{"id":62321,"date":"2022-04-02T11:18:07","date_gmt":"2022-04-02T09:18:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=62321"},"modified":"2022-04-05T12:01:14","modified_gmt":"2022-04-05T10:01:14","slug":"cultura-della-cancellazione-totalitarismo-invertito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/cultura-della-cancellazione-totalitarismo-invertito\/","title":{"rendered":"Cultura della cancellazione, totalitarismo invertito"},"content":{"rendered":"<div class=\"article first\">\n<div class=\"thumbnail\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_left_entries_post left_entries\">\n<p><strong>Confucio<\/strong> a chi gli domandava quale sarebbe stato il suo primo atto se fosse diventato primo ministro, rispose che avrebbe <em>\u201ccorretto le denominazioni\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Se le denominazioni, cio\u00e8 le parole, non sono corrette e non corrispondono alla realt\u00e0, il linguaggio diventa senza oggetto, per cui l\u2019azione diventa impossibile. Il principio confuciano \u00e8 evidente in un mondo che ha distorto e capovolto significati e proibito parole, in cui non esiste pi\u00f9 la concordanza tra la parola e la cosa, cio\u00e8 la verit\u00e0,\u00a0<em>adaequatio rei et intellectus\u00a0<\/em>per <strong>Tommaso d\u2019Aquino<\/strong>, coincidenza della realt\u00e0 con l\u2019intelletto che la osserva.<\/p>\n<p>L\u2019inversione o la modifica delle denominazioni cambia la psiche umana, confondendola prima di impoverirla. Lo sapeva un altro gigante dell\u2019antichit\u00e0 cinese, <strong>Lao Tze<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cpi\u00f9 vi sono interdetti e proibizioni, pi\u00f9 il popolo s\u2019impoverisce.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Ogni sistema ha l\u2019ambizione di produrre un linguaggio proprio, al quale il popolo si deve uniformare: \u00e8 il potere di stabilire, attraverso le parole, il lecito e l\u2019illecito.<\/strong><\/p>\n<p>Il filosofo greco <strong>Xanthos<\/strong> un giorno mand\u00f2 <strong>Esopo<\/strong> a comprare al mercato l\u2019alimento migliore per deliziare i suoi ospiti. Gli port\u00f2 una lingua, poich\u00e9 in essa ha fondamento<\/p>\n<blockquote><p>\u201cil vincolo della vita civile, la chiave della scienza, l\u2019organo della verit\u00e0 e della ragione\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Esopo<\/strong> ricevette poi l\u2019incarico di acquistare l\u2019alimento peggiore. Scelse nuovamente la lingua,<\/p>\n<blockquote><p>\u201cmadre di tutte le discussioni, nutrice dei giudizi, fonte delle divisioni e delle guerre\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>La favola spiega l\u2019importanza delle parole e il fatto che abbiano dei padroni, coloro che esercitano il potere.<\/strong><\/p>\n<p>Possedere le parole, i termini e i significati significa dominare l\u2019universo interiore dei singoli e delle masse. Di qui l\u2019<strong>enorme impatto del linguaggio politicamente corretto<\/strong>, che neutralizza centinaia di concetti e finisce per convincere che il bianco \u00e8 nero. Per le streghe di Macbeth, motrici della tragedia della smania di potere, brutto \u00e8 il bello \u00e8 bello \u00e8 il brutto. Hanno invertito le polarit\u00e0 della morale e dell\u2019etica, del buon senso e della ragione. Hanno creato caos, disordine, distruzione.<\/p>\n<p>In Alice nel paese delle meraviglie, Humpty Dumpty, l\u2019omino a forma di uovo, rivela il suo approccio all\u2019uso delle parole, che precorre la neolingua di <strong>Orwell<\/strong> e la rivoluzione semantica del politicamente corretto. Quando io uso una parola, spiega, essa significa esattamente ci\u00f2 che io voglio che significhi: metafora del potere di ogni tempo.