno\u00bb (chi?) o l\u2019\u00abEnte\u00bb (che cosa?), che erano nascosti nel profondo delle acque ricoperte di tenebre. [\u2026]. La relazione tra le Acque cosmiche, l\u2019Uno e il Nulla, appare ora chiara. Il\u00a0<strong>Nulla<\/strong>,\u00a0<strong>Na<\/strong>\u2026, rappresenta le Acque viste nel loro aspetto imperscrutabile, mentre l\u2019<strong>Uno<\/strong>,\u00a0<strong>Eka<\/strong>, rappresenta le stesse Acque viste nel momento del sorgere della Luce al loro interno. Luce \u00abcreatrice\u00bb, in quanto rende visibile e riconoscibile l\u2019intero universo\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref1\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[1]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Potremmo definire il\u00a0<strong>Nulla<\/strong>\u00a0come \u201cnero luminoso\u201d, ossia quella tenebra che contiene la luce creatrice, la quale esce per manifestarsi nell\u2019Uno (universo).<\/p>\n<p>Nella fisica quantistica il\u00a0<strong>Nulla<\/strong>\u00a0\u00e8 un vuoto inteso come la situazione in cui non ci sono particelle, le quali sono eccitazioni del campo.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Nulla<\/strong>\u00a0non \u00e8 assenza di qualcosa, ma solo una configurazione possibile.<\/p>\n<p>Il concetto di eccitazione richiama quello vedico di\u00a0<strong>Tapas<\/strong>, ardore.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cL\u2019idea di un vuoto quantistico \u2013 scrive James Owan Weatherall \u2013 (\u2026) \u00e8 fondamentale e spiega l\u2019importanza di alcune sue propriet\u00e0 cos\u00ec sorprendenti da far sfumare ulteriormente una distinzione un tempo nettissima: quella tra il \u00abqualcosa\u00bb e il \u00abnulla\u00bb. (\u2026). Lo spazio vuoto non \u00e8 semplicemente un palcoscenico su cui va in scena la fisica della materia, ma un\u2019entit\u00e0 dotata di una struttura propria interessante e complessa quanto la struttura della materia stessa\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref2\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[2]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019immagine intuitiva del vuoto o campo quantico zero \u00e8 \u201cquella \u2013 scrive James Owan Weatherall \u2013 di un mare che ribolle di attivit\u00e0, o meglio ancora di possibilit\u00e0, dato che le fluttuazioni riguardano ci\u00f2 che potrebbe accadere all\u2019atto della misura e non eventi reali in senso classico\u201d.<a id=\"_ednref3\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[3]<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Ritorna l\u2019immagine delle Acque primordiali\u00a0<strong>Na<\/strong>\u00a0(campo) che contengono le Acque luminose\u00a0<strong>Ka<\/strong>\u00a0(possibilit\u00e0) che danno vita ad\u00a0<strong>Eka<\/strong>, l\u2019Uno (universo) a causa di un\u2019eccitazione inflazionata (inflatone).<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl vuoto quantistico \u2013 scrivono Fernando Ferroni e Antonio Masiero \u2013 genera una fluttuazione che fa nascere una bolla, la quale poi, espandendosi, sar\u00e0 il nostro universo. Non importa qui sapere se l\u2019universo \u00e8 unico o uno dei tanti universi che compongono il multiverso\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref4\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[4]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Guido Tonelli, nel suo: \u201cIn principio era il vuoto\u201d scrive che<\/p>\n<blockquote><p>\u201cuna delle tante fluttuazioni, per un fenomeno che ancora presenta alcuni aspetti oscuri, e chiamiamo\u00a0<em>inflazione cosmica<\/em>, anzich\u00e9 richiudersi immediatamente e ritornare allo stato di vuoto, comincia improvvisamente ad espandersi e assume di colpo