{"id":66639,"date":"2022-10-20T10:36:22","date_gmt":"2022-10-20T08:36:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liberopensare.com\/?p=66639"},"modified":"2022-10-21T10:46:00","modified_gmt":"2022-10-21T08:46:00","slug":"dalla-parte-giusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberopensare.com\/en\/dalla-parte-giusta\/","title":{"rendered":"Dalla parte giusta"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content clearfix\">\n<h3 class=\"entry-thumbnail\">Il colonialismo moderno<\/h3>\n<div class=\"pf-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sin dagli albori delle cosiddette civilt\u00e0 queste si sono garantite la loro sussistenza attraverso la conquista di territori oltre i propri confini. La popolazione aumentava, come conseguenza di un benessere raggiunto? Questo imponeva l\u2019acquisizione di nuovi territori da coltivare. E di solito non si parlava con il vicino per negoziare l\u2019utilizzo dei suoi terreni, garantendo, magari, una vita pi\u00f9 che dignitosa a lui e alla sua discendenza, ma lo si sterminava. Questo perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 fatto a immagine e somiglianza di Dio, che \u00e8 notoriamente infinitamente buono e giusto.<\/p>\n<p>Da quello che noi identifichiamo come <em>\u201ccolonialismo moderno\u201d<\/em> l\u2019usanza di occupare territori altrui per procurarsi i beni necessari al proprio benessere, sterminando le popolazioni autoctone, \u00e8 stata esclusiva di noi europei: solo noi avevamo il diritto di sottomettere altri Stati per poterne ricavare le materie prime che ci servivano.<\/p>\n<p>Ancora oggi, sull\u2019enciclopedia Treccani, alla voce \u201ccolonialismo\u201d si legge: \u201c<em>In et\u00e0 moderna e contemporanea, l\u2019occupazione e lo sfruttamento territoriale realizzati con la forza dalle potenze europee ai danni di popoli ritenuti arretrati o selvaggi<\/em>.\u201d In et\u00e0 moderna e\u00a0<u>contemporanea<\/u>, di popoli ritenuti\u00a0<u>arretrati e selvaggi<\/u>. Beh, se sono arretrati e selvaggi\u2026 Come siamo bravi a giustificare le nostre atrocit\u00e0! Anzi, come disse <strong>Sir Michael O\u2019Dwyer<\/strong>, Luogotenente del Governatore del Punjab, che ordin\u00f2 quello che pass\u00f2 alla storia come il massacro di Amritsar, dove circa 1.500 dimostranti pacifisti indiani, tra cui donne e bambini, furono uccisi da bombardamenti aerei e a colpi di mitragliatrice: \u201c<em>It is not only our right but our duty to rule India<\/em>\u201d, non \u00e8 solo nostro diritto, ma nostro dovere governare l\u2019India. Certo, nostro dovere; d\u2019altronde sono <em>\u201carretrati e selvaggi\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Si definisce il primo impero coloniale della storia moderna quello portoghese cominciato con la conquista di Ceuta nel 1415, appena al di l\u00e0 dello stretto di Gibilterra, oggi citt\u00e0 autonoma spagnola circondata dal Marocco. Poi presero Madera, le Azzorre, il Senegal, la Guinea, Capo Verde, la Sierra Leone, il golfo di Guinea e poi raggiunsero l\u2019India dove stabilirono il loro centro operativo a Goa e da l\u00ec continuarono la loro occupazione del Mozambico, di Kilawa, di Mombasa e dell\u2019Abissinia. Ma l\u2019elenco non finisce qui, i portoghesi conquistarono molto di pi\u00f9, ma qui non m\u2019interessa fare l\u2019inventario delle loro colonie. Ma perch\u00e9 si spinsero cos\u00ec lontani da casa, per sete di conoscenza, per varcare le colonne d\u2019ercole come dei novelli Ulisse?