{"id":64086,"date":"2022-06-20T17:55:32","date_gmt":"2022-06-20T15:55:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=64086"},"modified":"2022-06-22T22:39:51","modified_gmt":"2022-06-22T20:39:51","slug":"la-cancel-culture-cancella-il-tuo-cervello-dille-di-smettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-cancel-culture-cancella-il-tuo-cervello-dille-di-smettere\/","title":{"rendered":"La \u201ccancel culture\u201d cancella il tuo cervello. Dille di smettere"},"content":{"rendered":"<p>Pensavamo che fosse una follia passeggera, un\u2019americanata un po\u2019 pi\u00f9 barbara, incivile e crudele di altre, un invasamento collettivo, ma non spontaneo, che ha prodotto fenomeni violenti e vandalici come i <em>Black Lives Matter<\/em>, le\u00a0<em>Me Too<\/em>, le distruzioni di monumenti Confederati e le devastazioni di cimiteri dei caduti del Sud, l\u2019abbattimento di statue di <strong>Cristoforo Colombo<\/strong>, le aggressioni ai giudici antiabortisti della Corte Suprema, l\u2019attacco a chiese cattoliche, la cacciata di docenti conservatori dalle universit\u00e0.<\/p>\n<p>Stiamo parlando della\u00a0cancel culture,\u00a0la versione ancora pi\u00f9 violenta e cattiva della\u00a0<em>politically correctness<\/em>\u00a0razzista al contrario, omosessualista e femminista. Gi\u00e0, in fondo la giudicavamo un\u2019americanata, anche se era gi\u00e0 stata esportata in molte universit\u00e0 della Gran Bretagna e della Francia. Ma non pensavamo che potesse attecchire anche in Italia.<\/p>\n<p>Non pensavamo che questa violenta, grottesca, mostruosa\u00a0<em>Halloween<\/em>\u00a0politica denominata\u00a0<em>wokisme<\/em>\u00a0e\u00a0<em>cancel culture<\/em>, fatta di divieti, di censure, di falsificazioni, di persecuzioni mediatiche e no, di distruzioni di monumenti, di riscrittura della storia potesse comparire anche sugli orizzonti del nostro Paese.<\/p>\n<p>Ci dimenticavamo che l\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 appestata da un antifascismo pandemico, aggressivo e censorio, che si \u00e8 immediatamente sovrapposto, alleato e identificato con la nuova peste proveniente d\u2019oltreoceano, traendo nuovi esempi di militantismo e di violenza. Antifascismo spesso cos\u00ec estremo e sbirrescamente occhiuto da superare spesso la linea del ridicolo, come nel caso di quei due amici di Napoli che si sono trovati la casa perquisita, il cellulare e il tablet sequestrati e una denuncia di apologia di fascismo solo per aver fatto confezionare una torta con il faccione di Mussolini.<\/p>\n<p>In nome dell\u2019antifascismo la\u00a0<em>cancel culture<\/em>\u00a0all\u2019italiana si \u00e8 manifestata, e non da oggi, con il vilipendio ai morti: cos\u00ec al cimitero della RSI di Nettuno sono state sfregiate e distrutte alcune tombe di militi della X Mas caduti nella difesa contro lo sbarco degli americani ad Anzio. Due feretri sono stati addirittura trafugati. A Padova \u00e8 stata danneggiata la lapide che ricorda due militanti del MSI, <strong>Giuseppe Mazzola<\/strong> e <strong>Graziano Giralucci<\/strong>, assassinati nel 1974 dalle Brigate Rosse. La stele che ricorda il martirio di <strong>Sergio Ramelli<\/strong>, massacrato a sprangate a Milano da attivisti comunisti, \u00e8 stata distrutta, lordata, imbrattata decine di volte. Nonostante le telecamere, mai un colpevole \u00e8 stato punito. In compenso la Procura di Milano vuole incriminare per \u201cmanifestazione fascista\u201d le migliaia di giovani che, anche quest\u2019anno, hanno ricordato <strong>Sergio<\/strong> con il tradizionale \u201c<em>Presente<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Particolarmente intensa \u00e8 l\u2019ignobile attivit\u00e0 di vandalismo contro il ricordo dei martiri delle foibe. Da anni \u00e8 stata istituita, con legge dello Stato, la\u00a0<em>Giornata del Ricordo,<\/em>\u00a0il 10 febbraio, con l\u2019intento di commemorare le decine di migliaia di italiani infoibati o comunque assassinati dai partigiani slavo-comunisti e le centinaia di migliaia di connazionali costretti, per avere salva la vita e la libert\u00e0, a fuggire dalla Venezia Giulia, dall\u2019Istria, dalla Dalmazia e dalle altre terre adriatiche da secoli italiane.