dimensioni enormi. Nel tempo davvero ridicolo di 10<sup>-35<\/sup>\u00a0secondi la microscopica anomalia si gonfia fino a diventare una cosa gigantesca, grande cento miliardi di miliardi di chilometri. Lo spazio-tempo si \u00e8 espanso improvvisamente, ad una velocit\u00e0 spaventosa. Attenzione, il limite della velocit\u00e0 della luce (c) vige quando lo spazio-tempo \u00e8 gi\u00e0 definito, cio\u00e8 nulla si pu\u00f2 muovere nello spazio-tempo a velocit\u00e0 superiori a c. Ma se lo spazio-tempo si gonfia, in questo caso non ci sono limiti di velocit\u00e0, pu\u00f2 crescere al ritmo pi\u00f9 forsennato\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref5\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[5]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Questa particella, che \u00e8 un\u2019eccitazione del campo e che si comporta in modo anomalo, esplodendo, \u00e8 chiamata inflatone, ed \u00e8 un vero e proprio \u00aborgasmo del campo\u00bb.<\/p>\n<p>In altri termini, potremmo definire la bolla\u00a0<strong>Eka<\/strong>, l\u2019Uno, il germe\u00a0<strong>Hiranyagarba<\/strong>, dal quale si determina la molteplicit\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p>Il germe luminoso, la bolla<strong>, Eka<\/strong>, l\u2019<strong>Uno<\/strong>, l\u2019<strong>Uovo\u00a0<\/strong>cosmico, sono nomi che esprimono l\u2019avvio della luce creatrice delle Acque luminose\u00a0<strong>Ka<\/strong>\u00a0che sorge dalle Acque oscure\u00a0<strong>Na<\/strong>\u00a0e si espande in quella luce visibile che \u00e8 espressa dalla consonante\u00a0<strong>d<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIn indoeuropeo \u2013 ci avverte Franco Rendich \u2013 la consonante\u00a0<strong>d\u00a0<\/strong>significava \u00abluce\u00bb. Con essa fu costruita la radice indoeuropea\u00a0<strong>d\u012b\u00a0<\/strong>\u00abmoto continuo\u00a0<strong>\u012b<\/strong>\u00a0della luce\u00a0<strong>d<\/strong>\u00bb da cui deriv\u00f2 il corrispondente verbo sanscrito d\u012bm d\u012bdyati, \u00abbrillare\u00bb, \u00absplendere\u00bb. Nella radice\u00a0<strong>div<\/strong>, \u00abgiorno\u00bb, \u00abcielo\u00bb e nel suo derivato primario\u00a0<strong>deva<\/strong>, \u00abdio\u00bb, la consonante\u00a0<strong>v<\/strong>\u00a0esprimeva il senso di \u00abseparazione\u00bb, per cui il suo significato originario era \u00absi separa (proviene) dalla luce\u00bb. La\u00a0<strong>d<\/strong>\u00a0fu il simbolo della luce \u00abcreata\u00bb, da cui nacquero il cielo, il giorno e gli dei, ma non quello della luce \u00abcreatrice\u00bb,\u00a0<strong>Ka<\/strong>, sorta con il nome di\u00a0<strong>Eka<\/strong>, l\u2019Uno, nelle Acque tenebrose della creazione vedica\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref6\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[6]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>D<\/strong>, la luce creata, la luce che brilla \u00e8 una manifestazione del campo elettromagnetico, che \u00e8 esso stesso un\u2019entit\u00e0.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIn affetti \u2013 osserva James Owen Weatherall \u2013 tutto sembra indicare la presenza, nell\u2019universo, di una radiazione elettromegnetica bassa ma costante, il cosiddetto fondo cosmico a microonde, che lo pervade con oscillazioni\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref7\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[7]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Se torniamo per un attimo al concetto di\u00a0<strong>Nulla<\/strong>, il nulla \u00e8 l\u2019inattivit\u00e0 del campo, che non \u00e8 pi\u00f9 Nulla quando il campo\u00a0<strong>Na<\/strong>\u00a0si eccita\u00a0<strong>Tapas\u00a0<\/strong>e la luce creatrice\u00a0<strong>Ka<\/strong>\u00a0origina l\u2019Uno\u00a0<strong>Eka<\/strong>, che si distende in un vasto campo elettromagnetico<strong>\u00a0d<\/strong>, che pervade l\u2019universo stesso.