{"id":59506,"date":"2021-12-04T18:09:57","date_gmt":"2021-12-04T17:09:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=59506"},"modified":"2021-12-04T18:16:20","modified_gmt":"2021-12-04T17:16:20","slug":"le-radici-del-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/le-radici-del-male\/","title":{"rendered":"Le radici del Male"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header-outer\">\n<div class=\"entry-header\">Nell\u2019aprile del 1968, l\u2019imprenditore italiano <strong>Aurelio Peccei<\/strong> e lo scienziato scozzese Alexander King \u2013 che a quei tempi era direttore generale per gli Affari Scientifici presso l\u2019OECD a Parigi \u2013 fondarono il <strong>Club di Roma<\/strong>, una ONG non-profit, costituita da scienziati, economisti ed altre personalit\u00e0 del mondo accademico e istituzionale. Entrambe erano accomunati dalle medesime riflessioni sul futuro del pianeta e sull\u2019urgente necessit\u00e0 di far fronte alla difficile <em>situazione dell\u2019umanit\u00e0<\/em>\u00a0(<em>predicament of mankind<\/em>).<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content entry clearfix\">\n<div class=\"at-above-post addthis_tool\" data-url=\"https:\/\/www.databaseitalia.it\/le-radici-del-male\/\" data-title=\"LE RADICI DEL MALE - Database Italia\" data-description=\"Nell\u2019aprile del 1968, l'imprenditore italiano Aurelio Peccei e lo scienziato scozzese Alexander King - che a quei tempi era direttore generale per gli Affari Scientifici presso l\u2019OECD a Parigi - fondarono il Club di Roma, una ONG non-profit, costituita da scienziati, economisti ed altre personalit\u00e0\">\n<div id=\"atstbx\" class=\"at-share-tbx-element addthis-smartlayers addthis-animated at4-show\" role=\"region\" aria-labelledby=\"at-b95a10be-ed0f-402b-80c9-0ef56d0a2932\">\n<div class=\"at-share-btn-elements\">Fu cos\u00ec che nel 1972, il <em>MIT<\/em>, su richiesta del Club di Roma, pubblic\u00f2 lo studio\u00a0<em>The Limits to Growth<\/em>(<em>I limiti dello sviluppo<\/em>), conosciuto anche come <em>Rapporto Meadows<\/em>, dal nome di una dei componenti del team di studio del MIT, <strong>Donella Meadows<\/strong>, che riappare anche in successive pubblicazioni.<\/div>\n<div class=\"at-share-btn-elements\">La tesi di fondo pu\u00f2 riassumersi in poche righe: la crescita esponenziale della popolazione e lo sfruttamento delle risorse associato porteranno presto ad una caduta dello sviluppo entro i prossimi cento anni. Di qui la necessit\u00e0 di moderare i tassi di sviluppo demografici e industriali, al fine di garantire un equilibrio globale che possa soddisfare equamente il potenziale umano di ognuno. Detto cos\u00ec, sembrerebbe la cosa pi\u00f9 logica e giusta del mondo, ma non \u00e8 chiaro chi dovrebbe limitare i propri consumi e cambiare i propri stili di vita, n\u00e9 tantomeno quali siano le vere cause dello sfruttamento irrazionale delle risorse. Che dire del consumismo sfrenato indotto dalle grandi multinazionali, che non hanno mai internalizzato le esternalit\u00e0 negative legate alla produzione, come l\u2019inquinamento?<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nel 1973, sempre gli studiosi del MIT, pubblicano il volume\u00a0<em>Toward Global Equilibrium,\u00a0<\/em>tradotto in Italia dalle Edizioni Scientifiche e Tecniche Mondadori, con il titolo\u00a0<em>I limiti dello sviluppo. Verso un equilibrio globale<\/em>. Il libro riporta le possibili soluzioni per arrivare ad un nuovo equilibrio globale sostenibile e, poich\u00e9 la causa di tutti i mali \u00e8 la crescita demografica esponenziale, sar\u00e0 proprio questa la variabile principale oggetto delle nuove politiche che dovranno attuarsi da subito (siamo nel 1973!) e in futuro, aggiornando costantemente i parametri dei modelli di previsione impiegati. Di qui, nascono le idee della <strong>\u201cdecrescita felice\u201d<\/strong>, che oggi sembrano aver contaminato anche i documenti papali, come nel caso dell\u2019enciclica\u00a0<em>Laudato sii<\/em>, dove al par. 193 si legge:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Sappiamo che \u00e8 insostenibile il comportamento di coloro che consumano e distruggono sempre pi\u00f9, mentre altri ancora non riescono a vivere in conformit\u00e0 alla propria dignit\u00e0 umana. Per questo \u00e8 arrivata l\u2019ora di accettare una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perch\u00e9 si possa crescere in modo sano in altre parti.