{"id":59225,"date":"2021-11-26T11:22:06","date_gmt":"2021-11-26T10:22:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=59225"},"modified":"2021-11-27T23:39:25","modified_gmt":"2021-11-27T22:39:25","slug":"loccidente-simulacro-di-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/loccidente-simulacro-di-liberta\/","title":{"rendered":"L\u2019Occidente, simulacro di Libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<article class=\"hnews hentry item\">\n<div class=\"article-chapo crayon article-chapo-214800 entry-content\">\n<p><em>Pubblichiamo, su richiesta della Fondazione contro l\u2019Ingiustizia di <strong>Evgueni Prigojine,<\/strong> il testo dove\u00a0l\u2019autore rievoca la protezione accordatagli dal presidente <strong>Jacques Chirac<\/strong> e i ripetuti tentativi di uccidere lui e la sua squadra. I lettori di R\u00e9seau Voltaire hanno vissuto gli avvenimenti in diretta, ma questa \u00e8 la prima volta che <strong>Thierry Meyssan<\/strong> parla pubblicamente di come gli sia stata data la caccia. Non vuole pareggiare i conti: le personalit\u00e0 che chiama in causa hanno sicuramente agito credendo di servire il Paese. Ma la gente deve conoscere i crimini commessi in loro nome.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<article class=\"entry-content\">\n<div id=\"article-text\" class=\"article-text\">\n<div class=\"article-text-images crayon article-texte-214800 \">\n<div class=\"spip_document_233319 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"137\" data-legende-lenx=\"xxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\">\n<p><figure style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L383xH287\/214790-1-5-9fe06.jpg?1637657875\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"532\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Thierry Meyssan nel 2012, dopo che la sua casa fu assaltata per tre giorni dagli jihadisti, sostenuti dal presidente Fran\u00e7ois Hollande<\/figcaption><\/figure><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre crayon document-titre-233319 \"><strong>.<\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p class=\"lettrine\"><strong>L\u2019Occidente ha cercato con ogni mezzo di mettere a tacere i cittadini che ne hanno rivelato la reale politica del dopo-11 Settembre e che vi si sono opposti.<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2002 pubblicavo\u00a0<i>L\u2019Effroyable imposture<\/i>\u00a0[<i>L\u2019incredibile menzogna<\/i>, ed. Fandango], un saggio di scienze politiche di denuncia della versione ufficiale degli attentati di New York, Washington e Pennsylvania, nonch\u00e9 di anticipazione della nuova politica USA che ne sarebbe seguita: sorveglianza generalizzata dei cittadini e dominio sul Medio Oriente Allargato. Dopo un articolo del\u00a0<i>New York Times<\/i>, che si stupiva del mio impatto in Francia, <strong>il dipartimento USA della Difesa incaric\u00f2 il Mossad di eliminarmi.<\/strong> Il presidente <strong>Jacques Chirac<\/strong>, dopo aver fatto verificare all\u2019Intelligence le mie tesi, prese le mie difese. In un colloquio telefonico, <strong>Chirac<\/strong> inform\u00f2 il primo ministro israeliano <strong>Ariel Sharon<\/strong> che ogni atto contro di me, eventualmente compiuto non solo in Francia ma ovunque nel territorio dell\u2019Unione Europea, sarebbe stato interpretato come atto ostile alla Francia. Il presidente incaric\u00f2 inoltre un suo collaboratore di occuparsi del mio caso e d\u2019informare gli Stati non-europei che mi avessero invitato che avrebbero dovuto assumersi la responsabilit\u00e0 della mia sicurezza. In effetti in tutti i Paesi dove tenni conferenze mi venne assegnata una scorta armata.