{"id":60474,"date":"2022-01-04T10:18:22","date_gmt":"2022-01-04T09:18:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=60474"},"modified":"2022-01-04T10:24:17","modified_gmt":"2022-01-04T09:24:17","slug":"le-vite-degli-altri-per-le-persone-buone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/le-vite-degli-altri-per-le-persone-buone\/","title":{"rendered":"Le vite degli altri (per le persone buone)"},"content":{"rendered":"<div data-id=\"448fd25\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-featured-image.default\">\n<div>\n<div><strong>Siamo controllati. <\/strong><strong>Quello che scriviamo, quello che leggiamo, che acquistiamo, la storia della nostra salute, la nostra vita privata. Tutto.<\/strong> Ormai \u00e8 appurato, lo si pu\u00f2 dire senza timore di essere guardati di sbieco, come invece sarebbe certamente accaduto fino a poco tempo fa. Il fatto che il regime di sorveglianza al quale siamo sottoposti \u00e8 un dato acquisito, e quel che \u00e8 peggio accettato, \u00e8 dimostrato dal ritornello con il quale, se ogni tanto si discute del problema, arriva invariabilmente la risposta: <em>\u201cDi che ti preoccupi? Io non ho niente da nascondere\u201d<\/em>. E di fronte al velocissimo salto di qualit\u00e0, via pandemia e lasciapassare, la nuova risposta \u00e8: \u201c<em>di che ti preoccupi? Tanto ci controllavano gi\u00e0\u201d.<\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-2e2e27b2 elementor-widget elementor-widget-theme-post-content\" data-id=\"2e2e27b2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-content.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La passivit\u00e0 e la cecit\u00e0 della maggior parte della popolazione davanti alla deriva disumana della societ\u00e0, resa vieppi\u00f9 evidente negli ultimi due anni, \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 inquietante del tempo che viviamo.<\/strong><\/p>\n<p>Gli uomini vivono tranquillamente la loro quotidianit\u00e0 in perfetta buona fede sentendosi \u201cliberi\u201d, nel mentre un potere intrinsecamente malvagio gli accomoda il mondo che verr\u00e0.<\/p>\n<p>Ho una visione provvidenziale della storia, che il pessimismo della ragione non riesce a piegare. Sar\u00e0 per questo, o forse solo per cercare sollievo alle difficolt\u00e0 del momento, che mi trovo spesso a fantasticare su come le cose potrebbero cambiare.<\/p>\n<p>Possibile, mi chiedo, che non vi sia nessuno tra coloro con il potere di influenzare gli avvenimenti che non abbia un ripensamento, un sussulto della coscienza, una rivolta dell\u2019intelligenza che lo faccia comprendere? Che non possa succedere qualcosa che manda all\u2019aria i loro piani, un bastone tra le ruote, un granello nell\u2019ingranaggio?<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"controllo\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>In questa attitudine, seguendo la corrente dei pensieri come ho detto, ho riguardato l\u2019altro giorno il film del 2006 <em>\u201cLe vite degli altri\u201d,<\/em> del regista tedesco <strong>Florian Henkel Von Donnermarck.<\/strong> L\u2019intreccio \u00e8 presto raccontato: siamo a Berlino Est, nel 1984. Uno dei migliori elementi della Stasi, il capitano Gerd Wiesler, l\u2019agente HGWXX\/7 (interpretato da <strong>Ulrich Muhe<\/strong>), \u00e8 incaricato di sorvegliare il drammaturgo George Dreyman ( Sebastian Koch) e la sua donna, l\u2019attrice Christa Maria Sieland (<strong>Martina Gedeck<\/strong>), della quale \u00e8 innamorato il ministro della cultura, pezzo grosso del partito. Per questo il ministro vuole a tutti i costi che si trovi un qualche capo di imputazione contro Dreyman.<\/p>\n<p>Il susseguirsi degli avvenimenti \u00e8 avvincente, la suspense \u00e8 quella di un vero thriller. Per chi decidesse di vedere il film non rivelo tutto, giusto qualcosa per dire la ragione di queste riflessioni. E la ragione \u00e8 che <strong>gli uomini possono cambiare, che improvvisamente tutti possono riacquistare la vista<\/strong>, perfino un agente della Stasi, cresciuto alla scuola della polizia segreta, convinto fino a quel momento di lavorare per il bene della societ\u00e0 e per il trionfo del socialismo.<\/p>\n<p>Wiesler si mette in ascolto della vita dei sorvegliati e ascoltandoli, vedendoli vivere, venendo a contatto con la loro umanit\u00e0, essi cessano di essere astratti, diventano degli esseri umani, quelli che il potere e la sua burocrazia non sanno, non possono vedere. Il rapporto diventa personale e incrina le certezze del funzionario. Certezze precarie. Non pu\u00f2 essere solido ci\u00f2 che \u00e8 costruito sulla menzogna, sul soffocamento dello spirito e della libert\u00e0. Come nella scuola della Stasi, nella quale il nostro funzionario impartisce lezioni di psicologia dell\u2019interrogatorio. E se qualcuno fa una domanda,<em> \u201c ma non \u00e8 disumano cos\u00ec?\u201d,<\/em> mette un puntino accanto al nome sul registro per ricordarsi di tenere d\u2019occhio l\u2019allievo troppo scrupoloso.<\/p>\n<p>Ma le cose cambieranno al punto che Wiesler si interesser\u00e0 al destino delle persone che \u00e8 incaricato di sorvegliare cercando di tenerle fuori dai guai. Riuscir\u00e0 a salvare Dreyman, a prezzo della carriera, dall\u2019accusa di avere esportato all\u2019ovest un articolo critico del regime.