{"id":60227,"date":"2021-12-25T12:37:06","date_gmt":"2021-12-25T11:37:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=60227"},"modified":"2021-12-25T12:37:06","modified_gmt":"2021-12-25T11:37:06","slug":"de-lapsis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/de-lapsis\/","title":{"rendered":"De Lapsis"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p align=\"center\"><i>Recedite, recedite; exite inde, pollutum nolite tangere; exite de medio ejus; mundamini, qui fertis vasa Domini.<\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><i>(Is 52,11)<\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Quando si scaten\u00f2 la persecuzione di\u00a0<b>Decio<\/b>, nel 250 d.C., i tempi delle catacombe erano lontani. Pur mal viste e occasionalmente bersaglio di attentati e soprusi, le comunit\u00e0 cristiane si erano diffuse ovunque nell&#8217;impero, prosperavano anche economicamente e contavano appartenenti in ogni ceto sociale. Fu perci\u00f2 tanto pi\u00f9 traumatica la decisione del nuovo sovrano di obbligare tutti i cittadini a rendere un sacrificio pubblico agli dei pagani sotto pena di subire la tortura, l&#8217;esilio, la spoliazione dei beni e, nei casi pi\u00f9 gravi, la morte. Milioni di cristiani tra cui anche nobili, possidenti e alti funzionari dello Stato si trovarono cos\u00ec da un giorno all&#8217;altro costretti a scegliere se offendere la propria fede o perdere tutto.<\/p>\n<p>Quella deciana non nasceva come una persecuzione. L&#8217;imperatore voleva allestire una consacrazione di massa agli idoli pagani per restaurare la\u00a0<i>pietas\u00a0<\/i>tradizionale e propiziare la vittoria militare contro i barbari che premevano ai confini. Le pene riservate ai riluttanti erano uno strumento di questo progetto, per la cui realizzazione ci si avvalse del poderoso apparato burocratico imperiale come mai era accaduto prima. Affinch\u00e9 nessuno sfuggisse al precetto, <strong>il sacrificio prescritto doveva svolgersi in presenza di testimoni e di un ufficiale pubblico incaricato di rilasciare un certificato (<i>libellus<\/i>) che ne attestasse il compimento. Senza\u00a0<i>libellus\u00a0<\/i>si era fuori dalla societ\u00e0 e dalla legge.<\/strong><\/p>\n<p>Secondo gli storici e i contemporanei, fu tutto sommato esiguo il numero di coloro che in quei mesi persero effettivamente la vita per la fede, come tocc\u00f2 ad esempio al pontefice\u00a0<b>Fabiano<\/b>. Alle autorit\u00e0 romane non sfuggiva il <strong>rischio di creare nuovi esempi di santit\u00e0 col martirio<\/strong>, sicch\u00e9 miravano piuttosto a indebolire e corrompere le comunit\u00e0 eterodosse per assimilarle. Molto pi\u00f9 numerosi furono perci\u00f2 i cristiani che per evitare le pene annunciate si piegarono a rendere omaggio alle divinit\u00e0 pagane. Fu quasi un&#8217;apostasia di massa che, una volta decaduto l&#8217;editto, lasci\u00f2 una ferita profonda nel cristianesimo delle origini e sollev\u00f2 il problema di come trattare i tanti che chiedevano di rientrare in seno alla Chiesa pur essendo \u00abscivolati\u00bb (<i>lapsi<\/i>) nell&#8217;idolatria. Ne scaturirono diatribe, concili e anche i primi scismi di\u00a0<b>Novaziano<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Felicissimo<\/b>, che giudicavano rispettivamente troppo accomodante o troppo severa la posizione del papato.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"persecuzioni\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p><b>Cipriano<\/b>, vescovo di Cartagine e futuro martire e santo, ci ha lasciato una testimonianza di quegli eventi nelle epistole che indirizzava alle comunit\u00e0 dei fedeli dal suo esilio segreto. Rientrato a Cartagine dopo la morte di <strong>Decio<\/strong>, affid\u00f2 alla lettera pastorale\u00a0<i>De lapsis<\/i>\u00a0un commento e un giudizio sulle condotte tenute dai confratelli durante la persecuzione. Dopo avere reso grazie a Dio per la cessazione del pericolo e la sua breve durata, tanto da potersi dire una prova pi\u00f9 che una vera persecuzione <em>(\u00abexploratio potus quam persecutio\u00bb)<\/em>, tesse innanzitutto le lodi dei\u00a0<i>confessores<\/i>, cio\u00e8 di coloro che si erano apertamente professati cristiani al cospetto dei magistrati, affrontandone le conseguenze. L&#8217;omaggio che va reso a quei pochi e coraggiosi testimoni, aggiunge, vale anche per coloro che avessero infine ceduto sotto gli insopportabili tormenti. Essi avevano infatti peccato per necessit\u00e0, non per volont\u00e0; si erano piegati al castigo, non alla prospettiva del castigo <em>(\u00abnec excusat oppressum necessitas crimini, ubi crimen est voluntatis\u00bb<\/em>).