{"id":66045,"date":"2022-09-26T10:38:53","date_gmt":"2022-09-26T08:38:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=66045"},"modified":"2022-09-26T21:09:56","modified_gmt":"2022-09-26T19:09:56","slug":"il-sonnambulismo-europeo-va-verso-lanarchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/il-sonnambulismo-europeo-va-verso-lanarchia\/","title":{"rendered":"Il sonnambulismo europeo va verso l&#8217;anarchia"},"content":{"rendered":"<p>Le sanzioni UE stanno paralizzando la classe operaia dei Paesi che ne fanno parte.<\/p>\n<p>Tutti gli occhi sono puntati sui risultati delle elezioni italiane di questa mattina, ma l&#8217;Europa ha per le mani problemi ben pi\u00f9 gravi della prospettiva di un governo di destra. L&#8217;inverno sta arrivando e le conseguenze catastrofiche della crisi energetica autoimposta dall&#8217;Europa si fanno gi\u00e0 sentire in tutto il continente.<\/p>\n<p>Mentre i politici continuano a escogitare piani irrealistici per il razionamento dell&#8217;energia, la realt\u00e0 \u00e8 che l&#8217;impennata dei prezzi dell&#8217;energia e il calo della domanda hanno gi\u00e0 indotto decine di impianti in una vasta gamma di industrie ad alta intensit\u00e0 energetica &#8211; vetro, acciaio, alluminio, zinco, fertilizzanti, prodotti chimici &#8211; a ridurre la produzione o a chiudere, causando il licenziamento di migliaia di lavoratori. Persino il <em>New York Times<\/em>, favorevole alla guerra, \u00e8 stato recentemente costretto a riconoscere l&#8217;impatto &#8220;paralizzante&#8221; che le sanzioni di Bruxelles stanno avendo sull&#8217;industria e sulla classe operaia in Europa.<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Gli alti prezzi dell&#8217;energia stanno colpendo l&#8217;industria europea, costringendo le fabbriche a tagliare rapidamente la produzione e a mettere in cassa integrazione decine di migliaia di dipendenti&#8221;,<\/p><\/blockquote>\n<p>ha riportato il quotidiano.<\/p>\n<p>I tagli alla produzione di zinco, alluminio e silicio (che ammontano a un impressionante 50% della produzione) hanno gi\u00e0 lasciato i consumatori dell&#8217;industria siderurgica, automobilistica ed edile europea alle prese con gravi carenze, che vengono compensate dalle spedizioni dalla Cina e da altri paesi. Nel frattempo, le acciaierie in Spagna, Italia, Francia, Germania e altri Paesi &#8211; pi\u00f9 di due dozzine in totale &#8211; stanno iniziando a rallentare o a interrompere del tutto la loro produzione.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"crisi europa\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>L&#8217;industria dei fertilizzanti, che dipende fortemente dal gas come materia prima chiave e come fonte di energia, si trova in difficolt\u00e0 ancora maggiori. Pi\u00f9 di due terzi della produzione &#8211; circa 30 impianti &#8211; sono gi\u00e0 stati fermati. L&#8217;azienda chimica tedesca BASF ha temporaneamente chiuso 80 impianti in tutto il mondo e sta rallentando la produzione in altri 100, mentre prevede ulteriori tagli alla produzione a seconda dell&#8217;andamento dei prezzi del gas. A peggiorare le cose, le sanzioni dell&#8217;UE hanno anche limitato le importazioni di fertilizzanti russi.<\/p>\n<p>La diminuzione delle forniture di fertilizzanti sta avendo un drammatico effetto a catena sugli agricoltori europei, che sono costretti a ridurre l&#8217;uso del prodotto chiave. Ci\u00f2 significa prezzi pi\u00f9 alti per una produzione inferiore e le conseguenze sono destinate a farsi sentire ben oltre i confini europei, innescando potenzialmente una carenza alimentare globale.<\/p>\n<p>Ma la carenza di fertilizzanti non \u00e8 l&#8217;unico problema che gli agricoltori europei devono affrontare. In tutta l&#8217;Europa settentrionale e occidentale, i produttori di ortaggi stanno pensando di sospendere le loro attivit\u00e0 a causa dei costi energetici paralizzanti &#8211; in alcuni casi dieci volte superiori a quelli del 2021 &#8211; necessari per riscaldare le serre durante l&#8217;inverno e mantenere i raccolti in frigorifero, oltre ai crescenti costi di trasporto e imballaggio. Il gruppo industriale delle serre Glastuinbouw Nederland afferma che fino al 40% dei suoi 3.000 membri si trova in difficolt\u00e0 finanziarie. Ci\u00f2 minaccia ulteriormente le forniture alimentari e porter\u00e0 sicuramente a un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari che, insieme all&#8217;impennata delle bollette energetiche, rischia di portare milioni di europei alla povert\u00e0. In altre parole, la crisi energetica e del costo della vita sta per trasformarsi in una vera e propria crisi umanitaria.