{"id":64863,"date":"2022-08-06T16:07:38","date_gmt":"2022-08-06T14:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=64863"},"modified":"2022-08-06T16:07:38","modified_gmt":"2022-08-06T14:07:38","slug":"quel-labile-confine-dove-il-male-confina-con-il-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/quel-labile-confine-dove-il-male-confina-con-il-male\/","title":{"rendered":"Quel labile confine dove il male confina con il Male"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p class=\"p3\">\u201cSe Dio non esiste, allora tutto \u00e8 lecito\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p3\">Avevo ventiquattro o venticinque anni quando, intento a divorare i padri della letteratura russa di tutti i tempi, incontrai questa terribile sentenza di <strong>F. Dostoevskij<\/strong>. E la mia anima, ancora giovanissima e perci\u00f2 ancora plastica e sensibile, ne fu del tutto sopraffatta. Da allora, e sono passati oramai quasi cinquant\u2019anni, non c\u2019\u00e8 mai stato un periodo di tempo lungo abbastanza da farmela dimenticare. Per anni l\u2019ho meditata con tutte le forze che avevo a disposizione perch\u00e9 credevo, e ancora oggi io credo, che sotto l\u2019ovviet\u00e0 del suo significato apparente, essa nasconda abissi indicibili.<\/p>\n<p class=\"p3\">Nel 2010, in un libro dedicato ai miei viaggi in Africa, la riproposi dichiarando che, se fosse per me, obbligherei tutti gli studenti delle scuole superiori di tutto il mondo a confrontarsi con quella tremenda sentenza, provando poi a sviscerarne tutti i contenuti possibili.<\/p>\n<p class=\"p3\">Di fatto, sempre in quel mio libro arrivai a scrivere:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p4\"><i>Pensiero potente, quello di Dostoevskij. Sconcertante. Destabilizzante. Ma, anche, profondamente coerente in s\u00e9 stesso. Proviamo infatti a sostituire alla parola (e al concetto) Dio \u2013 oggi reso troppo esangue da tutti coloro che in Suo nome hanno gozzovigliato \u2013 gli altri da me proposti: \u201cSe la nostra vita di creature mortali non ha alcuna radice nella realt\u00e0 dei mondi spirituali\u2026 se davvero questa vita non ha alcun senso, alcun significato, alcun ultimo perch\u00e9\u2026 se siamo solo il frutto di una combinazione casuale di atomi e la nostra coscienza \u00e8 un epifenomeno della biochimica cerebrale, cosa ci trattiene dal realizzare ogni nostro desiderio, ogni nostro immediato benessere materiale, a qualunque costo, subito, anche a discapito di tutti gli altri nostri simili? Ammesso che sapessimo farlo, sfuggendo al controllo sociale, perch\u00e9 non dovremmo rubare, ammazzare e stuprare pur di realizzare il nostro pi\u00f9 immediato interesse? Cosa davvero ci trattiene?\u201d<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\"><i>Oh!!! Lo so\u2026 conosco le obiezioni\u2026<\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p3\">E a questo punto del libro avevo riportato alcune delle pi\u00f9 autorevoli e accreditate riflessioni che pensatori illustri (o almeno pensatori ritenuti tali) avevano partorito per giustificare le grandi risposte etiche dell\u2019uomo pur in assenza di qualunque fumosa metafisica. Teorie, dunque, del tutto di prive di \u201cspirito\u201d. Da <strong>Sigmund Freud<\/strong> (con la sua pi\u00f9 o meno plausibile teoria della <em>\u201cstrategia di sopravvivenza sociale\u201d<\/em>) al nostro <strong>Eugenio Scalfari<\/strong> (con la sua pi\u00f9 stupida che risibile teoria della <em>\u201cmorale come pulsione biologica\u201d<\/em>), cercando di mostrare al mio lettore la difficolt\u00e0 di sostenere la credibilit\u00e0 di un\u2019etica fondata sul nulla.