<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"inline-related-post\" class=\"mag-box mini-posts-box content-only\">\n<div class=\"container-wrapper\">\n<div class=\"mag-box-container clearfix\">\n<div class=\"post-widget-body\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4765.html?_=1638637769\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Cambiare stile di vita, abbandonare il consumismo sfrenato imposto dai potentati economici, non vuol dire necessariamente ridurre la produzione, cio\u00e8, il reddito. <strong>Una decrescita vuol dire minore occupazione, che si traduce in una lesione dei diritti universali dell\u2019Uomo al lavoro. \u00c8 necessario, invece, ripensare la produzione capitalistica, rinunciando ai margini di profitto o sovraprofitto, cio\u00e8, alle rendite.<\/strong> Il concetto di decrescita, diversamente, si apre alla riduzione della forza lavoro sia in chiave occupazionale che demografica. Ma come \u00e8 possibile che tali idee siano entrate in un\u2019enciclica, che gli alfieri del capitalismo inclusivo e del <strong>grande reset<\/strong> stringano patti con il Vaticano, coinvolgendo il vescovo di Roma nelle loro logiche capitalistiche?<\/p>\n<p>Una risposta la possiamo trovare nel cap. XIII del libro del 1973,\u00a0<em>Le chiese di fronte alla transizione dallo sviluppo all\u2019equilibrio mondiale, <\/em>a cura di <strong>Jay W. Forrester.<\/strong> Qui l\u2019autore affronta il tema delle alternative etiche compatibili con il nuovo modello di sviluppo e la necessit\u00e0 che le chiese cristiane adeguino i propri principi allo sviluppo sostenibile proposto dal Club di Roma, data l\u2019importanza che i codici religiosi hanno nelle societ\u00e0.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>La civilt\u00e0 umana si trova in una fase di transizione tra lo sviluppo esponenziale del passato e una qualche futura forma di equilibrio, la cui natura peraltro dipender\u00e0 dalle azioni intraprese nell\u2019epoca presente. Queste azioni sono determinate dalla mutua influenza tra le forze sociali e il sistema di valori che condiziona le nostre reazioni alle pressioni insorgenti in tutto il mondo. Se le chiese dovranno esercitare un\u2019influenza, sar\u00e0 attraverso questo sistema di valori che opereranno. (p. 411)<\/p><\/blockquote>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>La religione cristiana si \u00e8 sviluppata nel contesto di una particolare dinamica del nostro sistema sociale: sulla superficie della terra la popolazione era scarsa, l\u2019espansione geografica era ancora possibile, l\u2019umanit\u00e0 era debole in confronto alle forze della natura e l\u2019esplosione della scienza era ancora di l\u00e0 da venire. In tali condizioni, i valori del cristianesimo si accordavano efficacemente con la sopravvivenza e l\u2019espansione sociale. In effetti, la religione cristiana \u00e8 portatrice di un sistema di valori che esalta lo sviluppo: essa impegna l\u2019uomo a dar prova di zelo missionario, e gli d\u00e0 il diritto di signoreggiare sulla natura. I valori del cristianesimo vennero interpretati nel senso per cui diventava un dovere diffondere sulla faccia della terra il popolo eletto da Dio e la sua religione. I seguaci di questa religione sono stati portati a sentirsi responsabili del benessere degli altri uomini: il che si traduce nell\u2019obbligo di proteggere gli altri da se stessi, dalle restrizioni di altre religioni maggiormente orientate verso l\u2019equilibrio, dalle vicissitudini del rapporto uomo-natura. In breve, il cristianesimo \u00e8 una religione di sviluppo esponenziale. Lo sviluppo esponenziale non pu\u00f2 continuare indefinitamente: inevitabilmente si genereranno fortissime pressioni interne tendenti a bloccare la crescita. (p. 422)<\/p><\/blockquote>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4763.html?