{"id":61945,"date":"2022-03-15T18:39:01","date_gmt":"2022-03-15T17:39:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=61945"},"modified":"2022-03-17T12:55:09","modified_gmt":"2022-03-17T11:55:09","slug":"una-russofobia-che-viene-da-lontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/una-russofobia-che-viene-da-lontano\/","title":{"rendered":"Una russofobia che viene da lontano"},"content":{"rendered":"<p>Quando, in un futuro pi\u00f9 o meno lontano, qualche storico indipendente ed equilibrato (ne esistono in natura?) rilegger\u00e0 gli avvenimenti ucraini, non si stupir\u00e0 della <strong>cappa oppressiva di disinformazione, della serie impressionante di menzogne e delle omissioni che caratterizzano la \u201cnarrazione\u201d, come si usa dire oggi, occidentalista, filo-USA e atlantista del conflitto.<\/strong><\/div>\n<p>Non si stupiranno della negazione euro-americana della storia dell\u2019Ucraina, da sempre parte dell\u2019ecumene russa, (\u00e8 noto che <strong>la Rus\u2019 nasce proprio a Kiev<\/strong>), della censura sulle innegabili ragioni della Russia che non pu\u00f2 accettare di avere i missili della NATO a trecento chilometri da Mosca, della colpevole dimenticanza delle feroci persecuzioni e massacri di russi, russofoni e russofili a Odessa (decine e decine bruciati vivi nel 2014) e nel Donbass a opera delle bande ucraine. In fondo, penseranno, la verit\u00e0 \u00e8 la prima vittima di ogni guerra e la propaganda, anche basata sulla menzogna, un corollario.<\/p>\n<p>Ma, forse, questi storici verranno colpiti da un altro fenomeno: <strong>l\u2019intensit\u00e0 e il livello emotivo dell\u2019odio antirusso che questi eventi hanno scatenato<\/strong>. <strong>Raramente nella storia si \u00e8 vista una isteria cos\u00ec profonda, rabbiosa e astiosa, un\u2019esecrazione inumana e antiumana contro un intero popolo, i suoi cittadini, i suoi simboli culturali, la sua storia.<\/strong><\/p>\n<p>Quest\u2019odio ha raggiunto picchi di beceraggine e malvagit\u00e0 che ha colpito una nazione, un popolo contro il quale, \u00e8 bene ricordarlo, noi non siamo in guerra e non abbiamo nessun motivo per esserlo. Tutte le forze politiche (almeno cos\u00ec sembra, anche se poi a livello di singoli esponenti l\u2019opinione, espressa molto sottovoce, \u00e8 un po\u2019 diversa), i media, gli\u00a0<em>opinion leader<\/em>, l\u2019accademia, la cultura\u00a0<em>mainstream<\/em>\u00a0partecipano ai <strong><em>\u201cdue minuti di odio\u201d<\/em> <\/strong>(ormai continuo e senza limiti) ordinato dal mondialismo contro la Russia, elevata al rango di stato super-canaglia.<\/p>\n<p>Facebook \u00e8 arrivata al punto di accettare i commenti d\u2019incitamento alla violenza contro i russi. Scrive <strong>Silvana De Mari<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cabbiamo l\u2019infamia dei bambini russi trattati male nelle classi dove sono gi\u00e0 statti trattati male i bambini non vaccinati\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Un odio parossistico che potremmo definire grottesco e ridicolo, se la situazione non fosse tragica. <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Universit\u00e0 Bicocca di Milano ha soppresso un ciclo di conferenze su <strong>F\u00ebdor Dostoevskij<\/strong>. A seguito di una levata di scudi della parte meno becera dell\u2019opinione pubblica, l\u2019Universit\u00e0 ha fatto una rapida, confusa e imbarazzata marcia indietro, ma il Magnifico Rettore e i Chiarissimi Professori auspicanti il bavaglio sono ancora al loro posto. D\u2019altronde a Firenze qualcuno ha chiesto di <em>\u201cbuttare gi\u00f9\u201d<\/em> la statua del grande scrittore russo. L\u2019Universit\u00e0 di Trento ha messo al bando i ricercatori russi. Il metropolita <strong>Hilarion<\/strong>, vice del patriarca ortodosso <strong>Kirill<\/strong> e direttore per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, non potr\u00e0 pi\u00f9 insegnare teologia all\u2019Universit\u00e0 di Friburgo perch\u00e9 non ha rinnegato il suo paese, come richiestogli dall\u2019Ateneo.