<\/p>\n<p class=\"p3\">Perci\u00f2, continuai scrivendo:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p4\"><i>Dovremmo solo mettere da parte tutte queste dotte teorie e formulazioni, provare a rifiutare il fascino dell\u2019intelligenza astratta, che spiega tutto senza spiegare nulla perch\u00e9 attenta solo a rispettare i canoni formali del processo pensante, ed esporci invece alla spietata luce della coscienza che riflette su di s\u00e9. Basterebbe che ognuno di noi si chiedesse, con tutta l\u2019onest\u00e0 di cui fosse capace:<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\"><i>&#8211; Ma se fossi sicuro, al cento per cento, di non essere mai scoperto e dunque mai giudicato da altri se non da me stesso, potrei scoprirmi a rubare? Magari anche soltanto per necessit\u00e0 estrema? Travolto da un raptus di desiderio incontenibile, all\u2019apice di un parossismo passionale, potrei violentare qualcuno? In caso di bieco interesse personale, come anche di legittima difesa, potrei spingermi fino ad uccidere? Il bisogno di affermare me stesso potrebbe mai arrivare ad essere cos\u00ec pressante ed urgente da portarmi a trascurare i bisogni di tutti gli altri esseri che mi circondano pur di soddisfarlo?<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\"><i>E se, come spero, la risposta a queste semplici domande fosse: No!, dovremmo allora chiederci:<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\"><i>&#8211; Perch\u00e9? Perch\u00e9 no?<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\"><i>Nello sforzo di rispondere a noi stessi scopriremmo che, anche se inconsapevolmente, avremmo fatto una scelta morale e dovremmo allora chiederci:<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\"><i>&#8211; Ma cos\u2019\u00e8 allora questa morale? Se davvero non esiste alcun Dio, nessuno Spirito Creatore che \u2013 traendole da s\u00e9 stesso &#8211; abbia messo in moto le energie dell\u2019universo\u2026 Se non esiste alcun senso o significato nascosto all\u2019incanto della vita che si manifesta ai nostri occhi\u2026 se non c\u2019\u00e8 nessun progetto da perseguire, nessuno scopo desiderabile, nessuna meta da raggiungere\u2026 Se questa morale che tanto ci commuove, non fosse altro che il prodotto del biochimismo cerebrale, un epifenomeno della fisiologia cellulare o un comune meccanismo inibitore basato sulla proiezione-identificatoria? Insomma: se fosse solo e comunque una produzione umana e dunque, come tale, condizionata e condizionabile, soggettiva, culturalmente relativa, opinabile e modificabile? Se non fosse altro che un principio di riferimento convenzionale, forse anche utilitaristico per tutti noi esseri umani, ma comunque insignificante nella vastit\u00e0 infinita dell\u2019universo che ci circonda e di cui non rimarr\u00e0 alcuna traccia alla fine dei tempi? Se del dolore inflitto o subito, della pena sperimentata, dello strazio vissuto, dell\u2019orrore patito, cos\u00ec come della gioia e del piacere, della correttezza e dell\u2019onest\u00e0 si perder\u00e0 ogni traccia nell\u2019indifferenza dell\u2019universo\u2026 Se tutto ci\u00f2 fosse vero, perch\u00e9 trattenermi dall\u2019affermare me stesso, i miei bisogni o i miei istinti?<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\"><i>Se tutto quello che ci circonda fosse privo di alcun senso e significato\u2026 Se la Bellezza fosse caduca e del suo passaggio effimero non rester\u00e0 traccia nel gelo del cosmo. Se nulla permarr\u00e0 degli atti di coraggio estremo, dei sacrifici talvolta compiuti, dei dolori patiti, delle ingiustizie subite, delle vittorie volute\u2026 Se: \u201c\u2026tutti questi momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia\u2026\u201d \u2013 sospira morendo il replicante Roy Batty in una delle ultime e pi\u00f9 famose scene di Blade Runner\u2026 \u201cSe \u2013 come scrisse un nostro grande poeta, Carlo Coccioli \u2013 quando si muore non c\u2019\u00e8 nulla, n\u00e9 paradiso, n\u00e9 inferno, n\u00e9 reincarnazione, n\u00e9 angeli, n\u00e9 dimensione diversa\u2026 che spreco tutto questo amore.