{"id":63268,"date":"2022-05-12T11:08:03","date_gmt":"2022-05-12T09:08:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=63268"},"modified":"2022-05-13T09:30:17","modified_gmt":"2022-05-13T07:30:17","slug":"la-maschera-di-ferro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-maschera-di-ferro\/","title":{"rendered":"La Maschera di Ferro"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 pessima regola parlare di se stessi, ma talvolta \u00e8 necessario per svolgere certe riflessioni. Confessiamo: siamo tra i milioni di persone a cui l\u2019epidemia ha assestato un duro colpo psicologico. Vivere da reclusi, sentirsi topi in trappola o criceti in gabbia ha scavato un fossato di tensione nella nostra vita. L\u2019animo ribelle fa il resto, portandoci allo stremo. Qualcuno ricorder\u00e0 <em>La maschera di ferro<\/em>, il film tratto dal romanzo<em> Il Visconte di Bragelonne<\/em> di <strong>Alexandre Dumas<\/strong>, una storia a cavallo tra realt\u00e0 e fantasia. Un recluso alla Bastiglia, al tempo del Re Sole, era obbligato ad indossare sempre una maschera di ferro che ne celava il volto. Nessuno seppe mai il suo nome e perch\u00e9 gli fosse stata imposta.<\/p>\n<p><strong>Anche il nostro \u00e8 un tempo di maschere.<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto quelle cui siamo costretti come dubbia profilassi del Covid 19, ma ve ne sono <strong>altre che nascondono la verit\u00e0 nella narrazione sulla guerra, sugli atti del governo, sulla storia.<\/strong> La libert\u00e0 ha lasciato il campo a obblighi, divieti, prescrizioni, verit\u00e0 ufficiali. Non \u00e8 dato sapere quali armi stiamo fornendo a un paese belligerante e il parlamento non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019aula sorda e grigia di mussoliniana memoria, solo <strong>il ben pagato bivacco di mille connazionali che non contano nulla<\/strong>. Il presidente della Commissione Esteri del Senato \u00e8 cacciato perch\u00e9 in disaccordo con la politica nei confronti dell\u2019Ucraina. Non si contano le persone rimosse, sospese, allontanate da tribune giornalistiche, cattedre, eventi, platee televisive in quanto non perfettamente allineate alla versione ufficiale sul conflitto russo ucraino.<\/p>\n<p><strong>Se la libert\u00e0 \u00e8 soffocata, la democrazia appare come un lontano simulacro del passato.<\/strong> La maschera di ferro rende tutti uguali i volti, le voci, la narrazione di politici, operatori della comunicazione e della cultura. Si deve pensare tutti allo stesso modo: il trionfo del medesimo. Contemporaneamente, continua l\u2019epidemia e un\u2019altra maschera ostruisce le nostre facce. Siamo, in Europa, i pi\u00f9 prudenti o i pi\u00f9 timorosi? Abbiamo assistito in Tv alla cerimonia d\u2019investitura del presidente <strong>Macron<\/strong> e i presenti &#8211; la crema della societ\u00e0 francese &#8211; erano a volto scoperto. Forse il mal francese \u00e8 meno pericoloso del morbo italico.<\/p>\n<p>Di certo, le disposizioni transalpine sono pi\u00f9 chiare. In Italia abbiamo inaugurato, dal primo maggio, l\u2019era delle raccomandazioni. No, non quelle per trovare lavoro o ottenere come favore ci\u00f2 che sarebbe un diritto.\u00a0 La Gazzetta Ufficiale, infatti, nel sospendere (sino a nuovo ordine) l\u2019esibizione del passaporto vaccinale, ha raccomandato \u2013 senza imporlo \u2013 l\u2019uso della mascherina negli spazi chiusi, obbligatorio solo per ospedali e mezzi di trasporto. Strane norme quelle che raccomandano, ancora pi\u00f9 singolare che entrino in Gazzetta Ufficiale.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"dittatura\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"600\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che raccomandare significa gettare la palla nel campo altrui, allontanare da s\u00e9 la responsabilit\u00e0, soprattutto alimentare le divisioni, il clima di profonda sfiducia reciproca, una drammatica conseguenza dell\u2019epidemia. Litigher\u00f2 con il commerciante, con il vicino e con lo sconosciuto, ma non me la prender\u00f2 con il responsabile dell\u2019inimicizia, il governo, i suoi consulenti a fattura e i suoi danti causa, le oligarchie globaliste.