<\/p>\n<p>Non scherziamo, chi mette la conoscenza al primo posto non stermina il prossimo. Cercavano merci da commerciare, soprattutto spezie e oro, in modo da rimpinguare le proprie casse, ma anche schiavi ossia manovalanza gratuita. Diedero cos\u00ec il via a quella fortunata e simpatica usanza chiamata <em>\u201ceconomia estrattiva\u201d<\/em>: arrivo, ti prendo tutto quello di cui ho bisogno e a te non lascio un bel nulla. Anzi, quando me ne vado faccio in modo da lasciarti in uno stato tale da farti rimpiangere quando ti governavo io, vedi gli inglesi con India-Pakistan-Bangladesh e il Nord Africa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1666253891\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E cos\u00ec gli spagnoli impararono dai loro cugini portoghesi e quando un certo <strong>Cristoforo Colombo<\/strong> si propose per trovare una via pi\u00f9 rapida per raggiungere le indie, non si lasciarono sfuggire l\u2019occasione per poter raggiungere quei luoghi pi\u00f9 velocemente dei portoghesi e batterli sul tempo. La storia ci dice che and\u00f2 diversamente, ma i bravi spagnoli seppero approfittarne comunque. Ci misero un po\u2019 di anni, ma all\u2019inizio del \u2018500 cominciarono la colonizzazione del Sud America. E state tranquilli che nemmeno quella volta noi europei ci spingemmo cos\u00ec lontani per amore della conoscenza o per aiutare i popoli pi\u00f9 arretrati di noi. Come scrisse <strong>Bernal Diaz del Castillo<\/strong> \u2013 cronista della spedizione di <strong>Hern\u00e1n Cort\u00e9s<\/strong> \u2013 \u201c<em>Siamo venuti per servire Dio e il Re, ma anche per diventare ricchi<\/em>.\u201d E lo fecero. S\u00ec \u00e8 vero, per diventare ricchi distrussero gli imperi dei Maya, degli Incas e degli Aztechi, ma erano <em>\u201carretrati e selvaggi\u201d<\/em> quindi si poteva fare. Nel migliore dei casi quei popoli erano ritenuti incapaci di autogovernarsi e di arrivare autonomamente ad un grado di civilt\u00e0 superiore e quindi andavano \u201c<em>tutelati<\/em>\u201d. Nel trovare i vocaboli giusti non ci batte nessuno.<\/p>\n<p>Quindi gli spagnoli, nonostante non avessero trovato le Indie, non si persero d\u2019animo e presero tutto ci\u00f2 che trovarono nei nuovi territori, a cominciare dai prodotti agricoli come le patate, i pomodori, legname e le fibre tessili, cotone in primis, ma anche oro e argento e, manco a dirlo, schiavi. Il tutto sfruttando la manodopera dei nativi ridotti in schiavit\u00f9. Col tempo, poi, affinarono quest\u2019arte\u00a0<em>estrattiva<\/em>\u00a0importando le materie prime in Europa a prezzi bassissimi e rivendendo i prodotti lavorati ai Paesi produttori originali a prezzi alti e senza dotarli di infrastrutture per la lavorazione. In buona sostanza, vengo a casa tua, ti riduco in schiavit\u00f9, ti rubo le materie prime, ti vendo i prodotti lavorati dalle mie aziende europee e non t\u2019insegno nemmeno come farlo da solo, quindi diventi dipendente da me.<\/p>\n<p>E noi europei, che siamo dei tipi svegli, questo l\u2019abbiamo imparato immediatamente. Infatti anche gli altri Stati europei seguirono il buon esempio dei portoghesi e degli spagnoli (quelle che oggi definiremmo <em>\u201cle buone pratiche\u201d<\/em>), a cominciare dagli inglesi, gli olandesi, i francesi e i belgi, ai quali poi seguirono anche i tedeschi e noi.