<\/p>\n<p>Nel Regno Unito, si prevede che 45 milioni di persone si troveranno ad affrontare la povert\u00e0 energetica entro il gennaio 2023; di conseguenza, <em>&#8220;lo sviluppo di milioni di bambini sar\u00e0 compromesso&#8221;<\/em> con danni ai polmoni, stress tossico e un aumento delle disuguaglianze educative, dato che i bambini lottano per tenere il passo con il lavoro scolastico in case gelate. Gli esperti avvertono che si perderanno delle vite. Nel frattempo, nel distretto tedesco di Rheingau-Taunus, le autorit\u00e0 hanno effettuato una simulazione di cosa significherebbe per loro un simile blackout e i risultati sono scioccanti: pi\u00f9 di 400 persone morirebbero nelle prime 96 ore. E questo in un distretto di appena 190.000 abitanti.<\/p>\n<p>Ora, questi numeri potrebbero essere sovrastimati, ma il governo locale non pu\u00f2 permettersi di ignorarli. Infatti, <strong>Gerd Landsberg<\/strong>, direttore generale dell&#8217;Associazione tedesca delle citt\u00e0 e dei comuni, ha esortato i residenti a fare scorte di acqua e cibo per 14 giorni. <strong>Landsberg<\/strong> afferma che la Germania non \u00e8 &#8220;in alcun modo&#8221; preparata ad affrontare un simile scenario.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 importante capire \u00e8 che non si tratta di una crisi temporanea per la quale \u00e8 sufficiente stringere i denti durante l&#8217;inverno, dopo il quale le cose torneranno alla normalit\u00e0. La realt\u00e0, come ha chiarito di recente l&#8217;amministratore delegato di Shell, \u00e8 che se i governi europei insistono nel disaccoppiare l&#8217;Europa dalle forniture russe, il continente dovr\u00e0 affrontare una carenza di gas <em>&#8220;che potrebbe durare diversi inverni&#8221;<\/em>. \u00c8 un&#8217;amara verit\u00e0, ma semplicemente non esiste un&#8217;alternativa a breve termine al gas russo. La Commissione europea prevede infatti che i prezzi del gas e dell&#8217;elettricit\u00e0 <em>&#8220;rimarranno elevati e volatili almeno fino al 2023&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Per dirla in parole povere, se continua sulla sua strada, l&#8217;Europa si aspetta anni di contrazione economica, inflazione, deindustrializzazione, declino del tenore di vita, impoverimento di massa e scarsit\u00e0 &#8211; e questo senza considerare la terrificante prospettiva di un vero e proprio confronto militare con la Russia. Come si pu\u00f2 pensare che l&#8217;Europa possa sopravvivere a tutto questo senza precipitare nell&#8217;anarchia?<\/p>\n<p>La follia della situazione diventa ancora pi\u00f9 evidente se consideriamo che, nel tentativo di ridurre la sua dipendenza dal gas russo, l&#8217;UE sta aumentando la sua dipendenza dalle forniture di Paesi come la Cina e l&#8217;India che, a quanto pare, non fanno altro che rivendere all&#8217;Europa il gas proveniente&#8230; dalla Russia (a un prezzo pi\u00f9 alto, ovviamente). Se non fosse in gioco la vita delle persone, tutto questo sembrerebbe uno scherzo di cattivo gusto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4649.html?_=1664155128\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 davvero un segno della debolezza dei politici europei il fatto che, nonostante il precipizio che si sta avvicinando, nessuno riesca a dichiarare l&#8217;ovvio: le sanzioni devono finire. Non c&#8217;\u00e8 alcuna giustificazione morale per distruggere i mezzi di sostentamento di milioni di europei solo per dare una lezione a <strong>Putin<\/strong>, anche se le sanzioni contribuissero a raggiungere questo obiettivo, cosa che chiaramente non \u00e8.