{"id":62965,"date":"2022-04-30T23:08:21","date_gmt":"2022-04-30T21:08:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=62965"},"modified":"2022-04-30T23:08:21","modified_gmt":"2022-04-30T21:08:21","slug":"ricordati-che-hai-unanima-e-che-unanima-puo-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/ricordati-che-hai-unanima-e-che-unanima-puo-tutto\/","title":{"rendered":"Ricordati che hai un\u2019Anima e che un\u2019Anima pu\u00f2 Tutto"},"content":{"rendered":"<div class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1611198786756\">\n<div class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\">\n<div class=\"vc_column-inner\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<h3 class=\"vcex-heading vcex-module wpex-text-2xl wpex-font-normal wpex-m-auto wpex-max-w-100 vcex-heading-plain wpex-block wpex-mb-20 wpex-text-center aligncenter wpex-rcss-0\" data-wpex-rcss=\"{&quot;font-size&quot;:{&quot;d&quot;:&quot;2.3em&quot;,&quot;tp&quot;:&quot;1.8em&quot;}}\"><span class=\"vcex-heading-inner wpex-inline-block wpex-clr\">\u201cVorrei che si dicesse alla gente, con brutalit\u00e0 o con dolcezza parimenti violenta, ricordati che hai un\u2019anima e che un\u2019anima pu\u00f2 tutto\u201d. Cristina Campo, un\u2019intervista<\/span><\/h3>\n<p><em>Tra i reperti della Radiotelevisione Svizzera c\u2019\u00e8 un documento straordinario, pubblicato nel 1977. Si tratta di un colloquio tra <a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/cristina-campo-racconti-pellegrino-russo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Cristina Campo<\/strong><\/a>\u00a0e Olga Amman, \u201cetnologa, viaggiatrice e documentarista\u201d\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rsi.ch\/rete-due\/programmi\/cultura\/il-granaio-della-memoria\/In-viaggio-con-Olga-9918856.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">(vedi qui)<\/a>, realizzato a Nervi, alcuni mesi prima della sua morte, accaduta il 10 gennaio 1977, a Roma. La Campo non era solita rilasciare interviste: con la Amman fece una eccezione, \u201caccett\u00f2 forse perch\u00e9 anch\u2019io come lei ero convinta che le cose del mondo visibile sono meno numerose di quelle del mondo invisibile\u201d. Il dialogo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rsi.ch\/cultura\/focus\/Incontro-con-Cristina-Campo-12010692.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>si pu\u00f2 ascoltare integralmente qui;<\/strong><\/a>\u00a0ne ho estrapolato, per punti, alcune parti, in lettura, lo spartito di un\u2019anima rara. \u201cIo traverso uno strano periodo, un poco sonnambolico, interrotto da momenti di acutissima veglia. Le chiavi continuano ad aprire porte inattese\u2026 Io non sono cos\u00ec innocente da penetrare in quei territori come Alice nello specchio \u2013 mi rendo conto che si pu\u00f2 scoprire all\u2019improvviso di trovarsi in foreste di orsi e di serpenti\u201d, scrive la Campo, il 21 gennaio 1975, a \u2018Mita\u2019. Vigile nella solitudine, la Campo abita un doppio romitorio: fisico \u2013 ha rari contatti con il mondo \u2013 e metafisico \u2013 s\u2019\u00e8 scavata un monastero nel cuore, dove il volto \u00e8 scatto di fiamma. La sua voce, allo stesso modo, \u00e8 distante, da un regno blu, scandito da un tempo misurabile in candele, e viva, piena, pronta, qui, in salotto \u2013 la Campo \u00e8 allo stesso modo monda e mondana, ha l\u2019attenzione di chi \u00e8 nudo e morde. Appena dopo la morte, nel numero di gennaio-marzo 1977 di \u201cConoscenza religiosa\u201d, sono pubbliche le sue traduzioni da Efrem Siro, il grande poeta e sapiente della Chiesa vissuto nel IV secolo. \u00c8 poema che brucia, trapunto di luce, un inno alla luce \u2013 \u201cSe si congiunge a una fonte di luce\/ l\u2019occhio diviene luce\/ sfavilla di quella luce\/ si fa glorioso di quello splendore\u201d \u2013 che infine acceca, fino a rendere visibile solo ci\u00f2 che non si vede.