<\/p>\n<p>In polemica con i rigoristi scismatici e il\u00a0<b>Tertulliano<\/b>\u00a0del\u00a0<i>De fuga<\/i>, <strong>Cipriano<\/strong> ritiene che debbano essere glorificati anche i tanti renitenti <em>(\u00abstantium moltitudo\u00bb)<\/em> che, <em>\u00absaldamente radicati nei precetti celesti\u00bb<\/em> e senza temere i castighi promessi, avevano scelto di non presentarsi all&#8217;appuntamento fissato per il sacrificio, affermando cos\u00ec implicitamente la loro fedelt\u00e0 a Cristo. Se infatti \u00ab<\/p>\n<blockquote><p>la prima vittoria \u00e8 di chi, caduto nelle mani dei gentili, professa il Signore, la seconda \u00e8 di chi si ritira cautamente serbandosi a Dio\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Chi non adempiva doveva darsi alla macchia, come fece anche <strong>Cipriano<\/strong> e come esorta a fare secondo l&#8217;insegnamento delle Scritture:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abs\u00ec, bisognava lasciare la patria e subire la perdita del patrimonio\u00bb perch\u00e9 \u00ab\u00e8 Cristo che non deve essere lasciato, \u00e8 la perdita della salvezza e della dimora eterna che deve essere temuta\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;esilio non \u00e8 una sconfitta, spiega, ma piuttosto una condizione per preparare e compiere la volont\u00e0 divina, anche fino all&#8217;ultimo sacrificio.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abInfatti, poich\u00e9 la corona dipende dalla degnazione di Dio e non la si pu\u00f2 ricevere se non nell&#8217;ora stabilita, chi se ne va restando in Cristo non nega la sua fede, ma attende il tempo. Chi invece cade per non essersene andato, significa che \u00e8 rimasto per negare Cristo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Lo stesso <strong>Cipriano<\/strong>, dopo essere sfuggito alla prima persecuzione, sarebbe caduto martire alcuni anni dopo sotto\u00a0<b>Valeriano<\/b>.<\/p>\n<p>Nella parte centrale dello scritto, la pi\u00f9 dolorosa e polemica, il vescovo stigmatizza i comportamenti degli apostati e registra inorridito la prontezza con cui la maggior parte dei fratelli <em>(\u00abmaximus fratrum numerus\u00bb)<\/em> si era precipitata all&#8217;appuntamento sacrilego. Eccoli<\/p>\n<blockquote><p>\u00abcorrere di loro iniziativa al foro, affrettare spontaneamente la loro morte [spirituale], quasi desiderassero farlo da tempo, quasi abbracciassero l&#8217;occasione che era loro offerta e che avevano ardentemente desiderato\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Rimandati alla mattina seguente dai magistrati per mancanza di tempo, insistevano affinch\u00e9 li si ricevesse il giorno stesso. Accorsi all&#8217;<em>\u00abaltare del diavolo\u00bb<\/em> con una vittima da immolare, non si avvedevano di essere essi stessi le vittime <em>(\u00abipse ad aras hostia, victima ipse venisti\u00bb)<\/em> e che su quel braciere avrebbero consumato <em>\u00abla loro salvezza, la loro speranza, la loro fede\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Molti, non contenti di avere distrutto s\u00e9 stessi, si prodigavano per spingere il prossimo nella loro stessa rovina e, <em>\u00abaffinch\u00e9 nulla mancasse al cumulo dei crimini\u00bb<\/em>, anche i bambini furono <em>\u00abobbligati o incoraggiati dai loro genitori a perdere ci\u00f2 che avevano ricevuto\u00bb<\/em> con il battesimo.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4836.html?