{"id":63419,"date":"2022-05-17T20:47:13","date_gmt":"2022-05-17T18:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=63419"},"modified":"2022-05-17T20:48:32","modified_gmt":"2022-05-17T18:48:32","slug":"si-sta-come-dautunno-sugli-alberi-le-foglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/si-sta-come-dautunno-sugli-alberi-le-foglie\/","title":{"rendered":"Si sta come d\u2019autunno sugli alberi le foglie"},"content":{"rendered":"<div class=\"article first\">\n<div class=\"thumbnail\">\n<div class=\"hover\">Si sta come d\u2019autunno sugli alberi le foglie. La metafora di <strong>Ungaretti<\/strong> \u2013 il poeta sulle trincee del Carso che sperimentava la morte ogni momento \u2013 si attaglia alla nostra condizione di paura, indifferenza, confusione. Guerra, epidemia, cultura della cancellazione, una relazione con la fine e il male dalla quale \u00e8 stata sradicata la speranza della trascendenza. Viviamo in un campo minato in cui prevale la freudiana\u00a0<em>todestrieb<\/em>, la pulsione di morte e distruzione, espressa attraverso comportamenti come l\u2019aggressivit\u00e0, la coazione a ripetere e l\u2019autodistruzione. Per restare alle citazioni ungarettiane, sorprende che circoli <strong>una diffusa allegria di naufraghi che corrono verso l\u2019abisso cantando<\/strong>.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_left_entries_post left_entries\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bisogna tentare di invertire la rotta, seguendo il poeta:<\/p>\n<blockquote><p>\u201ce subito riprende il viaggio\/ come \/ dopo il naufragio\/ un superstite\/ lupo di mare\u201c<\/p><\/blockquote>\n<p>Non sappiamo se possediamo le virt\u00f9 dei lupi di mare, ma <strong>ci sentiamo superstiti di un naufragio gigantesco<\/strong>. Abbiamo l\u2019impressione che dall\u2019orizzonte svanisca la vita. L\u2019Occidente degli ultimi uomini di <em>Zarathustra<\/em>, che strizzano l\u2019occhio e credono di avere inventato la felicit\u00e0, corre verso la fine destituendo ogni principio su cui si \u00e8 retta la sua civilt\u00e0 per millenni. Sul trono dei nuovi diritti \u2013 assoluti, inderogabili, irrevocabili \u2013 l\u2019aborto libero, l\u2019eutanasia, i desideri, la fluidit\u00e0 dei sessi e delle preferenze, la negazione dell\u2019ordine naturale. Natura nemica, derubricata ad ambiente o a biologia perch\u00e9 antecedente all\u2019<em>Homo Deus\u00a0<\/em>creatore di se stesso.<\/p>\n<p>Si diffonde nelle donne \u2013 detentrici del misterioso, straordinario potere di dare la vita \u2013 il fastidio per la maternit\u00e0. E\u2019 la tendenza\u00a0<em>child-free<\/em>\u00a0(libera dai figli), una delle mille mode coloniali che importiamo dagli Stati Uniti, centro dell\u2019impero e cratere in eruzione. La battaglia finale sull\u2019aborto come diritto umano si combatte nelle aule della Corte Suprema americana e da l\u00ec tracima nelle periferie imperiali. Avanza a grandi passi l\u2019eutanasia \u2013 che l\u2019Italia dell\u2019ipocrisia di linguaggio (ultima eredit\u00e0 cattolica?) \u2013 chiama suicidio assistito. <strong>Bisogna scomparire per non disturbare i manovratori: vecchi, malati, depressi di ogni et\u00e0, insoddisfatti e infelici secondo i parametri stabiliti da lorsignori.<\/strong><\/p>\n<p>Una puntura e via, con i medici trasformati in boia seriali, Mastro Titta a stipendio, forse pagati a obiettivi (tot morti, premio di produzione). Non si nasce pi\u00f9 e l\u2019aborto \u2013 che \u00e8 talora una triste necessit\u00e0 ma resta la soppressione di una vita nascente \u2013 \u00e8 banalizzato e difeso come un dogma religioso. Pulsione di morte perch\u00e9 i figli ingombrano, sono \u201cper sempre\u201d, impediscono di godere i piaceri del consumo, costringono alla responsabilit\u00e0. Non-madri che rinunciano gaiamente a dare la vita, non-padri soddisfatti di non assumere impegni. Se poi il nonno sta male o rompe le scatole, pratichiamo l\u2019iniezione, dopo avergli fatto sottoscrivere il testamento a nostro favore.