{"id":61672,"date":"2022-02-25T14:24:27","date_gmt":"2022-02-25T13:24:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=61672"},"modified":"2022-02-25T14:24:27","modified_gmt":"2022-02-25T13:24:27","slug":"guerra-cognitiva-e-dominio-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/guerra-cognitiva-e-dominio-umano\/","title":{"rendered":"Guerra cognitiva e dominio umano"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header clearfix\"><\/header>\n<div class=\"entry-content clearfix\">\n<p>La natura della guerra si \u00e8 evoluta, dando luogo a nuovi tipi di guerre. <strong>Le campagne di disinformazione sono diventate armi di distruzione di massa. Il cervello umano \u00e8 cos\u00ec diventato il campo di battaglia del 21\u00b0 secolo.<\/strong><\/p>\n<p>La guerra cognitiva \u00e8 anche una guerra per l\u2019informazione in quanto si trasforma in conoscenza attraverso i processi cognitivi del nostro cervello. Negli ultimi anni, questa lotta ha svolto un ruolo molto pi\u00f9 importante rispetto ai conflitti passati; a volte si sviluppa senza un contesto militare diretto e non \u00e8 nemmeno guidata da corpi militari. La funzione della cognizione \u00e8 percepire, memorizzare, ragionare, produrre movimenti, decidere. Agire sulla \u201ccognizione\u201d significa agire sull\u2019essere umano. Mentre le azioni intraprese nei cinque domini vengono eseguite per avere un effetto sul dominio umano, <strong>l\u2019obiettivo della guerra cognitiva \u00e8 rendere ogni essere umano una potenziale arma.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Key words<\/strong><\/em>: guerra cognitiva,\u00a0dominio umano, relazioni internazionali.<\/p>\n<h2 id=\"abstract\">Abstract<\/h2>\n<p>The nature of warfare is always changing, producing new kind of conflicts. Disinformation campaigns have become weapons of mass destruction. As a consequence, the human brain has become the battlefield of the 21st century. Cognitive warfare is also a war for information because it turns into knowledge through the processes of cognition connected to our brain. In the last years, this struggle has played a much more relevant role than in precedent conflicts; sometimes it develops without a direct military context and it is not even led by military bodies. The function of cognition is to perceive, memorize, reason, produce movements and decide. Acting on \u201ccognition\u201d means working on the human being. While actions taken in the five domains are executed in order to have an effect on the human domain, cognitive warfare\u2019s objective is to make every individual human being a potential weapon.<\/p>\n<p><em><strong>Key words<\/strong><\/em>: cognitive warfare,\u00a0human domain, international relations.<\/p>\n<h2 id=\"1-introduzione\">1. Introduzione<\/h2>\n<blockquote><p>\u201cIl cervello, per molti versi, rappresenta il nuovo campo di battaglia del ventunesimo secolo\u201d (James Giordano, 2017)<\/p><\/blockquote>\n<p>e la ragione consiste probabilmente nel rapido progresso delle neuroscienze e delle neurotecnologie, e nel significato di tale progresso per il futuro della guerra. Ci si trova di fronte a una serie di nuove sfide, anche di natura etica che dovranno ragionevolmente essere affrontate e che vedono il \u201ccervello\u201d, come \u00e8 da intendersi in questo contesto, propulsore di una nuova era, in cui il fenomeno guerra assume un nuovo aspetto: la guerra cognitiva.