{"id":63451,"date":"2022-05-19T11:37:25","date_gmt":"2022-05-19T09:37:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=63451"},"modified":"2022-05-21T11:37:40","modified_gmt":"2022-05-21T09:37:40","slug":"il-senso-della-guerra-nel-xxi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/il-senso-della-guerra-nel-xxi-secolo\/","title":{"rendered":"Il senso della guerra nel XXI secolo"},"content":{"rendered":"<article class=\"hnews hentry item\">\n<div class=\"article-chapo crayon article-chapo-216906 entry-content\">\n<p><em><strong>Thierry Meyssan<\/strong> interrompe la serie di articoli sulla guerra in Ucraina per consegnare al lettore alcune riflessioni sull\u2019evoluzione della guerra sotto l\u2019aspetto umano. La fine del capitalismo industriale e la globalizzazione degli scambi trasformano non soltanto le nostre societ\u00e0 e il nostro modo di pensare, ma anche la valenza di ogni attivit\u00e0 umana, guerre comprese.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"entry-content\">\n<div id=\"article-text\" class=\"article-text\">\n<div class=\"article-text-images crayon article-texte-216906\">\n<div class=\"spip_document_237555 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"281\" data-legende-lenx=\"xxxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH301\/216840-1-8-cc702.jpg?1652778081\" alt=\"\" width=\"652\" height=\"491\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre crayon document-titre-237555\"><strong>I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki non rispondevano a una strategia militare. Il Giappone aveva gi\u00e0 intenzione di capitolare. Gli Stati Uniti volevano solo che i giapponesi si arrendessero a loro invece che ai sovietici, che gi\u00e0 cominciavano a dilagare in Manciuria.<\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p class=\"lettrine\">In Europa, eccetto che in Jugoslavia, la pace regna dalla fine della seconda guerra mondiale, ossia da 77 anni. Per gli europei la guerra era ricordo lontano, ed ecco che con orrore la riscoprono in Ucraina. Gli africani della regione dei Grandi Laghi, poi gli abitanti della ex Jugoslavia, poi i mussulmani, dall\u2019Afghanistan alla Libia, passando per il Corno d\u2019Africa, li osservano con disgusto: <strong>per lunghi decenni gli europei hanno ignorato le loro sofferenze e li hanno accusati di essere responsabili delle proprie disgrazie.<\/strong><\/p>\n<p>Secondo alcuni la guerra di Ucraina \u00e8 iniziata con il nazismo; secondo altri, otto anni fa; nella coscienza degli Occidentali dura da appena due mesi. Prendono atto solo in parte delle sofferenze causate dalla guerra, tuttora incapaci di percepirne tutti gli aspetti. Soprattutto, erroneamente, interpretano la guerra attuale basandosi sull\u2019esperienza dei bisnonni e non su quanto vivono personalmente.<\/p>\n<h3 class=\"spip\">LE GUERRE NON SONO ALTRO CHE SEQUELE DI CRIMINI<\/h3>\n<p><strong>Non appena innescata, la guerra mette al bando le sfumature. Intima a tutti di schierarsi per uno dei due campi.<\/strong> Chi non ubbidisce viene immediatamente stritolato dalla duplice mandibola della bestia.<br \/>\nL\u2019abolizione delle sfumature costringe a riscrivere gli avvenimenti. <strong>Ci sono solo i \u201cbuoni\u201d, cio\u00e8 noi, e i \u201ccattivi\u201d, cio\u00e8 gli altri.<\/strong> La propaganda di guerra \u00e8 talmente poderosa che nessuno \u00e8 pi\u00f9 in grado all\u2019istante di distinguere i fatti dalla loro descrizione.<\/p>\n<p>Siamo immersi nell\u2019oscurit\u00e0 e non sappiamo come fare luce.<br \/>\nLa guerra infligge sofferenze e semina morte senza distinzioni. Non importa da quale parte si \u00e8 schierati, non conta se si \u00e8 colpevoli o innocenti. Si soffre e si muore non solo perch\u00e9 colpiti dall\u2019avversario, ma anche per i danni collaterali causati dal campo amico. La guerra non significa soltanto sofferenza e morte, significa anche ingiustizia, che si fa pi\u00f9 fatica a tollerare.