{"id":64604,"date":"2022-07-22T12:08:23","date_gmt":"2022-07-22T10:08:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=64604"},"modified":"2022-07-23T11:14:47","modified_gmt":"2022-07-23T09:14:47","slug":"la-troika-del-potere-reale-batte-biden-in-asia-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-troika-del-potere-reale-batte-biden-in-asia-occidentale\/","title":{"rendered":"La troika del potere reale batte Biden in Asia occidentale"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-header\"><strong>I presidenti di Russia, Iran e Turchia si sono riuniti per discutere di questioni critiche relative all&#8217;Asia occidentale, con l&#8217;occupazione illegale della Siria da parte degli Stati Uniti come punto chiave.<\/strong><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vertice di Teheran che ha unito Iran-Russia-Turchia \u00e8 stato un evento affascinante sotto pi\u00f9 punti di vista. Apparentemente riguardante il processo di pace di Astana in Siria, lanciato nel 2017, la dichiarazione congiunta del vertice ha debitamente notato che Iran, Russia e Turchia (recentemente ribattezzata Turkiye)\u00a0 continueranno a <em>&#8220;cooperare per eliminare i terroristi&#8221;<\/em> in Siria e <em>&#8220;non accetteranno nuove azioni in Siria in nome della sconfitta del terrorismo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Si tratta di un rifiuto totale dell&#8217;unipolarismo eccezionalista della<em> &#8220;guerra al terrorismo&#8221;<\/em> che un tempo governava l&#8217;Asia occidentale.<\/p>\n<h3>Opporsi allo sceriffo globale<\/h3>\n<p>Il Presidente russo <strong>Vladimir Putin<\/strong>, nel suo discorso, \u00e8 stato ancora pi\u00f9 esplicito. Ha sottolineato <em>&#8220;passi specifici per promuovere il dialogo politico inclusivo all&#8217;interno della Siria&#8221;<\/em> e soprattutto ha chiamato le cose con il loro nome:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Gli Stati occidentali, guidati dagli Stati Uniti, stanno incoraggiando fortemente il sentimento separatista in alcune aree del Paese e stanno saccheggiando le sue risorse naturali con l&#8217;obiettivo di distruggere lo Stato siriano&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ci saranno quindi &#8220;<em>passi in pi\u00f9 nel nostro formato trilaterale&#8221;<\/em> volti a <em>&#8220;stabilizzare la situazione in quelle aree&#8221;<\/em> e, cosa fondamentale, a <em>&#8220;restituire il controllo al governo legittimo della Siria&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Nel bene e nel male, i giorni del saccheggio imperiale saranno finiti.<\/p>\n<p>Gli incontri bilaterali a margine del vertice &#8211; <strong>Putin\/Raisi<\/strong> e <strong>Putin\/Erdogan<\/strong> &#8211; sono stati ancora pi\u00f9 intriganti. Il contesto \u00e8 fondamentale: l&#8217;incontro di Teheran si \u00e8 svolto dopo la visita di <strong>Putin<\/strong> in Turkmenistan a fine giugno per il 6\u00b0 vertice del Caspio, dove erano presenti tutte le nazioni del litorale, Iran compreso, e dopo i viaggi del Ministro degli Esteri <strong>Sergei Lavrov<\/strong> in Algeria, Bahrein, Oman e Arabia Saudita, dove ha incontrato tutte le sue controparti del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG).<\/p>\n<h3>Il momento di Mosca<\/h3>\n<p>Cos\u00ec vediamo la diplomazia russa tessere con cura il suo arazzo geopolitico dall&#8217;Asia occidentale all&#8217;Asia centrale &#8211; con ognuno e il suo vicino desiderosi di parlare e ascoltare Mosca. Allo stato attuale, l&#8217;entente cordiale Russia-Turchia tende a tendere verso la gestione dei conflitti ed \u00e8 forte delle relazioni commerciali. Iran-Russia \u00e8 un gioco completamente diverso: si tratta di una partnership strategica.<\/p>\n<p>Non \u00e8 quindi una coincidenza che la <em>National Oil Company of Iran (NIOC)<\/em>, in concomitanza con il vertice di Teheran, abbia annunciato la firma di un accordo di cooperazione strategica da 40 miliardi di dollari con la russa Gazprom. Si tratta del pi\u00f9 grande investimento straniero nella storia dell&#8217;industria energetica iraniana, di cui si sentiva fortemente il bisogno dall&#8217;inizio degli anni 2000. Sette accordi, per un valore di 4 miliardi di dollari, riguardano lo sviluppo di giacimenti petroliferi; altri si concentrano sulla costruzione di nuovi gasdotti per l&#8217;esportazione e progetti di <em>GNL<\/em>.