{"id":62767,"date":"2022-04-20T10:42:05","date_gmt":"2022-04-20T08:42:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=62767"},"modified":"2022-04-22T11:15:11","modified_gmt":"2022-04-22T09:15:11","slug":"lo-spygate-e-la-guerra-tra-bande-nello-stato-profondo-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/lo-spygate-e-la-guerra-tra-bande-nello-stato-profondo-italiano\/","title":{"rendered":"Lo Spygate e la Guerra tra Bande nello Stato Profondo Italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-content clearfix\">\n<div class=\"entry-content clearfix\">\n<p>La vecchia massima in voga tra gli antichi romani\u00a0<em>Excusatio non petita, accusatio manifesta<\/em>\u00a0\u00e8 spesso fonte di pura verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 a questa massima verso la quale il pensiero \u00e8 immediatamente corso quando ieri [19 Aprile], praticamente dal nulla, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/matteorenzi\/status\/1516365169701662723?t=xaWFYRk9B2M6yfrbJXVIMw&amp;s=19\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00e8 spuntato un tweet di <strong>Matteo Renzi<\/strong><\/a>, nel quale l\u2019ex presidente del Consiglio si affannava a prendere le distanze dal caso del cosiddetto Spygate.<\/p>\n<p>Lo spygate \u00e8 una intricata vicenda di spionaggio internazionale che aveva come preciso scopo quello di incastrare <strong>Donald Trump<\/strong> nel 2016, e di associarlo falsamente al Cremlino.<\/p>\n<p>\u00c8 un piano eversivo che \u00e8 stato concepito negli ambienti dello stato profondo di Washington che sarebbe ricorso all\u2019aiuto di un altro stato profondo, quello italiano che ha un legame a doppio filo con il primo dal 1945 in poi.<\/p>\n<p>Altre volte, <strong>Renzi<\/strong> aveva risposto alle accuse di aver coinvolto i servizi segreti italiani in questa operazione che vedeva nei suoi principali ispiratori l\u2019ex presidente degli Stati Uniti, <strong>Barack Obama<\/strong>, e <strong>Hillary Clinton<\/strong>, ex segretario di Stato.<\/p>\n<p>La differenza per\u00f2 questa volta sta nel fatto che nessuno sembra aver chiamato direttamente in causa <strong>Renzi<\/strong> per un suo eventuale coinvolgimento in questo piano eversivo ai danni di <strong>Donald Trump<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 stato <strong>Renzi<\/strong> spontaneamente a dichiarare che tutto questo gli appare <em>\u201cfollia pura\u201d<\/em> e si stupisce che qualcuno nel 2019 abbia potuto prendere in considerazione questo suo coinvolgimento in questa oscura faccenda.<\/p>\n<p>Il destinatario del messaggio appare essere chiaramente <strong>Giuseppe Conte<\/strong> che nell\u2019estate del 2019 inizi\u00f2 a collaborare su questa vicenda con l\u2019amministrazione <strong>Trump<\/strong>. Era il periodo nel quale <strong>Matteo Salvini<\/strong> faceva cadere il suo stesso governo, il Conte I, sul bagnasciuga del Papeete su probabile ordine dei poteri forti e delle logge che avevano deciso che l\u2019esperienza del governo gialloverde doveva concludersi l\u00ec.<\/p>\n<p>Alla Lega che gi\u00e0 all\u2019epoca aveva dismesso la facciata del sovranismo era stato assegnato un altro ruolo, ovvero quello di preparare il terreno all\u2019uomo del Britannia, <strong>Mario Draghi<\/strong>.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 a questo proposito che il Carroccio ha praticamente lavorato assiduamente dall\u2019agosto del 2019 in avanti assieme alla sponda proprio di <strong>Matteo Renzi<\/strong> accomunato da <strong>Salvini<\/strong> da <strong>Matteo Carrai<\/strong>, il console onorario di Israele in Toscana e uomo forte di Tel Aviv in Italia.