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid wpex-lg-w-80 wpex-m-auto vc_custom_1611194295044\">\n<div class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\">\n<div class=\"vc_column-inner\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"vcex-post-content vcex-clr\">\n<div class=\"vcex-post-content-c wpex-clr\">\n<p>***<\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79248 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/libro1-1-e1599222537887-167x300.jpg\" alt=\"\" width=\"311\" height=\"558\" \/>Chi \u00e8 Cristina Campo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cMa scusi, ma a chi importa?\u2026 c\u2019\u00e8 pure quel matto che strisciava per terra un grosso zoccolo dicendo, \u2018lo consumer\u00f2 questo pazzo mondo\u2019\u2026 sono un po\u2019 perplessa di questa generosit\u00e0, del loro tempo, eccetera, mi affido a lei, non so cosa dire\u2026 Spero bene di non saper mai parlare di me\u2026\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lo pseudonimo.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl mio \u00e8 uno pseudonimo\u2026 mi ricorda una persona saggia e antica che diceva: non dir mai il tuo vero nome, non dir mai la tua data di nascita e non regalare mai una tua fotografia\u2026 Da bambini si giocava a darsi dei nomi, avevo 15 anni e giocavo con una mia dolcissima amica che mor\u00ec sotto la prima bomba che cadde su Firenze. Da allora questo nome dato per gioco mi divent\u00f2 pi\u00f9 caro del mio, e questo \u00e8 tutto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il gioco delle maschere.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cConsidero Cristina Campo talmente poco importante che non mi pesa affatto\u2026 Cristina Campo \u00e8 un personaggio a cui non penso mai, che bellezza, lei resta fuori\u2026\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cHa scritto poco e le piacerebbe aver scritto meno\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa parola per me \u00e8 una cosa terribile, \u00e8 un filo scoperto, elettrico\u2026 con il verbo non si scherza\u2026 Possiamo fare un male terribile, dire immense sciocchezze di cui ci pentiremo dieci anni dopo. Possiamo educare, formare anime ancora tenere con una sicurezza bersagliera che dopo alcuni anni rimpiangeremo. Ho sempre avuto una gran paura della parola: ho scritto molte cose che non ho pubblicato e non me ne importa nulla. Domani, se stessi per morire, ne butterei nel fuoco molte. \u2018Di ogni parola inutile sar\u00e0 chiesto conto\u2019, dice la Scrittura\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa le importa?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa poesia mi importa molto. Qualcosa che mi importa pi\u00f9 della poesia \u00e8 la fonte della poesia. La poesia non ha senso se non nasce da una fonte metafisica, invisibile, come nelle fiabe. Queste sono le due cose che contano\u201d.<\/p>\n<p><strong>Credere nell\u2019invisibile.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCredo pochissimo al visibile, credo molto all\u2019invisibile ed \u00e8 forse la cosa che mi interessa di pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"poesia\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"600\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p><strong>Fare cose proibite.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSto facendo cose proibite, che ora sono diventate pericolose\u2026 Mi sono messa a studiare un po\u2019 per noia del\u00a0<em>pluralismo<\/em>\u00a0nostrano, le liturgie non nostre, rimaste se stesse, ed \u00e8 un mondo inimmaginabilmente bello e importante: mi sono accorta che non solo tutta l\u2019arte ma anche le fiabe vengono da l\u00ec\u2026 Le due liturgie che pi\u00f9 mi hanno impressionato sono l\u2019etiopica e la bizantino-slava, e poi altre, una bellissima, caldaica, dove sentiamo le parole di Cristo come le ha dette\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il Padre Nostro \u00e8 una poesia.