<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni sono stati compiuti progressi sostanziali nella comprensione del funzionamento del cervello. I nostri processi decisionali restano centrati sull\u2019uomo, anche se l\u2019evoluzione tecnologica, unita ad una mole di dati impressionanti da quantificare determinano in qualche modo l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019essere umano (da solo) di elaborare, fondere e analizzare la profusione di dati in modo tempestivo, cos\u00ec da richiedere una inevitabile interazione con le tecnologie <em>AI (Artificial Intelligence)<\/em> anch\u2019esse sempre pi\u00f9 pervasive. Per mantenere un equilibrio tra l\u2019uomo e la macchina nel processo decisionale, diventa necessario essere <strong>consapevoli dei limiti e delle vulnerabilit\u00e0 umane.<\/strong> Oggi, le scienze cognitive e le neuroscienze hanno compiuto nuovi passi nell\u2019analisi e nella comprensione del cervello umano e hanno aperto nuove prospettive in termini di ricerca sul cervello. Hanno dato un contributo importante allo studio della diversit\u00e0 dei meccanismi neuro-psichici che facilitano l\u2019apprendimento e, di conseguenza, hanno sfidato l\u2019intuizione delle<em> \u201cintelligenze multiple\u201d.<\/em><\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"guerra manipolazione\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<h2 id=\"2-vulnerabilita-e-pregiudizi-cognitivi\">2. Vulnerabilit\u00e0 e pregiudizi cognitivi<\/h2>\n<p><strong>Conoscere s\u00e9 stessi e gli altri \u00e8 la chiave della guerra cognitiva.<\/strong> In effetti, gli esseri umani hanno sviluppato adattamenti per far fronte ai limiti cognitivi che consentono un\u2019elaborazione pi\u00f9 efficiente delle informazioni. Sfortunatamente, queste stesse scorciatoie introducono distorsioni nel nostro pensiero e nella comunicazione, rendendo gli sforzi di comunicazione inefficaci oltrech\u00e9 soggetti a manipolazione da parte di avversari che cercano di fuorviare o confondere. Questi pregiudizi cognitivi possono portare a giudizi imprecisi e processi decisionali inadeguati che potrebbero innescare un\u2019escalation involontaria o impedire l\u2019identificazione tempestiva delle minacce. Comprendere le fonti e i tipi di pregiudizi cognitivi pu\u00f2 aiutare a ridurre le incomprensioni e informare lo sviluppo di strategie migliori per rispondere ai tentativi degli avversari di utilizzare questi pregiudizi a proprio vantaggio.<\/p>\n<p>In particolare, il cervello:<\/p>\n<ul>\n<li><em>non \u00e8 in grado di distinguere se una determinata informazione \u00e8 vera o falsa;<\/em><\/li>\n<li><em>\u00e8 portato a prendere scorciatoie nel determinare l\u2019attendibilit\u00e0 dei messaggi in caso di sovraccarico di informazioni;<\/em><\/li>\n<li><em>\u00e8 portato a credere a dichiarazioni o messaggi che sono gi\u00e0 stati percepiti come veri, anche se questi possono essere falsi;<\/em><\/li>\n<li><em>accetta le affermazioni come vere, se supportate da prove, a prescindere dall\u2019autenticit\u00e0 delle prove stesse.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Questi sono, tra molti altri, i <em>bias<\/em> cognitivi, definiti come un modello sistematico di deviazione dalla norma o dalla razionalit\u00e0 nel giudizio; la maggior parte di essi sono rilevanti per l\u2019ambiente informativo e ancor pi\u00f9 nell\u2019ambito di un conflitto cognitivo. Probabilmente tra quelli citati, il pi\u00f9 comune e pi\u00f9 dannoso \u00e8 il <em>bias<\/em> di conferma, ovvero dell\u2019<strong>effetto che porta le persone a cercare prove che confermino ci\u00f2 che gi\u00e0 pensano o sospettano, a considerare fatti e idee che incontrano come ulteriori conferme e a respingere o ignorare qualsiasi prova che sembri supportare un altro punto di vista.