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"filosofia indiana\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p><strong>Kama e Manas, i figli di Eka<\/strong><\/p>\n<p>Veniamo ora agli altri due concetti proposti dall\u2019inno vedico: l\u2019amore\u00a0<strong>Kama<\/strong>\u00a0e la mente\u00a0<strong>Manas<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019amore, in sanscrito\u00a0<strong>Kama<\/strong>, \u00e8 l\u2019incontro\u00a0<strong>Kam (Ka+m)<\/strong>, l\u2019unione tra la Luce creatrice\u00a0<strong>Ka\u00a0<\/strong>(potremmo dire la Vera Luce) e la realt\u00e0 finita\u00a0<strong>m<\/strong>, ossia tra l\u2019infinito e il finito.<\/p>\n<p>All\u2019inizio sorge Amore,\u00a0<strong>Kama<\/strong>, perch\u00e9 l\u2019inizio \u00e8 l\u2019eccitazione del campo che origina l\u2019universo che non \u00e8 il Tutto, ma un germe (<strong>Hiranyagarbha<\/strong>) del Tutto e Amore \u00e8 il primo seme della Mente,\u00a0<strong>Manas<\/strong>, che deriva da\u00a0<strong>man<\/strong>, dove\u00a0<strong>m<\/strong>\u00a0\u00e8 la dimensione del soffio vitale,\u00a0<strong>An<\/strong>, delle Acque cosmiche\u00a0<strong>Na<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLa consonante\u00a0<strong>m<\/strong>\u00a0\u2013 spiega Franco Rendich \u2013 \u00e8 all\u2019origine di\u00a0<strong>m\u0101t\u0157<\/strong>\u00a0\u00abmadre\u00bb, il fattore femminile della creazione che conduce la divina immobilit\u00e0 di\u00a0<strong>Eka<\/strong>\u00a0ad incarnarsi nella terrena transitoriet\u00e0 di\u00a0<strong>dvi<\/strong>, il \u00abdue\u00bb. In altre parole\u00a0<strong>K\u0101ma<\/strong>, \u00abamore\u00bb, rivela l\u2019unione tra l\u2019infinito\u00a0<strong>Ka<\/strong>\u00a0e il finito\u00a0<strong>m<\/strong>, nell\u2019attimo in cui nasce il loro comune desiderio di creare la vita nell\u2019Universo\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref8\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[8]<\/sup><\/a><\/p>\n<p><strong>Kama\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Manas<\/strong>\u00a0sono i figli primogeniti di\u00a0<strong>Eka<\/strong>\u00a0e di\u00a0<strong>An<\/strong>\u00a0(Soffio vitale) e sono riflessi psichici delle Acque.<\/p>\n<p>\u201cIl termine\u00a0<strong>k\u0101ma<\/strong>\u00a0\u2013 spiega sempre Rendich \u2013 deriva dalla radice verbale\u00a0<strong>Kam<\/strong>\u00a0\u00abdesiderare, amare\u00bb, connessa con alle radici\u00a0<strong>k\u0101 e kan<\/strong>\u00a0\u00abgioire, sentir piacere\u00bb, la quale \u00e8 composta, secondo chi scrive, da ka e dalla consonante m, simbolo del \u00ablimite\u00bb. Pertanto \u00abci\u00f2 che de-finisce\u00a0<strong>m\u00a0<\/strong>le Acque lucenti\u00a0<strong>ka<\/strong>\u00bb o anche \u00abla misura\u00a0<strong>m<\/strong>\u00a0del desiderio delle Acque lucenti\u00a0<strong>ka<\/strong>\u00bb definiscono bene il senso della parola\u00a0<strong>k\u0101ma<\/strong>. E\u2019 mediante il piacere creativo di\u00a0<strong>K\u0101ma<\/strong>\u00a0che\u00a0<strong>Eka<\/strong>, l\u2019Uno, invade con la sua luce\u00a0<strong>ka\u00a0<\/strong>l\u2019impenetrabile buio delle Acque primordiali\u00a0<strong>na<\/strong>\u00a0e le sottrae al dominio del Nulla rendendole visibili\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref9\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[9]<\/sup><\/a>\u00a0\u201cIl legame tra essere e non essere [\u2026] che i sapienti vedici avevano trovato nei loro cuori, [\u2026] finalmente ci si rivela: \u00e8 quello tra le Acque luminose dell\u2019Uno,\u00a0<strong>Eka\u00a0<\/strong>e