{"id":66515,"date":"2022-10-16T20:51:18","date_gmt":"2022-10-16T18:51:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=66515"},"modified":"2022-10-18T10:49:15","modified_gmt":"2022-10-18T08:49:15","slug":"il-mondo-capovolto-di-lupo-de-lupis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/il-mondo-capovolto-di-lupo-de-lupis\/","title":{"rendered":"Il mondo capovolto di Lupo De Lupis"},"content":{"rendered":"<div class=\"article first\">\n<div class=\"thumbnail\">\n<div class=\"hover\">Per caso abbiamo ascoltato il dialogo tra due bambine delle scuole elementari: compunte, serissime come sanno essere a quell\u2019et\u00e0, discutevano dei massimi sistemi e sostenevano che i lupi sono buoni. Parola delle maestre. Ci \u00e8 venuto in mente un cartone animato di tantissimi anni fa, il cui protagonista era Lupo De Lupis, <em>\u201cil lupo tanto buonino\u201d.<\/em> Aveva un romantico, mondano accento francese e, a differenza dei lupi delle fiabe e di quelli veri, era animato da ottimi sentimenti. Incompreso, finiva sempre per essere picchiato e cacciato, vittima del pregiudizio di essere un lupo.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_left_entries_post left_entries\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se Lupo De Lupis tornasse, sarebbe sorpreso di quanto \u00e8 cambiato il mondo dagli oscuri anni Sessanta. In altri cartoni che hanno forgiato l\u2019immaginario infantile di generazioni c\u2019erano topi tutti <em>\u201clegge e ordine\u201d<\/em> \u2013 Topolino di Walt Disney- infallibile investigatore al servizio delle istituzioni, un gatto maldestro, Silvestro, che non riusciva mai a catturare il petulante canarino Titti e persino un leone mansueto, Svicolone, lesto a fuggire, doppiato con una gioviale cadenza bolognese.<\/p>\n<p>Erano gi\u00e0 in fila tutte le premesse del mondo sottosopra, alla rovescia, negatore della realt\u00e0 naturale. L\u2019 associazione di idee corre a un quadro surrealista di <strong>Ren\u00e9 Magritte<\/strong>, Il castello dei Pirenei. Una fortezza merlata dall\u2019aspetto impenetrabile si erge sopra un enorme masso sospeso su un mare grigio e ondeggiante. Tra le varie interpretazioni \u201c<em>serie<\/em>\u201d, una, la meno attendibile, \u00e8 la nostra: una civilt\u00e0 arroccata in se stessa, priva di ancoraggi, sostenuta da un sistema di valori estranei alla realt\u00e0, fluttuante sul nulla, rappresentato dal mare minaccioso e scuro. Surrealismo, la rivincita impossibile di un mondo inesistente, irrazionale ed onirico.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-66519 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/castello-dei-pirenei-188x300.webp\" alt=\"\" width=\"438\" height=\"699\" srcset=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/castello-dei-pirenei-188x300.webp 188w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/castello-dei-pirenei-8x12.webp 8w, https:\/\/www.liberopensare.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/castello-dei-pirenei.webp 643w\" sizes=\"(max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/><\/p>\n<p>Negli stessi anni di Lupo De Lupis, del gatto Silvestro e dell\u2019orso Yoghi, socievole, bonaccione, simpatico ladruncolo dei cestini delle merende, ci entusiasmavamo al cinema per le imprese dei\u00a0<em>cow boys<\/em>\u00a0e dei\u00a0<em>soldati blu<\/em> in lotta con i selvaggi pellerossa, colpevoli di difendere la terra dei padri dall\u2019 ingordigia degli invasori.<\/p>\n<p>Tutto era molto chiaro, bench\u00e9 gi\u00e0 capovolto, in quella colonizzazione culturale. Il percorso ha raggiunto il suo culmine nel presente: lupi buoni, negazione della natura e della biologia a favore del<em> \u201ccostrutto culturale\u201d<\/em>, disprezzo di tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato faticosamente costruito nei secoli e nei millenni. Resta il bisogno umano di tracciare una linea che divide il bene e il male, una bussola per orientare il cammino.