\u201d Se la coscienza umana fosse destinata a dissolversi nell\u2019indifferenza del vuoto siderale senza minimamente alterare l\u2019espansione e poi la successiva contrazione delle infinite galassie che lo compongono\u2026 E se dei pianti, delle risa, delle urla, dei sospiri, dei lutti, degli eroismi e delle vilt\u00e0 davvero non rester\u00e0 pi\u00f9 alcuna traccia, perch\u00e9 dovrei trarmi indietro? Perch\u00e9 dovrei rinunciare ad inebriarmi del godimento del momento e a glorificarmi ora, adesso, subito, prima che sia troppo tardi? Perch\u00e9 non esaltarmi della libert\u00e0 assoluta derivante dalla sconfessione di qualunque altro limite se non quello espresso dalla sovranit\u00e0 del mio Io? Perch\u00e9 dovrei farmi limitare dalla presenza ingombrante dell\u2019Altro se in lui non sono disposto a vedere nessuna sacralit\u00e0, nessun motivo di meraviglia e stupore, se in lui non sono disposto a riconoscere alcun altro significato oltre quello del limite imposto al mio Io?<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\"><i>Insomma: perch\u00e9 dovrei arrestarmi? Perch\u00e9 dovrei cedere, ossequioso, di fronte ad un giudizio senza radici? Superare questi condizionamenti, sforzarsi di non ricadere sotto il servaggio di insulsi luoghi comuni, non mi libererebbe dalle catene rendendomi finalmente libero? Non farebbe di me quell\u2019Uomo Nuovo che tutti stiamo aspettando?<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\"><i>Come non riconoscere in queste ultime parole il delirio lucido, terribile e oramai disumano dal quale Kirillov si lascia travolgere alla fine della sua drammatica ricerca della libert\u00e0 estrema. Come non riconoscere in esse i presupposti altrettanto terribili con cui Ivan Karamazov solo da un punto di vista intellettuale, ma dopo di lui tutti i dittatori del mondo \u2013 da Hitler a Stalin, da Mao a Castro &#8211; magari in nome di un astratto progetto sociale, hanno potuto sacrificare milioni di vite umane con il sorriso sulle labbra e la certezza nel cuore.<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\"><i>Dostoevskij, invece, si \u00e8 spinto nell\u2019abisso e ha osato guardare la Bestia dritto negli occhi:<\/i><\/p>\n<p class=\"p6\"><i>\u201cSe Dio non esiste\u2026 allora tutto \u00e8 permesso.\u201d<\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"Il Male\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p class=\"p3\">Spero che mi si vorr\u00e0 scusare per questa lunga riproposizione di pensieri gi\u00e0 esposti, ma mi serviva per far comprendere ai miei lettori di oggi quanto quella sentenza abbia inciso nella mia formazione di psicoterapeuta e mi abbia aiutato a comprendere quanto possa essere facile scivolare nel male quando l\u2019anima sia stata tenuta lontano da una qualunque opportunit\u00e0 di porsi domande sul mistero che adombra la nostra esistenza di creature mortali.<\/p>\n<p class=\"p3\">Perci\u00f2 posso ora affermare di non essere mai stato inorridito pi\u00f9 di tanto di fronte al male commesso dai miei simili. Che si trattasse di genitorialit\u00e0 mancata o abusata (pur nel peggiore dei modi), o di totale mancanza di scrupolo nei confronti di chiunque altro\u2026 che si trattasse di ladrocinio, di piccola o grande criminalit\u00e0, perfino di omicidio\u2026 che si trattasse di tradimento, di mercimonio, di perversione sessuale o di qualunque altra scelleratezza morale\u2026 confesso di essermi sempre sentito in grado di comprenderne il senso. La conoscenza professionale dei meccanismi e delle strategie basilari con le quali l\u2019anima umana si ingegna di sopravvivere nella realt\u00e0 disumana del mondo terreno nel quale viene catapultata nascendo mi ha sempre aiutato a scansare l\u2019orrore e a trovare i condizionamenti, gli impulsi e i motivi che potrebbero aver determinato quelle scelte scellerate.<\/p>\n<p class=\"p3\">Mi sentirei perci\u00f2 di affermare che io, il male, lo comprendo! O, almeno, sono arrivato pi\u00f9 o meno a comprenderlo!