<\/p>\n<p>In quello stesso periodo, a palazzo Chigi si stavano portando avanti manovre per costruire il Conte II. Ed \u00e8 proprio su quel periodo e su alcuni particolari vicende che si concentra l\u2019attenzione di Repubblica, il quotidiano di propriet\u00e0 della famiglia <strong>Elkann<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"NWO\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Repubblica\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-3\/politica\/conticidio-fa-ldquo-repubblica-rdquo-super-scoop-307083.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ieri in un articolo firmato da <strong>Paolo Mastrolilli<\/strong><\/a><strong>\u00a0<\/strong>ricostruisce l\u2019interesse dell\u2019amministrazione <strong>Trump<\/strong> nell\u2019acquisire informazioni preziose che potessero provare il ruolo dell\u2019apparato di intelligence italiano, autorizzato presumibilmente da <strong>Renzi<\/strong> nel 2016, all\u2019operazione di spionaggio perpetrata ai danni di <strong>Donald Trump.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019amministrazione <strong>Trump<\/strong> decide di inviare a Roma l\u2019allora procuratore generale <strong>William Barr<\/strong> per fare luce su quanto accaduto e per appurare un coinvolgimento dei servizi e di palazzo Chigi nel periodo caldo della campagna elettorale americana.<\/p>\n<p><strong>Mastrolilli<\/strong> riporta come <strong>Barr<\/strong> sbarc\u00f2 a Roma il giorno di Ferragosto, il 15 agosto del 2019, per raccogliere preziose informazioni sul caso.<\/p>\n<p>L\u2019articolo di Repubblica dettaglia tutti gli spostamenti di <strong>Barr<\/strong> fino all\u2019incontro ufficiale avuto dal procuratore generale con il direttore del DIS, il dipartimento delle informazioni per la sicurezza allora presieduto da <strong>Gennaro Vecchione<\/strong>, nominato da <strong>Giuseppe Conte<\/strong>.<\/p>\n<p>Il DIS \u00e8 la struttura che in pratica presiede l\u2019intera rete dei servizi italiani e riveste quindi un ruolo fondamentale nel coordinamento dell\u2019intelligence nazionale.<\/p>\n<p>Fino a qui, non c\u2019\u00e8 nulla di particolarmente nuovo. Quell\u2019incontro \u00e8 stato confermato da tutti i protagonisti del caso, quali lo stesso <strong>Vecchione<\/strong> e <strong>Conte<\/strong>, come riporta anche Repubblica.<\/p>\n<p>La \u201cpietra dello scandalo\u201d per il quotidiano di area sorosiana, \u00e8 il fatto che <strong>Barr<\/strong> dopo l\u2019incontro sia andato a cena in un ristorante del centro di Roma con gli uomini dei servizi italiani.<\/p>\n<p>Per Repubblica in questa cena si potrebbero essere consumate delle trame misteriose che avrebbero visto i rappresentanti dei servizi condividere informazioni riservate con lo stesso <strong>Barr<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci sarebbe quasi da sorridere visto che il quotidiano fondato da <strong>Eugenio Scalfari<\/strong> \u00e8 il primo a tirare fuori dal prontuario dell\u2019apparato mediatico globalista le accuse di \u201cdietrologia\u201d e di \u201ccomplottismo\u201d quando si denunciano gli scandali commessi dal potere dello stato profondo italiano.<\/p>\n<p>Stavolta \u00e8 invece proprio Repubblica a costruire una elaborata operazione di dietrologia tanto da vedere in una cena una sorta di adunata segreta tale da mettere a rischio gli \u201cinteressi nazionali\u201d, che nel gergo capovolto del mondo progressista sono in realt\u00e0 gli interessi di bottega dell\u2019establishment politico.<\/p>\n<p>Strano che <strong>Mastrolilli<\/strong> non sappia che quando dei rappresentanti di governi stranieri giungano in Italia per missioni di vario tipo, non \u00e8 affatto inusuale che cenino con i colleghi italiani in quelli che generalmente sono incontri di cortesia che avvengono dopo quelli tenutisi nelle sedi istituzionali.