{"id":61194,"date":"2022-01-30T18:53:21","date_gmt":"2022-01-30T17:53:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=61194"},"modified":"2022-01-30T20:01:21","modified_gmt":"2022-01-30T19:01:21","slug":"se-il-filosofo-vede-lingiustizia-e-se-ne-accontenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/se-il-filosofo-vede-lingiustizia-e-se-ne-accontenta\/","title":{"rendered":"Se il filosofo vede l\u2019ingiustizia e se ne accontenta"},"content":{"rendered":"<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1dc4b038 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1dc4b038\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"elementor-row\">\n<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-56571291\" data-id=\"56571291\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-167f8ecc elementor-widget elementor-widget-theme-post-title elementor-page-title elementor-widget-heading\" data-id=\"167f8ecc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-title.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">La famosa tesi di <strong>Platone<\/strong>, per cui la citt\u00e0 per essere ben governata deve avere a capo i filosofi e, per converso, la citt\u00e0 meglio governata \u00e8 quella affidata ai filosofi, bisogna riconoscere che di primo acchito lascia sempre un po\u2019 perplessi. Anche perch\u00e9 di solito i filosofi non godono fama di possedere n\u00e9 l\u2019abilit\u00e0 n\u00e9 lo spirito pragmatico necessari per affrontare le dinamiche della politica. Ma la ragione per assegnare ai filosofi il compito di governare la <em>politeia<\/em> era chiara: essi, in quanto amanti del sapere e cercatori della verit\u00e0 delle cose, sarebbero in grado di individuare pi\u00f9 di chiunque altro il discrimine tra bene e male, e dunque anche di operare al meglio per il bene della citt\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a75caf3 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a75caf3\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"elementor-row\">\n<div class=\"elementor-column elementor-col-66 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2c2a3505\" data-id=\"2c2a3505\" data-element_type=\"column\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-2e2e27b2 elementor-widget elementor-widget-theme-post-content\" data-id=\"2e2e27b2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-content.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\">Ora, che tutti i filosofi abbiano chiara contezza del bene e del male, e siano pertanto capaci di agire per il bene comune, \u00e8 ovviamente ancora tutto da dimostrare, ma si pu\u00f2 convenire che, almeno in teoria, abbiano gli strumenti intellettuali per comprendere filosoficamente quale sia la funzione della politica e che il buon governante deve mirare alla elevazione morale e materiale della comunit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\">Non per nulla in questo disgraziato periodo, contro la dissennatezza della politica e in difesa della citt\u00e0, si sono levate almeno due voci autorevoli, anche se pressoch\u00e9 isolate nella palude del silenzio accademico, sicch\u00e9 \u00e8 riapparso all\u2019improvviso come plausibile proprio quell\u2019antico ideale platonico ormai relegato fra le curiose utopiae.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"palude politica\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p class=\"p1\">Tanto che, se da questa miserabile \u201ccorsa al Quirinale\u201d, per usare la elegante formula adottata da un giornalismo altrettanto elegante, il cui esito nefasto si annuncia scontato, emergesse per miracolo una figura come quella di un Agamben, penseremmo che tutto non \u00e8 ancora perduto e che sia ancora possibile uscire dalla immonda prigione in cui stiamo precipitando grazie ad un potere politico altrettanto immondo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma, come sempre, non \u00e8 tutto oro quel che riluce, anche dalle parti della filosofia. Infatti, a smorzare i nostri recenti entusiasmi \u00e8 venuta una frase lapidaria di Cacciari. Lapidaria in senso letterale, perch\u00e9 precipitata come una grossa pietra sulla intelligenza, il buon senso e la ragione di chi combatte per una nuova Liberazione.