<\/p>\n<p>Un \u201cautorevole\u201d giornalista di sinistra (sono sempre \u201cautorevoli\u201d, loro) ha redatto una lista di proscrizione di intellettuali presunti filo-Putin, che comprendeva il nome di <strong>Carlo Terracciano<\/strong>, intellettuale anticonformista mancato nel 2005. Un altro giornalista, <strong>Filippo Rossi<\/strong> ha dichiarato, parlando dei cosiddetti \u201cfilorussi\u201d italiani:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201c<\/em><em>Ho incominciato a disprezzarli, a odiarli.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il sindaco di Milano, <strong>Beppe Sala<\/strong> ha intimato a uno dei pi\u00f9 grandi direttori d\u2019orchestra al mondo, il russo <strong>Valery Gergiev<\/strong>, che dirigeva alla Scala\u00a0<em>\u201cLa Dama di Picche\u201d,<\/em>\u00a0di <strong>P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij<\/strong>, di abiurare il suo paese e il suo governo. Siccome <strong>Gergiev<\/strong>, schiena diritta, si \u00e8 rifiutato, il signor <strong>Beppe Sala<\/strong>, non si sa bene con quale potere e in palese violazione dei contratti, lo ha cacciato. Per solidariet\u00e0, se ne \u00e8 andata dalla Scala anche la soprano <strong>Anna Netrebko<\/strong>, che ha dichiarato, tra l\u2019altro:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cnon \u00e8 giusto costringere gli artisti a denunciare la propria terra d\u2019origine\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>La soglia del ridicolo \u00e8 stata ampliamente superata con il divieto ai gatti russi di partecipare a una mostra felina.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"russia\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>Non solo le \u201cinique sanzioni\u201d che, assieme ai precedenti provvedimenti \u201cecologisti\u201d dell\u2019Unione Europea (il\u00a0<em>New Green Deal)<\/em>\u00a0hanno determinato gli insopportabili aumenti delle bollette che tutti abbiamo sotto gli occhi, ma anche il miserabile sequestro (con quale legittimazione giuridica?) dei beni dei cosiddetti oligarchi russi e la loro cacciata dall\u2019Italia rappresentano un atto palesemente masochistico, visto i milioni di euro che costoro ci portavano. Ville e yacht sequestrati solo perch\u00e9 cos\u00ec ci hanno ordinato i padroni di Washington e di Bruxelles. Questi beni dovranno essere mantenuti in efficienza: pensate solo al costo giornaliero di uno yacht. Ovviamente i cattivissimi oligarchi non torneranno pi\u00f9 in Italia, e questo, dopo le chiusure e le restrizioni imposte dalla dittatura sanitaria, affosser\u00e0 definitivamente il turismo di qualit\u00e0 nel nostro paese.<\/p>\n<p>Poi, un malizioso dubbio: perch\u00e9 i ricchi di tutto il mondo li chiamiamo ultraricchi o magnati o\u00a0<em>tycoon<\/em>, ma solo i ricchi russi li chiamiamo, con intento chiaramente denigratorio, \u201coligarchi\u201d? Perch\u00e9 non chiamiamo \u201coligarchi\u201d anche <strong>Zuckerberg, Bezos, Soros<\/strong> e altri? Forse perch\u00e9 gli \u201coligarchi\u201d russi, contrariamente alle Fondazioni dei ricchi\u00a0<em>liberal,<\/em>\u00a0non finanziano, a livello mondiale, lobby omosessualiste, ONG immigrazioniste, propaganda abortista e la sovversione delle \u201crivoluzioni colorate\u201d, compreso il colpo di stato di Maidan del 2014 nella stessa Ucraina che elimin\u00f2 un legittimo governo, sgradito perch\u00e9 filorusso?<\/p>\n<p><strong>Questa viscerale russofobia, che si configura come vera patologia psicosociale, accompagnata da una brutale campagna di menzogne da parte della stampa, ci dovrebbe non solo stupire, ma anche indignare.