<\/p>\n<p>Il consigliere del Cremlino <strong>Yury Ushakov<\/strong> ha deliziosamente fatto trapelare che <strong>Putin<\/strong> e la Guida Suprema iraniana Ayatollah <strong>Ali Khamenei<\/strong>, nel loro incontro privato, <em>&#8220;hanno discusso di questioni concettuali&#8221;.<\/em> Traduzione: intende la grande strategia, come nel complesso processo di integrazione dell&#8217;Eurasia in evoluzione, in cui i tre nodi chiave sono Russia, Iran e Cina, che ora stanno intensificando la loro interconnessione. Il partenariato strategico Russia-Iran rispecchia in gran parte i punti chiave del partenariato strategico Cina-Iran.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4649.html?_=1658452729\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h3><strong>L&#8217;Iran dice &#8220;no&#8221; alla NATO<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Khamenei<\/strong>, riguardo alla NATO, ha detto le cose come stanno:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Se la strada \u00e8 aperta per la NATO, allora l&#8217;organizzazione non vede confini. Se non fosse stata fermata in Ucraina, dopo un po&#8217; l&#8217;alleanza avrebbe iniziato una guerra con il pretesto della Crimea&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non ci sono state fughe di notizie sull&#8217;impasse del <em>Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA)<\/em> tra Stati Uniti e Iran &#8211; ma \u00e8 chiaro, sulla base dei recenti negoziati di Vienna, che Mosca non interferir\u00e0 con le decisioni nucleari di Teheran. Non solo Teheran-Mosca-Pechino sono pienamente consapevoli di chi sta impedendo al JCPOA di tornare in carreggiata, ma vedono anche come questo controproducente processo di stallo impedisca all&#8217;Occidente collettivo di accedere al petrolio iraniano, di cui ha estremo bisogno.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi il fronte delle armi. L&#8217;Iran \u00e8 uno dei leader mondiali nella produzione di droni: <em>Pelican, Arash, Homa, Chamrosh, Jubin, Ababil, Bavar<\/em>, droni da ricognizione, droni d&#8217;attacco, persino droni kamikaze, economici ed efficaci, per lo pi\u00f9 impiegati da piattaforme navali in Asia occidentale.<\/p>\n<p>La posizione ufficiale di Teheran \u00e8 quella di non fornire armi a nazioni in guerra &#8211; il che, in linea di principio, invaliderebbe le <em>&#8220;informazioni&#8221;<\/em> poco chiare degli Stati Uniti sulla loro fornitura alla Russia in Ucraina. Ma questo potrebbe sempre avvenire sottotraccia, considerando che Teheran \u00e8 molto interessata ad acquistare sistemi di difesa aerea russi e jet da combattimento all&#8217;avanguardia. Dopo la fine dell&#8217;embargo imposto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Russia potr\u00e0 vendere all&#8217;Iran tutte le armi convenzionali che riterr\u00e0 opportune.<\/p>\n<p>Gli analisti militari russi sono affascinati dalle conclusioni a cui sono giunti gli iraniani quando \u00e8 stato stabilito che non avrebbero avuto alcuna possibilit\u00e0 contro un&#8217;armata della NATO; in sostanza, hanno puntato su una guerriglia di livello professionale (una lezione appresa dall&#8217;Afghanistan). In Siria, Iraq e Yemen hanno schierato addestratori per guidare gli abitanti dei villaggi nella lotta contro i salafiti-jihadisti; hanno prodotto decine di migliaia di fucili di precisione di grosso calibro, <em>ATGM<\/em> e termiche; e naturalmente hanno perfezionato le loro catene di montaggio di droni (con eccellenti telecamere per sorvegliare le posizioni statunitensi).<\/p>\n<p>Per non parlare del fatto che contemporaneamente gli iraniani stavano costruendo missili a lungo raggio piuttosto capaci. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi che gli analisti militari russi ritengano che ci sia molto da imparare dagli iraniani dal punto di vista tattico, e non solo sul fronte dei droni.<\/p>\n<h3>Il balletto Putin-Sultano<\/h3>\n<p>Passiamo ora all&#8217;incontro <strong>Putin-Erdogan<\/strong> &#8211; un balletto geopolitico che attira sempre l&#8217;attenzione, soprattutto se si considera che il Sultano non ha ancora deciso di salire sul treno ad alta velocit\u00e0 dell&#8217;integrazione eurasiatica.