<\/p>\n<p class=\"p1\">La frase stupefacente \u00e8 stata:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p1\">\u201cobbedisco alla legge anche se la ritengo ingiusta, perch\u00e9 \u00e8 la legge\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p1\">Il nostro non si \u00e8 accorto che cos\u00ec, in quattro e quattr\u2019otto, ha buttato a mare, o meglio, da quel ponte \u201cdi Calatrava\u201d che nessuno potr\u00e0 mai perdonargli, la missione del dotto, la cultura filosofica, l\u2019affanno speculativo di secoli intorno alla giustizia e alla legge e infine anche tutta una storia personale. Non si \u00e8 accorto neppure che un concetto simile, a suo tempo, \u00e8 stato espresso da un mucchio di persone che hanno tentato inutilmente di risparmiarsi la forca o l\u2019ergastolo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Operazione dunque non da poco per uno rapito ultimamente anche da profonde suggestioni teologiche, e impegnato da altrettanto profonde riflessioni sull\u2019essenza del diritto, il cui nucleo incandescente sta proprio nel problema del rapporto tra legge e giustizia, e quindi in quella idea di legge giusta da opporre dall\u2019arbitrio del potere.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il riferimento era al famigerato obbligo vaccinale imposto progressivamente dal governo a tutti i viventi e che presto potrebbe essere esteso anche alle cose inanimate, se ci fosse bisogno di esaurire le scorte. Un po\u2019 come, in un tempo ormai remoto, la vecchia zia addetta a somministrare ai nipoti l\u2019olio di ricino che curava tutti i mali, si beveva quello avanzato per \u201cnon sprecare la grazia di Dio\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ora il nostro filosofo, pur ritenendo ingiusta la norma che ha introdotto surrettiziamente l\u2019obbligo di sottoporsi alla inoculazione del famoso siero, afferma che il comando va comunque rispettato perch\u00e9 impartito dalla legge, e basta. Dunque neppure perch\u00e9, come accade a tanti, vi si \u00e8 costretti col ricatto da necessit\u00e0 di sopravvivenza, ma in ossequio al principio per cui la legge va obbedita indipendentemente dal suo contenuto. Eppure le conseguenze pratiche di un simile postulato dovrebbero essere chiare a tutti. Se ne accorsero anche Isacco ed Ifigenia, mentre il coltello stava per essere affondato.<\/p>\n<p class=\"p1\">La legge \u00e8 uno strumento indispensabile per il vivere civile e nasce con le esigenze di coesistenza. Per dare un ordine ai rapporti umani in vista di una vita buona in seno alla comunit\u00e0 e comporre nel governo del tutto le esigenze particolari.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma le leggi umane non cadono dal cielo come i dieci comandamenti, occorre una guida che formuli le leggi che, per mantenere una buona funzione regolatrice, devono anche essere obbedite.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4850.html?_=1643509132\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p class=\"p1\">Tuttavia la legge, come ogni atto imperativo, poich\u00e9 \u00e8 un prodotto del potere politico dominante, dipende dai fini che questo si propone: pu\u00f2 essere strumento di buona amministrazione, secondo la propria vocazione, ma anche un mezzo di potere fine a se stesso. Con tutte le gradazioni del caso. Di qui la necessit\u00e0 di elaborare un criterio di valore su cui misurare la aderenza della legge alla propria funzione fondamentale di difesa e miglioramento della comunit\u00e0. In una parola, a quella propria \u201cgiustizia\u201d che giustifica anche il dovere di obbedienza.<\/p>\n<p class=\"p1\">Infatti la riflessione politico filosofica nei secoli si \u00e8 sforzata di elaborare un concetto di giustizia che fissasse i limiti del potere e mantenesse ferma l\u2019idea di una legge che vive in funzione del bene comune. Il problema della legge giusta e della giustizia in generale, a sua volta ha aperto il tema scabroso del rapporto tra politica e morale.