{"id":65879,"date":"2022-09-21T09:57:44","date_gmt":"2022-09-21T07:57:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=65879"},"modified":"2022-09-22T10:38:27","modified_gmt":"2022-09-22T08:38:27","slug":"la-scelta-antropologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/la-scelta-antropologica\/","title":{"rendered":"La scelta antropologica"},"content":{"rendered":"<div class=\"article first\">\n<div class=\"thumbnail\">\n<div class=\"hover\">\u00c8 raro che un politico strappi una franca risata, specie in campagna elettorale, festival della finzione e dell\u2019ostentata seriet\u00e0 di personaggi in cerca d\u2019autore, o meglio d\u2019elettore. Stavolta \u00e8 successo: <strong>Enrico Letta<\/strong> ha dichiarato che in caso di vittoria dei suoi avversari politici <em>\u201cper l\u2019Italia la pacchia \u00e8 finita\u201d.<\/em> Solo il professore di scienze politiche parigino pu\u00f2 pensare che la stagione presente sia una pacchia, tra pandemia, crisi economica, energetica, timore del futuro, pericolo di guerra, debito, dissoluzione del legame sociale.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_left_entries_post left_entries\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta forse della risposta \u2013 improvvida quanto esilarante \u2013 a un\u2019altra frase da comizio, di <strong>Giorgia Meloni<\/strong>, per la quale il suo governo determiner\u00e0 la fine della pacchia per l\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il livello della classe politica.<\/p>\n<p>Peraltro, che altro possono fare, se non insultarsi, pronunciare sciocchezze o battute d\u2019avanspettacolo, giocare a chi la spara pi\u00f9 grossa, se i programmi sociali, economici e geopolitici sono pressoch\u00e9 sovrapponibili?<\/p>\n<p>Questo pensa la maggioranza degli italiani e noi con loro. Nessun dubbio che la sconfitta e la vittoria, la stessa partecipazione popolare alle urne, si giocheranno sull\u2019apparente maggiore credibilit\u00e0 sui temi economici, le tasse, la risposta alla pandemia e ai costi dell\u2019energia. E tuttavia\u2026 Oltre le preferenze contingenti su chi amministrer\u00e0 l\u2019esistente in conto terzi \u2013 questa \u00e8 la modesta posta in palio nelle elezioni \u2013 uno Stato \u00e8 soprattutto una civilt\u00e0. A lungo termine contano i principi su cui si regge, i valori che promuove, ci\u00f2 che considera bene e male.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un enorme tema rimosso, evitato, trattato con le pinze da tutti i contendenti: \u00e8 il dibattito tra modelli esistenziali e comunitari ormai opposti, irrimediabilmente divergenti. Parliamo dei cosiddetti \u201cdiritti\u201d, ovvero della scelta antropologica finale tra modi di vita, valori e principi morali inconciliabili.<\/p>\n<p>Per chi scrive il problema numero uno \u00e8 la denatalit\u00e0, l\u2019inverno demografico che affligge l\u2019Italia e l\u2019Europa. Tale convinzione non pu\u00f2 essere condivisa da un elettorato educato al pi\u00f9 totale soggettivismo, a un individualismo che esclude dall\u2019orizzonte della vita, dai pensieri e dai valori ogni dimensione comunitaria. E s\u00ec che la preoccupazione comincia a diffondersi in ambienti insospettabili come la fondazione che porta il nome di <strong>Jacques Delors<\/strong>, uno dei padri di questa UE. Fatto sta che il tema denatalit\u00e0 non \u00e8 sollevato da alcuna delle forze in campo, segno che non procura vantaggi elettorali, l\u2019unico argomento che smuove i politici di ogni orientamento.<\/p>\n<p>La realt\u00e0, tuttavia, vince sempre e non si riesce a immaginare senza un brivido di orrore un\u2019Italia e un \u2018Europa senza i loro abitanti originari, eredi e discendenti della civilt\u00e0, dei popoli e delle razze (osiamo dirla, la parola impronunciabile) che l\u2019hanno costituita, improntata, custodita.\u00a0<em>Primum vivere<\/em>. Nessuna politica, nessun futuro attende i morti.<\/p>\n<p>Dunque, occorre suscitare il dibattito che non c\u2019\u00e8 sulla vita che manca e che sfuma, sui figli che non abbiamo, a partire da due domande decisive.<\/p>\n<p>Vale la pena trasmettere il nostro sangue e la nostra visione del mondo?