<\/p>\n<p>Memorabile il finale: pochi anni dopo gli avvenimenti, caduto il muro di Berlino, Dreyman esamina i documenti che lo riguardano negli archivi della Stasi, ai quali ormai ha accesso, e confrontando i resoconti falsati delle registrazioni con ci\u00f2 che \u00e8 veramente accaduto, capisce chi lo ha salvato. Scriver\u00e0 un libro, con la dedica: per le persone buone. All\u2019agente HGWXX\/7 con riconoscenza.<\/p>\n<p>Il film finisce cos\u00ec. Resta il conforto che danno le favole, che il bene, come in tutte le fiabe che si rispettano, alla fine trionfa sul male.<\/p>\n<p>Mentre scorrono i titoli di coda penso ancora: <em>&#8220;eppure deve esserci qualcuno che eviti di mettere il puntino sul nome di chi pone delle domande, qualcuno che a un certo punto veda il re senza vestiti, e se ne freghi del frastuono dei cortigiani&#8221;<\/em>. Ma un riflesso di realismo mi riporta subito a considerazioni meno consolanti.<\/p>\n<p><strong>Mi ricordo che oggi c\u2019\u00e8 un algoritmo a interessarsi di noi, e un algoritmo non ha anima.<\/strong> C\u2019\u00e8 il rumore di fondo di macchine che processano infinite serie di dati. Ci sono telecamere a ogni angolo di strada. Si avvicina, anche da noi, il riconoscimento facciale, si allunga l\u2019ombra del credito sociale alla cinese. Molto presto non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile sfuggire neppure per un attimo all\u2019occhio e all\u2019orecchio del sorvegliante tecnologico. La societ\u00e0 del <em>Panopticon<\/em>. <strong>La gente non se ne preoccupa. Non ha nulla da nascondere, si diceva.<\/strong><\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4847.html?_=1641262823\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Colpisce, nel film, come i mezzi a disposizione per lo spionaggio, impianti di registrazione sofisticatissimi per l\u2019epoca, risultino, anche all\u2019occhio, irrimediabilmente obsoleti. Oggi sarebbe pi\u00f9 difficile per un capitano Wiesler affezionarsi alle sue vittime. L\u2019innovazione tecnologica consente possibilit\u00e0 di disumanizzazione che i regimi totalitari del 900 non possedevano o possedevano solo in parte.<\/p>\n<p>La burocrazia, seppure strumento di umiliazione e repressione principe dei moderni apparati statali, da sola non basterebbe per soffocare i naturali afflati di empatia che si stabiliscono tra gli uomini, come non bastarono gli oliatissimi, sfibranti meccanismi della Germania orientale degli anni 80 rappresentati nel film o quelli della Russia bolscevica a impedire il mantenimento di profondi rapporti di umana vicinanza e la conservazione della fede in un Dio altro che la scimmia di volta in volta suggerita dall\u2019apparato.<\/p>\n<p>Eppure, prima che le macchine prendano definitivamente il controllo, e non \u00e8 detto che debba accadere, uomini come il capitano Wiesler possono sempre emergere a disturbare il meccanismo, a interrompere l\u2019automatismo. Ognuno nel suo campo. Per esempio in una scuola. Un insegnante che non voglia far lezione a un alunno travestito da donna. O un medico che segua il malato e non il protocollo. O un prete che dica <em>non possumus<\/em>. <strong>Pu\u00f2 darsi che proprio a evitare una volta per sempre rischi di questo genere, in fondo il rischio della libert\u00e0, servano le prevaricazioni su larga scala di cui in questo periodo viene sperimentata l\u2019efficacia e l\u2019attuabilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Intanto, ci sono ancora molti uomini per i quali le vite degli altri contano, per i quali la vita conta. Come scrive <strong>Ernst J\u00fcnger<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cuomini che aprono una breccia nella mera funzionalit\u00e0, chi per spirito umanitario, chi in nome della libert\u00e0, e chi perch\u00e9 si assume coraggiosamente una responsabilit\u00e0 diretta. Forse, proprio quando va contro le regole, il medico conferisce al rimedio che d\u00e0 al malato una virt\u00f9 miracolosa. Noi viviamo di questa possibilit\u00e0: sfuggire alle funzioni\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Carlo Primerano<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/le-vite-degli-altri-per-le-persone-buone\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo controllati. Quello che scriviamo, quello che leggiamo, che acquistiamo, la storia della nostra salute, la nostra vita privata. Tutto. Ormai \u00e8 appurato, lo si pu\u00f2 dire senza timore di essere guardati di sbieco, come invece sarebbe certamente accaduto fino a poco tempo fa. Il fatto che il regime di sorveglianza al quale siamo sottoposti [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":60475,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[2028,1040,851,2025,2027,2026],"class_list":["post-60474","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-carlo-primerano","tag-ernst-junger","tag-evidenza","tag-florian-henkel-von-donnermarck","tag-martina-gedeck","tag-ulrich-muhe"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60474"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60474\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60475"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}