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"totalitarismo\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>In molte citt\u00e0 e paesi italiani (ma le giunte e i partiti di sinistra e la solita ANPI si oppongono quasi sempre) sono state elevati monumenti e steli, vi sono state intitolazioni di vie o giardini a queste vittime, tra le quali anche una giovane studentessa, <strong>Norma Cossetto<\/strong>, violentata e martirizzata dai partigiani titini con sevizie di una crudelt\u00e0 inenarrabile e diventata il simbolo del martirio italiano. Questi monumenti vengono sistematicamente vandalizzati, picconati, spesso distrutti dai \u201cguardiani della memoria\u201d antifascisti. Negli ultimi mesi \u00e8 stato un crescendo: \u00e8 successo a Rapallo, a Marghera, a Lanciano. Anche la stele alla foiba di Basovizza \u00e8 stata sfregiata. Persino una targa a Genova in memoria di <strong>Norma Cossetto<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco un altro esempio di\u00a0<em>cancel culture<\/em>\u00a0all\u2019italiana: a Pallanza, luogo di nascita del generale <strong>Luigi Cadorna<\/strong> e dove \u00e8 stato recentemente restaurato, sul lungolago, il suo imponente mausoleo in stile\u00a0<em>dec\u00f2<\/em>, il consiglio d\u2019istituto scolastico, appoggiato dalla giunta comunale di sinistra di Verbania, di cui Pallanza fa parte, ha deciso di cambiare l\u2019intitolazione della scuola media, da <strong>Luigi Cadorna<\/strong> a <strong>Gino Strada<\/strong>, fondatore di\u00a0<em>Emergency<\/em>, associazione chiaramente di sinistra, che afferma, nella martellante pubblicit\u00e0 per chiederci il 5 per mille \u2013 ma \u00e8 finanziata anche da soldi pubblici, cio\u00e8 nostri \u2013 di battersi per\u00a0<em>\u201ccura, pace e diritti\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ora, che secondo alcuni storici (ma altri sono pi\u00f9 benevoli) <strong>Cadorna<\/strong> sia stato un comandante in capo discutibile per conduzione strategica della guerra, errori tattici, scarsa empatia nei confronti dei soldati \u00e8 possibile. Ma <strong>Cadorna<\/strong> \u00e8 pur sempre stato un protagonista della Storia, un militare tutto d\u2019un pezzo, dal cattivo carattere come molte persone di carattere. E Pallanza \u00e8 il suo luogo di nascita. A nulla sono valse le proteste di buona parte della popolazione, di genitori, di associazioni d\u2019arma, dei partiti d\u2019opposizione.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro la figura di <strong>Gino Strada<\/strong>, fondatore e padre-padrone di\u00a0<em>Emergency<\/em>, \u00e8 pi\u00f9 che divisiva. Schierato con l\u2019estrema sinistra marxista e terzomondista e da questa osannato come suo\u00a0<em>guru<\/em>, aduso a violentissime polemiche politiche, fino agli insulti pi\u00f9 beceri, contro quelli che considerava suoi nemici ideologici, impegnato attivamente nell\u2019immigrazionismo militante, <strong>Gino Strada<\/strong> \u00e8 un una figura discutibilissima e di parte, l\u2019ultima a cui intitolare una scuola. \u00c8 l\u2019ennesimo esempio dell\u2019arroganza della sinistra che, grazie alla sua immeritata ma violenta egemonia politica, istituzionale e culturale, impone la riscrittura della storia, la distruzione della memoria e l\u2019esaltazione dei suoi \u201ceroi\u201d.