le Acque oscure del Nulla,\u00a0<strong>Na<\/strong>\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref10\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn10\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[10]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<blockquote><p>\u201cD\u2019altro canto \u2013 spiega Rendich \u2013 secondo quanto ci \u00e8 stato tramandato, il k\u0101ma \u00e8 sempre stato connesso con le Acque. La correlazione linguistica tra <strong>Ka<\/strong>\u00a0\u00abacqua\u00bb, \u00abluce\u00bb;\u00a0<strong>Eka<\/strong>\u00a0\u00abluce sorgente dalla acque\u00bb e\u00a0<strong>K\u0101ma<\/strong>\u00a0\u00abdimensione gioiosa delle Acque lucenti\u00bb ci conferma la fondatezza di tale tradizione culturale. Ora, se a causa del desiderio sessuale di\u00a0<strong>Eka<\/strong>\u00a0il\u00a0<strong>K\u0101ma<\/strong>\u00a0appare come la facolt\u00e0 creativa e riproduttiva delle Acque luminose, che cosa rappresenta il\u00a0<strong>Manas<\/strong>\u00a0da cui il\u00a0<strong>K\u0101ma<\/strong>\u00a0\u00e8 sorto? Il termine\u00a0<strong>Manas<\/strong>\u00a0\u2013 aggiunge Rendich \u2013 deriva dal verbo sanscrito pensare. Se scomponiamo man nelle due radici che lo formano,\u00a0<strong>m<\/strong>\u00a0\u00ablimite\u00bb e<strong>\u00a0an<\/strong>\u00a0\u00abavvio dell\u2019energia delle acque\u00bb, il senso di manas sar\u00e0 \u00abla misura\u00a0<strong>m<\/strong>\u00a0della vitalit\u00e0 delle acque\u00a0<strong>an<\/strong>\u00bb \u201d.\u00a0<a id=\"_ednref11\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn11\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[11]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Con\u00a0<strong>Manas\u00a0<\/strong>entra in scena l\u2019essere umano\u00a0<strong>Nr o Nara<\/strong>\u00a0(il cui significato \u00e8: giunge\u00a0<strong>r<\/strong>\u00a0dalle Acque\u00a0<strong>n<\/strong>), il quale \u00e8 anche\u00a0<strong>\u0100tman<\/strong>, un respiro finito, una scintilla del respiro del Brahman, infinito pensiero che si espande (<strong>brh<\/strong>). In quanto giunto dalle Acque, l\u2019uomo\u00a0<strong>Nr<\/strong>\u00a0da esse ha acquisito la sua capacit\u00e0 di generare e di conoscere\u00a0<strong>Jan<\/strong>.\u00a0<strong>\u0100tman,\u00a0<\/strong>scrive Rendich, <em>\u201c\u00e8 il moto at del pensiero limitato dell\u2019uomo\u00a0<strong>man<\/strong>\u00a0teso al ritorno nel grembo delle Mente eterna\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Le Acque tenebrose e luminose sono dunque la Mente eterna del Tutto (qui: le Acque) come Energia informata significante e cosciente (qui: Mente eterna).<\/p>\n<p><strong>La tradizione egizia<\/strong><\/p>\n<p>Sorprendentemente troviamo concetti analoghi nella tradizione egizia.<\/p>\n<p>Nel Kore Kosmou (Estratto XXIII,32) ricorre il \u201c<strong>Nero perfetto<\/strong>\u201d quale dono che Iside ottenne da Camefi, ossia da\u00a0<strong>Kamutef<\/strong>\u00a0(o Kamatef), il \u201cpadre di sua madre\u201d, l\u2019autogenerato, il serpente primordiale. Tale \u201cNero perfetto\u201d \u00e8 la tenebra che contiene e genera la luce. Oggi potremmo dire: un campo quantico zero dal quale emergono in continuazione eventi. Il serpente cosmico\u00a0<strong>Kamatef ha deposto Bnnt m Nu, il seme del Nu<\/strong>.