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"aborto\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"600\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>La denatalit\u00e0 \u00e8 il male pi\u00f9 grande dell\u2019Occidente progressista, civile, aperto, tollerante. L\u2019economista e banchiere <strong>Ettore Gotti<\/strong> <strong>Tedeschi<\/strong> ha dimostrato che \u00e8 alla base del calo del Prodotto Interno Lordo e impoverisce la societ\u00e0.\u00a0 La ferrea logica dell\u2019aritmetica dice che la fine delle nostri genti \u2013 la razza bianca (parola impronunciabile che suscita indignazione, interdetto, repulsione delle anime belle) la civilt\u00e0 di cui siamo (eravamo) eredi, il modo di vivere e stare al mondo che ha alimentato popoli e generazioni \u2013 \u00e8 prossima. Anni fa, persino <strong>Eugenio Scalfari<\/strong>, papa laico del progressismo, chiedeva di difendere la persistenza etnica del nostro popolo.<\/p>\n<p>Possiamo restare indifferenti ad aspettare e anche lavorare per affrettare la fine. Si sappia tuttavia che la nostra gente, la sua specifica visione del mondo, scompariranno per sempre. Ma infine, che hanno fatto per noi i posteri che non avremo? Che ci importa di un futuro da cui saremo assenti? E poi, perch\u00e9 parlare di temi fastidiosi, che sembrano distanti dalla vita quotidiana? Meglio l\u2019allegria di naufraghi, meglio fingere di non essere anime morte.<\/p>\n<p>Inutile l\u2019accanimento terapeutico: chi vuole suicidarsi, prima o poi ci riuscir\u00e0. Vano attaccare la cultura della cancellazione, l\u2019odio di s\u00e9 che ci ha aggredito come una metastasi. <strong>Dalla volont\u00e0 di potenza di chi sta avanzando siamo passati al suo contrario, la volont\u00e0 d\u2019impotenza che archivia se stessa.<\/strong> Del resto, perch\u00e9 conservare traccia biologica di una cultura che fa schifo, colpevole di tutto il male del mondo, di ogni ingiustizia, ineguaglianza, violenza, cattiveria? Siamo il frutto finale \u2013 vergognoso di s\u00e9 \u2013 di generazioni malvagie, oscure, inferiori al Bene, al compimento della Storia e dell\u2019Umanit\u00e0 raggiunto da noi, i migliori.<\/p>\n<p><strong>Strano suprematismo temporale che nega al futuro il diritto di pensare diversamente: domani sar\u00e0 il perfezionamento di oggi, l\u2019ultimo trionfo dell\u2019uomo-Dio auto creatore che trascender\u00e0 se stesso.<\/strong> In tutta questa meraviglia, nello scintillare di luci accecanti, pare strano non volersi riprodurre e lasciare questo mondo alla prima seria difficolt\u00e0. Fragili come cristalli, superbi come pezzi unici. Strano anche proclamare <em>\u201cdiritti riproduttivi\u201d<\/em> che sono il loro opposto. E\u2019 poi cos\u00ec necessario l\u2019aborto a una generazione coltissima, intelligentissima, razionalissima, con liberi anticoncezionali accessibili a basso costo? E perch\u00e9 la societ\u00e0 il cui l\u2019interesse primario \u00e8 riprodurre se stessa \u2013 a partire dalla nascita di nuovi membri \u2013 \u00e8 felice di pagare con le tasse l\u2019interruzione della gravidanza, ossia del ciclo biologico naturale?<\/p>\n<p><strong>Le oligarchie hanno una strategia contraria alla natalit\u00e0. Il successo \u00e8 limitato a pochi popoli.<\/strong>Gli altri non ne vogliono sapere. C\u2019\u00e8 chi dice che l\u2019uomo \u00e8 il male della terra, chiamata animisticamente Gaia; alcuni soloni avrebbero stabilito in un miliardo il numero massimo di abitatori umani del pianeta. Il ministro italiano <strong>Cingolani<\/strong> <strong>ha affermato che la terra \u00e8 stata \u201cprogettata\u201d per tre miliardi di esemplari di <em>homo sapiens<\/em><\/strong>. Beato lui che possiede informazioni tanto dettagliate, che parla di un \u201c<em>progetto<\/em>\u201d e dunque, se le parole hanno un significato, di un progettista (l\u2019architetto dell\u2019universo?). Beata la sua sincerit\u00e0 che mostra l\u2019esistenza di un obiettivo mortuario delle oligarchie. In altri tempi, la Chiesa avrebbe alzato la voce per rivendicare l\u2019esistenza di un creatore il cui comando all\u2019umanit\u00e0 era crescere, moltiplicarsi e avere la supremazia sulla terra. Alcuni anni fa, il papa di rito argentino punt\u00f2 il dito contro chi fa figli <em>\u201ccome conigli\u201d.