<\/p>\n<p>Quella di eliminare le titolazioni sgradite alla narrazione antifascista sembra essere diventato l\u2019hobby preferito della sinistra e dell\u2019ultrasinistra. L\u2019ultima vittima \u00e8 stato <strong>Italo Balbo<\/strong>, eroe della Prima Guerra Mondiale tra gli Alpini, poi aviatore, fondatore e ministro dell\u2019Aeronautica italiana, organizzatore di ardite crociere aeree transatlantiche (in diverse citt\u00e0 americane, come Chicago, ci sono ancora strade che portano il suo nome), caduto nei cieli della Libia nel 1940: un aereo di Stato del trentunesimo Stormo dell\u2019Aeronautica Militare utilizzato per i voli del governo e del Presidente della Repubblica era a lui intitolato, e non da ieri.<\/p>\n<p>Quando gli odiatori della sinistra se ne sono accorti, hanno imposto al ministro della Difesa di cancellare quel nome. E, ovviamente, il ministro ha obbedito. Quell\u2019aereo \u00e8 ora anonimo. Odiosa rappresaglia antifascista di piccoli, meschini omuncoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4650.html?_=1655739492\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Esemplare \u00e8 il caso di <strong>Maria Blasizza Bergamas<\/strong>, la madre di un disperso nella guerra 1915-1918 che venne chiamata a scegliere, il 28 ottobre 1921, in rappresentanza tu tutte le Mamme dei caduti e dei dispersi, la salma da tumulare al Vittoriano nella Tomba del Milite Ignoto. Nel marzo del 2022 l\u2019amministrazione di sinistra del comune di Guidonia ha negato alla <strong>Bergamas<\/strong>, il cui nome aveva vinto un concorso su una figura femminile, l\u2019intitolazione di una strada. La ragione? Su Wikipedia c\u2019\u00e8 scritto che fu\u00a0<em>\u201csostenitrice del fascismo\u201d<\/em>, ma non risulta alcun incarico n\u00e9 alcun ruolo, e nel 1949 era stata \u201ccandidata di bandiera\u201d, senza essere eletta (aveva gi\u00e0 82 anni) nelle file del MSI alle elezioni comunali di Trieste, tenutesi sotto la feroce occupazione britannica.<\/p>\n<p>L\u2019attacco culturale della sovversione\u00a0<em>liberal<\/em>, radicale e neo-marxista contro l\u2019ordine naturale, contro la realt\u00e0 dei sessi (da sempre solo due), contro la famiglia si sviluppa con modalit\u00e0 e strumenti talvolta bizzarri, ma sempre distruttivi e pericolosi. Sapete tutti, ovviamente, cos\u2019\u00e8 lo \u201c<em>schwa<\/em>\u201d. No? Male, dovreste frequentare qualche corso obbligatorio dell\u2019Arcigay. \u00c8 questo segno: \u201c\u01dd\u201d, una sorta di \u201ce\u201d rovesciata che, nella costruzione ideologica femminista, genderista e omosessualista, dovrebbe significare, posto a fine parola, la neutralit\u00e0 della parola stessa e anche il rifiuto del sistema \u201cbinario\u201d, come lo chiamano loro, maschile\/femminile in nome dell\u2019inclusivit\u00e0 di \u201caltri generi\u201d. Ecco un esempio: \u201cprofessor\u01dd\u201d, in sostituzione di \u201cprofessore\u201d o professoressa\u201d.<\/p>\n<p>Orbene, il Miur \u2013 il ministero dell\u2019Istruzione, dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca \u2013 che con tutta evidenza, dopo il fondamentale acquisto di banchi a rotelle, l\u2019umiliazione sistematica dei bimbi non vaccinati e la persecuzione segregazionista dei docenti cosiddetti no-vax ha poco da fare, ha deciso di utilizzare, in alcuni documenti ufficiali, lo \u201c<em>schwa<\/em>\u201d, tra le sghignazzate dei docenti.<\/p>\n<p>Un altro caso di\u00a0<em>cancel culture<\/em>\u00a0\u201cistituzionale\u201d.<\/p>\n<p>Per fortuna un simile obbrobrio, ideologico e linguistico, ha sollevato l\u2019indignazione di uno dei pi\u00f9 noti linguisti italiani, <strong>Massimo Arcangeli<\/strong>, che ha lanciato una petizione perch\u00e9 il Miur receda, per il futuro, da simili pericolose cretinate, raccogliendo l\u2019adesione di pi\u00f9 di 15.000 firme, persino quelle di intellettuali e cattedratici di sinistra. Ovviamente il violento mondo degli amici dello\u00a0<em>\u201cschwa\u201d<\/em>\u00a0non ha gradito, e il professor <strong>Arcangeli<\/strong> ha ricevuto molte minacce di morte.