_=1640432006\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Cipriano<\/strong> immagina le parole con cui questi innocenti si sarebbero discolpati nel giorno del giudizio, puntando il dito contro chi li aveva messi al mondo. Segue poi una descrizione delle tragiche reazioni patite da alcuni apostati, come il caso di un uomo divenuto muto <em>\u00abacciocch\u00e9 non potesse pi\u00f9 implorare misericordia\u00bb<\/em> o di una donna che, avendo subito approfittato della libert\u00e0 concessale per svagarsi alle terme, vi aveva trovato la possessione e la morte. L&#8217;autore insiste molto sulla dimensione corporale del peccato: l&#8217;assunzione della vittima sacrificata \u00e8 un&#8217;anti-eucaristia che ammorba l&#8217;anima penetrando gli organi, una reincarnazione del frutto dell&#8217;Eden, sicch\u00e9 gli \u00e8 facile mettere in opposizione i <em>\u00abcibi scellerati\u00bb<\/em> con i <em>\u00abcibi celesti\u00bb, \u00abil toccare la cosa immonda, il lasciarsi violare e insozzare dalle carni avvelenate\u00bb<\/em> con la comunione eucaristica. Tra gli apostati che si erano riaccostati impenitenti al sacramento, riferisce, alcuni avevano trovato cenere o fiamme in luogo della particola, altri l&#8217;avevamo vomitata, altri erano collassati. Episodi isolati, \u00e8 vero, ma avverte che nessuno doveva perci\u00f2 presumersi impunito per sempre <em>(\u00abnec hic esse sine poena possunt quamvis necdum poena dies venerit\u00bb)<\/em> perch\u00e9<\/p>\n<blockquote><p>\u00abnel frattempo sono colpiti alcuni affinch\u00e9 gli altri siano avvertiti, la sciagura di pochi \u00e8 un esempio per tutti\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Vi erano poi alcuni, detti\u00a0<i>libellatici<\/i>, che per evitare le sanzioni senza commettere materialmente il sacrilegio si erano procurati il\u00a0<i>libellus\u00a0<\/i>da esibire alle autorit\u00e0 con la corruzione<\/strong> o mandando altre persone sotto falsa identit\u00e0. Sappiamo dall&#8217;epistolario dell&#8217;autore che a questi espedienti avevano fatto ricorso anche diversi sacerdoti e persino dei vescovi. La loro condotta \u00e8 meno grave, ma comunque esecrabile<em> (\u00abhoc eo proficit ut sit minor culpa, non ut innocens conscientia\u00bb)<\/em>, perch\u00e9 <em>\u00abquel certificato \u00e8 esso stesso una confessione di apostasia\u00bb<\/em> e un atto di sottomissione a un decreto umano che viola le leggi di Dio. <em>\u00abCome pu\u00f2 essere con Cristo chi si vergogna o ha paura di appartenere a Cristo?\u00bb<\/em>, si chiede.<\/p>\n<p>Le parole pi\u00f9 dure sono riservate agli apostati che, per iniziativa propria o perch\u00e9 traviati da cattivi pastori<\/p>\n<blockquote><p>\u00abil cui eloquio si diffonde come un cancro e la cui propaganda tossica e velenosa uccide pi\u00f9 della stessa persecuzione\u00bb,<\/p><\/blockquote>\n<p>pretendevano di tornare in comunione con la Chiesa senza adempiere alle penitenze prescritte, dimostrando cos\u00ec di non tenere in alcun conto la gravit\u00e0 del peccato o addirittura presumendo di non averne commesso alcuno. Questa leggerezza rinnova e duplica il sacrilegio, spiega il cartaginese, perch\u00e9 chi aveva tremato davanti agli uomini ora non trema davanti a Dio e<\/p>\n<blockquote><p>\u00abquando doveva stare in piedi si \u00e8 prostrato, quando dovrebbe invece prostrarsi e inginocchiarsi, resta in piedi\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Implora perci\u00f2 i fedeli di<\/p>\n<blockquote><p>\u00abaprire il cuore alla consapevolezza del crimine commesso senza disperare della piet\u00e0 divina, ma anche senza pretendere il perdono istantaneo\u00bb dispensato dal clero deviato che propala \u00abfalse promesse di salvezza\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La durata e l&#8217;intensit\u00e0 della penitenza devono essere commisurate alla gravit\u00e0 del peccato <em>(\u00abquam magna delinquimus, tam granditer defleamus\u00bb)<\/em> e riflettersi anche negli atti e nell&#8217;aspetto esteriore, affinch\u00e9 si dia piena <em>\u00abprova del dolore di un&#8217;anima contrita e pentita\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4732.html?