<\/p>\n<p>Delle due l\u2019una: <strong>o la mascherina serve davvero, e allora se ne deve mantenere l\u2019uso, oppure non \u00e8 efficace per evitare il contagio, \u00e8 un placebo, un oggetto transizionale come la coperta di Linus per un\u2019umanit\u00e0 bambina paralizzata dalle paure.<\/strong> Vi \u00e8 una terza ipotesi: \u00e8 un feticcio, il simbolo di due dei peggiori sentimenti umani, la paura e la sottomissione. I governi e i loro padroni hanno imparato con gioia la lezione che si aspettavano dall\u2019epidemia. <strong>Dominare i popoli con la paura senza ricorrere alla violenza diretta, si pu\u00f2.<\/strong> La mascherina, nella doppia versione chirurgica e FFP2, \u00e8 la rappresentazione del timore e della sottomissione. Da mesi non \u00e8 prescritta all\u2019 aperto, eppure una percentuale altissima continua a indossarla, bench\u00e9 siano sempre pi\u00f9 numerosi i pareri di chi ne contesta l\u2019efficacia.<\/p>\n<p>Solo paura o eccesso di prudenza? Temiamo di no. <strong>Le statistiche non segnalano alcuna diminuzione del contagio presso chi &#8211; come l\u2019Italia &#8211; ha generalizzato l\u2019uso delle mascherine.<\/strong> Dunque si \u00e8 diffusa una fobia del virus, alimentata quotidianamente, alla quale si risponde con riti scaramantici di rassicurazione, l\u2019igienizzazione delle mani, la lontananza dall\u2019altro \u2013 il potenziale vettore del contagio &#8211; l\u2019informazione compulsiva e terrorizzante. Le fobie sono irrazionali, definiscono un nemico \u2013 vero o immaginario &#8211; contro cui tutto vale, <strong>se ne infischiano della libert\u00e0 e della razionalit\u00e0<\/strong>. Da anni ogni deviazione dalla via prescritta dal potere \u00e8 indicata come fobia, una malattia da curare con la psichiatria (asservita) e dosi massicce di farmaci, prodotti da aziende che, attraverso l\u2019incrocio di pacchetti azionari, fanno parte del ristretto club dei colossi corporativi mondiali.<\/p>\n<p>E\u2019 assai gradita, oltre alla maschera, la sottomissione ai voleri, alle parole d\u2019ordine, all\u2019ideologia dell\u2019iperclasse. Sottomissione \u00e8 sinonimo di servit\u00f9 volontaria, come intu\u00ec <strong>Etienne de la Bo\u00e9tie<\/strong> nel XVI secolo. Il pensatore amico di <strong>Montaigne<\/strong> rilevava che <strong>ogni tiranno detiene il potere fintanto che i sudditi glielo permettono<\/strong>.\u00a0 La libert\u00e0 \u00e8 abbandonata, corrotta dall\u2019abitudine, dal servilismo, dalla comodit\u00e0 che preferisce la servit\u00f9 del cortigiano \u2013 e del gregge \u2013 alla dura condizione di uomo libero, che rifiuta di essere sottomesso e di obbedire.<\/p>\n<p>Lo psicoterapeuta <strong>Adriano Segatori<\/strong>\u00a0parla apertamente di lavaggio del cervello, un blocco (<em>lockdown\u2026<\/em>) cognitivo che ha colonizzato la razionalit\u00e0 con una tecnica di pressante, pervasiva induzione di paura. L\u2019isolamento coatto ha portato l\u2019individualizzazione del lavoro e dell\u2019istruzione. La disgregazione della vita sociale si \u00e8 prodotta anche con l\u2019invasione informatica della sfera personale, abbattendo ogni barriera tra pubblico e privato, lavoro e intimit\u00e0 familiare.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLavoro, istruzione, sanit\u00e0, fabbisogni personali sono governati da piattaforme tecnologiche invisibili. I rapporti interpersonali sono mediati dalla virtualit\u00e0 tecnologica. Questa nuova dimensione immateriale della natura sociale dell\u2019uomo, non condurr\u00e0 a trasformazioni antropologiche che comporteranno la liberazione non dell\u2019uomo, ma dall\u2019uomo?\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>La terribile riflessione prosegue rammentando che <strong>la pandemia ha affermato un totalitarismo sanitario in cui eventi naturali come la nascita o l\u2019invecchiamento sono equiparati a stati patologici soggetti a prevenzione sanitaria.