<\/p>\n<p class=\"p1\">In ogni caso la legge ingiusta \u00e8 senz\u2019altro quella che tradisce i principi fondamentali del vivere comune e si trasforma in arma che il potere usa contro la compagine sociale. Ora, \u00e8 stata proprio la necessit\u00e0 di sottrarre la legge al mero arbitrio del potere che ha indotto il pensiero occidentale a cercare il dover essere della legge, cio\u00e8 la sua giustizia sostanziale in criteri oggettivi, capaci di limitare l\u2019arbitrio del potere politico. \u00c8 la storia di quel diritto naturale, quale sistema di principi che devono guidare e delimitare il potere perch\u00e9 precedono la legge, che esso \u00e8 chiamato ad imporre.<\/p>\n<p class=\"p1\">Cos\u00ec la legge \u00e8 giusta quando il potere rispetta quei limiti etici e giuridici che devono tenerlo ancorato sull\u2019orizzonte del bene comune e di una promozione morale e materiale. In questo senso si potrebbe dire con Agostino che la legge o \u00e8 giusta o non \u00e8, perch\u00e9 la legge ingiusta tradisce la propria funzione e la propria ragion d\u2019essere.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma, se la legge \u00e8 ingiusta, e tradisce se medesima, cade la ragione della sua obbedienza. perch\u00e9 la stessa obbedienza pu\u00f2 tradursi in un atto criminoso da punire, e tante conseguenze luttuose derivano puntualmente da leggi giustificate soltanto dalla volont\u00e0 politica di chi le impone arbitrariamente.<\/p>\n<p class=\"p1\">Proprio sul dovere di non obbedire all\u2019ordine ingiusto \u00e8 stato costruito a Norimberga quel processo che fu per eccellenza processo politico, ovvero senza base giuridica, ma riaccese l\u2019attenzione sulla necessit\u00e0 di riconoscere un diritto naturale che precede e deve ispirare il diritto positivo, ovvero la legge scritta. Occorreva stabilire a ritroso il criterio etico in base al quale stabilire il limite della obbedienza al comando in ragione della sua \u201cingiustizia\u201d. Un filosofo del diritto come Radbruch ebbe il compito di elaborare una formula, in s\u00e9 discutibile per la sua indeterminatezza, ma capace di fornire a quella operazione postuma una veste grosso modo giuridica. La formula suonava cos\u00ec: laddove la legge scritta sia incompatibile con i principi di diritto sostanziale \u201cad un livello intollerabile\u201d, la legge statutaria deve essere disapplicata dal giudice. Con ci\u00f2 cade altres\u00ec l\u2019obbligo di obbedienza.<\/p>\n<p class=\"p1\">Al di l\u00e0 della funzione politica e didattica di quel processo, torn\u00f2 dunque prepotente sul tappeto il problema della legge ingiusta e della necessit\u00e0 di tenere vivo quel concetto al fine di infrangere il dogma della assoluta imperativit\u00e0 e obbligatoriet\u00e0 del comando, e quindi di ogni legge.<\/p>\n<p class=\"p1\">Insomma, il problema della obbedienza alla legge non pu\u00f2 essere staccato da quello della giustizia che lo precede, il cui respiro metafisico ha segnato la storia del pensiero. Il conflitto tra obbedienza e ingiustizia della legge potrebbe essere annullato soltanto nella citt\u00e0 perfetta vagheggiata da Platone, in cui si potrebbe anche fare a meno delle leggi. Ma \u00e8 cosa che non ci appartiene.<\/p>\n<p class=\"p1\">Se la legge va obbedita in ogni caso, anche se ingiusta, si dissolve lo stesso interesse per la giustizia o ingiustizia della legge. Il discorso intorno alla giustizia della legge perde di significato come quello sul sesso degli angeli. Ma, al contrario di questo, non diventa per incanto anche privo di conseguenze pratiche. Infatti significa solo che il legislatore viene liberato da ogni imperativo etico e insieme da ogni possibile limite anche politico. Significa arrivare a quella abolizione della politica di cui vediamo le inquietanti avvisaglie proprio nell\u2019indottrinamento programmato delle masse e nella correlativa globalizzazione di un potere arbitrario e catastrofico, che non trova ostacoli sul suo cammino.