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cQuando faccio fare a una parola un simile lavoro, la pago sempre di pi\u00f9\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Modernissimo, anzi contemporaneo. Potremmo dire che nelle parole di Humpty Dumpty c\u2019\u00e8 l\u2019intero impianto della correttezza politica: la torsione delle parole per far assumere loro significati graditi al potere, padrone del linguaggio, o, per usare un\u2019espressione a sua volta politicamente corretta, della<em> \u201cnarrazione\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La parola \u00e8 malleabile: le possibilit\u00e0 di nascondere alcuni messaggi ed evidenziarne altri la rendono una risorsa terribile. Ecco perch\u00e9 sempre il potere ha perseguito il dominio delle \u2013 e attraverso \u2013 le parole. Non c\u2019\u00e8 epoca in cui qualcuno non abbia legiferato contro la parola. La novit\u00e0 sta nel metodo, cio\u00e8 nella cancellazione, che segna un profondo cambio di paradigma. La nuova cultura non cerca solo di colpire il dissidente o costringerlo al silenzio. Quello che persegue \u00e8 la creazione di un nuovo senso comune, ossia imporre un\u2019egemonia: dominio pi\u00f9 consenso. Intende cambiare il quadro di riferimento. Ecco perch\u00e9 la catena di comando della\u00a0<em>tabula rasa<\/em>\u00a0(Big Tech, oligarchie, universit\u00e0 americane, comunicazione e intrattenimento) \u00e8 interessata a cambiare la lingua.<\/p>\n<p><strong>Siamo all\u2019approdo finale di un\u2019ideologia di impronta totalitaria.<\/strong> Vi \u00e8 un\u2019influenza metodologica marxista, ma non \u00e8 l\u2019unica. <strong>Viktor Klemperer<\/strong> analizz\u00f2 acutamente l\u2019uso della lingua nel Terzo Reich; la sua lezione \u00e8 che, al di l\u00e0 delle etichette, ogni operazione di modifica del linguaggio cambia il quadro di riferimento della realt\u00e0, detta ci\u00f2 che la gente deve pensare e le parole da utilizzare, un\u2019operazione che non \u00e8 mai neutra.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\"><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"potere linguaggio\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/div>\n<p>La cultura della cancellazione sorge negli Stati Uniti come rigetto della civilt\u00e0 europea prodotto di <em>\u201cmaschi bianchi morti eterosessuali\u201d<\/em>. Nasce da una visione della realt\u00e0 esportata oltre oceano dalla Scuola di Francoforte e dalla Teoria Critica. E\u2019 quella che il francese <strong>Derrida<\/strong> chiam\u00f2 <strong>decostruzione<\/strong>, in particolare la concezione del linguaggio come chiave del disvelamento degli \u201cerrori\u201d introdotti nel subconscio attraverso il lessico. Nelle varie costruzioni culturali si infiltrerebbe una serie di rapporti di potere che configurerebbero il nostro comportamento. Il compito della decostruzione \u00e8 quello di smantellare tutto, e revocare le ingiustizie rinchiuse nell\u2019enciclopedia del sapere umano.<\/p>\n<p>Chi ci dice, tuttavia, che i decostruttori non introducano nuove menzogne al servizio di un potere che ha modificato i propri obiettivi? <strong>La decostruzione \u00e8 il Grande Reset del linguaggio e dei significati. <\/strong><\/p>\n<blockquote><p>Alla cultura autodefinita \u201crisvegliata \u201cnon interessa affatto la realt\u00e0: il fine \u00e8 unicamente cancellare, imponendo il criterio odierno come unico, indiscutibile, tappa finale di un\u2019umanit\u00e0 finalmente liberata. Ma neanche questo \u00e8 sufficiente: il progresso \u00e8 per definizione provvisorio, liquido, snodo verso ulteriori \u201cconquiste\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Un esempio raggelante sta nell\u2019esplosione improvvisa di casi di disforia di genere in et\u00e0 puberale negli Usa. All\u2019ideologia risvegliata \u2013 che nega il dimorfismo sessuale e considera ogni identit\u00e0 come provvisoria, cangiante, frutto di costruzioni socio culturali \u2013 non interessa affatto la salute fisica, sessuale, mentale, di chi ha \u2013 o a cui sono indotti dolosamente \u2013 dubbi e problemi. Conta diffondere un nuovo costrutto culturale distruttivo che rimuove la realt\u00e0, <strong>una sorta di febbrile voler essere<\/strong> che somiglia al letto di Procuste. Questi era un brigante che aggrediva i viandanti e li straziava battendoli con un martello su un\u2019incudine a forma di letto. I malcapitati venivano stirati a forza se troppo corti, amputati se gli arti sporgevano.