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, in modo piuttosto deprimente, l&#8217;unica voce della ragione sembra essere quella del primo ministro ungherese, <strong>Victor Orb\u00e1n<\/strong>. Per settimane lui e altri membri del suo governo hanno lanciato l&#8217;allarme sulla calamit\u00e0 economica che l&#8217;Europa sta affrontando. <em>&#8220;I tentativi di indebolire la Russia non hanno avuto successo&#8221;<\/em>, ha dichiarato di recente. <em>&#8220;Al contrario, \u00e8 l&#8217;Europa che potrebbe essere messa in ginocchio da un&#8217;inflazione brutale e dalla carenza di energia dovuta alle sanzioni&#8221;.<\/em> Questa \u00e8 una dichiarazione di fatto, non un&#8217;opinione.<\/p>\n<p>Ma nessuno sembra voler ascoltare.<\/p>\n<p>In risposta, i tecnocrati di Bruxelles si stanno dimostrando altrettanto insensati dei leader nazionali. Non solo l&#8217;approccio aggressivo dell&#8217;UE nei confronti della Russia \u00e8 una delle cause principali della crisi attuale, ma la sua leadership continua a gettare benzina sul fuoco. Proprio questo mese, <strong>Josep Borrell<\/strong>, l&#8217;Alto rappresentante dell&#8217;Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha dichiarato che <em>&#8220;la strategia contro la Russia sta funzionando e deve continuare&#8221;<\/em> &#8211; e ha promesso nuove sanzioni.<\/p>\n<p>Ancora peggio, l&#8217;UE non sta nemmeno facendo qualcosa per contribuire ad attutire gli effetti della crisi che ha contribuito a creare. Dopo aver abbandonato la ridicola proposta di fissare un tetto solo al prezzo del gas russo &#8211; che avrebbe portato al taglio immediato di quest&#8217;ultimo &#8211; Bruxelles sta ora studiando un tetto a tutte le importazioni di gas, che persino il Ministro di Stato tedesco per l&#8217;Europa ha avvertito potrebbe portare a gravi carenze.<\/p>\n<p>La proposta non tiene inoltre conto di un fatto fondamentale: non sono gli esportatori di energia a far lievitare il prezzo del gas; quest&#8217;ultimo oggi \u00e8 legato al prezzo a cui il gas viene scambiato sui mercati virtuali come il TTF di Amsterdam, dove gli speculatori hanno fatto salire i prezzi per mesi, realizzando enormi profitti. Inoltre, nell&#8217;attuale mercato liberalizzato, che si basa sui cosiddetti prezzi a costo marginale, il prezzo finale dell&#8217;energia elettrica \u00e8 fissato dal combustibile pi\u00f9 costoso necessario per soddisfare tutte le richieste &#8211; in questo caso il gas. Ci\u00f2 significa che, con l&#8217;aumento dei prezzi del gas, aumenta anche l&#8217;elettricit\u00e0, anche se fonti pulite e pi\u00f9 economiche contribuiscono al mix totale.<\/p>\n<p>Quindi, se l&#8217;UE volesse affrontare seriamente il problema dei prezzi dell&#8217;energia, dovrebbe sganciare il prezzo del gas dai mercati commerciali speculativi e rivedere il sistema di determinazione del costo marginale. Ma questo andrebbe contro l&#8217;ideologia di fondo dei tecnocrati europei: l&#8217;idea che i prezzi debbano essere fissati dai mercati. In effetti, l&#8217;UE \u00e8 stata tra i pi\u00f9 accaniti sostenitori, contro il parere di <strong>Putin<\/strong>, del passaggio da accordi sul gas a lungo termine e a prezzo fisso a un sistema in cui il prezzo \u00e8 fissato da mercati commerciali virtuali.<\/p>\n<p>Data l&#8217;improbabilit\u00e0 di una riforma radicale, cosa far\u00e0 Bruxelles? Con ogni probabilit\u00e0, si accontenter\u00e0 di soluzioni poco credibili &#8211; come un tetto ai ricavi in eccesso delle centrali elettriche non a gas e una tassa sui profitti in eccesso &#8211; e di ci\u00f2 che sa fare meglio: l&#8217;austerit\u00e0. Nel frattempo, la <em>BCE<\/em>, invece di annunciare un nuovo ciclo di acquisti di obbligazioni per fornire ai governi la liquidit\u00e0 necessaria ad ammortizzare i cittadini e le imprese dall&#8217;impennata dei prezzi del gas e dell&#8217;energia, ha iniziato a ridurre i suoi programmi di <em>quantitative easing<\/em> e ha aumentato i tassi di interesse, facendo s\u00ec che lo spread tra i titoli di Stato decennali emessi dall&#8217;Italia e dalla Germania salisse ai livelli pi\u00f9 alti dall&#8217;inizio della pandemia. Questo potrebbe facilmente far precipitare una nuova crisi del debito, che \u00e8 l&#8217;ultima cosa di cui l&#8217;Europa ha bisogno.