{"id":66214,"date":"2022-10-03T10:31:31","date_gmt":"2022-10-03T08:31:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=66214"},"modified":"2022-10-03T11:13:22","modified_gmt":"2022-10-03T09:13:22","slug":"come-fermare-la-spirale-verso-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/come-fermare-la-spirale-verso-la-guerra\/","title":{"rendered":"Come fermare la spirale verso la guerra"},"content":{"rendered":"<article class=\"hnews hentry item\">\n<div class=\"article-chapo crayon article-chapo-218096 entry-content\">\n<p>Il conflitto ucraino si sta trasformando in guerra fra Occidente da un lato, Russia e Cina dall\u2019altro. Entrambe le parti sono persuase che l\u2019una voglia la rovina dell\u2019altra. Ma la paura \u00e8 cattiva consigliera. Si potr\u00e0 preservare la pace solo se ognuno dei contendenti riconoscer\u00e0 i propri errori. C\u2019\u00e8 bisogno di una svolta radicale, perch\u00e9 oggi n\u00e9 la linea di condotta occidentale n\u00e9 le azioni della Russia corrispondono alla realt\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"entry-content\">\n<div id=\"article-text\" class=\"article-text\">\n<div class=\"article-text-images crayon article-texte-218096 \">\n<div class=\"spip_document_239787 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"136\" data-legende-lenx=\"xxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\">\n<p><figure id=\"attachment_66217\" aria-describedby=\"caption-attachment-66217\" style=\"width: 658px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-66217\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1vari-300x154.jpg\" alt=\"\" width=\"658\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1vari-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1vari-18x9.jpg 18w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/1vari.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 658px) 100vw, 658px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-66217\" class=\"wp-caption-text\">I presidenti russo e cinese, Vladimir Putin e Xi Jinping; gli Straussiani del dipartimento di Stato, Antony Blinken e Victoria Nuland<\/figcaption><\/figure><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div><\/div>\n<div class=\"spip_doc_titre crayon document-titre-239787 \"><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Nessun responsabile politico desidera la guerra nel proprio Paese. Le guerre sono in genere frutto della paura. Ogni campo teme, a torto o a ragione, l\u2019altro. Ovviamente non mancano mai soggetti che spingono verso la catastrofe, ma sono solo dei fanatici estremamente minoritari.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 esattamente la situazione in cui ci troviamo oggi. La Russia \u00e8 convinta, a torto o a ragione, che l\u2019Occidente voglia distruggerla; l\u2019Occidente \u00e8 altrettanto fortemente convinto che la Russia persegua fini imperialisti e voglia distruggerne le libert\u00e0. Nell\u2019ombra, un esiguo gruppo, gli straussiani, auspica lo scontro.<\/p>\n<p>Per fugare i malintesi dobbiamo ascoltare le narrazioni di entrambi i campi.<\/p>\n<p>Mosca ritiene che il rovesciamento del presidente democraticamente eletto <strong>Viktor Yanukovich<\/strong> fu un colpo di Stato orchestrato dagli Stati Uniti. \u00c8 la prima divergenza. Gli Stati Uniti infatti interpretano i fatti del 2014 come una \u00abrivoluzione\u00bb, la rivoluzione dell\u2019Euromaidan o della Dignit\u00e0. Otto anni dopo, molte testimonianze occidentali comprovano l\u2019implicazione del dipartimento di Stato Usa, della Cia, della Ned [National Endowment for Democracy], della Polonia, del Canada, nonch\u00e9 della Nato.