<\/strong><\/p>\n<p>I pregiudizi cognitivi, specie sul teatro operativo, influenzano tutti, dai soldati sul campo agli ufficiali di stato maggiore, e in misura maggiore di quanto tutti ammettano. Non \u00e8 solo importante riconoscerlo, ma diventa determinante studiare i pregiudizi degli avversari per capire come si comportano e interagiscono. I progressi nella tecnologia informatica, in particolare l\u2019apprendimento automatico, offrono ai militari l\u2019opportunit\u00e0 di conoscere s\u00e9 stessi come mai prima d\u2019ora. Raccogliere e analizzare i dati generati in ambienti virtuali consentir\u00e0 alle organizzazioni militari di comprendere la performance cognitiva individuale. In definitiva, i vantaggi operativi nella guerra cognitiva proverranno innanzitutto dal miglioramento della comprensione delle capacit\u00e0 e dei limiti cognitivi militari.<\/p>\n<h2 id=\"3-il-concetto-di-guerra-cognitiva-e-i-piu-recenti-studi\">3. Il concetto di \u201cguerra cognitiva\u201d e i pi\u00f9 recenti studi<\/h2>\n<p>Il concetto di guerra cognitiva, richiede una certa interpretazione nel contesto della sicurezza nazionale; in senso lato \u00e8 un processo di disinformazione per logorare psicologicamente i destinatari delle informazioni. <strong>Si diffonde strategicamente attraverso risorse informative come social media, networking, risorse Internet, video, foto scattate fuori contesto, risorse semplicistiche come vignette politiche e persino siti Web ben pianificati che incoraggiano la disinformazione.<\/strong> \u00c8 la<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u2026manipolazione del discorso pubblico da parte di elementi esterni che cercano di minare l\u2019unit\u00e0 sociale o danneggiare la fiducia politica nel sistema politico\u201d (Rosner &amp; Siman-Tov, 2018).<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Nel contesto militare, la guerra cognitiva \u00e8 considerata una guerra di quinta generazione<\/strong> (stante diversi studi settoriali elaborati nel corso di varie epoche e tenuto conto di una schematizzazione che \u00e8 il frutto dell\u2019evoluzione del pensiero strategico e del parallelo sviluppo tecnologico, prescindendo dal rapporto controverso che la guerra ha con le relazioni internazionali). Si tratta quindi di un tipo di guerra che si sviluppa pi\u00f9 frequentemente di quanto si possa immaginare e che viene utilizzata come forma di potere duro pur apparendo (agli occhi dei non addetti) innocua.<\/p>\n<p>Nell\u2019autunno del 2021 in Canada in occasione del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.innovationhub-act.org\/nato-innovation-challenge\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">NATO Innovation Challenge 2021<\/a>\u00a0si \u00e8 discusso di guerra cognitiva e in particolare di uno studio realizzato dall\u2019<em>Innovation Hub<\/em> canadese.<br \/>\nSecondo questo studio, <strong>la guerra cognitiva \u00e8 una guerra anche per l\u2019informazione in quanto si trasforma in conoscenza attraverso i processi cognitivi insiti nel nostro cervello e usa la conoscenza in modo conflittuale a lungo termine.<\/strong> L\u2019obiettivo \u00e8 <strong>spezzare la fiducia della popolazione nei processi elettorali, nelle istituzioni, nei politici, nelle alleanze e nei partner.<\/strong> Si tratta di indebolire la coesione, influenzare i cuori e le menti e deteriorare la volont\u00e0 di combattere e la resilienza delle nostre societ\u00e0 (legittimit\u00e0 e autorit\u00e0 delle istituzioni democratiche). Nella guerra cognitiva, il centro di gravit\u00e0 \u00e8, quindi, soprattutto la popolazione all\u2019interno delle societ\u00e0 democratiche, in un circuito in cui non \u00e8 possibile distinguere tra guerra e pace, tra combattente e non combattente: tutti sono un potenziale bersaglio e le societ\u00e0 sono diventate facili bersagli di continui attacchi provenienti da diversi avversari (attori statali e non, gruppi economici, moderne oligarchie).