<\/p>\n<p>E l\u2019altra: perch\u00e9 siamo arrivati a questo punto?<\/p>\n<p>Alla prima rispondiamo un s\u00ec convinto e disperato. La seconda \u00e8 il cuore del problema, il motivo per cui perfino le forze politiche e culturali meglio orientate evitano il dibattito, ancor pi\u00f9 in campagna elettorale. Troppo divisivo, dicono.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"rifugiati\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>L\u2019obiezione \u00e8 ovvia: la libert\u00e0 presuppone divisione, contrasto di idee, progetti, principi e interessi. La democrazia rappresentativa \u00e8 stata inventata per dare regole al conflitto sociale e ideale senza trasformarlo nella guerra di tutti contro tutti di <strong>Hobbes<\/strong>.<\/p>\n<p>Per <strong>Pierre Drieu La Rochelle<\/strong> l\u2019intellettuale \u00e8 oggi dove gli altri saranno domani. Ha il compito di mostrare i problemi, individuare soluzioni, riflettere su ci\u00f2 che accade in prospettiva futura. L\u2019inverno demografico \u00e8 in atto e porter\u00e0 alla rapida fine dei popoli e delle civilt\u00e0 che non si riproducono pi\u00f9 a partire dal ricambio delle generazioni. La demografia \u00e8 una scienza pressoch\u00e9 esatta, in grado di indicare scenari e numeri in costanza dei fenomeni che osserva. Senza un deciso cambio di rotta, siamo finiti come nazioni, e conseguentemente tramontano le visioni del mondo e i valori di cui siamo portatori.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 ancora dire la verit\u00e0 o \u2013 come cap\u00ec <strong>George Orwell<\/strong> \u2013 proclamarla, in tempi di menzogna universale \u00e8 un atto rivoluzionario? E sia, facciamola questa rivoluzione verbale, tentando di indicare alcune cause dell\u2019imminente fine dei nostri popoli per consunzione biologica, rammentando sinistre analogie con la fine dell\u2019impero romano.<\/p>\n<p>La romanit\u00e0 si esaur\u00ec per denatalit\u00e0 e incapacit\u00e0 di difendere i confini. Le motivazioni erano la ricchezza ereditata, il desiderio di comodit\u00e0, la fiacchezza interiore, l\u2019abbandono dei costumi che avevano garantito grandezza e universalit\u00e0. Si chiamava<em>\u00a0mos maiorum,<\/em>\u00a0gli usi degli antenati, il nucleo della morale tradizionale della civilt\u00e0 romana. Fin\u00ec con imperatori dissoluti e debosciati, con i discendenti di forti guerrieri truccati e travestiti da donna in cerca di piaceri di ogni genere, incapaci di lottare e di esprimere una cultura. La Roma di <strong>Eliogabalo<\/strong> fin\u00ec con il povero <strong>Romolo Augustolo<\/strong>, l\u2019imperatore adolescente nel cui nome si chiuse un millennio di storia, dopo che i Romani si erano affidati a generali barbari che rovesciavano esangui imperatori e aristocrazie diventate parodia di se stesse.<\/p>\n<p>Ci vollero secoli perch\u00e9, con <strong>San Benedetto<\/strong>, tornassero lavoro, scienza, cultura, nel deserto di citt\u00e0 abbandonate, campi diventati sterili, vite destituite di senso.\u00a0<em>Ora et labora<\/em>, era il motto: prega e lavora, impegnati, studia, costruisci e ricostruisci. Assomiglia all\u2019inascoltato difendi, conserva, prega a cui esortava l\u2019ultimo <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>, nonostante le pratiche pederastiche e la fascinazione per il degrado espressa nella sua opera cinematografica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"google-auto-placed ap_container\">\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4728.html?