<\/p>\n<p>Il \u201c<strong>Nero perfetto<\/strong>\u201d evoca le acque cosmiche, il\u00a0<strong>Mu-Nu<\/strong>\u00a0egizio, l\u2019Abisso celeste, del quale \u00e8 l\u2019alter ego il serpente Kamutef,<\/p>\n<blockquote><p>\u201cun luogo che, in base alle descrizioni degli antichi Egizi, sembra posto al di fuori del tempo e dello spazio\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref12\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn12\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[12]<\/sup><\/a><\/p>\n<p>\u201cQuesto oceano \u2013 scrive Boris de Rachelwiltz \u2013 era descritto come un\u2019espansione illimitata di acque prive di moto che continuano ad esistere, sotto forma di\u00a0<strong>flusso infinito (\u00abHehu\u00bb)<\/strong>\u00a0dopo la creazione della Terra, ai suoi estremi confini, che sarebbe tornato un giorno a distruggere e a dare vita a una nuova creazione\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref13\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn13\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[13]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Hehu \u00e8 l\u2019eternit\u00e0 e Nu \u00e8 l\u2019inerte<\/strong>, il non organizzato.<\/p>\n<p>Nel Libro di Nut (Papiro di Carlsberg) il\u00a0<strong>Nu<\/strong>\u00a0\u00e8 \u201cquella regione che \u00e8 oltre il cielo, \u00e8 in totale oscurit\u00e0, i suoi confini sono sconosciuti nelle quattro direzioni\u201d.<\/p>\n<p>Nel cap. 75 del Libro dei Morti, Osiride dice ad Atum:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cChe cos\u2019\u00e8 questo luogo deserto in cui sono venuto? Non c\u2019\u00e8 acqua, non c\u2019\u00e8 aria, \u00e8 profondo incommensaurabilmente, \u00e8 nero come la notte pi\u00f9 nera\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nei Testi dei Sarcofagi il Nu \u00e8 definito come \u201cl\u2019infinito nulla, inesistente, buio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nu<\/strong>\u00a0\u00e8 definito da Wallis Budge (The Encyclopedia of Ancient Egypt\u201d) come un luogo \u201cinforme, scuro, della nerezza della notte pi\u00f9 nera\u201d.<\/p>\n<p>Mircea Eliade accosta il\u00a0<strong>Nu<\/strong>\u00a0alla materia oscura<a id=\"_ednref14\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn14\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[14]<\/sup><\/a>, introducendo un accostamento della tradizione egizia alla fisica moderna. Accostamento che ritroviamo anche il James Owen Weatherall, quando afferma che \u201cl\u2019immagine intuitiva del vuoto \u00e8 quella di un mare in amore che ribolle di attivit\u00e0, o meglio ancora di possibilit\u00e0, dato che le fluttuazioni riguardano ci\u00f2 che potrebbe accadere all\u2019atto della misura e non eventi reali in senso classico\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref15\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn15\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[15]<\/sup><\/a><\/p>\n<blockquote><p>\u201cLe acque primeve \u2013 scrive Robert Thomas Rundel Clark sono il principio fondamentale della cosmologia egiziana. [\u2026]. L\u2019universo \u00e8 la regione della luce, circondata da \u00abinfinita tenebra\u00bb: una gocciola di chiarit\u00e0 e d\u2019ordine avvolta dalla notte perpetua dell\u2019Oceano Primordiale\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref16\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn16\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[16]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4819.html?_=1635671877\" width=\"600\" height=\"884\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Il simbolo delle acque del\u00a0<strong>Mu<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>Nu<\/strong>, intese come l\u2019Abisso cosmico usa il geroglifico seghettato del corso d\u2019acqua, fonetizzato come\u00a0<strong>n<\/strong>, ripetuto per tre volte.<\/p>\n<p>Anche nella tradizione egizia troviamo pertanto la consonante\u00a0<strong>n<\/strong>\u00a0come lettera indicante le Acque primordiali, cos\u00ec come nelle lingue indoeuropee.