<\/p>\n<p class=\"p3\">Sono arrivato a comprenderne le radici, a riconoscerne gli indizi, i preannunci e le sue prime avvisaglie. Sono arrivato a riconoscerlo come un elemento imprescindibile del cammino dell\u2019uomo verso la piena realizzazione di s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p class=\"p8\" style=\"text-align: center;\"><b>****<\/b><\/p>\n<p class=\"p3\">Ma c\u2019\u00e8 una soglia\u2026 una linea impercettibile lungo la quale la mia comprensione si arresta e mi getta in una condizione interiore che non mi scandalizzerei dal definire: <em>\u201cottusit\u00e0 ontologica\u201d.<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">Devo ammetterlo\u2026 c\u2019\u00e8 un passaggio concettuale che non mi riesce di compiere o, almeno, che non sono mai riuscito a giustificare in alcun modo. Per quanta curiosit\u00e0 io abbia sempre provato e per quanti sforzi io abbia fatto, <strong>non sono mai riuscito a passare dal male al Male<\/strong><\/p>\n<p class=\"p3\">Cercher\u00f2 di spiegarmi meglio ripartendo dall\u2019inizio: se dentro di s\u00e9 o fuori di s\u00e9 (nella saggezza e nella bellezza struggente del mondo) l\u2019uomo non riesce pi\u00f9 in alcun modo a riconoscere la presenza del divino\u2026 se davvero per lui non esiste pi\u00f9 alcun Dio, n\u00e9 un vero e proprio significato della vita da lui espressa sul pianeta che abita\u2026 ebbene, perch\u00e9 allora trattenersi dall\u2019affermare s\u00e9 stesso? Se qualcuno, privo della minima spregiudicatezza di pensiero e della risonanza empatica del proprio sentire, volesse poi schiacciare i propri simili pur di affermare la propria narcisistica egoit\u00e0, perch\u00e9 stupirci?<\/p>\n<p class=\"p3\">Certo, non dovrebbe essergli permesso\u2026 e le sue azioni risulteranno pur sempre inique e scorrette secondo il buon senso comune, questo \u00e8 ovvio, ma in un modo o nell\u2019altro le si potrebbe sempre comprendere\u2026 o, almeno, io sono sempre riuscito a comprenderle.<\/p>\n<p class=\"p3\">Tuttavia, quando nel percorso dell\u2019affermazione parossistica del proprio s\u00e9 un uomo si trovasse poi a varcare la soglia del sovrasensibile, anche fosse all\u2019improvviso o per casuale fatalit\u00e0\u2026 quando, pur non avendolo espressamente voluto, si trovasse a tu per tu con \u201c<em>Forze<\/em>\u201d o, addirittura, con \u201c<em>Entit\u00e0<\/em>\u201d di inequivocabile natura\u2026 come \u00e8 possibile che voglia invece procedere oltre?<\/p>\n<p class=\"p3\">In altre e pi\u00f9 schiette parole<strong> sto parlando dell\u2019incontro con la Magia Nera, del Satanismo o dell\u2019Opera Demoniaca che hanno per precipuo scopo l\u2019opposizione ai valori dello spirito.<\/strong><\/p>\n<p class=\"p3\">Perch\u00e9 non occorre chiss\u00e0 quale grande acume per riconoscere come nella attuale realt\u00e0 politica del mondo, nelle arene dove si combatte per il monopolio del potere assoluto o delle risorse della finanza globale, le \u201c<em>Forze<\/em>\u201d scese in campo sono di origine sovrasensibile. Sono diaboliche!<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>Messe nere, rituali orgiastici, scatenamento degli istinti, sacrifici inenarrabili di bambini\u2026<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"p3\">Come \u00e8 possibile, dunque, per alcuni uomini abbracciare il Male, che a quel punto non sarebbe pi\u00f9 il semplice male, bens\u00ec appunto <strong>un Essere del Male la cui natura sovrasensibile sta a \u201c<em>dimostrare<\/em>\u201d per contrasto e opposizione l\u2019esistenza di un Dio d\u2019Amore?<\/strong><\/p>\n<p class=\"p3\">Se nel mancato riconoscimento (quali che ne siano le ragioni) del mistero che adombra la vita umana potrebbe sempre essere ravvisata una attenuante o comunque una scusante per il male compiuto da un qualsiasi uomo, quando quello stesso uomo varca invece il sovrasensibile e s\u2019inoltra nelle regioni abitate dall\u2019Essere del Male, quali mai potranno essere gli impulsi e le motivazioni da lui ritenute valide?<\/p>\n<p class=\"p3\">Si dir\u00e0: il Potere sconfinato!