<\/p>\n<p>Ma queste, ovviamente, non sono \u201cviolenze di genere\u201d<\/p>\n<p>A dire il vero, tuttavia, il Miur \u00e8 stato battuto sul tempo dal Comune di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, patria storica del tortellino, che ha cominciato a usare lo\u00a0<em>\u201cschwa\u201d<\/em>\u00a0fin dall\u2019anno scorso al posto dei plurali maschili universali, cos\u00ec come stabilito dalla lingua italiana e dal buon senso, scusandosi col dir:\u00a0<em>\u201c\u00e8 pi\u00f9 inclusivo\u201d.<\/em>\u00a0Un esempio:\u00a0<em>\u201ca partire da mercoled\u00ec 7aprile molt\u01dd nostr\u01dd bambin\u01dd e ragazz\u01dd potranno tornare in classe!\u201d,<\/em>\u00a0invece di\u00a0<em>\u201cmolti nostri bambini e ragazzi\u201d.<\/em>\u00a0A onore degli amici emiliani, le reazioni dei castelfranchesi sono state piuttosto ruvide e ovviamente ostili a questa novit\u00e0, spesso con quel simpatico sarcasmo un po\u2019 greve di quelle terre (e l\u2019argomento si presta, oh se si presta\u2026). Ma nulla \u00e8 servito. La giunta (ovviamente di sinistra) ha combattuto un\u2019eroica Resistenza nella difesa di questo simbolo. Lo\u00a0<em>\u201cschwa\u201d<\/em>\u00a0\u00e8 stato pi\u00f9 forte. Il popolo deve tacere. Come diceva <strong>Bertolt Brecht<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cIl Comitato centrale ha deciso: poich\u00e9 il popolo non \u00e8 d\u2019accordo, occorre nominare un nuovo popolo\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>D\u2019altronde, non sono mancate nei cosiddetti ceti colti veleggianti su internet difese di questo tipo:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cUna societ\u00e0 deve aprirsi alla diversit\u00e0 e all\u2019inclusione socio-politica. Il predominio della forma maschile potrebbe apparire come l\u2019ennesima espressione del privilegio maschile\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ah, l\u2019inclusione\u2026 Mancava solo il canto di\u00a0<em>Bella Ciao<\/em>\u00a0e il fazzoletto rosso al collo, come nei film di Don Camillo e Peppone. Dalla Maestra Cristina (la vecchia maestra che Peppone volle seppellire con la bandiera monarchica, come da lei richiesto), allo\u00a0<em>\u201cschwa\u201d.<\/em>\u00a0Questo segno fonetico sta diventando la cifra delle forze laiche, democratiche e antifasciste: in un liceo milanese, il Vittorini, il \u201ccollettivo degli studenti\u201d ha sollazzato il quartiere tappezzandolo di manifesti propagandistici firmandoli:\u00a0<em>\u201cAlcun\u01dd student\u01dd del collettivo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La\u00a0<em>cancel culture<\/em>\u00a0si manifesta in molti modi e aggredisce diversi ambiti della vita civile, della cultura, della bellezza. Prendete l\u2019opera lirica, prendete un capolavoro come la\u00a0<em>Carmen<\/em>\u00a0di <strong>Bizet<\/strong>, tratta da un romanzo di <strong>Prosper M\u00e9rim\u00e9e<\/strong>. Termina con l\u2019uccisione di Carmen, bellissima zingara (si pu\u00f2 dire \u201czingara\u201d?) da parte di Don Jos\u00e8, il protagonista maschile, pazzo di gelosia. Qualcuno nell\u2019ambiente lirico lo ha definito \u201cun femminicidio\u201d. Al Maggio Musicale di Firenze il sopraintendente <strong>Cristiano Chiarot<\/strong>, cos\u00ec parl\u00f2:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cE se questa volta non morisse? Perch\u00e9 dobbiamo far applaudire a una donna uccisa con tutto quel che succede?\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il regista, <strong>Leo Muscato<\/strong>, si espresse con entusiasmo progressista:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cAl Maggio una Carmen moderna, porteremo in scena un Bizet attuale, toglieremo una visione ottocentesca di una donna oggetto e in qualche modo colpevole\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec, non solo la Carmen venne stravolta ambientandola nello squallore di un campo rom attuale, ma soprattutto il finale venne invertito: non \u00e8 Don Jos\u00e8 ad uccidere la Carmen, ma la Carmen a uccidere Don Jos\u00e9. Femminicidio evitato, il maschio punito, il femminismo e la correttezza politica trionfano. Applausi, sipario.