<\/p>\n<p>Nell\u2019antico Egitto\u00a0<strong>Heka<\/strong>\u00a0\u00e8 il Neter del potere creativo, della magia e della parola. Nei Testi delle Piramidi (397) \u00e8 scritto:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHeka, o essenza vitale, portata dall\u2019Isola di Fuoco, patria della luce inestinguibile\u201d. Robert Thomas Rundel Clark (pag. 240) sostiene che l\u2019essenza vitale<strong>\u00a0Heka<\/strong>\u00a0era stata portata da una fonte magica remotissima,\u00a0<strong>l\u2019Isola di Fuoco<\/strong>, la patria della luce inestinguibile, al di l\u00e0 dei confini del mondo dove erano nati o resuscitati gli d\u00e8i\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref17\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn17\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[17]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019<strong>Isola del Fuoco<\/strong>\u00a0ricorda il concetto di ardore che si accende nelle Acque tenebrose\u00a0<strong>Na<\/strong>, chiamate \u201cmadri\u201d, in \u201csi rivelano come la vera e unica causa efficiente dell\u2019Universo\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref18\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn18\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[18]<\/sup><\/a>\u00a0In sanscrito le Acque cosmiche sono chiamate\u00a0<strong>\u0101po-m\u0101tarah<\/strong>\u00a0\u00abmadri\u00bb e definite genitrici di tutte le cose mobili e immobili del creato\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref19\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn19\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[19]<\/sup><\/a><\/p>\n<p>La Grande Madre \u00e8 qui presente come\u00a0<strong>Na\u00a0<\/strong>e come\u00a0<strong>Ka\u00a0<\/strong>e come<strong>\u00a0Isola del Fuoco.\u00a0<\/strong>E\u2019 evidente la similitudine concettuale dell\u2019egizia\u00a0<strong>Heka<\/strong>\u00a0con le lingue indoeuropee dove da\u00a0<strong>Ka<\/strong>\u00a0deriva\u00a0<strong>Eka (e+ka \u00e8 il sorgere della luce<\/strong>), che d\u00e0 origine a\u00a0<strong>Da<\/strong>, luce creata.<\/p>\n<p><strong>La tradizione druidica<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019<strong>Awen<\/strong>\u00a0dei Druidi \u00e8 la separazione di un \u201csoffio\u201d dalle Acque primordiali\u00a0<strong>Na<\/strong>. Un \u201csoffio\u201d che acquista una definizione ulteriore con il concetto di\u00a0<strong>Manred,<\/strong>\u00a0i \u201csemi\u201d o \u201cgocce di luce\u201d che rappresentano gli esseri umani che si staccano da Ceugant, il Cerchio vuoto, ossia l\u2019Origine, per incarnarsi sulla Terra.<\/p>\n<p>Manred \u00e8 scomponibile, sempre secondo il metodo di Franco Rendich, in\u00a0<strong>man\u00a0<\/strong>(pensiero) e\u00a0<strong>red<\/strong>, dove\u00a0<strong>r\u00a0<\/strong>\u00e8 avvio,\u00a0<strong>ri\u00a0<\/strong>\u00e8 fluire e\u00a0<strong>d<\/strong>\u00a0\u00e8 luce. Nell\u2019insieme i significati ci danno per Manred: \u201c<strong>Pensiero che fluisce nella luce<\/strong>\u201d. In questo caso in causa \u00e8 la luce creata. Il pensiero dell\u2019essere umano fluisce nella luce creata, in quanto il suo respiro\u00a0<strong>\u0100tman\u00a0<\/strong>\u00e8 un respiro finito.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4820.html?_=1635672046\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>La greca Arch\u00e8<\/strong><\/p>\n<p>Interessante quanto sostiene Mario Polia a proposito della greca arch\u00e9, l\u2019oscura e la racchiusa e delle sue radici semantiche.