{"id":66377,"date":"2022-10-09T11:06:12","date_gmt":"2022-10-09T09:06:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=66377"},"modified":"2022-10-10T14:03:43","modified_gmt":"2022-10-10T12:03:43","slug":"le-sette-parti-della-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/le-sette-parti-della-notte\/","title":{"rendered":"Le sette parti della notte"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Vi sono sette parti della notte: il vespro, il crepuscolo, il conticinio, l\u2019intempesto, il gallicinio, il mattutino e il diluculo.<\/p>\n<div align=\"right\">Isidoro, Etimologie<\/div>\n<\/blockquote>\n<h3>I.\u00a0<i>Vespro.<\/i><\/h3>\n<blockquote>\n<div align=\"right\">\u00abIl vespro \u00e8 cos\u00ec chiamato dalla stella occidentale, che segue subito il tramonto e precede le tenebre che seguono\u00bb.<\/div>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p1\"><strong>Il vespro \u00e8 il tramonto dell\u2019Occidente, annunciato da pi\u00f9 di un secolo e pertanto ormai definitivamente compiuto.<\/strong> Siamo dunque nelle tenebre che seguono il tramonto, delle quali il crepuscolo \u00e8 la prima figura. \u00c8 singolare che da quando <strong>Spengler<\/strong> stil\u00f2 la sua irrefragabile diagnosi nessuno fra i lettori pi\u00f9 intelligenti ne abbia contestato la validit\u00e0. Che l\u2019Occidente fosse maturo per il tramonto era allora come oggi una sensazione diffusa, anche se, allora come oggi, si finge che tutto continui come prima. Pensare la fine, anche soltanto riuscire a rappresentarsela \u00e8 infatti un compito arduo, per il quale ci mancano i termini adeguati. Gli antichi e i cristiani dei primi secoli, che aspettavano la fine del mondo come imminente, anche se incalcolabile, immaginavano una catastrofe senza precedenti, dopo la quale sarebbe iniziato un nuovo mondo \u2013 un nuovo cielo e una nuova terra. Il fatto \u00e8 che pensare la fine come un evento puntuale, dopo il quale tutto \u2013 anche il tempo \u2013 cesserebbe, offre cos\u00ec poco al pensiero, che preferiamo immaginare senza rendercene conto una sorta di tempo supplementare, in cui noi \u2013 che pure ce lo rappresentiamo \u2013 non ci siamo. <strong>Spengler<\/strong>, per parte sua, pensava una morfologia della storia, nel quale a nascere e tramontare sono delle civilt\u00e0 e, nel caso esemplare, l\u2019Occidente, il cui tramonto avrebbe coinciso \u00abcon una fase della storia che abbraccer\u00e0 diversi secoli e di cui noi stiamo attualmente vivendo il principio\u00bb. L\u2019ipotesi che vorrei suggerire \u00e8 che l\u2019Occidente include il tramonto non solo nel suo nome, ma anche nella sua stessa struttura \u2013 che esso sia, cio\u00e8, dal principio alla fine una civilt\u00e0 vespertina.<br \/>\nIl vespro, la stella dell\u2019Occidente, continua a splendere per tutta la notte che crediamo di stare attraversando e in cui invece dimoriamo; il tramonto \u2013 l\u2019essere in ogni istante alla fine \u2013 \u00e8 la condizione normale dell\u2019uomo occidentale. Per questo la sua notte non aspetta diluculo n\u00e9 aurora. Ma il tramonto, la crisi interminabile che egli persegue e che usa come un arma letale che cerca con ogni mezzo di dominare, gli sta sfuggendo dalle mani e finir\u00e0 per rivolgersi, come gi\u00e0 sta avvenendo, contro di lui. La sicurezza \u00e8 diventata la sua parola d\u2019ordine perch\u00e9 l\u2019Occidente ha cessato da un pezzo si sentirsi al sicuro.<\/p>\n<h3 class=\"p1\"><strong>II.\u00a0<i>Crepuscolo.<\/i><\/strong><\/h3>\n<blockquote>\n<div align=\"right\">\u00abIl crepuscolo \u00e8 una luce dubbia.