<\/p>\n<p>Le popolazioni della Crimea e del Donbass rifiutarono di riconoscere la legittimit\u00e0 della nuova classe al potere, formata anche da molti nazionalisti integralisti, discendenti degli sconfitti della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"totalitarismo\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>La Crimea \u2013 che al momento della dissoluzione dell\u2019URSS aveva gi\u00e0 votato per referendum l\u2019annessione alla nascente Russia indipendente \u2013 sei mesi prima che la restante parte della Repubblica sovietica d\u2019Ucraina si pronunciasse per l\u2019indipendenza, si espresse con un nuovo referendum. Per quattro anni la Crimea fu rivendicata sia dalla Russia sia dall\u2019Ucraina. Mosca faceva valere il fatto di aver pagato tra il 1991 e il 1995 al posto di Kiev le pensioni e gli stipendi ai funzionari della Crimea. La Crimea continuava di fatto a essere russa, sebbene la si considerasse territorio ucraino. Alla fine il presidente russo Boris Eltsin, mentre in Russia imperversava una crisi economica gravissima, risolse il contenzioso consegnando la Crimea a Kiev. La Crimea vot\u00f2 per\u00f2 una Costituzione che le riconosceva l\u2019autonomia in seno all\u2019Ucraina, ma Kiev non la riconobbe. Con il secondo referendum, quello del 2014, la popolazione di Crimea proclam\u00f2 a larghissima maggioranza l\u2019indipendenza. Il parlamento di Crimea chiese allora l\u2019annessione alla Federazione di Russia, che per\u00f2 non acconsent\u00ec. Per rafforzare la continuit\u00e0 del proprio territorio, la Russia ha costruito, senza consultare l\u2019Ucraina, un gigantesco ponte sul Mar d\u2019Azov che collega il territorio metropolitano alla penisola di Crimea, privatizzando di fatto il piccolo mare.<\/p>\n<p>In Crimea c\u2019\u00e8 il porto di Sebastopoli, indispensabile alla marina militare russa che, praticamente inesistente nel 1990, nel 2014 \u00e8 tornata a essere una potenza.<\/p>\n<p>Gli Occidentali hanno riconosciuto il referendum sovietico in Ucraina del 1990, ma non quello del 2014. Ma il diritto all\u2019autodeterminazione dei popoli vale anche per gli abitanti della Crimea. Gli Occidentali asseriscono che, durante le operazioni di voto, sul posto c\u2019erano molti soldati russi senza uniforme. \u00c8 vero, ma i risultati dei referendum del 1990 e del 2014 sono simili. Non c\u2019\u00e8 ragione di sospettare la frode.<\/p>\n<p>Gli Occidentali, per sottolineare che non accettavano l\u2019\u00abannessione\u00bb, hanno adottato sanzioni collettive contro la Russia, senza l\u2019autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu. Queste sanzioni violano la Carta delle Nazioni Unite, che attribuisce questo potere esclusivamente al Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p>Anche gli oblast di Donetsk e di Lugansk si sono rifiutati di riconoscere la legittimit\u00e0 del governo uscito dal colpo di Stato del 2014: hanno proclamato la propria autonomia, definendosi resistenti contro i \u00abnazisti\u00bb di Kiev. Equiparare i nazionalisti integralisti ai nazisti \u00e8 storicamente giustificato, ma impedisce ai non-ucraini di capire gli avvenimenti.<\/p>\n<p>Il nazionalismo integralista fu creato in Ucraina nei primi anni del XX secolo da <strong>Dmytro Dontsov<\/strong>, originariamente filosofo di sinistra, passato gradualmente all\u2019estrema destra. Durante la prima guerra mondiale fu un agente al soldo del secondo Reich, poi partecip\u00f2 al governo ucraino di <strong>Symon Petljura<\/strong>, nato in seguito alla Rivoluzione russa del 1917. Partecip\u00f2 alla Conferenza di pace di Parigi e accett\u00f2 il Trattato di Versailles. Nel periodo fra le due guerre <strong>Dontsov<\/strong> esercit\u00f2 il proprio magistero sulla giovent\u00f9 ucraina, facendosi promotore del fascismo e in seguito del nazismo. Divenne violentemente antisemita, sostenendo il massacro degli ebrei molto prima delle autorit\u00e0 naziste, che fino al 1942 parlarono solo di espulsione. Durante la seconda guerra mondiale <strong>Dontsov<\/strong> rifiut\u00f2 di assumere la direzione dell\u2019Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), che affid\u00f2 al discepolo <strong>Stepan Bandera<\/strong>, affiancato da <strong>Yaroslav Stetsko<\/strong>. Quasi tutti i documenti sull\u2019attivit\u00e0 di <strong>Dontsov<\/strong> in seno al nazismo sono stati distrutti. Non si sa cosa fece durante la guerra, salvo che partecip\u00f2 attivamente all\u2019Istituto <strong>Reinhard Heydrich<\/strong>, dopo l\u2019assassinio di quest\u2019ultimo. I giornali di quest\u2019organizzazione antisemita gli diedero molto spazio. Alla Liberazione, protetto dai servizi segreti anglosassoni, fugg\u00ec in Canada, poi negli Stati Uniti. La sua virulenza non scem\u00f2 nemmeno negli ultimi anni di vita: evoluto verso una forma di misticismo vichingo, predic\u00f2 lo scontro finale con i \u00abmoscoviti\u00bb. Oggi i libri di <strong>Dontsov<\/strong>, in particolare il\u00a0<i>Nazionalismo<\/i>, sono una lettura\u00a0<strong>obbligatoria<\/strong>\u00a0per i miliziani, soprattutto per quelli del Reggimento Azov. Durante la seconda guerra mondiale i nazionalisti integralisti ucraini massacrarono almeno tre milioni di concittadini.