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cNei Veda \u2013 scrive Mario Polia \u2013 la Morte, intesa come oscura origine della Vita, per crearsi un corpo canta un inno di lode e questo inno \u00e8\u00a0<strong>un canto a piena voce (ark)<\/strong>\u00a0che si accompagna alla\u00a0<strong>gioia (ka<\/strong>) e crea il Cosmo\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref20\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[20]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019oscura origine \u00e8 l\u2019arch\u00e9, la racchiusa, la tenebra e il canto \u00e8 la sua parola, ossia il l\u00f3gos, che \u00e8\u00a0<strong>ark-ka<\/strong>\u00a0(l\u2019arca dell\u2019alleanza, l\u2019arc en ciel, il ponte). L\u2019arco (arcobaleno, Arco reale), \u00e8 la parola sapiente.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cL\u2019arco \u2013 sottolinea Polia &#8211; \u00e8 la potenza raccolta e pronta a scagliarsi condensata sulla punta del dardo. E\u2019 immagine di vita (in greco \u00abvita\u00bb e \u00abarco\u00bb si dicono allo stesso modo: bios) ed \u00e8 fonte di morte che silenziosamente vola lontano\u201d. (\u2026) L\u2019arco, aggiunge ancora Polia, \u201c\u00e8 la parola del sapiente e del dio (l\u2019uno \u00e8 nell\u2019altro) che scocca e d\u00e0 la vita e la morte\u201d.\u00a0<a id=\"_ednref21\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_edn21\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[21]<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>La tradizione sumera<\/strong><\/p>\n<p>Nella mitologia sumera al vertice della trinit\u00e0 divina troviamo\u00a0<strong>An<\/strong>, il dio del cielo, e i suoi due figli\u00a0<strong>Enlil<\/strong>\u00a0(aria) e\u00a0<strong>Enki-Ea<\/strong>\u00a0(montagna cosmica).\u00a0<strong>An<\/strong>, il cielo, ha sposato\u00a0<strong>Ki<\/strong>, la Terra dalla quale ha avuto due figli\u00a0<strong>Enlil<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Inanna<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche nel mondo sumero il principio dell\u2019universo \u00e8 descritto come un mare, non creato, eterno, primordiale, chiamato\u00a0<strong>Nammu.<\/strong>\u00a0Il bilittero<strong>\u00a0Na e Mu,\u00a0<\/strong>\u00e8 assai simile al<strong>\u00a0Mu-Nu\u00a0<\/strong>egizio.<\/p>\n<p>Come ho scritto all\u2019inizio, quanto sopra costituisce solo un insieme di lacerti di mondi perduti che, nel loro insieme, ci inducono a pensare ad un\u2019antica civilt\u00e0 che parlava un linguaggio comune e che condivideva concetti che oggi si schiudono alla nostra comprensione alla luce delle nuove scoperte scientifiche, aprendo spazi a nuove possibili interpretazioni.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a id=\"_edn1\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00a0Franco Rendich, L\u2019origine delle lingue indoeuropee, Palombi Editore<\/p>\n<p><a id=\"_edn2\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[2]<\/sup><\/a>\u00a0James Owan Weatherall, La fisica del nulla, Le scienze<\/p>\n<p><a id=\"_edn3\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[3]<\/sup><\/a>\u00a0James Owan Weatherall, La fisica del nulla, Le scienze<\/p>\n<p><a id=\"_edn4\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[4]<\/sup><\/a>\u00a0Fernando Ferroni e Antonio Masiero, La fisica oltre il modello standard, Ed. Corriere delle Sera<\/p>\n<p><a id=\"_edn5\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[5]<\/sup><\/a>\u00a0Guido Tonelli, In principio era il vuoto, MicroMega<\/p>\n<p><a id=\"_edn6\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[6]<\/sup><\/a>\u00a0Franco Rendich, Dizionario etimologico comparato delle lingue classiche indoeuropee, L\u2019indoeuropea editrice<\/p>\n<p><a id=\"_edn7\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[7]<\/sup><\/a>\u00a0James Owan Weatherall, La fisica del nulla, Le scienze<\/p>\n<p><a id=\"_edn8\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[8]<\/sup><\/a>\u00a0Franco Rendich, L\u2019origine delle lingue