_=1663663648\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Troppe circostanze rimandano alla penosa, lunga agonia dell\u2019impero. Oggi tutto avviene in gran fretta ed \u00e8 dubbio che esistano margini per cambiare rotta, ossia invertire l\u2019inversione e lottare contro la dissoluzione. Specie se riflettiamo sull\u2019 esortazione dell\u2019Unione Europea alla Serbia a consentire il\u00a0<em>gay pride<\/em>\u00a0con la motivazione che esso fa parte dei \u201cvalori europei\u201d. Non \u00e8 dunque la manifestazione \u2013 legittima \u2013 di chi ostenta condotte che altri hanno ogni diritto di contrastare e ritenere distruttive, ma addirittura un valore dell\u2019Europa e dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Acquista un significato il programma civile invertito, il terribile \u201cviva le devianze\u201d di <strong>Enrico Letta<\/strong> a margine di alcune polemiche su questioni liquidate sbrigativamente: \u201ctemi etici\u201d, come se la morale di una societ\u00e0 non ne fosse il centro e il motore. Ne sono consapevoli, tanto \u00e8 vero che propongono l\u2019asilo obbligatorio, ossia strappare i figli ai genitori per educarli sin dall\u2019infanzia al nuovo mondo, quello delle devianze e dei valori capovolti.<\/p>\n<p>Viva le devianze, viva le dipendenze, tanto diffuse, il tratto unificante della societ\u00e0. Dal sesso, dalle droghe, dal gioco, dal denaro, dal successo individuale, dai farmaci, da una libert\u00e0 irrazionale e priva di scopo spacciata per progresso e per diritto, da un materialismo assoluto di cui abbiamo sperimentato gli effetti nel terrore pandemico.<\/p>\n<p>Scrisse <strong>Thomas S. Eliot<\/strong> che \u00e8 difficile che una societ\u00e0 possa sopravvivere senza una religione, una spiritualit\u00e0 condivisa. Oggi dobbiamo rilevare, con l\u2019esempio di varie civilt\u00e0 scomparse nel tempo, che nessuna pu\u00f2 sopravvivere alla perdita della morale sessuale.<\/p>\n<p>Non si nasce per mille motivi: rifiuto delle responsabilit\u00e0, desiderio di affermazione soggettiva, paura. I figli, come i diamanti della pubblicit\u00e0, sono per sempre, impegnano e sottraggono tempo a divertimenti, successo, ossia alla cosiddetta realizzazione. Non si nasce perch\u00e9 tante coppie sono prigioniere del precariato di vita e lavoro, in corsa perenne con la valigia a rotelle: le relazioni sfumano, si sfarinano nell\u2019universo liquido. Non si hanno figli perch\u00e9 lo Stato non aiuta, privilegiando l\u2019individualismo e la folla solitaria. Da mezzo secolo il sesso \u00e8 sganciato per via farmacologica dalla procreazione, e si chiama libert\u00e0 la pi\u00f9 assoluta promiscuit\u00e0, con legislazioni e modelli di vita che fanno s\u00ec che dall\u2019incontro sessuale tra uomo e donna (sconsigliato, impopolare, residuo del passato, poich\u00e9 le altre forme di sessualit\u00e0 sono i valori d\u2019occidente) non scaturisca ci\u00f2 che \u00e8 normale per natura, la nascita di nuovi membri della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Sappiamo quanto sia impopolare toccare certi tasti, ma a che cosa porta, se non a una societ\u00e0 sterile, egoista e dipendente dall\u2019immediato e dalla comodit\u00e0, affermare l\u2019aborto come diritto universale, addirittura modificando le parole: interruzione volontaria di gravidanza e adesso l\u2019orribile, zootecnico \u201csalute riproduttiva\u201d? L\u2019argomento \u00e8 tab\u00f9, come affermare che la vita deve essere difesa anche nel malato, nel debole, nell\u2019anziano. Meglio una bella punturina e via, la \u201cbuona\u201d morte, l\u2019eutanasia, il prossimo diritto universale degli occidentali, morti viventi in attesa che qualcuno assesti il colpo finale.<\/p>\n<p>Ma no, sei un catastrofista, un apocalittico che scambia per fine del mondo quel che non gli piace o \u2013 peggio \u2013 che non capisce. Un rottame del passato, diranno i pi\u00f9. Ma se una macchina del tempo e dello spazio ci trasferisse nelle varie civilt\u00e0 che gli uomini hanno costruito sul pianeta Terra, ci accorgeremmo che tutte si sono basate sull\u2019amore di s\u00e9, su qualche forma di spiritualit\u00e0, sulla famiglia intesa come incontro ed alleanza tra uomo e donna, o, se preferiamo il linguaggio biologico, tra gli esemplari maschio e femmina della specie.<\/p>\n<p>Agli albori della civilt\u00e0 nostra che muore insepolta e non tanto gaia tra suicidi, depressione e psicofarmaci, due personaggi rappresentarono la verit\u00e0 negata che porta a conseguenze drammatiche. <strong>Cassandra<\/strong>, la figlia del re acheo <strong>Agamennone<\/strong> \u2013 da lui sacrificata \u2013\u00a0 la cui tragedia era conoscere il futuro senza essere creduta. E poi <strong>Laocoonte<\/strong>, unico troiano a capire che il cavallo d\u2019Ulisse non era un dono degli dei, ma un\u2019arma dei greci. Anch\u2019egli non fu creduto e <strong>Pallade Atena<\/strong>, che parteggiava per gli invasori greci, lo fece morire avviluppato con i suoi figli \u2013 distruggendone anche la discendenza &#8211; dai serpenti marini. Virgilio, nell\u2019Eneide, scrisse versi immortali.