<\/p>\n<p><em>Cognitive Warfare<\/em> \u00e8 diventato un termine ricorrente nella terminologia militare negli ultimi anni sia perch\u00e9 provoca una sfida insidiosa e sia perch\u00e9 interrompe le normali comprensioni e reazioni agli eventi in modo graduale e sottile, ma con significativi effetti dannosi nel tempo. La guerra cognitiva ha portata universale, dall\u2019individuo agli Stati e alle organizzazioni multinazionali; si nutre delle tecniche di disinformazione e propaganda volte ad esaurire psicologicamente i recettori dell\u2019informazione. Tutti vi contribuiscono, in misura diversa, consciamente o inconsciamente, e fornisce una conoscenza inestimabile sulla societ\u00e0, in particolare le societ\u00e0 aperte, come quelle occidentali. <strong>Questa conoscenza pu\u00f2 quindi essere facilmente armata.<\/strong><\/p>\n<p>Gli strumenti della guerra dell\u2019informazione, in aggiunta all\u2019uso di <em>\u201cneuro-armi\u201d<\/em>, caratterizzano una nuova fase, suggerendo che <strong>il campo cognitivo sar\u00e0 uno dei campi di battaglia di domani.<\/strong> Questa prospettiva \u00e8 ulteriormente rafforzata dai rapidi progressi delle <em>NBIC<\/em> (nanotecnologia, biotecnologia, tecnologia dell\u2019informazione e scienze cognitive) e dalla comprensione del cervello.<\/p>\n<p><strong>Per certi versi, la guerra cognitiva pu\u00f2 essere in parte paragonata alla propaganda.<\/strong> Lo scopo della propaganda non \u00e8 <em>\u201cprogrammare\u201d<\/em> le menti, ma <strong>influenzare atteggiamenti e comportamenti inducendo le persone ad adottare l\u2019atteggiamento giusto<\/strong>, che pu\u00f2 consistere nel fare determinate cose o, spesso, smettere di farle. La guerra cognitiva \u00e8 metodicamente sfruttata come componente di una strategia globale all\u2019interno della quale si combinano informazioni reali e distorte, fatti esagerati e notizie inventate.<br \/>\n<strong>La disinformazione sfrutta le vulnerabilit\u00e0 cognitive dei suoi bersagli sfruttando ansie o convinzioni preesistenti che li predispongono ad accettare informazioni false.<\/strong><br \/>\nCi\u00f2 richiede che l\u2019aggressore abbia un\u2019acuta comprensione delle dinamiche socio-politiche in gioco e sapere esattamente quando e come penetrare per sfruttare al meglio queste vulnerabilit\u00e0. Dove la guerra cognitiva differisce dalla propaganda \u00e8 nel fatto che tutti partecipano, per lo pi\u00f9 inavvertitamente, all\u2019elaborazione delle informazioni e alla formazione della conoscenza in un modo senza precedenti. Questo \u00e8 un cambiamento sottile ma significativo. <strong>Mentre gli individui finora sono stati passivamente sottoposti alla propaganda, ora contribuiscono attivamente ad essa.<\/strong> Lo sfruttamento della cognizione umana \u00e8 diventata un\u2019enorme industria. E si prevede che gli strumenti emergenti di intelligenza artificiale (AI) forniranno presto ai propagandisti capacit\u00e0 radicalmente migliorate per manipolare le menti umane e cambiare il comportamento umano.<\/p>\n<p><strong>Studiare e comprendere il comportamento umano in relazione alla tecnologia \u00e8 fondamentale poich\u00e9 la linea tra il cyberspazio e il mondo reale sta diventando sempre pi\u00f9 sottile.