<\/p>\n<p>A Repubblica pi\u00f9 che altro non sembra tanto premere la questione <em>\u201cdell\u2019uso politico borderline che dei nostri Servizi Giuseppe Conte ha fatto nel tempo\u201d<\/em> come afferma ridicolmente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-3\/politica\/conticidio-fa-ldquo-repubblica-rdquo-super-scoop-307083.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in un altro editoriale <strong>Carlo Bonini<\/strong><\/a>, altro giornalista molto amato dagli ambienti delle \u00e9lite liberali.<\/p>\n<p>La gestione dei servizi \u00e8 sempre stata politica sin dai tempi della Prima Repubblica e il loro uso ancora pi\u00f9 spregiudicato si \u00e8 intensificato da quando \u00e8 nata la infausta Seconda Repubblica, concepita nel laboratorio politico di Washington e attuata su suo impulso e ordine attraverso la magistratura, braccio armato giudiziario di questi poteri transnazionali.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4963.html?_=1650443289\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3><strong>La campagna di depistaggio \u201cConte uomo di Trump\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>Non si sta assistendo quindi ad un fenomeno nuovo. Occorre per\u00f2 sgomberare il campo da un equivoco, o meglio da una falsit\u00e0 che \u00e8 circolata dal 2019 innanzi. Quella secondo la quale <strong>Conte<\/strong> avrebbe fatto tutto questo per una sua presunta devozione a <strong>Donald Trump<\/strong>. In realt\u00e0 nulla di tutto questo corrisponde al vero.<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Conte non \u00e8 mai stato un uomo di Trump.<\/strong> Si tratta di una campagna di disinformazione diffusa da elementi assoldati da ambienti della politica, apparentemente vicini al M5S, che hanno diffuso ovunque questa assurdit\u00e0 nel tentativo di depistare il pubblico italiano pi\u00f9 vicino a <strong>Trump<\/strong> e portarlo invece tra le braccia del suo nemico cresciuto alla scuola de gesuiti, come <strong>Mario Draghi<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare come gli stessi ambienti massonici abbiano orchestrato un\u2019altra campagna di depistaggio nel tentativo questa volta di associare invece l\u2019uomo del Britannia a <strong>Trump<\/strong>.<\/p>\n<p>Sono in realt\u00e0 tutti sforzi coordinati dalla stessa cabina di regia che sguinzaglia degli agenti disinformatori che assumono le sembianze di apparenti sostenitori di <strong>Trump<\/strong> per ingannare e depistare gli italiani che riconoscono nel presidente americano un leader di riferimento nel sovranismo internazionale.<\/p>\n<p>A questo punto, qualcuno potrebbe sollevare l\u2019opzione che il celebre tweet di <strong>Trump<\/strong> del 27 agosto del 2019 nel quale il presidente si augurava che <strong>Conte<\/strong> restasse al suo posto \u00e8 una \u201cprova\u201d della vicinanza di <strong>Conte<\/strong> a <strong>Trump<\/strong>.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"n3VNCb\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilmessaggero.it\/photos\/MED_HIGH\/84\/62\/4698462_1642_conte_trump_g.jpg?w=800&amp;ssl=1\" alt=\"Trump su Twitter con refuso: \u00abSpero che Giuseppi Conte resti premier\u00bb. E lui: \u00abOrgoglioso\u00bb\" width=\"770\" height=\"421\" data-noaft=\"1\" \/><\/p>\n<p>Definire quel tweet un \u201cendorsement\u201d, un appoggio politico nel gergo politico anglosassone, a <strong>Conte<\/strong> \u00e8 piuttosto discutibile dal momento che <strong>Trump<\/strong> in quell\u2019occasione ha persino storpiato il nome dell\u2019ex presidente del Consiglio chiamandolo \u201cGiuseppi\u201d.<\/p>\n<p>E il presidente <strong>Trump<\/strong> non \u00e8 conosciuto per scrivere frasi alla leggera dal momento che nel suo linguaggio \u00e8 sempre piuttosto preciso e non lascia mai nulla al caso.<\/p>\n<p>Una storpiatura del nome dell\u2019ex presidente del Consiglio ha dato a diversi osservatori la netta sensazione che <strong>Trump<\/strong> in realt\u00e0 si stesse prendendo gioco di <strong>Conte<\/strong>.