<\/p>\n<p>Non ci crederete, ma nessuno dei Paesi europei, culla della cultura e dell\u2019arte mondiale dell\u2019epoca, ha mai colonizzato un Paese <em>\u201carretrato e selvaggio\u201d<\/em> per portargli \u201c<em>virtute e canoscenza<\/em>\u201d, ma solo per rubargli le materie prime, sfruttare la manodopera locale e renderlo dipendente commercialmente e finanziariamente.<\/p>\n<p>Non credo ci sia bisogno che elenchi le nefandezze arrecate dagli inglesi agli indiani, ai cinesi, agli africani, agli australiani o agli indiani d\u2019America e nemmeno che ribadisca quanto la loro posizione di predominanza attuale sia stata costruita letteralmente sul sangue e sulle ossa delle popolazioni da loro colonizzate.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/data\/partner\/4507\/wg_manu_5014.html?_=1666254208\" width=\"600\" height=\"646\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Ma non solo gli inglesi sono campioni di massacro estremo. Penso, per esempio al massacro delle isole Banda \u2013 un arcipelago di dieci isole in Indonesia \u2013 avvenuto a cura dei simpatici olandesi (che oggi vengono annoverati tra i cosiddetti <em>\u201cPaesi frugali\u201d<\/em>) agli inizi del \u2018600 per il monopolio sulla noce moscata. Si stima che la popolazione delle isole fosse di circa 15.000 abitanti; quando gli olandesi fecero il loro dovere ne rimasero non pi\u00f9 di mille.<\/p>\n<p>Un altro campione di questo meraviglioso sport fu re <strong>Leopoldo II<\/strong> in Congo. Nel 1885 il gentile sovrano belga occup\u00f2 l\u2019attuale Stato del Congo impossessandosi della ricchezza di quelle terre, primo fra tutti il caucci\u00f9 che in quegli anni era oro, dato il rapido proliferare dell\u2019industria automobilistica. Naturalmente il buon sovrano pens\u00f2 bene di utilizzare la popolazione locale sia per l\u2019estrazione che per il trasporto del prezioso materiale, senza pagarla. Anzi, se non raccoglievano il quantitativo giornaliero richiesto gli venivano amputate le mani o i piedi e, alle donne, le mammelle. Alla fine del ventennio di regno sul suo personale possedimento, il buon <strong>Leopoldo<\/strong> pot\u00e9 vantare un record tutt\u2019oggi imbattuto: grazie alle sue atrocit\u00e0 morirono circa dieci milioni di <em>\u201carretrati e selvaggi\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>E gli americani?<\/p>\n<p>Beh, loro sono fenomenali. Ci hanno provato anche loro a invadere qualche nazione, ma non ce l\u2019hanno mai fatta. Militarmente sono delle nullit\u00e0. Come, direte voi, la pi\u00f9 grande potenza mondiale? Hanno vinto la seconda guerra mondiale! Ne siete sicuri? Pensate ce l\u2019avrebbero fatta senza l\u2019aiuto dei russi? Fu la grande offensiva dell\u2019Armata Rossa a provocare la disfatta della <em>Wehrmacht<\/em> in Russia, in Polonia e Bielorussia arrivando a Berlino prima degli americani, con l\u2019operazione <em>Bagration<\/em>. E in Corea, in Vietnam, in Afghanistan? Una figuraccia dietro l\u2019altra. Anche in Iraq gli americani vinsero grazie alla collaborazione di tutte le forze armate alleate. Quindi, militarmente non sono mai stati in grado di fare alcunch\u00e9. Pertanto hanno sempre preferito utilizzare i servizi segreti o i ricatti economici per ottenere le materie prime per loro essenziali, vedi tutte le azioni intraprese nel loro <em>\u201ccortile di casa\u201d<\/em> come definiscono il Centro e Sud America.<\/p>\n<p>Occupare territori stranieri per assoggettarne le popolazioni <em>\u201carretrate e selvagge\u201d<\/em> \u00e8 una prerogativa tutta occidentale, un nostro primato. L\u2019India non ha mai colonizzato nulla, lo stesso vale per gli stati africani, per non parlare di quelli del centro e sud America.