<\/p>\n<p>Senza il sostegno delle banche centrali, i governi dell&#8217;UE sono stati sostanzialmente abbandonati a se stessi. Ancora una volta ci viene ricordato cosa significa per i Paesi dell&#8217;euro aver rinunciato al potere di emettere la propria moneta; non \u00e8 un caso che il Regno Unito da solo abbia stanziato pi\u00f9 del 50% di quanto accantonato dall&#8217;UE nel suo complesso.<\/p>\n<p>Questo sta gi\u00e0 portando a politiche di <em>&#8220;beggar-thy-neighbour&#8221;[Scaricare sui vicini le proprie difficolt\u00e0 NdT] <\/em>: i Paesi, come la Germania, che possono fare affidamento sui mercati finanziari per raccogliere il denaro necessario ad aiutare i cittadini e le imprese, e a nazionalizzare o salvare le aziende energetiche in difficolt\u00e0, inevitabilmente supereranno i Paesi pi\u00f9 deboli che stanno gi\u00e0 affrontando lo stress dei mercati obbligazionari, come l&#8217;Italia. In realt\u00e0, questo sta gi\u00e0 iniziando ad accadere, dato che sempre pi\u00f9 Paesi si impegnano in quello che pu\u00f2 essere descritto solo come protezionismo energetico.<\/p>\n<p>In teoria, la sicurezza del gas in Europa ubbidisce ad un regolamento adottato nel 2017, che rende obbligatoria la solidariet\u00e0 tra i Paesi europei. Ma i Paesi dell&#8217;UE non sempre osservano queste regole quando si trovano di fronte a una crisi di approvvigionamento. Cos\u00ec, ad esempio, il quotidiano italiano <em>la Repubblica<\/em> ha recentemente riportato che l&#8217;Italia ha ricevuto una notifica scritta da parte della societ\u00e0 di servizi francese <em>EDF<\/em>, controllata dallo Stato, in merito a un potenziale blocco di due anni delle esportazioni di energia elettrica nell&#8217;ambito dei piani di risparmio energetico della Francia. Un portavoce del Ministero della Transizione Ecologica italiano ha poi confermato la notizia del quotidiano, sebbene sia stata smentita da <em>EDF<\/em>. Analogamente, Croazia e Ungheria hanno entrambe annunciato l&#8217;intenzione di attuare misure per limitare le esportazioni di gas naturale verso i Paesi limitrofi. Mentre la Norvegia, che ha soppiantato la Russia come principale fonte di gas dell&#8217;UE, realizzando profitti giganteschi grazie all&#8217;aumento dei prezzi del gas, si \u00e8 rifiutata di sostenere un tetto ai prezzi delle sue esportazioni di gas.<\/p>\n<p>Tuttavia, se lamentarsi di questa <em>&#8220;mancanza di solidariet\u00e0&#8221;<\/em> tra gli Stati europei \u00e8 facile, \u00e8 anche ingenuo. Dopotutto, \u00e8 semplicemente cos\u00ec che funziona il capitalismo. Per quanto si parli di <em>&#8220;capitalismo globale&#8221;<\/em>, le singole nazioni &#8211; o meglio, le rispettive \u00e9lite capitalistiche &#8211; sono ancora in competizione tra loro. Mentre le classi dirigenti dei singoli Paesi sono pi\u00f9 che felici di collaborare per perseguire gli interessi del capitale in generale a spese dei lavoratori &#8211; basti pensare all&#8217;Unione Europea &#8211; i loro interessi concorrenti riemergono inevitabilmente in tempi di crisi.<\/p>\n<p>L&#8217;UE, infatti, lungi dall&#8217;incoraggiare la solidariet\u00e0 tra i Paesi, rende la competizione intercapitalistica ancora pi\u00f9 feroce, privando i Paesi degli strumenti economici di base necessari per affrontare gli shock esterni.<\/p>\n<p>Non importa se il continente stia vivendo un crollo finanziario, una pandemia globale o una carenza energetica. In Europa, le politiche di accattonaggio non sono un&#8217;eccezione alla regola, ma la regola.<\/p>\n<p><em>Thomas Fazi<\/em><\/p>\n<p><em>Tradotto dall&#8217;inglese da Piero Cammerinesi per LiberoPensare<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/unherd.com\/2022\/09\/the-eu-is-sleepwalking-into-anarchy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le sanzioni UE stanno paralizzando la classe operaia dei Paesi che ne fanno parte. Tutti gli occhi sono puntati sui risultati delle elezioni italiane di questa mattina, ma l&#8217;Europa ha per le mani problemi ben pi\u00f9 gravi della prospettiva di un governo di destra. 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