<\/p>\n<p>La differenza \u00e8 l\u2019inversione dei fattori, ma \u201c<em>noi<\/em>\u201d siamo sempre di qua (i buoni, colti, illuminati) e gli altri di l\u00e0 (i cattivi, i selvaggi). <strong>Josep Borrell,<\/strong> Alto (!!!) Rappresentante dell\u2019Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, a proposito delle guerre e delle turbolenze presenti, ha dichiarato che <em>\u201cnoi siamo il giardino\u201d.<\/em> Gli altri-immaginiamo- l\u2019orrenda oscurit\u00e0 da squarciare anche con le armi.<\/p>\n<p>Certo, rassicura pensare che ci sia una linea di demarcazione tanto netta. Buoni e cattivi: semplifica le cose, specialmente se il giardino dei buoni \u00e8 abitato da noi. Tracci una linea per terra e trascorri la vita a posizionare l\u2019uno e l\u2019altro di qua o di l\u00e0 in base al criterio che ti \u00e8 stato fornito, ma che ritieni frutto della tua libera, virtuosa riflessione. Le esperienze, le vicende della vita, i capelli grigi fanno capire solo a qualcuno che la linea disegnata con tanta sicurezza \u00e8 opaca e niente affatto retta.<\/p>\n<p><script type=\"text\/javascript\">\nvar ml_partners_options = {\n\tpcode : \"3867\",\n\tlogo : \"logo\",\n\timmagini : \"s\",\n\tmaxtitolo : 50,\n\tprezzo : \"s\",\n\tbordocolor : \"09f\",\n\tsconto : \"s\",\n\tricerca : \"s\",\n\tdefaultricerca : \"manipolazione\",\n\tdefaulttipo : \"Tutte\",\n\txml_id : 5,\n\tmaxprodotti : 20,\n\ttarget : \"_blank\",\n\tlinkcolor : \"09f\",\n\tbgcolor : \"cef\",\n\tbuttoncolor : \"fff\",\n\tprezzocolor : \"f80\",\n\tn_row : 1,\n\tlarghezza : \"100%\",\n};\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/plus.macrolibrarsi.it\/assets\/widget-partner-v1\/js\/macrolibrarsi.partners.js\"><\/script><\/p>\n<p>La frontiera \u00e8 tra chi \u00e8 <em>\u201cuno di noi\u201d<\/em> e chi, non essendolo, entra nel novero dei malvagi e perfino degli sciocchi. Strano che i cretini stiano sempre dall\u2019altro lato.<\/p>\n<p>Prima la distinzione coinvolgeva anche gli animali. La gazzella e il leone, la volpe e le galline. Inutile ricordare chi \u00e8 buono e chi cattivo. Eppure gli animali vivono di istinti e mancano di inclinazioni al bene o al male. Agiscono in base a ci\u00f2 che serve alla conservazione della vita e della specie. Non aspirano ad altro, quindi \u00e8 assurdo attribuire loro \u201c<em>diritti<\/em>\u201d nel senso umano del termine, come vuole una folle cultura dominante.\u00a0 Il leone non odia la gazzella: \u00e8 semplicemente carnivoro, il gatto non attacca per gusto topi o uccellini (l\u2019orribile Titti\u2026).\u00a0 Quasi tutti, poi, come gli stessi umani finch\u00e9 non sono stati assaliti dalle ubbie della civilizzazione, hanno un forte istinto territoriale, difendono il \u201c<em>loro<\/em>\u201d spazio e la progenie. Sono forse tutti razzisti, da iscrivere senz\u2019altro nel girone del Male?<\/p>\n<p>Il caso del lupo \u00e8 diverso, ha radici negli aspetti pi\u00f9 profondi delle nostre paure. Per generazioni fu l\u2019incarnazione del male e della cattiveria. Le madri zittivano i bambini minacciandone l\u2019arrivo. Era il nemico dell\u2019uomo perch\u00e9 colpiva le greggi e gli animali d\u2019 allevamento. Ma soprattutto per l\u2019apparente irrazionalit\u00e0 malvagia del suo comportamento: il lupo non si limita a cacciare per sfamare se stesso e il branco, ma azzanna, sgozza e lascia sul terreno le vittime.