<\/p>\n<p>In quel periodo, <strong>Conte<\/strong> stava giocando una partita di opportunismo politico. Sapeva perfettamente che l\u2019amministrazione <strong>Trump<\/strong> non avrebbe mai considerato con occhi favorevoli un governo che avrebbe visto la partecipazione del PD, gerarchicamente sottoposto al PD americano che organizz\u00f2 il golpe dello Spygate nel 2016.<\/p>\n<p><strong>Conte<\/strong> sapeva che l\u2019unico modo per ammansire <strong>Trump<\/strong> era concedere una collaborazione per appurare quanto accaduto quando <strong>Renzi<\/strong> era a palazzo Chigi, e per comprendere se eventualmente i servizi italiani fossero stati autorizzati a partecipare dall\u2019allora ex premier ad un colpo di Stato internazionale concepito per impedire a <strong>Trump<\/strong> di salire alla presidenza degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Renzi<\/strong> reag\u00ec furiosamente gi\u00e0 all\u2019epoca perch\u00e9 temeva che degli approfondimenti in questo senso avrebbero potuto gravemente danneggiarlo.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 non qualifica certo <strong>Conte<\/strong> come un elemento ostile allo stato profondo italiano se si considera che soltanto l\u2019anno dopo, nel 2020, lo stesso ex presidente del Consiglio \u00e8 stato accusato di aver autorizzato un altro scandalo, probabilmente ancora pi\u00f9 enorme dello Spygate,\u00a0<a href=\"https:\/\/lacrunadellago.net\/2020\/12\/29\/italiagate-il-governo-conte-accusato-di-essere-responsabile-della-frode-elettorale-contro-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019Italiagate del quale abbiamo parlato in passato<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019Italiagate travalica i confini dello spionaggio per approdare in quelli di una <strong>frode internazionale<\/strong> che avrebbe spostato milioni di voti da <strong>Donald Trump<\/strong> a <strong>Joe Biden<\/strong>. Ad avere un ruolo decisivo secondo varie fonti vicine a questa vicenda sarebbe stata Leonardo, societ\u00e0 partecipata dal ministero dell\u2019Economia, che attraverso un suo satellite militare avrebbe reso possibile la frode cibernetica.<\/p>\n<p>La tecnologia di Leonardo avrebbe spostato i voti per poi ritrasmetterli negli Stati Uniti alla societ\u00e0 Dominion, legata a <strong>Soros<\/strong> e <strong>Obama<\/strong>, la quale a sua volta si sarebbe occupata della parte finale di questo elaborato broglio internazionale.<\/p>\n<p>Dunque qualificare <strong>Giuseppe Conte<\/strong> come un uomo ostile a degli ambienti nei quali si \u00e8 formata tutta la sua carriera accademica e politica \u00e8 un completo controsenso, e a questo punto c\u2019\u00e8 da rispondere ad un quesito che sorge naturale.<\/p>\n<h3><strong>La guerra tra bande nello stato profondo italiano imperversa furiosamente<\/strong><\/h3>\n<p>Perch\u00e9 Repubblica ha tirato fuori soltanto ora dai suoi cassetti questa storia della cena di <strong>Barr<\/strong> con gli uomini dei servizi? La risposta \u00e8 nell\u2019articolo stesso di <strong>Bonini<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Conte<\/strong> sta da tempo assumendo delle posizioni che stanno disturbando una parte degli equilibri dell\u2019establishment politico, in particolare quello pi\u00f9 vicino al partito democratico.<\/p>\n<p>La sua riluttanza a non autorizzare le spese militari prima e a criticare un eccessivo atlantismo poi non sono certo dovute ad un suo nuovo afflato sovranista.<\/p>\n<p><strong>Conte<\/strong> sta soltanto cercando di ritagliarsi un suo spazio politico e per poterlo fare deve battere il terreno pi\u00f9 tradizionalmente popolare tra gli ambienti della sinistra extraparlamentare, quello della critica, legittima, della NATO.