_=1640432197\" frameborder=\"0\" width=\"600\" height=\"646\" scrolling=\"no\"><\/iframe>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell&#8217;interrogarsi sulle cause di una disfatta cos\u00ec clamorosa <strong>Cipriano<\/strong> considera la <em>\u00ablunga pace\u00bb<\/em> accordata ai cristiani che, ormai quasi dimentichi delle ultime grandi persecuzioni, si erano integrati nella societ\u00e0 imperiale accumulando cariche e patrimoni. Al rilassamento dei rapporti con l&#8217;autorit\u00e0 statale si era accompagnato anche un rilassamento dei costumi,<\/p>\n<blockquote><p>\u00abnessuna devozione nei vescovi, nessuna integrit\u00e0 di fede nei sacerdoti, nessuna misericordia nelle opere, nessuna disciplina nei comportamenti\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La fede si era \u00abillanguidita, direi quasi addormentata\u00bb e le comunit\u00e0 si erano date ai traffici: <em>\u00abciascuno si studiava di aumentare le proprie ricchezze\u00bb<\/em> con <em>\u00abinsaziabile cupidigia\u00bb<\/em> e molti vescovi, abbandonati gli uffici divini, si dedicavano agli investimenti, all&#8217;usura e ad altre faccende secolari <em>(\u00abdivina procuratione contempta procuratores rerum saecularium fieri\u00bb).<\/em><\/p>\n<p>Il santo, appartenente egli stesso a una famiglia facoltosa, non considera la sicurezza sociale e il benessere materiale come mali in s\u00e9. Essi diventano tali se oggetti di un attaccamento che dispone alla negazione di Dio. Ritiene perci\u00f2 che con la persecuzione <em>\u00abil Signore ha voluto mettere alla prova la sua famiglia\u00bb<\/em> e lanciare un monito la cui necessit\u00e0 si \u00e8 dimostrata proprio nella risposta data dai credenti. Questi ultimi, spiega, sono caduti proprio a causa delle ricchezze che li tenevano incatenati al mondo e alle sue condizioni. La capitolazione dei\u00a0<i>lapsi\u00a0<\/i>assume cos\u00ec un chiaro senso didascalico:<\/p>\n<blockquote><p><strong>Non potevano avere la libert\u00e0 e la prontezza di ritirarsi coloro che si erano legati ai beni materiali. Questi erano i ceppi di chi \u00e8 rimasto, queste le catene che hanno impedito la virt\u00f9, soffocato la fede, sopraffatto il giudizio e strozzato l&#8217;anima, affinch\u00e9 coloro che si aggrappavano alle cose della terra divenissero cibo e preda del serpente che Dio ha condannato a divorare la terra.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Cipriano<\/strong> non denuncia un calcolo, bens\u00ec un abbaglio, la follia di spendere l&#8217;eternit\u00e0 per comprare ci\u00f2 che ci sar\u00e0 comunque tolto <em>(\u00abcui enim non nascenti adque morienti relinquenda quandoque?\u00bb)<\/em> e la sfiducia nella Provvidenza divina che per bocca di <strong>Cristo<\/strong> assicura <em>\u00abmulto plura in hoc tempore\u00bb<\/em> a chi lascia i tesori mortali per Dio (Lc 18,29-30, C. cita a memoria e scrive <em>\u00absepties tantum\u00bb<\/em>).<\/p>\n<p>La lezione di ascesi \u00e8 anche una lezione di logica: l&#8217;<em>\u00abindipendenza\u00bb<\/em> economica \u00e8 a conti fatti il suo opposto, una dipendenza da chi la pu\u00f2 concedere, tutelare e revocare, dal padrone temporale che pu\u00f2 anche metterla al prezzo della dignit\u00e0, o dell&#8217;anima. Dal disordine della persecuzione emerge cos\u00ec l&#8217;essenza della dialettica cristiana, l&#8217;opposizione tra il passaggio mondano e la vocazione celeste, il non essere del mondo e perci\u00f2 odiati dal mondo (Gv 17,14) e la conseguente certezza che gli omaggi terreni si scontano con la moneta reclamata da chi offriva invincibilit\u00e0 e saziet\u00e0 nel deserto: <em>\u00abtutte queste cose io ti dar\u00f2, se, prostrandoti, mi adorerai\u00bb<\/em> (Mt 4,1-11).<\/p>\n<p><em>Il pedante<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/de-lapsis\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recedite, recedite; exite inde, pollutum nolite tangere; exite de medio ejus; mundamini, qui fertis vasa Domini. (Is 52,11) Quando si scaten\u00f2 la persecuzione di\u00a0Decio, nel 250 d.C., i tempi delle catacombe erano lontani. 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