<\/p>\n<p>Per questo, l\u2019inimicizia del contadino e dell\u2019allevatore verso il lupo persiste e aumenta con l\u2019avanzare dei branchi verso le aree dominate dagli uomini. Per converso, gli umani di citt\u00e0, che guardano solo la TV e cianciano di natura davanti all\u2019aperitivo, privi di relazione con l\u2019ambiente e le sue leggi, difendono i lupi sino a ribaltare la vecchia fama. Possono addirittura pensare che siano \u201c<em>buoni<\/em>\u201d e cattivo l\u2019uomo che tende trappole o spara ai superbi esemplari di\u00a0<em>Canis Lupus \u2013\u00a0<\/em>che non \u00e8 un placido animale da salotto, solo un po\u2019 pi\u00f9 fiero e riservato. Forse viene scambiata per bont\u00e0 la prudente tendenza a evitare la prossimit\u00e0 con l\u2019<em>homo sapiens<\/em>.<\/p>\n<p>Il lupo rappresenta il male in senso ancestrale, in quanto non uccide solo per soddisfare il suo appetito ma anche come modalit\u00e0 di scarico dell\u2019adrenalina che si porta dentro, che non si esaurisce finch\u00e9 non ha sgozzato un certo numero di animali pi\u00f9 deboli. Quella tensione non pu\u00f2 essere fermata: \u00e8 un disegno della natura, l\u2019animale non ha scelta. \u00c8 un lupo e si comporta da lupo: uccide e se ne va.\u00a0Il lupo fa danni e l\u2019uomo moderno \u2013 che considera il lupo \u201c<em>buono<\/em>\u201d e se stesso la quintessenza della civilt\u00e0 e della bont\u00e0- fa leggi per proteggerlo. Nessuna malvagit\u00e0 nell\u2019istinto dell\u2019animale, ma in ossequio al sentire comune contemporaneo i \u201c<em>buoni<\/em>\u201d difendono i lupi, mentre \u201c<em>cattivi<\/em>\u201d sono coloro che difendono se stessi. In alcune zone rurali si \u00e8 diffusa la consuetudine di inserire nel gregge un asino. Il simpatico equino &#8211; inseguito a sua volta dalla cattiva nomea di stupidit\u00e0 per la sua ritrosia a faticare per l\u2019uomov- \u201csente\u201d i lupi, raglia e avverte del pericolo. Non ci stupiremmo se la bont\u00e0 dei Lupo De Lupis postmoderni considerasse tale pratica violenza contro il povero asinello.<\/p>\n<p>Il privilegio di vivere in questo Occidente infatti \u00e8 che siamo tutti buoni.<\/p>\n<p>Tranne pochi riottosi come lo scrivente, che \u2013 lo confessa con riluttanza &#8211; non amava Topolino, preferiva i soldati grigi confederati a quelli blu, stimava i guerrieri indiani, animati dal senso dell\u2019onore e dal radicamento nella loro terra, ed era infastidito dalla bont\u00e0 dolciastra di Garrone nel libro Cuore, il gigante povero e mitissimo, ligio all\u2019autorit\u00e0 costituita. Non facevamo il tifo per Franti \u2013 il ragazzino torvo e maledetto, la malvagit\u00e0 in persona &#8211; ma l\u2019abbiamo spesso giustificato. Fin dall\u2019adolescenza, infatti, eravamo stati inseriti oltre la linea, nel campo dei cattivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_4626.html?_=1665945999\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Oggi tutti paiono buoni e benintenzionati, perfino i lupi, che impartiscono lezioncine travestiti da agnelli. Civilt\u00e0 del buonismo: viva Lupo de Lupis.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che, nell\u2019alluvione di finta bont\u00e0, tutto si capovolge e non ci sappiamo n\u00e9 vogliamo difendere. Se tutti sono buoni, a che serve? In lingua francese un\u2019espressione idiomatica \u201c<em>entre chiens et loups<\/em>\u201d, tra cani e lupi, indica l\u2019ora dell\u2019imbrunire in cui colori e contorni sfumano e una cosa non si distingue pi\u00f9 dall\u2019altra.<\/p>\n<p>I lupi non sono buoni, esattamente come non sono cattivi, due categorie soltanto umane. Per <strong>Ramiro De Maeztu<\/strong>, scrittore spagnolo, <em>\u201cessere \u00e8 difendersi\u201d<\/em>. Difendersi non \u00e8 attribuire categorie o etichette consolanti, ma distinguere con realismo il bene e il male per agire di conseguenza, seguire le tracce della verit\u00e0 senza credere nelle utopie di bont\u00e0 universale. Non \u00e8 vero che tutto pu\u00f2 essere risolto attraverso il dialogo. Provate a dialogare con il lupo in azione, predicare tolleranza verso le pecorelle. Siamo cos\u00ec buoni e benintenzionati da dimenticare di difendere noi stessi e proteggere ci\u00f2 che \u00e8 nostro.