<\/p>\n<p>Al tempo stesso <strong>il leader (?) del M5S sembra spingere per creare un casus belli e staccare la spina al decadente governo Draghi che ormai \u00e8 dilaniato da profonde divisioni.<\/strong><\/p>\n<p>Il discepolo di <strong>Guido Alpa<\/strong> aspira probabilmente a entrare in Parlamento il prima possibile per avere una qualche copertura politica. Ad oggi, <strong>Conte<\/strong> non ha incarichi e nessuno sa quanto tempo ha ancora a disposizione la classe politica italiana.<\/p>\n<p><strong>Nessuno sa se un domani non si instaurino al potere delle nuove forze politiche in grado di fare luce su quanto accaduto negli ultimi due anni e di consegnare alla giustizia coloro che hanno orchestrato la farsa pandemica.<\/strong><\/p>\n<p>Una farsa nella quale <strong>Conte<\/strong> ha avuto un ruolo primario quando chiuse l\u2019Italia e ordin\u00f2 ai cittadini di uscire di casa con un pezzo di carta ne quale si dichiarava dove si andava e perch\u00e9.<\/p>\n<p>In quel frangente, l\u2019allora presidente del Consiglio assunse un ruolo fondamentale perch\u00e9 l\u2019Italia fin\u00ec sotto la dittatura dei DPCM ministeriali.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come ebbe un ruolo altrettanto fondamentale la sua vicinanza con la Cina comunista attraverso la quale costitu\u00ec un asse decisivo per attuare su scala globale l\u2019operazione terroristica del coronavirus.<\/p>\n<p>L\u2019articolo di Repubblica in conclusione quindi pu\u00f2 essere interpretato come una velina al leader pentastellato.<\/p>\n<p>Alcuni ambienti dei democratici italiani non gradiscono che <strong>Conte<\/strong> provi ad anticipare i tempi della caduta di <strong>Draghi<\/strong> per il suo personale tornaconto politico e cos\u00ec \u00e8 stato aperto un cassetto che potrebbe contenere altre informazioni.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non esclude per\u00f2 che anche altri possano aprire i loro di cassetti, e rivelare le informazioni che possono portare al declino definitivo delle figure di spicco della politica italiana.<\/p>\n<p>Lo scenario sarebbe quello di una vera e propria guerra tra bande che infuria tra i vari membri dei clan politici che vistisi scoperti e privi di protezioni internazionali iniziano a sbranarsi a vicenda.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4962.html?_=1650417579\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3><strong>Il procuratore speciale John Durham vicino all\u2019incriminazione di Hillary Clinton<\/strong><\/h3>\n<p>A Washington per\u00f2 c\u2019\u00e8 qualcuno che sembra avere le idee chiare sul ruolo giocato dall\u2019Italia in questo intrigo internazionale nel 2016, e quell\u2019uomo \u00e8 il procuratore speciale <strong>John Durham<\/strong> che da due anni a questa parte sta portando avanti l\u2019inchiesta sullo Spygate.<\/p>\n<p><strong>Durham<\/strong> attraverso<a href=\"https:\/\/www.rt.com\/news\/549218-clinton-campaign-tech-firm-hack-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0il rinvio a giudizio di <strong>Michael Sussman<\/strong><\/a>, avvocato di uno studio legale direttamente legato a <strong>Hillary Clinton<\/strong>, \u00e8 arrivato praticamente a pochi centimetri dall\u2019ex segretario di Stato americano.<\/p>\n<p><strong>Durham sa che fu Hillary Clinton a ordinare di fabbricare prove false per incastrare Donald Trump cos\u00ec come sa che fu l\u2019allora presidente americano Barack Obama ad autorizzare l\u2019FBI a spiare illegalmente il presidente.<\/strong><\/p>\n<p>E se <strong>John Durham<\/strong> sa tutto questo, \u00e8 difficile pensare che non sappia se <strong>Matteo Renzi<\/strong>, ricevuto da <strong>Obama<\/strong> nell\u2019ottobre del 2016, abbia ricevuto un qualche ordine dalla controparte americana di prendere parte al golpe contro <strong>Trump<\/strong>.