<\/p>\n<p>Diverso \u00e8 per la Russia, che si \u00e8 annessa tutti i territori del centro Asia, ma come ci insegna la storia recente, li ha dovuti lasciar andare a poco a poco. E quando prova a riprendersene qualcuno siamo noi i primi ad ergerci paladini dell\u2019autodeterminazione dei popoli. Che ipocriti!<\/p>\n<p>La Cina sta imparando da noi e sta espandendo la sua influenza economica in molti stati asiatici (Nord Korea, Sri Lanka e tramite la <em>Belt and Road Initiative<\/em>, la nuova via della seta), ma soprattutto in Africa come per esempio in Madagascar, Nigeria, Guinea Equatoriale, Namibia, Sud Africa, Congo, Eritrea, Uganda, Sudan e Kenya. E lo fa sempre per gli stessi motivi; manodopera a basso costo (maledizione, oggi non si pu\u00f2 pi\u00f9 renderli schiavi) ed estrazione delle materie prime. E come facciamo noi occidentali quando, dopo aver causato morte e distruzione per esportare la democrazia, ricostruiamo le infrastrutture dei Paesi da noi violentati, allo stesso modo i Cinesi costruiscono, in tempi rapidissimi, strade, ponti e ferrovie. Ma a nostra differenza, nel farlo, coinvolgono le grandi corporazioni locali, le grandi societ\u00e0 statali africane e le piccole e medie imprese. Ma, come noi, non lo fanno gratuitamente; anzi, gli Stati aiutati devono rimborsare tutto, interessi compresi. E, ovviamente, molti Stati non ce la fanno (vedi il Congo e Sri Lanka) e quindi diventano \u201c<em>sudditi<\/em>\u201d di Pechino.<\/p>\n<p>Ora basta, altrimenti mi viene il vomito.<\/p>\n<p>Tralascio volutamente tutti gli altri scempi ambientali e i massacri di popolazioni avvenuti nel nome del progresso di poche nazioni (noi compresi) a discapito della Natura e dei popoli da noi europei colonizzati perch\u00e9, come dicevo all\u2019inizio di questo articolo, il mio intento non \u00e8 quello di elencare le atrocit\u00e0 di cui ci siamo macchiati e, grazie alle quali, ancora adesso ci vantiamo d\u2019essere i Paesi pi\u00f9 progrediti. Ci sono fior di libri che sono molto pi\u00f9 accurati di queste poche righe e che illustrano molto pi\u00f9 nel dettaglio le raffinatezze utilizzate da noi occidentali per ottenere ci\u00f2 che vogliamo. No, il mio intento \u00e8 un altro.<\/p>\n<p>Farvi vergognare.<\/p>\n<p>Vorrei che prendeste coscienza nelle profondit\u00e0 del vostro essere, di come siamo arrivati fin qui, di come abbiamo costruito il nostro benessere, la nostra supposta superiorit\u00e0 culturale, economica, sociale e democratica su cumuli di cadaveri di uomini, donne e soprattutto di bambini innocenti. Gli stessi bambini e le stesse donne di cui proclamiamo di volere salvaguardare i diritti. Quanto ci sentiamo buoni quando parliamo di femminicidi e di questione gender. Ma per favore!<\/p>\n<p>Ma quanto riusciamo ad esserne consapevoli? Basta che uno stupido come me scriva qualche riga per farvene rendere conto nel profondo del vostro essere? Servir\u00e0 a qualcosa quanto da me scritto? Vi rendete veramente conto che gli strumenti che noi utilizziamo, a cominciare dal computer col quale sto scrivendo, al cellulare che usiamo continuamente tutti i giorni, dalle nostre belle automobili iper-tecnologiche, a quelle elettriche, dagli elettrodomestici \u201c<em>smart<\/em>\u201d a tutto il mondo digitale, ci rendiamo conto che sono strumenti che grondano il sangue di quei poveracci che estraggono i semiconduttori necessari per fabbricarli? I rapporti dell\u2019ONU parlano di 11 milioni di morti legati al controllo del business dei semiconduttori (da un articolo di <strong>Andrea Nicastro<\/strong> sul <em>Corriere della Sera<\/em> del 15 aprile 2017, figuriamoci quanti sono oggi!).