<\/em> A chi parlava? Non certo agli occidentali.<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\"><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4780.html?_=1652775905\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/div>\n<p>Oggi sembra pensarla diversamente e mette in guardia contro le culle vuote, partecipando ai recenti Stati generali della natalit\u00e0. L\u2019Italia \u00e8 destinata a scomparire: parola di <strong>Mario Draghi<\/strong>, non di suprematisti bianchi. Il corvo disse al merlo: come sei nero.\u00a0 Chi ha creato un problema non pu\u00f2 risolverlo con la mentalit\u00e0, le idee, i (dis)valori da egli stesso prodotti. Farina del sacco di <strong>Einstein<\/strong>. Il Drago ha detto che lo Stato deve rimuovere gli ostacoli materiali ed economici che impongono restrizioni alla possibilit\u00e0 per i cittadini di avere figli, e tutelare la figura della madre, impedendo che le giovani donne siano costrette dalle dinamiche della societ\u00e0 a scegliere tra il lavoro e la famiglia.<\/p>\n<p>Intenzioni commendevoli che confliggono con il modello di economia, lavoro e societ\u00e0 di cui <strong>Draghi<\/strong> \u00e8 banditore. <strong>Precariato, nomadismo di fatto, bassi salari, disprezzo della famiglia, irrisione della stabilit\u00e0 affettiva, professionale, esistenziale.<\/strong> Ai tempi della nostra giovinezza, uno stipendio consentiva il mantenimento della famiglia, oggi non ne bastano due. Il termine famiglia a chi e a cosa si riferisce, nella societ\u00e0 liquida, fluida e trans, la cui propaganda \u00e8 entrata nelle scuole per volont\u00e0 del governo di cui l\u2019ex banchiere \u00e8 presidente? Lo stesso aborto \u2013 al di l\u00e0 delle diatribe ideologiche \u2013 libero e gratuito indipendentemente da necessit\u00e0 terapeutiche, \u00e8 un potente ostacolo alla natalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Bergoglio<\/strong> per una volta ha ribadito l\u2019insegnamento della Chiesa: <em>\u201cDov\u2019\u00e8 il nostro tesoro, il tesoro della nostra societ\u00e0?\u201d<\/em>, si \u00e8 chiesto.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cNei figli o nelle finanze? Che cosa ci attrae, la famiglia o il fatturato? Ci dev\u2019essere il coraggio di scegliere che cosa viene prima, perch\u00e9 l\u00ec si legher\u00e0 il cuore. Il coraggio di scegliere la vita \u00e8 creativo, perch\u00e9 non accumula o moltiplica quello che gi\u00e0 esiste, ma si apre alla novit\u00e0: ogni vita umana \u00e8 la vera novit\u00e0. Com\u2019\u00e8 possibile che una donna debba provare vergogna per il dono pi\u00f9 bello che la vita pu\u00f2 offrire?\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>ha ripetuto, pensando<\/p>\n<blockquote><p>\u201calle donne che sul lavoro vengono scoraggiate ad avere figli o devono nascondere la pancia. Non la donna, ma la societ\u00e0 deve vergognarsi, perch\u00e9 una societ\u00e0 che non accoglie la vita smette di vivere\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>E\u2019 la cultura dello scarto, il consumismo spinto, il soggettivismo edonistico, altrettanti aspetti della pulsione di morte descritta da <strong>Freud<\/strong>. Le conseguenze etiche valoriali e demografiche dell\u2019individualismo non possono essere curate con ulteriori dosi di individualismo.<\/p>\n<p>Che fare, allora? Non si cambia la china mortale dell\u2019inverno demografico senza fuoriuscire dal modello economico, antropologico e morale dominante, i cui padroni \u2013 l\u2019iperclasse dei miliardari \u2013 paiono aver deciso una diminuzione drastica della specie umana. Pensiamo a <strong>Bill Gates<\/strong> e ai suoi allarmi sulle epidemie, agli interessi di fondi previdenziali ed assicurativi rispetto all\u2019eutanasia, alla riduzione zootecnica della riproduzione umana, alle immense donazioni a organizzazioni antinataliste e abortiste delle fondazioni dei ricchi misantropi.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4966.html?