<\/strong> Il crescente impatto della cibernetica, delle tecnologie digitali e della virtualit\u00e0 pu\u00f2 essere misurato solo se considerato attraverso i conseguenti effetti sulle societ\u00e0, sugli esseri umani e sui rispettivi comportamenti. In funzione di ci\u00f2, nell\u2019ambito degli studi di guerra cognitiva si registra un maggiore interesse nei confronti della cyberpsicologia, che \u00e8 al crocevia di due campi principali: la psicologia e la cibernetica. Centrata sulla chiarificazione dei meccanismi del pensiero e sulle concezioni, usi e limiti dei sistemi cibernetici, la cyberpsicologia sta assumendo una certa rilevanza per la difesa e la sicurezza; \u00e8 considerata utile per verificare in che modo l\u2019uomo dovr\u00e0 rimodulare l\u2019approccio psicologico in relazione alle macchine, ai software di intelligenza artificiale o ai robot ibridi. Si tratta di un campo scientifico complesso che comprender\u00e0 tutti i fenomeni psicologici associati o influenzati da tecnologie in evoluzione rilevanti; esaminer\u00e0 il modo in cui gli esseri umani e le macchine si influenzeranno a vicenda ed esplorer\u00e0 come la relazione tra umani e intelligenza artificiale sar\u00e0 in grado di modificare le interazioni umane e la comunicazione tra macchine. Ma la questione non si esaurisce in questi termini in quanto suscettibile di ulteriori aperture, in un insieme concettuale antropotecnico sempre pi\u00f9 mutevole.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4840.html?_=1645755592\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h2 id=\"4-conclusioni\">4. Conclusioni<\/h2>\n<p>Sono trascorsi molti anni da quando nel 2002, l\u2019<em>Ecole de Guerre Economique<\/em> ha intrapreso un pionieristico studio, dedicato alla guerra cognitiva e a una visione strategica del fenomeno che non fosse solo quella derivante da oltre oceano. E non \u00e8 certamente un caso che la Francia si dimostra da tempo interessata a questa dimensione strategica, rispetto alla quale occorre stare al passo con i tempi. Un\u2019ulteriore conferma la si trova nelle dichiarazioni del Ministero delle Forze Armate francesi <strong>Florence Parly<\/strong>, al <em>Forum Innovation Def\u00e8nse<\/em>, nel mese di novembre 2021, in occasione del quale annunci\u00f2 l\u2019avvio del progetto<em> \u201cMyriade\u201d<\/em> che mira a esplorare le potenzialit\u00e0 della guerra cognitiva. La ricerca scientifica \u00e8 stata demandata a vari <em>\u201cred teams\u201d<\/em> che come sempre avranno il compito di elaborare e testare le migliori soluzioni su un settore di ricerca estremamente interessante. La Francia \u00e8 consapevole che la guerra cognitiva \u00e8 una nuova forma di minaccia che combina la capacit\u00e0 di manipolazione dell\u2019informazione, disinformazione, cibernetica, psicologia e ingegneria sociale, biotecnologia.<\/p>\n<p>Ricerche analoghe sono attualmente condotte delle forze armate di Israele, Regno Unito, Russia e Cina, nonch\u00e9 da altri paesi che gi\u00e0 da tempo si sono approcciati a questo tema.<\/p>\n<p>I dati rilevabili (per quelli gi\u00e0 conclusi e resi pubblici) indicano che la dimensione cognitiva introdotta da questo approccio conflittuale, crea <strong>un nuovo spazio di competizione, al di l\u00e0 dei domini terrestre, marittimo, aereo, cibernetico e spaziale<\/strong>, che gli avversari hanno gi\u00e0 integrato.<\/p>\n<p><strong>La sua vera essenza \u00e8 prendere il controllo degli esseri umani (civili come militari), delle organizzazioni, delle nazioni, ma anche delle idee, della psicologia, soprattutto comportamentale, dei pensieri, nonch\u00e9 dell\u2019ambiente.<\/strong> Inoltre, i rapidi progressi nella scienza del cervello, come parte di una guerra cognitiva ampiamente definita, hanno il potenziale per espandere notevolmente i conflitti tradizionali e produrre effetti a costi inferiori. Lo studio del dominio cognitivo, quindi centrato sull\u2019essere umano, costituisce una nuova grande sfida indispensabile a qualsiasi strategia relativa alla generazione di potenza da combattimento del futuro.<\/p>\n<p>La funzione della cognizione \u00e8 percepire, memorizzare, ragionare, produrre movimenti, decidere.<\/p>\n<p>Agire sulla \u201ccognizione\u201d significa agire sull\u2019essere umano.