<\/p>\n<p>Washington interpreta questi fatti storici in modo diverso: i nazionalisti integralisti commisero sicuramente errori, ma si battevano per l\u2019indipendenza sia contro i nazisti tedeschi sia contro i bolscevichi russi. La CIA ha dunque fatto bene ad accogliere <strong>Dontsov<\/strong> negli Stati Uniti e ad arruolare <strong>Stepan Bandera<\/strong> a Radio Free Europe. E meglio ancora ha fatto a creare la Lega Anticomunista Mondiale attorno al ministro nazista ucraino <strong>Yaroslav Stetsko<\/strong>, nonch\u00e9 al capo dell\u2019opposizione al comunismo cinese, <strong>Chiang Kai-shek<\/strong>. Secondo Washington sono fatti che in ogni caso appartengono al passato.<\/p>\n<p>Nel 2014, con il presidente <strong>Petro Poroshenko,<\/strong> il governo di Kiev ha tagliato gli aiuti ai \u00abmoscoviti\u00bb del Donbass. Ha smesso di pagare le pensioni e i salari dei funzionari. Ha vietato l\u2019uso del russo, parlato da met\u00e0 degli ucraini, e lanciato operazioni militari punitive contro questi \u00absubumani\u00bb, che<strong> in dieci mesi hanno causato 5.600 morti e 1,5 milioni di profughi<\/strong>. Al cospetto di questi orrori, Germania, Francia e Russia hanno imposto gli Accordi di Minsk, per ricondurre a ragione il governo di Kiev e proteggere le popolazioni del Donbass.<\/p>\n<p>Prendendo atto che i primi Accordi non avevano prodotto risultati, la Russia fece avallare dal Consiglio di Sicurezza l\u2019Accordo di Minsk 2. \u00c8 la risoluzione 2202 del 12 febbraio 2015, adottata all\u2019unanimit\u00e0. Nella dichiarazione di voto gli Stati Uniti articolarono la loro interpretazione dei fatti: i \u00abresistenti\u00bb del Donbass erano solo \u00abseparatisti\u00bb, sostenuti militarmente da Mosca; specificarono anche che l\u2019Accordo di Minsk 2 non sostituiva gli Accordi di Minsk I, del 5 e 19 settembre 2014, ma vi si aggiungeva. Gli Stati Uniti esigevano perci\u00f2 il ritiro delle truppe russe senza uniforme presenti in Donbass. Germania e Francia fecero aggiungere una dichiarazione comune, cofirmata dalla Russia, che garantiva l\u2019applicazione \u00abobbligatoria\u00bb dell\u2019insieme degli \u00abimpegni\u00bb.<\/p>\n<p>Poco tempo dopo per\u00f2 il presidente <strong>Poroshenko<\/strong> dichiar\u00f2 di non voler applicare alcunch\u00e9 e rilanci\u00f2 le ostilit\u00e0; una posizione reiterata dal governo del presidente <strong>Zelensky<\/strong>. <strong>Nei sette anni successivi alla risoluzione 2202 vi furono altre vittime: 12 mila secondo Kiev, 20 mila secondo Mosca.<\/strong><\/p>\n<p>In questi anni Mosca non \u00e8 intervenuta. Il presidente <strong>Vladimir Putin<\/strong> non solo ha ritirato le proprie truppe, ma ha vietato a un oligarca di mandare mercenari a sostenere le popolazioni del Donbass, che sono state cos\u00ec abbandonate dai garanti degli Accordi di Minsk, nonch\u00e9 dagli altri membri del Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p>In Russia la politica funziona cos\u00ec: <strong>prima di annunciare qualsiasi cosa si deve essere in grado di compierla<\/strong>. Mosca ha quindi preparato in silenzio le successive mosse. Addestrata dalle sanzioni che la colpiscono dall\u2019annessione della Crimea, si aspettava che, in caso di un suo intervento per far applicare la risoluzione 2202, gli Occidentali le rafforzassero. Mosca ha perci\u00f2 preso contatto con altri Stati colpiti da sanzioni, in particolare con l\u2019Iran, per aggirare le misure gi\u00e0 in atto e prepararsi a farlo con quelle future. Chi si reca regolarmente in Russia sa che l\u2019amministrazione <strong>Putin<\/strong> stava da tempo incrementando un\u2019autarchia alimentare \u2013 compresi carne e formaggi \u2013 prima inesistente. Per quanto riguarda il sistema bancario, la Russia si \u00e8 avvicinata alla Cina; un\u2019iniziativa che tutti abbiamo ritenuto essere un piano contro il dollaro. In realt\u00e0 Mosca si stava preparando all\u2019esclusione dal sistema SWIFT.