indoeuropee, Palombi Editore<\/p>\n<p><a id=\"_edn9\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[9]<\/sup><\/a>\u00a0Franco Rendich, L\u2019origine delle lingue indoeuropee, Palombi Editore<\/p>\n<p><a id=\"_edn10\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref10\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[10]<\/sup><\/a>\u00a0Franco Rendich, L\u2019origine delle lingue indoeuropee, Palombi Editore<\/p>\n<p><a id=\"_edn11\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref11\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[11]<\/sup><\/a>\u00a0Franco Rendich, L\u2019origine delle lingue indoeuropee, Palombi Editore<\/p>\n<p><a id=\"_edn12\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref12\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[12]<\/sup><\/a>\u00a0Massimo Barbetta, Stargate \u2013 Il cielo degli Egizi, Uno ed.<\/p>\n<p><a id=\"_edn13\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref13\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[13]<\/sup><\/a>\u00a0Boris De Rachewiltz, Miti egizi,<\/p>\n<p><a id=\"_edn14\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref14\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[14]<\/sup><\/a>\u00a0Mircea Eliade, Cosmos and History: the myth of Ancient eternale return.<\/p>\n<p><a id=\"_edn15\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref15\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[15]<\/sup><\/a>\u00a0James Owen Weatherall, La fisica del nulla, Le Scienze<\/p>\n<p><a id=\"_edn16\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref16\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[16]<\/sup><\/a>\u00a0Robert Thomas Rundel Clark, Mito e simbolo nell\u2019antico Egitto, Saggiatore<\/p>\n<p><a id=\"_edn17\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref17\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[17]<\/sup><\/a>\u00a0Robert Thomas Rundel Clark, Mito e simbolo nell\u2019antico Egitto, Saggiatore<\/p>\n<p><a id=\"_edn18\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref18\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[18]<\/sup><\/a>\u00a0Franco Rendich, L\u2019origine delle lingue indoeuropee, Palombi Editore<\/p>\n<p><a id=\"_edn19\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref19\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[19]<\/sup><\/a>\u00a0Franco Rendich, L\u2019origine delle lingue indoeuropee, Palombi Editore<\/p>\n<p><a id=\"_edn20\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[20]<\/sup><\/a>\u00a0Vedi Mario Polia, Le rune e i simboli, Il cerchio-Il corallo<\/p>\n<p><a id=\"_edn21\" href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html#_ednref21\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><sup>[21]<\/sup><\/a>\u00a0Mario Polia, Le rune e i simboli, Il cerchio-Il corallo<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Silvano Danesi<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/italia\/cultura\/4097-lacerti-di-un-mondo-perduto.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto dal libro: \u201cIl Tutto divino\u201d di Silvano Danesi.<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":58490,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[1648,1650,851,1647,1645,1649,1646,1651,361,1643,1644],"class_list":["post-58489","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-antonio-masiero","tag-boris-de-rachelwiltz","tag-evidenza","tag-fernando-ferroni","tag-franco-rendich","tag-guido-tonelli","tag-james-owan-weatherall","tag-mario-polia","tag-mircea-eliade","tag-silvano-danesi","tag-veda"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58489"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58489\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}