<\/p>\n<p>In effetti gli applausi del pubblico ci furono e copiosi, ma per i cantanti e l\u2019orchestra. Quando sul palco si \u00e8 presentato il regista, il vendicatore delle femmine, dal pubblico sono partiti fischi e contestazioni. Contestazioni, battutacce e sarcasmi anche su twitter, dove molti hanno ironicamente chiesto di cambiare il finale di altre opere:\u00a0<em>\u201cE di un finale in cui Giulietta e Romeo si sollazzano sfrenatamente in un atollo delle Maldive?\u201d.<\/em>\u00a0Ah, questo pubblico cos\u00ec reazionario e maschilista.<\/p>\n<p>D\u2019altronde \u00e8 comprensibile che l\u2019Opera venga usualmente sconciata da registi progressisti con cambi di libretto e soprattutto con ambientazioni e scenografie che farebbero fremere d\u2019indignazione autori e librettisti. L\u2019Opera lirica \u00e8 una espressione culturale per definizione interclassista, al contempo popolare, borghese e aristocratica. Musicisti e librettisti perseguivano la rappresentazione della Bellezza, mentre i registi moderni, come gli artisti moderni, ricercano in maggioranza il brutto, l\u2019osceno, il degradato. E, ovviamente, la\u00a0<em>politically correctness.<\/em><\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4650.html?_=1655740137\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>\u00c8 proprio in nome della correttezza politica che il fu prestigioso Teatro alla Scala (quello che, su ordine del sindaco <strong>Sala<\/strong>, caccia gli artisti russi dalle programmazioni), si \u00e8 permesso di modificare il libretto, firmato da <strong>Antonio Somma<\/strong> nel 1859, del\u00a0<em>Ballo in Maschera<\/em>\u00a0di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong>. Cos\u00ec la maga Ulrica, non canta pi\u00f9:\u00a0<em>\u201cs\u2019appella dell\u2019immondo sangue dei negri\u201d,<\/em>\u00a0ma solo\u00a0<em>\u201cdel demonio maga servile\u201d.<\/em>\u00a0I\u00a0<em>\u201cnegri dirupi\u201d<\/em>\u00a0sono stati trasformati in\u00a0<em>\u201cneri\u201d.<\/em>\u00a0Un critico l\u2019ha definita:\u00a0<em>\u201cuna regia sconclusionata e senza un quid\u201d.<\/em>\u00a0Per non farsi mancare nulla, troviamo nella messa in scena contemporanea dell\u2019opera anche congiurati in camicia nera.<\/p>\n<p>Ma la\u00a0<em>cancel culture,<\/em>\u00a0incarnata nella totalitaria\u00a0<em>politically correctness<\/em>\u00a0di marca omosessualista, ha rovinato anche un altro ballo: il\u00a0<em>\u201cGran Ballo delle Debuttanti\u201d,<\/em>\u00a0tradizione centenaria del Convitto Cicognini, l\u2019istituto scolastico pi\u00f9 antico di Prato, che vide tra i suoi allievi anche <strong>Gabriele D\u2019Annunzio<\/strong>. Un evento per l\u2019Istituto con gli studenti (il sostantivo ingloba, ovviamente e come deve essere, anche le studentesse\u2026) che incominciano a prepararsi mesi prima: lezioni di ballo e di\u00a0<em>bon ton,<\/em>\u00a0confezionamento e prove dei vestiti da cerimonia. Madri agitate, ansiose ma anche orgogliose. Discussioni e trattative per la scelta del partner giusto.<\/p>\n<p>Ma quest\u2019anno ci hanno pensato due lesbiche a distruggere questa bella occasione sociale, sognata per mesi dai partecipanti: non si sa se per invidia, per incitamento delle lobby sodomitiche locali, per gusto di rovinare la festa agli altri, hanno iniziato prima a richiedere, poi a esigere di poter partecipare, come coppia, al ballo. Al rifiuto dell\u2019Istituto, perch\u00e9 giustamente il regolamento non lo prevede (e, aggiungiamo noi, neanche la morale e il buon gusto), hanno alzato i toni, mentre l\u2019Arcigay iniziava la sua azione di aggressiva lobbying fino ai massimi livelli: immancabile allora un intervento del ministro dell\u2019Istruzione <strong>Patrizio