_=1638637728\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Innanzi a tali scenari, per l\u2019autore, o le chiese evolvono, adeguando i loro principi di lungo periodo alle presenti necessit\u00e0 del nuovo equilibrio globale e reinterpretando i principi biblici attraverso un\u00a0<em>simbolismo figurativo<\/em>, o sono votate a sparire nell\u2019inutilit\u00e0.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00c8 possibile riscontrare nel cristianesimo un adeguato grado di reattivit\u00e0 che consenta di interpretarne e modificarne i principi? Si pu\u00f2 trovare la maniera adatta a riformulare ed estendere i principi religiosi in risposta alle pressioni che insorgono quando tali principi manifestano la propria inadeguatezza? Esiste qualche procedimento in grado di anticipare i cambiamenti sociali in modo tale che la modificazione possa essere avviata prima che la divergenza tra vecchi valori e nuova realt\u00e0 si sia approfondita al punto che la societ\u00e0 respinge i principi stessi? A differenza della costituzione americana, la Bibbia non contiene alcun processo che preveda esplicitamente la revisione e l\u2019aggiornamento, e non vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di introdurvi nuove vedute corrispondenti alle nuove modalit\u00e0 di comportamento emergenti nei nostri sistemi sociali. Senza questo processo di revisione, la discrepanza tra le vecchie dottrine e le condizioni moderne \u00e8 stata evitata mediante una reinterpretazione degli antichi principi. Cos\u00ec, la societ\u00e0 passa dall\u2019adesione letterale delle parole al simbolismo figurativo, che \u00e8 pi\u00f9 flessibile e suscettibile di pi\u00f9 ampie interpretazioni. Gli antichi valori vengono in parte respinti, ma in parte vengono reinterpretati e portati ad adeguarsi alle necessit\u00e0 del momento. Cos\u00ec, senza un adeguato sistema di valori durevoli, la societ\u00e0 incomincia a vacillare. (p. 423)<\/p><\/blockquote>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Nell\u2019insegnamento delle chiese spesso \u00e8 implicito che il giusto va inteso in senso assoluto, senza concessioni al compromesso, indipendentemente dal futuro al quale si volge lo sguardo. Questo \u00e8 un errore, giacch\u00e9 generalmente una linea d\u2019azione che presenti prospettive favorevoli per una breve scadenza comporta conseguenze negative a lunga scadenza, e viceversa. Un\u2019azione che sembra giusta al presente pu\u00f2 dimostrarsi sbagliata ove se ne considerino anche le estreme conseguenze. Cos\u00ec le chiese, avendo fatta propria una concezione semplicistica del giusto e dell\u2019etica, contribuiscono anch\u2019esse al conflitto di obiettivi tra presente e futuro. Le chiese del mondo dovrebbero per prime rimettere in discussione il concetto di giusto e ingiusto in una dimensione temporale \u2026 Se le chiese devono veramente essere custodi di valori non effimeri, occorre che esse definiscano di nuovo ci\u00f2 che \u00e8 giusto in funzione di un durevole benessere futuro dell\u2019umanit\u00e0. (p. 429)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla luce di quanto riportato, non sorprende pi\u00f9 di tanto se oggi qualcuno nella Chiesa cattolica propini dottrine \u201cpoco\u201d cattoliche, affermando, ad esempio, che \u00abDio si contamina\u00bb, \u00abGes\u00f9 \u00e8 un uomo\u00bb, \u00abDio non pu\u00f2 essere Dio senza l\u2019uomo\u00bb, \u00abEssere cattolici non significa fare figli come conigli\u00bb, \u00abI