_=1652750355\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Un forum dedicato alla stesso tema ha individuato due linee di condotta: la prima prevede aiuti economici e fiscali per favorire le nascite. Politiche di quel tipo hanno dati risultati incoraggianti in Francia e in Italia sono sostenute dalle uniche due province che non presentano saldi demografici negativi, Trento e Bolzano. La seconda invita alla battaglia culturale, proclamando alle giovani generazioni la felicit\u00e0 di formare una famiglia. In una societ\u00e0 individualistica, mercantile, anche la nozione di felicit\u00e0 \u00e8 declinata in termini di successo personale, economico e di consumo. Tuttavia, \u00e8 la strada maestra. Gli incentivi fiscali e i premi economici vanno attuati con la massima larghezza, ma non modificheranno la tendenza se non torner\u00e0 a valere il principio comunitario della trasmissione della vita e se non riavr\u00e0 dignit\u00e0 l\u2019idea della convivenza di pi\u00f9 generazioni unite in una catena di trasmissione della vita e dei costumi, a partire dalla famiglia naturale e a patto che i ruoli di padre e di madre recuperino il loro prestigio.<\/p>\n<p>Quella perdita ha trascinato in basso il numero dei membri della societ\u00e0 e della nazione. Non sappiamo se il numero sia potenza, ma siamo certi che siano impotenza e povert\u00e0 il declino demografico, l\u2019invecchiamento, la sclerotizzazione e l\u2019egoismo delle societ\u00e0 individualistiche. I figli disturbano, i vecchi sono inutili e a loro volta non capiscono e non accettano l\u2019ovvia diversit\u00e0 dei giovani: la societ\u00e0 si spappola e finisce per consunzione, esaurimento, deperimento biologico, assenza di obiettivi comuni.<\/p>\n<p>Esiste nella terra del tramonto qualcuno in grado di mobilitare energie morali e di parlare di felicit\u00e0 in termini comunitari, recuperando una dimensione naturale, richiamando istinti ancestrali che una civilizzazione esausta ha dimenticato, restituendo all\u2019egoismo e al soggettivismo il senso negativo di ieri? Ne dubitiamo, poich\u00e9 opposta \u00e8 la volont\u00e0 della classe dominante. I massimi finanziatori dell\u2019aborto, i sostenitori di vere e proprie multinazionali della denatalit\u00e0 e dell\u2019attacco alla famiglia come la potentissima <em>Planned Parenthood<\/em> sono <strong>Bill Gates, Jeff Bezos, Warren Buffett, Michael Bloomberg, George Soros<\/strong> e le grandi fondazioni americane.<\/p>\n<p><strong>Gates<\/strong> ha asserito che cambiare le legislazioni abortiste <em>\u201cfarebbe retrocedere gli Usa di cinquant\u2019anni\u201d.<\/em> Di qui il progresso, la luce, la liberazione, di l\u00e0 l\u2019oscurit\u00e0 e il regresso. La compagna di <strong>Jeff Bezos<\/strong> ha donato 275 milioni di dollari a <em>Planned Parenthood<\/em>, <strong>Bloomberg<\/strong> 50 milioni per i <em>\u201cdiritti riproduttivi\u201d.<\/em> <strong>Warren Buffet<\/strong> ha elargito tra i 500 e i 700 milioni alla medesima causa. <strong>Ci domandiamo quale sarebbe il sentire comune se le enormi somme fossero state destinate all\u2019accoglienza della vita, alla cura del prossimo, alla promozione della famiglia.<\/strong><\/p>\n<p>Gli altri benefattori antinatalisti sono la <em>Fondazione Ford<\/em> e le fondazioni dei super miliardari. <strong>Buffet<\/strong> \u00e8 un sostenitore accanito del controllo della popolazione, un tema posto in agenda da <strong>Henry Kissinger<\/strong> nel 1974 che segna da allora la biopolitica del mondo occidentale. Possiamo aspettarci cambiamenti se non attacchiamo alla radice i fondamenti dell\u2019ideologia dei miliardari, la\u00a0<em>tabula rasa<\/em>, il <em>Grande Reset<\/em> della cupola di Davos?<\/p>\n<p>Fino ad allora, saremo come d\u2019autunno sugli alberi le foglie.<\/p>\n<p><em>Roberto Pecchioli<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ereticamente.net\/2022\/05\/si-sta-come-dautunno-sugli-alberi-le-foglie-roberto-pecchioli.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sta come d\u2019autunno sugli alberi le foglie. La metafora di Ungaretti \u2013 il poeta sulle trincee del Carso che sperimentava la morte ogni momento \u2013 si attaglia alla nostra condizione di paura, indifferenza, confusione. 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