<\/strong><\/p>\n<p>Ma non \u00e8 cos\u00ec: tutto ormai ci sembra normale. Siamo tornati al 1915, quando la stampa dei paesi dell\u2019Intesa s\u2019invent\u00f2 l\u2019accusa, ovviamente falsa, ai soldati tedeschi in Belgio di tagliare le mani ai bambini.<\/p>\n<p>Eppure, se guardiamo bene indietro nel tempo, constateremmo come esplosioni russofobiche si siano ripetute nella storia. Addirittura qualcuno giustifica l\u2019ostilit\u00e0 verso Mosca perch\u00e9 erede, come Terza Roma, di Costantinopoli, la Seconda Roma. E la Costantinopoli imperiale suscitava antipatia nell\u2019ecumene romano-cattolica, dalle dispute sulla \u201csupremazia\u201d di Roma, alla diatriba del \u201cFilioque\u201d, alla scomunica della Chiesa d\u2019Oriente del 1054, al saccheggio di Costantinopoli da parte dei Crociati del 1204, al mancato aiuto, da parte delle potenze cristiane, alla stessa Costantinopoli che cadde, in un bagno di sangue, in mano ai turchi nel 1453.<\/p>\n<p>Ma forse non \u00e8 necessario andare cos\u00ec lontano nella storia, nelle sue ragioni e nelle sue ascendenze: la russofobia \u201cstorica\u201d nasce nel XIX secolo nei paesi \u201cliberali\u201d, Gran Bretagna innanzi tutto. Ma avvisaglie erano comparse anche prima. Scrive <strong>Franco Cardini<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>La russofobia s\u2019impose e crebbe essenzialmente durante la rivoluzione francese, allorch\u00e9 \u201crusso\u201d divenne sinonimo di iper-reazionario, e venne potentemente propagandata dalla cultura liberale inglese e francese al tempo della guerra di Crimea\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 curioso pensare che, se possiamo oggi leggere un capolavoro cattolico e contro-rivoluzionario come\u00a0<em>Le serate di Pietroburgo<\/em>\u00a0di <strong>Joseph de Maistre<\/strong>, all\u2019epoca ambasciatore del Regno di Sardegna, lo dobbiamo alla Russia ortodossa dello Zar <strong>Alessandro I<\/strong>, rimasta un\u2019oasi di libert\u00e0 in un\u2019Europa ormai quasi completamente caduta sotto il furfantesco dominio delle feroci armate di Napoleone.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4937.html?_=1647310734\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Con il Congresso di Vienna, la Russia si afferm\u00f2 come potenza sempre pi\u00f9 importante in quell\u2019Europa che aveva contribuito a liberare dalle rapine napoleoniche. Inoltre era gi\u00e0 iniziata, nel diciottesimo secolo, l\u2019avanzata russa verso la regione del Mar Nero e del Caucaso, con la liberazione della Crimea dal dominio tartaro: il Mar Nero smise di essere un lago musulmano, mentre aumentava l\u2019influenza russa nei Balcani. La Grecia riusc\u00ec, nel 1821, a liberarsi dal dominio turco grazie soprattutto all\u2019aiuto della Russia.<\/p>\n<p>In Gran Bretagna scatt\u00f2 allora quell\u2019atavico timore dell\u2019insorgere di una nazione egemone in Europa e, <strong>sconfitto Napoleone, il nuovo nemico divent\u00f2 la Russia.<\/strong> Come sempre, in questi casi (anche oggi), part\u00ec una campagna di denigrazione, di menzogne e di calunnie: vennero editati numerosi\u00a0<em>pamphlet<\/em>\u00a0che accusavano la Russia di voler conquistare, addirittura, il mondo.<\/p>\n<p>La propaganda britannica s\u2019invent\u00f2 persino un falso testamento di <strong>Pietro il Grande<\/strong> che ordinava ai suoi successori, appunto, la conquista del mondo. Lo storico dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard <strong>John H. Gleason<\/strong>, cos\u00ec scrisse sulla nascita della russofobia inglese:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cAll\u2019inizio del XIX secolo si svilupp\u00f2 nel Regno Unito un\u2019antipatia verso la Russia che divenne rapidamente l\u2019elemento pi\u00f9 evidente e pi\u00f9 duraturo della visione britannica del mondo\u201d.