\u00a0Creperum\u00a0significa infatti l\u2019essere in dubbio, cio\u00e8 fra la luce e le tenebre\u00bb.<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Isidoro<\/strong> sta copiando un passo del trattato di <strong>Varrone<\/strong> sulla lingua latina, dove si legge che <em>\u00able cose che si dicono creperae\u00a0sono dubbie, cos\u00ec come al crepuscolo non si sa se sia ancora giorno o gi\u00e0 notte\u00bb.<\/em> <strong>Da tempo siamo nel crepuscolo, da tempo siamo diventati incapaci di distinguere fra la luce e le tenebra \u2013 cio\u00e8 fra verit\u00e0 e falso.<\/strong> Poich\u00e9 chi non sa pi\u00f9 a che punto si trova, chi \u00e8 in dubbio fra il giorno e la notte nemmeno sa pi\u00f9 che cosa \u00e8 vero e che cosa \u00e8 falso ed \u00e8 questo dubbio che si vuole intrattenere a ogni costo negli animi e nelle menti. Il crepuscolo \u00e8 diventato in questo senso, un paradigma di governo, forse il pi\u00f9 efficace, che mobilit\u00e0 al suo servizio l\u2019apparato dei media e dell\u2019industria culturale. Cos\u00ec un\u2019intera societ\u00e0 vive nel crepuscolo, in dubbio sulla luce e la tenebra, sul vero e sul falso \u2013 fino a che il dubbio stesso si consuma e sparisce e <strong>una menzogna ripetuta a tal punto da non poter pi\u00f9 essere distinta dalla verit\u00e0 istaura il suo disperato dominio in ogni ambito e in ogni ordine.<\/strong> Ma una vita che s\u2019intenebra nella menzogna e mente costantemente a se stessa distrugge le sue stesse condizioni di sopravvivenza, non \u00e8 pi\u00f9 capace di percepire la luce, neppure il <em>\u00abtenue bagliore\u00bb<\/em> di un fiammifero strofinato nella notte. Anche coloro che credevano di governare il crepuscolo non sanno pi\u00f9 che cosa \u00e8 vero e che cosa \u00e8 falso, dov\u2019\u00e8 il buio e dov\u2019\u00e8 la luce; e anche se qualcuno si ostina a testimoniare della luce, di quella luce che \u00e8 la vita stessa degli uomini, non possono ascoltarlo. <strong>E<\/strong> <strong>se una menzogna diventata assoluta \u00e8 quella condizione in cui non \u00e8 pi\u00f9 possibile la speranza, il nostro tempo vespertino e crepuscolare \u00e8 in ogni senso disperato.<\/strong><\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"menzogna\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<h3>III.\u00a0<i>Conticinio.<\/i><\/h3>\n<blockquote>\n<div align=\"right\">\u00abIl conticinio \u00e8 quando tutti tacciono.\u00a0Conticiscere\u00a0significa infatti tacere\u00bb.<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Perch\u00e9 avete taciuto? Che i tempi fossero oscuri, che il crepuscolo regnasse in ogni luogo non baster\u00e0 a giustificarvi.<\/strong> Perch\u00e9 avete taciuto? Anche se non riuscivate pi\u00f9 a distinguere la luce dalle tenebre, almeno questo avreste dovuto dirlo, dovevate almeno gridare nel crepuscolo, nell\u2019ora incerta fra cane e lupo. Il vostro non era il silenzio di chi sa di non poter essere ascoltato, di chi nell\u2019universale menzogna ha qualcosa da dire e per questo si fa avanti e tace. <strong>Il vostro era il silenzio connivente di chi nella notte tace perch\u00e9 cos\u00ec fanno tutti.<\/strong> <em>\u00ab\u00c8 vero \u2013 direte \u2013 era ingiusto, ma ho taciuto, perch\u00e9 tutti tacevano\u00bb<\/em>. Eppure la menzogna parlava e voi l\u2019avete ascoltata. E il vostro silenzio copriva anche la voce di chi nonostante tutto provava a parlare, a far uscire dal suo mutismo la terza parte della notte.<\/p>\n<h3>IV.\u00a0<i>Intempesto.