Bianchi<\/strong> che, con una telefonata alla preside, le intimava di accondiscendere alle richieste delle due studentesse, ovviamente fregandosene della presunta \u201cautonomia scolastica\u201d. Poi \u00e8 arrivata anche la bordata di <strong>Elena Bonetti<\/strong>, ministro delle Pari Opportunit\u00e0 e della Famiglia (mah\u2026) che ha definito\u00a0<em>\u201cmolto grave la discriminazione\u201d<\/em>\u00a0al Cicognini e intimando, con frase criptica ma sicuramente minacciosa, di superare<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cil simbolismo che viene associato all\u2019idea del ballo delle debuttanti\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>A questo punto la preside, il consiglio di amministrazione e il consiglio d\u2019istituto hanno dovuto chinare il capo e sottomettersi alla dittatura delle lobby omosessualiste.<\/p>\n<p>Ma un nuovo ostacolo sembrava frapporsi alla completa vittoria di costoro: un referendum indetto tra gli studenti dava la maggioranza a chi voleva mantenere ci\u00f2 che prevedeva il regolamento alla luce del buon senso. Tuttavia, come sappiamo, se il popolo non \u00e8 d\u2019accordo con i Signori del Caos, tanto peggio per il popolo. Cos\u00ec l\u2019amara conclusione: il regolamento sar\u00e0 modificato accettando\u00a0<em>\u201ccoppie liberamente formate\u201d,<\/em>\u00a0e il tradizionale, storico evento sar\u00e0 declassato da\u00a0<em>\u201cBallo delle Debuttanti\u201d<\/em>\u00a0a\u00a0<em>\u201cballo di fine anno\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Come in una qualsiasi\u00a0<em>high school<\/em>\u00a0della provincia americana.<\/p>\n<p>S\u00ec, la\u00a0<em>cancel culture<\/em>\u00a0sta avanzando non solo in USA, non solo in Europa, ma anche in Italia. L\u2019obiettivo delle minoranze\u00a0<em>liberal<\/em>, radicali, neo-marxiste, femministe, abortiste, omosessualiste \u00e8 quello di sempre: decostruire ogni principio di societ\u00e0 ordinata, diffondere l\u2019odio contro la famiglia, la vita, la realt\u00e0 dei sessi (il buon Dio ne ha creati solo due), l\u2019ordine naturale, la Storia, la nostra civilt\u00e0 millenaria, il nostro credo religioso, la nostra etnia, la nostra cultura.<\/p>\n<p>Che ci riescano o no, dipende anche da noi e dalla nostra capacit\u00e0 di reagire, denunciare, opporci.<\/p>\n<p>Di alzare la voce, insomma.<\/p>\n<p><em>Antonio de Felip<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/la-cancel-culture-cancella-il-tuo-cervello-dille-di-smettere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensavamo che fosse una follia passeggera, un\u2019americanata un po\u2019 pi\u00f9 barbara, incivile e crudele di altre, un invasamento collettivo, ma non spontaneo, che ha prodotto fenomeni violenti e vandalici come i Black Lives Matter, le\u00a0Me Too, le distruzioni di monumenti Confederati e le devastazioni di cimiteri dei caduti del Sud, l\u2019abbattimento di statue di Cristoforo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":64087,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[903],"tags":[1257,3047,3041,3042,3044,3032,3051,851,3049,1000,3033,3048,3034,3038,3045,3037,3039,3040,3036,3050,3043,3046,3035],"class_list":["post-64086","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna","tag-antonio-de-felip","tag-antonio-somma","tag-bertolt-brecht","tag-bizet","tag-cristiano-chiarot","tag-cristoforo-colombo","tag-elena-bonetti","tag-evidenza","tag-gabriele-dannunzio","tag-gino-strada","tag-giuseppe-mazzola","tag-giuseppe-verdi","tag-graziano-giralucci","tag-italo-balbo","tag-leo-muscato","tag-luigi-cadorna","tag-maria-blasizza-bergamas","tag-massimo-arcangeli","tag-norma-cossetto","tag-patrizio-bianchi","tag-prosper-merimee","tag-sala","tag-sergio-ramelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64086"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64086\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}