\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>In subordine, i propagandisti dell\u2019establishment antirusso britannico, in prevalenza\u00a0<em>whig<\/em>, cio\u00e8 liberali, accusavano la Russia di voler minacciare l\u2019India. Tuttavia qualsiasi tentativo di attacco da nord ai possedimenti inglesi era pressocch\u00e9 impossibile per le naturali barriere (deserti e poi catene montuose invalicabili) che li proteggevano.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la Russia aveva un altro obiettivo: la liberazione di Costantinopoli dal giogo turco. Innanzi tutto perch\u00e9 questa conquista avrebbe significato il possesso strategico degli stretti dei Dardanelli e quindi il libero accesso delle navi russe al Mediterraneo. Ma soprattutto perch\u00e9 sarebbe stato uno straordinario risultato politico e religioso: il ritorno della Seconda Roma, erede di Bisanzio e dell\u2019Impero Romano, nell\u2019ecumene cristiana, il ristabilimento della piena libert\u00e0 religiosa, la riconsacrazione della basilica di Santa Sofia dopo i sacrileghi saccheggi musulmani e la sua riduzione a moschea. Avrebbe significato una nuova legittimazione imperiale per lo Zar (contrazione di\u00a0<em>Caesar<\/em>).<\/p>\n<p>Non dimentichiamo poi che, fino ai genocidi turchi di cristiani (soprattutto Armeni e Greci) tra la fine \u2018800 e inizi \u2018900, la popolazione di Costantinopoli era composta in maggioranza da non musulmani, in prevalenza cristiani delle varie confessioni. Ma la Gran Bretagna non poteva accettare una Costantinopoli liberata e cristiana: per odio antirusso, per ostilit\u00e0 tutta anglicano-protestante contro l\u2019Ortodossia, per la difesa di un \u201cequilibro europeo\u201d che sarebbe venuto meno, a vantaggio di Russia e Austria, con lo smembramento dell\u2019impero turco.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando nel 1829, durante l\u2019ennesima guerra russo-turca, le avanguardie della cavalleria russa giunsero a pochi chilometri da Costantinopoli con l\u2019esercito ottomano in piena rotta, Londra minacci\u00f2 di spostare la flotta e di dichiarare guerra a Mosca. Gi\u00e0 da tempo la stampa inglese si era scatenata nel fomentare un isterico odio antirusso: scriveva il\u00a0<em>Times<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cnon vi \u00e8 in Europa persona sana di mente che possa guardare con soddisfazione l\u2019immensa e rapida crescita della potenza russa.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ancora prima, nel 1827, l\u2019<em>Herald<\/em>\u00a0inneggiava a una guerra preventiva:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cCon un simile accrescimento di potere, essa\u00a0<\/em>[la Russia]<em>\u00a0sar\u00e0 in grado, quando vorr\u00e0 e senza grandi difficolt\u00e0, di impossessarsi di Costantinopoli.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec, grazie ai liberali inglesi, il pesantissimo giogo turco continu\u00f2 a gravare sulle popolazioni cristiane, perseguitate e oppresse da secoli.<\/p>\n<p>L\u2019aggressivit\u00e0 di Albione contro la Russia crebbe ancora: si arriv\u00f2 a fomentare nel 1836, anche con rifornimenti di armi e nonostante le proteste diplomatiche dell\u2019ambasciatore dello Zar, la ribellione dei Circassi contro la Russia. Ed eccoci all\u2019aggressione anglo-francese, con il cinico, opportunistico e militarmente ininfluente aiuto piemontese, all\u2019Impero russo del 1854: la guerra di Crimea, che scoppi\u00f2 in difesa della Turchia, che da decenni provocava la Russia la quale, dopo lungo tollerare, si decise a rispondere con le armi.