<\/p>\n<p>Nel 2007 <strong>Nicolas Sarkozy<\/strong> successe al presidente Chirac. Secondo l\u2019alto funzionario incaricato da <strong>Chirac<\/strong> della mia sicurezza, il nuovo presidente ader\u00ec alla richiesta di Washington di ordinare alla <em>DGSE<\/em> (Direction g\u00e9n\u00e9rale de la s\u00e9curit\u00e9 ext\u00e9rieure, Direzione Generale per la Sicurezza Esterna, ndt) di eliminarmi. Avvisato, senza indugio feci le valige e lasciai la Francia. Due giorni dopo arrivai a Damasco, dove mi venne assegnata la protezione di Stato.<\/p>\n<div class=\"spip_document_233320 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"144\" data-legende-lenx=\"xxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\">\n<p><figure style=\"width: 712px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/214790-2-5-12612.jpg?1637657875\" alt=\"\" width=\"712\" height=\"534\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Mich\u00e8le Alliot-Marie, all\u2019epoca Guardasigilli, tent\u00f2 di strumentalizzare il Libano per far imprigionare senza processo un oppositore politico.<\/figcaption><\/figure><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre crayon document-titre-233320 \"><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Alcuni mesi dopo decisi di trasferirmi in Libano e di accettare la proposta di realizzare una trasmissione settimanale in francese su\u00a0<i>Al-Manar<\/i>, canale televisivo dello Hezbollah. Il progetto non fu mai realizzato.\u00a0<i>Al-Manar<\/i>\u00a0rinunci\u00f2 a trasmettere in francese, sebbene fosse lingua ufficiale del Libano. Fu allora che la ministra francese della Giustizia, <strong>Mich\u00e8le Alliot-Marie<\/strong>, emise una rogatoria contro di me, prendendo a pretesto l\u2019accusa di diffamazione di un giornalista che contro di me gi\u00e0 aveva scritto un libro. Da trent\u2019anni non c\u2019erano pi\u00f9 state richieste giudiziarie di questo tipo indirizzate al Libano. La polizia mi consegn\u00f2 una convocazione da cui potei desumere che secondo il diritto francese la rogatoria non aveva alcun fondamento. Hezbollah mi protesse e mi resi irreperibile. Pochi mesi dopo, in seguito al tentativo del primo ministro libanese <strong>Fouad Siniora<\/strong> di disarmare la Resistenza, lo Hezbollah rovesci\u00f2 i rapporti di forza. Mi presentai quindi al giudice, applaudito dalla polizia che solo tre giorni prima mi ricercava. Il giudice mi comunic\u00f2 che <strong>Alliot-Marie<\/strong> aveva aggiunto di proprio pugno sulla rogatoria la richiesta all\u2019omologo libanese di arrestarmi e tenermi in prigione il pi\u00f9 a lungo possibile, frattanto che la vicenda avrebbe seguito il suo corso in Francia. Era il medesimo principio soggiacente alle <em>lettres de cachet<\/em> [lettere che recavano un ordine del re, chiuse con il suo sigillo, ndt] dell\u2019<em>Ancien R\u00e9gime<\/em>: <strong>la facolt\u00e0 d\u2019imprigionare senza processo gli oppositori politici<\/strong>. Il magistrato mi lesse la rogatoria e m\u2019invit\u00f2 a rispondere per iscritto. Nella replica precisai che, secondo il diritto francese nonch\u00e9 libanese, l\u2019articolo incriminato era prescritto da tempo e che in ogni caso non era affatto diffamatorio. Copia della lettera della ministra <strong>Alliot-Marie<\/strong> e della mia risposta furono depositate alla Corte di Cassazione di Beirut.<\/p>\n<p>Alcuni mesi dopo fui invitato a una cena organizzata da un\u2019alta personalit\u00e0 libanese. Vi partecipava anche un collaboratore del presidente <strong>Sarkozy<\/strong>, di passaggio in Libano. Ci confrontammo duramente sui rispettivi concetti di laicit\u00e0. Questo signore assicur\u00f2 ai convitati di non volersi sottrarre al dibattito, ma subito si conged\u00f2 per prendere un aereo e rientrare all\u2019Eliseo. Il giorno successivo ero convocato da un giudice per un problema amministrativo: quando mi trovavo a non pi\u00f9 di due minuti d\u2019auto dal luogo dell\u2019appuntamento, il gabinetto del principe <strong>Talal Arslane<\/strong> mi avvert\u00ec telefonicamente che secondo lo Hezbollah stavo per cadere in una trappola e che dovevo immediatamente invertire la rotta. Risult\u00f2 poi che quel giorno, anniversario della nascita di Maometto, i funzionari, salvo alcune eccezioni, non erano al lavoro. In compenso, sul posto c\u2019era una squadra della <em>DGSE<\/em> incaricata di prelevarmi e consegnarmi alla <em>CIA<\/em>. L\u2019operazione era stata organizzata dal consigliere presidenziale con cui avevo cenato la sera prima.