<\/strong> Un\u2019altra maschera di ferro. Desta turbamento il completo dominio delle coscienze realizzato dal primato assoluto della preservazione della vita corporea, gettando nell\u2019oblio millenni di educazione spirituale dell\u2019 <em>\u201canimale incompleto\u201d<\/em>, come <strong>Nietzsche<\/strong> definiva l\u2019uomo.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4957.html?_=1652318368\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>In pi\u00f9 \u00e8 avvenuto un formidabile salto logico nel linguaggio \u2013 ovvero nella percezione comune \u2013 per cui il portatore sano \u00e8 diventato un malato asintomatico respinto perch\u00e9 possibile untore. La morte \u2013 grande rimossa della modernit\u00e0 occidentale \u2013 \u00e8 tornata protagonista con l\u2019insinuazione costante della paura in un bombardamento di messaggi inusitati per estensione, ripetizione, pervasivit\u00e0, violenza. <strong>L\u2019esito \u00e8 stato un condizionamento, una docilit\u00e0 di massa mai sperimentata da nessuna generazione<\/strong>. Un atto massiccio di acculturazione a tappe forzate \u2013 il processo mediante il quale un popolo assume la cultura di un altro popolo \u2013 e insieme di deculturazione che estirpa la natura umana.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 a cui assistiamo \u00e8 una vera e propria domesticazione dell\u2019uomo per paura della morte e fine dello spirito.<\/strong> Ridotto a pura biologia, riconvertito a capo di bestiame di un gregge, l\u2019uomo assume la condizione di animale domestico, ossia, scrive <strong>Ernst J\u00fcnger<\/strong>, di bestia da macello, un essere a disposizione di chi lo ha ridotto a ci\u00f2 che \u00e8 diventato. Non a caso viene convinto facilmente da ogni \u201cnarrazione\u201d, purch\u00e9 possente, unanime, indiscussa. Lo vediamo con la guerra, ma anche con fenomeni di rottura antropologica come l\u2019eutanasia: ci condizionano affinch\u00e9 accettiamo di morire igienicamente se la nostra vita non \u00e8 degna di essere vissuta in base a parametri materiali (e concretissimi interessi) decisi dall\u2019alto secondo un allucinante spirito dei tempi regressivo.<\/p>\n<p><strong>Applaudiamo l\u2019idea di sopprimere i feti e perfino i neonati.<\/strong> <strong>Le grandi corporazioni americane \u2013 veicolo principale dell\u2019asettica barbarie postmoderna \u2013 si offrono di pagare l\u2019aborto alle dipendenti se esso verr\u00e0 messo in discussione dalla Corte Suprema.<\/strong> Una societ\u00e0 scissa da se stessa, un\u2019umanit\u00e0 solitaria di atomi uguali che corre spedita, gaia, verso la fine credendo di difendere la vita, la libert\u00e0 (riconvertita in desiderio pi\u00f9 capriccio) perfino la democrazia.<\/p>\n<p><strong>Una maschera di ferro le cui chiavi sono consegnate agli aguzzini.<\/strong><\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4840.html?_=1652318365\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Il primo autore di romanzi distopici. <strong>Aleksandr Zinoviev<\/strong> (\u201c<em>Noi<\/em>\u201d) intu\u00ec che il trucco geniale \u00e8 quello di <strong>fingere un\u2019ideologia che proclama la fine delle ideologie.<\/strong> La maschera di ferro dell\u2019uomo\u2013cifra digitale, simbolo dell\u2019Identico e dell\u2019Unico- nasconde un impressionante meticciato, quello con la macchina, unito alla supremazia della tecnica-ovvero dei suoi padroni- sulla vita. Guai a chi cela in s\u00e9 deserti, ammoniva <em>Zarathustra<\/em>, ma che cos\u2019\u00e8 la contemporaneit\u00e0 se non un deserto di corpi e di anime?<\/p>\n<p>Deserto uguale nichilismo, egoismo, narcisismo. Perdita di qualsiasi orizzonte di senso nell\u2019 ideologia unica, riduzione al presente nella psicologia di massa, lo sguardo rivolto a un S\u00e9 fatto di pura materia, convinzione che il presente sia il compimento della storia \u2013 paradossale suprematismo temporale \u2013 negazione di ogni valore che trascenda la dimensione individuale. Questa \u00e8 la maschera che non sappiamo n\u00e9 vogliamo strappare.