<\/p>\n<p>Lo zar <strong>Nicola I<\/strong>, fervente cristiano, dopo vari tentativi di mantenere la pace, intraprese la guerra, come dichiar\u00f2,<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>per uno scopo esclusivamente cristiano<\/em>\u201d e \u201c<em>sotto lo stendardo della Santa Croce<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per lo Zar, gli scopi della guerra erano chiarissimi:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Tutte le regioni cristiane della Turchia devono necessariamente diventare indipendenti, devono ridiventare ci\u00f2 che erano in precedenza: principati e stati cristiani<\/em>\u201d. E ancora:\u00a0<em>\u201cNon ho altra scelta che battermi, per vincere o perire con onore, come un martire della nostra Santa Fede, e ci\u00f2 che dico lo dichiaro nel nome di tutta la Russia.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4943.html?_=1647365433\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Tutto l\u2019est europeo si mobilit\u00f2 per la liberazione dal giogo musulmano dell\u2019impero ottomano. Migliaia di volontari bulgari, romeni, greci, valacchi si unirono alla Russia nell\u2019 \u201cultima crociata\u201d, come venne definita, contro i turchi.<\/p>\n<p>Come avvenne, allora, che paesi cristiani ed europei entrarono in guerra contro un altro paese cristiano ed europeo in difesa di un impero musulmano che aveva rappresentato per secoli una minaccia per il nostro continente? La Francia aveva un antico contenzioso con la Russia per la protezione dei cristiani in Terra Santa. Ma <strong>l\u2019aggressione alla Russia fu voluta e guidata dalla Gran Bretagna, in preda a una furiosa russofobia<\/strong>. I liberali inglesi, attraverso la stampa, accreditavano un\u2019immagine della Turchia fatta di moderazione, modernizzazione e tolleranza religiosa, ovviamente totalmente falsa.<\/p>\n<p>Anche durante tutto il XIX secolo e i primi anni del secolo scorso, la Turchia infatti non venne mai meno alla sua feroce politica anticristiana: dai massacri del 1821 nei Balcani, in Tracia, in Asia minore, a Costantinopoli dove il Patriarca e diversi vescovi furono impiccati in piazza, ai 20.000 greci massacrati a Chio nel 1822, alle stragi di cristiani in Libano e Siria nel 1860, alle uccisioni di massa in Bulgaria ove le vittime cristiane nel 1875 furono pi\u00f9 di 112.000. E poi il genocidio degli armeni, dei greci, dei caldei e dei siriaci tra gli anni \u201980 del XIX secolo e gli anni \u201920 del secolo scorso.<\/p>\n<p>Il russofobo <strong>Lord Palmerston<\/strong>, che per decadi guid\u00f2 e ispir\u00f2 la politica estera britannica, sosteneva una politica imperialista in nome di messianici \u201cprincipi morali\u201d che ricordano \u201cl\u2019esportazione della democrazia\u201d predicata dagli USA:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cIo penso\u00a0<\/em>\u2013 sosteneva <strong>Palmerston<\/strong> \u2013<em>\u00a0che la reale politica dell\u2019Inghilterra sia l\u2019essere campionessa di giustizia e diritti, dando il giusto peso alle sue sanzioni morali, sostenendo ci\u00f2 che ella ritiene sia la giustizia e punendo ci\u00f2 che ella ritiene sbagliato.\u201d\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Non suonano familiari queste parole?<\/p>\n<p>Cos\u00ec, al tradizionale odio anticattolico dell\u2019establishment anglicano-protestante e massone si affianc\u00f2 un inedito odio antiortodosso e russofobo, a cui non furono estranei cospicui finanziamenti dalla Sublime Porta ai giornali radicali e\u00a0<em>liberal<\/em>\u00a0inglesi, spesso di propriet\u00e0 metodista e calvinista: la Russia veniva dipinta come stato dispotico negli stessi anni in cui l\u2019Inghilterra opprimeva e affamava l\u2019Irlanda rimasta, nonostante la feroce, secolare occupazione, ostinatamente cattolica.