<br \/>\n<strong>\u00a0Nessuna regola delle nazioni civilizzate resiste.<\/strong> Molti soccombono alla follia e non agiscono pi\u00f9 da esseri umani. Non esiste pi\u00f9 un\u2019autorit\u00e0 che metta ciascuno di fronte alle conseguenze del proprio agire. Non si pu\u00f2 pi\u00f9 contare sulla maggior parte delle persone. L\u2019uomo \u00e8 diventato lupo per l\u2019uomo.<\/p>\n<p><strong>Accade allora qualche cosa di affascinante: se alcuni si trasformano in belve crudeli, altri s\u2019illuminano e il loro sguardo ci rischiara.<\/strong><\/p>\n<p>Ho passato dieci anni sui campi di battaglia senza mai rientrare nel mio Paese. E oggi, che rifuggo sofferenza e morte, continuo a essere irresistibilmente attratto da questi sguardi illuminanti: detesto la guerra, ma al tempo stesso mi manca. Perch\u00e9 <strong>in questo groviglio di orrori brilla sempre una forma sublime di umanit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"guerre\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"600\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<h3 class=\"spip\">LE GUERRE DEL XXI SECOLO<\/h3>\n<p>Ora vorrei esporvi alcune riflessioni che non v\u2019impegnano in questo o quest\u2019altro conflitto, tanto meno in questo o quest\u2019altro schieramento in campo. Voglio solo sollevare il velo e invitarvi a guardare cosa nasconde. Ci\u00f2 di cui sto per parlare forse vi turber\u00e0, ma la pace \u00e8 possibile solo se si accetta la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Le guerre evolvono. Non sto parlando di armi e strategie militari, ma delle ragioni dei conflitti, della loro dimensione umana. La transizione dal capitalismo industriale alla globalizzazione finanziaria trasforma le societ\u00e0 e polverizza i principi su cui si fondava la loro organizzazione, cambiando anche le guerre. Ne deriva che, se siamo incapaci di adattare le nostre societ\u00e0 a questo cambiamento strutturale, a maggior ragione siamo incapaci di capire l\u2019evoluzione della guerra.<\/p>\n<p>La guerra interviene sempre per risolvere problemi che la politica non \u00e8 riuscita a sormontare. Non arriva perch\u00e9 siamo pronti a scatenarla, ma perch\u00e9 abbiamo scartato ogni altra soluzione.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio quanto sta accadendo oggi. Gli Straussiani statunitensi hanno messo in difficolt\u00e0 la Russia in Ucraina e non le hanno lasciato altra scelta che entrare in guerra. Se gli Alleati s\u2019intestardiranno a mettere alle strette la Russia provocheranno una guerra mondiale.<\/p>\n<p>I periodi di transizione che costringono a ripensare i rapporti umani propiziano questo genere di catastrofe. Alcuni continuano a ragionare secondo principi efficaci un tempo, ma non pi\u00f9 adeguati alla realt\u00e0. Questo non impedisce loro di andare avanti comunque, rischiando di causare guerre senza volerlo.<\/p>\n<div class=\"spip_document_237556 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"219\" data-legende-lenx=\"xxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/216840-2-8-8e677.jpg?1652778081\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"522\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre crayon document-titre-237556\"><strong>Nella notte del 9 maggio 1945 l\u2019aviazione statunitense bombard\u00f2 Tokyo. In una sola notte vennero uccise oltre centomila persone e oltre un milione rimasero senza tetto. \u00c8 il pi\u00f9 grande massacro di civili della storia.