<\/p>\n<p><strong>Seguirono numerosi altri tentativi di uccisione, di cui mi fu difficile stabilire il mandante.<\/strong><\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"giornalisti uccisi\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"600\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>Per esempio, durante una conferenza al ministero della Cultura del Venezuela, la guardia del presidente <strong>Ch\u00e0vez<\/strong> mi raggiunse sul palco da cui parlavo. Un ufficiale mi prelev\u00f2 di forza e mi spinse verso le logge. Ebbi soltanto il tempo di vedere nella sala uomini estrarre le armi. Due fazioni si minacciavano a vicenda. Uno sparo e sarebbe stata una carneficina. Altro fatto, pure accaduto a Caracas: fui invitato con il mio compagno di battaglie a una cena. Quando ci portarono i piatti, constatai che il mio era stranamente meno abbondante degli altri. Sicch\u00e9, con discrezione, lo scambiai con quello del mio compagno, che aveva poco appetito. Rientrati in albergo, il mio amico fu improvvisamente preso da convulsioni, perse conoscenza, si rotol\u00f2 a terra con la bava alla bocca. All\u2019arrivo, i medici furono categorici: quest\u2019uomo \u00e8 stato avvelenato. Fu salvato in tempo. Due giorni dopo una delegazione di una decina di ufficiali in alta uniforme della <em>SEBIN<\/em> (servizi segreti) venne a scusarsi e a dirci che era stato identificato l\u2019agente straniero che aveva organizzato l\u2019operazione. Il mio amico, costretto in carrozzina, impieg\u00f2 sei mesi a rimettersi.<\/p>\n<p>In una fase successiva, cominciata nel 2010, gli attacchi contro la mia persona videro sempre coinvolti degli jihadisti. Un esempio: un discepolo dello sceicco <strong>Ahmed al-Assir<\/strong> tese un\u2019imboscata al mio compagno di battaglie e tent\u00f2 di ucciderlo. Fu salvato da un intervento del <em>PSNS<\/em> [Partito Nazionalista Sociale Siriano, ndt]. L\u2019aggressore fu arrestato dallo Hezbollah, consegnato all\u2019esercito libanese, giudicato e infine condannato.<\/p>\n<div class=\"spip_document_233321 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"415\" data-legende-lenx=\"xxxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\">\n<p><figure style=\"width: 748px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/214790-3-5-12218.jpg?1637657875\" alt=\"\" width=\"748\" height=\"561\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il generale Beno\u00eet Puga \u00e8 stato capo di stato-maggiore particolare dei presidenti Nicolas Sarkozy e Fran\u00e7ois Hollande. Verosimilmente Puga fu al comando dei soldati messi a disposizione del capo delle forze armate dallo stato-maggiore interarmi; soldati utilizzati per inquadrare gli jihadisti nelle guerre segrete in Libia, Siria e Sahel. Puga \u00e8 stato nominato Gran Cancelliere dell\u2019Ordine della Legione d\u2019Onore.