<\/p>\n<p>La Massoneria inglese, che era infiltrata nelle classi dirigenti turche (il ministro degli Esteri ottomano <strong>Mustafa Resid<\/strong> era massone, \u201ciniziato\u201d in una loggia di Londra), soffiava su fuoco della russofobia. La prezzolata stampa inglese dipingeva la Turchia con romantica simpatia, come forza progressista, mentre la Russia era descritta come\u00a0<em>\u201csemicristiana e superstiziosa\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Si giunse al punto di negare che la Turchia opprimesse i cristiani, ma anzi a ritenere che fosse\u00a0<em>\u201ctollerante e moderata\u201d<\/em>\u00a0e che mantenesse la pace tra le varie confessioni cristiane, descritte come\u00a0<em>\u201csette fanatiche\u201d.\u00a0<\/em>Alcuni esponenti politici contrari alla guerra, come <strong>Richard Cobden<\/strong> e <strong>John Bright<\/strong>, vennero attaccati dalla stampa britannica come \u201cfilorussi\u201d e quindi <em>\u201cnon inglesi\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Alla partenza delle truppe contro la Russia, un pastore anglicano disse che i soldati si stavano impegnando\u00a0<em>\u201cper la difesa del genere umano\u201d<\/em>\u00a0e defin\u00ec i russi\u00a0<em>\u201cun popolo di degenerati\u201d.<\/em>\u00a0Un altro \u201creverendo\u201d anglicano defin\u00ec la fede ortodossa:\u00a0<em>\u201caltrettanto impura e intollerante quanto la dottrina cattolica\u201d.<\/em>\u00a0In un romanzetto propagandistico scritto da una militante di una setta protestante, gli ortodossi venivano definiti\u00a0<em>\u201cpagani\u201d,<\/em>\u00a0<em>\u201cinfedeli\u201d<\/em>\u00a0e\u00a0<em>\u201cselvaggi\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Anche durante la guerra di Crimea, i turchi e gli altri musulmani (soprattutto albanesi e tartari di Crimea) si resero colpevoli di stragi e saccheggi di citt\u00e0 cristiane, massacri di soldati russi arresisi mentre gli ufficiali inglesi stavano a guardare. Chiese e case vennero saccheggiate, i cristiani massacrati e costretti alla fuga. Scene simili si ripeterono in tutti i teatri di guerra, in Crimea e nei Balcani. Ai saccheggi in Crimea di beni, gioielli, mobili e sculture non furono estranei ufficiali inglesi accusati anche di violenze contro donne russe.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che la sconfitta russa ad opera delle potenze <em>\u201cliberali\u201d<\/em> prolung\u00f2 di decenni l\u2019occupazione di paesi cristiani da parte dei turchi e priv\u00f2 i cristiani della protezione russa, garantita da accordi precedenti.<\/p>\n<p>Nel 1878 si ripet\u00e9 il copione del 1829 e del 1854: in una nuova guerra russo-turca, le armate russe vittoriose erano, ancora una volta, vicinissime alla liberazione di Costantinopoli. E di nuovo in Gran Bretagna esplose l\u2019odio contro la Russia. Questa volta l\u2019isteria contagi\u00f2 addirittura la Regina che cos\u00ec scrisse al primo ministro <strong>Disraeli<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cSe i russi raggiungessero Costantinopoli, per la regina sarebbe una tale umiliazione da indurla ad abdicare subito\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>E gli intim\u00f2\u00a0<em>\u201cdi essere audace\u201d.<\/em>\u00a0Ricevuto il messaggio, <strong>Disraeli<\/strong> mosse la flotta e, <strong>ancora una volta, Costantinopoli rimase sotto il giogo musulmano grazie all\u2019Inghilterra.<\/strong><\/p>\n<p>La russofobia era diffusa anche nella plebe: nelle taverne si cantava:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cWe\u2019ve fought the Bear before\/and while we\u2019re Britons true\/The Russian shall not have Costantinople\u201d<\/em>\u00a0<em>(\u201cGi\u00e0 con l\u2019Orso abbiam lottato\/E finch\u00e9 sarem Britanni\/i Russi Costantinopoli non avranno\u201d).