<\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Se in tempo di pace si distinguono i civili dai militari, nelle guerre moderne questa separazione non ha senso. Le democrazie hanno spazzato via l\u2019organizzazione delle societ\u00e0 in caste o in ordini. Chiunque pu\u00f2 diventare combattente. La chiamata massiccia alle armi e le guerre totali hanno rimescolato le carte. Ora i civili comandano i militari: i civili non sono pi\u00f9 vittime innocenti, ma sono i primi responsabili della catastrofe generale, di cui i militari non sono che esecutori.<\/p>\n<p>Nel Medio Evo occidentale la guerra era faccenda esclusiva di nobili. In nessun caso le popolazioni vi prendevano parte. La Chiesa cattolica aveva promulgato leggi per limitare l\u2019impatto della guerra sui civili. Ma tutto questo non ha rispondenza con quanto stiamo vivendo, ove non trova alcun fondamento.<\/p>\n<p>Anche l\u2019uguaglianza uomo-donna ha rovesciato i paradigmi. Oggi le donne non solo sono soldati, possono essere anche comandanti civili: il fanatismo non \u00e8 pi\u00f9 appannaggio esclusivo del sesso cosiddetto forte. Alcune donne si dimostrano pi\u00f9 pericolose e crudeli di certi uomini.<\/p>\n<p>Non siamo consapevoli di questi mutamenti. E se lo siamo non ne traiamo le dovute conclusioni. Ne conseguono posizioni singolari, come il rifiuto degli Occidentali di rimpatriare le famiglie degli jihadisti, cui hanno consentito di andare sui campi di battaglia, nonch\u00e9 di giudicarli. Si sa che molte di queste donne sono pi\u00f9 fanatiche dei propri compagni e che costituiscono un pericolo ben pi\u00f9 grande. Ma nessuno lo dice. Si preferisce pagare mercenari curdi per tenerle il pi\u00f9 lontano possibile, rinchiuse con i figli in campi di concentramento.<\/p>\n<p>Solo i russi hanno rimpatriato questi figli, pure gi\u00e0 contaminati dall\u2019ideologia jihadista. Li hanno affidati ai nonni, nella speranza che costoro riescano ad amarli e a educarli.<\/p>\n<p>Da due mesi stiamo accogliendo civili ucraini che fuggono dai combattimenti. Sono donne e bambini che soffrono, quindi non prendiamo precauzioni. Eppure un terzo di questi ragazzi sono stati educati nei campi di vacanza dei banderisti, dove hanno imparato a maneggiare armi e ad ammirare il criminale contro l\u2019umanit\u00e0 <strong>Stepan Bandera<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"spip_document_237558 spip_document spip_documents spip_document_video spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"87\" data-legende-lenx=\"xx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\">\n<div class=\"video-intrinsic-wrapper\">\n<div class=\"video-wrapper\">\n<div style=\"width: 800px;\" class=\"wp-video\"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');<\/script><![endif]-->\n<video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-63451-1\" width=\"800\" height=\"450\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/visite_d_un_camp_d_e_te_militaire_pour_enfants_en_ukraine-10.mp4?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/visite_d_un_camp_d_e_te_militaire_pour_enfants_en_ukraine-10.mp4\">https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/visite_d_un_camp_d_e_te_militaire_pour_enfants_en_ukraine-10.mp4<\/a><\/video><\/div>\n<\/div>\n<\/div><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre crayon document-titre-237558\"><strong>Campo di vacanza in Ucraina secondo un quotidiano atlantista.<\/strong><\/div>\n<div class=\"spip_doc_credits crayon document-credits-237558\">Fonte: Le Monde (2016).<\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Le Convenzioni di Ginevra non sono che vestigia di quando ragionavamo come esseri umani. Non si addicono ad alcuna realt\u00e0 odierna. Chi le applica non lo fa perch\u00e9 obbligato, ma perch\u00e9 spera in questo modo di preservare la propria umanit\u00e0 e di non sprofondare in un abisso di crimini. <strong>La nozione di <em>\u00abcrimine di guerra\u00bb<\/em> non ha senso perch\u00e9 lo scopo della guerra \u00e8 commettere una serie di crimini per ottenere quanto non si \u00e8 riusciti a ottenere con mezzi civilizzati; per tacere che in democrazia ogni elettore \u00e8 responsabile.