<\/p>\n<p>Branchi di lupi tanto buonini ci circondano. I loro morsi sono pensiero unico obbligatorio, minacce nucleari, dominio dei signori del denaro, imposizione di modelli esistenziali ed economici, boicottaggio di oleodotti, menzogne spacciate per clamorose verit\u00e0 scoperte solo da loro, virus che sfuggono ai cattivi pipistrelli. I lupi agiscono in branco se vedono un gregge debole, una difesa abbandonata. Un\u2019Erinni seminuda del gruppo Femen irruppe in una chiesa urinando e simulando un aborto davanti alla Madonna: fa parte dei buoni, dovr\u00e0 essere risarcita. Il suo era gesto era espressione del libero pensiero.<\/p>\n<p>Buoni sono anche i cretini \u201c<em>climatici<\/em>\u201d che hanno cercato di deturpare i <em>Girasoli<\/em> di <strong>Van Gogh<\/strong>.<\/p>\n<p>Cattivo era il gigante olandese, anche se non riusciamo \u2013 al di l\u00e0 della furia nichilista- a comprendere il senso di ci\u00f2 che fanno.\u00a0 D\u2019altronde, apparteniamo ai cattivi incalliti da troppo tempo per vedere la luce dei giusti.<\/p>\n<p>E giusti &#8211; come no &#8211; sono i liberatori anglosassoni i cui avi trassero popolazioni in schiavit\u00f9 e legittimarono i corsari, banditi del mare autorizzati dalla Corona.<\/p>\n<p>Buoni per definizione, esportatori di bont\u00e0 sotto forma di \u201c<em>democrazia<\/em>\u201d, quelli che lanciarono due ordigni nucleari su un nemico sconfitto, ci occupano e colonizzano la nostra mente, per impedirci di diventare cattivi.<\/p>\n<p>E buoni, buonissimi, nonostante l\u2019odio che distillano, sono quelli che considerano orribile il nuovo presidente della Camera, omofobo, allergico all\u2019immigrazione, addirittura \u201c<em>putiniano<\/em>\u201d e &#8211; udite, udite &#8211; un empio che prega quotidianamente.<\/p>\n<p>Ohib\u00f2. Essere buoni significa pensare come loro, cio\u00e8 quello che vogliono loro. I buoni, si sa, hanno casa a \u201c<em>sinistra<\/em>\u201d, una curiosa residenza da cui hanno sfrattato i poveri e gli operai per fare posto a stranieri e omosessuali. Una delle icone della bont\u00e0, <strong>Laura Boldrini<\/strong>, nel lanciare su <strong>Lorenzo Fontana<\/strong> gli anatemi del neo-bigottismo progressista, lo ha accusato di detestare i LGBTQIA+.<\/p>\n<p>Noi cattivi siamo incolti: non sapevamo che la A dell\u2019acronimo designasse gli \u201c<em>asessuali<\/em>\u201d. Del resto ignoravamo anche di odiarli. Abbiamo imparato qualcosa e siamo grati all\u2019esercito del bene che veglia su noi, mascalzoni che non si fidano dei lupi.<\/p>\n<p>I finti buoni sono pappagalli che ripetono suoni, non concetti, altoparlanti o fotocopie, come disse il Beato quindicenne <strong>Carlo Acutis<\/strong> citato dal pessimo <strong>Fontana<\/strong>. Spettatori di un cartone animato in cui i rospi sono <em>drag queen<\/em>\u00a0e il male si trasforma in bene, credono sinceramente nella bont\u00e0 dei lupi.<\/p>\n<p>Inquilini del mondo capovolto, dicono, come le tre streghe di Macbeth,<\/p>\n<blockquote><p>\u201cbello \u00e8 il brutto, e brutto \u00e8 il bello. E voliamo nella nebbia e nell\u2019aria sporca.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><em>Roberto Pecchioli<\/em><\/p>\n<p><em>Fonte<\/em><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per caso abbiamo ascoltato il dialogo tra due bambine delle scuole elementari: compunte, serissime come sanno essere a quell\u2019et\u00e0, discutevano dei massimi sistemi e sostenevano che i lupi sono buoni. Parola delle maestre. 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