<\/i><\/h3>\n<blockquote>\n<div align=\"right\">\u00abL\u2019 intempesto \u00e8 un tempo della notte che sta nel mezzo ed \u00e8 inoperoso, quando nessuna azione \u00e8 possibile e tutte le cose sono acquietate nel sopore. Il tempo, infatti, non \u00e8 intellegibile per s\u00e9, ma solo attraverso le azioni degli uomini. Il mezzo della notte manca di azione. Intempestiva \u00e8 la notte inattiva, quasi senza tempo, cio\u00e8 senza l\u2019azione attraverso la quale si conosce il tempo; per questo si dice: sei venuto intempestivamente\u00bb.<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Il tempo che misuriamo con tanta cura in s\u00e9 non esiste, diventa conoscibile, diventa qualcosa che possiamo avere soltanto attraverso le nostre azioni.<\/strong> Se ogni agire \u00e8 sospeso, se nulla deve pi\u00f9 accadere, allora non abbiamo pi\u00f9 tempo, consegnati alla falsa quiete di un sopore senza sogni n\u00e9 gesti. Non abbiamo pi\u00f9 tempo, perch\u00e9 nella notte in cui siamo immersi il tempo ci \u00e8 diventato inconoscibile e le potenze del mondo ci mantengono con ogni mezzo in questa notte intempesta, <em>\u00abquasi senza tempo, cio\u00e8 senza l\u2019azione attraverso la quale si conosce il tempo\u00bb. \u00abQuasi\u00bb<\/em> senza tempo, perch\u00e9 l\u2019astratto tempo lineare \u2013 il tempo cronologico che divora se stesso \u2013 \u00e8 in realt\u00e0 presente, ma per definizione non possiamo averlo. Per questo dobbiamo costruire musei in cui mettere il passato e, come oggi sempre pi\u00f9 spesso avviene, perfino il presente.<br \/>\nCi\u00f2 che manca \u00e8 il\u00a0<i>kairos<\/i>, che gli antichi raffiguravano come un giovane alato che corre in bilico su una sfera, con la nuca calva che non lascia presa a chi cerca di agguantarlo mentre passa. Sulla fronte ha un folto ciuffo e in mano stringe un rasoio. Afferrare l\u2019attimo \u00e8 possibile solo per chi gli si pone improvvisamente di fronte, con un gesto deciso lo prende per il ciuffo e arresta la sua corsa irreale. Questo gesto \u00e8 il pensiero, il cui scopo \u00e8 afferrare nella notte il tempo che manca. Il suo gesto \u00e8 intempestivo, perch\u00e9 arresta e interrompe ogni volta il corso del tempo. Di qui l\u2019inattesa conclusione: <em>\u00absei venuto intempestivamente<\/em> (<i>\u00a0intempestivum venisti<\/i>)\u00bb. Volgendo l\u2019intempestivit\u00e0 contro se stessa, Il pensiero ferma e sorprende il tempo nella notte <em>\u00abquasi senza tempo\u00bb.<\/em> E questo gesto del pensiero, tagliente come un rasoio, \u00e8 l\u2019agire politico primevo, che apre la possibilit\u00e0 di tutte le azioni proprio quando a met\u00e0 della notte ogni azione sembrava impossibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>V.\u00a0<i>Gallicinio.<\/i><\/h3>\n<blockquote>\n<div align=\"right\">\u00abIl gallicinio \u00e8 cos\u00ec chiamato perch\u00e9 i galli annunciano la luce\u00bb.<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Il canto del gallo non annuncia l\u2019aurora. Il suo \u2013 se l\u2019ascoltate con attenzione \u2013 \u00e8 l\u2019urlo affranto di chi veglia nella notte e fino all\u2019ultimo non sa se verr\u00e0 il giorno.<\/strong> Per questo il suo canto \u2013 o, piuttosto, il suo grido \u2013 si rivolge proprio a noi, che come lui vegliamo nel buio e come lui chiediamo: <em>\u00aba che punto \u00e8 la notte?\u00bb<\/em>. Il grido del gallo \u00e8, come il nostro, soltanto una sonda gettata nelle tenebre non per misurarne il fondo \u2013 non sarebbe possibile \u2013 ma per sostenere e quasi calibrare la nostra veglia, di cui non conosciamo la durata. E in questo vi \u00e8 qualcosa come una piccola luce, una scintilla nel buio.