<\/p>\n<p>Come Procuste, <strong>la cultura della cancellazione vuole ridurre ogni cosa a un unico modello, un solo modo di pensare, agire, parlare.<\/strong> Nessuna preoccupazione per le ferite che lascia sul cammino, i danni collaterali di una mentalit\u00e0 astratta, totalitaria, nella quale il fine perseguito (il \u201crisveglio\u201d, l\u2019abolizione di ogni vestigia di ieri) \u00e8 superiore a tutto. <strong>Una mentalit\u00e0 fanatica, dogmatica, totalitaria.<\/strong><\/p>\n<p>La minaccia della cancellazione si \u00e8 evoluta, trascinata dal progresso della tecnologia che ha scavalcato gli stessi governi nazionali. Oggi chi discrimina e detta le regole dell\u2019espressione in modo arbitrario sono le cosiddette Big Tech, enormi aziende tecnologiche monopolistiche. \u00a0Contemporaneamente, la cultura della cancellazione avanza sul terreno del diritto positivo. La questione che\u00a0 sta ponendo \u00e8 la fine del concetto di parit\u00e0 giuridica di diritti: l\u2019ideologia risvegliata asserisce senza accettare contraddittorio che ogni relazione sociale \u00e8 soggetta a ingiuste dinamiche di potere che devono essere compensate.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4957.html?_=1648889958\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Esistono innumerevoli gruppi interconnessi di vittime (teoria della intersezionalit\u00e0 introdotta dalla femminista nera radicale americana <strong>Kimberle Crenshaw<\/strong>) e coloro che appartengono a qualcuno di essi devono essere considerati oppressi per motivi storici (i <em>\u201cdannati della terra\u201c<\/em>) e risarciti dai membri o dagli eredi dei gruppi favoriti. Si risponde a ingiustizie pregresse \u2013 talvolta vere, talvolta inventate \u2013 con nuove ingiustizie che negano l\u2019uguaglianza giuridica, le pari opportunit\u00e0 e ormai, come alcune normative in materia di reati \u201cdi genere\u201d, la stessa presunzione di innocenza. \u00a0Oppressi e oppressori sono predefiniti in maniera deterministica, a prescindere dalla concreta volont\u00e0 dei soggetti.<\/p>\n<p>Sei un maschio bianco eterosessuale? Sei un oppressore e devi essere condannato, specie se sei accusato da uno qualunque dei gruppi che hanno ottenuto lo statuto di vittime.<\/p>\n<p><strong>Gli zeloti della cancellazione lavorano attivamente a modifiche dei codici giuridici che contraddicono millenni di civilt\u00e0: un progetto totalitario.<\/strong> Il carattere nuovo \u00e8 che il radicalismo della tabula rasa non pretende di applicare la legge in via generale. Se ne serve esclusivamente per i casi che interessano, utilizzando il ricatto morale di casi estremi.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 la tattica del partito radicale nelle sue battaglie per i sedicenti \u201cdiritti\u201d. <\/strong><\/p>\n<p>Vogliono l\u2019interiorizzazione dell\u2019autocensura per timore e per tornaconto: il loro obiettivo \u00e8 il nostro silenzio. \u00a0I metodi di coercizione fisica del passato sono bypassati, bench\u00e9 la morsa si stia stringendo anche sul versante dell\u2019incolumit\u00e0 dei dissenzienti. I metodi totalitari di ieri dominavano la societ\u00e0 ma finivano per rendere pi\u00f9 tenace la fiamma della dissidenza. Il metodo incruento, la neolingua, la torsione dei significati e delle parole per esprimerli \u00e8 pi\u00f9 efficace.<\/p>\n<p><strong>Plinio Correia de Oliveira<\/strong> lo defin\u00ec <em>\u201ctrasbordo ideologico inavvertito\u201d.<\/em> <strong>Accerchiata dalla coazione, intimidita dall\u2019apparente unanimit\u00e0, la maggioranza finisce per conformarsi al discorso dominante senza protestare.<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019analista americana con un passato nella CIA, <strong>Stella Morabito<\/strong>, cita due procedure complementari: saturazione e soppressione. La prima \u00e8 la ripetizione costante di uno slogan. Una tautologia semplice che pu\u00f2 essere assunta da tutti, con una chiara intenzione manipolatoria. L\u2019obiettivo \u00e8 far pensare alle persone che <strong>qualcosa ripetuto ossessivamente non possa essere una bugia.