<\/p>\n<p>Quando il presidente <strong>Putin<\/strong> ha inviato in Ucraina l\u2019esercito, ha specificato che <strong>non intendeva dichiarare una \u00abguerra\u00bb per annettere l\u2019Ucraina, ma condurre un\u2019\u00aboperazione speciale\u00bb<\/strong> in forza della risoluzione 2202 e della propria \u00abresponsabilit\u00e0 nella protezione\u00bb delle popolazioni del Donbass.<\/p>\n<p>Com\u2019era prevedibile gli Occidentali hanno reagito con sanzioni economiche che per due mesi hanno perturbato gravemente l\u2019economia russa. Poi le parti si sono invertite e <strong>le sanzioni si sono rivelate proficue per la Russia, che gi\u00e0 da tempo vi si era preparata.<\/strong><\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4649.html?_=1664587141\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Gli Occidentali hanno mandato in Ucraina una grande quantit\u00e0 di armi, poi vi hanno dispiegato consiglieri militari e qualche forza speciale. Per l\u2019esercito russo, tre volte inferiore a quello ucraino per numero di soldati, sono iniziate le difficolt\u00e0. Per garantire un ricambio di uomini, senza tuttavia sguarnire il sistema nazionale di difesa, le forze armante hanno cos\u00ec decretato una mobilitazione parziale.<\/p>\n<p>La Nato ha da parte sua predisposto un piano per mobilitare un gruppo centrale di Stati, cui si aggiunge un gruppo di alleati pi\u00f9 distanti, in modo da ripartire su un numero di partner il pi\u00f9 possibile allargato lo sforzo finanziario necessario per sfinire la Russia.<\/p>\n<p>Mosca ha risposto annunciando che a un ulteriore passo degli Occidentali risponder\u00e0 usando nuove armi.<\/p>\n<p>Le forze armate russe e cinesi posseggono lanciamissili ipersonici, che gli Occidentali non hanno. In pochi minuti Mosca e Beijing possono distruggere qualsiasi obiettivo in ogni parte del mondo. Gli Occidentali non hanno per il momento strumenti per impedirlo. <strong>Un divario che non sar\u00e0 colmato almeno fino al 2030, secondo i generali statunitensi.<\/strong> La Russia ha gi\u00e0 annunciato che <strong>obiettivo prioritario sarebbe il ministero degli Esteri britannico, ritenuto la mente che guida i nemici, nonch\u00e9 il Pentagono, il braccio armato<\/strong>. Qualora attaccassero, le forze armate russe e cinesi distruggerebbero innanzitutto i satelliti di comunicazione strategica degli Stati Uniti (CS3), che in poche ore sarebbero privati della capacit\u00e0 di guidare missili nucleari, quindi di rispondere. Ci sono pochi margini di dubbio sull\u2019esito di una guerra di simile portata.<\/p>\n<p>Quando la Russia parla di attaccare con armi nucleari, non intende bombe atomiche strategiche come quelle sganciate dagli Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki, ma armi tattiche utili a distruggere obiettivi delimitati, come Whitehall e Pentagono. Le magniloquenti dichiarazioni del presidente Biden sul rischio che la Russia farebbe correre al mondo sono dunque insussistenti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 escluso che ci si possa imbarcare in uno scontro di tale portata. Negli Stati Uniti un piccolo gruppo di politici non-eletti, gli Straussiani, \u00e8 determinato a provocare l\u2019apocalisse. Sono convinti che gli Stati Uniti, pur non potendo pi\u00f9 dominare il mondo intero, possano continuare a tenere in pugno gli alleati. Per farlo devono essere <strong>pronti a sacrificarne una parte: danneggiarli in modo che gli Stati Uniti continuino a essere i primi (non i migliori).<\/strong><\/p>\n<p>Come in ogni conflitto le popolazioni hanno paura, ma un pugno di individui le spinge verso la guerra.