<\/strong><\/p>\n<p>Un tempo la chiesa cattolica aveva bandito strategie che prendevano di mira i civili, per esempio l\u2019assedio delle citt\u00e0, e previsto la scomunica per chi vi trasgrediva. Ma oggi non esiste un\u2019autorit\u00e0 morale che faccia rispettare le regole e nessuno \u00e8 scioccato dalle <em>\u201csanzioni economiche\u201d<\/em> che colpiscono intere popolazioni, al punto da causare carestie mortali, come accadde in Corea del Nord.<\/p>\n<p>Visto il tempo che impieghiamo a trarre le conclusioni dai nostri atti, insistiamo a considerare vietate alcune armi da noi stessi utilizzate. Per esempio, il presidente <strong>Barack Obama<\/strong> aveva spiegato che l\u2019uso di armi chimiche o biologiche \u00e8 una linea rossa da non oltrepassare, ma il suo vicepresidente <strong>Joe Biden<\/strong> ha creato in Ucraina una rete di laboratori di ricerca di armi di questo genere. <strong>La sola nazione che vieta a se stessa l\u2019uso di qualsiasi arma di distruzione di massa \u00e8 l\u2019Iran<\/strong>; lo ha fatto dopo la condanna morale di questo tipo di armi da parte dell\u2019imam <strong>Ruhollah Khomeini<\/strong>. Eppure accusiamo proprio gli iraniani di voler fabbricare la bomba atomica.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4966.html?_=1652923162\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>In passato si dichiaravano le guerre per conquistare territori. Alla fine si firmava un trattato di pace che modificava le mappe. Al tempo dei s<em>ocial network<\/em> la posta in gioco \u00e8 pi\u00f9 ideologica che territoriale. La guerra non pu\u00f2 che finire con il discredito che si abbatte su un modo di pensare. Bench\u00e9 sia accaduto che dei territori siano passati di mano, nessuna guerra recente \u00e8 terminata con trattati di pace e riparazioni di guerra e solo alcune si sono concluse con armistizi.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che, nonostante il discorso che domina in Occidente, la guerra in Ucraina non \u00e8 territoriale, bens\u00ec ideologica. D\u2019altronde il presidente <strong>Volodymyr Zelensky<\/strong> \u00e8 il primo capo di guerra della storia a esternarsi ripetutamente ogni giorno. Passa molto pi\u00f9 tempo a parlare che a comandare le forze armate. Costruisce i suoi interventi attorno a riferimenti storici. Noi reagiamo ai ricordi evocati e non ci occupiamo di quanto non capiamo. Rivolgendosi agli inglesi, <strong>Zelensky<\/strong> parla come <strong>Churchill<\/strong> e viene applaudito; rivolgendosi ai francesi, <strong>Zelensky<\/strong> rievoca <strong>Charles De Gaulle<\/strong> e viene applaudito; e via dicendo\u2026 Conclude sempre il discorso con <em>\u00abGloria all\u2019Ucraina!\u00bb<\/em>. Gli occidentali non capiscono a cosa alluda il motto, ma lo trovano azzeccato.<\/p>\n<p>Chi conosce la storia dell\u2019Ucraina vi riconosce il grido di guerra dei banderisti. Quello che urlavano massacrando 1,6 milioni di concittadini, di cui almeno un milione ebrei. Ma come potrebbe un ucraino esortare a massacrare altri ucraini e un ebreo esortare a massacrare altri ebrei?<\/p>\n<p>La nostra ingenuit\u00e0 ci rende ciechi.<\/p>\n<div class=\"spip_document_237557 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"430\" data-legende-lenx=\"xxxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/216840-3-8-2bda0.jpg?1652778081\" alt=\"\" width=\"855\" height=\"641\" \/><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre crayon document-titre-237557\"><strong>Per la prima volta in un conflitto, una delle parti ha censurato i media nemici ancora prima che la guerra avesse inizio: in Unione Europea RT e Sputnik sono state chiuse preventivamente perch\u00e9 avrebbero potuto contestare quanto stava per accadere. Dopo i media russi, s\u2019inizia a censurare anche media di opposizione. In Polonia, il sito Voltairenet.org \u00e8 censurato da un mese per decisione del Consiglio di Sicurezza nazionale.