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cQuesta \u00e8 macchina contro le nostre mura innalzata, e spier\u00e0 le case, e sulla citt\u00e0 graver\u00e0: un inganno v\u2019\u00e8 certo. Non vi fidate, Troiani. Sia ci\u00f2 che vuole, temo i D\u00e0nai, e pi\u00f9 quand\u2019offrono doni.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><em>Timeo danaos et dona ferentes<\/em>, temo i greci e i loro doni. Temo questo Occidente e i suoi \u201cvalori\u201d, la libert\u00e0 senza direzione, la pletora di \u201cdiritti \u201c, che fanno vivere in una sorta di dirittismo senza fine, giacch\u00e9 l\u2019officina del dio Mercato e la cultura della dissoluzione travestita da libert\u00e0 inventa sempre nuovi traguardi.<\/p>\n<p>Nulla di strano che i temi antropologici, esistenziali, relativi alla condizione umana, al bene e al male, siano rimossi anche in tempo di elezioni, cio\u00e8 di decisioni. Troppo perturbanti (<em>unheimlich<\/em>, \u201cnon di casa\u201d), come cap\u00ec <strong>Sigmund Freud<\/strong>. La post modernit\u00e0 terminale, l\u2019Occidente di tutte le libert\u00e0 in corsa verso il nulla celebra la vittoria dell\u2019Es, ossia di ogni spinta pulsionale e inferiore sull\u2019Io \u2013 la persona \u2013 e il Super Io, le norme naturali e comunitarie introiettate per mantenere e trasmettere la civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Nulla importa ai politici e assai poco agli elettori, che sembrano applaudire un mondo rovesciato, globalizzato dal Mercato, dalla materia e dal denaro. Per <strong>Guy Debord<\/strong> in un mondo unificato non ci si pu\u00f2 neppure esiliare. Si pu\u00f2 soltanto, se si ha il coraggio, l\u2019incoscienza o la temerit\u00e0, fare la parte di <strong>Cassandra<\/strong> o di <strong>Laocoonte<\/strong>, tra frizzi, lazzi e derisione.<\/p>\n<p>Il risultato sar\u00e0 probabilmente il medesimo, ma avremo assolto a un dovere morale, descrivendo il mondo con gli occhi della verit\u00e0. Ci resta la lezione di <strong>Ernst J\u00fcnger<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cl\u2019arroganza del progresso incontra il panico, il comfort supremo si infrange contro il nulla, l\u2019automatismo contro la catastrofe, che assume le sembianze di un incidente stradale. Il progresso dell\u2019automatismo e quello della paura sono strettamente legati, in quanto l\u2019uomo, a prezzo di riduzioni tecniche, limita la sua capacit\u00e0 di decisione. Guadagna ogni sorta di comodit\u00e0. La persona non \u00e8 pi\u00f9 nella societ\u00e0 come un albero nella foresta; sembra il passeggero di una nave veloce che porta il nome di Titanic, o addirittura Leviatano. Finch\u00e9 il cielo rimane limpido e la vista gradevole, a malapena si accorge dello stato di minore libert\u00e0 in cui \u00e8 caduto. Al contrario, irrompe l\u2019ottimismo, la sensazione di onnipotenza offerta dalla velocit\u00e0. Tutto cambia quando si segnalano isole che sputano fiamme o iceberg.\u201d (Trattato del ribelle)<\/p><\/blockquote>\n<p>Sul Titanic morirono danzando. A Bisanzio discutendo del sesso degli angeli. A Roma e Babilonia tra vizi ed eccessi. Noi moriamo di diritti. E di devianze.<\/p>\n<p><em>Roberto Pecchioli<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ereticamente.net\/2022\/09\/la-scelta-antropologica-roberto-pecchioli.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 raro che un politico strappi una franca risata, specie in campagna elettorale, festival della finzione e dell\u2019ostentata seriet\u00e0 di personaggi in cerca d\u2019autore, o meglio d\u2019elettore. Stavolta \u00e8 successo: Enrico Letta ha dichiarato che in caso di vittoria dei suoi avversari politici \u201cper l\u2019Italia la pacchia \u00e8 finita\u201d. 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