<\/p>\n<p>La Russia ha organizzato quattro referendum per l\u2019autodeterminazione e l\u2019annessione: nelle due repubbliche del Donbass, nonch\u00e9 nei due oblast di Novorossia. Il G7, i cui ministri degli Esteri hanno partecipato all\u2019Assemblea Generale dell\u2019Onu a New York, ha immediatamente dichiarato che i referendum non possono essere validi perch\u00e9 si svolgono in situazione di guerra. Un\u2019opinione discutibile. Hanno poi denunciato una violazione della sovranit\u00e0 e dell\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina, nonch\u00e9 dei principi della Carta delle Nazioni Unite. Queste sono invece falsit\u00e0. Per definizione, il diritto dei popoli all\u2019autodeterminazione non contrasta con la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 dello Stato da cui vogliono separarsi.<br class=\"autobr\" \/>Sono principi che del resto tutti i membri del G7, a esclusione del Giappone, si sono impegnati a difendere firmando l\u2019Atto finale di Helsinki.<\/p>\n<p>\u00c8 particolarmente esecrabile constatare come il G7 interpreti il diritto a proprio favore, in particolare quello dell\u2019autodeterminazione dei popoli. Per fare un esempio, l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha condannato l\u2019occupazione illegale da parte del Regno Unito dell\u2019arcipelago delle Ciago, ordinandone la restituzione all\u2019Isola Mauritius entro il 22 ottobre 2019. Non solo la restituzione non \u00e8 mai avvenuta, ma una delle isole Ciago, Diego Garcia, \u00e8 data in uso agli Stati Uniti, che vi alloggiano la pi\u00f9 grande base militare dell\u2019Oceano Indiano. Altro esempio, nel 2009 la Francia ha illegalmente trasformato la colonia di Mayotte in dipartimento. Parigi ha organizzato un referendum, violando le risoluzioni 3291, 3385 e 31\/4 dell\u2019Assemblea Generale, che affermano l\u2019unit\u00e0 delle Comore e vietano l\u2019indizione di referendum in una sola delle sue parti, lo Stato delle Comore o la colonia francese di Mayotte. Ed \u00e8 proprio per evitare la decolonizzazione che la Francia ha indetto il referendum; nelle Mayotte la Francia ha infatti installato una base militare della marina, ma soprattutto una base militare d\u2019intercettazione e intelligence.<\/p>\n<p>Dal punto di vista russo, se questi referendum fossero internazionalmente riconosciuti metterebbero fine alle operazioni militari. <strong>Respingendoli, gli Occidentali prolungano il conflitto.<\/strong> Intendono aspettare che il resto della Novorossia cada nelle mani della Russia. Ebbene, se Odessa tornasse russa, Mosca dovrebbe accettare anche l\u2019adesione della Transnistria, contigua alla Federazione di Russia. Ma la Transnistria non appartiene all\u2019Ucraina, bens\u00ec alla Moldavia, da qui l\u2019attuale nome di Repubblica Moldava del Dnestr.<\/p>\n<p>La Russia si rifiuta di accogliere un territorio moldavo, che certamente ha ragioni storiche per proclamarsi indipendente. Ma non ha accettato nemmeno l\u2019adesione dell\u2019Ossezia e dell\u2019Abkhazia, che hanno anch\u2019esse ragioni storiche per proclamarsi indipendenti, per\u00f2 sono georgiane. N\u00e9 la Moldavia n\u00e9 la Georgia hanno commesso crimini paragonabili a quelli dell\u2019Ucraina moderna.<\/p>\n<p>Alla fine di quest\u2019esposizione prendiamo atto che<strong> i torti sono da entrambe le parti, ma non sono ripartiti in uguale misura.<\/strong> Gli Occidentali hanno riconosciuto il colpo di Stato del 2014; hanno tentato di fermare il massacro conseguente, ma alla fine hanno permesso ai nazionalisti integralisti di perseverare; hanno armato l\u2019Ucraina invece di costringerla a rispettare gli Accordi di Minsk 1 e 2. La Russia ha invece costruito senza concertazione un ponte che chiude il Mar di Azov. La pace potr\u00e0 essere preservata solo se i due campi riconosceranno i propri errori.<\/p>\n<p>Ne saremo capaci?<\/p>\n<p><em><span class=\"fn\"><span lang=\"fr\">Thierry Meyssan<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article218096.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il conflitto ucraino si sta trasformando in guerra fra Occidente da un lato, Russia e Cina dall\u2019altro. Entrambe le parti sono persuase che l\u2019una voglia la rovina dell\u2019altra. Ma la paura \u00e8 cattiva consigliera. Si potr\u00e0 preservare la pace solo se ognuno dei contendenti riconoscer\u00e0 i propri errori. 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