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4859.html?_=1643509132\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p class=\"p1\">In questa prospettiva va collocata l\u2019uscita di Cacciari sul dovere di obbedire alla legge a dispetto della sua riconosciuta ingiustizia. Il paralogismo pu\u00f2 nascere senz\u2019altro dall\u2019idea, in s\u00e9 corretta, che la legge, per essere tale, deve avere la forza di essere osservata, e che l\u2019obbedienza, tenendo in vita la legge, soddisfa senz\u2019altro una esigenza oggettiva di ordine sociale. \u00c8 indubbio che, se le leggi non vengono obbedite, si genera quello stato di anarchia che scuote gli equilibri nella vita comune.<\/p>\n<p class=\"p1\">Tuttavia l\u2019ordine non \u00e8 un valore in s\u00e9, che vive indipendentemente da quello della legge e dalle finalit\u00e0 che essa persegue attraverso l\u2019obbedienza. Se la legge \u00e8 ingiusta perch\u00e9 arbitraria, l\u2019obbedienza e l\u2019ordine si mettono al servizio dell\u2019arbitrio. Della esattezza di questa considerazione il governo ha avuto la bont\u00e0 di fornirci un esempio eccellente: ha imposto ad un popolo senza pi\u00f9 voce in capitolo uno strumento inutile per la salute, ma utilissimo per controllare il controllo delle pecore bianche e il conteggio di quelle nere. Dunque l\u2019obbedienza delle pecore bianche entra al servizio degli abusi di poteri di cui \u00e8 vittima diretta. Un capolavoro di sadomasochismo integrato che potrebbe impegnare futuri e inediti studi psichiatrici.<\/p>\n<p class=\"p1\">Insomma, o il rispetto della legge soddisfa l\u2019esigenza di ordine sociale, in quanto questo rappresenta un aspetto del buon vivere comune e quindi un vantaggio per la collettivit\u00e0, oppure si tratta dello strumento con cui il potere protegge se stesso e si mette al riparo dalle possibili reazioni di chi subisce l\u2019arbitrio. Altrimenti dovremmo concludere che ogni repressione violenta con cui un potere tirannico ripristina l\u2019ordine sociale sia cosa buona e giusta.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ancora una volta, se l\u2019obbedienza alla legge prescinde dalla bont\u00e0 oggettiva della legge stessa, e dalla innocenza dei suoi ideatori, essa si pu\u00f2 capovolgere nel cieco aiuto portato ad una tirannide nefasta.<\/p>\n<p class=\"p1\">Nel linguaggio comune \u00e8 giusto un vestito adeguato alla persona, un paio di scarpe, una operazione matematica, il tempo per la semina o per la vendemmia. Ingiusto \u00e8 ci\u00f2 che si presenta discordante, difforme, disordinato. La legge ingiusta \u00e8 quella che tradisce la propria funzione ordinatrice di una buona vita comunitaria prospera e pacificata, secondo i principi superiori dell\u2019etica e della ragione.<\/p>\n<p class=\"p1\">E allora, se il filosofo si accorge, come il pi\u00f9 disarmato uomo della strada, che la legge, anzi il profluvio di norme che sconvolgono senza criterio e senza ragione tutta la compagine socio economica di una nazione, sono abnormi nella forma e nel contenuto, cervellotiche e arbitrarie, ottusamente vessatorie, violentemente ricattatorie, perch\u00e9 mai dovrebbe imporsi di obbedirle?<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019obbedienza in questo caso offre un pessimo e scoraggiante esempio a chi impiega tutte le proprie energie, con sacrifici disumani, per dare forza ad una resistenza ogni giorno pi\u00f9 eroica che lotta in nome del bene comune e contro una tirannia brutale ipocritamente travestita, oscura e quindi pi\u00f9 inquietante, negli obiettivi finali che sembra essersi posta.<\/p>\n<p><em>Patrizia Fermani<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/se-il-filosofo-vede-lingiustizia-e-se-ne-accontenta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La famosa tesi di Platone, per cui la citt\u00e0 per essere ben governata deve avere a capo i filosofi e, per converso, la citt\u00e0 meglio governata \u00e8 quella affidata ai filosofi, bisogna riconoscere che di primo acchito lascia sempre un po\u2019 perplessi. 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