<\/figcaption><\/figure><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre crayon document-titre-233321 \"><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Nel 2011 la figlia di <strong>Muammar Gheddafi<\/strong>, <strong>Aisha<\/strong>, m\u2019invit\u00f2 in Libia. Mi aveva visto su una televisione araba concionare contro il padre. Voleva che andassi in Libia per constatare quanto fosse errato il mio giudizio. Accettai l\u2019invito. Un passo dopo l\u2019altro finii con l\u2019unirmi al governo libico e venni incaricato di preparare l\u2019intervento all\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU. Quando la NATO attacc\u00f2 la Jamahiriya Araba Libica mi trovavo all\u2019hotel Rixos, dove alloggiava la stampa straniera. La <em>NATO<\/em> esfiltr\u00f2 i giornalisti che collaboravano con l\u2019Alleanza, ma non riusc\u00ec a evacuare quelli che si trovavano al Rixos, difeso da <strong>Khamis<\/strong>, il figlio pi\u00f9 giovane di <strong>Gheddafi<\/strong>. Quest\u2019ultimo si trovava nell\u2019interrato dell\u2019hotel, i cui ascensori erano stati sbarrati. Gli jihadisti libici, che in seguito formeranno l\u2019Esercito Siriano Libero comandati da <strong>Mahdi al-Harti<\/strong> e inquadrati da soldati francesi, assediarono l\u2019hotel, uccidendo chi s\u2019avvicinava alle finestre.<\/p>\n<div class=\"spip_document_233322 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"214\" data-legende-lenx=\"xxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\">\n<p><figure style=\"width: 753px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/214790-4-5-f6a93.jpg?1637657875\" alt=\"\" width=\"753\" height=\"565\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Secondo le autorit\u00e0 irachene dell\u2019epoca, Alain Jupp\u00e9, che all\u2019ONU accus\u00f2 Muammar Gheddafi di crimini immaginari, approv\u00f2 segretamente l\u2019eliminazione di Thierry Meyssan. Oggi \u00e8 membro del Consiglio Costituzionale.<\/figcaption><\/figure><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre crayon document-titre-233322 \"><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Alla fine, la Croce Rossa Internazionale ci prelev\u00f2 e ci port\u00f2 in un altro hotel, ove si stava formando il nuovo governo. Quando arrivammo all\u2019albergo due Guardiani della Rivoluzione iraniani mi vennero incontro: erano stati mandati dal presidente <strong>Mahmud Ahmadinejad<\/strong> e dal vicepresidente <strong>Hamid Baghaie<\/strong> per mettermi in salvo. Le autorit\u00e0 iraniane erano in possesso di un rapporto su quanto deciso in una riunione segreta della <em>NATO<\/em> a Napoli, che prevedeva tra l\u2019altro che venissi ucciso al momento della presa di Tripoli. Il documento attestava che al summit era presente il ministro degli Esteri francese, <strong>Alain Jupp\u00e9<\/strong>, amico di mio padre. In seguito la segreteria di <strong>Jupp\u00e9<\/strong> sosterr\u00e0 che la riunione non ebbe luogo e che il ministro quel giorno si trovava in vacanza. Credendo risolto il problema, i Guardiani della Rivoluzione lasciarono la Libia. Ma in citt\u00e0 era stato distribuito un manifestino con le foto di dodici persone ricercate: 11 libici e io. Un gruppo di \u201cribelli\u201d inizi\u00f2 a perquisire l\u2019hotel per cercarmi. Dapprima fui salvato da un giornalista di <em>RT<\/em>, che mi nascose in camera sua e si rifiut\u00f2 di fare entrare i \u201cribelli\u201d, poi da altri colleghi, fra cui una giornalista di <em>TF1<\/em>. Dopo peripezie di ogni genere, dalle quali riuscii a uscire vivo svariate decine di volte, con altre quaranta persone fuggii come un clandestino a bordo di un piccolo peschereccio che navigava verso Malta, in mezzo a navi da guerra della <em>NATO<\/em>. A La Valletta ci attendevano il primo ministro e gli ambasciatori dei Paesi dei miei compagni di viaggio. Di tutti i Paesi tranne che della Francia.<\/p>\n<div class=\"spip_document_233323 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"277\" data-legende-lenx=\"xxxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\">\n<p><figure style=\"width: 726px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L385xH289\/214790-5-5-ce8c1.jpg?1637657875\" alt=\"\" width=\"726\" height=\"545\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Mahki al-Harati (nella foto mentre bacia il presidente turco Erdo\u011fan), dapprima alto quadro della Flottiglia della Libert\u00e0 per Gaza, poi del Gruppo Islamico che combatteva in Libia, nonch\u00e9 dell\u2019Esercito Siriano Libero, \u00e8 stato finanziato dalla CIA e addestrato dalla Francia.