dieci comandamenti non sono assoluti\u00bb, \u00abLa propriet\u00e0 privata non \u00e8 intoccabile\u00bb, etc. e proponga sotto voce una decrescita felice all\u2019insegna di un capitalismo inclusivo ecologista e transumano, e di una vaccinazione di massa che offende il libero arbitrio e la dignit\u00e0 delle persone (\u00abVacunarse es un acto de amor\u00bb e il rifiuto del vaccino un \u00abnegazionismo suicida\u00bb), strizzando l\u2019occhio a noti esponenti politici e scienziati palesemente a favore dell\u2019aborto, come anche a quelle multinazionali del farmaco che hanno fatto della contraccezione e della pillola del giorno dopo il loro core business.<\/p>\n<p><strong>Il cristianesimo non \u00e8 una religione costituita da valori necessari divinizzati ma dall\u2019incontro con il Logos divino, che viene a soddisfare le nostre intime esigenze e a divinizzare la nostra umanit\u00e0.<\/strong> Ogni\u00a0<em>haer\u0115sis<\/em>\u00a0(alternativa) \u00e8\u00a0<em>apostasia<\/em> (separazione, allontanamento) dai principi eterni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_59512\" aria-describedby=\"caption-attachment-59512\" style=\"width: 782px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-59512\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Council-for-Inclusive-Capitalism-with-the-Vatican-1-300x150.jpeg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Council-for-Inclusive-Capitalism-with-the-Vatican-1-300x150.jpeg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Council-for-Inclusive-Capitalism-with-the-Vatican-1-1024x512.jpeg 1024w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Council-for-Inclusive-Capitalism-with-the-Vatican-1-768x384.jpeg 768w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Council-for-Inclusive-Capitalism-with-the-Vatican-1-18x9.jpeg 18w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Council-for-Inclusive-Capitalism-with-the-Vatican-1.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-59512\" class=\"wp-caption-text\">Citt\u00e0 del Vaticano, Dicembre 2020, Council for Inclusive Capitalism With The Vatican. Si noti come in piena \u201cpandemia\u201d nessuno porti la mascherina n\u00e9 tanto meno rispetti la distanza di sicurezza.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ritornano alla mente le rivelazioni ricevute da una mistica italiana, <strong>Maria Valtorta<\/strong> che, nei\u00a0<em>Quaderni del 1943<\/em>, sotto dettatura divina scriveva:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Allora conoscerete il pastore che non si cura delle pecore abbandonate, il pastore idolo di cui parla Zaccaria. Ricorda l\u2019Apocalisse di Giovanni. Ricorda il dragone: il Male generatore dell\u2019Anticristo futuro, il quale ne prepara il regno non solo sconvolgendo le coscienze ma travolgendo nelle sue spire la terza parte delle stelle e facendo degli astri fango. Quando questa demoniaca vendemmia avverr\u00e0 nella Corte di Cristofra i grandi della sua Chiesa, allora, nella luce resa appena bagliore e conservata come unica lampada nei cuori dei fedeli al Cristo \u2026 allora verr\u00e0 il pastore idolo, il quale sar\u00e0 e star\u00e0 dove vorranno i suoi padroni<em>.\u00a0<\/em>Chi ha orecchie da intendere intenda.\u00a0<em>Per i vivi di quel tempo sar\u00e0 un bene la morte<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>Armando Savini<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.databaseitalia.it\/le-radici-del-male\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019aprile del 1968, l\u2019imprenditore italiano Aurelio Peccei e lo scienziato scozzese Alexander King \u2013 che a quei tempi era direttore generale per gli Affari Scientifici presso l\u2019OECD a Parigi \u2013 fondarono il Club di Roma, una ONG non-profit, costituita da scienziati, economisti ed altre personalit\u00e0 del mondo accademico e istituzionale. 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