<\/strong><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p><strong>La guerra non si fa pi\u00f9 solo sul campo di battaglia. \u00c8 indispensabile conquistare gli spettatori.<\/strong> Durante la guerra di Afghanistan il presidente statunitense <strong>George W. Bush<\/strong> e il primo ministro britannico <strong>Tony Blair<\/strong> valutarono la possibilit\u00e0 di <strong>distruggere la televisione satellitare Al-Jazeera, non perch\u00e9 avesse influenza sui belligeranti, ma perch\u00e9 faceva riflettere gli spettatori del mondo arabo.<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la guerra del 2003 in Iraq, ricercatori francesi ipotizzarono che la guerra tradizionale si sarebbe tramutata in guerra cognitiva. Sebbene la fanfaluca delle armi di distruzione di massa di <strong>Saddam Hussein<\/strong> abbia resistito pochi mesi, il modo in cui Stati Uniti e Regno Unito riuscirono a spacciarla per veritiera era perfetto. Ai cinque ambiti d\u2019intervento (aria, terra, mare, spazio e cibernetica) la Nato ne ha aggiunto un sesto: <strong>il cervello umano.<\/strong> Se l\u2019Alleanza cerca, per il momento, di non scontrarsi con la Russia nei primi quattro ambiti, \u00e8 gi\u00e0 in guerra negli altri due.<\/p>\n<p>Man mano che le sfere d\u2019intervento si allargano, la nozione di belligerante sbiadisce. Lo scontro non \u00e8 pi\u00f9 fra uomini, ma fra sistemi di pensiero. La guerra quindi si globalizza. Durante la guerra di Siria, oltre sessanta Stati, che non avevano alcun rapporto con il conflitto, inviarono armi; oggi una ventina di Stati inviano armi in Ucraina. Siccome non capiamo gli avvenimenti in diretta, ma li interpretiamo con i parametri del vecchio mondo, abbiamo creduto che le armi occidentali fossero usate dall\u2019opposizione democratica siriana, sebbene fossero destinate agli jihadisti; cos\u00ec oggi siamo convinti che le armi vadano all\u2019esercito ucraino invece che ai banderisti.<\/p>\n<p>L\u2019inferno \u00e8 lastricato di buone intenzioni.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<div class=\"article-text-author\"><em><span lang=\"fr\">Thierry Meyssan<\/span><\/em><\/div>\n<div><em><a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article216906.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<h4><\/h4>\n<h4><span lang=\"fr\">Thierry Meyssan<\/span><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"spip_logo alignleft\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L60xH60\/auton29-57d88.jpg?1651735743\" alt=\"\" width=\"60\" height=\"60\" \/>Consulente politico, presidente-fondatore della Rete Voltaire. Ultima opera in italiano :\u00a0<i><a class=\"spip_out\" href=\"https:\/\/www.edizionilavela.it\/prodotto\/sotto-i-nostri-occhi-la-grande-menzogna-della-primavera-araba-dall11-settembre-a-donald-trump\/\" rel=\"external noopener\" target=\"_blank\">Sotto i nostri occhi. La grande menzogna della \u201cPrimavera araba\u201d. Dall\u201911 settembre a Donald Trump<\/a><\/i>, Editioni La Vela, 2018.<\/p>\n<\/div>\n<\/article>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Thierry Meyssan interrompe la serie di articoli sulla guerra in Ucraina per consegnare al lettore alcune riflessioni sull\u2019evoluzione della guerra sotto l\u2019aspetto umano. La fine del capitalismo industriale e la globalizzazione degli scambi trasformano non soltanto le nostre societ\u00e0 e il nostro modo di pensare, ma anche la valenza di ogni attivit\u00e0 umana, guerre comprese. 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