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1665306150\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>VI.\u00a0<i>Mattutino.<\/i><\/h3>\n<blockquote>\n<div align=\"right\">\u00abIl mattutino \u00e8 fra il dileguare delle tenebre e l\u2019avvento dell\u2019aurora. \u00c8 detto mattutino perch\u00e9 \u00e8 il tempo del mattino incipiente\u00bb.<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Fra tenebre e luce.<\/strong> Come il vespro era fra la luce e le tenebre.\u00a0<i>Inchoante mane<\/i>, il mattino incipiente:\u00a0<i>mane<\/i>\u00a0\u00e8 il neutro dell\u2019aggettivo\u00a0<i>manis<\/i>, che significa \u00ab<em>buono<\/em>\u00bb e applicato al tempo vale \u00ab<em>di buon ora<\/em>\u00bb. Il mattino \u00e8 per eccellenza \u00ab<em>l\u2019ora buona<\/em>\u00bb, cos\u00ec come i greci chiamavano \u00ab<em>buona<\/em>\u00bb (<i>\u00a0phos agathos<\/i>) la prima luce. \u00ab<em>Maturo<\/em>\u00bb \u00e8 ci\u00f2 che avviene al momento buono e\u00a0<i>Matuta<\/i>, la dea del mattino, era per i latini per eccellenza la dea buona. Mattutino \u00e8 il pensiero nel suo nascere, prima che si fissi nel giro delle formule e delle parole d\u2019ordine. Conviene, al mattino, non aver fretta, indugiare nell\u2019ora buona, concederle tutto il tempo di cui ha bisogno. Per questo nel nostro mondo tutto cospira invece per abbreviare la buon\u2019ora e togliere tempo al risveglio. Perch\u00e9 il risveglio \u00e8 il tempo del pensiero, in bilico fra il buio e la luce, fra il sogno e la ragione. <strong>E al pensiero \u2013 al mattutino \u2013 si cerca in tutti i modi di togliere tempo, cos\u00ec che oggi molti sono desti, ma non svegli, lustri, ma non lucidi. In una parola: pronti a servire.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>VII.\u00a0<i>Dilucolo.<\/i><\/h3>\n<blockquote>\n<div align=\"right\">\u00abDilucolo, quasi piccola luce incipiente del giorno. \u00c8 l\u2019aurora, che precede il giorno\u00bb.<\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Questa \u00ab<em>piccola luce<\/em>\u00bb per ora possiamo soltanto immaginarla. Il dilucolo, l\u2019aurora, \u00e8 <strong>l\u2019immaginazione che accompagna sempre il pensiero e gli impedisce di disperare anche nei tempi pi\u00f9 barbari e oscuri.<\/strong> Non perch\u00e9 \u00ab<em>ci sono molte aurore che devono ancora risplendere<\/em>\u00bb, ma perch\u00e9 non aspettiamo pi\u00f9 alcuna aurora.\u00a0<i>Compieta<\/i>, completa \u00e8 l\u2019ultima ora canonica e per noi ogni ora \u00e8 compieta, \u00e8 l\u2019ultima ora. In essa le sette parti della notte coincidono, sono in verit\u00e0 una sola ora. E colui per il quale ogni istante \u00e8 l\u2019ultimo non pu\u00f2 essere catturato nei dispositivi del potere, che hanno sempre bisogno di supporre un futuro. <strong>Il futuro \u00e8 il tempo del potere, compieta \u2013 l\u2019ultima ora, la buona \u2013 \u00e8 il tempo del pensiero.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\" align=\"right\"><em>16 settembre 2022<\/em><br \/>\n<em>Giorgio Agamben<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\" align=\"right\"><em><a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-le-sette-parti-della-notte\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fonte<\/a><\/em><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono sette parti della notte: il vespro, il crepuscolo, il conticinio, l\u2019intempesto, il gallicinio, il mattutino e il diluculo. Isidoro, Etimologie I.\u00a0Vespro. \u00abIl vespro \u00e8 cos\u00ec chiamato dalla stella occidentale, che segue subito il tramonto e precede le tenebre che seguono\u00bb. 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