<\/p>\n<p>Le conseguenze sono svariate: una \u00e8 il male fatto a generazioni di bambini che non vedono pi\u00f9 il volto di genitori, parenti, amichetti, insegnanti, perdendo la prima fonte di giudizio, il linguaggio dei visi, il sorriso o la smorfia. Scriveva <strong>Ida Magli<\/strong> che il gesto di sorridere, aprire la bocca mostrando i denti senza intenzioni negative, fu una delle decisioni pi\u00f9 importanti dell\u2019uomo primitivo. Avanza una regressione che spaventa. O forse no: la maggioranza manifesta non solo docilit\u00e0, ma addirittura piacere nella riduzione a gregge. Il servo ama le sue catene; nessuna rivoluzione \u00e8 in vista, nessuna presa di coscienza.<\/p>\n<p>Un lungo lavoro impedisce di ragionare e comprendere ci\u00f2 che generazioni pi\u00f9 spiritualmente attrezzate avrebbero capito facilmente. <strong>La mascherina \u00e8 un simbolo di sottomissione e di chiusura in s\u00e9 pi\u00f9 che un dispositivo di protezione sanitaria, cos\u00ec come il\u00a0<em>green pass<\/em>\u00a0\u00e8 un fondamentale mattone della trasformazione dell\u2019uomo a cifra, nonch\u00e9 dell\u2019esproprio delle libert\u00e0 pi\u00f9 concrete.<\/strong> L\u2019igienizzante, con il gesto rituale dell\u2019abluzione delle mani, sostituisce la purificazione spirituale con la sanificazione corporea. La stretta di mano \u2013 simbolo di vicinanza \u2013 \u00e8 abolita e i pi\u00f9 ardimentosi osano un fugace tocco di gomito. Non siamo pi\u00f9 uomini o donne, ma figurine intercambiabili, la cui unica diversit\u00e0 \u00e8 nel colore, nella foggia, nella moda della mascherina.<\/p>\n<p>Tutto conduce l\u2019umanit\u00e0 mascherata a un isolamento percepito come salvifico, simile alla vita degli\u00a0<em>hikikomori<\/em>, le persone auto segregate in casa, iperconnesse, che sostituiscono la realt\u00e0 con la virtualit\u00e0. Quotidianamente, assistiamo a fenomeni sorprendenti: sospetto reciproco, lontananza, sfiducia.<\/p>\n<p><strong>Ma si \u00e8 comunit\u00e0 solo se si d\u00e0 credito all\u2019Altro, lo si riconosce, si solidarizza con lui.<\/strong> Perfino nelle societ\u00e0 basate sul contratto, si deve praticare un certo grado di fiducia, certificata da norme scritte la cui inosservanza provoca sanzioni. Nel mondo in maschera di monadi nemiche la regola \u00e8 il sospetto, cio\u00e8 la lontananza, primo movente della diffidenza e dell\u2019inimicizia. Si vive nell\u2019angoscia della fine, il cui allontanamento ad ogni costo diventa il senso vano dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p>Passeggeri clandestini del Titanic, osserviamo con occhi asciutti il ballo in maschera.<\/p>\n<p><em>Roberto Pecchioli<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ereticamente.net\/2022\/05\/la-maschera-di-ferro-roberto-pecchioli.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 pessima regola parlare di se stessi, ma talvolta \u00e8 necessario per svolgere certe riflessioni. Confessiamo: siamo tra i milioni di persone a cui l\u2019epidemia ha assestato un duro colpo psicologico. Vivere da reclusi, sentirsi topi in trappola o criceti in gabbia ha scavato un fossato di tensione nella nostra vita. L\u2019animo ribelle fa il [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":63269,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[2747,2748,2744,1398,1040,2745,851,72,2406,2746,1273],"class_list":["post-63268","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-adriano-segatori","tag-aleksandr-zinoviev","tag-alexandre-dumas","tag-emmanuel-macron","tag-ernst-junger","tag-etienne-de-la-boetie","tag-evidenza","tag-friedrich-nietzsche","tag-ida-magli","tag-montaigne","tag-roberto-pecchioli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63268"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63268\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}