<\/p>\n<p>Mentre le azioni intraprese nei cinque domini vengono eseguite per avere un effetto sul dominio umano, l\u2019obiettivo della guerra cognitiva \u00e8 rendere ogni essere umano una potenziale arma.<\/p>\n<p><em>Pietro Lucania<\/em><\/p>\n<h2 id=\"bibliografia\">Bibliografia<\/h2>\n<h3 id=\"libri\">Libri<\/h3>\n<ul>\n<li>AA.VV.: \u201cThe Cognitive Campaign: Strategic and Intelligence Perspectives\u201d Institute for National Security Studies, The Institute for the Research of the Methodology of Intelligence, Memorandum No. 197, Tel Aviv, Israel, Yossi Kuperwasser and David Siman-Tov, Editors, October 2019 ISBN: 978-965-92750-3-8<\/li>\n<li>AA.VV.: \u201cThe Red Teams handbook \u2013 The Army\u2019s guide to making better decisions\u201d; University of Foreign Military and Cultural Studies, TRADOC G-2 Intelligence Support Activity,\u00a0<em>Fort Leavenworth<\/em>,\u00a0<em>Kansas, 2019<\/em><\/li>\n<li>Harbulot C., Lucas D., Baumard P., Huyghe F.B., Moinet N., Prats C., Rainaudi C., Triffeau A., Valantin J.M.: \u201cLa guerre cognitive\u201d, promotion 2022 de l\u2019Ecole de Guerre Economique,<\/li>\n<li>Haselton MG, Nettle D, Andrews PW : \u201cThe evolution of cognitive bias.\u201d. In Buss DM (ed.). The Handbook of Evolutionary Psychology, november 2015, https:\/\/doi.org\/10.1002\/9781119125563.evpsych241<\/li>\n<li>Trinchero R.: \u201cContro la guerra cognitive. Educare allo scetticismo attivo\u201d, Media Education, Studi e ricerche, ISSN 2038-3002 \u2013 Vol. 9, n. 1, anno 2018, pp. 17-36 doi: 10.14605\/MED911802<\/li>\n<\/ul>\n<h3 id=\"codici-documenti-riviste-o-periodici\">Codici, Documenti, Riviste o Periodici<\/h3>\n<ul>\n<li>AA.VV.: \u201cCountering cognitive warfare: awareness and resilience\u201d, Johns Hopkins University &amp; Imperial College London, NATO Review, 20 may 2021<\/li>\n<li>Backes O., Swab A.: \u201cCognitive warfare \u2013 The Russian Threat to Election Integrity in the Baltic States\u201d \u2013 Harvard Kennedy School, Belfer Center, for Science and International Affairs, paper, novembre 2019<\/li>\n<li>Claverie B., Kowalczuk B.: \u201cCyberpsychology Topics proposal\u201d, Study for the Innovation Hub, July 2018, https:\/\/www.innovationhub-act.org\/content\/cyberpsychology-topics-proposal<\/li>\n<li>Du Cluzel F., \u201cCognitive Warfare\u201d; Innovation Hub, January 2021 https:\/\/www.innovationhub-act.org\/sites\/default\/files\/2021-01\/20210113_CW%20Final%20v2%20.pdf<\/li>\n<li>Giordano J.: \u201cIntersections of big data, neuroscience and national security: Technical issues and derivative concerns. In: Cabayan H et al. (eds.) A New Information Paradigm? From Genes to \u201cBig Data\u201d, and Instagrams to Persistent Surveillance: Implications for National Security, p. 46-48. Department of Defense; Strategic Multilayer Assessment Group- Joint Staff\/J-3\/Pentagon Strategic Studies Group, 2014.<\/li>\n<li>Mackiewicz D. \u201cCognitive warfare: Hamas &amp; Hezbollah and their insidious efforts Course: Islamic Jihadi-Salafi Terrorism as an Ongoing Challenge -Institute of National Security Studies 2018 Cognitive Warfare \u2013 Tel Aviv, Israel, Conference Paper \u00b7 November 2019<\/li>\n<li>Orinx K. e de Swielande T.S.: \u201cCognitive warfare and the vulnerabilities of democracies\u201d \u2013 Universit\u00e9 Catholique de Louvain \u2013 n.79 \u2013 12 may 2021<\/li>\n<\/ul>\n<h3 id=\"internet-software-e-multimedia\">Internet, Software e Multimedia<\/h3>\n<ul>\n<li>AA.VV.: \u201cCognitive Warfare brings the\u00a0New Third Operational Dimension, besides the cyber and the physical ones. How should NATO adjust\u00a0to it and face the challenges that come with it?