<\/p>\n<p>Putin ha diplomaticamente <em>&#8220;espresso gratitudine&#8221;<\/em> per le discussioni sulle questioni alimentari e cerealicole, ribadendo che<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;non tutte le questioni sull&#8217;esportazione di grano ucraino dai porti del Mar Nero sono state risolte, ma sono stati fatti progressi&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Putin si riferiva al Ministro della Difesa turco <strong>Hulusi Akar<\/strong>, che all&#8217;inizio della settimana aveva assicurato che la creazione di un centro operativo a Istanbul, l&#8217;istituzione di controlli congiunti nei punti di uscita e di arrivo dei porti e l&#8217;attento monitoraggio della sicurezza della navigazione sulle rotte di trasferimento sono questioni che potrebbero essere risolte nei prossimi giorni.<\/p>\n<p>Pare che <strong>Putin-Erdogan<\/strong> abbiano discusso anche del Nagorno-Karabakh (senza dettagli).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che alcune fughe di notizie non hanno certamente rivelato \u00e8 che sulla Siria, a tutti gli effetti, la situazione \u00e8 bloccata. Questo favorisce la Russia, la cui priorit\u00e0 principale \u00e8 il Donbass. L&#8217;astuto <strong>Erdogan<\/strong> lo sa, ed \u00e8 per questo che potrebbe aver cercato di strappare qualche <em>&#8220;concessione&#8221;<\/em> sulla <em>&#8220;questione curda&#8221;<\/em> e sul Nagorno-Karabakh. Qualunque cosa <strong>Putin<\/strong>, il segretario del Consiglio di Sicurezza russo <strong>Nikolai Patrushev<\/strong> e il vicepresidente <strong>Dmitry Medvedev<\/strong> pensino davvero di <strong>Erdogan<\/strong>, di certo valutano quanto sia inestimabile coltivare un partner cos\u00ec erratico in grado di far impazzire l&#8217;Occidente collettivo.<\/p>\n<p>Istanbul quest&#8217;estate si \u00e8 trasformata in una sorta di Terza Roma, almeno per i turisti russi espulsi dall&#8217;Europa: sono ovunque. Ma lo sviluppo geo-economico pi\u00f9 cruciale di questi mesi \u00e8 che il crollo, provocato dall&#8217;Occidente, delle linee di commercio\/approvvigionamento lungo i confini tra la Russia e l&#8217;UE &#8211; dal Baltico al Mar Nero &#8211; ha finalmente evidenziato la saggezza e il senso economico del Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud (<em>INTSC<\/em>): un grande successo di integrazione geopolitica e geo-economica tra Russia, Iran e India.<\/p>\n<p>Quando Mosca parla con Kiev, parla via Istanbul. La NATO, come il Sud globale ben sa, non fa diplomazia. Pertanto, qualsiasi possibilit\u00e0 di dialogo tra i russi e alcuni occidentali educati si svolge in Turchia, Armenia, Azerbaigian ed Emirati Arabi Uniti. L&#8217;Asia occidentale e il Caucaso, per inciso, non hanno aderito all&#8217;isteria delle sanzioni occidentali contro la Russia.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"dittatura mondiale\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<h3>Dite addio al &#8220;telepromptatore&#8221;.<\/h3>\n<p>Confrontate ora tutto ci\u00f2 con la recente visita nella regione del cosiddetto <em>&#8220;leader del mondo libero&#8221;,<\/em> che alterna allegramente la stretta di mano con persone invisibili alla lettura &#8211; letteralmente &#8211; di qualsiasi cosa scorra su un <em>teleprompter<\/em>. Stiamo parlando del Presidente degli Stati Uniti <strong>Joe Biden<\/strong>, ovviamente.<\/p>\n<p>Fatto: <strong>Biden<\/strong> ha minacciato l&#8217;Iran di attacchi militari e, da semplice supplicante, ha pregato i sauditi di pompare pi\u00f9 petrolio per compensare le &#8220;<em>turbolenze<\/em>&#8221; sui mercati energetici globali causate dall&#8217;isteria sanzionatoria dell&#8217;Occidente. Il contesto: la palese assenza di una visione o di qualcosa che assomigli anche solo a una bozza di piano di politica estera per l&#8217;Asia occidentale.<\/p>\n<p>I prezzi del petrolio hanno quindi subito un&#8217;impennata dopo il viaggio di <strong>Biden<\/strong>: Il Brent \u00e8 salito di oltre il 4% a 105 dollari al barile, riportando i prezzi sopra i 100 dollari dopo una pausa di diversi mesi.<\/p>\n<p>Il nocciolo della questione \u00e8 che se l&#8217;<em>OPEC<\/em> o l&#8217;<em>OPEC+<\/em> (che comprende la Russia) decideranno mai di aumentare le loro forniture di petrolio, lo faranno sulla base delle loro deliberazioni interne, e non sotto la spinta di pressioni eccezionaliste.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la minaccia imperiale di attacchi militari all&#8217;Iran, si tratta di pura demenza. L&#8217;intero Golfo Persico &#8211; per non parlare di tutta l&#8217;Asia occidentale &#8211; sa che se Stati Uniti\/Israele attaccassero l&#8217;Iran, una feroce rappresaglia farebbe semplicemente evaporare la produzione energetica della regione, con conseguenze apocalittiche, tra cui il crollo di trilioni di dollari in derivati.