<\/p>\n<p>Direte <em>\u00abE io che c\u2019entro?\u00bb<\/em> Io, tu, tutti noi c\u2019entriamo, perch\u00e9 se \u00e8 vero che non abbiamo deciso noi questa situazione, chiamiamola questa politica, se non \u00e8 colpa nostra se da pi\u00f9 di 500 anni sfruttiamo il resto del mondo per poter star bene noi, \u00e8 anche vero che avalliamo le scelte politico-economiche che i nostri Paesi adottano a discapito dei Paesi sfruttati. \u00c8 vero che compriamo questi strumenti e che non ci imponiamo sui nostri governanti. Lasciamo che facciano, che siano loro a prendere queste decisioni scomode, vero?<\/p>\n<p>E va bene, continuiamo cos\u00ec.<\/p>\n<p>Per\u00f2 sappiate che il male esiste, che le persone cattive esistono e siamo noi. E se esiste un dio di bont\u00e0, di amore e di giustizia sappiate che non gli piacciamo affatto.<\/p>\n<p><em>Danilo D&#8217;Angelo<\/em><\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<div class=\"col-6 col-sm-4 col-md-3 col-lg-2 mb-3\">\n<div class=\"image-new-container round-image-container\">\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/media.wsimag.com\/attachments\/9f04822290e9bc4383cc6fafc952a5510f047350\/store\/fill\/180\/180\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg\" sizes=\"(min-width:1800px) 262px, (min-width:1550px) 220px, (min-width:1300px) 180px, (min-width:992px) 130px, (min-width:768px) 150px, (min-width:576px) 150px, 258px\" srcset=\"\/\/media.wsimag.com\/attachments\/9e11ff2f23aa7313fd2e71e52ee0167e3fc6dedb\/store\/fill\/524\/524\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 524w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/c3d8b55a720b7f1524964b44c7a8ac01f7ea94b1\/store\/fill\/360\/360\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 360w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/491c5879caca203c1057bc8012f2e8ab9b997915\/store\/fill\/262\/262\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 262w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/9f04822290e9bc4383cc6fafc952a5510f047350\/store\/fill\/180\/180\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 180w,\/\/media.wsimag.com\/attachments\/25cf686471c1d47ddca118d1245444d8f2e98795\/store\/fill\/130\/130\/b14ec08d9fda271745d304055abd7036beffbab8753b5d7f84af4dbb40b5\/Danilo-DAngelo.jpg 130w\" alt=\"Danilo D'Angelo\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text-center text-sm-left col-sm-8 col-md-9 col-lg-10\">\n<div class=\"font-28 mb-2\"><a class=\"first-highlight-color\" href=\"https:\/\/wsimag.com\/it\/authors\/872-danilo-dangelo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Danilo D\u2019Angelo<\/a><\/div>\n<div class=\"font-15 tall-line-height mb-2\">Danilo D\u2019Angelo di professione architetto.<br \/>\nHa insegnato per alcuni anni.<br \/>\nDirige la Naveen Nursery and Primary School a Varanasi India.<br \/>\nMembro della segreteria dell\u2019associazione Centro di Gravit\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il colonialismo moderno &nbsp; Sin dagli albori delle cosiddette civilt\u00e0 queste si sono garantite la loro sussistenza attraverso la conquista di territori oltre i propri confini. 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