<\/p>\n<p class=\"p3\">S\u00ec! Certo\u2026 potrebbe sembrare legittimo. In fondo, chiunque voglia inoltrarsi nella crescita spirituale di s\u00e9 stesso dovrebbe essere disposto a significativi travagli interiori, a prove durissime, fino a maturare nel tempo la capacit\u00e0 di sacrificare il proprio s\u00e9.<\/p>\n<p class=\"p3\">Mentre il potere offerto dal Male, se non proprio gratuito, \u00e8 decisamente di pi\u00f9 facile portata.<\/p>\n<p class=\"p3\">I Demoni, almeno in apparenza, sono ben pi\u00f9 generosi. E promettono godimenti immediati, successi illimitati, pieno appagamento di qualunque brama terrena o sopraterrena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p3\"><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4694.html?_=1659794147\" width=\"600\" height=\"884\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p3\">Ma il prezzo \u00e8 esorbitante: comporta l\u2019esclusione per sempre dalla visione di quel Dio che, paradossalmente, l\u2019esistenza del Demone comprova. Comporta la dannazione eterna in una dimensione che finir\u00e0 per divorare l\u2019essenza stessa della propria entit\u00e0 umana.<\/p>\n<p class=\"p3\">Il Male non divider\u00e0 mai il proprio regno con alcuno dei suoi fedeli\u2026 il cui destino, dopo l\u2019orgia di potere di cui avranno goduto, sar\u00e0 quello di essere smembrati e privati per sempre della propria intima natura. La loro fine sar\u00e0 quella di perdere il proprio Io, non per libera scelta o per amore, bens\u00ec per necessit\u00e0 alimentare dei demoni che di essi si nutrono.<\/p>\n<p class=\"p3\">Perch\u00e9 farlo?<\/p>\n<p class=\"p3\">Quale ottusit\u00e0 li spinge?<\/p>\n<p class=\"p3\">Molti anni fa, sulle rive del lago presso cui ancora vivo, ero occupato in un dialogo silenzioso con me stesso. E ad un certo punto mi chiesi perch\u00e9, al di l\u00e0 dei miei convincimenti scientifico-spirituali, perch\u00e9 mi sentissi irresistibilmente attratto verso il mondo spirituale. Rimasi a lungo in un silenzio interiore che chiedeva una risposta essenziale.<\/p>\n<p class=\"p3\">Arriv\u00f2 all\u2019improvviso:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p3\">\u201cPerch\u00e9 \u00e8 Bello! Perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica Verit\u00e0 che mi sento di riconoscere! Perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica meta per la quale so che vale la pena lottare!\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p3\">Magari a molti lettori di queste poche righe quella risposta improvvisa potr\u00e0 sembrare fin troppo banale, anche se, ripeto, non fu il risultato di un astratto ragionamento.<\/p>\n<p class=\"p3\">Di fatto, per\u00f2, il risonare in profondit\u00e0 di quella risposta credo sia la causa ultima di quella che mi ostino a chiamare <em>\u201cla mia personale ottusit\u00e0 ontologica\u201d<\/em>\u2026 una ottusit\u00e0 che mi impedisce di comprendere fino in fondo le motivazioni ultime di tutti coloro che si schierano contro lo spirito. Io non riesco proprio a comprenderli\u2026 non riesco a riconoscere nella volont\u00e0 assoluta di Potere o di Denaro una spinta che abbia un qualunque senso.<\/p>\n<p class=\"p3\">Ma se da una parte, per me, psicologo e psicoterapeuta, l\u2019arrestarmi sulla soglia di una dinamica psichica cos\u00ec potente da aver sempre coinvolto nei secoli migliaia e migliaia di miei simili rappresenta una sorta di sconfitta intellettiva e professionale, sospetto d\u2019altra parte che io debba riconoscere a questa stessa ottusit\u00e0 una valenza protettiva che, mi auguro, non smetter\u00e0 mai di accompagnarmi nell\u2019avventuroso viaggio verso quel mondo spirituale dal quale tutti noi proveniamo.<\/p>\n<p><em>Piero Priorini<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSe Dio non esiste, allora tutto \u00e8 lecito\u201d. Avevo ventiquattro o venticinque anni quando, intento a divorare i padri della letteratura russa di tutti i tempi, incontrai questa terribile sentenza di F. 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