<\/p>\n<p><strong>Biden<\/strong> ha poi avuto la faccia tosta di dire:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Abbiamo fatto progressi nel rafforzare le nostre relazioni con gli Stati del Golfo. Non lasceremo alla Russia e alla Cina un vuoto da riempire in Medio Oriente&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ebbene, nella vita reale \u00e8 la <em>&#8220;nazione indispensabile&#8221;<\/em> che si \u00e8 trasformata in un vuoto. Solo i vassalli arabi comprati e pagati &#8211; la maggior parte dei quali monarchi &#8211; credono nella costruzione di una <em>&#8220;NATO araba&#8221;<\/em> (copyright re <strong>Abdullah<\/strong> di Giordania) per affrontare l&#8217;Iran. Russia e Cina sono gi\u00e0 presenti in Asia occidentale e non solo.<\/p>\n<h3>De-dollarizzazione, non solo integrazione eurasiatica<\/h3>\n<p>Non \u00e8 solo il nuovo corridoio logistico da Mosca e San Pietroburgo ad Astrakhan e poi, attraverso il Caspio, a Enzeli in Iran e a Mumbai a scuotere le cose. Si tratta di incrementare il commercio bilaterale che non prevede l&#8217;uso del dollaro USA. Si tratta dei <em>BRICS+<\/em>, di cui Turchia, Arabia Saudita ed Egitto non vedono l&#8217;ora di far parte. Si tratta dell&#8217;Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (<em>SCO<\/em>), che il prossimo settembre accoglier\u00e0 formalmente l&#8217;Iran come membro a pieno titolo (e presto anche la Bielorussia). Si tratta di <em>BRICS+<\/em>, della <em>SCO<\/em>, dell&#8217;ambiziosa <em>Belt and Road Initiative (BRI)<\/em> della Cina e dell&#8217;Unione Economica Eurasiatica (<em>EAEU<\/em>), interconnessi nel loro percorso verso un partenariato per la Grande Eurasia.<\/p>\n<p>L&#8217;Asia occidentale pu\u00f2 ancora ospitare una piccola collezione di vassalli imperiali a sovranit\u00e0 zero che dipendono dalla &#8220;<em>assistenza<\/em>&#8221; finanziaria e militare dell&#8217;Occidente, ma questo \u00e8 il passato. Il futuro \u00e8 adesso &#8211; con i tre principali <em>BRICS<\/em> (Russia, India, Cina) che lentamente ma inesorabilmente coordinano le loro strategie sovrapposte in tutta l&#8217;Asia occidentale, con l&#8217;Iran coinvolto in tutte.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 il grande quadro globale: a prescindere dalle circonvoluzioni e dagli sciocchi schemi del tipo <em>&#8220;tetto al prezzo del petrolio&#8221;<\/em> inventato dagli Stati Uniti, il fatto \u00e8 che Russia, Iran, Arabia Saudita e Venezuela &#8211; i principali e potenti Paesi produttori di energia &#8211; sono assolutamente in sintonia: sulla Russia, sull&#8217;Occidente collettivo e sulle esigenze di un vero mondo multipolare.<\/p>\n<p><em>Pepe Escobar<\/em><\/p>\n<p><em>Tradotto dall&#8217;inglese da Piero Cammerinesi per LiberoPensare<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/thecradle.co\/Article\/Columns\/13301\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-62407 alignleft\" src=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/pepe-300x300.jpeg\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" srcset=\"https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/pepe-300x300.jpeg 300w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/pepe-150x150.jpeg 150w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/pepe-12x12.jpeg 12w, https:\/\/liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/pepe.jpeg 500w\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Pepe Escobar \u00e8 un editorialista di\u00a0<em>The Cradle<\/em>, redattore capo di\u00a0<em>Asia Times<\/em>\u00a0e un analista geopolitico indipendente esperto di Eurasia.<\/p>\n<p>Dalla met\u00e0 degli anni \u201980 ha vissuto e lavorato come corrispondente estero a Londra, Parigi, Milano, Los Angeles, Singapore e Bangkok. \u00c8 autore di innumerevoli libri; il suo ultimo \u00e8\u00a0<em>Raging Twenties.<\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I presidenti di Russia, Iran e Turchia si sono riuniti per discutere di questioni critiche relative all&#8217;Asia occidentale, con l&#8217;occupazione illegale della Siria da parte degli Stati Uniti come punto chiave. &nbsp; Il vertice di Teheran che ha unito Iran-Russia-Turchia \u00e8 stato un evento affascinante sotto pi\u00f9 punti di vista. 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