<\/figcaption><\/figure><figcaption class=\"spip_doc_legende\"><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p><strong>Quando in Siria ebbe inizio la \u201cprimavera araba\u201d, ossia l\u2019operazione segreta dei britannici per piazzare al potere i Fratelli Mussulmani<\/strong>, come un secolo prima avevano fatto con i wahabiti, tornai a Damasco per aiutare chi mi aveva accolto quattro anni prima. Ovviamente ho corso pi\u00f9 volte il rischio di morire, ma era la guerra. In un\u2019occasione per\u00f2 fui bersaglio diretto degli jihadisti. Durante uno degli attacchi a Damasco, i \u201cribelli\u201d, ufficialmente sostenuti dal presidente <strong>Fran\u00e7ois Hollande<\/strong>, tentarono di assaltare la mia abitazione. L\u2019esercito siriano install\u00f2 sul tetto un mortaio e li respinse: un centinaio di \u201cribelli\u201d contro cinque soldati. Ma dopo tre giorni ininterrotti di combattimenti i \u201cribelli\u201d dovettero ritirarsi. Tra loro non c\u2019erano siriani, solo pakistani e somali senza addestramento militare. Mi ricordo che prima di scagliarsi contro la casa cantavano ripetutamente e istericamente <em>\u00abAllah Akbar!\u00bb<\/em>. Ancora oggi, quando sento questo nobile grido mi viene la pelle d\u2019oca.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4831.html?_=1637921988\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Nel 2020 sono tornato in Francia per riunirmi alla famiglia. Molti miei amici mi avevano assicurato che, a differenza dei due predecessori, il presidente <strong>Emmanuel Macron<\/strong> non ricorreva agli assassinii politici. Ciononostante non godetti dei diritti di uomo libero. La dogana ricevette una segnalazione che il container marittimo che trasportava le cose personali mie e del mio compagno conteneva esplosivi e armi. Intercettarono il container e inviarono una quarantina di agenti a perquisirlo. Era una trappola di un servizio straniero. La dogana consent\u00ec a una societ\u00e0 di riprendersi la merce contenuta nel container: impiegarono due giorni, il container fu saccheggiato, le nostre cose distrutte, i documenti spariti.<\/p>\n<p>Il mio non \u00e8 un caso isolato. Quando svel\u00f2 il sistema <em>Vault 7<\/em>, che permette alla <em>CIA<\/em> di entrare in qualsiasi computer o telefono portatile, <strong>Julian Assange<\/strong> divenne bersaglio degli Stati Uniti. Il direttore della <em>CIA<\/em> <strong>Mike Pompeo<\/strong> orchestr\u00f2, con l\u2019assenso del Regno Unito, diverse operazioni per rapire o uccidere <strong>Assange<\/strong>. E quando <strong>Edward Snowden<\/strong> pubblic\u00f2 moltissimi documenti che attestavano come la <em>NSA<\/em> violasse la vita privata dei cittadini, tutti i Paesi membri della <em>NATO<\/em> si coalizzarono contro di lui. La Francia, credendo che <strong>Snowden<\/strong> fosse a bordo dell\u2019aereo del presidente della Bolivia <strong>Evo Morales<\/strong>, si spinse sino a chiudere il proprio spazio aereo. Oggi <strong>Snowden<\/strong> \u00e8 rifugiato in Russia.<\/p>\n<p><strong>La Libert\u00e0 non abita pi\u00f9 in Occidente.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"clear\">\n<p>&nbsp;<br \/>\n<em>Thierry Meyssan<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Traduzione di Rachele Marmetti<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div><em><a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article214800.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo, su richiesta della Fondazione contro l\u2019Ingiustizia di Evgueni Prigojine, il testo dove\u00a0l\u2019autore rievoca la protezione accordatagli dal presidente Jacques Chirac e i ripetuti tentativi di uccidere lui e la sua squadra. 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