\u00a0<a href=\"https:\/\/www.innovationhub-act.org\/content\/cognitive-warfare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.innovationhub-act.org\/content\/cognitive-warfare<\/a><\/li>\n<li>Lagneau L. \u201cLe Minist\u00e8re del Arm\u00e9es va investor dans la guerre cognitive avec le project Myriade\u201d;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.opex360.com\/2021\/11\/28\/le-ministere-des-armees-va-investir-dans-la-guerre-cognitive-avec-le-projet-myriade\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.opex360.com\/2021\/11\/28\/le-ministere-des-armees-va-investir-dans-la-guerre-cognitive-avec-le-projet-myriade\/<\/a><\/li>\n<li>Le Guyader H.: \u201cthe Weaponisation of Neurosciences\u201d, Innovation Hub Warfighting Study February 2020,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.innovationhub-act.org\/blog\/weaponization-neuroscience\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.innovationhub-act.org\/blog\/weaponization-neuroscience<\/a><\/li>\n<li>Minist\u00e8re des Arm\u00e9es: \u201c<em>Parly, F.<\/em>\u00a0<em>Discours au forum innotavion defence\u201d<\/em>\u00a0\u2013<em><a href=\"https:\/\/www.defense.gouv.fr\/espanol\/salle-de-presse\/discours\/discours-de-florence-parly\/discours-de-florence-parly-ministre-des-armees-au-forum-innovation-defense-le-26-novembre-2021\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.defense.gouv.fr\/espanol\/salle-de-presse\/discours\/discours-de-florence-parly\/discours-de-florence-parly-ministre-des-armees-au-forum-innovation-defense-le-26-novembre-2021<\/a><\/em><\/li>\n<li>Minist\u00e8re des Arm\u00e9es: \u201c<em>Parly, F. Innover, c\u2019est prot\u00e9ger les Fran\u00e7ais aujourd\u2019hui et demain\u201d\u00a0<a href=\"https:\/\/www-defense-gouv-fr.translate.goog\/portail\/actualites2\/florence-parly-innover-c-est-proteger-les-francais-aujourd-hui-et-demain?_x_tr_sl=fr&amp;_x_tr_tl=it&amp;_x_tr_hl=it&amp;_x_tr_pto=sc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www-defense-gouv-fr.translate.goog\/portail\/actualites2\/florence-parly-innover-c-est-proteger-les-francais-aujourd-hui-et-demain?_x_tr_sl=fr&amp;_x_tr_tl=it&amp;_x_tr_hl=it&amp;_x_tr_pto=sc<\/a><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Photo: NATO Secretary General Jens Stoltenberg meets with the President of Ukraine Volodymyr Zelenskyy, 16 Dec. 2021 | Il segretario generale NATO Jens Stoltenberg incontra il presidente dell\u2019Ucraina Volodymyr Zelenskyy, 16 dicembre 2021. Credits: NATO, released under the legally recognized terms of \u201cFair Use\u201d to members of the press (<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/photos_190311.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">link to original image<\/a>)<\/p>\n<p><em>Pietro Lucania<\/em><\/p>\n<p><em>Fonte<\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La natura della guerra si \u00e8 evoluta, dando luogo a nuovi tipi di guerre. Le campagne di disinformazione sono diventate armi di distruzione di massa. Il cervello umano \u00e8 cos\u00ec diventato il campo di battaglia del 21\u00b0 secolo. La guerra cognitiva \u00e8 anche una guerra per l\u2019informazione in quanto si trasforma in conoscenza attraverso i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":61673,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[2309,851,2311,2308,2310],"class_list":["post-61672","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-dominio-umano","tag-evidenza","tag-florence-parly","tag-guerra-cognitiva","tag-relazioni-internazionali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61672","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61672"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61672\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/61673"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}