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Eppure, pur con le consuete, scontatissime cautele sulla storia fatta con i <em>\u201cse\u201d,<\/em> se la Russia fosse riuscita a smembrare definitivamente l\u2019impero ottomano, forse molti massacri successivi, come quello degli armeni e dei greci, non sarebbero avvenuti. Costantinopoli sarebbe ritornata cristiana e i greci avrebbero continuato a risiedere, come accadeva da millenni, nelle loro citt\u00e0 in Asia Minore invece di essere vittime di una crudele pulizia etnica da parte dei turchi.<\/p>\n<p>Torniamo a oggi: <strong>un odio viscerale e mistificante cola velenoso dalle Cancellerie d\u2019Occidente, da calunniatori e diffamatori seriali, da costruttori di menzogne, dai media a reti unificate, da\u00a0<em>opinion leader<\/em>\u00a0resi conformi o silenziati, da politici che anelano a chinare la schiena a padroni lontani, dalle multinazionali opportuniste, da intellettuali vigliacchi sgomitanti per un posto in prima fila, da conformisti ignari e ignoranti sventolanti straccetti arcobaleno, da collitorti di parrocchia e di curia.<\/strong> Contro costoro, vogliamo ricordare l\u2019invito di <strong>Rudyard Kipling<\/strong> nella sua poesia\u00a0<em>If:<\/em><\/p>\n<blockquote><p><em>O essendo calunniato, non rispondere con la calunnia\/O essendo odiato a non lasciarti prendere dall\u2019odio.\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Quello stesso <strong>Kipling<\/strong> che pure descrisse, col suo romanzo\u00a0<em>Kim<\/em>, quel \u201cGrande Gioco\u201d tra Russia e Gran Bretagna.<\/p>\n<p><strong>CONSIGLI DI LETTURA<\/strong>\u00a0La propaganda occidentalista, atlantista e europoide \u00e8 pervasiva e totalitaria.<\/p>\n<p>Ma possiamo sempre ricorrere a quelle buone armi che sono i libri. Sul tema della russofobia, della storia e della genesi della crisi in corso ecco qualche buon testo, anche recente, che pu\u00f2 fornire risposte e svelare fatti che ci vengono tenuti nascosti. Innanzi tutto c\u2019\u00e8 il libro di un giornalista svizzero, <strong>Guy Mettan<\/strong>,\u00a0<em>Russofobia<\/em>, con la prefazione di <strong>Franco Cardini<\/strong>, edito da Sandro Teti Editore.<\/p>\n<p>Assai consigliabile anche un testo di <strong>Paolo Borgognone<\/strong>,\u00a0<em>Capire la Russia,<\/em>\u00a0Zambon editore.<\/p>\n<p><strong>Peter Hopkirk<\/strong>, esperto dell\u2019Asia profonda, ha scritto, per Adelphi,\u00a0<em>Il Grande Gioco,<\/em>\u00a0sulle relazioni eurasiatiche tra Russia e Gran Bretagna.<\/p>\n<p>Sulle ragioni prossime e lontane della guerra di Crimea, compresa la russofobia di Londra, Einaudi ha pubblicato\u00a0<em>Crimea. L\u2019ultima crociata,<\/em>\u00a0di <strong>Orlando Figes<\/strong>.<\/p>\n<p>Un altro libro pubblicato da Sandro Teti Editore,\u00a0<em>Attacco all\u2019Ucraina,<\/em>\u00a0di vari autori tra cui <strong>Giulietto Chiesa<\/strong>, <strong>Fausto Biloslavo, Franco Cardini,<\/strong> descrive l\u2019aggressione atlantista e delle ONG mondialiste e sorosiane all\u2019Ucraina nel 2014, che ha determinato la crisi odierna.<\/p>\n<p>Infine, due libri sulla martoriata terra russa del Donbass, entrambi di autori vari:\u00a0<em>Battaglia per il Donbass,<\/em> Edizioni e\u00a0<em>Donbass, una guerra nel cuore d\u2019Europa<\/em>\u00a0dell\u2019editore Passaggio al Bosco, con una postfazione di <strong>Aleksandr Dugin.<\/strong><\/p>\n<p><em>Antonio de Felip<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/una-russofobia-che-viene-da-lontano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando, in un futuro pi\u00f9 o meno lontano, qualche storico indipendente ed equilibrato (ne esistono in natura?) rilegger\u00e0 gli avvenimenti ucraini, non si stupir\u00e0 della cappa oppressiva di disinformazione, della serie impressionante di menzogne e delle omissioni che caratterizzano la \u201cnarrazione\u201d, come si usa dire oggi, occidentalista, filo-USA e atlantista del conflitto. 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