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl Padre nostro \u00e8 una poesia. La prima parte, che si svolge tra uomo e Dio, sui desideri a lode di Dio, \u00e8 rimata; la seconda parte, quando si scende a chiedere il pane quotidiano, \u00e8 una prosa ritmica, cala, richiama con risonanze la prima parte, \u00e8 un capolavoro straordinario\u2026 Gli strumenti poi sono bellissimi: gli armeni hanno cembali e gong, gli etiopici hanno i tamburi e i sistri, sono meravigliosi. Ci\u00f2 che avevamo una volta e che abbiamo gettato via, per ragioni certamente sublimi ma che io non afferro, sono conservati l\u00ec per aprire i cinque sensi, che diventano cinque porte per far entrare l\u2019invisibile. I profumi di una chiesa armena non possiamo immaginarceli: il profumo del\u00a0<em>miron<\/em>, il crisma dove hanno bollito per tre giorni e tre notti cinquantasette aromi diversi alla lettura continua del Vangelo in un fuoco scaturito da icone e alimentato dal vescovo \u00e8 qualcosa di indicibile\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sulle domande capitali: Chi sei? Che senso ha il mondo?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon esco mai dalla minore et\u00e0, spero sempre vanamente, perci\u00f2 queste domande non le so immaginare, non posso pormi nel cervello dell\u2019Essere, come faccio? Non mi sono mai posta il problema\u00a0<em>perch\u00e9 si vive?<\/em>\u00a0Per me un miracolo\u2026 Avere visto una lucertola che prendeva la buccia di una pera, stando sopra il mio piede, e la portava alla femmina, come un dono, mentre il sole tramontava. Ecco, che bello essere creati\u2026 o che cosa spaventosa in altri momenti. La domanda urgentissima, piuttosto, \u00e8: perch\u00e9 sei qui e cosa devi fare? A quella domanda quasi sempre rispondo \u2018per scrivere\u2019, con enorme presunzione. Testimoniare la bellezza, ecco, mi sembra una risposta. E poi amare alcune persone, potendo moltissime, tutto e tutti, ma \u00e8 difficile\u201d.<\/p>\n<p><strong>La civilt\u00e0 occidentale.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuesta non mi sembra pi\u00f9 una civilt\u00e0, non ha pi\u00f9 niente dei caratteri di una civilt\u00e0. La civilt\u00e0 si trasmette con amore, questa \u00e8 una cosa che si distrugge con furore\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lavorare su se stessi, il \u201ccollettivo\u201d non esiste.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon credo in niente di\u00a0<em>collettivo<\/em>, ognuno deve lavorare su se stesso. Ognuno irradia, collettivamente non si pu\u00f2 far niente. Esistono uomini \u2018realizzati\u2019: questi uomini entrano e tutto va a posto. Io non ho fiducia in niente, ma ho incontrato persone mature, diciamo cos\u00ec, che hanno capito tutto, basta, chiuso, un 5 o 6 uomini e 7 o 8 donne, che \u00e8 un numero stragrande per chi vive sola, come me, che non frequento un mondo. Vuol dire che ce n\u2019\u00e8 di questi uomini. Ho viaggiato poco, li ho conosciuti questi uomini e so che se si potesse permettere a questa gente di avere in mano la ferula, potrebbero scaturire dei miracoli\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ricordati che hai un\u2019anima.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cVorrei che si dicesse costantemente alla gente, con brutalit\u00e0 o con dolcezza parimenti violenta, come faceva Cristo, \u2018ricordati che hai un\u2019anima e che un\u2019anima pu\u00f2 tutto\u2019\u201d.<\/p>\n<p><em>Olga Amman<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/cristina-campo-intervista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cVorrei che si dicesse alla gente, con brutalit\u00e0 o con dolcezza parimenti violenta, ricordati che hai un\u2019anima e che un\u2019anima pu\u00f2 tutto\u201d. Cristina Campo, un\u2019intervista Tra i reperti della Radiotelevisione Svizzera c\u2019\u00e8 un documento straordinario, pubblicato nel 1977. Si tratta di un colloquio tra Cristina Campo\u00a0e Olga Amman, \u201cetnologa, viaggiatrice e documentarista\u201d\u00a0(vedi qui), realizzato a [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":62966,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[2720,851,2719],"class_list":["post-62965","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-cristina-campo","tag-evidenza","tag-olga-amman"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62965"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62965\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/62966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}