<\/strong> La soppressione \u00e8 la cancellazione stessa: <strong>mettere a tacere chi disturba, far passare le sue argomentazioni come deliri ridicoli e inaccettabili<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Noi aggiungiamo la forza di una credenza assai diffusa, che il governo faccia i nostri interessi o almeno ne abbia l\u2019intenzione<\/strong>. \u00a0I meccanismi citati hanno un fine comune: infiltrare messaggi nella mente con le parole \u201cgiuste\u201d, all\u2019interno di concetti o slogan gi\u00e0 accettati dalla societ\u00e0. Il principio della <strong>finestra di Overton<\/strong> e il controllo delle denominazioni di <strong>Confucio<\/strong>.<\/p>\n<p>Se si obietta contro una misura racchiusa in uno slogan che sostiene la lotta alla fame nel mondo, si \u00e8 accusati di essere affamatori. Questo accade gi\u00e0 con la categoria di violenza di genere. La discussione \u00e8 vietata, l\u2019obiezione criminalizzata, la sfumatura inammissibile. O sei d\u2019accordo su tutto o sei maschilista, violento, eteropatriarcale, <strong>i nuovi interdetti a cui non si reagisce per pavidit\u00e0 e per esplicito divieto di argomentazione razionale.<\/strong> I rischi per la libert\u00e0 sono evidenti, cos\u00ec come l\u2019enorme disinformazione di cui siamo vittime, utilizzata apertamente da<strong> poteri e governi che diffondono notizie false e praticano ormai la cancellazione preventiva di alcuni messaggi, ovvero la vera e propria censura<\/strong>.<\/p>\n<p>Un piano inclinato che le <em>Big Tech<\/em> percorrono da alcuni anni e che negli ultimi tempi ha determinato il blocco di siti e agenzie di informazione russi. La democrazia liberale ha perso i suoi tratti distintivi e i due termini \u2013 democrazia e liberale \u2013 hanno subito una totale deformazione di significato. Governano con il metodo della paura per giustificare la cancellazione di tutto ci\u00f2 che non coincide con il pensiero (unico) dominante.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 escludere la possibilit\u00e0 che, a causa del fastidio che comincia a manifestarsi nei confronti della cultura della cancellazione, gli effetti dell\u2019indottrinamento risultino contrari alle aspettative e risveglino la resistenza di minoranze attive e risolute. La speranza \u00e8 anche una virt\u00f9 teologale. Dobbiamo credere alle parole di <strong>Abramo Lincoln<\/strong>: <em>si possono ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non si possono ingannare tutti per sempre.<\/em> Il principio di verit\u00e0 prevarr\u00e0 se ci sar\u00e0 qualcuno deciso a farlo valere.\u00a0 La realt\u00e0 non \u00e8 del tutto manipolabile: nella narrazione dominante ci sono contraddizioni, fenditure, autentici spropositi. La neve non \u00e8 nera e la gente alla fine creder\u00e0 ai propri occhi.<\/p>\n<p><strong>La scommessa \u00e8 rispondere alla menzogna con il fermo coraggio della verit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019imperativo morale \u00e8 respingere il linguaggio ingannevole e avvalerci del diritto naturale alla resistenza contro chi ci opprime. Vogliono la morte sociale del dissidente e il declino della verit\u00e0. Dobbiamo coltivare la diffidenza, primo lievito della dissidenza: <strong>qualunque verit\u00e0 ufficiale manifestata con il baccano di una falsa unanimit\u00e0 \u00e8 una bugia nascosta.<\/strong><\/p>\n<p><em>Roberto Pecchioli<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ereticamente.net\/2022\/03\/cultura-della-cancellazione-totalitarismo-invertito-roberto-pecchioli.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Confucio a chi gli domandava quale sarebbe stato il suo primo atto se fosse diventato primo ministro, rispose che avrebbe \u201ccorretto le denominazioni\u201d. Se le denominazioni, cio\u00e8 le parole, non sono corrette e non corrispondono alla realt\u00e0, il linguaggio diventa senza oggetto, per cui l\u2019azione diventa impossibile. 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