<\/p>\n<p>E se questo ordine \u00e8 stato veramente trasmesso non ci sarebbe soltanto un coinvolgimento personale dell\u2019uomo della Leopolda, ma dell\u2019intero partito democratico italiano di cui allora <strong>Renzi<\/strong> era segretario.<\/p>\n<p>Se la versione che \u00e8 stata fornita da <strong>Papadopoulos<\/strong> ed altri \u00e8 corretta, <strong>Matteo Renzi<\/strong> avrebbe rivestito un ruolo assolutamente primario nell\u2019operazione ma in questo caso sarebbe impossibile pensare che i vertici del suo partito, cos\u00ec vicini ai democratici americani, non sapessero cosa stava accadendo in quell\u2019ottobre del 2016.<\/p>\n<p>Ognuno di loro infatti interruppe una consolidata tradizione di neutralit\u00e0 sulle elezioni americane tanto da portarli a schierarsi pubblicamente con l\u2019allora candidata democratica <strong>Hillary Clinton<\/strong>, che \u00e8 stata la mente del colpo di Stato contro <strong>Trump<\/strong>.<\/p>\n<p>Proprio in quel frangente si susseguirono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/boldrini-renzi-ecco-chi-tifava-hillary-1329404.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le dichiarazioni ufficiali dei ministri del governo <strong>Renzi<\/strong><\/a><strong>,<\/strong> quali <strong>Gentiloni<\/strong>, ministro degli Esteri, la <strong>Boschi<\/strong>, ministro delle Riforme, e ovviamente dello stesso premier a favore della <strong>Clinton<\/strong>.<\/p>\n<p>A Repubblica sta a cuore che i servizi non siano usati a fini politici, ma se \u00e8 davvero questo l\u2019intento di questo quotidiano, ci si chiede perch\u00e9 mai n\u00e9 <strong>Mastrolilli<\/strong> n\u00e9 <strong>Bonini<\/strong> si chiedano se effettivamente <strong>Matteo Renzi<\/strong> e il PD abbiano usato i servizi segreti italiani per rovesciare <strong>Donald Trump<\/strong>.<\/p>\n<p>Quale uso politico dei servizi, e quale scandalo pi\u00f9 grande di questo ci pu\u00f2 essere? Nella storia repubblicana d\u2019Italia, mai era accaduto che l\u2019intelligence fosse utilizzata per ingerire negli affari di un Paese straniero tantomeno per influenzare le sue elezioni.<\/p>\n<p>Nemmeno ai tempi bui della strategia della tensione quando la dipendenza di Roma da Washington era stretta, ma non cos\u00ec tanto da ordinare ai servizi segreti italiani di rovesciare il presidente degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Quella dipendenza presente nella Prima Repubblica ha assunto le forme di una vera e propria sottomissione nella Seconda, quando l\u2019attuale classe politica \u00e8 ormai direttamente selezionata dagli ambienti dem e neocon americani.<\/strong><\/p>\n<p>A questo punto, \u00e8 necessario tornare all\u2019incipit di questo articolo.\u00a0<em>Excusatio non petita, accusatio manifesta<\/em>. Tutti sembrano sapere che gli uomini di <strong>Trump<\/strong> hanno in mano il detonatore per far saltare la politica italiana.<\/p>\n<p>Tutti sembrano saperlo e hanno gi\u00e0 iniziato a pugnalarsi a vicenda nel tentativo di mettersi al riparo.<\/p>\n<p><strong>La guerra tra bande nello stato profondo italiano \u00e8 il sintomo di un sistema che sa che il suo tempo \u00e8 giunto allo scadere.<\/strong><\/p>\n<p>Il bottone sul telecomando per far saltare la Seconda Repubblica sembra essere stato gi\u00e0 premuto.<\/p>\n<p><em>Cesare Sacchetti<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/lacrunadellago.net\/2022\/04\/20\/lombra-dello-spygate-sulla-politica-italiana-la-guerra-tra-bande-nello-stato-profondo-italiano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vecchia massima in voga tra gli antichi romani\u00a0Excusatio non petita, accusatio manifesta\u00a0\u00e8 spesso fonte di pura verit\u00e0. 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